Approvato il pacchetto di misure per il rilancio e lo sviluppo delle aree sisma Centro Italia

Via libera ai fondi del PNRR per la ripresa e lo sviluppo economico delle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2009 e 2016-217. Il pacchetto degli interventi da 1 miliardo e 780 milioni di euro finanziati dal Fondo complementare, è stato definito oggi all’unanimità dalla Cabina di Coordinamento Integrata, presieduta dal Commissario Straordinario per il sisma 2016, Giovanni Legnini, e della quale fanno parte il Capo Dipartimento Casa Italia, Elisa Grande, il titolare della Struttura di missione Aquila 2009, Carlo Presenti, i presidenti di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria e i rappresentanti dei Comuni dei due crateri.

Il pacchetto si articola su due grandi direttrici, la prima dedicata a “Città e paesi sicuri, sostenibili e connessi”, con una dotazione di 1.080 milioni di euro, la seconda al “Rilancio economico e sociale”, con 700 milioni di fondi disponibili, tutte e due articolate in quattro progetti specifici. Le risorse sono aggiuntive rispetto a quelle trasversali previste dai progetti nazionali del PNRR e complementari rispetto a quelle già stanziate per la ricostruzione pubblica e privata.

Nel primo gruppo di misure rientrano l’Innovazione digitale, che punta al potenziamento dell’infrastruttura nelle aree interne, allo sviluppo di piattaforme di servizi con l’uso di nuove tecnologie blockchain per il controllo e la gestione del territorio, il sostegno alle comunità energetiche e alla rifunzionalizzazione degli edifici pubblici, la Rigenerazione urbana e territoriale, dalla riqualificazione delle aree Sae, al miglioramento dell’accessibilità e dell’accesso ai beni culturali, agli interventi sulle infrastrutture, compresi cammini e ciclovie, nonché il progetto relativo alle Infrastrutture stradali e alla mobilità.

Nella seconda linea di interventi ci sono il Sostegno agli investimenti delle imprese, un programma per la promozione di Cultura, turismo, sport e inclusione, uno per la Valorizzazione ambientale, l’economica circolare e il ciclo delle macerie, e la creazione e l’implementazione di Centri di ricerca ed alta formazione per l’innovazione, e la realizzazione di due centri di alta formazione per la Pubblica amministrazione e per il Servizio civile a L’Aquila.

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Legnini: giovedì via libera al piano da 1,78 miliardi per aree sisma 2009-2016

“Esprimo gratitudine al Presidente Mario Draghi per aver voluto ancora una volta testimoniare, in occasione dell’inaugurazione del Parco della Memoria, il dovere del ricordo delle vittime del terremoto de L’Aquila, come aveva già fatto per il sisma di Amatrice lo scorso 24 agosto.  Le sue parole, con le quali ha voluto ribadire il dovere morale di accelerare i processi di ricostruzione e la necessità di sostenere lo sviluppo dei due crateri post sisma 2009 e 2016, rappresentano per noi uno stimolo ulteriore nell’impegno di ogni giorno”. Lo ha detto il Commissario Straordinario di Governo per la ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, a margine della cerimonia al Parco della Memoria de L’Aquila.

“Il percorso avviato diversi mesi fa, finalizzato a individuare le misure per coniugare il rilancio economico e sociale ai processi di ricostruzione dei due crateri – ha detto Legnini -, è stato oggi autorevolmente suggellato nelle parole del Presidente del Consiglio. Dopo che il Governo e il Parlamento hanno provveduto a stanziare un miliardo e 780 milioni di euro e ad emanare le norme per la gestione unitaria degli interventi, con una governance che vede insieme non soltanto i due crateri 2009 e 2016, ma anche i tre livelli di governo, centrale, regionale e locale, si apre adesso la sfida dell’attuazione”.

“Ho convocato per giovedì 30 settembre la Cabina di coordinamento Sisma 2016, integrata dalla Struttura di missione e dai rappresentanti del cratere L’Aquila 2009 e dal Dipartimento Casa Italia, che dovrà definire i programmi unitari per i due crateri da finanziare con tali risorse. Entro la fine dell’anno individueremo con le Regioni ed i Comuni i progetti sui territori e definiremo i bandi per il sostegno alle imprese. E’ un’occasione unica – ha concluso il Commissario Legnini – che richiede il massimo impegno e la collaborazione di tutti i soggetti istituzionali coinvolti chiamati ad affrontare una sfida decisiva per il futuro dell’Appennino centrale”.

Riparazione chiese: i Comuni soggetti attuatori se delegati dalle Diocesi

Con la nota prot. n. n.1219 del 7 maggio 2021 il Comune di xxxxxx formula rilievi critici sugli effetti prodotti dall’ordinanza n. 105 del 22 agosto 2020, in forza della quale i comuni che avevano dato la propria disponibilità a redigere il progetto e realizzare i lavori di riparazione degli edifici di culto danneggiati non potrebbero più assumere il ruolo di soggetti attuatori, con conseguente “aggravio dei tempi di progettazione di tutte le opere di cui in elenco (ex ordinanza n. 84 del 2018 come modificata dall’ordinanza n. 38 del 2017) in quanto, per esempio, la Diocesi di xxxx ha dichiarato di essere in grado di provvedere alla realizzazione di n. 10 progetti annui”.

Su tale premessa il Comune di xxxxxx chiede “una soluzione normativa/interpretativa o altro affinché i comuni, che hanno dato la loro disponibilità a realizzare il recupero dell’edificio di culto, possano procedere in tal senso o quantomeno che gli uffici tecnici del comune possano, su base volontaria, predisporre il progetto da cedere poi alle diocesi affinché realizzino l’opera di recupero”.

Con un secondo quesito il Comune di xxxxxx rileva che nel 7° stralcio di programma degli interventi di ripristino della viabilità (priorità 4 – indicate con schede di ricognizione codici SCFM3501 ed SCFM3601), di cui all’ordinanza della Protezione civile n. 408 del 2016 attuativa dell’art. 15-ter del decreto-legge n. 189 del 2016, sarebbe preclusa la possibilità per i comuni di essere soggetti attuatori per le strade comunali.

Anche a tal riguardo il Comune, al fine di accelerare la realizzazione di tali opere, chiede che “gli uffici tecnici comunali possano invece predisporre essi stessi i progetti riguardanti le proprie strade comunali, per poi cedere il progetto all’ANAS che andrà a realizzare l’opera”.

Riguardo al tema in oggetto il Servizio Assistenza Sisma ha già provveduto, in data 17 marzo 2021, a fornire una prima risposta al Comune di xxxxx, richiamando i contenuti di cui alla FAQ ID n. 308 del 21 gennaio 2021, escludendo in sostanza la possibilità di una “delega” da parte di un soggetto privato (la Diocesi) a un ente pubblico (il Comune) per lo svolgimento di “compiti propri (articolo 11, comma 3, d.l. n.76/2020 così come convertito dalla legge n.120/2020)”, non essendo possibile, “sulla base di un atto di volontà della parte, gestire un appalto di diritto privato con le norme del diritto pubblico di cui al codice dei contratti pubblici in quanto i lavori sotto soglia sono, con la vigente normativa, lavori privati (anche se finanziati con le procedure e a valere sui fondi della ricostruzione pubblica)”.

In merito al secondo dei quesiti posti, relativo al programma degli interventi di ripristino della viabilità e alla realizzazione delle infrastrutture stradali interessate dagli eventi sismici a fa data dal 24 agosto 2016, ivi incluse quelle rientranti nella competenza delle Regioni e degli enti locali (strade provinciali e comunali), si è in quella riferito che “il riscontro esula dalle competenze della scrivente Struttura, rientrando la materia nella competenza di ANAS s.p.a., che provvede all’esecuzione e al coordinamento dei predetti interventi nella qualità di soggetto attuatore della protezione civile, ai sensi dell’art. 15-ter, d.l. n. 189/2016”.

Un ulteriore approfondimento delle tematiche sollevate dal Comune di xxxxx, con speciale riguardo al primo quesito, pur nella conferma delle indicazioni già fornite dal Servizio Assistenza Sisma in data 17 marzo 2021, consente tuttavia di offrire, attraverso una più approfondita disamina del complesso tessuto normativo stratificatosi su questi argomenti, ulteriori indicazioni utili per una più rapida attuazione degli interventi.

Riguardo al primo quesito, occorre infatti considerare che l’art. 15, comma 3, del decreto-legge “sisma”, nel testo vigente, come modificato dall’art. 011, comma 1, lett. c), del decreto-legge 29 maggio 2018, n. 55, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2018, n. 89, prevede che “Relativamente agli interventi di cui alla lettera e) del comma 1 [interventi sugli immobili di proprietà di enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, sottoposti alla giurisdizione dell’Ordinario diocesano di cui alla lettera a) del comma 1 dell’articolo 14], di importo superiore alla soglia di rilevanza europea di cui all’articolo 35 del codice di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, o per i quali non si siano proposte le diocesi [enfasi aggiunta] la funzione di soggetto attuatore è svolta dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo o dagli altri soggetti di cui al comma 2, lettere a), c) e d), del presente articolo”. La modifica apportata al comma 3-bis dell’art. 15, ora citato, dall’art. 11, comma 3, del decreto-legge n. 76 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 120 del 2020, ha previsto, come è noto, che per i lavori di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria, le Diocesi seguono le procedure previste per la ricostruzione privata sia per l’affidamento della progettazione che per l’affidamento dei lavori, ma non ha modificato il testo del comma 3 sopra riportato.

Ne consegue che, a diritto vigente, sulla base del testo normativo del comma 3 sopra riportato (e giusta la frase “per i quali non si siano proposte le diocesi”), non è preclusa la facoltà delle Diocesi, per gli interventi sugli edifici di culto di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria, di optare per la ricostruzione pubblica, affidandola a uno dei soggetti attuatori di cui al comma 1.

Sennonché la norma speciale, contenuta nel comma 3 in esame, derogando a quella generale del comma 1, che annovera anche i Comuni tra i soggetti attuatori [lettera e) del comma 1 dell’art. 15], richiama, quali soggetti attuatori pubblici che subentrano nel caso di “rinuncia” della Diocesi, esclusivamente il Ministero dei beni culturali (oggi Ministero della cultura) e gli “altri soggetti di cui al comma 2, lettere a), c) e d), del presente articolo” (le Regioni, anche attraverso gli USR, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e l’Agenzia del demanio), non menzionando (e dunque escludendo) i Comuni.

Tuttavia il rapporto tra il comma 1, lettera e), dell’art. 15 del decreto-legge n. 189 del 2016 e il comma 3 del medesimo articolo (peraltro entrambi da ultimo modificati dal medesimo, già citato, art. 011 del decreto-legge n. 55 del 2018), è a dir poco equivoco (per non dire contraddittorio): da un lato, infatti, la lettera e) del comma 1 affianca senz’altro i Comuni alle Diocesi nel ruolo di soggetti attuatori e proprio con specifico riguardo agli interventi sugli immobili di proprietà di enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, sottoposti alla giurisdizione dell’Ordinario diocesano di cui alla lettera a) del comma 1 dell’articolo 14 e di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria”; dall’altro lato, e nel contempo, il comma 3, più volte richiamato, riserva le funzioni di soggetto attuatore per gli interventi “sotto soglia” “per i quali non si siano proposte le diocesi” al Ministero della cultura o agli “altri soggetti di cui al comma 2, lettere a), c) e d), del presente articolo”, tra i quali non sono compresi i Comuni (ma solo le Regioni, anche attraverso gli USR, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e l’Agenzia del demanio), e ciò benché i Comuni, come detto, sarebbero titolari pleno jure [giusta il disposto del comma 1, lettera e), citato] allo svolgimento della funzione di soggetto attuatore per gli interventi sugli immobili di proprietà di enti ecclesiastici . . . di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria.

Al fine di ricomporre in modo razionale questa antinomia del testo  normativo, occorre fare appello al disposto del comma 2 del medesimo art. 15, a mente del quale “Relativamente agli interventi di cui alla lettera a) del comma 1 [ossia relativamente agli interventi per i quali la competenza di soggetto attuatore è rimessa alle Regioni, anche attraverso gli USR], il Presidente della Regione-vice commissario con apposito provvedimento può delegare lo svolgimento di tutta l’attività necessaria alla loro realizzazione ai Comuni o agli altri enti locali interessati, anche in deroga alle previsioni contenute negli articoli 37, comma 4, e 38 del codice di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50”.

L’intermediazione regionale (di delega al Comune) poggia sul dato testuale del complesso normativo sopra richiamato e deriva dal fatto che le Regione (anche tramite gli USR), a differenza dei Comuni, sono richiamate [lettera a) del comma 2] tra i possibili soggetti attuatori, alternativi al MIC, nel caso di “rinuncia” della Diocesi.

Al fine, in conclusione, di consentire al Comune di assumere, nella fattispecie in esame, il ruolo di soggetto attuatore, occorre che intervenga un’apposita delega da parte della Regione xxxxxx, a termini dell’ora menzionato comma 2 dell’art. 15.

In proposito devono qui richiamarsi le indicazioni in merito a tale possibilità di delega più volte espresse da questa Struttura commissariale, nel senso di ancorare e delimitare tale facoltà di delega ai soli casi eccezionali in cui il soggetto titolare dell’attività sia oggettivamente impossibilitato a provvedervi e l’ente locale “delegato” risulti oggettivamente dotato di strutture tecnico- amministrative adeguate per fare fronte agli oneri gestionali relativi alle procedure selettive degli operatori privati incaricati della progettazione e dell’esecuzione dei lavori e ai contratti attuativi di tali rapporti (secondo il principio di adeguatezza delle stazioni appaltanti espresso dall’art. 44 del codice dei contratti pubblici).

Inoltre, guardando più specificamente al caso in esame, l’opzione per la ricostruzione pubblica, con il Comune nel ruolo di soggetto attuatore, delegato della Regione (tramite l’USR), deve collocarsi coerentemente nella programmazione disposta dal Commissario nello svolgimento delle sue funzioni di coordinamento del processo di ricostruzione e deve dunque acquisire necessariamente un apposito atto di assenso del Commissario sulla delega regionale in favore del Comune.

Giova, infine, per completezza di esame del tema, evidenziare che questa conclusione si fonda direttamente sull’esame della legge, nulla, rispetto ad essa, innovando evidentemente sul tema l’art. 7 dell’ordinanza 22 agosto 2020, n. 105 (Edifici di culto soggetti alla ricostruzione pubblica) che, nel comma 1, si riferisce esclusivamente agli “interventi relativi agli edifici di culto di proprietà dei Comuni, del Demanio, del Fondo Edifici di Culto (FEC) e degli interventi di importo superiore alla soglia comunitaria, questi ultimi di competenza del MIBACT”, ma non incide sulla disciplina del ruolo di soggetto attuatore per gli interventi di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria. L’ordinanza n. 105 del 2020, dunque, non innova la disciplina di rango primario, contenuta nell’art. 15 del decreto-legge n. 189 del 2016, della competenza ad assumere le funzioni di soggetto attuatore per gli interventi sugli edifici di culto, poiché il riparto è già cristallizzato nella predetta norma primaria.

Nulla osta, infine, ad avviso dello scrivente Ufficio giuridico, riguardo alla facoltà del Comune xxxxxxx di trasferire alla Diocesi gli elaborati progettuali nelle more già sviluppati o acquisiti, trattandosi di attività verosimilmente già effettuata secondum jus alla stregua del previgente contesto normativo e comunque di attività coerente con i fini generali/pubblici perseguiti dall’ente territoriale, i cui risultati sono lecitamente e legittimamente trasferibili al soggetto subentrato in quelle attività in forza di norme di legge sopravvenute (essendo peraltro libere le parti di regolare secondo la loro autonome volontà, ex art. 11 della legge n. 241 del 1990, le modalità e le eventuali condizioni di tale trasferimento).

Quanto al secondo quesito, concernente il 7° stralcio di programma degli interventi di ripristino della viabilità, di cui all’ordinanza della Protezione civile n. 408 del 2016 attuativa dell’art. 15-ter del decreto-legge n. 189 del 2016, la risposta deve essere negativa. L’articolo 15-ter (Misure urgenti per le infrastrutture viarie) del decreto-legge n. 189 del 2016, aggiunto dalla legge di conversione n. 229 del 2016, è infatti inequivoco nel riservare, nel secondo periodo del comma 2, alla società ANAS s.p.a. il ruolo di soggetto attuatore per gli interventi di messa in sicurezza e il ripristino della viabilità delle infrastrutture stradali rientranti nella competenza delle Regioni e degli enti locali, interessate dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, che “provvede direttamente, ove necessario, anche in ragione della effettiva capacità operativa degli enti interessati, all’esecuzione degli interventi, operando sempre in via di anticipazione a valere sulle risorse del Fondo di cui all’articolo 1, comma 868, della legge n. 208 del 2015, e con le medesime modalità di cui al primo periodo”.

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Fondi per lo sviluppo, approvato il Cis Cratere e Prima riunione per il PNC aree sisma

Prende forma la strategia per accompagnare la ricostruzione fisica dell’Appennino Centrale colpito dal sisma, con i primi interventi economici mirati al sostegno e allo sviluppo. Stamattina infatti è stato approvato il Contratto istituzionale di Sviluppo promosso dal Ministro del Sud e della Coesione territoriale Mara Carfagna, che ha assegnato 160 milioni di euro a 49 progetti selezionati dalle quattro Regioni del cratere 2016. Mentre nel pomeriggio si è svolta la prima riunione della Cabina di coordinamento integrata post sisma 2009 – 2016 presieduta dal Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 Giovanni Legnini, per delineare gli indirizzi dei programmi unitari di intervento per l’utilizzo del Fondo complementare al PNRR di un 1 miliardo e 780 milioni di euro dedicato alle aree colpite dai sismi.

La prossima importante scadenza è quella del 30 settembre, data entro cui vanno definiti i programmi operativi. “Le nostre strutture stanno lavorando per consegnare al MEF un documento il più possibile puntuale e completo – ha dichiarato il Commissario Legnini -. Se le misure saranno approfonditamente condivise avranno maggiore possibilità di aderire alle esigenze del territorio ed essere attuate”.

Due le macro aree in cui si articolerà l’azione istituzionale. La prima area prevede 1 miliardo e 80 milioni per “Città e paesi sicuri, sostenibili e connessi”. Si tratta di finanziare interventi complementari alla ricostruzione, in particolare quelli riguardanti l’innovazione digitale, la creazione di green communities, la produzione di energia e calore da fonti rinnovabili, la rigenerazione urbana e interventi per migliorare la mobilità. La seconda macro area ha a disposizione 700 milioni per il “Rilancio economico e sociale”, destinati cioè al sistema delle imprese e degli investimenti economici e sociali per il rilancio dei territori. La misura si articola in vari punti: imprese innovative, centri di ricerca per l’innovazione, economia circolare, ambiente e ciclo delle macerie e infine cultura, turismo e inclusione. Prioritario sarà il coordinamento con il PNRR ordinario, con il Cis sisma 2016 e con la programmazione regionale dei fondi europei in modo da non sovrapporre gli interventi e articolare un’azione maggiormente efficace.

In quanto al Cis, Il Commissario Legnini nel confermare l’adesione con l’apporto finanziario di 60 milioni di euro, ha ringraziato il Ministro Carfagna, “che ha dimostrato con un lavoro veloce ed efficace, il suo impegno a sostenere lo sviluppo dei territori delle quattro Regioni colpite dal sisma”.

Allo stesso tempo il Commissario ha sottolineato che “bisogna fare tutto il possibile per reperire ulteriori risorse che vadano a finanziare i progetti che non hanno ottenuto un contributo. Il grande numero delle proposte è un segnale positivo di vitalità dei territori, che va valorizzato. Nel Centro Italia siamo alla vigilia di una concentrazione di impegni attuativi senza precedenti che richiedono il massimo impegno da parte di tutti gli attori istituzionali e tecnici”.

 

Sisma 2016: aumenta il contributo di ricostruzione, nuove agevolazioni per le imprese.

 

Costi parametrici e prezzario: + 6% per il residenziale, + 11% per gli immobili produttivi. Più veloci i pagamenti alle imprese sui lavori fatti, subappalto al 50%. Rimborsi più facili per i beni danneggiati delle imprese.

E’ in vigore da oggi l’Ordinanza del Commissario Straordinario per la ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, che aumenta il contributo concesso ai cittadini per la riparazione degli edifici danneggiati dal terremoto alla luce del forte rincaro di alcuni materiali edilizi e introduce diverse altre norme a sostegno delle imprese che operano nel cratere.

“La ricostruzione nel Centro Italia, nonostante la pandemia, ha avuto nell’ultimo anno una forte accelerazione, ma negli ultimi mesi sta scontando delle difficoltà, legate soprattutto all’aumento dei prezzi dei materiali. Non possiamo permetterci una nuova battuta d’arresto. Con l’Ordinanza, in attesa di una revisione più puntuale del prezzario, abbiamo intanto deciso un incremento dei contributi del 6% per la riparazione delle abitazioni e dell’11% per il ripristino degli immobili produttivi, sulla base dell’indice Istat dei prezzi” spiega il Commissario Legnini, sottolineando che “l’aumento del contributo si applicherà anche ai cantieri già avviati, molti dei quali oggi si trovano in difficoltà. L’Ordinanza – aggiunge il Commissario – prevede diverse altre misure per favorire e sostenere le imprese del cratere che hanno subito danni con il terremoto e quelle che sono attive nella ricostruzione, anche con l’accelerazione dei pagamenti sulle lavorazioni eseguite, e ulteriori semplificazioni per i cittadini e i loro tecnici”.

Per tener conto delle difficoltà del mercato si prevede ad esempio la possibilità, per i proprietari e i loro tecnici, di indicare l’impresa incaricata dei lavori fino a due mesi dopo la concessione del contributo.

Tra le misure a favore delle imprese, la semplificazione dei pagamenti spettanti alle imprese costruttrici sulla base degli stati di avanzamento che verranno asseverati dal direttore dei lavori, ma anche la possibilità di elevare al 50% la quota di lavori in subappalto ed una revisione dei requisiti richiesti alle imprese per partecipare agli appalti, misure che puntano ad ampliare l’offerta degli operatori economici che operano sul mercato. Sempre per le imprese si prevedono nuove regole, più semplici, per il rimborso dei beni strumentali danneggiati dal sisma e per le delocalizzazioni che si rendono necessarie per effettuare i lavori di ripristino o ricostruzione degli immobili che le ospitano, mentre viene sospeso l’obbligo di demolizione delle strutture temporanee nel momento in cui viene riacquisita, dopo i lavori, l’agibilità degli immobili originari.

I ritocchi del 6% e dell’11% per gli immobili residenziali e produttivi si applicano al costo parametrico convenzionale (calcolato a metro quadro in base allo stato di danno), mentre per la sola edilizia residenziale si prevede un incremento del 6% delle voci del prezziario, in attesa di una sua revisione.

Gli aumenti del contributo scattano da oggi per tutte le nuove domande, per quelle già presentate, ma non ancora giunte alla conclusione del procedimento, e vengono riconosciuti anche per i cantieri già aperti, per le lavorazioni effettuate a partire dal primo gennaio di quest’anno, nella misura che sarà stabilita da un decreto del Ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili. Per le nuove domande i progettisti potranno inoltre scegliere di avvalersi, in alternativa al prezzario Sisma maggiorato, del prezzario regionale di riferimento e, per le voci non contemplate, dei prezziari regionali delle altre regioni del cratere.

 

Rapporto sulla Ricostruzione a Giugno 2021: oltre 20mila domande presentate e 10mila contributi approvati

Presentato oggi nella sede di Rieti della Struttura Commissariale, il Rapporto sulla Ricostruzione in Italia Centrale aggiornato a giugno 2021. Quasi 40 pagine che delineano il quadro analitico dei 138 Comuni del cratere 2016, a cui si aggiunge un focus su Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, i Comuni maggiormente colpiti dalla scossa del 24 agosto di cui domani ricorre il quinto anniversario.

Le domande di contributo per la riparazione o la ricostruzione degli immobili danneggiati dal sisma 2016 sono cresciute oltre quota 20 mila e riguardano 52 mila unità immobiliari di tipo residenziale e 1.150 immobili produttivi. L’importo richiesto dai cittadini è di 5,4 miliardi di euro. Le richieste approvate, oltre 10 mila, sono cresciute molto velocemente nell’ultimo anno, ed in particolare nei primi sei mesi del 2021, nel corso dei quali sono stati approvate 3.300 richieste di contributo e completati oltre 1.100 cantieri. Dall’avvio della ricostruzione sono stati ultimati 5 mila interventi su edifici, con 12 mila unità residenziali completate, e in corso i lavori in altri 5 mila cantieri, per 13 mila ulteriori abitazioni.

“Vogliamo innanzitutto ricordare con commozione l’anniversario del 24 agosto. Ci sono stati troppi morti, 299, e il nostro pensiero va ai familiari delle vittime e a tutte le persone che hanno sofferto e soffrono ancora oggi – ha dichiarato il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Giovanni Legnini durante la presentazione del Rapporto -. I dati di cui diamo conto mostrano segnali molto positivi, ma c’è molto ancora da fare. Il modo migliore per onorare la memoria di quei morti e mostrare rispetto per la sofferenza delle persone è ricostruire case sicure e in tempi ragionevoli”.

La semplificazione e le nuove procedure, in primis l’Ordinanza 100 e l’introduzione dei Programmi Straordinari di Ricostruzione, hanno di fatto sbloccato una situazione di stallo. Nell’ultimo anno sono state presentate un terzo delle richieste di contributo complessive, ed approvate la metà delle domande, con la concessione di 2,7 miliardi di euro, con un’accelerazione che si è accentuata nel 2021.

Legnini ha rivolto un ringraziamento a tutti gli Uffici, Enti e Istituzioni coinvolti nella Ricostruzione, definendola “un’impresa che coinvolge l’intero Paese. I risultati che presentiamo non sarebbero stati possibili senza un lavoro puntuale e plurale di molti soggetti pubblici e privati: gli Usr e le Regioni, gli uffici sisma comunali e i sindaci, Istituzioni e Diocesi, i cittadini e i loro comitati, il personale degli uffici, i professionisti e le imprese  – ha voluto ricordare il Commissario -. Quando abbiamo iniziato avevamo bisogno di recuperare la fiducia dei cittadini rispetto alla possibilità di ricostruire. Ora, dopo un grande impegno Nella semplificazione, abbiamo procedure efficaci e che funzionano, oltre a un quadro di risorse finanziarie senza precedenti”.

 La ricostruzione si trova dunque in una fase matura, anche se sconta dei rischi dovuti alle dinamiche di mercato indotte anche dalla pandemia. Il ritmo acquisito tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 nell’apertura di nuovi cantieri, rischia in primavera di subire un rallentamento a causa dell’aumento dei prezzi dei materiali da costruzione, al quale si è fatto fronte, recentemente, innalzando la misura del contributo.

“L’accelerazione della ricostruzione, evidente, comporta anche dei problemi. Le imprese che lavorano nella ricostruzione sono tante, 2.659, ma non sufficienti, come il numero dei professionisti che elaborano i progetti. Colgo questa occasione per rivolgere un appello alle imprese e ai professionisti di tutto il Paese: venite a lavorare nel Centro Italia. È un messaggio di fiducia: oggi la governance è ben strutturata e capace di fornire risposte. Se manteniamo questo ritmo, e avremo una capacità attuativa adeguata, quella del Centro Italia, pur difficilissima, può diventare una delle ricostruzioni più veloci”, dichiara il Commissario Straordinario Giovanni Legnini.

Anche la ricostruzione pubblica, dopo anni di stasi, sta accelerando. Nei primi sei mesi del 2021 gli interventi hanno registrato un sostanziale avanzamento. La spesa, in questo periodo, è stata di 144 milioni di euro (nell’intero 2020 la spesa fu di 62 milioni di euro), portando il totale a 411 milioni di euro.

Le opere pubbliche finanziate dalle Ordinanze, comprese le chiese, le scuole e gli interventi sui dissesti, sono oltre 2.600. In questi sei mesi sono stati sbloccati circa mille interventi. I cantieri al lavoro erano 169, quelli ultimati 251. Nel 2021 hanno visto la luce le 25 Ordinanze Speciali per la ricostruzione dei borghi più distrutti, che danno attuazione ai poteri in deroga concessi al Commissario, e si sono concretizzate le prime iniziative per lo sviluppo economico.

Sono stati avviati il Pacchetto Sisma del PNRR, con 1,780 miliardi, ed il Contratto Istituzionale di Sviluppo, varato dal Ministro della Coesione Territoriale, che finanzia i primi progetti con 160 milioni di euro, la cui programmazione è affidata alla Cabina di Coordinamento, guidata dal Commissario Straordinario, con i rappresentanti di tutte le istituzioni coinvolte.

Nel corso del 2021 è stato definito l’accordo con l’Agenzia delle Entrate sull’uso del Superbonus 110% insieme al contributo pubblico di ricostruzione, che semplifica le procedure e rende possibile coprire con le detrazioni le eventuali spese in accollo ai proprietari. Nello stesso tempo sono stati rafforzati i presidi di legalità sulle attività di ricostruzione, con la firma di numerosi protocolli tra Prefetture, imprese e sindacati finalizzati a contrastare il lavoro nero e le infiltrazioni della criminalità.

 

Scarica qui il Rapporto Ricosruzione a Giugno 2021

Ricostruzione, ad Arquata del Tronto il Protocollo d’intesa con i Parchi Nazionali

Oggi pomeriggio ad Arquata del Tronto, nel Centro Polifunzionale dell’Associazione Nazionale Alpini, è stato presentato il Protocollo di intesa tra il Commissario alla Ricostruzione Giovanni Legnini, il presidente del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Tommaso Navarra e il presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini Andrea Spaterna.

Il Protocollo indirizza le modalità di collaborazione per la ricostruzione pubblica e privata nei territori compresi nei Parchi e attua la semplificazione introdotta dall’ordinanza 114. La norma semplifica le procedure autorizzatorie da parte dei Parchi nel caso che gli interventi di ricostruzione non modifichino ciò che già preesisteva al sisma (il cosiddetto principio di conformità) e quindi snellisce ulteriormente le procedure per l’avvio degli interventi. Autorizzazioni e valutazioni che restano necessarie per tutti gli interventi edilizi che al contrario prevedono nuove costruzioni, per quelli che determinano un aumento delle superfici o delle volumetrie degli edifici e per quelli che comportano una trasformazione urbanistico-edilizia permanente del territorio.

“I Parchi non sono un ostacolo alla ricostruzione, si può ricostruire con i Parchi e nei Parchi – ha sottolineato il Commissario Giovanni Legnini durante l’incontro -. Grazie all’intesa raggiunta su queste procedure i cittadini e i Parchi saranno alleggeriti di adempimenti burocratici spesso ripetitivi e potranno concentrarsi su aspetti ben più rilevanti per la ricostruzione e lo sviluppo”.

La gran parte dei Comuni maggiormente colpiti ricompresi nel cratere sismico del 2016 ricadono nel territorio di uno dei due Parchi nazionali e Arquata è al punto di congiunzione tra le due aree protette, per cui è stata scelta come scenario per la presentazione del Protocollo. Il Protocollo inoltre prevede azioni congiunte per il ripristino e la valorizzazione delle strutture di fruizione dei Parchi, come rifugi, percorsi, centri informativi e aree attrezzate, oltre a istituire un Tavolo di coordinamento con l’obiettivo di risolvere possibili criticità negli interventi di ricostruzione. Lo stesso Tavolo può individuare anche eventuali soluzioni per il riutilizzo delle strutture provvisorie non più in uso, anche in collaborazione con il Dipartimento di Protezione civile, in un’ottica di promozione territoriale. Un tassello che si aggiunge al quadro della ricostruzione, che soprattutto nei territori dei Parchi “deve avviarsi parallelamente al processo di rinascita economico sociale che non può che essere sostenibile e verde”,  ha concluso Legnini.

Commissario e Presidenti hanno anche firmato la Carta della Rinascita, un documento che in cinque punti articola le linee e i principi di indirizzo per una ricostruzione e uno sviluppo economico dei territori ricadenti nei Parchi all’insegna della valorizzazione ambientale, della tutela della biodiversità e della transizione ecologica ed energetica, sulla scia di un percorso identitario e di tutela avviato già con il progetto Appennino Parco d’Europa (Ape).

Rieti, firmato il Protocollo di Legalità per la ricostruzione

Con l’istituzione del Tavolo permanente è stato adottato anche a Rieti il Protocollo di Legalità per i cantieri della Ricostruzione post sisma del 2016. Il Protocollo fa seguito all’intesa quadro firmata nell’aprile scorso dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016 Giovanni Legnini, e la Struttura di missione guidata dal Prefetto Carmine Valente, alla presenza del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Il protocollo di Rieti è stato predisposto e firmato alla presenza del Prefetto Gennaro Capo, del Commissario Legnini, del dott. Paolo Grieco della Struttura di missione e dell’Assessore regionale Claudio Di Berardino. A sottoscriverlo anche l’Ufficio speciale Ricostruzione, l’Ispettorato provinciale del lavoro, Inps, Inail e gli anti enti e organizzazioni aderenti.

“Ricostruire velocemente è essenziale ma farlo nella legalità e nel pieno rispetto delle regole rappresenta un presupposto indefettibile del processo in atto – ha sottolineato il Commissario Legnini -. Il ritmo dei cantieri è già aumentato ma non possiamo permetterci di esporre la ricostruzione a infiltrazioni criminali. Tanto più nel Reatino questa esigenza è ulteriormente stringente, per il numero e la concentrazione di lavori in corso e futuri”.

Il Protocollo si applica alla ricostruzione pubblica e privata e regola strumenti di monitoraggio puntuale dei cantieri come il badge elettronico e il settimanale di cantiere. Con il supporto della piattaforma digitale predisposta dalla struttura commissariale, sarà possibile conoscere in tempo reale la manodopera impiegata, anche relativamente ai subappaltatori e fornitori, in tal modo integrando i controlli già esistenti quali quelli relativi alla sicurezza sui luoghi di lavoro, alla prevenzione dei fenomeni come lavoro nero e grigio, dumping contrattuale, fenomeni elusivi, concorrenza sleale, evasione contributiva.

Legnini ha ricordato che “è stata già predisposta la piattaforma digitale, ora in via di sperimentazione, per gestire i numerosissimi dati che arriveranno, che sarà presto adottata da tutte le realtà territoriali previo accordo definitivo con le parti sociali” e che “per sostenere la formazione rispetto all’utilizzo della piattaforma e al badge di cantiere abbiamo stanziato risorse con l’Ordinanza 118 dedicata alle imprese”.

Hanno già sottoscritto i  Protocolli di Legalità le Prefetture di Macerata, L’Aquila, Teramo, Ascoli Piceno e Fermo e questo modello si estenderà presto a tutte le province del cratere sismico 2016.

Prima Ordinanza Speciale per Visso

Via libera della Cabina di Coordinamento Sisma 2016 alla prima Ordinanza Speciale per la ricostruzione di Visso. Si tratta di un primo limitato numero di interventi che occorre realizzare con urgenza, individuati come funzionali e propedeutici anche alla ricostruzione privata, e specificati nelle linee di indirizzo approvate dal Comune in attesa dell’adozione del Programma Straordinario di Ricostruzione. Si tratta, in particolare, dell’intervento unitario relativo all’isolato di San Francesco nel Capoluogo, per un importo previsionale di spesa di euro 11,4 milioni di euro, della realizzazione delle linee elettriche provvisorie di Borgo San Giovanni e Villa Sant’Antonio, con un costo stimato di 756 mila euro, delle demolizioni e della messa in sicurezza degli edifici pericolanti del Capoluogo, Borgo San Giovanni e Villa Sant’Antonio, della realizzazione di una viabilità provvisoria di cantiere ed aree di stoccaggio, con occupazioni temporanee di suolo privato nel Capoluogo, per un importo di 650 mila euro.

PNC al via il Pacchetto Sisma da 1,78 miliardi. Insediata la cabina di coordinamento

Un miliardo e 780 milioni di euro per le aree colpite dai terremoti del 2009 e del 2016/2017 nel Centro Italia, che grazie al Fondo complementare al PNRR si aggiungono alle risorse già stanziate per la ricostruzione delle case e delle opere pubbliche, ed agli altri investimenti previsti dal Recovery Plan.

Mentre vengono avviati i primi progetti italiani previsti dal Recovery Fund, ed arrivano i primi 25 miliardi di euro dalla Commissione Ue, è pronto a partire anche il Pacchetto Sisma finanziato con il Fondo complementare al PNRR, con i fondi finalizzati alla ripresa e allo sviluppo economico dell’Appennino centrale che negli anni scorsi è stato stravolto dai terremoti.

A gestirlo sarà la Cabina di Coordinamento integrata, composta dalla cabina del sisma 2016 con i Presidenti delle quattro Regioni (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria) ed i rappresentanti dei Sindaci, delegati dalle ANCI regionali, integrata dal Capo Dipartimento Casa Italia, consigliere Elisa Grande, e dal Coordinatore della Struttura di missione per il sisma 2009, consigliere Carlo Presenti, dal Sindaco dell’Aquila e dal coordinatore dei Sindaci del cratere 2009, e presieduta dal Commissario Straordinario sisma 2016, Giovanni Legnini, che si è insediata oggi. Si tratta di una governance multilivello, che in virtù di una scelta molto innovativa del legislatore riunisce tutte le rappresentanze istituzionali dei due crateri, e che sarà chiamata a programmare l’utilizzo delle risorse e selezionare i progetti per il rilancio e lo sviluppo di tutte le aree del Centro Italia colpite dai sismi.

Entro il prossimo 30 settembre dovranno essere definiti i Programmi unitari di intervento per l’utilizzo dei fondi stanziati, pari ad un miliardo per quello relativo a “Città e paesi sicuri, sostenibili e connessi” e a 780 milioni di euro per gli interventi di “Rilancio economico e sociale”. La Cabina oggi stesso ha designato un gruppo di lavoro cui affidare la definizione del percorso per la predisposizione dei programmi unitari, che perseguono obiettivi di transizione energetica e sostenibilità ambientale, puntando sulla formazione del capitale umano e la valorizzazione delle risorse del territorio.

Gli interventi finanziati con il primo programma (1.080 milioni di euro) riguarderanno la progettazione urbana (illuminazione sostenibile, impianti per il recupero dell’acqua, strade ecocompatibili, sistemi verdi), l’efficienza energetica degli edifici pubblici ed in particolare delle scuole, piani integrati di mobilità e trasporto sostenibile, le “smart cities”, la telemedicina, la teleassistenza, il sostegno alla prevenzione dei rischi, la promozione delle infrastrutture digitali.

La seconda linea di interventi finanzia con 700 milioni di euro l’economia ed i settori produttivi locali, attraverso la valorizzazione delle vocazioni territoriali, delle risorse ambientali, del sistema agroalimentare, e il rafforzamento della formazione tecnica, il sostegno alle imprese culturali, turistiche e creative. E’ prevista anche la realizzazione di quattro centri di alta formazione universitaria, un centro per la formazione della pubblica amministrazione, lo sviluppo delle attività di volontariato, la creazione di nuove associazioni fondiarie per lo sviluppo della filiera del legno.

Si tratta di misure aggiuntive rispetto a quelle previste dal Piano di ripresa e resilienza da 191 miliardi di euro finanziato con il Recovery Fund europeo, che riguarda l’intero territorio nazionale, con gestione da parte dei Ministeri; al fine di evitare sovrapposizioni e duplicazioni, si avvierà un coordinamento con i soggetti attuatori degli interventi previsti dal PNRR, per il migliore utilizzo delle risorse specifiche nelle aree dei due sismi.

Analogamente, la struttura del Commissario straordinario per il sisma 2016 curerà il coordinamento con il Ministero per la coesione territoriale, che ha attivato da poche settimane il Contratto Istituzionale di Sviluppo, con una dotazione di 160 milioni di euro finalizzata a finanziare progetti presentati dalle quattro Regioni, e che sono già in fase di selezione. Tra le altre misure a sostegno dell’economia, attualmente, ci sono le agevolazioni fiscali della Zona Franca Urbana ed il credito di imposta sugli investimenti in beni strumentali delle imprese entrambi prorogati a tutto il 2021.