Si è riunita la Cabina di coordinamento della ricostruzione sisma 2016, presieduta dal Commissario straordinario Guido Castelli. Tra i provvedimenti all’esame della Cabina figurava l’Ordinanza speciale che interviene sulla ricostruzione del centro storico di Castelluccio di Norcia, modificando e integrando l’Ordinanza speciale n. 18 del 15 luglio 2021.
Il provvedimento punta a dare continuità alla progettazione del Cassero, il nucleo storico di Castelluccio, dove la ricostruzione è stata concepita fin dall’inizio in maniera unitaria: edifici pubblici e privati sorgeranno sopra una piastra gradonata dotata di isolamento sismico alla base, il cosiddetto sistema di “Ground Isolation”. Una soluzione particolarmente innovativa, pensata per aumentare in maniera significativa la sicurezza sismica senza rinunciare alla ricostruzione della forma storica del borgo.
La nuova Ordinanza riguarda in particolare la progettazione degli aggregati edilizi del Cassero, della Chiesa di Santa Maria Assunta e dell’Oratorio del Santissimo Sacramento, edifici profondamente segnati dal terremoto del 2016 e strutturalmente collegati tra loro. Il sisma ha distrutto quasi completamente la chiesa, compreso il campanile ottocentesco, oltre all’Oratorio, mentre il progetto punta a recuperare non soltanto gli edifici ma anche gli spazi di socialità e di memoria del borgo, riutilizzando dove possibile i materiali originari.
Proprio la stretta connessione tra le diverse strutture rende necessaria una progettazione coordinata. Chiesa, Oratorio e aggregati saranno infatti ricostruiti sopra la stessa piastra sismicamente isolata e la progettazione verrà sviluppata nell’ambito di un unico contratto applicativo, così da evitare interventi separati che rischierebbero di rallentare o complicare il percorso.
L’Ordinanza porta in Cabina un ulteriore finanziamento di 533.700,98 euro per la progettazione, di cui 433.191,78 euro destinati agli aggregati edilizi e all’Oratorio del Santissimo Sacramento e 100.509,20 euro alla Chiesa di Santa Maria Assunta. Lo stanziamento complessivo previsto dall’Ordinanza speciale n. 18 sale così da 6,67 a 7,204 milioni di euro, mentre le risorse destinate alla progettazione passano da 3,086 a 3,620 milioni di euro.
Il costo complessivo dei lavori relativi agli aggregati è attualmente stimato dall’Ufficio Speciale Ricostruzione Umbria in oltre 40,4 milioni di euro. La quantificazione definitiva delle risorse necessarie per i lavori sarà definita successivamente, al momento dell’approvazione dei diversi livelli progettuali.
“Castelluccio è uno dei luoghi simbolo del terremoto del 2016 e la sua ricostruzione presenta difficoltà tecniche fuori dall’ordinario. Proprio per questo abbiamo scelto fin dall’inizio di affrontarla con strumenti straordinari, mettendo insieme sicurezza, tutela dell’identità del borgo e qualità della ricostruzione. Con questa Ordinanza compiamo un altro passo concreto: finanziamo la progettazione unitaria del cuore del paese, compresi i suoi edifici di culto, perché Castelluccio possa tornare ad essere non soltanto un luogo da ammirare, ma un borgo pienamente vissuto dalla sua comunità”, dichiara il Commissario straordinario Guido Castelli.
“Castelluccio rappresenta per l’Umbria un patrimonio di straordinario valore paesaggistico, culturale, umano e identitario. Il provvedimento esaminato dalla Cabina di coordinamento segna un avanzamento significativo perché consente di proseguire nella progettazione del cuore storico del borgo secondo una visione unitaria, nella quale sicurezza, innovazione, tutela del patrimonio e rispetto dell’identità dei luoghi devono procedere insieme. Ricostruire Castelluccio significa ricomporre un tessuto urbano e sociale, restituire spazi alla vita quotidiana, recuperare luoghi nei quali una comunità possa riconoscersi e tornare pienamente a vivere- dichiara il presidente della Regione Umbria Stefania Proietti – La scelta di affrontare in maniera coordinata la progettazione del Cassero, degli aggregati edilizi, della Chiesa di Santa Maria Assunta e dell’Oratorio del Santissimo Sacramento risponde alla particolare complessità di questo intervento e alla necessità di guardare al borgo nel suo insieme. La ricostruzione degli edifici di culto assume, in questo quadro, un valore particolarmente importante: la chiesa, l’Oratorio, il sagrato e gli altri spazi del centro storico sono parti di una storia e di una memoria collettiva che il terremoto ha profondamente ferito e che oggi abbiamo il dovere di ricomporre. Come Regione Umbria, e con il nostro Ufficio Speciale Ricostruzione, continueremo a lavorare in piena collaborazione con il commissario straordinario Guido Castelli, con il Comune di Norcia e con tutti i soggetti coinvolti perché alla progettazione seguano, con continuità, le successive e ormai necessarie fasi della ricostruzione. Castelluccio deve tornare e tornerà a essere uno dei simboli più conosciuti dell’Umbria e soprattutto un paese vivo, abitato e capace di guardare al futuro. È questo il significato più profondo della ricostruzione: restituire alle comunità colpite dal sisma i loro luoghi – rafforzati da una ricostruzione che mira alla massima prevenzione del rischio sismico -, la loro storia e la possibilità di costruire qui il proprio futuro”
“Un altro passo importante per la ricostruzione di Castelluccio con il finanziamento di simboli identitari della frazione a cui tutti gli abitanti tengono particolarmente. E’ un’ulteriore conferma dell’attenzione del commissario Castelli nei confronti di Castelluccio e di Norcia, di questo siamo assolutamente contenti. Lavoriamo perché questo progetto importantissimo possa essere realizzato nel più breve termine possibile” dichiara il sindaco Giuliano Boccanera.
La ricostruzione di Santa Maria Assunta e dell’Oratorio assume infatti un valore che va oltre il recupero materiale degli edifici: insieme al sagrato e alla porta urbica, questi luoghi costituiscono uno dei punti centrali dell’identità storica e comunitaria di Castelluccio. L’obiettivo indicato nel provvedimento è ricostruire il rapporto originario tra gli spazi del borgo e recuperare, per quanto possibile, anche i materiali antichi sopravvissuti al sisma.