Dal governo altri 6 miliardi per la ricostruzione. Nel 2021 autorizzati 4 mila cantieri

La ricostruzione in Centro Italia dopo i terremoti di cinque anni fa conferma il cambio di passo, ed il Governo aggiunge nuovi fondi per la riparazione e la ricostruzione delle abitazioni e degli immobili produttivi, che dopo la fortissima crescita dei contributi approvati nell’ultimo anno erano in via di esaurimento.

La Legge di Bilancio 2022 approvata ieri dal Consiglio dei Ministri stanzia infatti 6 miliardi aggiuntivi per la ricostruzione privata, oltre a disporre la proroga a tutto il 2022 dello stato di emergenza in Centro Italia, con 200 milioni per l’assistenza alla popolazione, e della gestione commissariale.

Con le oltre 21 mila richieste di contributo presentate a tutt’oggi, per un valore di 6,1 miliardi di euro, e con 11 mila domande già approvate con la concessione di 3,1 miliardi, la somma stanziata in bilancio nel 2017 per la ricostruzione privata, 6 miliardi, era di fatto quasi tutta impegnata.

“Ringrazio il Governo per l’attenzione costante rivolta alla ricostruzione post sisma, che finalmente marcia ad un ritmo sostenuto, e alla messa in sicurezza di un territorio fragile. Le scosse di questi giorni nelle Marche ci ricordano che dobbiamo mantenere alto l’impegno sulla prevenzione” sottolinea il Commissario Straordinario alla ricostruzione, Giovanni Legnini. “Solo quest’anno in Centro Italia abbiamo autorizzato un miliardo e mezzo di contributi per l’apertura di oltre 4 mila cantieri, anche se nel terzo trimestre c’è stata una minor crescita dovuta alle difficoltà del mercato edilizio. I nuovi fondi ci consentono di affrontare con lo stesso impegno profuso fin qui il grandissimo lavoro che resta da fare. Dobbiamo ricostruire ancora almeno 40/50 mila edifici. In quest’ottica la proroga del Superbonus edilizio al 2023 per alcune tipologie di edifici decisa dal Governo è molto positiva. Il mio auspicio è che ora il Parlamento possa migliorare queste norme, per far sì che i bonus siano confermati per le aree colpite dalle catastrofi naturali, così da garantire una ricostruzione sicura e sostenibile” sottolinea il Commissario, che proprio oggi ha diffuso i dati sull’andamento della ricostruzione al 30 settembre scorso. 

I numeri del 2021 confermano e consolidano l’accelerazione della ricostruzione privata, mentre si registrano progressi consistenti anche sul fronte delle opere pubbliche.

Nei primi nove mesi dell’anno le richieste di contributo presentate sono state 1.581, mentre quelle approvate, con l’autorizzazione ad aprire i cantieri e la concessione di 1,5 miliardi di contributi, la metà di quelli autorizzati dall’avvio della ricostruzione, sono state ben 4.082.

Scarica il Rapporto sulla ricostruzione 

Nello stesso periodo i cantieri ultimati, con la consegna degli immobili ai proprietari, sono stati 1.691. Gli importi effettivamente erogati nei primi nove mesi del 2021, sulla base dello stato di avanzamento dei lavori, ammontano a 542 milioni di euro, cifra sensibilmente superiore a quella registrata nell’intero anno 2020, pari a 381 milioni di euro.

Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica, la spesa erogata a fine settembre era salita a 468 milioni di euro, rispetto ai 253 di fine 2020: nei primi nove mesi del 2021 sono stati ultimati quasi 100 cantieri.

 

Sisma 2016: Legnini, servono proroga Superbonus e fondi per la ricostruzione

 

“Nell’ultimo anno sono stati fatti grandi progressi, abbiamo davanti l’opportunità di accompagnare la ricostruzione con i fondi per lo sviluppo, ma occorre anche sottolineare che ci sono elementi di rischio, dovuti in questa fase all’aumento dei prezzi dei materiali edili ed al numero esiguo di imprese attive sul territorio, anche per la concorrenza del Superbonus 110% sul resto del territorio nazionale.  La gran parte del lavoro è ancora davanti a noi. Dobbiamo avviare la ricostruzione di quasi 50 mila edifici nel cratere del sisma 2016, per una spesa stimata complessiva di oltre 18 miliardi di euro, ed abbiamo almeno due grandi problemi. Il primo è il rifinanziamento della ricostruzione privata, visto che a fronte di quei 18 miliardi ce ne sono 6 stanziati nel bilancio pubblico, che in realtà diventano 4 al netto di interessi e attualizzazioni, ormai quasi del tutto impegnati. E poi occorre una proroga del Superbonus al 110%, e per qualche anno, per i territori del Paese che sono stati colpiti dalle catastrofi naturali ed hanno l’esigenza primaria di ricostruire in modo sicuro e sostenibile”.

Lo ha detto oggi a Camerino il Commissario Straordinario per la ricostruzione post sisma 2016 in Centro Italia, Giovanni Legnini, partecipando al convegno organizzato dall’ANCI a cinque anni dalla scossa del 26 ottobre, che due mesi dopo quella di Amatrice, e insieme a quella successiva del 30 ottobre ha causato la gran parte dei danni materiali nel Centro Italia.

“Il Governo ed il Parlamento sono stati sempre molto attenti alle esigenze della ricostruzione, e sono fiducioso che anche questa volta sapranno darci risposte adeguate. Siamo in un momento cruciale: le semplificazioni dei mesi scorsi stanno producendo risultati importanti, ma dopo la crisi della pandemia nono possiamo permetterci un rallentamento, o una battuta d’arresto, della ricostruzione” ha concluso il Commissario, ringraziando “l’ANCI e tutti i sindaci del cratere per l’enorme lavoro che stanno facendo”.

Recovery Fund Aree Sisma, ecco tutti gli interventi finanziabili

Il Fondo complementare che affianca il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza stanzia 1 miliardo e 780 milioni di euro per un programma di interventi nei territori colpiti dai terremoti del 2016 in Italia Centrale e del 2009 in Abruzzo, complementari alla ricostruzione privata e pubblica post sisma.

Il pacchetto Sisma è suddiviso in due macromisure, una dotata di 1 miliardo e 80 milioni destinata essenzialmente a soggetti pubblici e finalizzata a migliorare la sicurezza, la sostenibilità e la connessione digitale dei territori, l’altra, dotata di 700 milioni di euro, per gli incentivi alle imprese sui nuovi investimenti. Qui potete scaricare il Programma Unitario degli Interventi approvato dalla Cabina di Coordinamento che gestisce il Pacchetto Sisma.

MACROMISURA A

Per la macromisura A “Città e paesi sicuri, sostenibili e connessi” sono stanziati 1 miliardo e 80 milioni articolati in quattro sottomisure.

La prima, “Innovazione digitale”, prevede 185 milioni di euro destinati a vari progetti per migliorare o installare reti di comunicazione, sistemi informativi e di monitoraggio di ultima generazione. In particolare sono stanziati 25 milioni per potenziare le infrastrutture di comunicazione (come quelle della banda larga e ultralarga), 157 milioni di euro per installare e gestire tramite tecnologia blockchain circa 17mila sensori che monitorino svariati parametri del territorio in un’ottica di prevenzione e programmazione (dalla qualità dell’aria, ai sensori sismici, fino al conteggio del passaggio dei veicoli) e siano di supporto per la raccolta dati e la gestione digitale in tempo reale di alcune situazioni (come il tracciamento delle macerie, i consumi energetici o i livelli idrometrici di laghi e corsi d’acqua). Altri 3 milioni sono per la realizzazione di una piattaforma territoriale informatica.

La seconda sottomisura è quella delle “Comunità energetiche, recupero e rifunzionalizzazione di edifici pubblici e produzione di energia/calore da fonti rinnovabili” e prevede 235 milioni di cui: 100 milioni destinati alla rifunzionalizzazione, efficientamento energetico e mitigazione delle vulnerabilità sismiche di alcuni edifici di proprietà dello Stato e gestiti dal Demanio; 60 milioni per un intervento analogo per gli edifici del “progetto Case” de L’Aquila e per altri edifici pubblici per realizzare il Centro nazionale per il Servizio civile universale; 40 milioni per la realizzazione di sistemi centralizzati di produzione e distribuzione intelligente di energia e calore da fonti rinnovabili; 35 milioni per il supporto alla creazione delle cosiddette “comunità energetiche” nei comuni con più di 5mila abitanti.

La terza sottomisura prevede 325 milioni per la “Rigenerazione urbana e territoriale”. E in particolare 200 milioni per progetti di rigenerazione urbana di spazi aperti pubblici di borghi, parti di paesi e di città; 25 milioni per progetti di conservazione e fruizione dei beni culturali, compresi interventi per abbattere le barriere architettoniche; 100 milioni per percorsi e cammini culturali, tematici e storici, l’avvio della rifunzionalizzazione delle Sae da destinare a fini turistici, sportivi e ambientali e infine per l’ammodernamento e la messa in sicurezza di impianti sportivi, ricreativi e di risalita.

Per la quarta sottomisura, “Infrastrutture e mobilità”, sono previsti 335 milioni di euro di cui: 40 milioni per il rinnovo materiale rotabile su gomma per il trasporto locale ed extraurbano; 50 milioni per l’adeguamento a idrogeno della tratta Sulmona-L’Aquila-Rieti-Terni e la realizzazione di punti di produzione dell’idrogeno da fonti rinnovabili; 10 milioni per il potenziamento e restyling di stazione ferroviarie nei due crateri e infine 235 milioni per la rete stradale ripartiti tra criticità censite da Anas sulla rete secondaria (60 milioni) e interventi di adeguamento e potenziamento di alcuni lotti della viabilità statale individuati nel Contratto di programma Anas (175 milioni).

Scarica la scheda dettagliata degli interventi della Misura A

MACROMISURA B

La macromisura B “Rilancio economico e sociale” vale 700 milioni di euro e si articolerà su quattro linee di azione da dettagliare successivamente tramite bandi e gare. La prima è la più corposa ed è quella destinata al “Sostegno agli investimenti”, esclusivamente in conto capitale, delle imprese (380 milioni). Di questi 60 milioni serviranno per circa 6 iniziative a carattere strategico caratterizzate da investimenti di rilevante dimensione (anche se lo strumento è strutturato in modo che sia accessibile anche alle PMI nella forma di filiere produttive e partenariati di diversa natura); 100 milioni potranno poi sostenere 40 iniziative di investimento di dimensione intermedia, 20 milioni sono destinati a investimenti diretti nelle PMI tramite un fondo gestito da Invitalia in modo da supportare la crescita dimensionale delle imprese (poco più di 10 interventi stimati). Infine, il resto delle risorse va a coprire una miriade di interventi di sostegno alle attività produttive sintetizzabili in tre indirizzi: 60 milioni per circa 150 interventi per la nascita, sviluppo e consolidamento di iniziative imprenditoriali; 100 milioni per oltre 600 interventi di innovazione diffusa; 40 milioni per oltre 1000 iniziative di rientro di attività economiche. Il supporto agli investimenti va sempre inteso come una percentuale delle spese ammissibili, variabile a seconda della misura ma mai inferiore al 40% (esclusi gli interventi nel capitale di rischio delle PMI che non può superare il 50% dell’operazione di investimento sottostante).

La seconda sottomisura è quella invece per “Turismo, culturale, sport e inclusione” (180 milioni) di cui 80 milioni per circa 200 iniziative da finanziare a fondo perduto o come finanziamento agevolato per lo sviluppo di imprese culturali, creative, turistiche, sportive, anche del terzo settore; altri 70 milioni per 70 progetti territoriali (destinatari sono enti locali ed enti pubblici dell’Appennino centrale), che abbiano il risultato di qualificare l’offerta e i servizi per turismo, cultura e sport; infine 30 milioni per circa 30 interventi per il rilancio abitativo, l’inclusione e l’innovazione sociale, destinati a enti locali, imprese sociali, terzo settore e cooperative di comunità. Tra gli interventi ammissibili in quest’ultima sezione anche la realizzazione di spazi per lo smartworking e di progetti per servizi di prossimità per la cura di bambini, persone anziani o con disabilità.

La terza sottomisura, che ha a disposizione 60 milioni di euro, riguarda la “Valorizzazione ambientale, economia circolare e ciclo delle macerie”. Per l’implementazione del ciclo delle macerie, che comporta l’acquisto di mezzi di trasporto e sistemi per il riciclo delle macerie in materie prime per l’edilizia, sono previsti 10 milioni. Mentre il resto dei fondi servirà per creare una filiera di gestione e valorizzazione delle risorse ambientali, forestali e agroalimentari. Il punto di partenza è la creazione di associazioni fondiarie a prevalenza di capitale pubblico che raggruppino aree agricole e boschi, abbandonati o incolti (circa 20 associazioni con un costo di 3 milioni di euro, comprensivo del costo della pianificazione per i 120mila ettari interessati dalla misura). Altri 47 milioni serviranno per realizzare 60 piattaforme forestali per la raccolta e trasformazione del legno (circa una ogni 2000 ettari) e per la trasformazione, il confezionamento e il packaging dei prodotti agroalimentari derivanti dalla filiera. Gli scarti, in un’ottica di economia circolare, sono destinati alla produzione energetica a biomassa.

Alla quarta sottomisura, “Centri di ricerca per l’innovazione” sono assegnati 80 milioni di euro. Verranno realizzati quattro centri di ricerca, uno per ciascuna regione colpita dai terremoti del 2009 e del 2016-2017 (Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria), con particolare attenzione alle vocazioni produttive ed economiche locali dei territori. I centri di ricerca possono insediarsi negli edifici e spazi pubblici rifunzionalizzati grazie a un’altra sottomisura del Pnrr sisma. Prevista anche la creazione di un centro di formazione tecnica per la Pubblica amministrazione nel comune de L’Aquila.

Scarica la scheda dettagliata degli interventi della Misura B

 

 

Umbria: la formazione del personale negli accordi sulla legalità dei cantieri

 

Non solo il monitoraggio dei grandi cantieri della ricostruzione, attraverso il badge elettronico, ma anche la formazione sulla sicurezza dei lavoratori impegnati nella ricostruzione della Basilica di San Benedetto, del nuovo polo scolastico di Norcia e del complesso di S. Eutizio a Preci. E’ quanto prevede il Protocollo di legalità, firmato oggi nella Prefettura di Perugia, che fa seguito all’intesa quadro firmata nell’aprile scorso dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016 Giovanni Legnini, e la Struttura di missione presso il Ministero degli Interni ed è stato firmato oggi dal Prefetto di Perugia Armando Gradone, dalla Presidente della Regione Umbria Donatella Tesei e dalla Provincia di Perugia. A sottoscriverlo anche i sindaci, le rappresentanze di categoria e i sindacati.

Il protocollo di Perugia segue quelli analoghi siglati nelle Prefetture di Macerata, Teramo, Ascoli Piceno, Fermo, L’Aquila, Ancona e Rieti,e introduce ulteriori elementi di novità, sempre mantenendo come obiettivo quello di prevenire fenomeni come il lavoro nero, il dumping contrattuale, la concorrenza sleale, l’evasione contributiva e garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Due le principali novità del Protocollo di Perugia. La prima è che nei cantieri cosiddetti complessi, cioè quelli pubblici della Basilica di San Benedetto e del Nuovo polo scolastico di Norcia, e nel cantiere di ricostruzione privata di S. Eutizio a Preci così come in tutti i cantieri della ricostruzione privata che superano i 2,5 milioni di euro di lavori, sarà prevista una formazione specifica per i lavoratori sul tema della sicurezza. La seconda è l’istituzione di un elenco di manodopera da cui le imprese potranno attingere.

“Questo Tavolo di legalità, come ha sottolineato il Prefetto, è a sua volta un cantiere in divenire, e certamente il documento sottoscritto oggi prevede strumenti innovativi e di attualità – ha dichiarato il Commissario Legnini -. Ad esempio la lista delle maestranze arriva in un momento di forte carenza di manodopera e si presenta quindi come una misura che interviene nel momento giusto e nel modo giusto. Anche i cantieri in cui si avvierà la sperimentazione del badge elettronico e della formazione ai lavoratori sono molto simbolici per il territorio oltre che rilevanti sotto il profilo economico. Queste misure – ha aggiunto Legnini – non devono rappresentare un surplus di burocrazia per le imprese ma devono essere semplici. Stiamo lavorando perché la nuova Piattaforma in cui confluiranno i dati raccolti nei cantieri tramite il badge elettronico lo sia. Strumenti snelli per chi li utilizza ma allo stesso tempo efficaci per prevenire fenomeni di infiltrazione e per intervenire sulla prevenzione dei rischi per chi lavora nei cantieri”.

Nel ringraziare tutte le parti coinvolte nell’accordo, Legnini ha rinnovato l’appello a imprese, professionisti e maestranze “a venire a lavorare alla ricostruzione del Centro Italia. In questo momento la manodopera scarseggia. È fondamentale invece che la ricostruzione proceda al ritmo sostenuto che l’impegno di tutte le parti e lo snellimento delle normative sono riusciti a imprimere. La ricostruzione e la messa in sicurezza degli edifici in questi territori è sempre più urgente – ha concluso Legnini -, come ci ricorda anche la nuova scossa, che sembrerebbe non aver provocato danni, registrata nella giornata di oggi di 3.7 a Visso e avvertita in un vasto territorio tra le Marche e l’Umbria”.

Un’Ordinanza Speciale per ricostruire in fretta 41 Caserme ed edifici demaniali

Arrivano oltre 90 milioni di euro per l’adeguamento o il miglioramento sismico di 41 tra Caserme e altri edifici del Demanio danneggiati dal terremoto del 2016-2017 del Centro Italia.
Lo prevede una nuova Ordinanza Speciale del Commissario Straordinario ricostruzione Sisma 2016 Giovanni Legnini. Gli edifici oggetto degli interventi (che comprende 24 opere previste nell’elenco delle Opere Pubbliche oltre a 17 nuove opere finanziate con 42,3 milioni di euro aggiuntivi), si trovano nei comuni di Camerino, Arquata del Tronto, Montegallo, Fiastra, Pieve Torina, Serravalle di Chienti, Visso, Castelsantangelo Sul Nera, Ussita, Ascoli Piceno, San Severino Marche, Montemonaco, Castignano, Tolentino, Accumoli, Amatrice, Cittaducale, Serravalle del Chienti, Rieti, Fiuminata, Norcia, Sant’Anatolia di Narco, Spoleto, Cerreto di Spoleto, Montereale, Sulmona, Teramo e Castelli.

L’importanza e l’urgenza di questi interventi, per cui è stata appunto predisposta un’ordinanza speciale in deroga, è dettata sia dal ruolo strategico delle Caserme, sia dal pregio storico e architettonico di alcune di esse. I lavori saranno coordinati dal Sub Commissario Gianluca Loffredo per quanto riguarda il territorio delle Marche e dal Sub Commissario Fulvio Soccodato per Abruzzo, Lazio e Umbria. Il monitoraggio è affidato al Tavolo permanente istituito e presieduto dal Commissario Legnini di cui fanno parte il sub Commissario territorialmente competente, il presidente della Regione e il sindaco del Comune interessato, il direttore dell’Agenzia del Demanio, il direttore dell’Usr regionale, un rappresentante della Soprintendenza dei beni culturali e il Comandante generale dell’Arma dei carabinieri, della guardia di Finanza o il capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, a seconda della proprietà dell’immobile oggetto di intervento.

In Abruzzo gli interventi finanziati riguardano la demolizione e ricostruzione della Caserme dei carabinieri di Montereale (3,9 milioni la manutenzione straordinaria della caserma dei vigili del fuoco (2,2 milioni), delle ex carceri giudiziarie (763mila euro) e dell’ex Ufficio del registro (1,5 milioni), a Teramo, la demolizione e ricostruzione della Caserma di polizia penitenziaria (4,1 milioni di cui 3 finanziati dal Ministero della Giustizia) e l’adeguamento sismico della Stazione dei carabinieri (6,9 milioni), a Sulmona. La realizzazione della nuova stazione dei carabinieri forestali (2 milioni), a Castelli e il miglioramento sismico della porzione di Convento di San Domenico nel comune di Teramo (1,2 milioni), sempre di proprietà del Demanio.

Nel Lazio l’Ordinanza Speciale riguarda la demolizione e ricostruzione delle Caserme dei carabinieri di Amatrice (4,3 milioni), di Accumoli (1,9 milioni), la manutenzione straordinaria della Caserma ex scuola Corpo Forestale (3,7 milioni) e della Caserma dei carabinieri (3,3 milioni) a Cittaducale. L’adeguamento sismico dell’Hangar XVI Nucleo Elicotteri Carabinieri (7 milioni) e del fabbricato di via Ricci (544mila euro) a Rieti.

Nelle Marche gli interventi sono la costruzione della Caserma dei carabinieri del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, a Visso (4,5 milioni), l’adeguamento sismico della Stazione dei carabinieri forestali di Fiuminata (1,1 milioni), la ristrutturazione ed adeguamento sismico della Caserma dei carabinieri ed ex Carcere di Camerino (10,3 milioni). La demolizione e ricostruzione delle Caserme dei carabinieri di Visso (1,8 milioni), Serravalle (3 milioni), Arquata del Tronto (2,6 milioni), Montegallo (2,6 milioni), Fiastra (3 milioni), Pieve Torina (3 milioni), Ussita (2,5 milioni) e Castelsantangelo sul Nera (2,5 milioni). Sempre nelle Marche finanziate le manutenzioni straordinarie della caserma dei vigili del fuoco di Camerino (3,9 milioni), della caserma della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno (2,6 milioni), della caserma dei carabinieri di San Severino Marche (3,3 milioni), della caserma dei Carabinieri di Montemonaco (1 milione), delle caserme dei Carabinieri di Ascoli Piceno (3 milioni), Castigliano (54mila euro), Tolentino (695mila euro) e di un’altra struttura dei Carabinieri di Castelsantangelo (176mila euro).

In Umbria vengono finanziati otto nuovi interventi su edifici di proprietà demaniale: demolizione e ricostruzione della stazione ferroviaria di Norcia (670mila euro), il miglioramento sismico della stazione di Triponzo-Cerreto (390mila euro), del magazzino merci della stazione di Serravalle-Norcia (138mila euro) e del Casello Castel San Felice-Sant’Anatolia di Narco (130mila euro). Infine una serie di interventi a Spoleto: il miglioramento sismico del deposito officina (1,3 milioni), del fabbricato viaggiatori (1,1 milioni), del magazzino merci (218mila euro) e della stazione Caprareccia Spoleto (465mila euro).

Inaugurato il cantiere del complesso Don Minozzi di Amatrice

È stato inaugurato ed avviato oggi il cantiere del complesso Don Minozzi di Amatrice, di proprietà dell’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia, che era stato completamente distrutto dal terremoto del 24 agosto del 2016.

«Quella del Don Minozzi è una ricostruzione simbolica, non soltanto perché rappresenta la più grande opera privata finanziata dalla ricostruzione con 43,8 milioni di euro – ha dichiarato Giovanni Legnini, Commissario Straordinario alla Ricostruzione Post Sisma 2016, presente oggi all’inaugurazione insieme al Vescovo di Rieti Domenico Pompili, al nuovo sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi e all’assessore della Regione Lazio Alessio D’Amato -. Si tratta di un progetto, elaborato da un importante gruppo di professionisti guidato dal Prof. Stefano Boeri, che si caratterizza per la sua forte valenza di sostenibilità, in quanto prevede il virtuoso riuso di tutte le macerie rivenienti dalle demolizioni per la costruzione dei nuovi fabbricati che sorgeranno in quest’area. Il suo avvio è, inoltre, frutto delle semplificazioni procedimentali ed urbanistiche e dei criteri di calcolo del contributo che sono state introdotte lo scorso anno e che hanno consentito decisioni amministrative rapide, in poche settimane dopo la presentazione del progetto».

Ha aggiunto il Commissario Legnini: «Le destinazioni delle nuove strutture che verranno realizzate nell’area del Don Minozzi sono inoltre espressive dei quattro pilastri su cui si fonda la ricostruzione del Centro Italia dopo il sisma del 2016. Qui sorgerà la Corte Civica, che è il luogo di incontro della comunità che tornerà a vivere. Ci sarà una Corte dell’Accoglienza, che simboleggia la solidarietà ma anche la grande speranza che questa città ripone nella ripresa del turismo. Ci sarà la Corte del Silenzio, cioè il luogo della spiritualità, e la Corte del Lavoro delle arti e i mestieri, e quindi della formazione del lavoro, così importanti per la rinascita di questi territori nel rispetto delle loro vocazioni. Lo Stato – ha concluso Legnini -, mantiene i suoi impegni verso questi territori e la ricostruzione del Don Minozzi, così importante per la vita di Amatrice e di un territorio molto più vasto, ne è un esempio».

Via libera definitivo alla ricostruzione della Basilica di Norcia

La Conferenza permanente, che riunisce tutti gli organismi pubblici deputati a concedere le autorizzazioni, ha dato via libera definitivo al progetto della ricostruzione della Basilica di San Benedetto di Norcia, distrutta dal terremoto del 2016 in Centro Italia.

L’intervento di recupero della Basilica, che è di proprietà dell’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia, ed il cui soggetto attuatore è il Ministero della Cultura – Ufficio del Soprintendente Speciale delle aree colpite dal sisma 2016, è inserito nella programmazione degli interventi del Commissario Straordinario alla ricostruzione, Giovanni Legnini, è stata anche oggetto di un’Ordinanza speciale in deroga per l’accelerazione dei lavori, e prevede diverse linee di finanziamento per un totale di oltre 12 milioni di euro.

Un primo lotto, per 7,5 milioni di euro, riguarda gli interventi strutturali e di predisposizione impiantistica, finanziato a valere sui fondi comunitari PR FESR 2014-2020 della Regione Umbria (4,4 milioni di euro) e sul Fondo per la ricostruzione gestito dal Commissario Straordinario, Giovanni Legnini (per 3,1 milioni di euro). Il secondo lotto, per gli interventi di restauro, opere architettoniche e impiantistiche, è a carico di ENI S.p.a. in base ad un Accordo di Sponsorizzazione tecnica, per un importo pari a 4,5 milioni di euro.

Ricostruzione: si rafforza la collaborazione fra Commissario, Regioni ed ANAC

Il nuovo meccanismo dei controlli definito nell’Accordo tra Commissario Sisma ed Anac del febbraio scorso, che ha già consentito quest’anno di accelerare tutte le attività di verifica preventiva sugli appalti pubblici, è stato al centro oggi di un confronto tra il Commissario Straordinario per la ricostruzione sisma 2016,  Giovanni Legnini, il presidente dell’Autorità, Giuseppe Busia, l’Unità Operativa Speciale dell’Anac, ed i direttori degli Uffici Speciali delle quattro regioni colpite dal sisma, che sono i soggetti attuatori di gran parte degli interventi.

“L’obiettivo pienamente condiviso con l’Anac, che ringrazio per la grande collaborazione e l’impegno, è quello di rendere ancora più efficienti le verifiche sulle procedure degli appalti pubblici, anche attraverso un confronto operativo sistematico per affinare ancora di più tali procedure, che già hanno prodotto risultati molto rilevanti” ha detto il Commissario Legnini. A questo proposito Commissario, Anac e Usr hanno concordato oggi un calendario di incontri periodici, anche per affrontare le eventuali difficoltà operative segnalate dagli Uffici regionali.

“L’Anac è un’istituzione di alta sorveglianza e di garanzia molto solida ed indispensabile per la ricostruzione post sisma, che impegna un volume ingente di risorse pubbliche. Le semplificazioni normative e quelle introdotte con le Ordinanze hanno prodotto un’accelerazione delle attività, che deve essere accompagnata da un rafforzamento dei presidi di legalità” ha detto Legnini, che nel corso della riunione ha illustrato l’andamento degli interventi pubblici che denotano negli ultimi mesi un importante avanzamento, anche grazie agli effetti delle Ordinanze speciali in deroga per la ricostruzione dei centri più colpiti.

Nel corso dei primi nove mesi del 2021, ha ricordato il presidente dell’Autorità, Giuseppe Busia, l’Anac ha fornito 730 pareri su oltre 190 procedure vigilate relative alla ricostruzione pubblica post-sisma, a fronte dei 680 pareri emessi in tutto il 2020, ricordando che le verifiche e la sorveglianza preventiva su questi affidamenti ha di fatto annullato i possibili contenziosi con le imprese.

“C’è spazio – ha concluso Legnini – per migliorare ancora, ed estendere, la collaborazione istituzionale tra la Struttura Commissariale, le Regioni e l’Autorità. E’ molto significativo, ad esempio, che insieme all’Anac si stia ipotizzando anche un’attività di formazione per i Rup, i Responsabili unici del procedimento, cui sono affidati gli interventi pubblici”.

 

Sisma 2016: entro dicembre possibile il recupero delle domande di danno lieve rigettate.

Parte una nuova operazione di recupero delle vecchie domande per il contributo sisma 2016 giacenti presso gli Uffici Speciali della Ricostruzione regionali, con la possibilità di regolarizzare le domande di danno lieve destinate ad essere rigettate o archiviate. Lo prevede l’Ordinanza 121 del Commissario Straordinario Giovanni Legnini approvata ieri dalla Cabina di Coordinamento sisma, che chiarisce anche i criteri per l’applicazione dei nuovi prezzi maggiorati per la determinazione del contributo di ricostruzione per gli edifici danneggiati.

La regolarizzazione delle vecchie domande

Le semplificazioni introdotte con l’Ordinanza 100, che affida ai professionisti il compito di certificare gli interventi, hanno accorciato drasticamente i tempi per la concessione dei contributi, mentre le domande presentate negli anni scorsi secondo le vecchie regole sono ancora soggette a procedure lunghe e complesse (*). Alcune sono risalenti al 2017, quasi sempre perché mancano le integrazioni richieste ai tecnici, o perché sono ancora in corso le procedure di sanatoria o quelle autorizzatorie. Molte di queste pratiche per giunta riguardano danni lievi, per i quali sono scaduti i termini e le domande non possono più essere presentate. Per favorire lo smaltimento dell’arretrato e consentire di superare i problemi che hanno bloccato l’avanzamento delle pratiche, la nuova Ordinanza del Commissario Sisma stabilisce che le domande di contributo in via di archiviazione o di rigetto, possano essere regolarizzate entro il 31 dicembre di quest’anno.

Entro il prossimo 15 novembre gli Uffici Speciali della Ricostruzione delle quattro regioni del cratere sisma 2016 provvederanno a comunicare ai tecnici l’esito conclusivo dell’istruttoria relativa alle domande giacenti che non hanno aderito al regime semplificato, che già permette la conversione delle vecchie domande alle procedure previste dall’Ordinanza 100. A fronte di un provvedimento di rigetto, inammissibilità o archiviazione, queste domande potranno essere regolarizzate, a pena di decadenza, entro e non oltre il 31 dicembre 2021, presentando un’istanza con la documentazione richiesta seguendo obbligatoriamente le procedure dell’Ordinanza 100.  L’ulteriore rigetto dell’istanza determina la definitiva inammissibilità al contributo nonché la decadenza dei benefici di autonoma sistemazione.

Disciplina della revisione prezzi per le domande presentate e non ancora giunte a contributo

La nuova Ordinanza chiarisce poi gli ambiti di applicazione della revisione provvisoria del prezzario sisma e dei costi convenzionali, entrambi rivalutati dall’Ordinanza 118 del 7 settembre scorso a seguito dell’aumento del costo di molti materiali da costruzione. Si specifica, in particolare, che sia il costo parametrico (+6% per il residenziale, +11% per il produttivo), che il nuovo prezziario (+6% per il residenziale), oltre che alle domande non ancora presentate, si applicano a quelle già presentate ma non ancora giunte al decreto di concessione del contributo e a quelle giunte a contributo dopo il 7 settembre 2021 (data di pubblicazione dell’Ordinanza 118). In questi casi i professionisti possono chiedere l’adeguamento del contributo con un’istanza e con il consenso del proprietario, solo se l’adeguamento determina un aumento della spesa per l’intervento che resta a loro carico.

Come già previsto, la revisione dei prezzi si applica anche ai cantieri aperti, per le lavorazioni in corso al primo gennaio 2021, nella misura in cui sarà stabilita dal Decreto ministeriale del Ministero delle Infrastrutture atteso a metà ottobre. In questi casi l’Ordinanza prevede la possibilità di presentare un SAL (Stato di avanzamento lavori) straordinario, anche successivamente al SAL finale, per contabilizzare la revisione dei prezzi riconosciuta.

(*) Alla fine di giugno scorso si trovavano in fase istruttoria 9.052 Richieste: poco più di duemila attendevano varie autorizzazioni dai Comuni e 2.634 erano in capo agli Uffici Speciali della Ricostruzione. Il resto delle pratiche, circa 4.300, comprese circa 2.500 relative ai danni lievi, erano in fase di integrazione da parte dei professionisti che hanno presentato il progetto.

Sisma 2016: prenotati 27 mila contributi, 58 mila edifici da ricostruire, costo di 20 miliardi.

I termini per la manifestazione di volontà prorogati al 15 dicembre.

Sono quasi 27 mila i cittadini che, alla scadenza di ieri, hanno prenotato formalmente la Richiesta di Contributo per la riparazione o la ricostruzione degli edifici danneggiati dal terremoto del 2016. Le manifestazioni di volontà giunte sulla piattaforma elettronica del Commissario Straordinario alla ricostruzione, Giovanni Legnini, riguardano 37 mila edifici con oltre 70 mila singole unità immobiliari al loro interno, con un costo stimato di 14,5 miliardi di euro.

Considerando le pratiche già presentate agli Uffici della Ricostruzione, approvate o ancora in fase istruttoria, le Richieste di contributo presentate o prenotate con la Manifestazione di volontà sono in tutto 47.274, e riguardano 58.566 edifici, per oltre 125 mila unità immobiliari. I costi presunti per la riparazione e ricostruzione di questi edifici ammontano, tenendo conto anche delle Richieste già presentate, a 19,7 miliardi di euro.

“Abbiamo chiesto ai cittadini che non avevano ancora presentato la Richiesta di contributo di prenotarla formalmente, ed hanno risposto in modo massiccio entro il termine previsto. Voglio ringraziarli perché è un segno molto concreto della fiducia che viene riposta nella ricostruzione post sisma, finalmente decollata. Oggi sappiamo con certezza quanto lavoro resta da fare per completarla e quante risorse sono necessarie: siamo solo ad un terzo del cammino, ma è chiaro che servono maggiori fondi di bilancio, rispetto ai 6 miliardi stanziati, per finanziare quest’operazione” sottolinea il Commissario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini.

Gli edifici per i quali sono state presentate o prenotate le Richieste di contributo sono circa 60 mila a fronte di 80 mila edifici dichiarati inagibili dopo il sisma sulla base delle schede Aedes e Fast. Non necessariamente dovranno essere ricostruiti tutti, come è possibile che alcuni edifici dichiarati inagibili non abbiano diritto al contributo. Sulla carta, tuttavia, ne mancano all’appello 20 mila, ed in base alle norme stabilite questi edifici perderebbero il contributo. Prendendo atto dell’ampia adesione dei cittadini, la Cabina di Coordinamento Sisma, che si è riunita ieri a Roma, ha dunque deciso una proroga del termine per presentare la manifestazione di volontà al prossimo 15 dicembre, chiedendo ai Sindaci un ulteriore sforzo per sollecitare l’adesione di tutti i cittadini interessati.

“Non possiamo permetterci di tagliare fuori un numero potenziale così elevato di cittadini, magari anziani, o persone che hanno difficoltà di accesso alle informazioni. Per questo – spiega Legnini – abbiamo deciso di riaprire il termine che scadeva ieri per la presentazione delle Manifestazioni di volontà. Viene prorogato al 15 dicembre e chiederemo ai Sindaci, che si sono già adoperati molto attivamente e che ringrazio, di fare un ulteriore ed ultimo sforzo per raggiungere tutti i cittadini che devono ricostruire a presentare almeno la Manifestazione di volontà entro il nuovo termine, decorso il quale il diritto al contributo decade definitivamente. Ricordo che questo è solo un primo passo, al quale dovrà seguire il più velocemente possibile la presentazione del progetto e della Richiesta di contributo agli Uffici della Ricostruzione” .