Approvati gli interventi di riparazione danni e rafforzamento locale delle chiesa dei Santi Vittore e Corona e Santa Maria Assunta a Cingoli

La Conferenza permanente ha approvato l’intervento di riparazione danni e rafforzamento locale della chiesa dei Santi Vittore e Corona a Cingoli. Dalla documentazione di progetto si evince che la realizzazione della chiesa iniziò il 14 marzo del 1925 su progetto del Prete/architetto Giuseppe Verdenelli, il quale in seguito ad una consistente eredità ricevuta, unitamente a donazioni effettuate da cittadini cingolani, realizzò l’idea di edificare una nuova chiesa nella sua frazione natale. L’edificio ha subito danni limitati a seguito del sisma 2016, anche grazie agli interventi che lo hanno interessato in seguito al sisma 1997; in particolare sono state messe in evidenza criticità riscontrate nelle volte in camorcanna della navata centrale e del transetto e negli archi, elementi questi che hanno subito interventi solo parziali nella precedente ristrutturazione. È stato evidenziato un principio di ribaltamento della porzione tra abside e transetto. si prevede il consolidamento di tutte le volte in camorcanna con tecniche di rasatura estradossale in FRCM al fine di aumentare la duttilità di tali elementi e ridurre il rischio di crollo, verrà realizzata una passerella nella zona sottotetto, su tutto il perimetro dell’edificio, che consentirà di accedere alle varie porzioni di camorcanna da consolidare, evitando di camminare per lunghi tratti sopra la stessa e sono previste opere di finitura e sistemazione nelle porzioni interne. Il costo dell’intervento è di 149.018,01. Euro.

E’ stato anche approvato l’Intervento di riparazione danni e rafforzamento locale della chiesa di Santa Maria Assunta  sempre a Cingoli. L’esistenza del manufatto è documentata a partire dal XIII secolo. L’edificio originario di epoca romanica doveva essere costituito da un corpo a tre navate e di sole tre campate, con ingresso ad ovest e l’altare maggiore ad est. Di questa configurazione della chiesa rimangono ancora testimoni quattro capitelli di epoca medioevale e due semicolonne emergenti dai due pilastri della navata laterale destra, anteposti all’altare maggiore. C’è la presenza di lesioni sulle murature del corpo trasversale di ingresso, dove si evidenzia un principio di meccanismo di apertura sommitale della muratura; segni di degrado, anche degli elementi lignei, della volta in camorcanna dell’abside, dove non risultano eseguiti sufficienti interventi di collegamento. Previsti il consolidamento della volta in camorcanna dell’abside, Riduzione della vulnerabilità degli archi e delle volte della navata centrale, Riduzione della vulnerabilità in alcune murature del sottotetto mediante ristilatura dei giunti di malta, Consolidamento della muratura in corrispondenza degli appoggi delle capriate della copertura con iniezioni di malta di calce e l’  Intervento di protezione della muratura sommitale del campanile (cuspide e punta) con l’impermeabilizzazione della porzione sommitale del campanile. Il costo dell’intervento è di 356.824,66 euro.

“L’edilizia religiosa è un punto di riferimento vitale per le comunità di tutto il cratere – sottolinea il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – E’ fondamentale restituire quanto prima ogni chiesa ai nostri fedeli, sono luoghi di cultura, spiritualità e di identità Per questo ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, il Vescovo Nazzareno Marconi, l’Ufficio ricostruzione e i tecnici e il sindaco Michele Vittori per l’efficiente ed efficace collaborazione”.

Smerillo, messa in sicurezza della rupe: approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica

Un importante intervento di messa in sicurezza avrà luogo a Smerillo, in provincia di Fermo. La Conferenza regionale, infatti, ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica da 950.000 euro che prevede il consolidamento della rupe, sul versante ovest della dorsale su cui sorge il centro storico del suggestivo borgo, ad un’altezza compresa tra i 700 e gli 800 metri sul livello del mare.
Si tratta di un’opera ricompresa all’interno ordinanza 137, dato che la rupe, nel tempo, ha subito continue alterazioni che ne modificano le condizioni di stabilità producendo il crollo di porzioni di roccia, come avvenuto, ad esempio, anche durante le scosse del terremoto del 2016/2017.
«La salvaguardia dell’Appennino colpito dal sisma rappresenta una delle priorità del percorso di piena riappropriazione di questi territori, dopo decenni di trascuratezza e problemi a più livelli – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. A Smerillo mettiamo in campo l’ennesimo intervento in grado di garantire futuro ed abitabilità, è questa la strada giusta per ricostruire a 360 gradi. Ringrazio il lavoro congiunto di Comuni, Ufficio Speciale Ricostruzione della Regione guidata dal presidente Acquaroli».

Il sindaco Tonino Severini dichiara: «L’approvazione del progetto, permetterà finalmente di eseguire un importante intervento di messa in sicurezza e consolidamento della rupe, posta sul versante ovest della dorsale ove sorge il centro storico di Smerillo. Voglio ringraziare per questo il Commissario alla Ricostruzione Guido Castelli e il Presidente della Regione Marche Dr. Acquaroli, a capo dell’Ufficio Ricostruzione, per il notevole impegno e supporto dimostrati, finalizzati al recupero dei nostri territori danneggiati dal sisma. Il consolidamento della rupe e l’eventuale approvazione di altri progetti presentati, permetterà non solo di riparare i danni causati dal sisma alle infrastrutture, ma rappresentano anche un segnale forte di speranza e rinascita. In particolare, sono certo che la disponibilità e l’impegno dimostrato dal Commissario alla Ricostruzione Guido Castelli, sempre presente sui territori per seguire da vicino le nostre problematiche, permetterà di recuperare anche il tessuto sociale ed economico della nostra comunità».

L’area in oggetto è da diverso tempo al centro di studi a supporto dei diversi interventi di messa in sicurezza sia della rupe stessa che delle infrastrutture sottostanti: il volume dei blocchi che si possono staccare dalla parete può variare da piccole a grandi dimensioni, costituendo pertanto un potenziale pericolo per le attività umane e per le opere civili.
Dunque, sono in programma una serie di azioni fondamentali, tra cui l’eradicazione delle essenze vegetali destabilizzanti, bonifica dalla presenza di massi instabili, realizzazione di ancoraggi profondi di eventuali grandi volumi instabili, posa di reti metalliche a doppia torsione, strutture di protezione in pannelli in fune, riduzione delle infiltrazioni delle acque meteoriche nell’area sommitale con protezione antierosiva.

Corridonia, verrà riparata la storica Porta Romana

La storica Porta Romana di Corridonia verrà riparata dai danni subiti dal terremoto. L’Ufficio Speciale Ricostruzione, infatti, ha approvato il progetto da 150.000 euro che punta al ripristino funzionale dell’opera collocata in via Mazzini, una delle cinque porte cittadine del comune maceratese.
L’intervento è ricompreso all’interno dell’ordinanza numero 137 e, dunque, ha l’obiettivo di ricondurre Porta Romana allo stato pre-sisma per fruibilità ed utilizzabilità.

«L’ordinanza 137 si rivela ancora una volta fondamentale per la capillarità e la celerità con cui sta infondendo ulteriore slancio al processo di rilancio dell’entroterra appenninico, che ha subito le pesanti conseguenze delle scosse del 2016/2017 – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Ogni intervento che abbiamo finanziato e messo a terra rappresenta un tassello importante per le singole comunità, di questo ringrazio la forte collaborazione dei Comuni, dell’Usr e della Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

«Vediamo finalmente concretizzarsi a poco a poco i frutti di un lavoro complesso e incessante volto a restituire alla nostra città il suo patrimonio storico e culturale – dichiara il sindaco Giuliana Giampaoli -. La riqualificazione e la rigenerazione dei territori è il solo strumento capace di arginare lo spopolamento post sisma e invertire una tendenza alla delocalizzazione che ha fortemente inciso sulle condizioni socioeconomiche delle aree colpite dal sisma del 2016, in particolare i centri storici. Il ripristino funzionale di Porta Romana e delle altre opere ricomprese nell’ordinanza 137, oltre ai lavori che già stanno interessando la Chiesa di San Francesco, la Pinacoteca e la Biblioteca, è parte integrante di un progetto organico di recupero del patrimonio pubblico finalizzato alla riscoperta e alla valorizzazione dell’identità stessa della nostra città. Buona parte del cammino è ancora da fare ma voglio cogliere l’occasione per riconoscere l’accelerazione impressa dal Commissario Castelli e dalla struttura commissariale al processo di ricostruzione e ringraziare per il costante, competente, efficace impegno nel sostegno alla rinascita».

Nello specifico, il progetto prevede il consolidamento della muratura, scuci e cuci con mattoni di recupero, stilatura e stuccatura uniforme dei giunti di malta, pulizia e rinforzo estradossale della volta a botte, l’inserimento di una catena in acciaio in corrispondenza del piano di imposta dell’arco interno a via Mazzini ed il rifacimento della copertura e della lattoneria.
Curiosità. La porta ha attraversato i secoli, subendo la colossale distruzione del 1433. Alla fine del XVIII secolo, ormai cadente, fu demolita e successivamente ricostruita. Nel 1790, l’architetto Giuseppe Valadier progettò la nuova porta, imponente, isolata dagli edifici circostanti, senza decorazioni, di forma geometrica, aspetto maestoso tipico delle opere del progettista. Il nome di Porta Cappuccina, che prese dopo la costruzione del monastero dei Cappuccini, ora ex mattatoio, fu cambiato in Porta Nuova, il nome attuale fu dato nel 1870 dopo la presa di Roma.

Con Lollobrigida l’agricoltura italiana si afferma in Europa

Castelli: ottenuti importanti benefici anche per gli investimenti per il futuro del cratere sisma

Francesco Lollobrigida è il più potente ministro dell’Agricoltura d’Europa. “Si tratta di un giusto riconoscimento all’impegno e alle capacità del ministro, l’ennesima conferma del nuovo ruolo che ha raggiunto l’Italia in Europa. Sulle politiche agricole e ambientali, in particolare – dichiara Guido Castelli Commissario alla ricostruzione sisma 2016 – siamo stati costretti per anni a subire imposizioni dannose per le nostre imprese e i cittadini, lo testimonia lo sforzo che come Struttura Commissariale stiamo portando avanti nell’opera di ricostruzione e riparazione dell’Appennino centrale colpito dal sisma, un impegno mirato alla lotta alla crisi demografica, decisiva per il futuro del cratere, che trova continui ostacoli che spingono per l’allontanamento degli agricoltori e delle persone dai territori”.

“Grazie al Governo di Giorgia Meloni e all’opera di ministri come Lollobrigida – continua Castelli – siamo riusciti a sviluppare azioni incentrate sul pragmatismo liberandoci da un ideologismo lontano dalla realtà”.

L’edizione europea di “Politico.eu” testata americana che si occupa degli affari politici dell’Unione europea afferma che Lollobrigida è stato capace di plasmare le politiche agricole dell’UE attraverso un comitato AGRI, dominato dall’Italia, che ha già portato risultati concreti agli interessi italiani ottenendo la limitazione alle etichette di avvertenza sugli alcolici, difendendo il primato della carne e colpendo il sistema francese di etichettatura a cinque colori sulle confezioni degli alimenti che penalizzava i nostri prodotti.

Umbria, oltre 21 milioni per le strade danneggiate dal sisma

La Cabina sisma, presieduta dal Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, ha approvato l’Ordinanza che finanzia, tra gli altri, 34 interventi per la viabilità dell’Umbria con un investimento complessivo di 21,8 mln, di cui 17,3 finanziati dalla Struttura commissariale. I Comuni interessati sono Assisi, Campello sul Clitunno, Cascia, Cerreto di Spoleto, Citerna, Ferentillo, Giano dell’Umbria, Monteleone di Spoleto, Norcia, Preci, Vallo di Nera. Si tratta del completamento della cosiddetta “Priorità 4” del programma Anas che si occupa delle strade con danni da sisma.

“Per scongiurare l’isolamento e non continuare a subire passivamente lo spopolamento dell’Appennino centrale la viabilità è certamente uno strumento fondamentale. Le nostre comunità devono poter essere connesse anche dalle strade, e specialmente nelle aree interne sappiamo quanto sono importanti le strade comunali e provinciali – commenta il Commissario Castelli -. Ringrazio la Regione, con cui abbiamo condiviso la decisione in Cabina sisma, l’Usr e l’Anas che è sul fronte della riparazione delle strade dall’indomani del terremoto. Un ringraziamento anche al Mimit per l’attenzione concreta alle esigenze delle comunità del cratere”.

“È un risultato importantissimo e per nulla scontato – afferma la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti – che permetterà di portare a termine il quarto stralcio del Piano strade sisma 2016, molto atteso da tante nostre comunità, in particolare delle aree interne e montane e non solo nel cratere sismico. Un risultato non scontato in quanto l’aumento congiunturale dei prezzi aveva precluso la conclusione dei progetti, peraltro allo stato esecutivo, se non ci fosse stato l’impegno del commissario Castelli, e della struttura commissariale, che è riuscito a individuare il finanziamento aggiuntivo. Solo in Umbria arriveranno risorse per oltre 21 milioni di euro per la messa in sicurezza e il miglioramento della nostra viabilità; un risultato molto importante perché questi interventi permetteranno di migliorare i collegamenti viari soprattutto in zone interne e montane e di collegamento con le aree del cratere, contribuendo a ridurne l’isolamento e a promuoverne la rinascita”.

Gli interventi nel dettaglio.

Ad Assisi vengono finanziati gli interventi per le strade comunali di Lignano (550 mila euro), della Cannella (140 mila euro), Sterpeto (150 mila euro), di Vaiano (41 mila euro), Dei Soderi (165 mila euro).

A Campello sul Clitunno, finanziata la “Comunale” (165 mila euro).

A Cascia, sono stati finanziati gli interventi per le strade comunali Poggioprimocaso (circa 796 mila euro); Poggioprimocaso con 350 mila euro; Roccaporena (1,4 milioni di euro); Coronella (per circa 21 mila euro); Jezze (248 mila euro); La Reggia (269 mila euro); Logna-S.Giorgio-Avendita (414 mila euro); Ocosce (569 mila euro); Piandolfi-Cerasola (207 mila euro); Puro (300 mila euro); Bivio Castel S. Giovanni (165 mila euro); Casali S. Antonio/Onelli (124 mila euro); “Loc. Casali/S. Antonio” (103 mila euro); loc. Civita (932 mila euro).

A Cerreto di Spoleto, sono stati finanziati i seguenti interventi: S.P. 470 (2 milioni di euro); S.C. “Balza Tagliata” (5 milioni di euro); S.C. “di Nervia” (373 mila euro); S.C. “di Nortosce” (144 mila euro).

A Citerna, finanziati gli interventi per S.C. “del Sasso” (455 mila euro); S.C. “Donna Agnese-Case Basse” (248 mila euro).

A Ferentillo, S.C. “di Le Mura e vico San Beniamino” per circa (725 mila euro).

A Giano dell’Umbria, S.C. 28 “di Formicaro-Collemezzo” (207 mila euro).

A Monteleone di Spoleto, S.C. “Butino-Casale Caserta” (103 mila euro).

A Norcia, S.R. 209 (2,93 milioni di euro); S.C. Casali di Legogne (200 mila euro).

A Preci S.C. “Montaglioni” (650 mila euro); S.C. “Fiano di Abeto” (150 mila euro).

A Vallo di Nera, S.C. Vallo di Nera (1,5 milioni di euro).

Approvati i lavori di miglioramento sismico della chiesa di San Michele Arcangelo a Norcia e di San Bartolomeo a Poggiodomo

La Conferenza permanente ha approvato l’intervento dei lavori di miglioramento sismico della chiesa di San Michele Arcangelo” in località Savelli a Norcia. L’edificio principale si presenta con una semplice facciata a capanna con un unico portale di accesso e due oculi quadrilobati a cui si affianca il campanile. Gli interventi sono stati intesi, oltre alla riparazione dei danni pregressi e causati dal sisma del 1979 anche e soprattutto ad una generale operazione di consolidamento e di miglioramento sismico sia della Chiesa che degli edifici adiacenti costituiti dalla sagrestia e dall’oratorio, al fine di ripristinare le condizioni di sicurezza. E’ previsto il miglioramento delle condizioni di sicurezza, il consolidamento e l’incremento della resistenza strutturale degli elementi portanti dell’edificio, la riduzione delle principali vulnerabilità e il ripristino delle finiture architettoniche precedenti al sisma. L’importo dei lavori è di 1.000.000,00 €.

Approvati anche i lavori di miglioramento sismico della chiesa di san Bartolomeo nel comune di Poggiodomo. L’impianto originario della chiesa e del corpo del campanile sembrerebbe risalire al XII secolo, poi rimaneggiata nel corso dei secoli per quanto riguarda il portale, gli altari e la porzione superiore della facciata riadattata nel 1703 in seguito al terremoto sino agli interventi più recenti che hanno riguardato la copertura e gli interventi di consolidamento delle murature a seguito. A seguito del sisma del 2016 la chiesa e il campanile sono stati dichiarati inagibili. Il progetto prevede due linee di interventi, architettonici e strutturali. Tra queste ultime è prevista la risarcitura delle lesioni sulle pareti mediante tecnica dello scuci- cuci, realizzazione di presidi per la stabilizzazione della parte tramite perfori armati al fine di realizzare un sistema di trattenuta nei confronti del ribaltamento delle pareti, riparazione della muratura del campanile e messa in opera di dispositivo di tenuta in forma del sistema di copertura al fine di ripristinare la continuità strutturale del sistema murario esistente. Il costo totale dell’intervento è di 240.000,00 €.

“Ringrazio il presidente della Regione Stefania Proietti, il Vescovo Renato Boccardo, l’Ufficio ricostruzione Umbria e i sindaci Giuliano Boccanera e Filippo Marini per la loro costante collaborazione. Si tratta di lavori delicati ed importanti per due chiese, luoghi che raccontano un territorio e un retaggio che non dobbiamo dimenticare. Il cambio di passo è chiaro e palese, dobbiamo continuare su questa strada per restituire questi gioielli ai nostri cittadini”, dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli.

Marche, più fondi per la ricostruzione pubblica

La Cabina di Coordinamento sisma ha raggiunto l’intesa sulle Ordinanze che aumentano i contributi per una serie di opere pubbliche sia della programmazione ordinaria che delle Ordinanze speciali. Gli incrementi sono di quasi 37 milioni di euro.

“L’aumento dei costi si riflette sulla necessità di aumentare i contributi anche per la ricostruzione pubblica. Non in modo generale, ma in modo puntuale una volta acquisite le evidenze dei progetti esecutivi – dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli -. Ringrazio il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e l’Usr per un impegno costante e un lavoro puntuale che ci consente oggi di rispondere concretamente alle esigenze della cantierizzazione di tante opere importanti per il tessuto urbano e sociale del nostro Appennino centrale”.

Nel dettaglio, in provincia di Ancona, nel comune di Barbara, si aumenta di 1,2 milioni di euro il contributo per l’intervento della scuola dell’infanzia Arcobaleno e primaria A.Fiorini, consentendo così di passare da un adeguamento sismico a una demolizione e ricostruzione, con delocalizzazione degli studenti e riduzione dei volumi. Il nuovo contributo complessivo è di 3 milioni di euro.

In provincia di Ascoli Piceno, nel Comune di Colli del Tronto, aumentato di 137 mila euro il contributo per l’ISC Castel di Lama, Plesso scuola elementare Colli del Tronto, per un nuovo contributo totale di 343 mila euro. Nel Comune di Montemonaco, aumentato di 650 mila euro l’intervento per le mura castellane, per un nuovo importo complessivo di 1,9 milioni di euro. Nel Comune di Arquata del Tronto aumenti sia per le case popolari di Piedilama (aggiunti 427 mila euro per un nuovo totale di 604 mila euro), sia per le case popolari di Borgo (aggiunti 251 mila euro per un nuovo totale di 592 mila euro).

In provincia di Fermo, nel Comune di Montottone, l’intervento per il Teatro Comunale vede un aumento di 313 mila euro, per un nuovo contributo complessivo di 388 mila euro.

In provincia di Macerata, per le opere di urbanizzazione di Castelsantangelo sul Nera, vengono aumentati i fondi di 30 milioni di euro, portando il nuovo contributo complessivo a quasi 50 milioni di euro. Gli interventi riguardano sia il capoluogo che le frazioni di Nocria, Macchie, Nocelleto, Rapegna, Gualdo, Vallinfante. A Visso aggiunti 664 mila euro per l’intervento su palazzo Priori, con un nuovo importo complessivo di circa 4 milioni di euro: lo stralcio preliminare dell’intervento è stato in questo modo integrato con la realizzazione della struttura modulare metallica per la messa in sicurezza della viabilità e per la cantierabilità degli edifici lungo via Galliano. A Macerata, per l’edificio del Provveditorato, di proprietà della Provincia, viene aggiunto circa 1 milione di euro, con il nuovo contributo complessivo che diventa di 3,6 milioni. Infine, nel Comune di Bolognola, aumento di 1,9 milioni di euro per l’intervento sul municipio, che ora vede un contributo complessivo di 2,5 milioni di euro.

Ordinanza speciale per Acquasanta Terme: finanziato il data center regionale

L’ampliamento del data center regionale sarà realizzato ad Acquasanta Terme, in provincia di Ascoli Piceno. L’ok arriva dalla Cabina di Sisma, che ha raggiunto l’intesa sull’Ordinanza speciale che stanzia in totale oltre 3 milioni di euro per una serie di interventi nel comune ascolano, tra cui il più ingente proprio la definizione dello spazio che ospiterà il data center finanziato con il PNC Sisma e che potenzierà il polo strategico regionale.

Il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli sottolinea: “L’Appennino centrale si prepara a diventare protagonista dello sviluppo digitale e informatico della regione, anche grazie a questo intervento che andrà a creare un polo tecnologico d’eccellenza per le aree interne colpite dal sisma. Ringrazio il Presidente Francesco Acquaroli con cui ho condiviso la decisione in Cabina sisma e l’Usr regionale che con il suo puntuale lavoro ci consente di raccontare finalmente di una ricostruzione pubblica pienamente avviata, in grado di restituire ciò che c’era prima con uno sguardo rivolto al futuro e all’innovazione”.

Il sindaco Sante Stangoni commenta: “Tanta soddisfazione per queste tante opere che insieme a tutti gli altri interventi approvati con i piani straordinari di recupero porteranno a far decollare tutto il complesso Acquasantano. Grazie al Commissario Castelli per la capillare attenzione alle esigenze del nostro Territorio”.

Il data center regionale sarà collocato in un edificio pubblico danneggiato dal sisma, per un importo stimato di 2,6 milioni di euro. I data center sono edifici provvisti di superfici abbastanza grandi da contenere un numero importante di computer e hardware per l’archiviazione di dati e apparecchiature di rete. Si tratta quindi di infrastrutture informatiche di enorme rilevanza per la transizione digitale, lo stoccaggio e l’analisi dati e per la cyber sicurezza. Lo stesso sarà interconnesso con l’infrastruttura regionale.

L’Ordinanza speciale di Acquasanta terme finanzia anche la progettazione delle opere di urbanizzazione nella frazione di Tallacano e della relativa accessibilità (100 mila euro), intervento propedeutico per la ricostruzione sia pubblica che privata della frazione. La riparazione del teatro Combattenti (470 mila euro), edificio che si trova vicino al centro storico e che veniva usato come cinema-teatro prima del sisma. E infine la progettazione per il ripristino della pubblica illuminazione in alcune frazioni del Comune, con un costo previsto di 15 mila euro.

 

Loro Piceno, ok alla riparazione del fabbricato di Piazza Beato Liberato Brunforte

La Conferenza regionale ha dato l’ok al progetto di riparazione per il fabbricato di Piazza Beato Liberato Brunforte, a Loro Piceno, in provincia di Macerata.  Si tratta di un intervento ricompreso all’interno dell’ordinanza numero 137 per un importo di 270.000 euro; servirà a migliorare sismicamente l’edificio che, acquistato dal Comune, vista la posizione adiacente, dopo una serie di modifiche interne ed esterne verrà annesso alla sede municipale con lo scopo di ampliare gli spazi da destinare ad attività civiche.

«L’opera di rilancio del cratere non lascia indietro nessuno, persone e luoghi – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – Il modo che abbiamo di intendere questo delicato processo si fonda su un principio di vicinanza ai territori da cui non possiamo prescindere. Ringrazio per il lavoro costante i Comuni, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

L’immobile, danneggiato dal sisma 2016/2017, si sviluppa su tre livelli fuori terra ed è posto in aderenza ad altri fabbricati che compongono una schiera di edifici che affaccia ad ovest su Piazza Beato Liberato Brunforte e ad est su via Cicconi Monsignor Don Giovanni.

Gli interventi previsti riguardano, tra le altre cose, la ripresa della muratura lesionata e mal tessuta del piano terra, la ricostruzione della muratura del primo piano, la sostituzione degli architravi inefficaci, il rifacimento dei solai di piano e la sostituzione della copertura.

 

Ricostruzione, più fondi per Castelluccio di Norcia

La Cabina di coordinamento sisma ha approvato l’Ordinanza con cui vengono aumentate e in parte redistribuite le risorse per la ricostruzione unitaria di Castelluccio di Norcia, frazione di Norcia.  Nel dettaglio, oltre 710 mila euro di economie verranno impiegate per l’affidamento dei servizi di progettazione esecutiva. Allo stesso tempo viene incrementato di 450 mila euro l’intervento per la viabilità di accesso “Strada Cavalle”, per un nuovo contributo totale di 4 milioni di euro.

“Castelluccio di Norcia rappresenta un intervento avveniristico, sia dal punto di vista dell’ingegneria antisismica sia dal punto di vista sociale, dato che si è reso possibile a partire dall’accordo dei 117 proprietari che hanno consentito di procedere con un unico grande progetto di ricostruzione integrata – dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. Oggi abbiamo affinato strumenti e risorse per i lavori in corso, proseguiti in parte anche con condizioni meteo avverse, e per le progettazioni future. C’è bisogno di accelerare, per fare presto e bene. Ringrazio la Regione, l’Usr e il sindaco Giuliano Boccanera per l’impegno e il lavoro che ci vede fianco a fianco ogni giorno per la rinascita dell’Appennino centrale”.

“Nell’ultima Cabina di coordinamento sono state assegnate a Castelluccio ulteriori risorse sia per la progettazione esecutiva, che per quanto riguarda la strada delle Cavalle, che favorirà l’accesso al borgo di Castelluccio – dichiara il sindaco Giuliano Boccanera -. Come sindaco di Norcia ringrazio il Commissario Castelli e l’Usr per l’attenzione che dimostrano nei nostri confronti proprio per accelerare la ricostruzione. Credo che a primavera partiranno in maniera definitiva i lavori per far sì che i nostri concittadini possano rientrare il prima possibile nelle proprie case”.

La ricostruzione complessiva del borgo vale 68 milioni di euro. L’intero borgo verrà isolato sismicamente grazie a delle piastre che sosterranno l’abitato, dotate di 300 isolatori sismici, il tutto senza perdere la “forma urbis” di uno dei luoghi più simbolici dei Monti Sibillini.