Camerino, avanti i lavori per il recupero del parcheggio meccanizzato di viale Emilio Betti

 

Proseguono a Camerino (Mc) i lavori di riparazione dei danni e miglioramento sismico del parcheggio meccanizzato di viale Emilio Betti, una delle infrastrutture strategiche per l’accesso al centro storico e per il supporto alle attività della ricostruzione post sisma. L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha disposto la liquidazione di 853.316 euro al Comune, quale ulteriore acconto del contributo autorizzato per l’intervento, che è di 1.890.555 euro.

L’opera riguarda il grande parcheggio pubblico situato a ridosso delle mura cittadine, collegato al centro storico attraverso il percorso di risalita meccanizzata che conduce fino a piazza Cavour. La struttura, composta da oltre 500 posti auto distribuiti tra aree all’aperto e livelli seminterrati, aveva riportato significativi danni a seguito del terremoto del 2016/2017, con lesioni agli elementi strutturali, problemi di infiltrazione d’acqua e il deterioramento di numerosi impianti tecnologici.

«L’intervento riveste un’importanza strategica per la città, poiché consentirà di restituire piena funzionalità a una struttura essenziale per la mobilità urbana, per l’accesso al centro storico e per le attività legate alla ricostruzione, migliorandone al tempo stesso i livelli di sicurezza e di efficienza – conferma il commissario straordinario, Guido Castelli -. ringrazio per il lavoro svolto fino ad ora, oltre al Comune, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

«Siamo ormai quasi in dirittura d’arrivo per quanto riguarda i lavori di riparazione della parte destinata al parcheggio e a breve avremo quindi una prima chiusura del cantiere – spiega il sindaco di Camerino, Roberto Lucarelli –. Grazie all’intervento del commissario straordinario alla Ricostruzione, Guido Castelli, siamo riusciti a risolvere anche le criticità legate al rifacimento e alla sistemazione dei due impianti di risalita. Senza il loro ammodernamento e la loro riparazione, infatti, avrebbe avuto poco senso intervenire soltanto sul recupero del parcheggio meccanizzato. L’ultima variante, predisposta e finanziata dal commissario Castelli, ci permetterà di avere un impianto efficiente, che rappresenta uno degli ingressi principali a piazza Cavour e al centro storico».

«Siamo ora nella fase di predisposizione delle autorizzazioni necessarie da parte dell’ente competente, anche per gli ascensori – prosegue Lucarelli –. Il 3 ottobre è prevista indicativamente la conclusione dei lavori relativi alla parte del parcheggio. Successivamente, non appena arriveranno le autorizzazioni, si procederà con gli interventi riguardanti gli ascensori. Si tratta di un’altra opera importante per la ricostruzione del centro storico, fondamentale per garantirne l’accessibilità, soprattutto in una fase caratterizzata dalla presenza di numerosi cantieri e gru, ma anche per accompagnare il ritorno alla vita di quegli spazi e di quelle abitazioni».

Gli interventi in corso prevedono il consolidamento delle strutture in calcestruzzo armato mediante opere di ripristino e rinforzo localizzato dei nodi trave-pilastro, il recupero delle parti ammalorate dal tempo e dalle infiltrazioni, il miglioramento del comportamento sismico dell’edificio e la protezione delle strutture dall’azione degli agenti atmosferici.

Accanto alle opere strutturali, il progetto comprende il rifacimento delle impermeabilizzazioni, la sostituzione delle canalette per la raccolta delle acque meteoriche, il recupero di scale e rampe, la sistemazione delle aree di servizio e l’abbattimento delle barriere architettoniche con l’adeguamento dei servizi igienici.

Particolarmente rilevante è anche il programma di ammodernamento degli impianti. Sono previsti il rinnovo dell’illuminazione con sistemi a led a basso consumo, il potenziamento della videosorveglianza, l’installazione di telecamere con riconoscimento targhe agli accessi, la riqualificazione del sistema di controllo degli ingressi e la revisione degli impianti di risalita meccanizzata. Nel corso dei lavori sono inoltre emerse criticità che hanno reso necessaria una variante progettuale, comprensiva della sostituzione dei due principali ascensori del complesso e del rifacimento di parte degli impianti elettrici e di videosorveglianza.

Acquasanta, nasce il fortino digitale delle Marche: consegnati i lavori del nuovo Data Center

 

Ad Acquasanta Terme, nel Piceno, la ricostruzione guarda sempre più al futuro. Sono stati consegnati i lavori per la realizzazione del nuovo Data Center regionale, una struttura altamente tecnologica destinata a diventare il cuore informatico della Regione Marche e a garantire la continuità dei servizi digitali anche in situazioni di emergenza. L’investimento supera i 3 milioni di euro e rientra tra gli interventi strategici previsti dall’ordinanza speciale 95, in cui il ruolo di soggetto attuatore è rivestito dall’Ufficio Speciale Ricostruzione.

L’intervento prenderà il posto di un capannone della zona industriale di Acquasanta, già colpito dal terremoto del 2016. Le verifiche effettuate dai progettisti hanno evidenziato criticità strutturali tali da rendere antieconomico e poco efficace un adeguamento dell’edificio esistente. Da qui la decisione di demolire il fabbricato e ricostruirlo completamente secondo standard di ultima generazione.

” Con il via ai lavori prende forma uno degli investimenti tecnologici più rilevanti del cratere sismico marchigiano – conferma il commissario straordinario, Guido Castelli – Un’infrastruttura che unisce ricostruzione, innovazione e sicurezza e che punta a trasformare Acquasanta in uno dei nodi strategici della rete digitale regionale. Ringrazio l’impegno profuso dal Comune, dall’Usr e dalla Regione guidata dal presidente Acquaroli: l’unità di intenti è fondamentale per raggiungere risultati”

“Ho promosso questo intervento per costruire un progetto strategico e migliorativo della connettività locale. Rappresenta un punto di riferimento rilevante, essendo il secondo nella regione Marche, e offre una prospettiva condivisa con le aree confinanti. L’iniziativa potenzierà i servizi ad Acquasanta Terme non solo per l’opera in sé, ma per le opportunità rivolte alle imprese vicine e agli edifici pubblici che renderemo più efficienti grazie al data center, oltre che ai nuovi imprenditori già interessati a questa opportunità. Ringrazio la Regione Marche, il presidente Acquaroli e il commissario Guido Castelli per un’opera così importante destinata al Comune di Acquasanta Terme” dichiara il sindaco Sante Stangoni.

Il nuovo complesso sarà concepito come una vera e propria infrastruttura critica. Al suo interno troveranno spazio sale server, data hall, ambienti tecnologici, aree di controllo e uffici dedicati alla gestione dei sistemi informatici regionali. L’obiettivo è ottenere la certificazione Tier III, uno dei livelli più elevati per questo tipo di strutture, che prevede sistemi ridondanti e la possibilità di effettuare manutenzioni senza interrompere il funzionamento dei servizi.

La particolarità del progetto è però legata alla sicurezza. L’intero edificio sarà costruito sopra isolatori sismici, dispositivi in grado di assorbire gran parte delle sollecitazioni provocate da un terremoto. Una scelta non comune, pensata per proteggere sia la struttura sia le apparecchiature informatiche ospitate all’interno, garantendo la conservazione dei dati e la continuità operativa anche in caso di eventi calamitosi.

Accanto alla sicurezza strutturale c’è quella fisica. L’area sarà protetta da recinzioni, sistemi di videosorveglianza, controlli elettronici degli accessi e autenticazione a più fattori. Gli ingressi per il personale e per i visitatori saranno separati, mentre le zone più sensibili saranno raggiungibili soltanto attraverso varchi controllati e monitorati in modo permanente. È prevista inoltre la presenza di vigilanza dedicata e la registrazione di tutti gli accessi alla struttura.

Sul piano energetico il progetto è stato sviluppato con particolare attenzione all’efficienza e alla sostenibilità. La copertura ospiterà pannelli fotovoltaici e i sistemi di climatizzazione saranno progettati per garantire condizioni ambientali costanti e consumi ottimizzati, aspetti indispensabili per il corretto funzionamento di un data center moderno.

Sisma 2016, Castelli a Remtech expo 2026: la Struttura commissariale presente a Ferrara per parlare di rigenerazione del cratere 2016

 

La Struttura commissariale Sisma 2016 presente a RemTech Expo 2026 di Ferrara, appuntamento di riferimento sui temi della rigenerazione, della sicurezza e dello sviluppo sostenibile dei territori, per presentare modelli di gestione della ricostruzione e prevenzione del rischio sismico e stimolare momenti di confronto dedicati alle attività e alle esperienze maturate nel processo di ricostruzione dell’Appennino centrale. 

Alla manifestazione prenderà parte anche il Commissario straordinario al Sisma 2016 Guido Castelli, impegnato tra mercoledì 16 e venerdì 18 settembre in diversi momenti di approfondimento dedicati ad alcuni dei temi centrali per il futuro della ricostruzione: prevenzione e conoscenza del rischio sismico, sostenibilità ambientale delle opere pubbliche, capacità dei territori di adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici e confronto sui modelli di gestione della legge 40 del 2025.

La partecipazione a RemTech rappresenta un’ulteriore occasione per mettere a disposizione di istituzioni, tecnici, professionisti, mondo accademico e imprese il patrimonio di esperienze sviluppato nella ricostruzione post sisma 2016, che negli ultimi anni ha affiancato alla riparazione materiale degli edifici una crescente attenzione alla sicurezza, alla sostenibilità, alla qualità della progettazione e alla rigenerazione complessiva dei territori.

Un confronto importante per la ricostruzione del Centro Italia, considerando che il nuovo impianto dei CAM Edilizia 2025 incide direttamente sulla programmazione, progettazione ed esecuzione delle opere pubbliche e che, per la ricostruzione post sisma 2016, la fase transitoria è stata disciplinata anche attraverso una specifica ordinanza commissariale del 28 maggio 2026.

Sempre giovedì 17 settembre, nella Wind Room, Castelli figura inoltre tra gli invitati al panel “Clima che cambia: Centroamerica-Italia. Geologia, agroecologia e modelli socio-economici a sostegno dei territori a rischio”, in programma dalle 14.3. Il confronto sarà dedicato agli effetti della variabilità climatica, alla vulnerabilità dei territori e alla costruzione di nuovi modelli di sviluppo capaci di coniugare resilienza, sostenibilità economica e sociale e adattamento ai cambiamenti climatici. Venerdì 18 settembre, dalle 9.30 alle 14.00, nella Red Room, Guido Castelli parteciperà al convegno “Legge quadro in materia di ricostruzione post calamità. I primi quattro casi applicativi e confronto con altre strutture commissariali di missione”, dedicato all’attuazione della legge 40 del 18 marzo 2025 e al confronto tra le esperienze maturate nelle diverse ricostruzioni post calamità.

La presenza della Struttura commissariale a RemTech consentirà inoltre di illustrare il percorso nella ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 2016 e il modello che si sta progressivamente consolidando: non soltanto ricostruire ciò che è stato distrutto, ma farlo aumentando sicurezza, qualità, sostenibilità e capacità dei territori di affrontare le sfide future.

 

Alcuni tra i principali appuntamenti a RemTech Expo 2026:

·       16 settembre, ore 16.30 – Sala MIT: “Faglie capaci e ambiente costruito”;

·       17 settembre, ore 15.15 – Sala MIT: tavola rotonda sui Criteri Ambientali Minimi per l’ambiente costruito;

·       17 settembre, ore 14.30-17.30 – Wind Room: “Clima che cambia: Centroamerica-Italia”.

·       18 settembre, ore 9.30-14.00 – Red Room: Guido Castelli al convegno “Legge quadro in materia di ricostruzione post calamità. I primi quattro casi applicativi e confronto con altre strutture commissariali di missione” (legge 40 del 18 marzo 2025).

 

Tutte le informazioni sul sito https://remtechexpo.com/

Venarotta, sport e inclusione al centro della ricostruzione sociale

 

Una giornata di sport capace di raccontare anche il valore della comunità, dell’inclusione e della ricostruzione sociale dei territori del cratere. È questo il significato della gara tra Atletico Ascoli e Maceratese disputata a Venarotta, occasione che ha riunito due importanti realtà calcistiche di territori colpiti dal sisma del 2016.

La scelta dell’Atletico Ascoli di disputare a Venarotta le proprie gare del campionato di Serie D assume un valore particolare anche alla luce degli investimenti realizzati sull’impianto sportivo, interessato da interventi sostenuti attraverso risorse legate alla ricostruzione.

“Domenica a Venarotta ho visto una di quelle immagini che raccontano bene la ricostruzione che vogliamo – dichiara il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli –. Non soltanto opere, infrastrutture e sicurezza, ma anche comunità che tornano a vivere, persone che si incontrano e territori che riescono a creare nuove occasioni di socialità. Lo sport, da questo punto di vista, può rappresentare uno straordinario strumento di coesione e di rilancio delle aree interne”.

Un ruolo che, secondo Castelli, passa anche attraverso l’impegno del tessuto imprenditoriale e associativo locale. “L’imprenditore Graziano Giordani crede fortemente nella capacità dello sport e dell’associazionismo di contribuire alla rinascita dei borghi. È una visione che condivido: per contrastare lo spopolamento e rendere attrattivi i nostri territori servono certamente lavoro e servizi, ma anche luoghi di aggregazione, associazioni, attività sportive e opportunità per i giovani”.

La giornata è stata caratterizzata anche da un clima di grande cordialità tra le tifoserie. Il sindaco di Venarotta e presidente della Provincia Fabio Salvi, ha accolto i sostenitori della Maceratese offrendo loro da bere, in un’atmosfera che ha ricordato il tradizionale “terzo tempo” del rugby.

Particolare significato ha avuto inoltre la presenza dei ragazzi di GNAM – Diversamente Buono, coinvolti insieme allo staff nella gestione del bar dello stadio.

“Vederli protagonisti è stato uno dei momenti più belli della giornata – prosegue Castelli –. È la dimostrazione concreta di come sport, lavoro e partecipazione possano diventare strumenti di inclusione e autonomia. Ricostruire significa anche creare comunità più aperte, capaci di riconoscere il valore e le capacità di ciascuno”.

Castelli ha infine rivolto un ringraziamento alla famiglia Giordani, all’Atletico Ascoli, alla Maceratese, alla Venarottese e a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa.

“Anche attraverso giornate come questa possiamo rafforzare il legame tra le persone e restituire vitalità ai nostri borghi. È una parte fondamentale della ricostruzione: dare ai territori non soltanto edifici più sicuri, ma nuove ragioni per viverli e scegliere di restare”.

 

Todi, scuola dell’infanzia e primaria di Collevalenza: trasferiti 263 mila euro per l’intervento di ricostruzione

 

Prosegue l’iter per la ricostruzione della Scuola dell’Infanzia e Primaria di Collevalenza, nel comune di Todi. Con il decreto commissariale n. 812 del 10 settembre 2026 è stato disposto il trasferimento all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Umbria di 263.449,55 euro.

L’opera rientra nel Programma straordinario di ricostruzione delle strutture scolastiche previsto dall’Ordinanza speciale n. 31 del 2021. Il progetto presenta un quadro economico complessivo pari a 3,2 milioni di euro, finanziato per 2.128.257,96 euro con risorse della ricostruzione post sisma e per 1.071.742,04 euro attraverso il cofinanziamento del Comune di Todi.

Nel dettaglio, le risorse della ricostruzione comprendono 1.077.300 euro già programmati con l’Ordinanza n. 109 del 2020, 924.084 euro autorizzati successivamente con l’Ordinanza speciale n. 92 del 2024 e ulteriori 126.873,96 euro provenienti dal Fondo di accantonamento per le Ordinanze speciali.

“La ricostruzione delle scuole resta una priorità assoluta – dichiara il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli – perché significa investire contemporaneamente sulla sicurezza, sulla qualità dei servizi e sul futuro delle comunità. Il trasferimento di queste ulteriori risorse consente di accompagnare concretamente l’avanzamento dell’intervento di Collevalenza, già entrato nella fase operativa. Continuiamo a lavorare insieme alla Regione Umbria, all’Usr, al Comune di Todi e a tutti i soggetti coinvolti affinché gli interventi programmati procedano con continuità e rapidità, restituendo a studenti, famiglie e personale scolastico strutture moderne, sicure e pienamente funzionali”.

“La realizzazione del polo scolastico di Collevalenza – commenta il Sindaco di Todi Antonino Ruggiano – darà soluzione ad una esigenza che la comunità locale aveva rappresentato da decenni. I lavori, già consegnati, consentiranno di dare un volto completamente nuovo alla rete scolastica comunale, andando a dare forma compiuta agli investimenti già effettuati con i fondi PNRR che hanno già visto l’inaugurazione della mensa-auditorium della scuola media e del nuovo polo scolastico di Ponterio per un importo complessivo di 5 milioni di euro. L’attenzione ed il supporto del Commissario Castelli ci conforta e ne fa ancora più apprezzare il pragmatismo e la vicinanza alle tempistiche delle Amministrazioni locali”.

Inaugurata la nuova “Scuola Natura” dell’Infanzia e Asilo Nido del comune di San Ginesio

San Ginesio inaugura la nuova “Scuola Natura” dell’Infanzia e Asilo Nido, un’opera di particolare rilevanza per il territorio, nata da una visione capace di mettere al centro il benessere, la crescita e l’educazione delle bambine e dei bambini e, al tempo stesso, di tradursi in un concreto investimento a sostegno delle famiglie e del futuro della comunità.

La nuova struttura, realizzata secondo i più moderni criteri di sostenibilità ambientale, efficienza e risparmio energetico, potrà accogliere 33 bambini. In linea con quanto previsto dal D.Lgs. 65/2017, il nuovo plesso riunisce in un unico spazio i servizi educativi e scolastici dedicati alla fascia 0-6 anni, favorendo una reale e significativa continuità educativa dalla nascita fino all’ingresso nella scuola primaria.

La “Scuola Natura” si caratterizza inoltre per una forte vocazione pedagogica a indirizzo montessoriano, con una particolare attenzione all’educazione all’aperto e al rapporto quotidiano tra bambini e ambiente. Un progetto educativo pienamente coerente con il modello Agrinido della Regione Marche, che trova nella relazione con la natura e nel contesto rurale elementi fondamentali per la crescita e l’apprendimento. La gestione del servizio sarà affidata all’azienda “La Quercia della Memoria” di San Ginesio.

La storia della nuova scuola affonda le sue radici nella volontà e nella partecipazione della comunità locale. Dopo il sisma del 2016, l’associazione di genitori “Nella Terra dei Bambini” ha acquistato un terreno e predisposto un progetto preliminare, donando entrambi al Comune di San Ginesio, con l’obiettivo di realizzare un polo dedicato ai servizi educativi e di istruzione per la fascia 0-6 anni, immerso nella natura e nel territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

Il Comune ha raccolto e sostenuto questa visione, procedendo alla variante urbanistica del lotto e partecipando al Bando 2021 del Ministero dell’Istruzione.

Nel 2022 il progetto è stato ammesso a finanziamento nell’ambito della Missione 4 – Componente 1 – Investimento 1.1 del PNRR, dedicata alla costruzione di asili nido, scuole dell’infanzia e centri polifunzionali, per un importo di 874.000 euro. A questa cifra si sono aggiunti 46.000 euro di cofinanziamento comunale e ulteriori 210.000 euro del Fondo Opere Indifferibili.

La realizzazione della “Scuola Natura” rappresenta anche un significativo esempio di collaborazione tra pubblico, privato, associazioni e realtà del territorio, che ha consentito di completare e arricchire il progetto attraverso l’allestimento degli spazi e la dotazione di arredi e materiali didattici.

Gli arredi sono stati acquistati grazie ai Fondi Nazionali per il sistema integrato 0-6 anni e al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, con il prezioso sostegno di LUBE Industries S.r.l. di Treia, che ha donato la cucina.

Anche l’azienda “La Quercia della Memoria” ha contribuito concretamente all’allestimento, acquistando i materiali didattici grazie al supporto di GAM – Gonzaga Arredi Montessori e Plackner, realtà specializzate nella progettazione e produzione di giochi e materiali naturali, montessoriani e secondo l’approccio Pikler, dedicati alla prima infanzia.

La nuova “Scuola Natura” è dunque molto più di un nuovo edificio scolastico: è il risultato di una comunità che ha saputo trasformare una necessità nata dopo il terremoto in un’opportunità per costruire il futuro.

Un luogo pensato per crescere, imparare e stare insieme, dove scuola e natura dialogano ogni giorno e dove bambine e bambini possono vivere un’esperienza educativa profondamente legata al territorio.

Un investimento concreto sulle nuove generazioni, sulle famiglie e sulla capacità di San Ginesio di guardare avanti, con una scuola che nasce dalla comunità e alla comunità restituisce una nuova idea di futuro.

 

“Si tratta di un altro passo concreto nel percorso di rinascita dei territori colpiti dal sisma. Restituire alla comunità uno spazio moderno, sicuro e pensato intorno ai bisogni dei più piccoli significa investire sulle famiglie, sulla qualità della vita e soprattutto sul futuro. La ricostruzione deve creare le condizioni perché i nostri borghi continuino a essere luoghi nei quali scegliere di vivere, crescere i propri figli e costruire nuove opportunità. Una scuola capace di coniugare educazione, benessere e rapporto con la natura interpreta pienamente questa visione. San Ginesio dimostra ancora una volta che dalla ricostruzione può nascere un territorio più sicuro, attrattivo e attento alle nuove generazioni. Ringrazio tutti gli attori pubblici e privati che, con competenza e determinazione, hanno contribuito a raggiungere questo importante risultato” evidenzia il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

 

“L’inaugurazione della nuova “Scuola Natura” rappresenta per San Ginesio un momento di grande importanza e un segnale concreto di fiducia nel futuro della nostra comunità. Questa scuola è molto più di un nuovo edificio: è un progetto nato dalla comunità, che mette al centro i bambini, sostiene le famiglie e rafforza i servizi educativi del nostro territorio. È particolarmente significativo che un’idea nata dopo il sisma del 2016, grazie all’iniziativa di un’associazione di genitori, sia oggi diventata una realtà. Con la “Scuola Natura” San Ginesio si dota di una struttura moderna, sostenibile e innovativa, capace di accogliere i bambini da zero a sei anni, con un progetto educativo che valorizza l’autonomia, l’educazione all’aperto e il rapporto con la natura e con il nostro territorio. Completiamo così un’offerta formativa che rappresenta un patrimonio straordinario per la nostra comunità: a San Ginesio è possibile accompagnare i nostri ragazzi nel loro percorso educativo dai primi anni di vita fino alle scuole superiori. È un elemento fondamentale per sostenere le famiglie, contrastare lo spopolamento e rendere il nostro territorio sempre più attrattivo. Un risultato reso possibile dalla collaborazione tra istituzioni, associazioni, famiglie, imprese e fondazioni, a dimostrazione di quanto sia importante lavorare insieme per raggiungere obiettivi che guardano al futuro. Questa scuola è anche una risposta concreta alle ferite del terremoto: da una terra colpita dal sisma nasce oggi un luogo dedicato alla crescita, all’educazione e alla vita. Non inauguriamo soltanto una scuola: inauguriamo una nuova opportunità per i nostri bambini, per le nostre famiglie e per il futuro di San Ginesio” dichiara il sindaco Giuliano Ciabocco.

 

Castelli a Spello: «Le aree interne sono una questione nazionale. ricostruire significa creare le condizioni per restare»

 

«Restare nelle aree interne deve essere una scelta libera e sostenibile, non un obbligo dettato dalla nostalgia. Compito delle istituzioni è garantire alle persone le condizioni concrete per poterlo fare: sicurezza, servizi, lavoro, connessioni e fiducia nel futuro».

È uno dei passaggi centrali dell’intervento svolto ieri a Spello dal Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli, invitato alle “Conversazioni a Spello” promosse dall’Azione Cattolica Italiana, in collaborazione con il Comune di Spello e la rivista «Dialoghi». L’incontro, ospitato a Casa San Girolamo e dedicato al tema “Restare, abitare, sperare. Il cammino della Chiesa e dell’AC nelle aree interne”, è stato preceduto dalla preghiera sulla tomba di Carlo Carretto.

I lavori sono stati aperti dai saluti del presidente nazionale dell’Azione Cattolica, Giuseppe Notarstefano, e del sindaco di Spello, Moreno Landrini. Sono poi intervenuti mons. Felice Accrocca, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, e il Commissario Castelli. Il programma, moderato dal direttore di «Dialoghi» Enzo Romeo, è proseguito con l’intervento musicale del fisarmonicista Diego Trivellini e con la testimonianza di Gaetano Gatì.

Castelli ha illustrato l’esperienza maturata nei territori dell’Appennino centrale colpiti dal terremoto del 2016, dove si sovrappongono tre crisi: sismica, demografica e climatico-ambientale.

«Il terremoto – ha spiegato – non ha creato tutte le fragilità delle aree interne, ma le ha accelerate e rese più evidenti. Per questo il cratere può diventare un laboratorio nazionale nel quale sperimentare soluzioni utili all’intero Paese. Non possiamo limitarci a ricostruire ciò che esisteva prima del sisma: dobbiamo rendere questi territori più sicuri, connessi, competitivi e capaci di custodire le proprie risorse».

Il Commissario ha richiamato la necessità di affiancare alla ricostruzione materiale il rilancio economico e sociale. In questa prospettiva si inserisce Next Appennino, il programma da 1,78 miliardi di euro destinato ai territori dei crateri del 2009 e del 2016, attraverso il quale sono stati finanziati investimenti per imprese, innovazione, ricerca, turismo, cultura, mobilità e rigenerazione urbana.

«Le aree interne non chiedono soltanto assistenza – ha sottolineato Castelli – ma opportunità per esprimere le proprie energie economiche e sociali. I servizi pubblici sono indispensabili, ma da soli non bastano. Occorre mobilitare imprese, famiglie, associazioni, parrocchie e corpi intermedi. Nessuna rinascita può essere prodotta esclusivamente dalla pianificazione amministrativa: servono persone disposte ad assumersi una responsabilità verso il luogo in cui vivono».

Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle comunità ecclesiali e dell’Azione Cattolica, considerate vere e proprie “infrastrutture di relazione” nei piccoli centri.

«Le risorse pubbliche possono ricostruire case, scuole, chiese e infrastrutture, ma non possono produrre per decreto fiducia, reciprocità e appartenenza. La Chiesa, l’Azione Cattolica e il Terzo settore svolgono una funzione decisiva nel tenere insieme le comunità, intercettare le solitudini e formare una classe dirigente diffusa e responsabile».

Castelli ha infine richiamato il valore nazionale della presenza umana nell’Appennino: «L’abbandono dei territori montani non produce soltanto spopolamento, ma indebolisce la manutenzione dei boschi, dei versanti e delle opere idrauliche minori. Rendere nuovamente abitabili le aree interne significa proteggere anche la sicurezza ambientale dell’intero Paese».

«Restare è libertà, abitare è dignità, sperare è futuro – ha concluso il Commissario –. La speranza, per chi amministra, non è un sentimento da evocare, ma un impegno da rendere verificabile. Se sapremo tenere insieme ricostruzione, sviluppo, sussidiarietà e capitale sociale, l’Appennino potrà essere uno dei luoghi dai quali l’Italia riparte».

Castelli: “Ricostruire le scuole significa ricostruire il futuro dell’Appennino”

 

“In questi giorni, nelle Marche e nelle altre regioni dell’Italia centrale, riprende il cammino della scuola. Agli studenti di ogni ordine e grado, ai dirigenti, agli insegnanti, al personale scolastico e alle famiglie desidero rivolgere il mio augurio più sincero per l’inizio del nuovo anno scolastico. Ogni prima campanella porta con sé emozioni, speranze e aspettative. Per le comunità colpite dal sisma del 2016 assume, però, un significato ancora più profondo: ci ricorda che la ricostruzione non riguarda soltanto gli edifici, ma soprattutto le persone, le relazioni e il futuro dei territori”

Lo dice il commissario straordinario Guido Castelli in vista della riapertura delle scuole.

“La Struttura commissariale è impegnata in uno dei più vasti programmi di edilizia scolastica mai realizzati nel Centro Italia: circa 450 interventi, per risorse complessive pari a circa 1,4 miliardi di euro, distribuiti tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Un piano che interessa i Comuni del cratere sismico, ma che si estende anche oltre i suoi confini, perché la sicurezza degli studenti non può dipendere da una delimitazione amministrativa. Il passaggio più significativo di questa strategia è rappresentato dall’Ordinanza speciale n. 31 del 2021, con la quale abbiamo impresso una forte accelerazione alla ricostruzione delle scuole. Attraverso lo strumento dell’accordo quadro è stato organizzato un programma da circa 900 milioni di euro relativo a 227 edifici scolastici, mettendo a disposizione degli enti attuatori procedure, progettisti e imprese e rendendo possibile l’avvio coordinato di un numero così rilevante di interventi. Non stiamo semplicemente riparando ciò che il terremoto ha danneggiato. Stiamo costruendo una rete scolastica più sicura, moderna, accessibile ed efficiente. Le nuove scuole sono progettate nel rispetto dei più elevati requisiti di sicurezza sismica e secondo lo standard nZEB, “Nearly Zero Energy Building”: edifici ad altissima prestazione energetica, con consumi ridotti e una crescente capacità di produrre l’energia necessaria al proprio funzionamento.

La sicurezza, l’efficienza energetica, la qualità degli spazi e l’innovazione della didattica sono parti dello stesso diritto: il diritto dei nostri ragazzi a studiare in luoghi belli, accoglienti e capaci di accompagnarli nella loro crescita. Molti risultati sono già visibili e tante scuole sono tornate, o stanno tornando, ad accogliere gli studenti. Penso all’Istituto “Ugo Betti” di Camerino, al nuovo ITTS “Eustachio Divini” di San Severino Marche e alla scuola “Cagnucci” di Ascoli Piceno. Sono alcuni dei segni concreti di un lavoro che attraversa tutto l’Appennino centrale, dalle Marche all’Umbria, dal Lazio all’Abruzzo, e che comprende scuole già restituite alle comunità, edifici in fase di completamento e cantieri che avanzano” dice Castelli.

“Dietro ognuno di questi interventi ci sono bambini e ragazzi, famiglie, insegnanti e intere comunità. C’è il ritorno in un luogo familiare. C’è un quartiere che ritrova un punto di riferimento. C’è un paese che torna a riconoscersi intorno alla propria scuola. La scuola, infatti, non è soltanto il luogo nel quale si acquisiscono conoscenze. È il luogo nel quale impariamo a conoscere noi stessi e gli altri, nel quale si formano le amicizie, i ricordi e le prime responsabilità. È qui che si costruisce anche quella “coscienza del luogo” che ci permette di comprendere da dove veniamo e quale responsabilità abbiamo verso la nostra comunità. Per questo investire nella scuola significa alimentare la restanza e la tornanza. Significa creare le condizioni affinché i giovani possano scegliere di restare nei territori dell’Appennino senza rinunciare alla qualità della formazione e alle opportunità. E significa mantenere vivo, anche in chi parte per studiare o lavorare altrove, il legame con le proprie radici e il desiderio di tornare per mettere a disposizione della propria terra conoscenze, esperienze e capacità. La ricostruzione delle scuole rappresenta, dunque, una delle scelte più importanti che abbiamo compiuto. Perché una comunità che investe nell’istruzione afferma di credere nel proprio futuro. E una scuola che riapre è il segno più forte di un territorio che non si arrende, che continua a vivere e che guarda avanti. A tutte le studentesse e a tutti gli studenti auguro di affrontare questo nuovo anno con curiosità, impegno e fiducia. Siate consapevoli del valore dei luoghi nei quali vivete, custoditene la memoria e sentitevi protagonisti del loro futuro. Ai dirigenti scolastici, agli insegnanti, al personale e alle famiglie va il ringraziamento per il lavoro quotidiano con il quale accompagnano la crescita delle nuove generazioni. Buon anno scolastico a tutti. Ogni campanella che torna a suonare nei nostri territori è la voce di una comunità che sceglie il futuro” conclude Castelli.

Ascoli, firmato il decreto che assegna altri 519.000 euro all’Ipsia “G. Sacconi”: il totale sale a 3,44 milioni

 

Il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli ha firmato il decreto che completa il finanziamento dell’intervento di adeguamento sismico dell’Istituto professionale “Sacconi” di Ascoli Piceno, consentendo la piena copertura economica dell’opera per un importo complessivo di 3,44 milioni di euro.

Il provvedimento assegna ulteriori 518.900 euro a valere sul Fondo di accantonamento per le Ordinanze Speciali, che si aggiungono ai 2.921.100 euro già programmati nell’ambito delle precedenti misure di finanziamento. In questo modo viene garantita la copertura dell’intero quadro economico dell’intervento, del quale la Provincia di Ascoli è soggetto attuatore.

«Con la firma di questo decreto completiamo il percorso amministrativo necessario per assicurare tutte le risorse richieste dall’intervento – sottolinea Castelli -. La sicurezza degli edifici scolastici rappresenta una priorità assoluta della ricostruzione pubblica. L’Ipsia Sacconi svolge un ruolo fondamentale nella formazione dei giovani del territorio e questo investimento consentirà di realizzare opere capaci di rendere il complesso più sicuro, moderno ed efficiente».

Lo scorso novembre la Conferenza regionale aveva approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica dell’opera, che prevede lavori di adeguamento sismico sulle porzioni dell’edificio interessate dalle criticità emerse durante le verifiche strutturali, oltre a interventi di efficientamento energetico.

«La ricostruzione delle scuole continua a essere uno degli assi portanti della nostra azione – conclude Castelli -. Grazie alla collaborazione tra Provincia di Ascoli Piceno, Ufficio Speciale Ricostruzione e Regione Marche possiamo proseguire concretamente nel rafforzamento del patrimonio scolastico del territorio, offrendo a studenti e personale strutture sempre più sicure e funzionali».

Ricostruzione Centro Italia: adottati cinque provvedimenti antimafia nei confronti di imprese edili

La Struttura per la prevenzione antimafia del Ministero dell’Interno ha adottato due interdittive e tre misure di prevenzione collaborativa nei confronti di imprese edili che avevano richiesto l’iscrizione nell’Anagrafe antimafia degli esecutori per partecipare alla ricostruzione post sisma 2016 nel Centro Italia.

Le interdittive riguardano imprese per le quali sono emersi collegamenti con ambienti camorristici e con esponenti di spicco della criminalità organizzata foggiana. Le misure di prevenzione collaborativa, della durata di dodici mesi, interessano tre aziende interconnesse, con sede nell’Aquilano, per rapporti occasionali tra alcuni titolari ed esponenti di vertice della criminalità organizzata campana.

Salgono così a 29 i provvedimenti antimafia adottati dall’inizio dell’anno: 24 interdittive e 5 misure di prevenzione collaborativa.

«Manteniamo alta l’attenzione sui tentativi di infiltrazione mafiosa nella ricostruzione del Centro Italia, per tutelare le ingenti risorse stanziate dal Governo e assicurare che gli interventi siano realizzati da imprese che operano nella legalità», ha dichiarato il Prefetto Paolo Canaparo, Direttore della Struttura per la prevenzione antimafia. «I provvedimenti adottati sono il risultato del rafforzamento delle attività di prevenzione, in linea con le indicazioni del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, e di una collaborazione consolidata con il Commissario straordinario per la ricostruzione sisma 2016, senatore Guido Castelli. Un impegno condiviso che accompagna l’avanzamento dei lavori e sostiene le imprese sane, a tutela delle comunità colpite dal sisma. Questa esperienza ha trovato ulteriore sviluppo nella collaborazione recentemente avviata con il Commissario straordinario per il sisma e la frana di Ischia e nell’innovativo protocollo di legalità per la ricostruzione post sisma dell’Aquila del 2009, sottoscritto ieri con il Coordinatore della Struttura di missione, Mario Fiorentino, i Prefetti dell’Aquila, di Chieti, di Teramo e di Pescara e i titolari degli Uffici speciali per la ricostruzione. Un modello di forte collaborazione che mette a disposizione strumenti più efficaci per intercettare i tentativi di condizionamento mafioso e contrastare quei fenomeni di illegalità che rischiano di pregiudicare la celerità e la qualità degli interventi e mettere in pericolo la sicurezza della manodopera».

«La ricostruzione dell’Appennino centrale si conferma un vero laboratorio nazionale, capace di elaborare modelli, procedure e strumenti replicabili anche negli altri contesti emergenziali. Questo vale per molti ambiti della nostra attività, ma soprattutto per la tutela della legalità e della sicurezza del lavoro, aspetti decisivi per garantire una ricostruzione sana, trasparente e di qualità. I provvedimenti adottati testimoniano l’efficacia della collaborazione costruita con il prefetto Paolo Canaparo e con la Struttura per la prevenzione antimafia del Ministero dell’Interno: un presidio rigoroso che protegge le risorse pubbliche, le comunità colpite e le tante imprese che lavorano correttamente – ha dichiarato il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, senatore Guido Castelli – La nostra azione si fonda anche su un approccio fortemente innovativo, che utilizza le evoluzioni tecnologiche per presidiare gli aspetti più delicati della ricostruzione. Il badge elettronico di cantiere, il settimanale di cantiere e la piattaforma GE.DI.SI. consentono di rendere più tempestivi ed efficaci i controlli, migliorare la tracciabilità delle attività e rafforzare la tutela dei lavoratori. Legalità, sicurezza e innovazione non sono adempimenti separati, ma parti di un’unica strategia: accelerare la ricostruzione senza arretrare di un millimetro sul rispetto delle regole e sulla qualità del lavoro».