Montemonaco, al via i lavori di miglioramento sismico del Palazzo Municipale

 

 

Prende il via uno degli interventi più significativi della ricostruzione pubblica nel territorio di Montemonaco (Ap). Dopo l’approvazione del progetto e la concessione del finanziamento, sono partiti i lavori di miglioramento sismico del Palazzo Municipale, storico edificio del 1549 che si affaccia su piazza Risorgimento e rappresenta uno dei simboli del paese.

L’intervento dispone di un finanziamento complessivo di 1.646.100 euro, di cui l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha appena liquidato 502.671 euro.

“Il progetto punta a restituire piena funzionalità e sicurezza all’edificio, preservandone al tempo stesso il valore storico e architettonico – conferma il commissario straordinario, Guido Castelli -. Con l’apertura di questo cantiere andiamo ad aggiungere un altro tassello al percorso di ripresa dell’entroterra dopo quanto accaduto di negativo col sisma. L’obiettivo è di restituire, oltre a palazzi e abitazioni, prospettive concrete al territorio, anche grazie al recupero di un immobile che da secoli costituisce il cuore amministrativo e civico di Montemonaco”.

“L’avvio di questi lavori rappresenta un momento di fondamentale importanza per tutta la nostra comunità. Il Palazzo Municipale è da quasi cinque secoli la casa di tutti i cittadini di Montemonaco: metterlo in sicurezza e renderlo finalmente accessibile significa non solo preservare la nostra storia, ma anche dare un segnale concreto di ripartenza e di visione per il futuro del nostro territorio. Ringrazio l’Ufficio Speciale Ricostruzione e il Commissario Castelli per la costante attenzione riservata al nostro comune” sottolinea il sindaco Francesca Grilli.

I lavori prevedono una serie di opere strutturali finalizzate ad accrescere la capacità di resistere ad eventuali eventi sismici. Sono programmati interventi sulle murature portanti, sul sistema delle volte, sulla copertura e sulla torre campanaria, oltre al recupero degli spazi interni e all’eliminazione delle barriere architettoniche attraverso l’installazione di un ascensore. Il tutto per garantire una sede municipale più sicura, accessibile e adeguata alle esigenze della collettività.

Potenza Picena, progetti per auditorium “Scarfiotti” ed ex istituto avviamento professionale

 

Due importanti opere di recupero e valorizzazione del patrimonio pubblico di Potenza Picena (Mc) compiono un decisivo passo avanti nel percorso della ricostruzione post sisma. La Conferenza regionale ha infatti approvato i progetti relativi all’Auditorium Scarfiotti (ex Chiesa di Sant’Agostino) e all’ex Istituto di Avviamento Professionale, entrambi inseriti nel programma di rigenerazione urbana finanziato dall’ordinanza commissariale 137.

«Entrambi gli interventi sono frutto della collaborazione tra il Comune e l’Ufficio Speciale Ricostruzione, che ringrazio per l’impegno insieme alla Regione guidata dal presidente Acquaroli – spiega il commissario straordinario Guido Castelli -. Con l’approvazione dei due progetti si conclude una fase fondamentale dell’iter amministrativo e si pongono le basi per lo sviluppo della progettazione esecutiva e l’avvio dei lavori, contribuendo alla valorizzazione del patrimonio storico cittadino e al rafforzamento della sicurezza e della fruibilità di questi edifici, che rivestono una particolare rilevanza per la comunità di Potenza Picena».

«Questi due interventi rappresentano un altro risultato importante per Potenza Picena e sono il frutto della collaborazione tra Regione, Struttura commissariale e Comune – dice il sindaco Noemi Tartabini -. Ringrazio il presidente Francesco Acquaroli e il commissario Guido Castelli per l’attenzione e il lavoro svolto insieme ai nostri uffici e all’amministrazione. Per l’Auditorium Scarfiotti si tratta di preservare e valorizzare un luogo già oggi vissuto dalla comunità, che ospita iniziative culturali ed eventi istituzionali. Per l’ex Istituto di Avviamento Professionale, invece, si apre la prospettiva di una nuova vita dopo tanti anni di chiusura: immaginiamo questo spazio come un luogo sicuro e funzionale, a disposizione delle associazioni e delle attività della comunità. Il recupero permetterà inoltre di restituire valore e decoro a una parte importante del nostro centro storico, migliorandone anche l’aspetto».

Il primo intervento riguarda l’Auditorium Scarfiotti, storico edificio situato tra via Silvio Pellico e corso Vittorio Emanuele, destinato a sala consiliare e funzioni istituzionali. Il progetto, per un importo complessivo di 540.000 euro, prevede opere di consolidamento e recupero della copertura, il mantenimento delle capriate esistenti, il rinforzo della volta in camorcanna, la realizzazione di un nuovo controsoffitto isolato e il ripristino degli elementi architettonici esistenti. L’obiettivo è migliorare la conservazione dell’edificio, risolvendo le criticità emerse dopo gli eventi sismici e garantendone la piena funzionalità per le attività pubbliche e culturali della città.

L’immobile, che appartiene al complesso di Sant’Agostino e rappresenta uno dei luoghi simbolo del centro storico, sarà interessato da interventi improntati alla massima tutela del bene vincolato, con il recupero dei materiali originari e il mantenimento delle caratteristiche architettoniche storiche.

Via libera anche al progetto di ristrutturazione con miglioramento sismico dell’ex Istituto di Avviamento Professionale, situato tra corso Vittorio Emanuele e via Balilla e anch’esso appartenente al complesso di Sant’Agostino. L’intervento, del valore complessivo di 1,35 milioni di euro, consentirà di recuperare una struttura gravemente danneggiata dal terremoto e destinata a ospitare attività pubbliche, culturali e aggregative.

Le opere previste comprendono il consolidamento delle murature, il rifacimento dei solai in legno, il recupero delle finiture storiche, la riqualificazione impiantistica, l’efficientamento energetico e la completa eliminazione delle barriere architettoniche grazie all’inserimento di un ascensore e alla riorganizzazione degli accessi. Il volume e l’impianto architettonico originari saranno preservati, nel rispetto delle caratteristiche storiche dell’edificio.

 

A Foligno tre giornate di formazione sui processi amministrativi e sugli appalti pubblici con l’Autumn Camp

 

Prosegue in Umbria il percorso di formazione promosso dalla Struttura commissariale Sisma 2016 a supporto dei Responsabili Unici del Progetto e dei soggetti impegnati nella ricostruzione.

Da oggi fino al 9 ottobre Foligno ospita l’Autumn Camp dedicato ai processi amministrativi e agli appalti pubblici per la ricostruzione in programma presso la sede dell’USR Umbria.

L’iniziativa, gratuita, segue le tre giornate del Summer Camp ad Abbadia di Fiastra, che hanno registrato 100 partecipanti, raggiungendo il limite delle iscrizioni e della capienza disponibile. Un percorso importante che porta la formazione nei territori del cratere e che, dopo Foligno, proseguirà a Rieti e in Abruzzo, per favorire lo scambio di esperienze e la condivisione di strumenti operativi tra le amministrazioni delle quattro regioni colpite dal sisma.

Al centro delle tre giornate, le questioni che accompagnano il lavoro quotidiano di amministrazioni, tecnici e professionisti: procedure, controlli, sicurezza, sostenibilità, gestione della spesa ed esecuzione degli interventi.

La prima giornata, mercoledì 7 ottobre, si è aperta in mattinata con i saluti del commissario straordinario Guido Castelli e un focus sulle verifiche ANAC e sulle circolari operative. Nel pomeriggio approfondimenti sui livelli di sicurezza e sulle procedure della ricostruzione e sull’avanzamento della ricostruzione e sul badge di cantiere. È inoltre previsto l’intervento sul Laboratorio Appennino Centrale, sulla governance di NextAppennino e sull’impatto economico degli interventi.

Giovedì 8 ottobre, la mattinata sarà dedicata alla conformità urbanistica e alla gestione delle varianti e alla contabilità speciale e alla gestione amministrativo-contabile degli interventi. Il programma della giornata comprende un approfondimento sul calcolo del costo della manodopera.

La giornata conclusiva, venerdì 9 ottobre, prevede  approfondimenti sull’esecuzione dei lavori — consegna, sospensioni, riprese, stati di avanzamento e contabilità — attraverso gli esperti del Gruppo Supporto Territori della Struttura commissariale.

Il messaggio che accompagna l’edizione speciale, “Insieme, 10 anni di ricostruzione. Guardiamo al futuro”, riassume l’obiettivo del percorso: rafforzare la capacità amministrativa dei territori e costruire una comunità professionale capace di condividere problemi e soluzioni, accompagnando la ricostruzione delle comunità dell’Appennino centrale a dieci anni dal sisma del 2016.

«La ricostruzione è una grande sfida amministrativa, oltre che materiale. Dietro ogni edificio ricostruito e ogni opera restituita a una comunità ci sono persone chiamate ad assumere decisioni, rispettare tempi e regole e risolvere problemi complessi – sottolinea il commissario alla ricostruzione Guido Castelli –. La formazione è parte essenziale della ricostruzione stessa. A dieci anni dal terremoto dobbiamo trasformare l’esperienza accumulata in competenze e le competenze in risultati concreti. Con l’avanzamento dei cantieri cresce la necessità di presidiare l’esecuzione dei lavori, la sicurezza, la legalità e la correttezza della spesa pubblica. La rapidità deve andare di pari passo con la qualità e la trasparenza».

Acquasanta Terme, approvato il progetto da 1,9 milioni per il recupero del muro di contenimento e del percorso pedonale del centro storico

La ricostruzione di Acquasanta Terme, nel Piceno, compie un nuovo passo avanti con l’approvazione del progetto esecutivo per la ristrutturazione del muro di contenimento e la riqualificazione del percorso pedonale del centro storico. L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha autorizzato un finanziamento di 1.913.143 euro per un intervento inserito nel Programma straordinario di Rigenerazione Urbana connessa al sisma 2016.

“L’intervento rappresenta un investimento importante sia sotto il profilo della sicurezza sia per la valorizzazione delle terme e del patrimonio storico del comune – conferma il commissario straordinario, Guido Castelli -. Si tratta di un passaggio fondamentale a livello di rigenerazione urbana e di rilancio turistico per un territorio dalle grandi potenzialità: la ricostruzione è anche questo. Ringrazio, come sempre, gli enti direttamente coinvolti, dal Comune fino all’Usr ed alla Regione guidata dal presidente Acquaroli”.

“Un altro tassello importante per quanto riguarda lo sviluppo termale nell’area del centro storico di Acquasanta perché, dopo i finanziamenti e i lavori che si stanno realizzando all’interno della piscina e grotta sudatoria e quelli che riguardano la realizzazione dell’ascensore su rotaia, adesso si va a unire l’altro tassello fondamentale che è quello del ripristino delle mura storiche e di tutto il percorso di via Tito Livio  che rappresenta un aspetto importante per arrivare direttamente al capoluogo- dichiara il sindaco Sante Stangoni – Si delinea così un progetto unitario che, nell’arco di un paio d’anni, consentirà di riqualificare l’intera area, recuperare il patrimonio storico e creare nuove opportunità economiche attraverso il termalismo. Un ringraziamento particolare va al commissario Guido Castelli e al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, che hanno accolto le nostre richieste e creduto nell’obiettivo di fare di Acquasanta un polo termale sempre più qualificato e specializzato, capace di affermarsi nel Centro Italia e a livello nazionale. Il recupero di via Tito Livio e delle mura storiche completa questa visione: le terme, l’ascensore e i percorsi di accesso diventano parti di un unico intervento, pensato per rendere il nostro paese più accessibile, attrattivo e vitale”.

L’opera riguarda un’area di particolare interesse per il capoluogo, posta in prossimità della piscina termale e della storica grotta sudatoria, dove il terremoto ha compromesso la stabilità delle strutture di sostegno e dei collegamenti pedonali. Il progetto punta a migliorare la sicurezza del versante e a valorizzare uno degli accessi più significativi del centro storico.

Tra gli interventi previsti figurano il consolidamento delle pareti rocciose e delle murature esistenti mediante chiodature, reti metalliche, ristilature armate e iniezioni di malta. Sarà inoltre realizzata una paratia di micropali tirantata per rafforzare la stabilità del muro di contenimento, mentre il percorso pedonale verrà completamente riqualificato con una nuova pavimentazione in travertino, sistemi di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche e una nuova illuminazione.

Il progetto comprende anche il recupero del muro che sovrasta l’ingresso della grotta sudatoria, attraverso lo smontaggio e il successivo rimontaggio con il riutilizzo dei materiali originari, e la realizzazione di una scala metallica di collegamento tra il nuovo centro termale e il percorso pedonale.

Pioraco, affidati i lavori per la ricostruzione della Madonnetta: demolizioni, nuove infrastrutture e protezione del versante

 

La ricostruzione del quartiere Madonnetta di Pioraco compie un nuovo passo: con decreto dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Marche n. 382 del 5 ottobre 2026 sono stati affidati i lavori propedeutici al recupero dell’area colpita dal sisma del 2016.

L’affidamento segue l’esame del progetto esecutivo nella Conferenza dei servizi nell’ambito della quale è stato approvato anche l’intervento di mitigazione delle colate detritiche del versante, individuato attraverso gli studi sul rischio idraulico e idrogeologico del quartiere. Le opere di protezione sono state ricomprese nelle risorse già stanziate dall’Ordinanza speciale n. 41 del 30 dicembre 2022, all’interno del quadro economico complessivo di 4,84 milioni di euro.

I lavori sono stati affidati ad una ditta marchigiana  per un importo contrattuale di circa 3,43 milioni di euro. Comprendono la demolizione degli edifici esistenti, gli interventi sulle infrastrutture viarie e sui sottoservizi, la realizzazione di strade, marciapiedi e parcheggi e le opere di mitigazione del rischio da colate detritiche. La protezione del versante prevede due barriere in acciaio per ridurre il rischio di discesa di materiale detritico verso l’area abitata. Un intervento che integra la riorganizzazione urbana con la sicurezza del territorio, accompagnando il recupero di un quartiere segnato da cedimenti e fessurazioni.

Il termine previsto per l’esecuzione delle prestazioni è di 300 giorni naturali e consecutivi dalla consegna dei lavori. L’affidamento ha ricevuto il parere positivo dell’ANAC nell’ambito della verifica preventiva di legittimità.

«L’affidamento dei lavori rappresenta un passaggio concreto nel percorso di ricostruzione della Madonnetta – dichiara il Commissario straordinario al sisma 2016 Guido Castelli –. Le demolizioni e le nuove infrastrutture sono indispensabili per preparare il recupero del quartiere e il ritorno delle famiglie. A queste si affiancano le opere di mitigazione delle colate detritiche, individuate grazie agli approfondimenti sul rischio idraulico e idrogeologico, approvate in Conferenza dei servizi e inserite nel finanziamento già disponibile. Ricostruire significa affrontare insieme la sicurezza delle abitazioni e quella del territorio, restituendo alla comunità condizioni adeguate per tornare a vivere nei propri luoghi. Ringrazio il presidente della Regione Marche Acquaroli, l’Usr Marche e il sindaco Cicconi per l’impegno e la collaborazione».

«L’aggiudicazione dei lavori di demolizione dei fabbricati inagibili e delle opere di urbanizzazione del quartiere Madonnetta rappresenta un tassello fondamentale per l’avvio concreto della ricostruzione – dichiara il sindaco di Pioraco Matteo Cicconi –. È un provvedimento molto atteso dai cittadini, sul quale abbiamo lavorato a lungo e in maniera sinergica. Ringrazio la Struttura commissariale per la massima collaborazione, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, che ha seguito l’iter di aggiudicazione, e l’Ufficio tecnico comunale per il lavoro svolto. Ora avvieremo il confronto con i tecnici incaricati, affinché i cittadini, insieme ai propri professionisti, possano presentare nel più breve tempo possibile le richieste di contributo e arrivare all’avvio dei lavori di ricostruzione delle abitazioni anche alla Madonnetta».

Si tratta di una delle aree più complesse del “paese della carta”, dove sono 63 appartamenti interessati dal programma di recupero. Sono 10 gli edifici interessati dal programma di recupero di queste 36 unità immobiliari che rientrano nella perimetrazione e potranno essere ricostruiti in loco, mentre 27 dovranno essere delocalizzati. L’Erap ha già avviato le procedure per 14 unità abitative, con acquisto di immobili anche nel centro storico, procedendo a una riqualificazione che va a segno con un doppio obiettivo del recupero del patrimonio immobiliare e riportare abitanti nel borgo. Altri  13 edifici privati seguono un percorso misto e sono in fase di istruttoria, tra acquisto di immobili equivalenti e realizzazione di nuovi fabbricati. Nella cabina di coordinamento alla fine dello scorso anno, in una ordinanza ad hoc,  è stata anche inserita, per i privati, la possibilità di acquistare immobili in qualsiasi comune del cratere marchigiano, l’eliminazione dei limiti che avevano irrigidito le procedure, e una disciplina chiara per l’erogazione dei contributi, in quanto Pioraco, non dispone di aree edificabili né di immobili equivalenti a quelli originari in grado di assicurare una delocalizzazione rapida ed efficiente; una situazione che accomuna anche i Comuni confinanti. Dunque prosegue l’impegno della struttura commissariale guidata da Castelli per cercare soluzioni e accelerare il percorso di ricostruzione anche per le aree più complesse, con l’obiettivo di rispondere alle legittime aspettative delle persone e rendere più sicuri i territori, anche dal punto di vista idrogeologico.

Sicurezza a scuola: il “Fazzini-Mercantini” di Grottammare si impone nel concorso nazionale

 

L’Istituto d’Istruzione Superiore “Fazzini-Mercantini” di Grottammare ha conquistato il primo premio della terza edizione del concorso di idee “Salute e sicurezza…insieme! La prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro si imparano a scuola”, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e in collaborazione con Inail.

Alla cerimonia, ospitata presso l’Opificio Italiacamp di Roma, hanno partecipato il Ministro del Lavoro Marina Calderone e il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, senatore Guido Castelli.

Il progetto vincitore è un disegno a mano libera che raffigura un ragazzo nel corridoio di una scuola: la sua ombra è composta da norme, prassi e dispositivi di sicurezza. Un’immagine che esprime la necessità di rendere la prevenzione una componente naturale degli ambienti e delle esperienze quotidiane.

«Sono orgoglioso del risultato ottenuto dagli studenti e dai docenti del Fazzini-Mercantini di Grottammare e del Fermi-Sacconi-C.P.IA di Ascoli Piceno. I loro progetti esprimono un messaggio essenziale: la prevenzione deve diventare parte della vita quotidiana. Dietro ogni regola di sicurezza ci sono una persona, una famiglia, un futuro da proteggere», dichiara Castelli.

«Nella ricostruzione del Centro Italia questa responsabilità ci accompagna ogni giorno: restituire case sicure alle comunità significa anche tutelare chi lavora nei cantieri. Ringrazio il Ministro Marina Calderone, il Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’Inail per un’iniziativa che rende i giovani protagonisti della cultura della sicurezza. Le loro idee ci ricordano che educare alla prevenzione significa prendersi cura della vita».

Al concorso hanno partecipato 110 istituti scolastici di tutta Italia. Il secondo premio è stato assegnato al “Fermi-Sacconi-C.P.IA” di Ascoli Piceno, confermando l’importante risultato delle scuole del territorio.

Il “Fermi-Sacconi-C.p.ia” di Ascoli premiato al concorso nazionale sulla sicurezza

 

 

L’Istituto di Istruzione Superiore “Fermi-Sacconi-C.P.IA” di Ascoli Piceno ha ottenuto il secondo premio della terza edizione del concorso di idee “Salute e sicurezza…insieme! La prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro si imparano a scuola”, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e in collaborazione con Inail.

Alla cerimonia, ospitata presso l’Opificio Italiacamp di Roma, hanno partecipato il Ministro del Lavoro Marina Calderone e il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, senatore Guido Castelli.

Il progetto dell’istituto ascolano ha collegato prevenzione, sicurezza e cura dei propri cari, dando alle regole un significato profondamente umano: proteggere la salute di chi lavora significa custodire anche gli affetti e il futuro delle famiglie.

«Sono orgoglioso del risultato ottenuto dagli studenti e dai docenti del Fazzini-Mercantini di Grottammare e del Fermi-Sacconi-C.P.IA di Ascoli Piceno. I loro progetti esprimono un messaggio essenziale: la prevenzione deve diventare parte della vita quotidiana. Dietro ogni regola di sicurezza ci sono una persona, una famiglia, un futuro da proteggere», dichiara Castelli.

«Nella ricostruzione del Centro Italia questa responsabilità ci accompagna ogni giorno: restituire case sicure alle comunità significa anche tutelare chi lavora nei cantieri. Ringrazio il Ministro Marina Calderone, il Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’Inail per un’iniziativa che rende i giovani protagonisti della cultura della sicurezza. Le loro idee ci ricordano che educare alla prevenzione significa prendersi cura della vita».

Al concorso hanno partecipato 110 istituti scolastici di tutta Italia. Il primo premio è stato assegnato al “Fazzini-Mercantini” di Grottammare, confermando l’importante risultato delle scuole del territorio.

Oltre 592 mila euro per gli interventi all’IPC Pascal e all’ITIS Volta di Perugia

 

Nuove risorse per accelerare gli interventi di ricostruzione e messa in sicurezza del patrimonio scolastico di Perugia. Con due distinti decreti è stato disposto il trasferimento all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Umbria di 592.037,60 euro complessivi, quale anticipazione del 20% delle risorse programmate sui fondi sisma per gli interventi riguardanti la palestra dell’IPC “B. Pascal” e i laboratori dell’ITIS “A. Volta”.

 

Entrambi gli interventi sono ricompresi nell’Ordinanza speciale n. 31 del 31 dicembre 2021, dedicata al programma straordinario per il recupero delle strutture scolastiche nei territori colpiti dal sisma. Le anticipazioni, previste dall’Ordinanza commissariale n. 161 del 2023, sono finalizzate a consentire l’avvio delle attività di progettazione e delle procedure di affidamento relative alla fase iniziale dei lavori

 

Per l’IPC “B. Pascal” – palestra, l’intervento di adeguamento sismico ed efficientamento energetico presenta un costo complessivo stimato di 2.372.000 euro, dei quali 1.660.400 euro a valere sui fondi dell’Ordinanza speciale n. 31 e 711.600 euro previsti attraverso il Conto Termico. Il decreto dispone il trasferimento all’USR Umbria di 332.080 euro, corrispondenti al 20% della quota finanziata con fondi sisma.

 

Per l’ITIS “A. Volta” – laboratori, l’investimento complessivo ammonta invece a 5.799.750 euro: 1.299.788 euro sono programmati sui fondi sisma, 3.630.000 euro derivano dal contributo MIUR e 869.962 euro sono previsti a carico del Conto Termico. L’anticipazione trasferita all’USR Umbria è pari a 259.957,60 euro.

 

«Continuiamo a sostenere concretamente il percorso di ricostruzione delle scuole, mettendo a disposizione le risorse necessarie perché progettazione e procedure possano procedere con continuità. Investire sulla sicurezza e sull’efficienza degli edifici scolastici significa intervenire su luoghi essenziali per studenti, famiglie e comunità. Con questi due trasferimenti diamo ulteriore impulso agli interventi previsti a Perugia, in collaborazione con la Regione Umbria, l’USR e la Provincia», dichiara il commissario straordinario Guido Castelli.

 

“Continua l’attività del Governo per il territorio e verso il mondo della scuola, fondamentale per il futuro dei nostri giovani e delle nostre comunità. La sicurezza degli edifici scolastici è una priorità assoluta per il Governo Meloni: grazie alla costante sinergia con la Struttura Commissariale, continuiamo a garantire risposte concrete ed efficaci per accelerare la ricostruzione e restituire alle comunità scolastiche dell’IPC Pascal e dell’ITIS Volta spazi moderni, sicuri e all’avanguardia” dichiara il sottosegretario al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco.

 

Il soggetto attuatore dei due interventi è la Provincia di Perugia. Complessivamente, le opere previste sull’IPC Pascal e sull’ITIS Volta rappresentano un investimento di 8.171.750 euro.

Castelli ad Assisi per l’ottavo centenario della morte di San Francesco, Patrono d’Italia: “Un figlio dell’Appennino, sulle sue orme continua il cammino della rinascita”

 

Il Commissario straordinario alla Riparazione e Ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, parteciperà domani, 4 ottobre, ad Assisi alle celebrazioni per la Festa nazionale di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia. Un appuntamento che quest’anno assume un significato ancora più profondo, nel segno dell’ottavo centenario della morte del Santo e del ritorno, per la prima volta, del 4 ottobre nel calendario delle festività nazionali. Un riconoscimento voluto dal Governo guidato da Giorgia Meloni, anche a seguito dell’appello promosso da Davide Rondoni, poeta e presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco.

L’appuntamento di Assisi, al quale parteciperà anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, rappresenta dunque un momento solenne per l’intero Paese, capace di rafforzare il legame tra comunità, identità e patrimonio e di rilanciare nel mondo la missione culturale e spirituale dell’Italia.

«San Francesco è figlio di questo Appennino e la sua storia appartiene profondamente anche ai territori del cratere – dichiara il Commissario Castelli –. Il suo cammino ha attraversato borghi, montagne e comunità dell’Italia centrale lasciando un’eredità che, a ottocento anni dalla sua morte, continua a parlare di fraternità, cura del creato, pace e attenzione verso i più fragili. Per questo l’appuntamento di Assisi coinvolge tutto l’Appennino centrale».

Un legame che trova una traduzione concreta anche nelle azioni della ricostruzione post sisma 2016. Con l’Ordinanza commissariale 128/2022 è stato infatti avviato un programma che mette insieme recupero del patrimonio francescano e religioso, valorizzazione dei territori e sviluppo del turismo lento.

«Accompagniamo la ricostruzione materiale con un progetto di valorizzazione dell’identità profonda di questi luoghi, legati alla presenza e alla cultura francescana e, nello stesso tempo, rimetterli in connessione attraverso cammini, ciclovie e servizi. Sulle orme di Francesco continua così un cammino che può diventare anche una straordinaria occasione di sviluppo economico e turistico per i territori e le comunità dell’Appennino».

Il programma dedicato agli edifici di culto comprende oggi 19 interventi per un valore complessivo di 33.643.100,28 euro, dei quali 14.432.560,23 euro già trasferiti, concentrati tra Umbria e Marche.

In Umbria sono previsti 12 interventi per quasi 22 milioni di euro. Ad Assisi sono conclusi i lavori alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, per un importo rimodulato di 8.796.410 euro, mentre sono in corso quelli sulle Mura esterne del Sacro Convento, per 1,5 milioni. In questo sito è già stato ricostruito il refettorio, in un’ala del plesso. Sempre ad Assisi, per la Chiesa Nuova, finanziata con 700 mila euro, è stato affidato l’incarico di progettazione. Al programma si aggiunge il Sacro Tugurio di Rivotorto, con un importo rimodulato di 1.591.790,28 euro.

Sono in corso anche i lavori alla Chiesa di San Francesco al Monte di Monteripido, a Perugia, per 1,2 milioni, e alla Chiesa di Santa Maria in Montesanto, a Todi, dove 500 mila euro dell’intervento complessivo sono finanziati attraverso l’Ordinanza 128. Procedono inoltre le fasi progettuali per San Fortunato a Montefalco, Sant’Angelo in Pantanelli a Baschi e la SS. Annunziata a Gualdo Tadino. Completano il quadro gli interventi previsti a Orvieto, per la Chiesa di San Francesco per un importo di 2,2 milioni. In attesa dell’avvio degli interventi anche la Chiesa di San Pietro a Gubbio per poco più di 2 milioni  e la Chiesa di San Girolamo a Spello per 1,78 milioni.

Nelle Marche sono programmati 7 interventi per quasi 12 milioni di euro. I lavori sono in corso alla Basilica di Santa Maria di Plestia a Serravalle di Chienti, al confine con l’Umbria, finanziata per 2,75 milioni. Gli altri interventi riguardano le chiese di San Germano e della Madonna della Speranza a Camerano, San Raffaele Arcangelo a San Severino Marche, San Marco alle Paludi a Fermo, il Santissimo Crocifisso a Tolentino, per 2,9 milioni, e San Francesco a Cingoli, per 4 milioni.

Accanto alla ricostruzione dei luoghi di culto c’è il programma da 47 milioni di euro per il turismo lento, esteso al cratere delle quattro regioni, con l’obiettivo di fare del patrimonio storico, religioso e paesaggistico una leva di rinascita delle aree interne.

Tra gli itinerari che attraversano e uniscono questi territori ci sono la Via di Francesco, che conduce ad Assisi attraversando alcuni dei luoghi nei quali il Santo visse e predicò; il Cammino dei Cappuccini, che percorre la dorsale interna delle Marche collegando Fossombrone ad Ascoli Piceno e attraversando eremi, conventi e borghi; e il Cammino Francescano della Marca, che unisce Assisi e Ascoli Piceno ripercorrendo una delle vie utilizzate da Francesco nelle sue predicazioni nelle Marche meridionali.

«Il cammino di Francesco – conclude Castelli – continua oggi attraverso le comunità che custodiscono questi luoghi. Ricostruire significa anche consentire alle persone di restare, restituire vita ai borghi e trasformare un patrimonio straordinario in opportunità per le nuove generazioni. La spiritualità, la cultura, la natura e il turismo lento possono diventare parte integrante della nuova economia dell’Appennino».

La celebrazione di domani assume infine un significato particolare anche per la storia della ricostruzione italiana. La Basilica di San Francesco ad Assisi porta ancora con sé la memoria del terremoto del 26 settembre 1997, quando il crollo di parte della volta della Basilica superiore provocò la morte di quattro persone. Il grande intervento di recupero che seguì rappresenta ancora oggi un riferimento nella tutela del patrimonio culturale colpito dai terremoti.

«Assisi ci ricorda che dopo una ferita enorme è possibile ricostruire e mettere in sicurezza un patrimonio che appartiene al mondo intero. Quell’esperienza rappresenta per noi un insegnamento e, allo stesso tempo, una responsabilità: fare bene la ricostruzione del sisma 2016 affinché i nostri borghi, le nostre chiese e il nostro patrimonio possano attraversare il tempo ed essere consegnati alle generazioni che verranno».

 

Spoleto: 540 mila euro per la chiesa di Sant’Omobono

 

Passo avanti per la ricostruzione della chiesa di Sant’Omobono a Spoleto, in via della Ponzianina. L’istruttoria tecnico-amministrativa dell’Ufficio Speciale Ricostruzione Umbria ha espresso parere favorevole all’approvazione definitiva del progetto esecutivo e alla concessione del contributo, riconoscendo un importo ammissibile pari a 540 mila euro. Il soggetto attuatore e proprietario dell’edificio è l’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia.

 

La chiesa, a navata unica, presenta una struttura muraria in pietra e una copertura caratterizzata in parte da una falda unica e in parte da doppia falda. I danni rilevati riguardano, tra l’altro, lesioni verticali passanti sulla facciata, che interessano anche la parte retrostante dell’edificio, oltre a criticità della copertura e allo scivolamento dei coppi. Il progetto prevede un articolato complesso di opere di miglioramento sismico e recupero, tra cui il rifacimento della copertura con nuova struttura in legno e pianelle, il consolidamento della volta in camorcanna, la realizzazione di una cordolatura sommitale, il consolidamento e l’ancoraggio della vela campanaria, interventi sulle murature e sugli architravi e lavorazioni sulle superfici interne.

 

“Restituire le chiese alle comunità significa restituire punti di riferimento che appartengono alla storia e all’identità dei nostri territori e della nostra cultura – dichiara il commissario straordinario Guido Castelli –. Con Sant’Omobono compiamo un ulteriore passo nel percorso di recupero del patrimonio culturale e religioso di Spoleto. L’obiettivo è intervenire nel pieno rispetto del valore storico-artistico dell’edificio, assicurando al tempo stesso un significativo miglioramento della sua sicurezza sismica. Ringrazio la Regione Umbria, l’Arcivescovo Renato Boccardo, l’Usr, la Soprintendenza, l’Amministrazione comunale e tutti i soggetti coinvolti nel procedimento”