San Severino Marche, partiti i lavori per il nuovo ponte sulla Septempedana: opera da 1,9 milioni di euro

 

 

Sono iniziati a San Severino Marche (Mc) i lavori per la realizzazione del nuovo ponte lungo la strada statale 361 “Septempedana”, un intervento destinato a risolvere una delle principali criticità della viabilità cittadina e a migliorare la sicurezza lungo uno dei collegamenti più importanti tra Marche e Umbria.

L’opera è finanziata nell’ambito degli interventi per il recupero del tessuto socio-economico delle aree colpite dal sisma previsti dall’ordinanza commissariale 137 del 2023 e rappresenta un tassello strategico del progetto di potenziamento delle infrastrutture dell’entroterra.

«Con l’apertura del cantiere si entra nella fase operativa un’opera attesa da anni, frutto della intensa collaborazione tra enti, aspetto che rende l’intervento ancor più importante – conferma il commissario straordinario, Guido Castelli -. Comune, Struttura commissariale, Usr e la Regione guidata dal presidente Acquaroli hanno agito in sinergia attraverso uno specifico Accordo di Programma finalizzato a garantire il completamento dell’intervento e la piena copertura delle risorse necessarie. L’obiettivo è quello di eliminare una criticità storica della viabilità severinate, migliorare l’accessibilità all’area urbana e all’ospedale cittadino e rafforzare i collegamenti strategici tra la vallata del Potenza e le aree interne colpite dal terremoto».

«L’avvio di questo cantiere rappresenta un momento storico e di straordinaria importanza per la nostra città e per tutto il territorio – dichiara il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei –. Finalmente diamo il via a un’opera attesa da anni, fondamentale per cancellare una volta per tutte una criticità viaria che penalizzava la circolazione, la sicurezza dei nostri concittadini e l’accesso ai servizi essenziali, a partire dall’ospedale. Voglio ringraziare vivamente il commissario straordinario Guido Castelli, il presidente della Regione Francesco Acquaroli e gli uffici regionali e comunali per la straordinaria sinergia istituzionale che ci ha permesso di unire gli sforzi, raddoppiare gli obiettivi e sbloccare le risorse necessarie. Questo traguardo dimostra che lavorando in squadra si possono superare gli ostacoli e dare risposte concrete alla nostra comunità e alla ripartenza delle aree interne».

L’intervento interessa dunque il cosiddetto Ponte dell’Intagliata, dove l’attuale carreggiata subisce un restringimento provoca rallentamenti, code e situazioni di potenziale pericolo per automobilisti e pedoni. Il nuovo collegamento consentirà di superare questa strozzatura trasferendo il traffico su una nuova infrastruttura moderna, progettata per accogliere entrambe le corsie di marcia e garantire standard di sicurezza più elevati.

Nel corso della progettazione, attraverso il confronto tra gli enti coinvolti e il gestore della strada, si è deciso di andare oltre l’impostazione iniziale dell’intervento. La nuova soluzione ha infatti consentito di unificare in un unico progetto funzionale i due stralci previsti originariamente, realizzando un attraversamento dimensionato sin da subito per entrambe le direzioni di marcia e predisponendo il completo trasferimento della viabilità sul nuovo tracciato. Una scelta che permetterà di ottenere benefici immediati in termini di fluidità del traffico e sicurezza stradale.

 

Per rendere possibile questa soluzione, il quadro economico dell’opera è stato adeguato fino a raggiungere l’importo complessivo di 1,9 milioni di euro. Alla copertura finanziaria concorrono sia la Struttura commissariale, con un finanziamento di 1,25 milioni di euro, sia la Regione Marche, che ha stanziato ulteriori 650.000 euro attraverso la legge di assestamento di bilancio 2025.

L’intervento prevede la realizzazione di una nuova bretella stradale, di un nuovo ponte sul fosso dell’Intagliata, del collegamento con la rotatoria esistente e della nuova rampa di accesso proveniente dal centro abitato.

Castelluccio di Norcia: in cabina di coordinamento la progettazione unitaria del Cassero e degli edifici di culto

 

Si è riunita  la Cabina di coordinamento della ricostruzione sisma 2016, presieduta dal Commissario straordinario Guido Castelli. Tra i provvedimenti all’esame della Cabina figurava l’Ordinanza speciale che interviene sulla ricostruzione del centro storico di Castelluccio di Norcia, modificando e integrando l’Ordinanza speciale n. 18 del 15 luglio 2021.

Il provvedimento punta a dare continuità alla progettazione del Cassero, il nucleo storico di Castelluccio, dove la ricostruzione è stata concepita fin dall’inizio in maniera unitaria: edifici pubblici e privati sorgeranno sopra una piastra gradonata dotata di isolamento sismico alla base, il cosiddetto sistema di “Ground Isolation”. Una soluzione particolarmente innovativa, pensata per aumentare in maniera significativa la sicurezza sismica senza rinunciare alla ricostruzione della forma storica del borgo.

La nuova Ordinanza riguarda in particolare la progettazione degli aggregati edilizi del Cassero, della Chiesa di Santa Maria Assunta e dell’Oratorio del Santissimo Sacramento, edifici profondamente segnati dal terremoto del 2016 e strutturalmente collegati tra loro. Il sisma ha distrutto quasi completamente la chiesa, compreso il campanile ottocentesco, oltre all’Oratorio, mentre il progetto punta a recuperare non soltanto gli edifici ma anche gli spazi di socialità e di memoria del borgo, riutilizzando dove possibile i materiali originari.

Proprio la stretta connessione tra le diverse strutture rende necessaria una progettazione coordinata. Chiesa, Oratorio e aggregati saranno infatti ricostruiti sopra la stessa piastra sismicamente isolata e la progettazione verrà sviluppata nell’ambito di un unico contratto applicativo, così da evitare interventi separati che rischierebbero di rallentare o complicare il percorso.

L’Ordinanza porta in Cabina un ulteriore finanziamento di 533.700,98 euro per la progettazione, di cui 433.191,78 euro destinati agli aggregati edilizi e all’Oratorio del Santissimo Sacramento e 100.509,20 euro alla Chiesa di Santa Maria Assunta. Lo stanziamento complessivo previsto dall’Ordinanza speciale n. 18 sale così da 6,67 a 7,204 milioni di euro, mentre le risorse destinate alla progettazione passano da 3,086 a 3,620 milioni di euro.

Il costo complessivo dei lavori relativi agli aggregati è attualmente stimato dall’Ufficio Speciale Ricostruzione Umbria in oltre 40,4 milioni di euro. La quantificazione definitiva delle risorse necessarie per i lavori sarà definita successivamente, al momento dell’approvazione dei diversi livelli progettuali.

“Castelluccio è uno dei luoghi simbolo del terremoto del 2016 e la sua ricostruzione presenta difficoltà tecniche fuori dall’ordinario. Proprio per questo abbiamo scelto fin dall’inizio di affrontarla con strumenti straordinari, mettendo insieme sicurezza, tutela dell’identità del borgo e qualità della ricostruzione. Con questa Ordinanza compiamo un altro passo concreto: finanziamo la progettazione unitaria del cuore del paese, compresi i suoi edifici di culto, perché Castelluccio possa tornare ad essere non soltanto un luogo da ammirare, ma un borgo pienamente vissuto dalla sua comunità”, dichiara il Commissario straordinario Guido Castelli.

“Castelluccio rappresenta per l’Umbria un patrimonio di straordinario valore paesaggistico, culturale, umano e identitario. Il provvedimento esaminato dalla Cabina di coordinamento segna un avanzamento significativo perché consente di proseguire nella progettazione del cuore storico del borgo secondo una visione unitaria, nella quale sicurezza, innovazione, tutela del patrimonio e rispetto dell’identità dei luoghi devono procedere insieme. Ricostruire Castelluccio significa ricomporre un tessuto urbano e sociale, restituire spazi alla vita quotidiana, recuperare luoghi nei quali una comunità possa riconoscersi e tornare pienamente a vivere- dichiara il presidente della Regione Umbria Stefania Proietti – La scelta di affrontare in maniera coordinata la progettazione del Cassero, degli aggregati edilizi, della Chiesa di Santa Maria Assunta e dell’Oratorio del Santissimo Sacramento risponde alla particolare complessità di questo intervento e alla necessità di guardare al borgo nel suo insieme. La ricostruzione degli edifici di culto assume, in questo quadro, un valore particolarmente importante: la chiesa, l’Oratorio, il sagrato e gli altri spazi del centro storico sono parti di una storia e di una memoria collettiva che il terremoto ha profondamente ferito e che oggi abbiamo il dovere di ricomporre. Come Regione Umbria, e con il nostro Ufficio Speciale Ricostruzione, continueremo a lavorare in piena collaborazione con il commissario straordinario Guido Castelli, con il Comune di Norcia e con tutti i soggetti coinvolti perché alla progettazione seguano, con continuità, le successive e ormai necessarie fasi della ricostruzione. Castelluccio deve tornare e tornerà a essere uno dei simboli più conosciuti dell’Umbria e soprattutto un paese vivo, abitato e capace di guardare al futuro. È questo il significato più profondo della ricostruzione: restituire alle comunità colpite dal sisma i loro luoghi – rafforzati da una ricostruzione che mira alla massima prevenzione del rischio sismico -, la loro storia e la possibilità di costruire qui il proprio futuro”

“Un altro passo importante per la ricostruzione di Castelluccio con il finanziamento di simboli identitari della frazione a cui tutti gli abitanti tengono particolarmente. E’ un’ulteriore conferma dell’attenzione del commissario Castelli nei confronti di Castelluccio e di Norcia, di questo siamo assolutamente contenti. Lavoriamo perché questo progetto importantissimo possa essere realizzato nel più breve termine possibile” dichiara il sindaco Giuliano Boccanera.

 

La ricostruzione di Santa Maria Assunta e dell’Oratorio assume infatti un valore che va oltre il recupero materiale degli edifici: insieme al sagrato e alla porta urbica, questi luoghi costituiscono uno dei punti centrali dell’identità storica e comunitaria di Castelluccio. L’obiettivo indicato nel provvedimento è ricostruire il rapporto originario tra gli spazi del borgo e recuperare, per quanto possibile, anche i materiali antichi sopravvissuti al sisma.

San Severino Marche, ricostruzione unitaria per il Santuario di San Pacifico

 

La recente Cabina di coordinamento sisma ha raggiunto l’intesa sulle modifiche all’Ordinanza speciale 45 del 2023, dedicata agli interventi di ricostruzione nel Comune di San Severino Marche. Il provvedimento inserisce tra gli interventi urgenti e di particolare criticità anche il complesso del Santuario di San Pacifico, costituito dalla Chiesa di San Pacifico e dal Convento di Santa Maria delle Grazie, gravemente danneggiato dagli eventi sismici del 2016.

Il complesso è formato da tre unità strutturali strettamente interconnesse, con una proprietà mista pubblica e privata. Oltre il 50 per cento della superficie complessiva dell’aggregato appartiene all’Ente morale Provincia Picena San Giacomo della Marca dei Frati Minori, mentre una parte fa capo al Fondo Edifici di Culto. La particolare configurazione dell’aggregato e la sua unitarietà dal punto di vista strutturale rendono tecnicamente inadeguata una progettazione separata delle singole unità.

La nuova disciplina consente quindi di ricondurre a un unico procedimento la progettazione, l’istruttoria, il finanziamento e l’esecuzione degli interventi, armonizzando la ricostruzione pubblica e quella privata. Il progetto di restauro e risanamento conservativo con miglioramento sismico sarà unico per l’intero aggregato e comprenderà sia le parti comuni sia quelle di proprietà esclusiva. Il coordinamento procedimentale e tecnico sarà assicurato dall’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche.

 

Per la porzione della chiesa sono già stanziati 3,25 milioni di euro con l’Ordinanza commissariale 132 del 30 dicembre 2022. Per le altre componenti il contributo sarà invece determinato sulla base dei differenti regimi di proprietà e dei relativi meccanismi di finanziamento.

«Con questa ordinanza – dichiara il Commissario straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli – interveniamo per armonizzare le diverse procedure, risolvere le complessità legate alla compresenza di proprietà pubbliche e private e andare dritti all’obiettivo: restituire pienamente il Santuario di San Pacifico alla comunità. Parliamo di un complesso unitario, nel quale chiesa e convento sono strettamente interconnessi e che, proprio per questo, ha bisogno di un percorso altrettanto unitario, dalla progettazione all’esecuzione dei lavori. Evitiamo frammentazioni e passaggi che rischierebbero di rallentare la ricostruzione di un’opera così importante per San Severino Marche e non solo, per il suo valore religioso, storico e culturale. Ringrazio il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, la sindaca di San Severino Marche Rosa Piermattei e l’Usr Marche per il lavoro svolto e per la collaborazione. Continuiamo a utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione per risolvere le criticità e accelerare concretamente la ricostruzione».

«Ringrazio di cuore il commissario straordinario Guido Castelli e il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, per aver accolto e compreso la particolarità e l’importanza di questo intervento – dichiara il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei –. Il Santuario di San Pacifico e il convento annesso rappresentano il cuore spirituale, storico e identitario della nostra comunità. Avere uno strumento unitario ci permetterà di superare gli ostacoli burocratici legati alla complessità della proprietà mista, accelerando i tempi e garantendo un recupero impeccabile di un complesso così prezioso. Continuiamo a lavorare senza sosta, in perfetta sinergia con le istituzioni, per ridare nuova vita ai nostri luoghi simbolo e restituire pienamente sicurezza e bellezza alla nostra città».

L’intervento sul Santuario di San Pacifico si aggiunge a quello già previsto dall’Ordinanza speciale 45 per la delocalizzazione della Casa di riposo “Lazzarelli”.

 

Preci: dalla cabina via libera a nuove risorse per il campo sportivo e alla progettazione degli interventi nelle frazioni

 

La Cabina di coordinamento della ricostruzione sisma 2016, presieduta dal Commissario straordinario Guido Castelli e riunita alla presenza, tra gli altri, della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, ha dato l’intesa alla nuova Ordinanza speciale che modifica e integra l’Ordinanza n. 39 del 23 dicembre 2022 relativa agli interventi di ricostruzione nel Comune di Preci.

Il provvedimento mette a disposizione 649.929,05 euro di nuove risorse. Una prima parte, pari a 200 mila euro, servirà a completare il quadro finanziario dell’intervento sugli spogliatoi del campo sportivo e sul muro di recinzione. L’opera, inizialmente finanziata per 300 mila euro, potrà così contare su uno stanziamento complessivo di 500 mila euro, dopo il parere favorevole dell’Ufficio Speciale Ricostruzione Umbria sulla congruità del progetto esecutivo.

La parte più consistente dell’Ordinanza riguarda però tre frazioni del territorio comunale: Roccanolfi, Corone e Castelvecchio. Per questi centri la Cabina ha autorizzato complessivamente 449.929,05 euro destinati alla progettazione di fattibilità tecnico-economica degli interventi su pavimentazioni, sottoservizi e, dove previsto, muri di sostegno. Si tratta di opere considerate essenziali per completare il recupero urbano delle frazioni e migliorare sicurezza, accessibilità e funzionalità degli abitati ancora segnati dalle conseguenze del terremoto.

Nel dettaglio, per Roccanolfi viene finanziata la progettazione per un massimo di 147.766,44 euro, a fronte di un intervento complessivamente stimato in circa 1,48 milioni; per Corone sono previsti 144.485,25 euro, su un intervento stimato in circa 1,44 milioni; per Castelvecchio la progettazione viene finanziata per 157.677,35 euro, a fronte di un costo complessivo stimato in circa 1,58 milioni. Le tre opere valgono quindi, nelle stime attuali, quasi 4,5 milioni di euro.

“La ricostruzione non riguarda soltanto gli edifici più visibili o i grandi cantieri, ma anche quei servizi e quegli spazi che permettono ai paesi e alle frazioni di tornare pienamente vivibili – dichiara il Commissario straordinario Guido Castelli –. Con questa Ordinanza interveniamo su Preci con risorse concrete: completiamo il finanziamento del campo sportivo e, soprattutto, mettiamo nelle condizioni Roccanolfi, Corone e Castelvecchio di avviare la progettazione degli interventi necessari su strade, sottoservizi e opere di sostegno. È un passaggio indispensabile per conoscere con precisione costi e caratteristiche delle opere e arrivare alla successiva fase realizzativa”.

La scelta di finanziare in questa fase il 10 per cento del valore stimato delle opere consentirà infatti di sviluppare i progetti di fattibilità tecnico-economica e definire in maniera più puntuale il costo effettivo degli interventi prima del finanziamento dei lavori. L’obiettivo è anticipare e accelerare la fase progettuale, evitando che la definizione delle risorse complessive diventi un elemento di rallentamento.

“Nei territori del cratere la qualità della ricostruzione passa anche dalla capacità di recuperare le frazioni e i nuclei più piccoli, perché è lì che si gioca una parte importante della possibilità di restare e tornare a vivere nell’Appennino centrale. Per questo continuiamo a lavorare insieme alla Regione Umbria, all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e al Comune di Preci per trasformare la programmazione in cantieri e opere realmente utili alle comunità”, conclude Castelli.

“Con questa ordinanza – dichiara la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti – Preci riceve un segnale concreto di attenzione, che guarda sia ai luoghi nei quali si svolge la sua socialità sia alle sue frazioni. Completare il finanziamento degli spogliatoi e del muro di recinzione del campo sportivo significa restituire alla comunità, e in particolare ai giovani, uno spazio di incontro e di aggregazione. Avviare la progettazione di fattibilità tecnico-economica degli interventi su pavimentazioni e sottoservizi per Roccanolfi, Corone e Castelvecchio vuol dire invece prendersi cura dei borghi più piccoli, che sono l’anima della Valnerina. Senza luoghi di aggregazione, strade sicure, sottoservizi efficienti e opere di sostegno adeguate, la ricostruzione delle case non basta per far tornare a vivere i paesi. La Regione continuerà a lavorare fianco a fianco con il Commissario Guido Castelli, che ringrazio, con l’Ufficio Speciale Ricostruzione Umbria e con il Comune di Preci, perché ogni risorsa stanziata diventi presto un cantiere e poi un’opera al servizio delle persone”

«Desidero esprimere un sentito ringraziamento al Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Guido Castelli, e a tutto il suo staff per la professionalità, l’impegno e la costante vicinanza dimostrata ai territori colpiti dal sisma. Un ringraziamento va altresì all’USR Umbria e alla Presidente della Giunta regionale, Stefania Proietti, per il prezioso lavoro svolto a sostegno della ricostruzione.Le ulteriori risorse destinate al Comune di Preci rappresentano un contributo importante, che consentirà di intervenire su ulteriori danni provocati dagli eventi sismici del 2016 e successivi e di proseguire con maggiore efficacia nel percorso di ricostruzione del nostro territorio. Desidero sottolineare, ancora una volta, la particolare vicinanza del Commissario Castelli che, nonostante i molteplici impegni legati alla complessità della ricostruzione, continua a seguire con attenzione e sensibilità anche le esigenze delle nostre realtà e dei piccoli centri. Preci sta vivendo una progressiva e concreta ripresa, sia sul fronte della ricostruzione sia sotto il profilo economico e sociale.Al Commissario Castelli e al suo staff giungano, pertanto, i più sentiti ringraziamenti dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità di Preci per l’attenzione e l’impegno costantemente riservati al nostro territorio” dichiara il sindaco Massimo Messi.

Con l’intesa della Cabina, l’Ordinanza aggiorna quindi la programmazione speciale per Preci e porta a 500 mila euro il finanziamento degli spogliatoi e del muro di recinzione del campo sportivo, affiancandovi le nuove progettazioni per Roccanolfi, Corone e Castelvecchio. Gli oneri aggiuntivi complessivi autorizzati ammontano a 649.929,05 euro e saranno coperti attraverso la contabilità speciale della ricostruzione.

San Ginesio, 2,5 milioni per la strada di accesso al nuovo IPSIA “Renzo Frau”

 

Via libera a un finanziamento da 2,5 milioni di euro per la riparazione dei danni del sisma e il ripristino di via Nunzio Giuliani, la strada comunale funzionale all’accesso al nuovo plesso scolastico dell’IPSIA “Renzo Frau” di San Ginesio.

L’intervento è stato inserito tra quelli collegati all’Ordinanza speciale n. 9 del 2021 dedicata alla ricostruzione del polo scolastico di San Ginesio. La misura è stata condivisa nella recente Cabina di coordinamento sisma, con l’obiettivo di accelerare la realizzazione dell’opera e coordinare i lavori sulla viabilità con quelli del nuovo edificio scolastico, realizzato in collaborazione con la Andrea Bocelli Foundation e ormai nelle fasi finali. L’ingresso degli studenti nel nuovo plesso è previsto per gennaio 2027.

«Con questo intervento – dichiara il Commissario straordinario alla Ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli – interveniamo su un’infrastruttura strettamente connessa al nuovo IPSIA “Renzo Frau”, con l’obiettivo di arrivare pronti all’ingresso degli studenti nel nuovo plesso. Non avrebbe senso completare una scuola così importante senza garantire contestualmente una viabilità adeguata, sicura e pienamente funzionale. Per questo abbiamo scelto di mettere a disposizione le risorse necessarie e gli strumenti per accelerare le procedure. Ringrazio il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’Ufficio Speciale Ricostruzione, il sindaco di San Ginesio e la Andrea Bocelli Foundation per il contributo dato alla realizzazione di un progetto così importante per i ragazzi e per l’intera comunità».

Commenta il sindaco di San Ginesio Giuliano Ciabocco: «L’assegnazione di 2,5 milioni di euro per la sistemazione di via Nunzio Giuliani rappresenta un risultato di grande rilevanza per San Ginesio e per l’intero percorso di ricostruzione del nostro territorio. La nuova sede dell’IPSIA “Renzo Frau” costituisce un investimento strategico sul futuro della nostra comunità e, proprio per questo, era indispensabile garantire contestualmente una viabilità adeguata, sicura e funzionale all’accesso al nuovo plesso.

Desidero ringraziare il Commissario straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e tutti gli uffici comunali che hanno lavorato affinché questo finanziamento potesse concretizzarsi. Un ringraziamento va inoltre alla Andrea Bocelli Foundation, partner fondamentale nella realizzazione del nuovo IPSIA, e a tutti coloro che stanno contribuendo, a vario titolo, a questo importante progetto.

È un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni, territorio e soggetti privati possa tradursi in risultati tangibili per la comunità. Ora proseguiamo con determinazione, con l’obiettivo di arrivare al gennaio 2027 con una scuola pronta ad accogliere i nostri ragazzi e con una viabilità adeguata a sostenere questa nuova e importante fase per San Ginesio».

Il progetto definitivo approvato dal Comune prevede un costo complessivo di 2,5 milioni di euro, di cui 1.461.079,20 euro per lavori e sicurezza e 1.038.920,80 euro per somme a disposizione dell’Amministrazione. La progettazione della strada era già stata finanziata nel 2023 per 156 mila euro.

L’urgenza dell’intervento è legata proprio allo stato di avanzamento del nuovo IPSIA “Renzo Frau” – Lotto B: l’appalto per la realizzazione del plesso è in fase conclusiva, mentre la viabilità adiacente, costituita da via Nunzio Giuliani e viale del Tramonto, presenta un forte stato di ammaloramento. Le aree interessate dai lavori stradali si sovrappongono inoltre in parte all’attuale perimetro del cantiere scolastico, rendendo necessario uno stretto coordinamento delle lavorazioni.

Per accelerare l’intervento, il Comune di San Ginesio, in qualità di soggetto attuatore, potrà procedere attraverso un appalto integrato che comprenderà la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori, utilizzando le misure acceleratorie previste dalla disciplina commissariale. L’ordinanza consente inoltre al Comune, qualora lo ritenga assolutamente necessario, di ricorrere all’affidamento diretto secondo le specifiche deroghe previste dal provvedimento.

 

Cabina di coordinamento: oltre 2 milioni di euro per due interventi strategici a Sefro

 

La Cabina di coordinamento sisma ha raggiunto l’intesa sull’Ordinanza speciale dedicata al Comune di Sefro, in provincia di Macerata, che individua due interventi urgenti e di particolare criticità per un investimento complessivo di 2.037.030,56 euro.

Il primo intervento riguarda la riparazione del danno e il miglioramento sismico del muraglione sulla sponda sinistra del torrente Scarzito, in prossimità della scuola del capoluogo, per un importo complessivo di 750.582,89 euro. Di questi, 673.750 euro sono finanziati attraverso la nuova Ordinanza speciale, mentre 76.832,89 euro, relativi alla progettazione, erano già stati stanziati con l’Ordinanza n. 137 del 2023.

L’opera assume particolare rilevanza sotto il profilo della sicurezza: il possibile cedimento del muraglione potrebbe infatti compromettere il regolare deflusso delle acque del torrente e determinare un rischio di esondazione, considerata anche la vicinanza della scuola pubblica e della sede comunale.

Il secondo intervento, del valore di 1.286.447,67 euro, interessa invece il consolidamento strutturale della strada di via Cerreto, in località Sorti-Butino. La viabilità rappresenta l’unico accesso utilizzabile dai mezzi pesanti e risulta quindi indispensabile per consentire l’avanzamento della ricostruzione privata della frazione. Sono inoltre previsti interventi sulle opere di urbanizzazione primaria, comprese pavimentazioni e illuminazione pubblica.

“Con questa Ordinanza interveniamo su due criticità che hanno un’incidenza diretta sulla sicurezza e sulla possibilità stessa di far avanzare la ricostruzione a Sefro – dichiara il Commissario straordinario alla Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli –.Ricostruire significa anche intervenire sulle infrastrutture e sulle opere di urbanizzazione che rendono concretamente possibile il ritorno alla piena normalità. L’obiettivo è rimuovere gli ostacoli, accelerare i lavori e creare le condizioni affinché queste comunità possano continuare a vivere e progettare il proprio futuro nei territori dell’Appennino centrale. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Usr Marche e il sindaco Pietro Tapanelli per la loro collaborazione”.

“Un ringraziamento particolare alla struttura commissariale e al commissario Castelli per la disponibilità, lo sforzo e l’attenzione rivolti ai piccoli centri del cratere. In questo caso si risolvono due criticità importanti. Desidero ringraziare anche il nostro capo di gabinetto, Lino Rossi, che ha seguito la questione con grande approfondimento” dichiara il sindaco Pietro Tapanelli.

Cabina di coordinamento sisma: 2,68 milioni aggiuntivi per l’edificio Ater di Villa Gesso a Teramo. investimento complessivo a 3,6 milioni

 

La Cabina di Coordinamento sisma ha raggiunto l’intesa sulla modifica dell’Ordinanza speciale n. 7 del 6 maggio 2021, relativa agli interventi di ricostruzione del patrimonio edilizio ATER di Teramo. Il provvedimento prevede un incremento di 2.681.360,33 euro per il miglioramento sismico dell’edificio ERP n. 613 di Villa Gesso, in via Medoro Mazza 18/20, nel Comune di Teramo.

Il finanziamento dell’intervento passa così dagli iniziali 917.945,44 euro a 3.599.305,77 euro. L’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Abruzzo, subentrato ad ATER Teramo quale soggetto attuatore, ha verificato la congruità tecnica ed economica del nuovo quadro progettuale.

L’incremento deriva dai maggiori oneri emersi durante l’elaborazione del progetto, effettuata applicando il Prezzario unico del cratere 2026 e, in subordine, il prezzario regionale vigente. L’USR Abruzzo ha inoltre accertato che l’aumento dei costi non è legato alla realizzazione di nuove opere o interventi aggiuntivi rispetto a quelli necessari per la ricostruzione dell’immobile danneggiato dal sisma.

Il cronoprogramma prevede una durata dei lavori di 540 giorni naturali e consecutivi. Le risorse aggiuntive saranno assicurate attraverso la contabilità speciale del Commissario straordinario.

“Con questa decisione – dichiara il Commissario straordinario alla Ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli – mettiamo l’Ufficio Speciale nelle condizioni di procedere con un intervento che non può essere ulteriormente rinviato. La ricostruzione dell’edilizia residenziale pubblica ha una valenza particolare, perché riguarda direttamente la vita delle persone e il loro diritto a tornare a disporre di abitazioni sicure e adeguate. L’aggiornamento delle risorse alle effettive esigenze progettuali consente di superare le criticità e imprimere ulteriore concretezza al percorso di ricostruzione. Ringrazio il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, l’USR Abruzzo, il presidente dell’Ater Teramo Alfredo Grotta e tutti i soggetti coinvolti per il lavoro portato avanti”.

“Questo intervento su Villa Gesso – dichiara il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio – conferma che la ricostruzione in Abruzzo non è solo una questione di cantieri e di risorse, ma di persone, di diritti e di futuro. Ringrazio il Commissario Guido Castelli e la sua struttura per il lavoro svolto e per la sinergia che ci consente di trasformare le risorse in case sicure e consegnate. La Regione, attraverso l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, continuerà a lavorare fianco a fianco con Commissario, enti locali e ATER per garantire che ogni euro si traduca in abitazioni restituite alle famiglie e in quartieri che riacquistano vitalità.”

“Il Commissario Castelli conferma ancora una volta la grande attenzione riservata alla ricostruzione della nostra città e dell’intera provincia. Portare un intervento da circa 900 mila a 3,6 milioni di euro è un segnale importante: sulla sicurezza delle nostre case non si fanno compromessi. Adesso tocca a noi fare la nostra parte, accelerando ogni passaggio necessario affinché queste risorse diventino rapidamente un cantiere e gli alloggi possano tornare alle famiglie” dichiara il presidente di Ater Teramo Alfredo Grotta.

Sisma 2022, ad Ancona sei opere pubbliche nel quinto stralcio. Interventi per quasi 1,5 milioni. Tra gli interventi quello al Cimitero di Tavernelle

 

ANCONA – Sei opere pubbliche ad Ancona, per un valore complessivo stimato di quasi 1,5 milioni di euro, entrano nel Quinto stralcio del Piano di ricostruzione relativo al sisma del 9 novembre 2022, approvato nell’ultima Cabina di coordinamento presieduta dal Commissario straordinario Guido Castelli. Per la Regione Marche ha partecipato l’assessore Giacomo Bugaro, delegato dal presidente Francesco Acquaroli. Per avviare e sviluppare la progettazione degli interventi vengono previste in questa fase risorse per 148.747,20 euro.

Il provvedimento finanzia le attività di sviluppo del progetto di fattibilità tecnico-economica e le connesse attività e funzioni tecniche, nel limite massimo del 10% del valore complessivo del singolo intervento.

L’intervento economicamente più consistente riguarda il Cimitero di Tavernelle, tra uffici e servizi cimiteriali, con un quadro economico complessivo di 930 mila euro. Per la progettazione sono previsti in questa fase 93 mila euro.

Tra le altre opere figurano la Torre Campanaria della Prefettura, intervento stimato in 285 mila euro, con 28.500 euro per la progettazione; Palazzo Malacari, da 125 mila euro, con 12.500 euro; Palazzo degli Anziani, da 92.472 euro, con 9.247,20 euro; il Palasport F. Brasili, da 30 mila euro, con 3 mila euro per la progettazione; e la Palestra di via Ragnini, intervento stimato in 25 mila euro, con 2.500 euro destinati alla progettazione.

Al quadro degli interventi nel capoluogo si aggiunge, per gli edifici di culto, la Chiesa di San Michele Arcangelo al Pinocchio, di competenza dell’Arcidiocesi di Ancona-Osimo. L’intervento ha un valore complessivo stimato di 1.974.041,20 euro, con 197.404,12 euro previsti in questa fase per la progettazione.

«Con questo nuovo stralcio – dichiara il Commissario straordinario Guido Castelli – prosegue il percorso di ricostruzione post sisma 2022 anche ad Ancona. Parliamo di interventi che riguardano servizi, edifici pubblici, strutture sportive e luoghi di culto importanti per la comunità. Tra le opere pubbliche, il Cimitero di Tavernelle, con un quadro economico di 930 mila euro, rappresenta l’intervento più consistente, mentre per gli edifici di culto assume particolare rilievo la Chiesa di San Michele Arcangelo, con un intervento di quasi 2 milioni di euro. Le risorse previste ci consentono di far avanzare la progettazione e creare le condizioni per le successive fasi della ricostruzione. Ringrazio il presidente Francesco Acquaroli, l’assessore Giacomo Bugaro, che ha rappresentato la Regione Marche in Cabina di coordinamento, e l’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche per il lavoro condiviso».

«Gli interventi di ripristino dei danni del Sisma 2022-  dichiara l’Assessore Giacomo Bugaro – subiti dagli immobili della città di Ancona entrano nella loro fase operativa. Faremo in modo che i tempi di progettazione siano i più brevi possibile per passare poi alla parte strutturale dei lavori che darà un nuovo volto e una nuova solidità agli stabili colpiti dal drammatico evento del 2022.Ringrazio il Presidente Acquaroli per la fiducia che mi ha accordato delegandomi a rappresentarlo in seno alla cabina di regia deputata a deliberare interventi così delicati.Non posso non ringraziare con altrettanta intensità anche il Senatore Guido Castelli per la competenza e la determinazione che ha impresso alla ricostruzione non trascurando nessuna area colpita dal quel drammatico evento. »

Ricostruzione privata, sospesi i termini in presenza di cause impeditive

 

Sospensione dei termini quando cause oggettive, documentate e indipendenti dalla volontà degli interessati impediscono di procedere con la ricostruzione privata. È una delle principali novità introdotte dalla modifica all’Ordinanza 272 del 4 maggio 2026, condivisa nella Cabina di coordinamento sisma. Il provvedimento proroga inoltre dal 30 settembre al 30 novembre 2026 il termine per il deposito del contratto di incarico al professionista per tutti coloro che non abbiano ancora presentato la domanda di contributo.

La nuova disciplina concede più tempo ma soprattutto punta a evitare che impedimenti sui quali i proprietari non possono intervenire possano determinare conseguenze pregiudizievoli sul diritto al contributo. La sospensione riguarda innanzitutto gli edifici privati, compresi edifici singoli, aggregati, interventi unitari e compendi immobiliari inseriti in programmi straordinari di ricostruzione o in piani attuativi, quando l’intervento privato sia subordinato alla preventiva realizzazione di opere pubbliche o di altri interventi propedeutici alla ricostruzione. In questi casi il termine resta sospeso fino all’approvazione della progettazione esecutiva degli interventi necessari.

Sono inoltre ricompresi gli edifici oggetto di delocalizzazione obbligatoria per i quali non sia stata ancora individuata l’area di ricostruzione per cause non imputabili al privato; gli immobili situati nelle zone rosse ai quali non sia possibile accedere in sicurezza per effettuare le attività propedeutiche alla progettazione; e i casi in cui sussistano comprovati e documentati impedimenti di natura amministrativa o giudiziaria, indipendenti dalla volontà del soggetto interessato.

«Con questa ordinanza tuteliamo i cittadini, evitando che situazioni non dipendenti dalla loro volontà possano tradursi in ulteriori disagi o, peggio, compromettere il diritto al contributo – dichiara il Commissario straordinario alla Ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli –. La ricostruzione è un processo complesso e questa complessità va riconosciuta e governata, non può ricadere sulle persone. Ci sono casi in cui procedere è materialmente impossibile: penso agli edifici nelle zone rosse, alle delocalizzazioni ancora da definire, agli impedimenti amministrativi o giudiziari, così come agli interventi privati che dipendono dalla preventiva realizzazione di opere pubbliche. Introduciamo quindi regole che tengono conto delle condizioni reali dei territori, salvaguardando i cittadini quando il mancato rispetto dei termini deriva da cause che non sono loro imputabili».

Per beneficiare della sospensione, entro il 30 novembre 2026 i soggetti interessati dovranno inviare via PEC all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione territorialmente competente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, redatta secondo il modello predisposto dalla Struttura commissariale, che attesti il perdurante interesse all’ottenimento del contributo e la causa impeditiva al deposito del contratto di incarico al professionista.

La disciplina interviene anche nei casi in cui il contratto con il professionista sia già stato depositato ma la causa impeditiva ostacoli la successiva presentazione della documentazione progettuale: in queste situazioni il relativo termine viene sospeso fino alla cessazione dell’impedimento. Anche in questo caso è prevista entro il 30 novembre la dichiarazione via PEC all’USR competente.

Gli Uffici Speciali per la Ricostruzione verificheranno le cause impeditive dichiarate. Se la verifica avrà esito negativo, l’interessato dovrà depositare il contratto attraverso la piattaforma Ge.Di.Si. entro 15 giorni dalla comunicazione dell’USR. Quando invece viene meno una causa impeditiva riconosciuta, il contratto con il professionista dovrà essere depositato su Ge.Di.Si. entro 30 giorni dalla sua cessazione.

Ricostruzione sisma Ancona e Umbertide, prorogati i termini per cittadini e professionisti

 

La Cabina di coordinamento ha condiviso oggi con le Regioni Marche e Umbria una nuova ordinanza che interviene sui termini della ricostruzione privata nei territori colpiti dagli eventi sismici del 9 novembre 2022 nelle Marche e del 9 marzo 2023 in Umbria.

Il provvedimento modifica l’Ordinanza n. 1 del 2 luglio 2025 e proroga dal 31 dicembre 2026 al 31 dicembre 2027 il termine entro il quale i soggetti interessati potranno presentare agli Uffici Speciali per la Ricostruzione, attraverso la piattaforma Ge.Di.Si., la richiesta per la concessione del contributo finalizzato alla ricostruzione privata.

Viene inoltre prorogato dal 30 settembre al 31 dicembre 2026 il termine per il deposito, sempre attraverso la piattaforma Ge.Di.Si., del contratto con il professionista incaricato della progettazione degli interventi, nei casi in cui non sia stata ancora presentata la relativa richiesta di contributo.

«Con questa ordinanza – dichiara il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli – diamo più tempo a cittadini e professionisti per compiere i passaggi necessari alla presentazione delle domande, con l’obiettivo di accompagnare il processo di ricostruzione e favorirne il completamento. La proroga fino al 2029 della gestione commissariale per la ricostruzione del sisma 2016 ci consente oggi di definire un orizzonte temporale più ampio anche per i processi di ricostruzione legati agli eventi sismici di Ancona e Umbertide. Ringrazio i Presidenti delle Regioni Marche e Umbria Francesco Acquaroli e Stefania Proietti per la collaborazione e per il lavoro condiviso in Cabina di coordinamento. Il confronto costante con i territori è fondamentale per calibrare le misure sulle esigenze reali di cittadini, professionisti e amministrazioni e dare continuità al percorso di ricostruzione».

Le nuove scadenze sono dunque fissate al 31 dicembre 2026 per il deposito degli incarichi professionali e al 31 dicembre 2027 per la presentazione delle richieste di contributo per la ricostruzione privata.