Cascia, aumento di 7 milioni per i lavori nell’Istituto Omnicomprensivo “Beato Simone Fidati”. Musumeci e Castelli venerdì all’inaugurazione del Palazzo Comunale e della chiesa di San Francesco

La Cabina di coordinamento sisma ha approvato l’incremento di 7 milioni e 600 mila euro per i lavori di demolizione e ricostruzione dell’Istituto omnicomprensivo “Beato Simone Fidati” di Prima Infanzia di Cascia, in provincia di Perugia, portando l’investimento complessivo a 15 milioni e 88 mila euro. Un investimento straordinario per l’edilizia scolastica del territorio umbro. La scuola raccoglie una popolazione scolastica proveniente dai comuni della Comunità Montana “Valnerina. Si tratta di comuni caratterizzati dalla presenza di un centro abitato consistente e da varie frazioni sparse su un ampio territorio in cui la popolazione ha la consapevolezza che la scuola riveste un importante punto di riferimento culturale e sociale. Sempre Cascia vedrà, nella giornata di venerdì, l’inaugurazione della sede comunale appena ristrutturata e della chiesa di San Francesco alla presenza del Ministro Nello Musumeci e del Commissario Guido Castelli.

 

“L’aumento delle risorse destinate ai lavori nella scuola è l’esempio di un impegno concreto verso la sicurezza e la qualità dell’istruzione nei territori colpiti dal sisma. Investire in un edificio scolastico significa investire nel futuro della comunità, offrendo a studentesse e studenti un ambiente moderno, sicuro e funzionale. Continuiamo a lavorare con determinazione affinché ogni scuola possa tornare a essere un punto di riferimento per la crescita e la rinascita del territorio. Ringrazio il presidente della Regione Stefania Proietti, l’Ufficio ricostruzione, i tecnici e il sindaco Mario De Carolis per la stretta ed efficace collaborazione” ha dichiarato il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli.

 

Soddisfazione espressa anche dal sindaco Mario De Carolis: “Un risultato importante perché andiamo a mettere a posto una scuola cresciuta in epoche e storie diverse. Adesso ci saranno anche gli isolatori e le tecnologie attuali per ospitare i ragazzi di Cascia e dei comuni limitrofi, anche del vicino Lazio. E’ un servizio importante per tutta la Val Nerina. Ringrazio la Regione Umbria e il Commissario Castelli per il la sensibilità e il lavoro svolto, che non era facile”.

Ricostruzione post-sisma: firmata l’Ordinanza Speciale per il Ponte sull’Ancaranese

«L’Usr ha predisposto il progetto di fattibilità tecnico-economica per la messa in sicurezza e la riapertura temporanea al traffico del ponte in muratura sull’Ancaranese ed ha convocato la conferenza dei servizi per l’approvazione dello stesso, che si terrà a metà luglio».

Il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, fa il punto dopo aver firmato la nuova Ordinanza Speciale che segna un passo decisivo per la viabilità interregionale tra Marche e Abruzzo. Al centro del provvedimento, la complessa vicenda del Ponte sull’Ancaranese, infrastruttura strategica situata sul confine tra le province di Ascoli Piceno e Teramo, e tra i comuni di Ascoli, Castel di Lama e Ancarano.

L’ordinanza speciale prevede lo stralcio dell’intervento unitario originariamente previsto dall’ordinanza 137 del 2023, e l’attuazione di due interventi distinti, con l’obiettivo di garantire sicurezza, continuità della viabilità e tutela del patrimonio culturale: la messa in sicurezza e la riapertura temporanea al traffico veicolare del ponte in muratura e la realizzazione di una nuova infrastruttura di attraversamento del fiume Tronto.

La decisione arriva a seguito dell’iter tecnico-amministrativo coordinato dall’Ufficio Speciale Ricostruzione, soggetto attuatore dell’intervento, che ha coinvolto le Province di Ascoli e Teramo, Anas, le Soprintendenze competenti e le autorità idrauliche.

Il ponte in muratura, danneggiato dal sisma del 2016 e oggi vincolato come bene culturale, non potrà essere demolito. Tuttavia, grazie a un sistema di monitoraggio continuo e a interventi mirati sulle fondazioni e sulla piattaforma stradale, potrà essere riaperto al traffico in modalità controllata, garantendo una soluzione temporanea ma fondamentale per la mobilità locale e per l’economia del territorio.

Parallelamente, risulta avviata la progettazione e realizzazione del nuovo ponte, che sarà costruito sull’area di sedime del ponte in cemento armato. La nuova opera sarà conforme alle Norme Tecniche per le Costruzioni 2018, con standard elevati di sicurezza sismica, idraulica e stradale, e conterà sul supporto dell’ingegnere e architetto Enzo Siviero, professore di fama internazionale, che avrà il compito di inserire la nuova opera nel contesto architettonico e paesaggistico.

«Con questa ordinanza specialedichiara Castelli – diamo una risposta concreta a un’esigenza urgente del territorio, coinvolgendo stakeholder, imprese, associazioni di categoria, conciliando la tutela del patrimonio storico con la necessità di garantire collegamenti sicuri e favorire la mobilità. Si tratta di un intervento complesso, che ha richiesto mesi di approfondimenti tecnici, confronti istituzionali e valutazioni normative. Proprio per questo, ritengo poco costruttivo ogni tentativo di strumentalizzazione di una vicenda che merita rispetto, serietà e senso di responsabilità».

L’intervento si inserisce nel più ampio Programma RiViTA, promosso dalle Regioni del cratere sismico 2016, e rappresenta un tassello fondamentale per il rilancio della viabilità pedemontana appenninica, asse strategico per la coesione territoriale e la ripresa economica.

 

Ricostruzione terremoti Ancona e Umbertide, prima Ordinanza in Cabina. Castelli: “Partenza immediata grazie a modello sisma 2016”

“Con questa Ordinanza garantiamo l’immediato avvio della ricostruzione nei territori colpiti dai sismi del 2022 e 2023, applicando il modello di ricostruzione già sperimentato con successo nel cratere 2016”. L’annuncio della prima Ordinanza per i terremoti 2022-2023 arriva dal Commissario Guido Castelli, che oggi ha presieduto la prima Cabina di coordinamento sisma dedicata alla ricostruzione dei Comuni di Ancona, Fano, Pesaro, Umbertide, Perugia e Gubbio. “Regole certe, tempi rapidi e risorse dedicate – prosegue Castelli -, a dimostrazione che il modello Appennino Centrale, già fonte d’ispirazione per la Legge nazionale sulle Ricostruzioni, può essere immediatamente operativo, evitando di impiegare anni a creare da zero normative e procedure”. Conclude Castelli: “Ringrazio il Governo Meloni che ha dato fiducia e ulteriore valore al lavoro portato avanti in questi due anni nella Struttura sisma 2016, affidandomi la cura della ricostruzione anche dei territori colpiti nel 2022 e 2023. E ringrazio i Presidenti delle Regioni Marche Francesco Acquaroli e Umbria Stefania Proietti e gli Uffici Speciali per la Ricostruzione per la piena collaborazione e l’intesa raggiunta nella Cabina di Coordinamento, che ci consente di dare risposte concrete alle comunità colpite”. L’Ordinanza approvata oggi prevede infatti l’estensione delle norme e delle procedure straordinarie già applicate alla ricostruzione del sisma 2016 anche ai Comuni di Ancona, Fano, Pesaro, Umbertide, Perugia e Gubbio, con una dotazione finanziaria di 35 milioni di euro nel 2025 e 67 milioni di euro nel 2026.

Per la ricostruzione privata si applicano, dove compatibili, le disposizioni del Testo unico della ricostruzione privata (Ordinanza n. 130/2022) e altre ordinanze collegate. Viene fissato al 31 ottobre 2025, la possibilità per i cittadini di presentare una manifestazione di volontà, tramite piattaforma Ge.Di.Si., per attivare il percorso di ricostruzione. È inoltre indicato il 31 dicembre 2025 per la presentazione del livello operativo.

Per la ricostruzione pubblica, l’Ordinanza dispone che entro il 31 dicembre 2025 i soggetti beneficiari potranno presentare i Documenti di indirizzo alla progettazione (DIP) per poter essere poi finanziato con successive ordinanze. Si estendono inoltre le norme già in vigore per il cratere 2016: disposte le deroghe per affidare direttamente i servizi di progettazione fino a 215 mila euro e i lavori fino a 400 mila euro. Viene inoltre sospeso, fino a fine 2025, l’obbligo di qualificazione per le stazioni appaltanti e l’uso obbligatorio del Building Information Modeling (BIM) sotto soglia europea. Anche il nuovo Accordo di Alta Sorveglianza firmato con ANAC sarà applicato a questi territori, a garanzia della trasparenza e correttezza delle procedure.

Sisma 2016: Scatto in avanti della ricostruzione pubblica, corre la privata. Segnali positivi per il cratere anche sul fronte del PIL e dell’occupazione

Presentato a Roma dal Commissario Straordinario Guido Castelli il Rapporto ricostruzione a maggio 2025. Quest’anno verranno aperti 1200 cantieri della ricostruzione pubblica, un terzo del totale. Nella ricostruzione privata le liquidazioni per i contributi concessi raggiunge quota 6,1 miliardi.

Leggi il Rapporto 2025.

La sintesi dei dati principali.

Nei primi cinque mesi del 2025 la ricostruzione privata fa segnare un +22% rispetto allo stesso periodo del 2024 e, al 31 maggio 2025, le liquidazioni per i contributi concessi hanno raggiunto quota 6,1 miliardi di euro: +37,41% rispetto all’anno precedente. Il 60% di queste liquidazioni è avvenuto dal 2023 ad oggi. Sul fronte della ricostruzione pubblica, invece, su un totale di 3.542 interventi programmati, saranno avviati 1.200 nuovi cantieri nell’anno in corso, di cui oltre 400 già avviati nei primi 4 mesi dell’anno. Inoltre, più del 33,8% degli interventi ha un progetto approvato o ha già avviato le procedure per affidamento dei lavori. Non solo ricostruzione, ma anche riparazione economica e sociale. Un’indagine del Cresme nei territori delle quattro regioni interessate dal programma stima che, anche grazie alle risorse messe in campo Programma Next Appennino, il Pil crescerà complessivamente di oltre 3,8 miliardi di euro e che l’occupazione vedrà un incremento cumulato di oltre 18.000 unità.

Sono alcuni dei dati contenuti nel Rapporto sulla ricostruzione del Centro Italia, aggiornato ai primi cinque mesi del 2025, presentato questa mattina a Roma presso la Sala Montecitorio di Palazzo Wedekind. Alla conferenza stampa hanno partecipato il Commissario Straordinario per la Riparazione e la Ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, gli assessori alle aree interne della Regione Umbria, Simona Meloni, alla Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi e ai Lavori Pubblici e Infrastrutture della Regione Abruzzo, Umberto D’Annuntiis.

Il Commissario Guido Castelli ha dichiarato: “Quelli contenuti nel Rapporto sono dati che evidenziano come il lavoro fin qui svolto stia dando luogo a risultati concreti e che la strategia che abbiamo adottato, grazie alla piena collaborazione delle Regioni e al sostegno del Governo, vada nella direzione che tutti auspicavamo. I segnali che giungono sul fronte della crescita economica e dell’occupazione sono molto incoraggianti e di vitale importanza, dal momento che il rilancio economico è una componente essenziale per contrastare il fenomeno di quello spopolamento che colpisce le nostre comunità da lungo tempo. Il declino dei nostri territori non è inevitabile e, anzi, la loro rinascita, attraverso un nuovo sviluppo fondato sulla sicurezza e la sostenibilità, nel pieno rispetto dei principi di legalità, è possibile. Invertire la tendenza si può e lo stiamo dimostrando qui, nel Laboratorio Appennino centrale dove, grazie anche alla digitalizzazione e all’innovazione tecnologica, stiamo realizzando un modello basato su buone prassi che possono rappresentare un punto di riferimento anche per altre aree dell’Appennino. Ciò premesso, siamo consapevoli che c’è ancora molto lavoro da fare e che nessuna distrazione è possibile. Dobbiamo insistere e continuare ad accelerare con l’obiettivo primario di riportare nelle loro case e alla normalità le tante persone che ancora non sono rientrate nelle loro abitazioni e contrastare lo spopolamento. Gli obiettivi da portare a termine sono ancora molti e complessi, ma l’unità di intenti che si è consolidata in questi anni è la migliore premessa per affrontare le sfide che ci attendono”.

Ricostruzione privata. L’accelerazione rilevata nella ricostruzione privata negli ultimi due anni ha riscontrato una progressione costante, segnalata soprattutto dagli incrementi dei pagamenti erogati da Cassa Depositi e Prestiti (CDP) verso le imprese che operano nei cantieri. Nel 2023 le erogazioni CDP sono balzate di +37% sul 2022; nel 2024 il ritmo è ulteriormente incrementato con un +24% rispetto al 2023 e, i primi cinque mesi del 2025, segnano un ulteriore +22% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il buon andamento della ricostruzione privata si riflette nei dati della Cassa Depositi e Prestiti, che gestisce il plafond Sisma Centro Italia, fornendo alle banche convenzionate del territorio la provvista dei fondi da erogare sulla base dello stato di avanzamento dei lavori. Al 31 maggio 2025 i contributi concessi in seguito all’approvazione delle pratiche hanno raggiunto 10,77 miliardi di euro, con liquidazioni che superano i 6,1 miliardi (dato di Cassa depositi e prestiti), segnando un +37,41% il valore erogato al 31 maggio 2024 (4,49 miliardi): il 60% di queste liquidazioni è avvenuto dal 2023 a oggi.

Un altro segnale incoraggiante proviene dai territori più colpiti e dagli interventi per danni gravi. Le Richieste di Contributo (RCR) per danni gravi sono salite a 18.391, con un incremento di oltre 2700 domande rispetto allo scorso anno; di queste, oltre 1400 provengono dai Comuni più colpiti, a conferma che le misure di semplificazione e di accompagnamento stanno funzionando. Anche sul terreno operativo la risposta è robusta: nell’ultimo anno sono stati chiusi 944 cantieri per danni gravi e 638 cantieri per danni lievi, per un totale di oltre 1500 cantieri. Al netto dei lavori che devono ancora partire, i cantieri già conclusi sono 12.737 e quelli in corso sono 8.694. Al 31 maggio 2025 le Richieste di Contributo presentate sono arrivate a 34.148 (per un valore di oltre 15,8 miliardi di euro) con un incremento rispetto all’anno scorso vicino al 10%. Nel dettaglio nelle Marche al 31 maggio 2025 sono pervenute 19.315 domande (per un importo richiesto di quasi 10,5 miliardi), in Abruzzo 6.063 (1,38 miliardi), in Umbria 5.182 (1,91 miliardi), nel Lazio 3.588 (2,12 miliardi).

Ricostruzione pubblica. Anche la ricostruzione pubblica sta segnando una vivacità imparagonabile al passato. Nei primi 4 mesi dell’anno avviati già 439 cantieri. Nel corso dell’anno si stima che saranno avviati 1.200 nuovi cantieri, un terzo degli interventi finanziati sull’intera ricostruzione pubblica. Nel suo complesso la programmazione pubblica della ricostruzione post-sisma 2016 comprende 3.542 interventi per un valore di investimento di oltre 4,6 miliardi di euro.

Il 98% delle opere programmate, sia nella programmazione ordinaria che speciale, risulta avviato con almeno la nomina del Responsabile Unico della Procedura. Solo il 2% degli interventi risulta non ancora avviato, a fronte del 5% registrato nel 2024 e di un ben più rilevante 33% nel 2023. Oltre il 33,8% degli interventi ha un progetto approvato o ha già avviato le procedure per affidamento dei lavori. Cresce anche il numero dei cantieri aperti, salendo al 18,2% e un importante passo in avanti rispetto al 2023 si evidenzia nei lavori conclusi, salendo al 16,2%.

Emergenza abitativa. Sono 1.340 i nuclei familiari rientrati nelle loro abitazioni nel corso dell’ultimo anno. Negli ultimi tre anni sono più di 4 mila quelli che hanno ritrovato la propria dimora abituale (un terzo dei nuclei iniziali) dal momento che nel 2025 corrispondono a 10.067 nuclei, mentre nel 2022 erano 14.211. Tuttavia, nei 138 Comuni del cratere ci sono ancora 10mila nuclei familiari, per un totale di poco più di 20mila persone, in attesa di sistemazione definitiva.

Edifici di culto. La ricostruzione degli edifici di culto dell’Appennino centrale rappresenta un capitolo particolarmente importante e delicato perché va a intrecciarsi non solo con la ricostruzione di edifici di particolare pregio culturale, storico e architettonico, ma intercetta l’esigenza spirituale e identitaria delle comunità colpite. Gli edifici di culto, sia pubblici che privati, danneggiati dalla sequenza sismica del 2016-2017 sono stati 2.456. Tra questi – con esclusione delle chiese di proprietà pubblica – ammontano a un totale di 1221 per un importo complessivo di circa 737,8 milioni di euro. Solo nell’ultimo biennio, e considerando solo i primi quattro mesi del 2025 sono stati approvati 121 interventi, pari al 50% del totale dei progetti definiti in conferenza permanente.

Riparazione economica e sociale: il Contrasto allo spopolamento

La ricostruzione degli edifici nel più grande cantiere edile d’Europa – 8 mila kmq di superficie per 28 miliardi di euro di danni da ripristinare – diventa un imponente mezzo per un fine più ampio e complesso; contrastare tre crisi che si sono sommate in tempi e modi diversi: la crisi sismica, la crisi climatica e la crisi demografica che precede e drammatizza le altre due. Nell’ultimo secolo abbiamo assistito a un progressivo indebolimento di un’area – quella del sisma 2016-2017 – in cui, 100 anni fa, si contavano circa 4500 insediamenti abitati che ora si sono sensibilmente ridotti. Questa tendenza ha modificato la struttura territoriale che oggi presenta il 70 % di superficie boscata, il 25% di superficie adibita ad attività agricole o zootecniche e il 5% di superficie urbanizzata. Fino agli anni Cinquanta questo rapporto era invertito: 70% di superficie agricola e pastorale, 25% di superfici boscate. In questo contesto la coesistenza dell’uomo con la natura, attraverso un rapporto armonico ed equilibrato, è di vitale importanza dal momento che l’abbandono del suolo ha determinato un inselvatichimento del territorio. L’avanzata di un bosco non governato, ricco di sterpaglie e non ancora di alberi di alto fusto, in presenza della crisi climatica in atto sta rendendo più fragile il territorio. In caso di evento avverso l’assenza delle attività umane di regimazione delle acque e di presidio idraulico aumenta i rischi connessi a smottamenti e frane. Tutto ciò in una realtà nazionale già molto esposta a rischio idrogeologico: in Italia si registrano due terzi delle frane attive d’Europa. A tal riguardo, grazie alle progettazioni di next appennino, si sono attivati nuovi processi e filiere agrosilvopastorali, in stretta sinergia con le regioni, per la gestione sostenibile dei boschi, valorizzandola come materia prima all’interno dei cicli energetici ma soprattutto nei processi manifatturieri tipici del sistema economico produttivo dell’area del cratere.

 

Crescita del Pil

Un’analisi condotta dal Cresme documenta come Pil e occupazione siano significativamente sollecitati dagli investimenti favoriti e indirizzati da NextAppennino (il Piano complementare al Pnrr per i sismi del 2009 e 2016). La spinta determinata da NextAppennino non è episodica, ma innesca una espansione solida, in quanto determina fattori generativi di sviluppo e contribuisce a qualificare e a rafforzare l’impatto della dinamica economica positiva in corso. Dall’analisi del Cresme – le stime indicano un incremento del PIL reale per gli anni 27-29 successivi alla chiusura dei processi di investimenti pari a 3,8 mld cumulati, così suddivisi per regione: 1.492 milioni di euro in Abruzzo, 293 milioni di euro nel Lazio, 1.786 milioni di euro nelle Marche e 294 milioni di euro in Umbria. Si può notare inoltre come, considerando nell’insieme i territori delle 4 regioni interessate dal programma, l’aumento del PIL e degli occupati stimato sia costante e in crescita. Questo conferma in modo scientifico come l’occupazione indotta sia stata determinata dalla stretta correlazione tra il contributo concesso all’investimento, il livello di innovazione promosso e la crescita economica, che determina un robusto effetto sull’occupazione, che si attesta nel tempo.

 

Occupazione

Segnali positivi giungono anche sul fronte dell’occupazione. Le due Macro-misure di NextAppennino risultano determinanti non solo per la crescita economica dell’area del cratere sismico, ma anche per il rafforzamento del mercato del lavoro. In termini occupazionali, il Cresme stima 4.631 nuovi posti di lavoro in Abruzzo, 1.233 nel Lazio, 8.521 nelle Marche e 913 in Umbria.  Il miglioramento dell’efficienza nei processi produttivi, favorito dalla digitalizzazione e dal potenziamento delle infrastrutture grazie alla sinergia tra le Macro-misure A e B, è destinato a generare effetti strutturali positivi nei territori colpiti dal sisma. In realtà la dinamica occupazionale è già innescata, non è solo prevista. I dati documentano nuovi flussi in entrata, nel mercato del lavoro dei 138 Comuni del cratere, registrando negli ultimi 3 anni oltre 302.000 nuovi rapporti di lavoro attivati, pari ad un incremento del 6,4%. Tale indice, nel cratere ristretto, sale al 12,4% ad un ritmo nettamente superiore alle medie di qualunque regione italiana. Basti rammentare che la media nazionale nello stesso periodo ha fatto registrare un aumento del 3,9%. Nel complesso l’occupazione è cresciuta del 6,6% (2024 versus 2022), in questo caso in linea con la tendenza nazionale, ma molto superiore ai trend delle singole regioni coinvolte dal sisma 2016, ma anche più alto di Lombardia ed Emilia-Romagna.

 

Matelica, dalla Conferenza regionale ok al progetto della chiesa del cimitero

La Conferenza regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per il ripristino e la riparazione della chiesa del Cimitero comunale di Matelica (Mc), danneggiata dagli eventi sismici del 2016.

L’intervento, inserito nell’ambito dell’ordinanza numero 137 del 2023, prevede un finanziamento complessivo di 1.000.000 euro, per riportare la chiesa alle condizioni pre-terremoto, integrando opere di miglioramento sismico e restauro conservativo.

«La ricostruzione non è solo un fatto tecnico, ma un atto di giustizia verso le comunità colpite – dichiara il commissario straordinario, Guido Castelli -. Intervenire su un luogo simbolico come questo significa restituire identità, memoria e dignità a un territorio che ha sofferto, ma che non ha mai smesso di lottare. Continuiamo a lavorare in sinergia con i Comuni, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

«Con l’approvazione della Conferenza regionale, abbiamo ottenuto il finanziamento per la sistemazione della chiesa del cimitero. Per questo ringraziamo il commissario Castelli per il suo lavoro e l’attenzione verso i territori colpiti dal sisma. Grazie al suo interessamento, c’è una grande accelerazione della ricostruzione pubblica e privata. Si tratta di un’opera fondamentale, un simbolo con il quale la comunità di Matelica ha un profondo legame» aggiunge il sindaco Denis Cingolani.

Le principali lavorazioni includono, tra le altre, il consolidamento strutturale con inserimento di tiranti in acciaio e cordoli tralicciati; il ripristino delle coperture con materiali tradizionali e tecniche compatibili; il restauro delle murature con tecniche di scuci-cuci e ristilatura; la messa in sicurezza e restauro degli apparati decorativi e delle opere mobili.

 

Foto: catalogo.beniculturali.it

Monteleone di Fermo: approvato progetto per il ripristino del muro di contenimento del Parco della Rimembranza

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per la riparazione dei danni sismici al muro di contenimento situato nel Parco della Rimembranza, nei pressi del Monumento ai Caduti, nel comune di Monteleone di Fermo.  L’intervento, finanziato con un contributo di 70.000 euro dall’ordinanza numero 137 del 2023, ha l’obiettivo di ripristinare la struttura danneggiata dagli eventi sismici del 2016, restituendole piena funzionalità e sicurezza.

«Questo ripristino, come altri simili che stiamo portando avanti nel cratere appenninico, rappresenta un tassello importante nel percorso di ricostruzione post-sisma, che contribuisce alla tutela del patrimonio urbano e alla valorizzazione degli spazi pubblici di Monteleone – spiega il commissario straordinario, Guido Castelli -. Ringrazio come sempre la filiera impegnata in questo processo di rilancio, che vede Comuni, Usr e la Regione guidata dal presidente Acquaroli, al lavoro costantemente sui territori».

«Il parco è un elemento centrale e storico del nostro paese. Ringraziamo il Commissario Castelli, l’Usr e tutta la struttura per il finanziamento di questo importante progetto» ha dichiarato il sindaco Marco Fabiani.

Il muro, realizzato in cemento armato, si trova lungo la strada di via Valle Corvone, nella parte alta del centro storico. A seguito del sisma, la struttura ha riportato una frattura evidente all’angolo contro terra, con un distacco che si estende per tutta l’altezza del muro.

Il progetto prevede la realizzazione di una paratia interna con pali di rinforzo per alleggerire il carico sul muro, la cucitura strutturale dell’angolo lesionato mediante barre filettate e la stuccatura delle fessure presenti sul paramento esterno. Si tratta di interventi mirati a garantire la stabilità della struttura e a preservare l’integrità di un’area di grande valore simbolico per la comunità.

Dl Economia, Castelli: “Confermate buone notizie e attenzione per il cratere 2016”

Il Dl Economia portato nel Consiglio dei ministri lo scorso 20 giugno è stato bollinato ed è ora pronto per seguire il suo iter. Si tratta dello schema di decreto-legge recante disposizioni urgenti per il finanziamento di attività economiche e imprese, nonché interventi di carattere sociale e in materia di infrastrutture, trasporti ed enti territoriali, in cui sono presenti due importanti novità che riguardano le aree del Centro Italia colpite dal sisma del 2016.

“Buone notizie per le comunità che lavorano incessantemente nelle aree del sisma del 2016. Dopo fitte interlocuzioni – annuncia il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 il senatore Guido Castelli – è stata disposta la proroga per la rendicontazione del Superbonus al 31.12.26 per tutte le pratiche di ricostruzione privata che avevano prenotato utilmente il plafond di 330 ml (DL 39/24). Un ottimo risultato che consentirà di confermare il “cambio di passo” impresso alla ricostruzione negli ultimi anni”. Lo afferma il senatore Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016, commentando la notizia.

“L’altra, importante, notizia contenuta nel Dl economia – prosegue Castelli – è la proroga della Zona franca urbana per tutto il 2025. Una novità particolarmente attesa dalle imprese del cratere sisma, resa possibile grazie all’impegno del Governo Meloni. Questo prolungamento delle tempistiche viene incontro alle esigenze del comparto produttivo di territori affaticati dopo gli eventi catastrofali avvenuti nel 2016 e rappresenta un ulteriore tassello all’interno della strategia di riparazione che stiamo realizzando nell’Appennino. Le risorse messe in campo sono pari a 11,7 milioni di euro e le modalità di accesso saranno le medesime dello scorso anno, dando priorità alle aziende, già ammesse a finanziamento, che non disponevano, nelle annualità precedenti, di capienza fiscale e contributiva per beneficiare dell’intero credito. La disposizione, che ho molto sostenuto, permetterà di completare il finanziamento di centinaia di aziende ancora in sospeso, che potranno utilizzare i crediti a sconto degli oneri contributivi nei prossimi mesi”

Al via i lavori sulla strada provinciale 65 “Roccafluvione-Palmiano” e SP 184” Tavernelle”

Al via i lavori di consolidamento del corpo stradale e dei manufatti accessori della strada provinciale SP n. 65 – Roccafluvione Palmiano e SP n. 184 Tavernelle” nei Comuni di Palmiano, Roccafluvione e Comunanza per un importo totale stanziato di 2.500.000 €.

L’intervento è inserito nell’Ordinanza 137/2023 “Approvazione del Programma straordinario di Rigenerazione Urbana connessa al sisma e del Nuovo Piano di ricostruzione di altre opere pubbliche per la Regione Marche nonché dell’elenco degli interventi per il recupero del tessuto socio – economico delle aree colpite dal sisma finanziati con i fondi della Camera dei deputati per la Regione Marche e norme di coordinamento con le ordinanze n. 109 del 2020 e 129 del 2022”

Le due infrastrutture viarie sono importanti per la viabilità interna dei comuni di Comunanza, Roccafluvione e Palmiano come anche per quelle dei comuni limitrofi come Venarotta ed in generale per il traffico che dal territorio interno della provincia si sposta verso il capoluogo Ascoli Piceno.

Obiettivo dell’intervento è quello di scongiurare l’ipotesi di chiusura della SP65, arteria che rappresenta il principale collegamento viario tra i comuni di Palmiano e Roccafluvione ed il capoluogo di Ascoli Piceno, intervenendo sulle criticità ad oggi visibili e creare le condizioni per una riapertura al traffico della SP184, mediante una prima serie di interventi mirati a risolvere le criticità più gravi.  Nello specifico si dovrà intervenire su tutta la lunghezza della SP 65 in 16 punti distinti accomunati tra loro da simili criticità. Il progetto fa parte del nuovo Piano strade, che nelle Marche finanzia 112 interventi per 109 milioni di euro, di cui 95 milioni finanziati dalla Struttura commissariale.

Per quanto concerne la SP184 l’intervento è mirato alla riapertura della strada in questione, che ad oggi risulta chiusa al transito, attraverso 11 interventi nei tratti più critici.

Il progetto in essere è composto da una serie di interventi di manutenzione quali lo scavo di sbancamento/sezione obbligata, installazione reti paramassi, la realizzazione nuova zanella, il ripristino della pavimentazione stradale mediante stabilizzazione a calce e cemento e l’applicazione di emulsione bituminosa depolverizzante.

“Le strade permettono alle comunità di lavorare, incontrarsi e migliorano l’attrattività turistica di queste zone. Questi interventi sono un tassello essenziale per la rinascita di tutto l’Appennino Centrale- dichiara il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Ufficio ricostruzione e i sindaci per la loro efficace collaborazione. Il Governo punta molto sulle strade, investendo molte risorse, che sono ingenti e puntuali”.

“Una bella realtà che ricollega Palmiano ad una delle arterie principali. Oggi c’è il via ufficiale dei lavori ed è una bella notizia per il territorio perché riqualifichiamo uno dei maggiori collegamenti che portano a Palmiano. La “184” è completamente interrotta, ci potremo così ricollegare a Comunanza e Roccafluvione. I lavori saranno di aiuto alla nostra comunità, che è la quarta realtà più piccola delle Marche. Grazie a tutti gli attori che si sono mossi per questa opera” ha aggiunto il sindaco di Palmiano Emidio Ortolani.

 

 

 

20 milioni contro la deindustrializzazione dell’area del Piceno

Nuovi fondi per il bando dedicato al contrasto della deindustrializzazione, strumento fondamentale per favorire il rilancio economico e occupazionale del territorio. L’incentivo sostiene gli investimenti di imprese manifatturiere per il potenziamento e la riqualificazione di unità produttive esistenti (o l’avvio di nuove) nei territori comunali di competenza del Piceno Consind . Ci sono 20 milioni di euro a disposizione.  Il bando, in uscita dopo il periodo estivo, è gestito da Invitalia e promosso dal Dipartimento per le politiche di coesione e per il sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri.  Gli incentivi devono comprendere iniziative a favore della ristrutturazione o realizzazione dell’immobile dove l’attività è svolta, ammodernamento e ampliamento per innovazione di prodotto e di processo di attività industriali, incluse le innovazioni tecnologiche e quelle volte alla digitalizzazione dei processi, gli investimenti immateriali, la conversione di attività produttive a significativo impatto ambientale verso modelli di maggiore sostenibilità economica e ambientale e l’avvio di nuove attività produttive. Sono ammissibili i costi sostenuti dall’8 maggio 2024 fino al 31 dicembre 2028, per l’acquisto di macchinari, impianti, arredi, attrezzature e beni (anche immateriali), opere murarie e opere impiantistiche e strumentali inerenti a specifici ambiti.  I soggetti beneficiari devono essere regolarmente costituiti e iscritti nel registro delle imprese e non essere in stato di liquidazione o fallimento.

“Il Governo ha voluto riconoscere un’attenzione particolare a quelle zone della Valle del Tronto che devono fare i conti con la Zes sud.  Un’iniziativa che si aggiunge al progetto Next Appennino e ne rappresenta una continuazione. Senza fretta e senza sosta si continua così ad alimentare una serie di progetti di sviluppo a favore della vallata del Tronto, un’area che può diventare un punto di riferimento del cratere che sta uscendo dall’emergenza sisma. Si tratta di una misura rivolta principalmente alle imprese già esistenti, per sostenerle e rafforzarle nel contesto attuale. Parallelamente, stiamo intervenendo anche sul fronte della nuova imprenditorialità attraverso strumenti previsti nel Decreto Coesione, così da favorire la nascita di nuove realtà produttive. Inoltre, sono in costante contatto con l’ Aubac che sta procedendo all’aggiornamento del piano di assetto idrogeologico. I dati aggiornati che stanno emergendo da questo lavoro sono estremamente precisi e rappresentano un valore importante per il territorio: permettono di individuare con maggiore accuratezza le zone a rischio e di ridefinire una mappa utile anche alla pianificazione dello sviluppo locale e alle strategie delle imprese. Ringrazio il presidente Acquaroli, sempre attento alle esigenze del territorio piceno.” ha dichiarato il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli.

L’assessore regionale alle attività produttive Andrea Maria Antonini: “E’ un’occasione importante per le aree di confine che sono sofferenti con il confinante Abruzzo e con l’area Zes. Rappresenta un sostegno importante per la filiera produttiva. Sono tutte azioni che si compenetrano, è tutto un sistema che si muove in maniera organica”.

Il presidente di Confindustria Ascoli Simone Ferraioli: “Credo che ci sarà una risposta entusiastica da parte delle imprese. La provincia di Ascoli resta quella con maggiore presenza di aziende multinazionali di tutte le Marche, oggi è un’area vivacissima che necessiterebbe di ulteriori spazi fisici, c’è anche bisogno del contributo pubblico per avviare progettualità importanti”.

Il Presidente della Camera di Commercio Marche, Gino Sabatini: “E’ fondamentale avere collaborazioni e interlocuzioni come in questo caso. Siamo felici di essere presenti e sostenere il mondo delle imprese, bisogna mettere risorse sul territorio per sostenere la nostra manifattura”.

il Direttore generale del Dipartimento per le Politiche di coesione e per il Sud, Riccardo Monaco: “E’ una misura in continuità con quella precedente, siamo già a buon punto dal punto di vista attuativo, siamo pronti ad attivarci subito. Ci attiveremo velocemente per l’attuazione di questa misura”.

Il Responsabile Area Incentivi e Innovazione di Invitalia, Luigi Gallo: “Tante risorse per poter continuare a crescere, siamo lieti di annunciare questa ulteriore disponibilità che segue una domanda importante dalle imprese del territorio che, nonostante le tensioni geopolitiche, vogliono continuare ad investire. I progetti visti fino ad oggi riguardano il rafforzamento della capacità produttiva delle imprese, progetti che riguardano l’innovazione, una leva necessaria per la competitività”.

Il sindaco di Ascoli Piceno e Presidente ANCI Marche Marco Fioravanti:” Il progetto si sposa con il disegno del Commissario alla ricostruzione, una visione strategica  che  entra nei territori e punta alla rigenerazione di un modello di sviluppo economico. È un’iniziativa che stimola investimenti in una provincia che punta ad essere sempre più centrale nel Centro Italia”.

Firmato il Protocollo d’intesa tra il Commissario Straordinario e la Struttura per la Prevenzione Antimafia: più trasparenza e sicurezza nella ricostruzione post-sisma 2016

– È stato ufficialmente sottoscritto oggi ad Ascoli Piceno il Protocollo d’intesa tra il Commissario Straordinario del Governo per la ricostruzione post-sisma, Sen. Avv. Guido Castelli, e il Direttore della Struttura per la Prevenzione Antimafia del Ministero dell’Interno, Prefetto Paolo Canaparo. L’accordo, frutto di una collaborazione istituzionale consolidata, ha l’obiettivo di potenziare i flussi informativi e rafforzare le misure di prevenzione contro le infiltrazioni mafiose nei cantieri della ricostruzione pubblica e privata con contribuzione pubblica, nei territori colpiti dagli eventi sismici del 2016.. All’appuntamento odierno erano presenti tra gli altri il Vice Direttore della DIA, Lorena Di Galante e il Direttore interregionale Centro dell’Ispettorato nazionale lavoro, Stefano Marconi.  Elemento centrale del Protocollo è l’interoperabilità dei dati della ricostruzione raccolti nella piattaforma GE.DI.SI. – Gestione Digitale Sisma, sviluppata dall’Ufficio del Commissario, che consentirà agli organismi di controllo antimafia, alle Prefetture e agli enti competenti di accedere in tempo reale a dati aggiornati su cantieri, imprese e professionisti coinvolti nella ricostruzione. La piattaforma permetterà anche la generazione di report, la visualizzazione della mappatura dei cantieri e il monitoraggio dello stato di avanzamento dei lavori. In un futuro oramai prossimo anche i dati del badge e del settimanale di cantiere. Il Protocollo prevede inoltre la costituzione di una Cabina di Regia interistituzionale, incaricata di coordinare e monitorare l’attuazione dell’accordo, definire le modalità di accesso ai dati e valutare eventuali integrazioni o criticità. Per quanto riguarda le interdittive antimafia nel 2023 ce ne sono state 18, 26 nel 2024, mentre nei primi 6 mesi del 2025 sono 24. Il loro aumento documenta la sempre maggiore efficacia dell’azione di prevenzione.

“La legalità è il primo mattone della ricostruzione – ha dichiarato il Commissario Guido Castelli – e questo Protocollo rappresenta un passo decisivo per garantire trasparenza, sicurezza e tutela dei lavoratori nei cantieri del cratere sismico.  Abbiamo affinato gli strumenti e reso più efficace la linea di prevenzione. L’importanza dei controlli è fondamentale, così come la presenza dello Stato nel cratere per garantire legalità e sicurezza. Grazie alla collaborazione con la Struttura per la Prevenzione Antimafia, rafforziamo la nostra capacità di intercettare e contrastare ogni tentativo di infiltrazione criminale. La ricostruzione nel cratere procede spedita e ora più che mai occorre mantenere un occhio vigile sulle dinamiche dei processi. L’innovazione tecnologica e la sinergia tra istituzioni perfeziona un metodo di lavoro che fino ad oggi ha permesso di mantenere questi luoghi sicuri. Nei prossimi 12 mesi prevediamo l’avvio di più di mille cantieri per la ricostruzione pubblica, oltre 8.000 quelli della privata.”

Il Prefetto Paolo Canaparo ha aggiunto che “L’accordo rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di collaborazione già attivo con il Commissario Straordinario Castelli, con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti a tutela della legalità e della trasparenza nel processo di ricostruzione. Il potenziamento delle attività di prevenzione antimafia passa attraverso il consolidamento della conoscenza dei cantieri effettivamente attivi – pubblici e privati – e l’individuazione tempestiva delle potenziali criticità, con particolare attenzione anche alla sicurezza del lavoro e dei lavoratori. Iniziative come quella odierna testimoniano l’impegno costante nel promuovere una sinergia sempre più efficace tra la Struttura, i Gruppi interforze antimafia delle dieci Prefetture del cratere sismico, la Direzione Investigativa Antimafia, nelle sue articolazioni centrali e periferiche, il Gruppo Interforze Centrale, presso la Direzione Centrale della Polizia criminale del Dipartimento della Polizia di Stato e tutte le Forze di Polizia.”

Il Protocollo sarà operativo per tutta la durata della gestione commissariale e si inserisce nel quadro delle misure previste dall’Ordinanza n. 216 del 27 dicembre 2024, dedicate al controllo, alla sicurezza e all’innovazione nei cantieri della ricostruzione.