Ascoli, ok al progetto esecutivo per Palazzo dei Capitani: lavori su torre, copertura ed area archeologica

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per il miglioramento sismico di Palazzo dei Capitani e dell’area archeologica sottostante, ad Ascoli Piceno.

Si tratta di un intervento ricompreso all’interno dell’ordinanza numero 137 del 2023 per un importo di 3 milioni euro, che andrà ad agire su uno dei monumenti simbolo del Piceno e delle Marche, danneggiato anch’esso dalla sequenza sismica del 2016/2017.

Siamo evidentemente davanti ad un progetto molto importante per tutto il centro Italia e che ci fa comprendere ancor di più come il terremoto non abbia fatto sconti a niente e nessuno – spiega il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli -. Sono ancora ben vivi nella mia mente i giorni in cui tutto cominciò, la paura ed il grande lavoro per mettere subito in sicurezza il patrimonio storico della città di cui sono stato sindaco per dieci anni e che oggi è governata da chi, come Marco Fioravanti, a quel tempo rivestiva accanto a me la carica di Presidente del Consiglio comunale. Le risorse messe a disposizione dalla 137 ci consentono di ampliare il nostro raggio d’azione in maniera consistente, grazie allo sforzo collettivo di tutti, dai Comuni all’Usr passando per la Regione guidata dal presidente Acquaroli”.

In questi mesi abbiamo lavorato sul progetto e finalmente ora c’è il decreto – ha dichiarato Marco Fioravanti, Sindaco di Ascoli Piceno -. Ci avviamo alla gara pubblica per l’intervento al Palazzo dei Capitani che, al di là della bellezza e della ricchezza storica, è anche un luogo strategico dal momento che qui ha sede il Comune. Per questo cercheremo di velocizzare, per quanto è possibile, l’avvio dei lavori di messa in sicurezza, anche per valorizzare Piazza del Popolo, la più bella d’Italia”.

Nello specifico, le azioni che verranno messe in campo per la riparazione di Palazzo dei Capitani riguarderanno la torre, dove si interverrà sulla cuspide e sui merli posti negli angoli, mentre le murature delle celle saranno rinforzate con la tecnica del cuci-scuci ed iniezioni di boiacche.

Anche la copertura sarà oggetto di lavori (tra le altre cose è prevista la realizzazione di una linea vita su tutte le falde della copertura), così come la loggia Merli. La facciata ovest su via del Trivio, poi, verrà completamente ripulita e consolidata. Infine, l’area archeologica, che sarà oggetto di intervento di consolidamento attraverso un’operazione di cuci-scuci, poiché presenta un’evidente linea di frattura.

Montegiorgio, lavori terminati sugli impianti sportivi

Sono terminati gli interventi di riqualificazione e valorizzazione degli impianti sportivi ricadenti nel comune di Montegiorgio, in provincia di Fermo. Si tratta di un intervento facente parte della sub-misura A3.1 del “Programma unitario di rigenerazione urbana impianti sportivi comunali” del Pnc Sisma, per un importo totale di 1.160.000 euro.
I lavori hanno riguardato il campo “Marziali” e il “Tamburrini”, dislocati in due punti strategici del territorio comunale: il primo in prossimità del centro storico, il secondo in contrada Pianarelle, una delle più grandi della zona.

«L’attuazione del Pnc risulta fondamentale per il rilancio del cratere sotto ogni punto di vista – spiega il commissario straordinario Guido Castelli -. La ricostruzione è un processo complesso e articolato che mira anche alla ricucitura del tessuto sociale la cui tenuta è stata messa a dura prova dal terremoto. Ringrazio, come sempre, il lavoro incessante dell’Ufficio Speciale Ricostruzione, della Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli e del sindaco Michele Ortenzi».

Nello specifico, il “Marziali” ha visto, tra le altre cose, la demolizione della tribuna, che è stata ricostruita in acciaio in un’altra zona, la realizzazione di un nuovo ed ulteriore blocco spogliatoi dotato di impianto fotovoltaico in copertura, la sostituzione del manto in erba naturale con uno sintetico di ultima generazione, un nuovo impianto di irrigazione e la manutenzione straordinaria della recinzione.
Al “Tamburrini”, invece, gli interventi hanno interessato la zona adiacente al campo, con la sostituzione del manto di copertura del pallone geodetico, l’installazione di pannelli di tamponamento coibentati in luogo dei vecchi teli e l’efficientamento dell’impianto di riscaldamento mediante l’installazione di un nuovo ventilatore in caldaia e un canale microforato per una ottimale distribuzione del calore, il tutto integrato ad un impianto fotovoltaico dedicato.

“Grazie a questo importante finanziamento – dice il sindaco del Comune di Montegiorgio, Michele Ortenzi – rivitalizziamo e diamo nuova linfa a luoghi di profonda appartenenza della nostra cittadina, luoghi di prossimità e di larga fruizione che attraverso il valore di inclusione universale dello sport potranno giocare un ruolo determinante nella crescita sociale della nostra comunità”.

Confronto tra Commissario Sisma Castelli e la Presidente Ance Brancaccio su prezziario unico 2025 per il cratere

“Il confronto genera sempre valore. Oggi con Ance abbiamo approfondito i processi finalizzati alla definizione del nuovo Prezziario Unico del Cratere sisma 2025”.
Lo afferma il Commissario al sisma 2016, Guido Castelli, che oggi a Roma ha incontrato la Presidente nazionale Ance, Federica Brancaccio, e il coordinatore Ance per l’area Sisma centro Italia, Carlo Resparambia.
“Fin dal mio insediamento in qualità di commissario ho sempre ispirato la mia azione ai principi della condivisione con le parti sociali delle misure da proporre per una ricostruzione tempestiva e di qualità. L’aggiornamento del prezziario sarà sviluppato con una metodologia analitica che potrà consentire l’enucleazione di voci di prezzi corrette e rispondenti all’esigenza di dare il giusto corrispettivo alle imprese senza pregiudizio per i terremotati. Inoltre, il puc 2025 garantirà l’omogeneità tra le quattro regioni del sisma così da evitare squilibri all’interno della ricostruzione. Questo approfondito lavoro di analisi verrà condotto dalla Struttura commissariale con una società specializzata. A questo confronto, per il quale ringrazio particolarmente la Presidente Brancaccio, seguirà quello con la rete delle professioni tecniche, mentre prosegue l’attività permanente con gli Usr. Un lavoro di qualità, che deve essere tempestivo”.

Nuovi strumenti per rafforzare la formazione dei giovani e per promuovere la crescita del lavoro per l’Appennino Centrale

Il Commissario Straordinario al sisma 2016 e Sviluppo Lavoro Italia, ente in house del Ministero del Lavoro, sperimentano nell’Appennino centrale nuovi strumenti per rafforzare la formazione dei giovani e per promuovere la crescita del lavoro, attraverso un efficace incrocio tra la domanda e l’offerta.

Le novità introdotte nel cratere sisma 2016 (un’area di 8 mila chilometri quadrati nella quale risiedono circa 600 mila abitanti) saranno presentate martedì 18 marzo, alle ore 10.30, presso la – Sala delle Colonne, nel corso di una conferenza stampa alla quale prenderanno parte il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, e il Presidente e Ad Si Sviluppo Lavoro Italia, Paola Nicastro.

L’appuntamento sarà l’occasione per presentare l’attivazione di una serie di misure concrete per il rafforzamento dei servizi di orientamento e accompagnamento rivolto ai diversi soggetti della formazione professionale, dell’istruzione secondaria e universitaria. A questa iniziativa si aggancia l’avvio della piattaforma innovativa Labour Market Intelligence “Area Cratere del Sisma 2016”, che consentirà di consultare i principali dati demografici e del mercato del lavoro in ciascuno dei 138 comuni del cratere.

DDL Ricostruzione: Castelli, provvedimento storico atteso da sempre

“Ringrazio il Governo Meloni e il Ministro Musumeci perché questo è davvero un provvedimento storico. Lo aspettavamo da sempre, lo aspettavano quei territori che sono stati danneggiati o che avranno questa sventura”. Lo ha detto il senatore di Fdi Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016, durante la dichiarazione di voto al Senato che ha appena votato l’approvazione del Ddl ricostruzione post-calamità.

“Questo Ddl – aggiunge Castelli – esprime un’idea, una volontà contenuta nel programma del Governo Meloni che mira a far uscire l’Italia da quella che sembrava una condanna, nei casi di calamità, Quella, cioè, di subire la logica del commissario del giorno dopo, del labirinto delle norme, il patchwork di regole e ordinanze che hanno accompagnato la nostra necessità di reagire agli eventi catastrofali. Abbiamo scelto di regolare la materia attraverso un Disegno di legge, entrando nel campo della costruzione parlamentare del provvedimento ha visto l’accoglimento di 152 proposte migliorative. Si tratta di una misura che prevede un set amministrativo immediatamente attivabile in caso di emergenza. Le recenti sfide legate al cambiamento climatico rendono questo atto storico – prosegue – poiché offre uniformità, certezza, rispetto alla necessità di accelerazione temporale. Uniformità poiché non possono esistere terremotati di serie A o di serie B. Di fronte a eventi catastrofali tutti devono sapere quali siano le caratteristiche giuridiche riguardanti il diritto alla ricostruzione, affinché ogni cittadino possa comprendere chiaramente le proprie garanzie senza ambiguità né confusioni. Abbiamo la certezza che tutto sia migliorabile e la convinzione di aver fatto fino in fondo il nostro dovere, con l’auspicio che questa legge non servirà mai. L’Italia è una terra bellissima e fragile, custodisce un patrimonio storico e culturale unico al mondo ma, ahimè, è tremula perché la placca africana e quella euroasiatica continuano a fronteggiarsi. Ma sappiamo – conclude Castelli – che il governo Meloni e il Parlamento intero potrà dire di aver fatto sicuramente il proprio dovere”.

All’interno del provvedimento che ha ricevuto il via libera a Palazzo Madama sono contenuti molti indirizzi mutuati dall’esperienza del sisma 2016 che, negli ultimi anni, si è sempre più caratterizzato come un laboratorio e modello post-calamità. Di questi indirizzi ne è esempio la governance multilivello, adottata nell’Appennino centrale: un efficace strumento di gestione condivisa con i Presidenti di Regioni e i Sindaci. Così come già avviene nel cratere sisma 2016, anche la legge quadro ha introdotto il principio della “riparazione” sociale ed economica dei territori colpiti da eventi calamitosi, accanto alla tradizionale ricostruzione di immobili e infrastrutture. Altri stringenti analogie riguardano i poteri di deroga assegnati al Commissario Straordinario per accelerare o sbloccare, lì dove necessario, gli interventi; il supporto nei confronti degli enti locali attraverso l’assistenza tecnica nei procedimenti amministrativi (servizio che viene già reso dagli Uffici della Struttura Commissariale sisma 2016); le misure per la tutela dell’ambiente (gestione macerie) e le disposizioni in materia di controllo, trasparenza e tutela dei lavoratori.

Pioraco, via libera al progetto di riparazione del Cinema Teatro 70

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo del Cinema Teatro 70 di Pioraco, comune in provincia di Macerata, per un importo di 1.474.835 euro. L’edificio, situato in viale della Vittoria, è stato danneggiato dal sisma del 2016/2017; l’intervento appena approvato consiste nella riparazione, nel miglioramento sismico e nell’adeguamento dei due corpi che compongono la struttura.

«Ci sono spazi e contenitori culturali da cui le comunità colpite dal terremoto possono e devono ripartire, la ricostruzione non è fatta solo di abitazioni ma di molto altro – spiega il commissario straordinario Guido Castelli -. Nostro dovere è quello di garantire ai territori dell’entroterra la possibilità di restare e di vivere nel pieno delle possibilità senza svantaggi rispetto ad altri luoghi. Continuiamo dunque a lavorare, forti della filiera virtuosa composta da Comuni, Usr e la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

Tra le lavorazioni previste, la demolizione della copertura e il suo rifacimento, la demolizione e ricostruzione del pavimento e delle pareti del corpo principale. Inoltre, sono previste la demolizione ed il rifacimento della scala della sala proiezione e delle scale del palco e la realizzazione di un nuovo accesso per la suddetta sala. Verranno sostituite tutte le porte e la finestra con un infisso in alluminio. Le nuove tamponature verranno poi intonacate e tinteggiate, verranno posati in opera nuovi canali di gronda, discendenti e scossaline.

Nella platea del teatro, sul lato opposto al palco, sono previsti 146 posti a sedere, oltre a 2 per persone diversamente abili.
Sul corpo secondario è prevista la demolizione completa e la ricostruzione della struttura comprendente i servizi igienici, gli spogliatoi, i camerini, le scale e il locale tecnico. A differenza dello stato attuale, dove è presente un unico camerone, sono stati previsti due camerini separati per donne e uomini, ciascuno con un bagno interno.

Firmato protocollo per le mura urbiche di Assisi. Castelli: “Giornata storica per patrimonio spirituale Appennino centrale”

Una firma che segna una nuova alleanza tra amministrazioni per valorizzare il patrimonio spirituale e culturale dell’Appennino centrale, di cui Assisi è uno dei simboli più importanti. La città di San Francesco, colpita dal terremoto del 1997-98 e poi ancora nel 2016, compie un ulteriore passo verso la rinascita grazie al protocollo per la ricostruzione delle mura urbiche siglato tra il Dipartimento Casa Italia, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria e il Comune di Assisi, siglato ieri alla presenza, tra gli altri, del Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, del Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli e della Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti.

Il protocollo prevede un finanziamento di 9,5 milioni di euro per il restauro e risanamento conservativo delle Mura Urbiche di Assisi, con l’obiettivo di ridurre il rischio sismico e tutelare un bene architettonico e storico di grande importanza internazionale. Il progetto, finanziato dai Fondi per la prevenzione del rischio sismico delle infrastrutture, è suddiviso in tre lotti e il Comune sarà responsabile dell’esecuzione dei lavori, in collaborazione con la Soprintendenza per garantire il rispetto delle normative sulla tutela culturale.

“Questa firma segna un momento storico per la tutela del patrimonio spirituale dell’Appennino centrale – dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. Dall’inizio del mio mandato abbiamo impostato un grande lavoro di squadra per farci trovare assolutamente pronti agli appuntamenti internazionali che coinvolgeranno la figura del Santo Patrono d’Italia, dall’Anno Giubilare agli Ottocento anni dalla morte nel 2026. Un lavoro che stiamo portando avanti insieme alla Presidente Stefania Proietti, all’Usr e al Governo, rappresentato dal Ministro Musumeci e dal Sottosegretario Emanuele Prisco, con cui condividiamo un quotidiano impegno a favore del territorio. Oltre al Protocollo, grazie all’Ordinanza 128 investiamo circa 16 milioni di euro per interventi di riparazione dei luoghi di culto legati all’Ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, comprese le mura del Sacro Convento che siamo riusciti a finanziare con 1,5 milioni di euro, mettendo al sicuro un altro importante elemento strutturale di questo meraviglioso complesso. Nel ricostruire abbiamo l’importante responsabilità di tutelare questo patrimonio incommensurabile per l’Italia e per il mondo, così da tramandarlo alle future generazioni e alla storia”.

L’evento si è aperto con i saluti istituzionali del Sindaco facente funzioni della Città di Assisi, Valter Stoppini, del Commissario Castelli, e della Presidente Proietti. Successivamente, sono intervenuti Giorgio Bonamente, Presidente dell’Accademia Properziana del Subasio, Veronica Cavallucci, Assessore alle Opere e Lavori Pubblici della Città di Assisi, Luigi Ferrara, Capo Dipartimento Casa Italia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, e Francesca Valentini, Dirigente della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria. L’intervento di chiusura è stato affidato al Ministro Musumeci. Dopo la firma dell’accordo di programma, il suono delle Chiarine della Città di Assisi ha accompagnato i presenti alla firma del Libro d’Onore e alla tradizionale foto di famiglia.

L’Ordinanza 128 – Quest’anno, in occasione dell’Anno Giubilare, si celebrano gli 800 anni dalla composizione del Cantico delle Creature. Nel 2026, le celebrazioni culmineranno con l’ottavo centenario della morte di San Francesco alla Porziuncola di Assisi. In questo contesto si inseriscono gli interventi finanziati dall’Ordinanza 128, con circa 16 milioni di euro, quasi tutti riguardanti i luoghi di culto della Provincia Serafica di San Francesco d’Assisi. Tra i principali progetti, sono previsti lavori per la Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi, con un intervento globale di messa in sicurezza strutturale e sismica a seguito dei danni del sisma. Sempre ad Assisi, è previsto un intervento di consolidamento e sicurezza strutturale del campanile della basilica, oltre alla messa in sicurezza sismica della Chiesa Nuova, danneggiata dal sisma del 2016. A Montesanto di Todi, la Chiesa di Santa Maria sarà oggetto di un intervento di consolidamento statico, miglioramento sismico e completamento funzionale. A Montefalco, nella Chiesa di San Fortunato, sono previsti lavori sul chiostro, mentre nella Chiesa di Pantanelli di Baschi verrà eseguito un miglioramento sismico. A Gualdo Tadino, la Chiesa SS. Annunziata sarà sottoposta a lavori di miglioramento sismico in seguito ai danni del sisma del 2016. A Perugia, la Chiesa di San Francesco al Monte di Monteripido è interessata da interventi di miglioramento sismico che coinvolgeranno sia la chiesa che la cappella del presepe.
Ulteriori interventi riguardano opere della Custodia Generale del Sacro Convento di San Francesco di Assisi, comprese riguardano la Chiesa di San Francesco-Sacro Tugurio in Rivotorto e le mura esterne per cui sono già stati trasferiti i primi 300 mila euro per l’avanzamento delle procedure. Un altro intervento finanziato è quello della Basilica di Santa Maria di Plestia, della Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino.

Il libro di Castelli sulla ricostruzione sisma 2016 presentato al Senato nel giorno in cui Palazzo Madama approva il disegno di legge Musumeci

Una coincidenza suggestiva: nel giorno in cui il Senato è chiamato a trasformare in legge il disegno predisposto dal ministro Nello Musumeci per fornire al Paese un set di norme che regolino in maniera certa tempi e costi delle ricostruzioni, il senatore Guido Castelli, Commissario straordinario alla ricostruzione e riparazione post sisma 2016, ha presentato il suo libro “Mediae Terrae” (Giubilei editore). Insieme all’autore era presente lo stesso ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare e il capogruppo al Senato di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, insieme a Maria Antonietta Spadorcia, ViceDirettore Tg2.

“In Italia le ricostruzioni costano troppo e durano tanto” ha dichiarato il ministro Musumeci, sottolineando l’incrocio temporale tra l’approvazione del Codice della Ricostruzione al Senato e la presentazione del libro del Commissario Castelli, che racconta una delle ultime ricostruzioni in atto, quella dopo il sisma 2016-2017 che ha colpito una vasta area interna (8 mila chilometri quadrati, 28 miliardi di danni) compresa tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Conoscenza delle criticità e delle fragilità dei territori – oltre al rischio sismico l’Italia è esposta a un accentuato rischio idrogeologico, che la crisi climatica in atto, sta accentuando – sono la premessa per fare opera di prevenzione. La nuova legislazione al voto al Senato si preoccupa di definire una cornice comune a tutto il Paese, e a tutte le calamità, per tracciare tempi e costi certi nei complessi processi di ricostruzione, successivi al verificarsi di una piccola o grande catastrofe naturale. Prevenire, affrontare l’emergenza, ricostruire: sono le tre fasi in cui si compie il presidio in caso di calamità. “E la ricostruzione non può dimenticare il capitolo della riparazione sociale ed economica dei territori colpiti” ha spiegato il Commissario Castelli, soprattutto nelle aree più fragili, le “aree interne” evocate da Lucio Malan nel suo intervento, marginalizzate nel tempo e poi spesso ferite da eventi calamitosi, che accentuano ogni criticità precedente.
L’obiettivo di ogni ricostruzione – e oggi quella del Centro Italia, dopo il terremoto di otto anni fa – è quello di offrire una nuova opportunità di vita a chi ha subito danni e lutti. Per questo occorre saper e voler guardare al futuro – ha ribadito Castelli, citando Giuseppe Prezzolini – il conservatore è l’uomo del dopo-domani. I territori del cratere sono diventati il luogo dove realizzare un vero e proprio Laboratorio sull’Appennino centrale, che prevede di affiancare alla ricostruzione materiale anche la riparazione economica e sociale dei borghi colpiti. Un modello di rinascita e sviluppo sostenibile che ha l’obiettivo di ricreare quelle condizioni di vita in grado di indurre le persone a restare – o magari a tornare – nella loro terra d’origine, arginando così il processo di spopolamento in corso da lungo tempo”.
Musumeci, Malan e Castelli hanno convenuto sulla necessità di puntare sulla risorsa “uomo” in ogni processo di ricostruzione e riparazione. Senza la presenza attiva e responsabile dell’uomo il territorio colpito da calamità naturali è destinato a essere inesorabilmente abbandonato, “accentuando fragilità e rischi – ha concluso Castelli – che devono essere contrastati e gestiti, per rendere di nuovo vivibili e attrattivi i luoghi del Centro Italia, capaci di unire il fascino di arte, cultura e natura a una qualità della vita che ha bisogno di nuove infrastrutture di viabilità e di digitalizzazione”.

Castel di Lama, proseguono i lavori nell’Archivio Biblioteca Museo

A Castel di Lama, in provincia di Ascoli, proseguono i lavori dell’Archivio Biblioteca Museo – ex Municipio in base all’ Ordinanza commissariale n. 109/2020 “Approvazione elenco unico dei programmi delle opere pubbliche nonché disposizioni organizzative e definizione delle procedure di semplificazione e accelerazione della ricostruzione pubblica. La struttura sarà adibita ad archivio, biblioteca e museo. L’edificio è suddiviso su quattro livelli fuori terra e, a causa degli eventi sismici del 2016/2017, ha subito una serie di danni a livello strutturale. Il progetto vuole tutelare un attraverso la scelta dei materiali utilizzati ma anche nelle tecniche costruttive di consolidamento e miglioramento sismico. Sono già stati trasferiti 245.918,38 euro per il progetto che ha un costo totale di 946.871,50 euro.

“Il recupero del patrimonio culturale del nostro territorio è uno dei punti di forza del nostro compito che stiamo portando avanti, fondamento essenziale per tutto il nostro centro Italia- dichiara il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli- In questo caso recuperiamo una struttura che sarà a disposizione per eventi culturali e a disposizione della comunità di Castel di Lama, questo è un bel segno di ripresa. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Mauro Bochicchio per la costante collaborazione”.

Monte Cavallo, in corso i lavori sulla sede comunale

Sono in corso i lavori sulla sede comunale di Monte Cavallo, comune montano del Maceratese tra quelli più colpiti dal sisma del 2016/2017.
Si tratta di un intervento da 2,3 milioni di euro che prevede la riparazione del complesso che, prima delle scosse di terremoto, ospitava le funzioni municipali ed altre attività a servizio della comunità, tra cui l’ufficio postale, un ambulatorio medico, magazzini, archivi, protocollo/segreteria, polizia municipale, segretario comunale, ufficio del sindaco e ragioneria.
«La nostra attenzione va soprattutto alle piccole realtà dell’entroterra, quelle che più soffrono e che già si trovavano in difficoltà prima della tragedia a causa dello spopolamento – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. L’esempio di Monte Cavallo è simbolico ed in tal senso molto importante, è da luoghi come questo che dobbiamo e vogliamo ripartire, grazie all’aiuto ed al lavoro costante di Comuni, Ufficio Ricostruzione e della Regione guidata dal presidente Acquaroli».

Il sindaco Pietro Cecoli: «Con questo intervento, stiamo completando la ricostruzione degli edifici essenziali del nostro comune per rendere la vita dei cittadini più consona e adatta alle esigenze quotidiane. Pezzo dopo pezzo, ricostruiamo il puzzle del tessuto urbano, rendendolo più sicuro e moderno per il bene di tutti. Avanti tutta per un domani più prolifico e attrattivo, per il rilancio delle nostre zone svantaggiate. Grazie allo staff dell’USR e al Commissario Guido Castelli, sempre pronti ad ascoltare le esigenze dei Sindaci e del territorio».

I lavori, partiti alla fine del 2024, sono giunti a buon punto e stanno riguardando i due edifici vicini, costruiti in diverse epoche, uno presumibilmente nella seconda metà dell’Ottocento e l’altro intorno al 1970, ognuno dei quali sarà sviluppato e ricostruito in maniera diversa dall’altro.