Per i titolari di Cas e Sae progetti e richieste di contributo entro il 15 ottobre

Il Commissario Straordinario alla Ricostruzione sisma 2016 Giovanni Legnini ha firmato l’Ordinanza, pubblicata oggi, che differisce alcuni termini per la ricostruzione privata, a cominciare da quello per la presentazione dei progetti e delle domande di contributo da parte dei beneficiari di forme di assistenza che non abbiano impedimenti oggettivi.
La nuova scadenza per i cittadini residenti che beneficiano del Contributo di autonoma sistemazione o dell’alloggio nelle Strutture abitative di emergenza è stata fissata definitivamente al prossimo 15 ottobre. La data tiene conto del nuovo termine del 15 settembre per la presentazione della dichiarazione di conferma del possesso dei requisiti dell’assistenza, che sarà stabilito da un’Ordinanza della Protezione Civile di prossima emanazione, e con la quale si definiranno anche le modalità di presentazione della dichiarazione ai Comuni.
Nei prossimi giorni, attraverso una Direttiva, il Commissario Sisma 2016 indicherà a titolo informativo alcune delle possibili cause di impedimento oggettivo alla presentazione dei progetti e delle richieste di contributo.
Con la nuova Ordinanza Commissariale si differisce inoltre al 31 dicembre, in attesa di una norma più generale sulla materia, il termine entro il quale i titolari delle attività produttive che recuperano l’agibilità dei vecchi edifici devono provvedere alla rimozione delle strutture temporanee in cui hanno esercitato l’attività.
Viene spostato al 31 dicembre 2022 anche il termine entro il quale i proprietari degli edifici realizzati post 1945 in aree vincolate possono optare per il mantenimento delle vecchie maggiorazioni sul contributo, in luogo di quelle previste dall’Ordinanza 116.
Si dispone, infine, l’applicazione del nuovo Prezzario Unico del Cratere 2022, approvato con l’Ordinanza 126 appena entrata in vigore, anche per il rimborso dei danni provocati dall’eccezionale ondata di maltempo che nel gennaio 2017 colpì una parte del cratere sisma.

Programma straordinario scuole, pubblicati i bandi

Sono online i bandi per la selezione di professionisti ed imprese candidati, attraverso il meccanismo dell’Accordo Quadro, alla ricostruzione di 227 edifici scolastici danneggiati dal sisma in Abruzzo Lazio Marche e Umbria, per un valore di 900 milioni di euro.
Il primo bando, che scade il 28 giugno alle 10:00, riguarda gli interventi su 179 edifici scolastici non vincolati, per un importo totale di 686 milioni di euro: 44 in Abruzzo (161 milioni di euro), 28 nel Lazio (83 milioni), 67 nelle Marche (235 milioni) e 41 in Umbria (206 milioni).
Il secondo bando, con scadenza sempre il 28 giugno ma alle ore 12:00, riguarda gli interventi sugli edifici vincolati, che sono 47, per un importo complessivo a gara di 213 milioni di euro: 4 in Abruzzo (40 milioni di euro), 3 in Lazio (10 milioni), 23 nelle Marche (84 milioni) e 17 in Umbria (79 milioni).
A loro volta i due bandi sono articolati in sub-lotti geografici e prestazionali. Per ogni bando verranno infatti distintamente aggiudicati progettazione, esecuzione lavori, verifica e collaudo.

Di seguito i link per accedere alle procedure:

Accordo quadro edifici pubblici ad uso scolastico non soggetti a tutela ai sensi  del D.LGS 42/2004
Con scadenza fissata al 28 giugno 2022 ore 10.00.

Sub-lotto Prestazionale 1. Lavori https://ingate.invitalia.it/esop/guest/go/opportunity/detail?opportunityId=7605

Sub-lotto Prestazionale 2. Progettazione/DL https://ingate.invitalia.it/esop/guest/go/opportunity/detail?opportunityId=7606

Sub-lotto Prestazionale 3. Verifica Progettazione https://ingate.invitalia.it/esop/guest/go/opportunity/detail?opportunityId=7607

Sub-Lotto Prestazionale 4. Collaudo https://ingate.invitalia.it/esop/guest/go/opportunity/detail?opportunityId=7608

Accordo quadro edifici pubblici ad uso scolastico soggetti a tutela ai sensi  del D.LGS 42/2004
Con scadenza fissata al 28 giugno 2022 ore 12.00

Sub-lotto Prestazionale 1. Lavori https://ingate.invitalia.it/esop/guest/go/opportunity/detail?opportunityId=7595

Sub-lotto Prestazionale 2. Progettazione/DL https://ingate.invitalia.it/esop/guest/go/opportunity/detail?opportunityId=7596

Sub-lotto Prestazionale 3. Verifica Progettazione https://ingate.invitalia.it/esop/guest/go/opportunity/detail?opportunityId=7597

Sub-Lotto Prestazionale 4. Collaudo https://ingate.invitalia.it/esop/guest/go/opportunity/detail?opportunityId=7598

Rapporto sulla ricostruzione delle Scuole – Programma Straordinario

In occasione della presentazione del Programma Straordinario per la ricostruzione, miglioramento e adeguamento sismico delle scuole colpite dal sisma 2016 in Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche, la struttura commissariale ha predisposto un Rapporto sullo stato della ricostruzione degli edifici scolastici nel cratere.

Scarica qui il Rapporto sulle Scuole nel cratere sisma 2016

Qui sotto, invece, ci sono gli elenchi di tutti gli istituti scolastici oggetto del Programma, in totale 450, suddivisi per Regioni

Abruzzo

Lazio

Marche

Umbria

Sisma 2016: gara unica da 900 milioni per progettare e ricostruire 227 scuole

Via al Programma straordinario per sistemare tutti i 450 edifici danneggiati dal terremoto

Parte la gara unica di appalto da quasi 900 milioni di euro per la progettazione e la realizzazione di 227 interventi di ricostruzione e riparazione delle scuole danneggiate dal terremoto in Centro Italia nel 2016.
L’Accordo Quadro per le scuole, parte del Programma straordinario per la riparazione e l’adeguamento sismico di tutti i 450 istituti scolastici di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria resi inagibili dal sisma, che vale nel complesso 1,3 miliardi di euro, è stato presentato oggi a Roma dal Commissario Straordinario per la ricostruzione 2016, Giovanni Legnini, con il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, il Capo Dipartimento Casa Italia, Elisa Grande, il Presidente dell’Anac, Giuseppe Busia, e Giovanni Portaluri, responsabile dell’Area competitività e territori di Invitalia, che sta gestendo i bandi, appena pubblicati.

“La gara unica d’appalto per la progettazione ed i lavori su 227 scuole nelle quattro Regioni colpite dal sisma – sottolinea il Commissario Straordinario per la ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini – è un’operazione inedita ed innovativa, che si avvale delle deroghe possibili, e che punta ad una ricostruzione più rapida delle scuole. Si tratta di una scelta strategica per i territori colpiti dal terremoto, arricchita dalla decisione di porre criteri di sostenibilità ambientale, efficienza energetica e sicurezza sismica alla base della selezione degli operatori economici candidati ad eseguire i lavori. Mi auguro che le migliori professionalità e imprese italiane vogliano partecipare ad una gara che punta alla massima qualità, architettonica e ambientale, delle nuove scuole. Ringrazio tutti gli attori istituzionali che hanno contribuito a costruire questa importante operazione, che completa gli sforzi fatti fin qui in questo campo”.

Le scuole ricostruite finora sono 24, altri 22 cantieri importanti sono all’opera, e con l’accelerazione degli ultimi due anni, ci sono oggi altri 130 interventi in fase di avanzata progettazione. Non tutti i soggetti attuatori, tuttavia, specialmente i piccoli comuni, possiedono la capacità di gestire gare a volte molto complesse con la dovuta celerità. L’Accordo quadro mette a loro disposizione un elenco di professionisti ed imprese che si sono già qualificate per i lavori attraverso il bando, e che possono essere immediatamente incaricate con un semplice Ordine di Attivazione.

Il Programma e l’Accordo Quadro sono frutto di un lungo e fruttuoso lavoro svolto con le Regioni, i loro Uffici Speciali per la Ricostruzione, il Dipartimento Casa Italia, che definirà le Linee Guida per la realizzazione delle nuove scuole, con l’Anac, con Invitalia, la Sose che ha curato il censimento degli interventi da realizzare, e con il GSE. Tutti gli edifici che ospiteranno le nuove saranno a zero impatto ambientale, quasi autosufficienti dal punto di vista energetico, e con il massimo grado di sicurezza sismica”.

I bandi riguardano nel complesso 227 interventi sulle scuole: tutti i 189 nuovi interventi emersi a seguito di un censimento capillare condotto nel 2021, che sono stati finanziati dall’Ordinanza 31 di fine anno, ed una parte di quelli già previsti dalle vecchie Ordinanze, una quarantina, quasi tutti allo stato iniziale, i cui soggetti attuatori hanno optato per la nuova procedura.

I bandi, articolati per lotti geografici su base regionale, sono due. Il primo riguarda gli interventi su 179 edifici scolastici non vincolati, per un importo totale di 686 milioni di euro: 44 in Abruzzo (161 milioni di euro), 28 nel Lazio (83 milioni), 67 nelle Marche (235 milioni) e 41 in Umbria (206 milioni). Il secondo bando riguarda gli interventi sugli edifici vincolati, che sono 47, per un importo complessivo a gara di 213 milioni di euro: 4 in Abruzzo (40 milioni di euro), 3 in Lazio (10 milioni), 23 nelle Marche (84 milioni) e 17 in Umbria (79 milioni).

(Leggi il Rapporto scuole)

Macerata: firmato il Protocollo di legalità per i cantieri della ricostruzione sisma

Si chiude così un importante e innovativo percorso di collaborazione, partito proprio da Macerata nel 2020, di istituzione dei Tavoli permanenti per coordinare in modo più efficace i controlli per la sicurezza e legalità nei cantieri in tutte le dieci province colpite dal terremoto di sei anni fa.

Il protocollo di Macerata è stato predisposto e firmato alla presenza del Commissario Straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016 Giovanni Legnini, del direttore della Struttura di Missione Antimafia Sisma Milena Rizzi, del Prefetto di Macerata Flavio Ferdani, dai due rettori degli atenei di Macerata e Camerino, Francesco Adornato e Claudio Pettinari, dei sindacati e associazioni di categoria, dalle Casse edili, enti di previdenza.

“Voglio ringraziare sua eccellenza il prefetto di Macerata per l’ottimo lavoro svolto e per l’attenzione che costantemente riserva alla ricostruzione post sisma della provincia di Macerata, la più colpita dai terremoti del 2016 e 2017, – ha ricordato prima della firma il Commissario Straordinario alla Ricostruzione sisma 2016 Giovanni Legnini -. Ora i protocolli sono stati firmati in tutte e dieci le Prefetture interessate dalla ricostruzione e i tavoli istituzionali sono attivi con il coordinamento dei prefetti, che ringrazio tutti. Il contrasto al lavoro nero, ai fenomeni di dumpling contrattuale, di elusione e evasione contributiva, il contrasto ai tentativi di infiltrazione malavitosa, costituiscono una priorità largamente condivisa che deve tenerci sempre vigili e attenti. Il protocollo di oggi ha inoltre il valore aggiunto di avere tra i firmatari i due atenei della provincia: l’università di Macerata e l’università di Camerino”.

Il Protocollo si applica alla ricostruzione pubblica e privata e regola strumenti di monitoraggio puntuale dei cantieri come il badge elettronico e il settimanale di cantiere. Con il supporto della piattaforma digitale predisposta dalla struttura commissariale, e restando nel perimetro della normativa sulla privacy, sarà possibile conoscere in tempo reale la manodopera impiegata, anche relativamente ai subappaltatori e fornitori, in tal modo integrando i controlli già esistenti quali quelli relativi alla sicurezza sui luoghi di lavoro, alla prevenzione dei fenomeni come lavoro nero e grigio, dumping contrattuale, fenomeni elusivi, concorrenza sleale, evasione contributiva.

Gli altri protocolli sono stati firmati a Rieti, Terni, Perugia, Fermo, Ancona, Ascoli Piceno, Pescara, Teramo e L’Aquila.

In vigore il nuovo Prezzario e l’aumento del contributo per la ricostruzione 2016

E’ in vigore da oggi l’Ordinanza 126 del Commissario alla Ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, che aumenta il contributo pubblico per la ricostruzione degli edifici danneggiati dal terremoto e stanzia risorse aggiuntive per le opere pubbliche già finanziate. Il provvedimento, dopo l’intesa raggiunta in Cabina di Coordinamento con le Regioni ed i rappresentanti dei sindaci, è stato registrato dalla Corte dei Conti e pubblicato sul sito internet del Commissario, divenendo pienamente operativo.
Con l’Ordinanza viene approvato il nuovo Prezzario Unico del Cratere 2022 e si stabilisce un aumento del costo parametrico, ovvero del tetto massimo del contributo concedibile, pari al 25% per gli immobili produttivi e al 20% per quelli residenziali, con particolari maggiorazioni che fanno lievitare l’importo fino a quasi il 50% per alcune tipologie di edifici, e la previsione di un suo aggiornamento semestrale.

Il Prezzario ed il nuovo costo parametrico si applicheranno a tutte le nuove richieste di contributo, a quelle presentate ma non ancora approvate dagli Uffici Speciali della Ricostruzione, e anche a quelle decretate in precedenza, con il riconoscimento dei maggiori costi per le lavorazioni effettuate a partire dal mese di luglio del 2021.
“Era un provvedimento molto atteso, che risponde in modo adeguato ai problemi delle imprese e dei cittadini in una fase congiunturale molto critica, segnata da un forte aumento dei prezzi e dalla scarsa disponibilità di materiali essenziali per l’edilizia” sottolinea il Commissario, Giovanni Legnini.

“Con l’adeguamento dei prezzi, e le altre misure previste dall’Ordinanza, che vanno tutte nel senso di facilitare il lavoro delle imprese e dei professionisti, la ricostruzione post sisma 2016 può e deve riprendere il ritmo spedito che aveva acquisito prima della crisi dei prezzi. Dopo le riforme e le semplificazioni degli anni scorsi, ed ora che il passaggio dell’adeguamento dei prezzi si è risolto, ci sono le migliori condizioni possibili – aggiunge Legnini – perché la ricostruzione avanzi in modo deciso e convinto. I cittadini possono contare sul Superbonus 110% fino al 2025 per coprire le eventuali spese non coperte dal contributo, i professionisti e le imprese su compensi adeguati e liquidi. Lo Stato dunque sta facendo in pieno e fino in fondo la sua parte. Molto del lavoro che resta da fare oggi è nelle mani degli amministratori locali, dei cittadini, dei loro tecnici e delle imprese. Ho piena fiducia che tutti sapranno cogliere le nuove opportunità che il nuovo quadro economico ci offre”.

Ordinanza
Comunicato stampa precedente 
Versione xls del Prezzario

PNC Aree Sisma: la rifunzionalizzazione degli edifici pubblici non richiede la VAS

Oggetto: Parere in merito alla sussistenza di un obbligo di verifica di assoggettabilità a Vas in caso di variante della destinazione d’uso di un immobile, in un intervento di ristrutturazione o rifunzionalizzazione di un edificio pubblico, previsto dal PNC Sisma. Comune XXXXXXX

Nell’ ambito dell’attività di consulenza e supporto svolta dalla Struttura commissariale, è stato posto un quesito dal Comune di XXXXXX  in merito alla fattispecie in oggetto, con riferimento a un intervento di rifunzionalizzazione di un edificio pubblico adibito ad uso scolastico che viene destinato, ferma la proprietà pubblica, a usi di ricettività turistica.

L’intervento, senza aumenti di volumetria, è previsto nell’ambito del Piano Nazionale Complementare al Pnrr per le Aree Sisma e il Comune ritiene di procedere all’approvazione del PFTE in variante al P.R.G., ai sensi dell’art. 19 d.P.R. 327/2021, valutando di dover modificare la destinazione di zona. La Provincia di XXXXX sostiene che la variante in oggetto dovrebbe essere sottoposta alla verifica di assoggettabilità a VAS ai sensi del d.lgs. 152/2006.

Questa impostazione costituisce un ingiustificato aggravio del procedimento in contrasto coi principi e le norme di semplificazione amministrativa richiamati dalle ordinanze commissariali del 16, 23 e 30 dicembre 2021 di approvazione degli interventi della misura A) del PNC Sisma.

In primo luogo, occorre evidenziare che con gli interventi di ristrutturazione edilizia è possibile modificare anche la destinazione d’uso ai sensi dell’art. 3, lett. d), del T.U. Edilizia.

Nel caso di specie, la proprietà dell’edificio resta pubblica, non si determinano aumenti di volumetrie o superfici e il mutamento di destinazione dell’immobile, come si legge con chiarezza nella relazione generale del progetto di accompagnamento della variante, non comporta impatti di natura urbanistica o variazioni rispetto alle previsioni attuali in termini di standard.

In altri termini, non si realizza un edificio nuovo ma semplicemente si determina una “rifunzionalizzazione” del preesistente senza effetti conseguenti sul territorio.

È opportuno, in via generale, rammentare che è stato confermato dalla circolare MIC del 7 marzo 2022, prot. 8510-P,  che non necessitano di autorizzazione paesaggistica gli interventi di ristrutturazione edilizia, anche con totale demolizione e ricostruzione, conformi agli edifici preesistenti, che non prevedono incrementi volumetrici o di superfici, salve le modeste variazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica e di sicurezza degli impianti tecnologici, nonché quelle necessarie per l’efficientamento energetico dell’edificio e per l’adeguamento agli standard igienico sanitari, comunque nel rispetto delle prerogative dell’autorità preposta al vincolo circa la conforme e regolare attuazione degli interventi. Parimenti non necessitano della autorizzazione paesaggistica le modifiche dei prospetti negli interventi di ricostruzione, secondo quanto previsto dall’ultimo periodo del comma 2 dell’art. 12 del decreto-legge n. 189 del 2016.

I principi autorevolmente richiamati si basano su una corretta interpretazione dell’art. 12 del decreto-legge 189/2016, che è norma speciale di disciplina degli interventi di ristrutturazione edilizia, anche con totale demolizione e ricostruzione, nei Comuni interessati dal sisma 2016.

In altri termini, un intervento di ristrutturazione edilizia, con demolizione e ricostruzione, realizzato in zona con vincolo paesaggistico, non necessita neppure di autorizzazione paesaggistica: come potrebbe essere assoggettato a V.a.s.?

In secondo luogo, occorre ricordare che, ai sensi dell’art. 7, lett. c) del d.P.R. 380/2001, alle opere comunali “deliberate dal Consiglio comunale ovvero dalla Giunta comunale” non si applicano le disposizioni relative ai titoli abilitativi di cui medesimo Testo unico.

In altri termini, è sufficiente la delibera di approvazione comunale del progetto ad ogni effetto.

In terzo luogo, occorre ben ricordare che la verifica di assoggettabilità a VAS si applica alle varianti urbanistiche che possono “avere impatti significativi sull’ambiente e quindi essere o meno sottoposte a VAS”. Gli artt. 4-18 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 chiariscono con evidenza il principio innanzi enunciato (ad es. vedi art. 6: “[…] la valutazione ambientale strategica riguarda i piani e i programmi che possono avere significativi sull’ambiente e sul patrimonio culturale […]).

L’intervento descritto in oggetto, ossia un semplice mutamento di destinazione d’uso nell’ambito peraltro di finalità di interesse pubblico, non può determinare alcun rilevante impatto sul territorio e sull’ambiente ed infatti non risulta compreso tra gli allegati richiamati dagli artt. 6, sesto comma, e 12 del decreto legislativo 152/2016.

In altri termini, per le motivazioni sopra richiamate, è escluso che un semplice mutamento di destinazione d’uso di un edificio – peraltro pubblico – che mantiene finalità di interesse pubblico, realizzato con intervento diretto di ristrutturazione e senza aumenti di volumetrie o superfici né impatti di rilievo urbanistico sul territorio, possa essere sottoposto a una verifica di assoggettabilità a VAS, per assoluta carenza dei presupposti.

In conclusione, per la realizzazione dell’intervento di rifunzionalizzazione dell’ex edificio scolastico nel Comune di XXXXX è sufficiente l’approvazione del progetto da parte del Consiglio comunale, nel rispetto dei termini previsti, senza ulteriori adempimenti.

Il Consigliere giuridico
Prof. Avv. Pierluigi Mantini

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Sisma 2016: per titolari CAS e SAE conferma requisiti entro il 15/9, richieste contributo entro il 15/10

La Cabina di Coordinamento Sisma 2016, presieduta dal Commissario Straordinario Giovanni Legnini, alla quale ha partecipato il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha raggiunto oggi un’intesa di massima sulle nuove scadenze per le dichiarazioni per il mantenimento dei benefici assistenziali e per le domande di contributo per la ricostruzione per i titolari del Contributo di autonoma sistemazione e delle Soluzioni abitative di emergenza.

Il termine per la dichiarazione di conferma dei requisiti per Cas e Sae, che sarà fissato da un’Ordinanza della Protezione Civile di prossima emanazione, verrà differito al prossimo 15 settembre. La dichiarazione sarà telematica, con accesso diretto alla piattaforma elettronica da parte dei cittadini dotati di strumenti di identificazione digitale (Spid, Carta d’identità elettronica, Carna nazionale dei Servizi). Si valuteranno inoltre strumenti di supporto per i cittadini che ne sono sprovvisti.

Il termine per la presentazione dei progetti di ricostruzione e della richiesta del contributo, sempre per i titolari di Cas e Sae, anche a seguito del positivo confronto con la Rete delle Professioni Tecniche, verrà rinviato al prossimo 15 ottobre con un’Ordinanza del Commissario Sisma che sarà a breve sottoposta alla Cabina di Coordinamento Sisma 2016 per l’approvazione formale.

Terremoti: Legnini, dal Belice a oggi danni per 190 miliardi di euro

“Serve il Codice delle Ricostruzioni. Detrazioni fiscali rimodellate per favorire la sicurezza sismica”

“Il nostro è un Paese molto fragile, con una lunga storia di violenti terremoti, e proprio in questi giorni il sisma è tornato a farsi sentire in Toscana, in Molise, a Lampedusa. Oggi in Italia abbiamo sette ricostruzioni in corso, il Centro Italia, l’Abruzzo, Ischia, Catania, il Molise, il Mugello, e l’Emilia, ciascuna con la sua governance, regole e procedure differenti, che creano un’evidente disparità di trattamento tra cittadini colpiti dalla stessa calamità. Non possiamo sapere quando arriverà un altro forte terremoto, ma è certo che accadrà. E non possiamo farci trovare impreparati. Per questo dobbiamo arrivare subito ad un unico Codice nazionale per le ricostruzioni, che ne stabilisca modalità di gestione e procedure, con una regia centrale”.

Lo ha detto il Commissario Straordinario di Governo per la ricostruzione post sisma 2016 in Italia Centrale, Giovanni Legnini, intervenendo oggi al webinar Ricostruire in Sicurezza organizzato nell’ambito dell’Earth Technology Expo di Firenze.

“A gennaio 2022 il Governo, raccogliendo anche il contributo del Commissario Sisma, del Dipartimento Casa Italia e del Dipartimento della Protezione Civile, ha varato una legge delega per l’adozione di questo Codice, con la creazione di un apposito Dipartimento delle Ricostruzioni a Palazzo Chigi. A quattro mesi di distanza, purtroppo, la legge delega non è ancora stata incardinata in Parlamento, e si restringe sempre di più il tempo utile per varare i provvedimenti attuativi entro la fine della legislatura. Vorrei dunque rivolgere un forte appello al Governo, al Parlamento, a tutti i soggetti istituzionali, così come alla società civile, perché questo provvedimento trovi attuazione subito, senza ulteriori ritardi.

Una struttura centrale per la gestione operativa delle ricostruzioni, dotata di un contingente di personale professionalmente molto qualificato, che si è formato nella gestione di queste operazioni in questi anni drammatici, è essenziale per fornire risposte omogenee, valide ed efficaci, anche a tutela spesa pubblica” ha detto Legnini.

“Dal 1968, anno del terremoto del Belice, ad oggi, l’esborso a carico dello Stato per la ricostruzione degli immobili danneggiati – ha aggiunto il Commissario – è stato enorme. Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, sulla base degli atti parlamentari, calcolava nel 2014 un costo complessivo di 121 miliardi di euro. Questa somma, rivalutata ai prezzi correnti, è pari a 159 miliardi di euro, cui si devono aggiungere almeno 27 miliardi di euro per i danni causati dal sisma del Centro Italia del 2016, ed altri 5 miliardi dovuti ai maggiori costi del sisma del 2009. In totale, a prezzi correnti, sono 191 miliardi di euro di danni in 54 anni.

La spesa effettiva sostenuta fino a questo momento è stata di 165 miliardi di euro, ovvero di 3 miliardi di euro l’anno. L’altro elemento di riflessione che ci consegnano questi dati è l’esigenza, non più differibile, di intervenire concretamente per la prevenzione del rischio sismico. Occorre un piano nazionale che indichi gli strumenti e le priorità di azione. Le detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie, oggi concentrate sull’efficientamento energetico, potrebbero essere riorientate per favorire il miglioramento sismico degli edifici almeno nelle zone del Paese che sono a maggior rischio”.

Sisma 2016: verso rinvio scadenze per beneficiari di Cas e Sae

Si è concluso poco fa l’incontro tra il Commissario Straordinario per la ricostruzione sisma 2016, Giovanni Legnini, e il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, per discutere dei prossimi passaggi relativi all’assistenza abitativa dei residenti beneficiari di Cas e Sae. Dall’incontro, considerato che l’intesa delle Regioni è stata solo recentemente acquisita, e tenuto conto del poco tempo a disposizione dei cittadini, è emersa la necessità di stabilire nuovi termini per i prossimi adempimenti dei residenti nel territorio colpito dal terremoto.

La scadenza del 31 maggio per la dichiarazione di conferma dei requisiti per il godimento dei benefici sarà posticipata, e di conseguenza, sarà valutata anche l’opportunità di differire il termine del 30 giugno per la presentazione delle domande e dei progetti di ricostruzione da parte dei residenti beneficiari di Cas e Sae che non hanno impedimenti oggettivi.

Nei prossimi giorni il Commissario Straordinario per la ricostruzione convocherà una Cabina di coordinamento, con i Presidenti delle Regioni ed i rappresentanti dei sindaci, alla quale parteciperà anche il Capo Dipartimento della Protezione Civile, per assumere le necessarie decisioni. Quanto alle modalità di presentazione della dichiarazione di conferma dei requisiti per l’assistenza, il Protocollo tra il Commissario e il Dipartimento siglato a gennaio 2022 con l’intesa delle Regioni, prevede che si faccia ricorso ad una piattaforma telematica messa a disposizione del Dipartimento dalla struttura commissariale, e che questa sia accessibile con diversi sistemi di identità digitale, dalla Spid alla Carta d’identità elettronica, alla Carta nazionale dei Servizi, ed ulteriori forme di accesso in via di implementazione.