Castel di Lama, proseguono i lavori nell’Archivio Biblioteca Museo

A Castel di Lama, in provincia di Ascoli, proseguono i lavori dell’Archivio Biblioteca Museo – ex Municipio in base all’ Ordinanza commissariale n. 109/2020 “Approvazione elenco unico dei programmi delle opere pubbliche nonché disposizioni organizzative e definizione delle procedure di semplificazione e accelerazione della ricostruzione pubblica. La struttura sarà adibita ad archivio, biblioteca e museo. L’edificio è suddiviso su quattro livelli fuori terra e, a causa degli eventi sismici del 2016/2017, ha subito una serie di danni a livello strutturale. Il progetto vuole tutelare un attraverso la scelta dei materiali utilizzati ma anche nelle tecniche costruttive di consolidamento e miglioramento sismico. Sono già stati trasferiti 245.918,38 euro per il progetto che ha un costo totale di 946.871,50 euro.

“Il recupero del patrimonio culturale del nostro territorio è uno dei punti di forza del nostro compito che stiamo portando avanti, fondamento essenziale per tutto il nostro centro Italia- dichiara il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli- In questo caso recuperiamo una struttura che sarà a disposizione per eventi culturali e a disposizione della comunità di Castel di Lama, questo è un bel segno di ripresa. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Mauro Bochicchio per la costante collaborazione”.

Monte Cavallo, in corso i lavori sulla sede comunale

Sono in corso i lavori sulla sede comunale di Monte Cavallo, comune montano del Maceratese tra quelli più colpiti dal sisma del 2016/2017.
Si tratta di un intervento da 2,3 milioni di euro che prevede la riparazione del complesso che, prima delle scosse di terremoto, ospitava le funzioni municipali ed altre attività a servizio della comunità, tra cui l’ufficio postale, un ambulatorio medico, magazzini, archivi, protocollo/segreteria, polizia municipale, segretario comunale, ufficio del sindaco e ragioneria.
«La nostra attenzione va soprattutto alle piccole realtà dell’entroterra, quelle che più soffrono e che già si trovavano in difficoltà prima della tragedia a causa dello spopolamento – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. L’esempio di Monte Cavallo è simbolico ed in tal senso molto importante, è da luoghi come questo che dobbiamo e vogliamo ripartire, grazie all’aiuto ed al lavoro costante di Comuni, Ufficio Ricostruzione e della Regione guidata dal presidente Acquaroli».

Il sindaco Pietro Cecoli: «Con questo intervento, stiamo completando la ricostruzione degli edifici essenziali del nostro comune per rendere la vita dei cittadini più consona e adatta alle esigenze quotidiane. Pezzo dopo pezzo, ricostruiamo il puzzle del tessuto urbano, rendendolo più sicuro e moderno per il bene di tutti. Avanti tutta per un domani più prolifico e attrattivo, per il rilancio delle nostre zone svantaggiate. Grazie allo staff dell’USR e al Commissario Guido Castelli, sempre pronti ad ascoltare le esigenze dei Sindaci e del territorio».

I lavori, partiti alla fine del 2024, sono giunti a buon punto e stanno riguardando i due edifici vicini, costruiti in diverse epoche, uno presumibilmente nella seconda metà dell’Ottocento e l’altro intorno al 1970, ognuno dei quali sarà sviluppato e ricostruito in maniera diversa dall’altro.

Approvato l’intervento di rafforzamento locale della chiesa di San Girolamo a Gubbio

La Conferenza permanente ha approvato l’intervento di rafforzamento locale della chiesa di San Girolamo a Gubbio. La chiesa è inserita all’interno del complesso monastico del Monastero delle Clarisse della SS Trinità, sul versante meridionale del monte D’Ansciano, all’esterno del centro storico. S. Girolamo ha subito delle modificazioni e trasformazioni nel corso del tempo, il suo impianto originario è di tipo medioevale, nell’600 il complesso venne ampliato e consacrato nel 1722 dal Vescovo di Gubbio Manciforti. Queste trasformazioni sono leggibili sui paramenti murali dove si possono ancora vedere tracce di antiche murature. Nel 2020 sono stati svolti degli interventi provvisori di messa in sicurezza del versante roccioso di monte retrostante l’abside della chiesa ed il monastero. L’intervento consiste nella riparazione dei danni sugli elementi strutturali e non strutturali dell’edificio e il restauro degli apparati danneggiati o interessati dagli interventi sulle strutture. L’obbiettivo primario del progetto è indirizzato alla realizzazione di interventi volti alla messa in sicurezza strutturale, che deve essere accompagnata dagli interventi di ripristino collegati sulle parti murarie, sui rivestimenti, sugli impianti e quant’altro connesso in funzione del miglioramento sismico da ottenere. Il progetto prevede il restauro e ricostruzione dei contrafforti esterni all’abside, la ricucitura delle murature sconnesse mediante sostituzione parziale del materiale (cuci-scuci) con l’utilizzo di pietrame crollato o comunque di reimpiego con, per quanto possibile, uguale forma e dimensione, il rinforzo estradossale della volta della sacrestia mediante applicazione di intonaco armato e rifacimento della copertura con mantenimento delle gronde realizzate a travetti in calcestruzzo vibro compresso e tavelle in cotto, il consolidamento muri di sostegno a valle del Monastero. 1.500.000,00 è il costo previsto per l’intervento.

“Il nostro patrimonio culturale, di cui le chiese sono parte integrante, si deve preservare e tramandare, facendolo tornare allo splendore di un tempo in vista degli ottocento anni dalla morte di San Francesco, un evento molto importante per tutta l’Umbria- dichiara il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – E’ un luogo dello spirito che ci ricorda le nostre tradizioni e la nostra storia. Ringrazio il presidente della Regione Stefania Proietti, il Monastero delle Clarisse della S.S. Trinità, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Vittorio Fiorucci per la collaborazione sempre efficace”.

Approvato l’intervento di riparazione, restauro e ripristino della Chiesa di Santa Maria della Torre ad Amatrice

La Conferenza permanente ha approvato l’intervento di riparazione, restauro e ripristino della Chiesa di Santa Maria della Torre ad Amatrice. La chiesa è situata nella frazione di San Cipriano e si affaccia sulla piccola piazza principale. All’esterno si presenta come un’opera a nude pareti in pietra squadrata con un campanile a vela allineato alla parete laterale est e un timpano in sottosquadro quasi impercettibile sul prospetto. Attualmente la Chiesa di versa in condizioni di dissesto accentuato dai danni subiti in occasione del sisma del 2016 che, sia pure senza crolli importanti, ha coinvolto in maniera rilevante le strutture murarie. Gli interventi che si propongono sono di tipo locale, di riparazione e ripristino, in grado di consentire di aumentarne la resistenza e la duttilità, ove strettamente necessario, senza tuttavia modificare in modo significativo la rigidezza e lo schema strutturale globale o sacrificare la consistenza architettonica del manufatto. Sono previsti interventi sulle coperture: per la copertura è previsto lo smontaggio integrale, la sostituzione delle travi lignee il ripristino delle pianelle, gran parte delle quali recuperate nel corso degli interventi di provvisoria messa in sicurezza eseguiti nel 2017. Per il campanile si è ritenuto di introdurre un elemento di rinforzo costituito da una barra verticale in acciaio zincato, per ciascun pilastrino, ancorata in profondità all’interno della muratura di base. Si prevede il rinforzo ed il consolidamento dei tratti di muratura tramite la posa in opera di intonaco armato con rete in trefoli di acciaio e fibra di vetro e geomalta ad altissima igroscopicità e traspirabilità e connettori interni alla muratura. Altresì. Altri interventi riguardano l’intonaco delle superfici interne, la pavimentazione, gli infissi, restauro sulle superfici esterne e interventi impiantistici. Il costo totale dell’intervento è di 1.240.000,00 euro.

“Ringrazio l’Assessore alla ricostruzione Manuela Rinaldi, il Vescovo Vito Piccinonna, l’Ufficio ricostruzione Lazio, il Questore Paolo Trancassini e il sindaco Giorgio Cortellesi per la collaborazione- sottolinea il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – Il cambio di passo è evidente ed è testimoniato anche dal lavoro recupero di questi importanti gioielli del nostro territorio. Sono ricchezze storiche e architettoniche che ci parlano di un passato da portare a nuova luce. Insieme lavoriamo per velocizzare ancora di più questi processi”.

“La Chiesa di Santa Maria della Torre aggiunge un altro tassello al modello di ricostruzione che stiamo portando avanti. Finalmente, anche nelle frazioni, la buona gestione sinergica delle aree colpite dal sisma si fa sentire. Per questo ringrazio il Commissario Guido Castelli e, soprattutto, il lavoro dei tecnici dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione del Lazio, che quotidianamente ci mettono nelle condizioni di avanzare in questo percorso impegnativo per la ricostruzione dell’Appennino centrale”, ha dichiarato l’assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi.

“Esprimo soddisfazione per l’approvazione dell’intervento di riparazione, restauro e ripristino della Chiesa di Santa Maria della Torre ad Amatrice. Un altro passo avanti nel percorso di Ricostruzione di Amatrice che permetterà di restituire alla collettività un punto di riferimento e un simbolo identitario, storico e religioso del territorio. Ringrazio il Vescovo di Rieti Vito Piccinonna, il sottosegretario al Mef Lucia Albano, il Commissario al Sisma Guido Castelli, l’Assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio Manuela Rinaldi, l’Usr e il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi per il costante lavoro di squadra portato avanti per promuovere la rinascita economica, sociale e culturale del territorio” dichiara il Questore della Camera On. Paolo Trancassini.

“La chiesa della frazione San Cipriano è una delle pochissime, del territorio comunale, non crollate ma danneggiate dal sisma. Il suo recupero permetterà anche la ripartenza della costruzione di un aggregato adiacente fermo per pericolo di crollo della stessa. Un altro simbolo di ripartenza sita a ridosso del capoluogo che ha subito il crollo totale di tutte le innumerevoli chiese. La sua ristrutturazione permetterà l’uso di una vera chiesa in sostituzione di un container temporaneo allestito per il culto subito dopo il sisma del 2016” sottolinea il sindaco Giorgio Cortellesi.

Sisma, commemorazione a due anni dalle scosse di Umbertide e Pierantonio Castelli: “Governo Meloni vicino alle comunità colpite, ora lavoriamo per ricostruzione”

“Oggi commemoriamo le scosse che esattamente due anni fa colpirono queste comunità ma già stiamo lavorando per il nostro obiettivo primario: restituire ai cittadini di Umbertide e Pierantonio le loro case, i loro spazi ed edifici pubblici, le loro attività produttive. Il sisma è un evento imprevedibile ma purtroppo ricorrente nel nostro Appennino centrale. A noi il dovere di ricostruire in piena sicurezza, per far sì che i prossimi eventi sismici non ci colgano impreparati”. A dirlo il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, oggi presente alla commemorazione in piazza XXV Aprile, a Pierantonio, frazione di Umbertide colpita dalle scosse del 9 marzo del 2023. In quella data si susseguirono, in poco più di 4 ore, tre eventi sismici in un’area compresa tra Perugia e Città di Castello, con l’evento più forte di magnitudo 4.5 localizzato a pochi chilometri dalla città di Umbertide, a cui seguirono circa 210 repliche. A celebrare la messa odierna è stato l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, Ivan Maffeis.

La ricostruzione delle comunità colpite dal sisma del 2023 è infatti stata affidata alla Struttura guidata dal Commissario Castelli nell’ambito del DL Emergenze, per far sì che le risorse possano essere trasferite il più efficacemente possibile, sulla scorta dei fondi già disponibili e del quadro normativo, già molto semplificato negli anni, a disposizione del sisma del 2016.

“Esprimo la mia più sincera vicinanza alle comunità colpite, sottolineando al di fuori di ogni retorica che lo Stato c’è e che le risorse sono già disponibili, grazie all’anticipo che faremo dai fondi del 2016 che saranno successivamente reintegrati. Abbiamo nel frattempo provveduto, sempre su mandato del Governo Meloni, che ringrazio per la fiducia, alla ricognizione del danno, che secondo la stima complessiva è di circa 470 milioni di euro, derivante dalla somma di 430 milioni per la ricostruzione privata (380 le schede rilevate) e di 42 milioni per la ricostruzione pubblica (16 gli interventi individuati). Saremo quindi in grado di anticipare i primi fondi, in modo da garantire l’avvio delle progettazioni e il finanziamento della ricostruzione, dedicando una particolare attenzione ai cittadini dal momento che sono loro ad essere stati maggiormente colpiti dagli eventi avvenuti. Ci tengo a sottolineare che condivido questa responsabilità, che non riguarda solo la ricostruzione ma anche la rigenerazione sociale ed economica di un intero territorio, con degli alleati formidabili: la Regione Umbria, guidata dalla Presidente Stefania Proietti, l’Usr, i sindaci anche oggi qui presenti e in particolare Luca Carizia di Umbertide, così anche i primi cittadini di Perugia, Vittoria Ferdinandi e di Gubbio, Vittorio Fiorucci, il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco e i cittadini che con determinazione e coraggio stanno affrontando queste difficoltà, tra cui anche Paolo Arcelli oggi in rappresentanza del Comitato 9 marzo. Se c’è una grande lezione che intendiamo subito trasferire dalla ricostruzione del 2016 è che lavorare come una squadra, uniti verso un obiettivo comune, è l’ingrediente fondamentale per la riuscita dell’impresa”.

Badge e settimanale di cantiere: il cambio di passo su sicurezza e legalita’ nella ricostruzione post-sisma 2016

Uno strumento digitale per il completo monitoraggio dei cantieri della ricostruzione, dati accessibili a tutti gli organi di controllo nell’ottica dell’interoperabilità tra piattaforme e le più avanzate innovazioni – dall’intelligenza artificiale ai digital twin – per la tutela dei lavoratori e del tessuto produttivo dell’Appennino centrale. La ricostruzione del Centro Italia colpito dal sisma del 2016 si pone ancora una volta come Laboratorio nazionale di buone pratiche, grazie all’introduzione del badge elettronico di cantiere. Un’introduzione, stabilita dall’Ordinanza speciale in deroga 216, che avverrà gradualmente, sostenendo le aziende anche con fondi per la formazione. Non uno strappo dal passato quindi ma una visione di futuro, fortemente voluta dal Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli.

La presentazione di questi nuovi, innovativi, strumenti di controllo e monitoraggio è avvenuta oggi a Roma presso la sala Multimediale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel corso di una presentazione alla quale hanno preso parte il Sottosegretario di Stato al Ministro dell’Interno, Emanuele Prisco; il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, il Prefetto Paolo Canaparo, direttore della Struttura per la Prevenzione antimafia del Ministero dell’Interno e il Presidente della Commissione Nazionale Paritetica per le Casse Edili, Dario Firsech. Si sono collegati da remoto l’Assessore della Regione Lazio alla Ricostruzione, Manuela Rinaldi e l’assessore al Bilancio della Regione Abruzzo, Mario Quaglieri. A moderare l’incontro è stato il giornalista Giorgio Pogliotti.

La ricostruzione dei territori dell’Appennino centrale, il cui cratere ha una superficie di circa 8 mila chilometri quadrati, prevede complessivamente lavori per 28 miliardi di euro e, in questo momento, grazie al cambio di passo impresso sono in corso oltre ottomila cantieri di ricostruzione privata (12.289 quelli già conclusi). La ricostruzione pubblica conta ulteriori 3.537 interventi, il 50% dei quali (oltre 1700 cantieri, per un valore di 2,2 miliardi di euro) sono giunti alla fase di progettazione per cui, già nel 2025, potrebbero avviare i lavori venendo così coinvolti nell’applicazione del badge e settimanale di cantiere. Di fronte a questi numeri e alle dimensioni della ricostruzione va presa in seria considerazione la possibilità che cresca l’attenzione della criminalità organizzata nei confronti dell’Appennino centrale e delle

connesse opportunità di profitto. Una potenziale minaccia rispetto alla quale è necessario adottare misure preventive stringenti.

ll Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone: “Il grande lavoro del Commissario Castelli e del governo mira a creare sempre nuovi servizi a imprese e lavoratori che operano nel cratere, al momento il cantiere più grande d’Europa. Si tratta di una sfida che coinvolge tutti e che ci impone di mettere la sicurezza al centro della nostra azione legislativa e amministrativa. Puntiamo a lavorare sulla qualità e sul governo dei processi, investendo massicciamente in legalità per costruire un futuro più giusto per le nuove generazioni. Le buone prassi non devono soffocare l’imprenditore ma permettergli di lavorare al meglio anche a tutela dei lavoratori, così che tutto questo si traduca in crescita sostenibile per i territori. È l’obiettivo verso cui tendiamo, anche per l’area del Cratere Sisma 2016“.

Il Sottosegretario di Stato al Ministro dell’Interno, Emanuele Prisco: “La ricostruzione post sisma 2016 costituisce un chiaro esempio di come, grazie al lavoro di squadra da parte di tutti gli attori coinvolti, si riescono a centrare obiettivi ambiziosi come quello per cui oggi siamo qui riuniti. Il più grande cantiere d’Europa che auspichiamo rappresenti una buona pratica da replicare per le prossime sfide puntando ad una semplificazione delle procedure amministrative senza mai trascurare l’importanza dei controlli e della sicurezza in cantiere. A tal proposito segnalo un dato importante che da evidenza di come l’attenzione del Ministero dell’Interno è stata massima nella ricostruzione post sisma. In particolare, grazie al lavoro ed all’impegno della “Struttura per la prevenzione antimafia”: solo nel 2024, sono state adottate 29 interdittive antimafia e nel 2025 già ulteriori 4 scongiurando sul nascere il rischio di infiltrazione mafiosa ed offrendo una risposta adeguata a tutti coloro i quali hanno subito danni irreparabili a causa del sisma. L’impegno del Ministero dell’Interno sul punto è massimo e proseguirà incessante ad ogni livello”.

Il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli: La ricostruzione post sisma 2016, dopo tante false partenze, finalmente sta registrando un cambio di passo. Nei prossimi mesi partiranno migliaia di cantieri, e altrettanti sono già in corso, e per questo abbiamo avvertito l’assoluta necessità di completare il sistema di dispositivi utili a garantire il massimo rispetto della trasparenza, della legalità e della sicurezza del lavoro. Grazie a un grande lavoro di squadra, che ha comportato un articolato e proficuo confronto con tutte le parti sociali, le Regioni e gli organismi di controllo, registriamo ora un grande avanzamento nel monitoraggio dei cantieri, grazie all’introduzione del badge elettronico e del settimanale digitale. Ma attenzione: il badge è il punto di arrivo di un percorso complesso, che ci ha portato a definire le norme relative soprattutto alla gestione dei dati, alla privacy e a garantire la massima interoperabilità delle piattaforme in modo tale che Gedisi potesse “dialogare” anche con gli enti di controllo per monitorare l’andamento e i flussi della manodopera, che sono i tradizionali ambiti dove si incunea la malavita. Ringrazio tutte le parti sociali, oltre che il Ministro Calderone, il Prefetto Canaparo per la grande sinergia con la Struttura Antimafia e il Sottosegretario Prisco, perché hanno compreso che queste innovazioni, che pure comporteranno un certo sforzo di adattamento, sono dei costi necessari per mantenere la qualità della vita e l’integrità di territori meravigliosi che dopo il sisma stanno per rinascere”.

Il Direttore della Struttura per la prevenzione antimafia, Prefetto Paolo Canaparo: “L’introduzione del badge digitale rappresenta uno strumento di fondamentale rilevanza per la tutela dei lavoratori e della legalità nei cantieri. Le infiltrazioni criminali, infatti, trovano terreno fertile proprio nella gestione opaca della manodopera, con effetti devastanti sulla sicurezza del lavoro e sulle condizioni dei lavoratori. Grazie a questa misura, sarà possibile monitorare in tempo reale i flussi di personale, impedendo l’accesso a soggetti e mezzi non autorizzati e rafforzando i controlli per garantire il rispetto delle regole e della dignità del lavoro. Un meccanismo che tutela non solo la sicurezza nei cantieri, ma anche la qualità e la trasparenza della ricostruzione. Questo importante risultato è frutto di un impegno corale: solo attraverso la condivisione di strategie e obiettivi tra le istituzioni, gli organi di controllo, le associazioni datoriali e sindacali è possibile costruire un sistema di verifiche efficace e una ripresa trasparente e sana dei territori colpiti dagli eventi sismici. Il confronto e la cooperazione tra tutti gli attori coinvolti sono la chiave per prevenire le distorsioni nel settore degli appalti e garantire un percorso di ricostruzione improntato alla legalità e alla sicurezza. Il cratere del sisma si conferma così un laboratorio di sperimentazione di nuovi strumenti per il contrasto alle infiltrazioni criminali, collocandosi lungo un percorso che ha preso avvio con Expo 2015, si è consolidato con la ricostruzione post-sisma e che oggi trova ulteriore applicazione nell’ambito delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. La continuità di questo modello dimostra l’importanza di strumenti innovativi di prevenzione e controllo, capaci di adattarsi alle diverse esigenze ma con un obiettivo comune: garantire la legalità e la sicurezza come principi cardine dello sviluppo economico e infrastrutturale del Paese.”

Il badge e settimanale di cantiere

All’introduzione del badge e settimanale di cantiere si è giunti attraverso un lungo e articolato percorso che ha portato all’approvazione dell’Ordinanza Speciale n. 216 del 27 dicembre 2024, che disciplina le misure in favore del controllo, della sicurezza e dell’innovazione nei cantieri, nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpiti dagli eventi sismici del 2016-2017.

Tale Ordinanza, in particolare, stabilisce l’obbligo di adottare sistemi di monitoraggio elettronico per le presenze nei cantieri, rafforzando così le misure di prevenzione contro le infiltrazioni mafiose, di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori del settore edile. È prevista una introduzione graduale della tecnologia: 1 mese, per i cantieri il cui valore complessivo dei lavori sia uguale o superiore a 500.000 euro; 12 mesi, per i cantieri il cui valore complessivo sia uguale o superiore a 258.000 euro; 24 mesi, per i cantieri il cui valore complessivo dei lavori sia uguale o superiore i 150.000 euro; 36 mesi, per quanto concerne tutti i restanti cantieri della ricostruzione. Le disposizioni previste verranno applicate sia alla ricostruzione

pubblica che alla ricostruzione privata. Infine, l’Ordinanza Speciale n.216 stabilisce che il Commissario Straordinario al sisma 2016 può sottoscrivere specifici accordi con altri soggetti pubblici o privati per consentire l’accesso sicuro e controllato alla sezione “Monitoraggio Cantieri” della piattaforma GE.DI.SI, per il compimento di funzioni di pubblico interesse, per l’esercizio di pubblici poteri agli stessi attribuiti e per contribuire all’innovazione tecnologica.

Interoperabilità delle piattaforme per la “Prefettura del futuro”

Le informazioni contenute nella sezione Monitoraggio Cantieri della piattaforma GE.DI.SI saranno rese disponibili e utilizzate dai Gruppi interforze antimafia al fine di verificare la regolarità degli accessi nei cantieri del personale e dei mezzi, la sussistenza di situazioni di illegalità o opacità propedeutiche o sintomatiche di tentativi di infiltrazioni mafiosa, acquisire elementi conoscitivi, per indirizzare le attività di approfondimento, analisi e ispettive nei cantieri. Si delinea a tutti gli effetti una “Prefettura del futuro”, dove grazie alla raccolta e allo scambio in tempo reale di dati lo Stato può rafforzare la tutela della legalità nel territorio.

Formazione

Al fine di garantire un regolare sviluppo del processo individuato, una qualificazione adeguata dei lavoratori fondamentali per il corretto uso delle tecnologie e un incremento delle condizioni di sicurezza nei cantieri della ricostruzione nelle aree dove è incorso la ricostruzione post sisma 2016, sono stati stanziati tre milioni di euro per garantire anche attività di formazione per le maestranze in materia di salute e sicurezza sul lavoro, uso delle nuove tecnologie e cantiere digitale, da realizzarsi anche per il tramite delle Parti sociali e degli enti bilaterali paritetici territoriali specializzati sulla formazione, sicurezza e salute sul lavoro del settore dell’edilizia.

Laboratorio cantiere digitale

La sopra citata Ordinanza dispone, inoltre, l’istituzione di un Comitato di Coordinamento presieduto dal Commissario Straordinario e del quale fanno parte il Direttore della Struttura di missione per la prevenzione antimafia di cui all’articolo 30 del decreto-legge n. 189 del 2016, un rappresentante della Commissione Nazionale paritetica per le Casse Edili e due rappresentanti delle Parti Sociali (Organizzazioni sindacali ed Associazioni datoriali), o loro delegati. Detto Comitato ha il compito di elaborare progetti e iniziative pilota per il potenziamento della piattaforma per il monitoraggio dei cantieri e per la sperimentazione di nuove tecnologie in favore dei lavoratori al fine di implementare il processo di automazione e semplificazione dei processi e dei relativi controlli nonché l’utilizzo di strumenti innovativi come digital twin e intelligenza artificiale per il monitoraggio dei cantieri e l’assicurare adeguati livelli di sicurezza sul posto di lavoro: un Laboratorio di best practice per l’Italia. Gli impatti previsti sono sicuramente il miglioramento della sicurezza e della qualità nei cantieri, la riduzione del lavoro irregolare e delle infiltrazioni criminali e l’ottimizzazione dei controlli e maggiore efficienza nei processi di ricostruzione

Visso, messa in sicurezza dell’area depuratore

La Conferenza regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per la mitigazione del rischio idrogeologico e caduta massi dell’area soprastante il depuratore comunale in località Il Piano, a Visso (Mc).

Si tratta di un intervento da 700.000 euro compreso all’interno dell’ordinanza numero 137 del 2023, con l’obiettivo di riparare le barriere paramassi danneggiate dagli eventi sismici del 2016/2017.

«La cura e la tutela dei luoghi colpiti delle scosse rappresentano il perno principale del processo di ricostruzione su cui stiamo lavorano alacremente – spiega il commissario straordinario Guido Castelli -. L’Appennino deve poter contare su condizioni di sicurezza per poter tornare a rinascere nella sua pienezza. Ringrazio per il lavoro svolto quotidianamente l’Ufficio Speciale Ricostruzione, i Comuni e la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

«Un altro passo in avanti importante per tornare alla sicurezza del nostro territorio – commenta il sindaco Rosella Sensi -. Ringrazio il Commissario Castelli e l’Usr ancora una volta per l’impegno che stanno dimostrando nei nostri confronti».

Al di sopra dell’area sono presenti affioramenti rocciosi molto acclivi con scarpate verticali di altezze rilevanti (che superano i 20 metri) e che, a causa dell’azione dei processi morfogenetici e del terremoto, sono stati sottoposti a fenomeni franosi accompagnati da crolli di blocchi rocciosi di dimensioni anche significative.

Alcuni tratti delle barriere esistenti, installate al di sopra del depuratore, risultano essere compromessi sia per via della quantità di materiale accumulata a tergo e distaccata dalle pareti rocciose, sia per la condizione dei montanti che appaiono completamente piegati.

Al termine dei lavori, dunque, la zona si doterà di una protezione continua di barriere paramassi a protezione delle infrastrutture del depuratore, al fine di ripristinare la condizione di sicurezza dell’area.

Castelli: “Si rafforza l’impegno del Governo per l’agricoltura e per assicurare il presidio dell’Appennino centrale a difesa del territorio contro le catastrofi naturali

La misura del Governo Meloni e del Ministro Lollobrigida a sostegno delle aziende agricole con 100 milioni di euro per la gestione del rischio contro le catastrofi naturali, non è solo la conferma dell’attenzione di questa compagine governativa per il settore agricolo, ma è un investimento per la messa in sicurezza di tutto il territorio italiano.

“Come Commissario alla ricostruzione – dichiara il Senatore Guido Castelli – siamo impegnati per creare le migliori condizioni di vita e di lavoro nell’Appennino centrale, dove l’agricoltura e la selvicoltura rappresentano un fattore decisivo per assicurare il presidio nel cratere sisma 2016. Il contributo di 100 milioni di euro va in questa direzione”.  “Non è pensabile ricostruire senza pensare alla messa in sicurezza sismica ma anche territoriale, in più – continua Castelli – garantire il presidio dell’Appennino centrale rappresenta una necessità per le infrastrutture e gli insediamenti a valle e lungo le coste dell’Italia centrale, sempre più esposte agli eventi climatici estremi per le quali l’abbandono dell’agricoltura nelle aree interne rappresenta una minaccia che moltiplica i lutti e i danni”. “Dobbiamo proseguire con forza nell’opera di ricostruzione – conclude Castelli – ma ogni nostro sforzo sarà vano senza una concreta azione di sostegno del territorio attraverso la valorizzazione del ruolo di chi vive e usa le risorse naturali e questo sostegno del Governo è di estrema importanza per il futuro dei nostri territori”.

Ricostruire rigenerando: il Laboratorio Appennino Centrale al Tipicità Festival di Fermo

Rialzarsi dalla tragedia del sisma, contando sul valore della propria identità e sull’innovazione come forza motrice della rigenerazione. È questo il “Laboratorio Appennino Centrale” che si sta costruendo nel Centro Italia del terremoto del 2016 e che sarà al centro dell’incontro “Ricostruire rigenerando: innovazione e buone pratiche per il rilancio dell’Appennino centrale”, in programma il 7 marzo alle ore 15,30 presso il Tipicità Festival al Fermo Forum, nella sala “Teatro delle Esperienze”.

A intervenire il Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli, insieme al giornalista Carlo Cambi e all’agronomo e influencer Daniele Paci. Un dialogo aperto sulle strategie e le azioni concrete per valorizzare le tipicità locali come motore di ripartenza sociale ed economica nelle aree dell’Appennino centrale marchigiano.

“Esiste un “Ethos Appenninico”, che non si è piegato nemmeno di fronte al sisma e da cui scaturiscono tutti quei valori, materiali e immateriali, che ci consentono oggi di parlare di ricostruzione, rinascita e sviluppo. Di tutto questo le tipicità locali, che danno il titolo a questa ormai irrinunciabile kermesse, rappresentano una delle anime – commenta il Commissario Guido Castelli -. I prodotti locali sono frutto della cultura di un popolo, della sua economia, del suo ingegno, delle sue relazioni con l’esterno e soprattutto di quel rapporto virtuoso con la natura che non ci stancheremo mai di difendere. Quando abbiamo ideato e poi dato concretezza al vasto programma per la riparazione socio-economica Next Appennino, che nelle Marche sostiene 648 progetti imprenditoriali con oltre 236 milioni di incentivi (di cui 60 in provincia di Fermo, con oltre 19 milioni a sostegno delle progettualità), abbiamo tenuto ben presente che è il connubio uomo-natura che produce l’eccellenza del territorio e garantisce la tutela ambientale. Al contrario di quanto ritengono certi ambientalisti ideologici che vorrebbero cancellare la presenza umana dall’equazione. Il Laboratorio Appennino Centrale vuole invece mettere al centro questo rapporto come valore, anche economico, per il territorio e contro la crisi demografica, che mette a rischio la manutenzione del territorio e la tenuta sociale ed economica di queste comunità. È con questi grandi obiettivi in mente che ogni giorno lavoriamo insieme al Presidente Francesco Acquaroli, a tutti i sindaci e grazie al sostegno del Governo nazionale per costruire insieme il posto migliore in cui vivere”.

Le CER dell’Appennino centrale a Key Energy di Rimini. Castelli: “Modello nazionale di partnership pubblico-privato”

La gestione degli interventi di realizzazione delle Comunità energetiche rinnovabili (CER), finanziate nell’ambito del programma Next Appennino, riconosciuta come uno dei modelli più efficaci a livello nazionale. Il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli è intervenuto oggi nella prestigiosa cornice del Key Energy al Rimini Expo Centre per illustrare il lavoro che si sta portando avanti nell’Appennino centrale. Presso lo stand Mase e Renael nella Hall Sud, si è svolto l’appuntamento dedicato proprio al tema “Le Partnership Pubblico Privato (PPP) come strumento di accelerazione delle CER”.

Castelli ha voluto ringraziare i tanti sindaci presenti all’appuntamento. “I veri protagonisti della svolta delle CER sono i RUP”, ha ricordato il Commissario, che ha illustrato la più ampia strategia per l’Appennino centrale e le aree del cratere di cui le CER sono un importante tassello: “Vogliamo fare dei nostri territori dei luoghi ideali in cui vivere, in modo tale da frenare l’emorragia di giovani che decidono di andarsene per cercare altrove condizioni di vita migliori. Il grande obiettivo invece è quello di far sì che le persone rimangano o tornino. Per questo, attraverso quello che definiamo il ‘Laboratorio Appennino Centrale’, implementiamo una strategia che coniughi i servizi e le innovazioni: le strade, i data center e la digitalizzazione e ovviamente le CER. Vogliamo creare ‘il luogo migliore in cui vivere’ e l’energia è il tema dei temi. Sono orgoglioso nel rilevare che 105 Comuni si sono messi in campo per le CER. Un risultato non scontato perché si tratta di processi lunghi, non di immediato consenso e i cui risultati si vedono dopo tempo e lavoro. Al momento siamo riusciti a cofinanziare, grazie a 68 milioni del programma Next Appennino, 22 CER in Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria, attraverso la logica della partnership pubblico-privato che ci ha consentito sia di finanziare interamente i progetti, sia di sviluppare un modello sostenibile per la Pubblica amministrazione, massimizzando le ricadute sui territori e sulle comunità coinvolte. Il partner privato assume inoltre tutti i rischi operativi e gestionali che, diversamente, in caso di appalto tradizionale, sarebbero stati a carico degli enti locali. Un modello quindi di portata nazionale che si può replicare anche in altri territori”. Tra le esperienze virtuose citate da Castelli, la Green Community dell’Unione Montana Monti Azzurri, che unisce 15 Comuni la cui CER sarà ulteriormente valorizzata attraverso i fondi del Pnc Sisma.

Renael, insieme alla Struttura commissariale sisma 2016, ha inoltre offerto assistenza ai comuni del cratere sisma 2016 a margine dell’incontro. Presenti i sindaci o rappresentanti dei Comuni di Amatrice, Camerino, Matelica, Unione Montana Monti Azzurri, Tolentino, Fiastra, Ussita, Servigliano, Spoleto, Cittaducale, Arsita, Collarmele.

A moderare e introdurre l’incontro Domenico Repetto, Direttore Generale ITC-MASE, mentre l’apertura e i saluti istituzionali sono stati affidati a Paolo Arrigoni, Presidente GSE. Sono intervenuti anche Stefania Crotta, Direttore Generale Programmi e Incentivi Finanziari del MASE; Estella Pancaldi, responsabile promozione e assistenza alla PA del GSE e Piergabriele Andreoli, Presidente RENAEL.