Colmurano, inaugurato il nuovo ponte di Ripaiolo: un collegamento strategico più sicuro ed efficiente per il territorio

Accorcia le distanze con la Statale 78 e restituisce al territorio un collegamento fondamentale per cittadini e imprese. È stato inaugurato, alla presenza del commissario al sisma Guido Castelli, del sindaco di Colmurano Mirko Mari e del primo cittadino di Loro Piceno Robertino Paoloni,  il nuovo ponte sulla strada comunale Ripaiolo, a Colmurano, nel Maceratese, ricostruito dopo la demolizione della precedente struttura nell’ambito degli interventi di messa in sicurezza della viabilità finanziati con le risorse della ricostruzione post sisma e del PNRR. L’opera, dal valore complessivo di 1,1 milioni di euro, rappresenta un’infrastruttura strategica per la mobilità locale e restituisce al territorio un collegamento moderno, sicuro e pienamente funzionale.

L’intervento ha previsto la completa demolizione del vecchio impalcato e delle pile esistenti, preceduta dalla pulizia dell’alveo del corso d’acqua, e la realizzazione del nuovo ponte con travi in acciaio, nuova pavimentazione in conglomerato bituminoso e parapetti in acciaio corten e legno, progettati per integrarsi armonicamente nel paesaggio circostante. Sono state inoltre eseguite opere di regimentazione idraulica e di sistemazione delle scarpate con tecniche di ingegneria naturalistica. Il rifacimento del ponte, realizzato nel rispetto delle prescrizioni idrauliche e del franco libero di sicurezza, garantirà la piena funzionalità e la messa in sicurezza di un’infrastruttura viaria fondamentale per la mobilità locale.

«Ogni infrastruttura che restituiamo a un territorio colpito dal sisma significa fare un passo avanti verso una ricostruzione completa e duratura – ha dichiarato il Commissario straordinario Guido Castelli –. Ponti e strade non sono semplici opere pubbliche: sono collegamenti che permettono alle persone di vivere, lavorare e fare impresa. Il nuovo ponte di Colmurano migliora la sicurezza, rende più efficienti gli spostamenti e rafforza la connessione con il resto del territorio. Nei territori del sisma la mobilità non può più essere interpretata soltanto come trasporto lineare di persone e merci: deve diventare uno strumento di accesso ai diritti, ai servizi e alle opportunità. Il ponte di Ripaiolo si inserisce in questa visione e nel più ampio programma di rafforzamento della viabilità del cratere, che comprende 192 interventi su strade comunali e provinciali per garantire collegamenti sempre più sicuri ed efficienti. È il risultato di una collaborazione efficace tra Struttura commissariale, Regione Marche e amministrazione comunale, che ringrazio per il lavoro svolto insieme».

Il sindaco di Colmurano, Mirko Mari, ha sottolineato:«Con l’inaugurazione del nuovo ponte di Ripaiolo come amministrazione, insieme a tutta la giunta, consegniamo alla comunità un’opera attesa e strategica, resa possibile grazie a un grande lavoro di squadra. Ringrazio innanzitutto il Commissario straordinario Guido Castelli e la Struttura commissariale per il sostegno e la costante collaborazione, insieme alla Regione Marche e all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione delle Marche. Un grazie va anche alle maestranze, ai tecnici e a tutti i professionisti che hanno consentito di concludere i lavori nei tempi previsti, nonostante la complessità di un intervento finanziato attraverso risorse diverse. Questo ponte rappresenta un’infrastruttura fondamentale non solo per Colmurano, ma per tutta questa parte della valle del Fiastra: migliora la qualità della vita dei cittadini, rende più agevoli gli spostamenti e consente di ridurre di diversi minuti i tempi di collegamento con Loro Piceno e con la Statale 78. È un risultato importante per il presente e per il futuro del nostro territorio».

L’intervento è stato finanziato con 700 mila euro dell’Ordinanza del Commissario Straordinario n. 137 del 3 maggio 2023 e con 400 mila euro del PNRR (Missione 2, Componente 4, Investimento 2.2), per un investimento complessivo di 1,1 milioni di euro.

Visso riparte da Palazzo dei Priori: consegnato il primo cantiere di ricostruzione pubblica del centro storico

Prende ufficialmente il via la ricostruzione del cuore della “perla dei Sibillini”. Con la consegna del cantiere di Palazzo dei Priori prende forma il primo intervento pubblico nel centro storico di Visso, l’edificio simbolo da cui parte concretamente la rinascita del borgo. Un passaggio atteso da anni che segna l’avvio della fase operativa della ricostruzione. Si tratta di uno degli interventi più rilevanti previsti nell’ambito delle Ordinanze Speciali dedicate alla rinascita del centro storico, rimasto chiuso e nel silenzio per troppo tempo.

L’intervento, del valore complessivo di 6,4 milioni di euro, di cui 4,4 milioni di lavori, interessa Palazzo dei Priori, storica sede del Comune, e gli edifici privati ad esso aggregati, un complesso edilizio di origine medievale che nel corso dei secoli ha rappresentato il fulcro della vita amministrativa, istituzionale e sociale della comunità.

Il progetto prevede il miglioramento sismico dell’intero aggregato attraverso il consolidamento delle murature in pietra, il rafforzamento di solai, volte e coperture e il recupero delle connessioni strutturali tra le diverse porzioni dell’edificio, antica sede comunale, con particolare attenzione alla tutela delle caratteristiche storiche e architettoniche del complesso. L’organizzazione del cantiere prevede inoltre il delicato trasferimento dell’archivio comunale, operazione che sarà eseguita con particolare attenzione per consentire lo svolgimento delle opere e garantire la tutela del patrimonio documentale.

«Quella di oggi è una giornata dal valore straordinario per Visso e per tutto il cratere – sottolinea il Commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli –. Palazzo dei Priori rappresenta la storia, l’identità e la memoria della comunità vissana. Con la consegna del primo cantiere del centro storico entriamo finalmente nella fase più concreta della ricostruzione del borgo. È un risultato che arriva dopo un lungo lavoro di progettazione e di pianificazione ed è stato reso possibile anche grazie alla realizzazione del tunnel di via Galliano, un’opera che ha creato le condizioni di sicurezza necessarie per operare nel cuore del paese. Da oggi la ricostruzione non è più soltanto un progetto: diventa un cantiere aperto che restituisce fiducia ai cittadini e guarda al futuro senza rinunciare alla tutela del patrimonio storico e architettonico di uno dei borghi più preziosi dell’Appennino centrale. La ricostruzione di Visso entra finalmente nel vivo e questo sarà il primo di una serie di cantieri destinati a restituire il centro storico alla comunità».

«La consegna del cantiere di Palazzo dei Priori rappresenta una giornata storica per Visso e un motivo di grande orgoglio per questa amministrazione – dice il sindaco Rosella Sensi -. Dopo dieci anni dal sisma, vedere finalmente la ricostruzione entrare nel vivo nel cuore della Perla dei Sibillini è il vero segnale che il lavoro svolto negli ultimi tempi, in sinergia tra istituzioni, sta dando i suoi frutti. Questo risultato è stato possibile grazie alla collaborazione tra la nostra amministrazione, il commissario straordinario Guido Castelli e il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, e per questo li ringrazio, oltre a un’importante opera strategica come il tunnel di via Galliano su cui abbiamo spinto sin da subito, consapevoli che avrebbe creato le condizioni per operare in sicurezza e consentire l’avvio dei cantieri nel centro storico. Palazzo dei Priori è il simbolo della nostra identità e della nostra storia: un edificio già ferito dal terremoto del 1997 e allora restituito alla cittadinanza, che oggi affronta un nuovo, fondamentale intervento con l’auspicio che questo gli renda merito e gli permetta di tornare al suo antico splendore. È la prima opera pubblica a partire nel centro storico, ma non è l’unico segnale di rinascita: sono già avviati anche diversi cantieri privati e questo ci fa guardare al futuro con ottimismo. Restituire Palazzo dei Priori, e non solo, a Visso significa restituire valore al nostro patrimonio, rilanciare l’attrattività turistica della città e dare nuova speranza a tutta la comunità».

L’avvio dei lavori è stato infatti reso possibile anche dalla realizzazione della struttura modulare metallica di via Galliano, il tunnel a senso unico lungo circa 60 metri che consente il transito dei mezzi di cantiere e dei mezzi di soccorso in piena sicurezza. L’opera, finanziata con circa 500 mila euro nell’ambito dell’Ordinanza Speciale n. 61 del 2023, ha rappresentato un intervento strategico per la ricostruzione del centro storico: oltre a garantire la percorribilità durante i lavori, ha evitato la demolizione degli edifici danneggiati lungo la via preservando così l’integrità storica e architettonica di uno dei luoghi più significativi del borgo.

Prosegue nel frattempo anche il percorso degli altri principali interventi previsti nel centro storico. Per Palazzo Governatori è stato recentemente approvato dalla Conferenza Speciale dei Servizi il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica per 6,8 milioni di euro e si passa ora alla progettazione esecutiva. Per Palazzo Varano il progetto esecutivo per 3 milioni di euro è in fase di consegna, con l’obiettivo di avviare i lavori tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Per Chiesa e Palazzo San Giacomo (5,8 milioni di euro), infine, il progetto esecutivo è pressoché completato: sono in corso gli ultimi perfezionamenti del progetto di restauro e l’avvio del cantiere è previsto entro la fine di ottobre.

Con Palazzo dei Priori prende avvio una nuova stagione per la ricostruzione di Visso. Dopo aver creato le condizioni per accedere e lavorare in sicurezza nel centro storico, anche ii cantieri pubblici possono finalmente partire. Un passaggio fondamentale per restituire progressivamente alla comunità i suoi luoghi simbolo, le funzioni pubbliche e quel patrimonio storico e identitario che rappresenta il cuore della perla dei Sibillini.

 

Teatri condominiali UNESCO, Castelli: «Un riconoscimento che valorizza l’identità dei nostri territori e rafforza la rinascita del cratere»

«L’iscrizione del sistema dei teatri condominiali all’italiana del XVIII e XIX secolo nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO è una notizia che riempie di orgoglio i territori dell’Appennino centrale e rappresenta un riconoscimento di straordinario valore per un patrimonio culturale che appartiene alle nostre comunità. Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al ministro della Cultura Alessandro Giuli, al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e a tutti coloro che hanno lavorato con competenza e determinazione per raggiungere questo importante traguardo. Si tratta di teatri che al tempo sono stati costruiti attraverso azioni di iniziative private, fortemente voluti dalle comunità. Sono nati grazie alle liberalità di semplici cittadini che comprendevano l’importanza della cultura ai fini della coesione sociale: anche da ciò deriva la loro unicità. Questa è anche dunque una bella storia di sussidiarietà culturale ».

Lo dichiara il Commissario Straordinario alla Ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli.

«È particolarmente significativo che la maggior parte di questi teatri ( ben sei  su dieci) sia stata realizzata nel cratere del sisma 2016. È la dimostrazione di quanto sia importante continuare a investire e sostenere la rinascita di questa parte del Centro Italia, profondamente ferita dal terremoto ma oggi protagonista di un percorso concreto di ripartenza. La ricostruzione è anche restituire vita ai borghi, rafforzarne l’identità e creare nuove opportunità di sviluppo attraverso la cultura».

«Questo riconoscimento UNESCO accresce il valore dei nostri teatri e dei nostri borghi, rendendoli ancora più attrattivi dal punto di vista culturale e turistico. È uno stimolo ulteriore a proseguire con determinazione nel lavoro di ricostruzione, affinché questi luoghi tornino ad essere spazi di incontro, creatività, arte e partecipazione. Cultura e ricostruzione devono camminare insieme: solo così possiamo costruire un futuro solido per le comunità dell’Appennino centrale».

Amatrice, ok all’ intervento di riparazione, restauro e ripristino del santuario Madonna della Filetta in località Rocchetta

La conferenza permanente ha dato il via libera all’ intervento di riparazione, restauro e ripristino del santuario Madonna della Filetta” in località Rocchetta ad Amatrice Il santuario rurale della Madonna della Filetta si trova in prossimità della frazione di Rocchetta, una piccola località distante dal centro di Amatrice, al centro di una radura sulle pendici di un querceto. Il complesso del santuario si compone di due edifici, la chiesa e il rifugio. Il complesso del santuario si compone di due corpi edilizi distinti ma adiacenti: la chiesa e il rifugio. La chiesa rurale ad aula è composta da un unico vano rettangolare che termina nella zona presbiteriale con un abside semicircolare coperto da volta a catino in muratura di pietra. Il rifugio è un corpo a pianta rettangolare sviluppato su tre livelli ciascuno dei quali è suddiviso internamente in tre vani. Sono previsti il rinforzo delle murature tramite iniezione di malta, intervento di riparazione tramite tecnica “scuci e cuci”; realizzazione nuovo architrave, cuciture a secco mediante barre elicoidali in acciaio inox; intervento di chiusura nicchie con mattoni pieni; rinforzo murario tramite ristilatura armata dei giunti di malta; realizzazione di nuove ammorsature alle angolate e ai martelli murari, intervento di consolidamento della volta, smontaggio e rimontaggio vela campanaria in muratura con rinforzo metallico e la realizzazione di nuovo cordolo, previo smontaggio controllato di una porzione di muratura, in muratura armata in copertura in mattoni. Il costo dell’intervento è di 1.950.000,00 euro. «Si tratta di un altro passo importante nel percorso di ricostruzione e rinascita del territorio. Restituire alla comunità un luogo di culto così profondamente legato alla storia, alla devozione e all’identità locale significa ricostruire non soltanto un edificio, ma anche un punto di riferimento spirituale e sociale. Ringrazio l’assessore regionale Manuela Rinaldi, il Vescovo Vito Piccinonna, il Questore della Camera Paolo Trancassini, il sindaco Giorgio Cortellesi e tutti i soggetti coinvolti, affinché il patrimonio religioso e culturale colpito dal sisma possa tornare pienamente fruibile, nel rispetto della sua storia e con i più elevati standard di sicurezza», dichiara il commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli.

“L’approvazione dell’intervento sul Santuario della Madonna della Filetta rappresenta un risultato importante per Amatrice e per un territorio che ha nella propria storia e nelle proprie tradizioni un patrimonio di straordinario valore. Restituire dignità a questo luogo significa restituire alla comunità uno spazio che appartiene alla memoria collettiva e che, da generazioni, rappresenta un punto di riferimento per la devozione e per il legame profondo con il territorio. La ricostruzione dei luoghi di culto assume un significato che va oltre il recupero del patrimonio edilizio, perché consente di preservare quelle radici culturali e spirituali che contribuiscono a mantenere vive le comunità e a rafforzarne il senso di appartenenza. L’investimento di 1,95 milioni di euro previsto per il santuario testimonia la volontà di proseguire con concretezza nel percorso di rinascita di Amatrice, intervenendo anche sui luoghi più decentrati e restituendo dignità e sicurezza a un patrimonio diffuso che merita di essere tutelato. È attraverso una ricostruzione capace di guardare all’insieme del territorio, senza lasciare indietro nessuna realtà, che possiamo accompagnare il ritorno alla piena vitalità delle nostre comunità. Il lavoro portato avanti dalle istituzioni e da tutti i soggetti coinvolti conferma l’importanza di una collaborazione seria e costante per trasformare le risorse disponibili in interventi concreti e restituire ai cittadini luoghi sicuri, valorizzati e nuovamente accessibili” evidenzia il Questore della Camera On. Paolo Trancassini. “L’approvazione dell’intervento di riparazione, restauro e ripristino del santuario Madonna della Filetta conferma che la ricostruzione va avanti con risultati concreti. Restituire il Santuario alla comunità significa tutelare un luogo simbolo della storia e dell’identità di Amatrice. Come Regione Lazio continuiamo a lavorare in piena sinergia con il Commissario Castelli, l’onorevole Paolo Trancassini, gli enti locali e la Diocesi per accelerare gli interventi e dare risposte concrete, investendo sulla sicurezza, sulla valorizzazione del patrimonio e sul futuro delle nostre comunità”, aggiunge l’assessore alle Politiche di ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi.

“Ogni anno, la domenica dell’Ascensione, è lì che si rinnova la festa della Madonna di Filetta, patrona di Amatrice, con la processione che parte dal capoluogo e attraversa il bosco di querce fino al santuario. È anche per questo che il suo recupero pesa così tanto. La struttura, seppur non crollata, è stata pesantemente danneggiata dai terremoti del 24 agosto 2016 e dal 30 ottobre 2016. A 10 anni da quel 24 agosto, rivederla tra gli interventi simbolo di ripartenza non è solo un restauro architettonico, è restituire alla comunità un luogo di identità. La Chiesa di Santa Maria dell’Ascensione o Filetta è un santuario che si trova nei pressi di Amatrice nel territorio della parrocchia di Villa San Lorenzo a Flaviano. Fu costruita nel 1472 sul luogo in cui la pastorella Chiarina Valente vide cadere dal cielo un cammeo luminoso, nel quale riconobbe l’immagine della Madonna” sottolinea il sindaco Giorgio Cortellesi.

Ricostruzione, proseguono senza intoppi i lavori sulla storica sede del Municipio di Fiuminata: trasferito un nuovo acconto da 340 mila euro

Prosegue il percorso di ricostruzione del Municipio di Fiuminata. Con il decreto n. 672 del 21 luglio 2026 il Commissario Straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, ha disposto il trasferimento di un ulteriore acconto di 340.344,17 euro all’Ufficio Speciale Ricostruzione della Regione Marche per l’intervento di adeguamento sismico della sede comunale. Il provvedimento consente di sostenere l’avanzamento del cantiere e di raggiungere il 50% del contributo complessivamente finanziato, al netto delle economie di gara.

L’intervento interessa uno degli edifici più rappresentativi del paese.L’antica sede del Municipio della metà dell’Ottocento, riconoscibile per la sua caratteristica torretta con orologio, sorge in via Roma, nella località Massa.

Il progetto prevede l’adeguamento sismico della porzione dell’edificio che ospita le funzioni strategiche dell’amministrazione comunale.

L’intervento ha un valore complessivo di 1.579.147,70 euro, mentre il contributo concesso, al netto delle economie di gara, ammonta a 1.312.347,42 euro. Con il decreto vengono trasferiti 340.344,17 euro, consentendo la prosecuzione delle lavorazioni previste.

«La ricostruzione dei municipi significa, in particolare quelli di rilevanza storica, restituire ai cittadini simboli e punti di riferimento. È un intervento che rafforza non solo la sicurezza degli edifici, ma anche la capacità dei territori di tornare pienamente operativi. Continuiamo ad accompagnare i cantieri assicurando le  risorse necessarie per proseguire il percorso di  ricostruzione con ordine e nel rispetto di tempi e aspettative», dichiara il Commissario Straordinario Guido Castelli.

Commenta il sindaco Vincenzo Felicioli: «La risistemazione della sede comunale costituisce un segno tra i tanti di rinascita per una realtà colpita duramente dagli eventi sismici del 2016. Ancora una volta a nome della comunità che rappresento debbo ringraziare il Commissario Guido Castelli,  tutta la struttura commissariale, l’Usr e la Regione Marche».

 

Loro Piceno, nuovi spazi per la comunità: miglioramento sismico per l’edificio di piazza Brunforte

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per il miglioramento sismico del fabbricato adiacente alla sede comunale di Loro Piceno (Mc), autorizzando e concedendo un contributo di 240.028 euro nell’ambito dell’ordinanza commissariale 137 del 2023.

L’intervento riguarda un edificio situato in Piazza Brunforte Beato Liberato che, una volta riqualificato, verrà integrato con gli spazi del municipio per ampliare le attività civiche e i servizi destinati alla comunità locale.

«Con questo intervento prosegue il percorso di messa in sicurezza e valorizzazione del patrimonio pubblico dei comuni colpiti dal sisma – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. L’obiettivo è restituire alla comunità di Loro Piceno un edificio più sicuro, funzionale e integrato con la sede comunale, contribuendo al rafforzamento dei servizi pubblici e alla rigenerazione del centro storico. Ringrazio lo stesso Comune, l’Usr e la Regione guidata dal presidente Acquaroli per quanto fatto sinora».

Commenta il sindaco Robertino Paoloni: «Un ringraziamento particolare al commissario Guido Castelli per l’attenzione che pone verso i nostri Comuni, a tutto l’USR  e all’ufficio tecnico e sisma dell’Ente. L’ampliamento della sede municipale è strategico per una migliore funzionalità dello stesso. A Loro Piceno ogni piccolo tassello contribuisce alla realizzazione di una progettualità molto più ampia, verso il futuro».

Il progetto prevede un articolato insieme di opere finalizzate sia alla sicurezza strutturale sia alla rifunzionalizzazione dell’immobile. In particolare saranno eseguiti interventi di rafforzamento delle murature attraverso riprese delle lesioni e operazioni di “scuci e cuci”, la ristilatura dei giunti di malta, la chiusura di nicchie e la sostituzione degli architravi deteriorati. È inoltre prevista la demolizione e la ricostruzione della parte superiore dell’edificio, ad eccezione del fronte ovest, il rifacimento dei solai con adeguati collegamenti alle murature portanti e la realizzazione di una nuova copertura con cordolo perimetrale sommitale.

L’approvazione del progetto esecutivo consente ora al Comune, soggetto attuatore dell’intervento, di procedere con le successive fasi di affidamento e realizzazione dei lavori finanziati attraverso le risorse destinate alla ricostruzione.

 

 

Ascoli, lavori su Palazzo dei Capitani: dall’Usr 383.000 euro

Proseguono i lavori di miglioramento sismico di Palazzo dei Capitani e dell’area archeologica sottostante, nel cuore di Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno. L’intervento, finanziato con 3 milioni di euro nell’ambito dell’ordinanza speciale commissariale 137 del 2023, rappresenta una delle opere più significative della ricostruzione pubblica post sisma nel territorio marchigiano.

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha appena disposto la liquidazione di una nuova quota del contributo destinato all’opera (l’importo è di 383.534 euro), attestando il regolare avanzamento delle attività già affidate e in corso di esecuzione. Dopo l’approvazione del progetto esecutivo e la conclusione delle procedure di gara, il Comune ha affidato i lavori all’impresa Costruzioni Fratelli Rinaldi Srl.

«Parliamo di un intervento strategico per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico e identitario di Ascoli e delle Marche – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Palazzo dei Capitani è uno dei simboli più riconoscibili e il suo recupero contribuirà a restituire piena sicurezza e funzionalità a un luogo centrale della vita istituzionale e culturale del territorio, motivo per cui mi preme sottolineare la positiva sinergia attuata con tutte le componenti coinvolte in questo percorso, dal Comune fino all’Usr ed alla Regione guidata dal presidente Acquaroli».

«Palazzo dei Capitani è uno dei luoghi più rappresentativi della storia e dell’identità di Ascoli Piceno – dichiara il sindaco Marco Fioravanti -. Questo intervento di miglioramento sismico ci permette non solo di preservare un patrimonio di straordinario valore, ma anche di riconsegnarlo alla comunità più sicuro e ulteriormente valorizzato. La nuova liquidazione conferma il buon andamento dei lavori e l’efficacia della collaborazione tra Comune, Struttura commissariale, Ufficio Speciale Ricostruzione e Regione Marche. Continuiamo a lavorare con determinazione affinché uno dei monumenti più importanti della nostra città possa tornare pienamente fruibile, rafforzando il ruolo di Piazza del Popolo come cuore culturale e turistico di Ascoli Piceno».

Il monumento ha riportato danni a seguito della sequenza sismica del 2016 e del 2017. Le opere previste interessano in particolare la torre campanaria, dove si procederà al ripristino e al consolidamento della cuspide e dei merli angolari. Le murature delle celle saranno invece rinforzate attraverso la tecnica del cuci-scuci e mediante iniezioni di boiacche consolidanti.

I lavori coinvolgeranno anche la copertura dell’edificio, con la realizzazione di sistemi permanenti per la sicurezza e la manutenzione, tra cui una linea vita estesa alle falde del tetto. Previsti inoltre interventi sulla Loggia dei Merli e sulla facciata ovest affacciata su via del Trivio, che sarà sottoposta a operazioni di pulitura e consolidamento.

Particolare attenzione è riservata all’area archeologica sottostante Palazzo dei Capitani, dove verranno eseguiti interventi di consolidamento strutturale per sanare una significativa linea di frattura riscontrata nelle murature storiche.

Montegallo, progetto da 1,2 milioni per il ripristino della strada Santa Maria Lapide-Casone

La Conferenza regionale della ricostruzione ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per il ripristino e la riparazione dei danni causati dal sisma lungo la strada comunale Santa Maria Lapide-Casone, nel comune di Montegallo (Ap). L’intervento, inserito nell’ordinanza commissariale 137 del 2023 dedicata alla rigenerazione urbana e alla ricostruzione delle opere pubbliche, prevede un investimento complessivo di 1,2 milioni di euro.

“La viabilità dell’entroterra montano necessitava di rigenerazione già prima del sisma, poiché dall’accesso alle aree interne passa gran parte del futuro di questi luoghi – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Con interventi come quelli in atto nel territorio di Montegallo intendiamo rafforzare la rete infrastrutturale a tutti i livelli, dallo snodo più importante alle vie di collegamento secondarie, passaggio che possiamo svolgere unicamente grazie alla forte sinergia in atto con Comuni, Usr e con la Regione guidata dal presidente Acquaroli” .

 

“Poter garantire strade sicure e moderne è un prerequisito essenziale non solo per i residenti che scelgono di vivere e restare qui, ma anche per i turisti che desiderano visitare le nostre montagne. È proprio attraverso collegamenti sicuri che possiamo rilanciare i nostri splendidi borghi dal punto di vista turistico ed economico, rendendoli di nuovo pienamente fruibili e accoglienti. Per questo straordinario risultato voglio ringraziare di cuore tutti coloro che hanno lavorato con impegno per renderlo possibile: il Commissario straordinario Guido Castelli, con cui condividiamo l’obiettivo di dare una nuova e concreta prospettiva alle aree interne dell’Appennino, il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli per la costante attenzione al nostro territorio, e infine i nostri tecnici comunali e l’Ufficio Speciale Ricostruzione delle Marche per lo straordinario sforzo progettuale messo in campo” dichiara il sindaco Sante Capanna.

L’opera punta a ripristinare l’agibilità e la sicurezza di un collegamento strategico per il territorio, gravemente compromesso dal terremoto. Attualmente il tracciato risulta soltanto parzialmente carrabile e in alcuni tratti è percorribile esclusivamente a piedi a causa di una frana che ha interrotto la sede stradale, del deterioramento dei muri a secco presenti lungo il percorso e della caduta di massi provenienti dai versanti sovrastanti.

Il progetto prevede una serie di interventi di consolidamento e mitigazione del rischio idrogeologico, tra cui la posa di reti metalliche e sistemi di rafforzamento corticale sui versanti, il consolidamento dell’area franata mediante paratie di micropali e la realizzazione di una passerella pedonale in acciaio che consentirà di superare il tratto maggiormente danneggiato e riallacciarsi alla viabilità che conduce alla frazione di Corbara.

Sono inoltre programmati il recupero dei muri a secco lesionati, opere di sostegno delle scarpate, la regimentazione delle acque superficiali e interventi di miglioramento della percorribilità della strada attraverso trattamenti di depolverizzazione a basso impatto ambientale.

Sant’Anatolia di Narco: trasferiti 481 mila euro per quattro interventi pubblici

Nuovo passo avanti per la ricostruzione pubblica a Sant’Anatolia di Narco. E’ stato disposto il trasferimento all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Umbria di 481.760 euro, corrispondenti all’acconto del 20% dei contributi programmati per quattro interventi.

Le opere, inserite nel nuovo Piano di ricostruzione delle opere pubbliche della Regione Umbria, dispongono complessivamente di 2.408.800 euro. Il trasferimento è stato autorizzato dopo l’affidamento delle attività di progettazione da parte del Comune.

Nel dettaglio, le risorse trasferite riguardano: 100.000 euro per il muro di contenimento del centro storico del capoluogo, a fronte di un finanziamento complessivo di 500.000 euro;  101.760 euro per il muro di contenimento tra l’Abbazia dei Santi Felice e Mauro e la strada comunale di Castel San Felice, finanziato complessivamente con 508.800 euro;  180.000 euro per le infrastrutture stradali e a rete della frazione Grotti, il cui investimento complessivo ammonta a 900.000 euro; e 100.000 euro per le infrastrutture stradali e a rete della frazione Caso, finanziate con 500.000 euro.

«Il trasferimento delle risorse consente di sostenere concretamente la fase progettuale di quattro opere strategiche per Sant’Anatolia di Narco – dichiara il commissario straordinario Guido Castelli –. Parliamo di interventi che rispondono a esigenze essenziali di sicurezza, tutela dei centri abitati e riqualificazione delle infrastrutture nelle frazioni. La ricostruzione deve procedere in modo capillare, prestando attenzione non soltanto agli edifici, ma anche alle reti, alla viabilità e alle opere di contenimento indispensabili per rendere i territori più sicuri e pienamente vivibili. Ringrazio la Regione Umbria, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e il sindaco Tullio Fibraroli per il lavoro svolto. Continuiamo a garantire risorse e procedure adeguate affinché gli interventi possano avanzare con rapidità e qualità», conclude Castelli.

“A pochi giorni di distanza dell’altro finanziamento sui fondi CIS, riceviamo questi ulteriori contributi, per 4 interventi di riqualificazione e consolidamento di opere all’interno dei nostri centri abitati.Ne siamo veramente felici e contenti, perché possiamo subito partire con l’esecuzione di questi interventi, considerati per noi strategici ai fini del recupero dell’intero patrimonio comunale, all’indomani del sisma del 2016.  Per questa velocità, dell’iter di concessione, si ringrazia l’intera Struttura Commissariale ed in particolare il Commissario Sen. Guido Castelli, la Regione dell’Umbria, l’USR ed i nostri uffici comunali, che con spirito di appartenenza e di attaccamento verso il territorio ed i Cittadini che lo abitano, sono sempre disponibili a fare ed a dare il proprio contributo umano, per il bene comune. Per tale motivo, ringrazierò sempre tutti i soggetti interessati, per tutto quello che fanno anche al di fuori dell’orario di lavoro” aggiunge il sindaco Tullio Fibraroli.

 

Basciano: al via i lavori di riparazione e miglioramento sismico dell’edificio Ater

È stata autorizzata la consegna dei lavori per la riparazione e il miglioramento sismico dell’edificio di edilizia residenziale pubblica Ater n. 551-B, situato in via Nicola Di Giuseppe 5/B, nel comune di Basciano, in provincia di Teramo.

I lavori sono stati affidati dall’Ater Teramo per un importo contrattuale pari a 577.470,62 euro. Il progetto esecutivo prevede un investimento complessivo di 793.205,29 euro. Al finanziamento iniziale di 756.057,12 euro si è aggiunto un ulteriore stanziamento di 37.148,17 euro, disposto con decreto del Commissario straordinario alla ricostruzione, per garantire la copertura dell’incremento dei costi e consentire la realizzazione dell’intervento.

“Con l’autorizzazione alla consegna dei lavori compiamo un altro passo concreto nel percorso di recupero del patrimonio abitativo pubblico danneggiato dal terremoto. L’intervento sull’edificio Ater di Basciano consentirà di migliorare sensibilmente la sicurezza sismica e la qualità degli alloggi, rispondendo alle esigenze delle famiglie e della comunità locale. Grazie al lavoro del presidente della Regione Abruzzo e del presidente Marco Marsilio dell’Ater Teramo, del Comune di Basciano, dell’Ufficio speciale ricostruzione Abruzzo, dei tecnici e di tutti i soggetti coinvolti, la programmazione si trasforma finalmente in cantiere. Continuiamo a operare affinché ogni opera finanziata possa procedere rapidamente, nel rispetto della sicurezza, della legalità e della qualità degli interventi” dichiara il Commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

Il presidente dell’ATER Teramo, Alfredo Grotta, sottolinea l’importanza dell’intervento: “L’avvio di questo cantiere rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica che questa amministrazione sta portando avanti con determinazione. La sicurezza degli edifici e delle famiglie che vi abitano è una priorità assoluta. Grazie alle risorse della ricostruzione post sisma continuiamo a investire sul territorio, restituendo immobili più sicuri, efficienti e adeguati agli standard attuali. Ogni intervento concluso significa migliorare concretamente la qualità della vita dei nostri assegnatari e valorizzare il patrimonio pubblico.”

“L’avvio di questo importante intervento rappresenta un’ulteriore risposta concreta alle esigenze della nostra comunità e un altro significativo passo avanti nel percorso di ricostruzione del nostro territorio. Desidero ringraziare l’ATER Teramo, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Abruzzo e il Commissario Straordinario Guido Castelli per l’attenzione e la costante collaborazione dimostrate nei confronti del Comune di Basciano. Una collaborazione che sta producendo risultati importanti e tangibili, come testimoniano i numerosi interventi di ricostruzione pubblica oggi in corso o in fase di avvio sul nostro territorio, insieme alle opere che interessano i nostri edifici di culto. Basciano sta vivendo una fase concreta di ricostruzione e rinascita e, attraverso una forte sinergia tra le istituzioni, continueremo a lavorare affinché tutte le opere programmate possano essere portate a compimento nel più breve tempo possibile, restituendo alla nostra comunità un paese più sicuro, più bello e pienamente ricostruito” sottolinea il sindaco Alessandro Frattaroli.