Nuovi passi avanti per l’edilizia cimiteriale: oltre 1,3 milioni tra approvazioni e avanzamento dei cantieri

 

Prosegue il percorso di ricostruzione e messa in sicurezza del patrimonio cimiteriale nei territori colpiti dal sisma. Con una serie di provvedimenti adottati dall’Ufficio Speciale Ricostruzione sono stati autorizzati interventi nei comuni di Petriolo, Montalto delle Marche, Arquata del Tronto e Arcevia, tra approvazioni progettuali e liquidazioni destinate a cantieri già avviati. Complessivamente, i provvedimenti riguardano opere per oltre 1,3 milioni di euro.

 

«Continua il lavoro di recupero dei cimiteri danneggiati dagli eventi sismici, strutture che svolgono una funzione importante per le comunità e che rappresentano luoghi identitari del territorio – conferma il commissario straordinario Guido Castelli -. Con queste approvazioni e con le nuove risorse trasferite ai soggetti attuatori sosteniamo sia l’avvio di nuovi interventi sia l’avanzamento dei cantieri già aperti, garantendo continuità al processo di ricostruzione pubblica. Ringrazio tutte le componenti impegnate in questo processo, a partire dai Comuni per finire con l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

 

I provvedimenti confermano il costante avanzamento degli interventi inseriti nei programmi della ricostruzione post-sisma, con l’obiettivo di restituire ai cittadini infrastrutture sicure, funzionali e pienamente utilizzabili.

A Petriolo, nel Maceratese, è stato approvato il progetto esecutivo relativo al recupero del colonnato del civico cimitero, per un importo di 649.976 euro. L’intervento consentirà di riparare i danni provocati dagli eventi sismici e di restituire piena funzionalità e sicurezza a una struttura di particolare valore per la comunità locale.

A Montalto delle Marche (Ap), invece, è arrivato il via libera al progetto di fattibilità tecnico-economica per il cimitero della frazione Porchia, finanziato con 300.000 euro. L’intervento prevede opere di consolidamento e ripristino delle parti danneggiate dal terremoto, con l’obiettivo di eliminare le criticità strutturali e garantire condizioni di sicurezza e fruibilità dell’area cimiteriale.

Accanto alle nuove approvazioni, procedono anche i cantieri già aperti. Ad Arquata del Tronto (Ap) è stata disposta la liquidazione di 314.263 euro, pari al 50% del contributo concesso al netto delle economie di gara e delle somme già erogate, per l’intervento di sistemazione del cimitero comunale di Capodacqua, dove sono iniziati i lavori. L’intervento dispone di un contributo complessivo rideterminato in 832.893,69 euro.

Analoga misura ad Arcevia (An), dove sono stati liquidati 118.520 euro per il cimitero di Nidastore. Anche in questo caso si tratta della quota corrispondente al raggiungimento del 50% del contributo concedibile dopo l’affidamento dei lavori. Il cantiere, che riguarda il consolidamento e il miglioramento sismico del complesso cimiteriale, è già in fase di esecuzione e beneficia di un finanziamento complessivo pari a 900.000 euro.

Infine, un passaggio amministrativo: dopo il collaudo l’Usr ha determinato il contributo definitivo (881.533 euro) del cimitero di Pescara del Tronto, ad Arquata, liquidando il saldo finale di 526.965 euro.

Monte San Martino, approvato il progetto esecutivo per il ripristino della strada comunale Calciano

 

 

Con decreto dell’Ufficio Speciale Ricostruzione è stato approvato il progetto esecutivo per l’intervento di riparazione dei danni e di ripristino funzionale della strada comunale Calciano, nel comune di Monte San Martino (Mc), con la contestuale concessione di un contributo di 300.000 euro.

L’intervento, inserito nel Programma delle opere pubbliche finanziato dall’ordinanza commissariale 137, riguarda una strada rurale situata in località Osoli che rappresenta un collegamento fondamentale per le aziende agricole della zona e per l’accesso ai fondi coltivati.

«Le infrastrutture a servizio delle comunità e delle attività produttive delle aree colpite dal terremoto rappresentano una delle spine dorsali di questa ricostruzione – spiega il commissario straordinario, Guido Castelli -. Soprattutto nell’entroterra, e soprattutto nei luoghi meno serviti, l’azione di recupero capillare portata avanti con gli enti coinvolti diventa fondamentale, motivo per cui ringrazio quanto fatto sinora da Comuni, Usr e dalla Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

Il commento del sindaco di Monte San Martino Matteo Pompei: «L’approvazione di questo progetto rappresenta un ulteriore e fondamentale tassello che dà continuità alla strategia di riparazione e messa in sicurezza della viabilità comunale. Dopo i recenti interventi su altre arterie del territorio, continuiamo a lavorare senza sosta per restituire sicurezza e decoro alle nostre strade, con un’attenzione anche alle zone più periferiche. La strada comunale Calciano è una risorsa indispensabile per i residenti e per le aziende locali. Questo finanziamento conferma la costante sinergia con la Struttura Commissariale guidata dal Senatore Castelli, con l’Usr e con la Regione Marche, che ringrazio per il continuo supporto».

Il progetto nasce dalla necessità di riparare i danni provocati dagli eventi sismici e dai successivi fenomeni di degrado che hanno interessato il piano viabile. Le verifiche tecniche hanno infatti evidenziato cedimenti della carreggiata, avvallamenti, infiltrazioni d’acqua e movimenti superficiali delle scarpate, con conseguenti criticità per la sicurezza e la funzionalità della strada.

Le opere previste comprendono il risanamento dei tratti ammalorati, interventi di asfaltatura e depolverizzazione, la sistemazione delle opere di regimazione delle acque, la realizzazione di nuovi manufatti in calcestruzzo, la riorganizzazione dei fossi di scolo e la risistemazione delle aree adiacenti alla viabilità. Sono inoltre previsti lavori di consolidamento della sede stradale e interventi mirati nei punti maggiormente interessati dai dissesti.

 

Ascoli Piceno, Cattedrale di Sant’Emidio: approvata la nuova variante per completare il restauro

Prosegue il percorso di restauro, consolidamento e rafforzamento della Cattedrale di Sant’Emidio ad Ascoli Piceno.  È stata approvata la terza variante in corso d’opera, che prevede un incremento di 237.410 euro e porta il valore complessivo dell’intervento a 2.131.858,12 euro.

La variante nasce dalla necessità di adeguare le quantità delle lavorazioni alle condizioni riscontrate durante il cantiere. Le verifiche ravvicinate, realizzate attraverso i ponteggi già installati per le opere strutturali e con l’impiego di un cestello mobile, hanno permesso ai restauratori specializzati, sotto la supervisione della direzione lavori, di accertare circostanze non prevedibili nella fase di progettazione.

Il nuovo quadro economico prevede 1.742.765,08 euro per i lavori e 389.093,04 euro per le somme a disposizione. L’intervento, del quale è soggetto attuatore la Diocesi di Ascoli Piceno, aveva ottenuto nel 2023 un contributo di 1.503.047,94 euro, successivamente aumentato a 1.894.448,12 euro con la prima variante approvata nel settembre 2025. La seconda variante, approvata dall’USR nel maggio 2026, non aveva comportato un incremento del contributo.

Per la copertura degli ulteriori 237.410 euro, la proposta prevede l’utilizzo di una quota delle economie generate dalla presentazione del progetto esecutivo per la chiesa di Santa Maria in Lapide, nel comune di Montegallo, attraverso il meccanismo previsto dall’ordinanza commissariale n. 105/2020 per le somme a disposizione della Diocesi. La stessa Diocesi auspica la riapertura della cattedrale per  il Natale 2026.

“La Cattedrale di Sant’Emidio custodisce una parte fondamentale dell’identità religiosa, storica e culturale di Ascoli Piceno – dichiara il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli –. Il lavoro sui beni culturali richiede attenzione e la capacità di rispondere alle esigenze che emergono durante gli interventi. Questa proposta di variante va nella direzione di assicurare un restauro accurato, rispettoso del valore del monumento, un luogo essenziale per la comunità ascolana. Ringrazio l’Arcivescovo Gianpiero Palmieri, l’USR Marche, la Regione guidata dal presidente Francesco Acquaroli, il Comune e tutti i professionisti e le maestranze impegnati nel cantiere”.

«Siamo davvero soddisfatti che i lavori di restauro della Cattedrale di Sant’Emidio proseguano con continuità. Anche questa variante rappresenta un ulteriore passo avanti, perché ha consentito di intervenire sulla stabilizzazione di alcuni elementi decorativi dei transetti, grazie anche alle economie ottenute dalle precedenti lavorazioni e dagli interventi realizzati in altre chiese. Il nostro auspicio è che i lavori possano concludersi nel più breve tempo possibile, così da poter vivere il prossimo Natale in una Cattedrale sempre più libera dalle strutture di cantiere, in particolare da quelle ancora presenti nell’abside. Nel frattempo, la rimozione delle impalcature e il recupero degli affreschi della cupola e dei transetti ci permettono di tornare ad ammirare la straordinaria bellezza degli affreschi del Mariani e di riscoprire, finalmente, anche il ciborio del Sacconi. È una grande emozione vedere la nostra Cattedrale recuperare progressivamente il suo splendore. Confidiamo di poter restituire presto alla comunità uno spazio pienamente fruibile, nel quale vivere i momenti dell’anno liturgico, circondati dalla straordinaria bellezza del patrimonio artistico e spirituale» dichiara l’Arcivescovo Gianpiero Palmieri.

Nella Diocesi di Ascoli sono 132 gli interventi previsti dalle ordinanze commissariali n. 105 del 2020 e n. 132 del 2022, per un importo complessivo programmato di 51,7 milioni di euro. Le risorse già trasferite ammontano a circa 23 milioni di euro.

Sul fronte dell’avanzamento, 31 interventi risultano conclusi e 22 hanno lavori in corso. Nel dettaglio, l’ordinanza n. 105 del 2020 comprende 96 interventi, con 41,7 milioni di euro programmati e 20,2 milioni trasferiti: 31 lavori conclusi, 18 in corso e 15 progetti esecutivi approvati. L’ordinanza n. 132 del 2022 riguarda invece 36 interventi, per circa 10 milioni di euro programmati e 2,75 milioni trasferiti, con quattro cantieri in corso e due progetti esecutivi approvati.

 

Montappone, al via i lavori per la messa in sicurezza del versante sud del capoluogo

 

Entrano nella fase operativa gli interventi per il consolidamento e la bonifica del dissesto idrogeologico del versante sud del capoluogo di Montappone (Fm). Dopo l’approvazione del progetto esecutivo e l’espletamento delle procedure di gara, sono ufficialmente partiti i lavori di un’opera strategica per la sicurezza del territorio, finanziata nell’ambito del Programma straordinario di Rigenerazione Urbana connessa al sisma.

L’intervento dispone di un finanziamento complessivo di 1.893.000 euro e interessa le aree di via Tarucchio e via Spazzi, zone caratterizzate da criticità idrogeologiche che negli anni hanno richiesto specifiche misure di monitoraggio e prevenzione. L’avvio del cantiere è accompagnato anche dallo sblocco di una nuova quota di finanziamento. L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha infatti disposto la liquidazione di 302.817 euro.

“Siamo davanti ad un tassello importante della ricostruzione e della rigenerazione urbana del comprensorio montapponese – spiega il commissario straordinario, Guido Castelli -. La tutela del territorio rappresenta un pilastro fondamentale di questo percorso, l’obiettivo è di mitigare il rischio idrogeologico, migliorare la sicurezza delle infrastrutture e preservare il centro abitato dai fenomeni di instabilità che interessano questa zona. Ringrazio per l’apporto costante sia il Comune sia l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli”.

“L’avvio dei lavori per la messa in sicurezza del territorio e la mitigazione del rischio idrogeologico rappresenta un risultato importante per la nostra comunità. Un ringraziamento particolare va alla Regione Marche e al Presidente Francesco Acquaroli, e soprattutto al Commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, per l’attenzione e il sostegno dimostrati verso i territori del cratere e per l’impegno nel valorizzare le risorse della ricostruzione anche a favore della tutela del territorio e della sicurezza delle nostre comunità. Ringrazio la Struttura commissariale, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione (USR) e i nostri uffici comunali per la collaborazione, la professionalità e l’impegno che hanno reso possibile l’avvio di questo intervento. Per una comunità che ha vissuto le ferite del terremoto e continua ad affrontare le fragilità di un territorio complesso, mettere in sicurezza significa proteggere le persone, le abitazioni e le infrastrutture, guardando al futuro con maggiore serenità e fiducia. La ricostruzione non significa soltanto recuperare ciò che è stato danneggiato, ma anche rendere i nostri territori più sicuri e resilienti. Questo intervento è un passo concreto in questa direzione e testimonia l’importanza della collaborazione tra istituzioni per dare risposte ai cittadini” dichiara il sindaco Mario Clementi.

Nel dettaglio, i lavori riguardano due distinti ambiti di intervento. Nella zona Mossa-Saletto, compresa tra la strada provinciale 48 e la viabilità comunale, verrà realizzato un articolato sistema di drenaggio attraverso trincee drenanti disposte lungo il pendio per favorire la regimazione delle acque sotterranee e ridurre le spinte che alimentano il movimento franoso. È inoltre prevista la costruzione di un muro in gabbioni sostenuto da una paratia di pali in calcestruzzo, destinato a garantire una maggiore stabilità del versante.

Nell’area di via Spazzi, in prossimità dei depuratori, saranno invece eseguiti interventi di drenaggio profondo e spurgo finalizzati a migliorare le condizioni geotecniche del terreno.

Muccia, via libera alla ricostruzione del lavatoio comunale: investimento da 300.000 euro

 

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per la demolizione e ricostruzione del lavatoio comunale di Muccia (Mc), autorizzando e concedendo un contributo di 299.998 euro nell’ambito del Programma straordinario di Rigenerazione Urbana collegato alla ricostruzione post sisma.

L’intervento interessa uno spazio tradizionalmente legato alla vita della comunità e punta a restituire piena funzionalità a un manufatto pubblico che svolgeva un’importante funzione sociale all’interno del tessuto urbano. Il progetto prevede la completa ricostruzione dell’edificio, insieme al recupero delle aree circostanti e del muro di cinta confinante con la strada comunale.

 

“Occorre sottolineare l’importanza che riveste la rigenerazione urbana all’interno del processo di rilancio dell’entroterra martoriato dal terremoto – spiega il commissario straordinario, Guido Castelli -. Si tratta di interventi che mirano a restituire luoghi identitari, recuperando elementi storici della memoria collettiva e migliorando al tempo stesso la qualità degli spazi pubblici. Ringrazio dunque gli attori impegnati in prima linea, tra cui i Comuni, lo stesso Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli”.

 

“Il finanziamento e la conseguente realizzazione del lavatoio comunale va ad inserirsi in un contesto molto più ampio, il comune di Muccia infatti ha sviluppato negli ultimi anni un progetto su largo impatto storico/ambientale denominato “parco dei Mulini”. Il progetto prevede la riqualificazione nel centro storico di Muccia, di tutte le aree interposte tra il fiume Chienti e il cosiddetto ” vallato” un canale idrico che alimenta appunto i mulini esistenti. Il lavatoio pertanto non è altro che un tassello che si aggiunge a questo percorso fluviale, dove attraverso l’utilizzo e lo sfruttamento della risorsa idrica, sarà possibile conoscere la storia  dei Mulini dei “Varano”  del palazzo comunale,  ma anche come avvenivano le attività quotidiane più umili. Ringrazio a nome mio e di tutta l’amministrazione il commissario straordinario Guido Castelli, l’Ufficio Speciale Ricostruzione, la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli, l’architetto Claudio Mariani e l’ufficio tecnico comunale” dichiara il sindaco Stefano Antonelli.

 

Nel dettaglio, il nuovo lavatoio sarà realizzato con fondazioni in cemento armato, struttura portante rivestita in mattoni e copertura in legno con manto in coppi tradizionali, in modo da mantenere le caratteristiche architettoniche tipiche del contesto locale. L’attuale volume destinato a magazzino sarà ridimensionato e trasformato in servizio igienico a supporto dell’area.

Il progetto comprende inoltre il ripristino del muro di recinzione, che sarà in parte recuperato mediante interventi di ricucitura delle murature esistenti e in parte ricostruito con un basso parapetto in mattoni sormontato da una ringhiera in ferro battuto. L’intera area sarà oggetto di una sistemazione finalizzata alla riqualificazione e alla valorizzazione dello spazio pubblico.

Pollenza, inaugurata la nuova stazione dei Carabinieri: un presidio di sicurezza e legalità ricostruito dopo il sisma del 2016

 

 

– È stata inaugurata la nuova stazione dei Carabinieri di Pollenza, nel Maceratese, ricostruita dopo i gravi danni provocati dal terremoto del 2016. Un intervento che restituisce all’Arma e alla comunità un presidio fondamentale per la sicurezza e la legalità del territorio, mettendo fine a un lungo periodo di sistemazioni provvisorie.

 

Dopo il sisma, infatti, i militari dell’Arma erano stati costretti a lasciare la sede gravemente danneggiata, trovando inizialmente sistemazione in alcuni container e, successivamente, dal 2020, in appartamenti messi a disposizione dall’Amministrazione comunale. Con il completamento della ricostruzione, la Stazione dei Carabinieri torna ora nella sua sede originaria, a ridosso del centro storico, in un edificio completamente rinnovato sotto il profilo strutturale, funzionale ed energetico.

 

La cerimonia, prevista all’esterno della nuova stazione dell’Arma, a causa della pioggia battente, è andata in scena nella luminosa cornice del teatro comunale “Giuseppe Verdi” che potuto così ospitare le autorità, i cittadini, ma anche i ragazzi della scuola secondaria di primo grado di Pollenza. Poi il taglio del nastro nella rinnovata struttura in via Dante.

A questo momento così importante per Pollenza hanno partecipato il  Generale di Brigata Nicola Conforti, comandante della Legione Carabinieri Marche, il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il prefetto di Macerata Giovanni Signer, il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci,  il sindaco di Pollenza Mauro Romoli e diversi parlamentari e consiglieri regionali, oltre a tante fasce tricolore del territorio.

L’intervento, finanziato nell’ambito della ricostruzione post sisma 2016, ha previsto la demolizione del fabbricato danneggiato e la sua ricostruzione nella stessa area, con una nuova struttura in cemento armato sviluppata su due piani, per una superficie utile complessiva di circa 390 metri quadrati. Oltre agli spazi destinati alle attività istituzionali dell’Arma, l’edificio ospita anche due alloggi di servizio per i Carabinieri, garantendo condizioni più adeguate alle esigenze operative e abitative del personale.

L’opera è stata finanziata con un contributo complessivo da circa un milione di euro. La nuova costruzione è stata realizzata secondo criteri di sicurezza sismica, accessibilità ed efficientamento energetico, con l’obiettivo di garantire un edificio moderno, funzionale e adeguato alle necessità di un presidio istituzionale strategico per il territorio.

«La restituzione della stazione dei Carabinieri di Pollenza rappresenta un altro risultato importante della ricostruzione, perché restituiamo alla comunità non soltanto un edificio sicuro e moderno, ma un presidio di legalità, sicurezza e prossimità ai cittadini – dichiara il Commissario straordinario alla Riparazione e Ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli –. Dopo dieci anni dal terremoto, durante i quali i militari dell’Arma hanno continuato a garantire il proprio servizio anche in condizioni logistiche provvisorie, questa inaugurazione segna il ritorno a una piena normalità. Ricostruire significa anche rafforzare la presenza dello Stato nei territori, assicurando servizi essenziali e punti di riferimento stabili per le comunità. Desidero ringraziare il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, con il quale condividiamo quotidianamente l’impegno per la ricostruzione, l’Arma dei Carabinieri per il servizio che svolge a tutela dei cittadini, l’Ufficio Speciale Ricostruzione delle Marche e l’Amministrazione comunale di Pollenza, guidata dal sindaco Mauro Romoli, per la collaborazione che ha consentito di raggiungere questo risultato. È attraverso il lavoro sinergico delle istituzioni che possiamo restituire ai nostri territori non solo ciò che il sisma ha sottratto, ma strutture migliori, più sicure e capaci di rispondere alle esigenze del futuro».

Dice il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli: «È una bella giornata per l’Arma dei Carabinieri, ma soprattutto una buona notizia per tutta la comunità. La ricostruzione non significa soltanto restituire edifici e infrastrutture ai territori colpiti dal sisma, ma anche garantire alle istituzioni e alle forze dell’ordine strutture adeguate e funzionali per svolgere al meglio la propria attività al servizio dei cittadini. La sicurezza rappresenta un elemento fondamentale per la qualità della vita delle nostre comunità, soprattutto in territori che stanno affrontando un percorso complesso di ricostruzione e rilancio. Esprimo un sentito ringraziamento all’Arma dei Carabinieri per l’impegno quotidiano a tutela dei cittadini e per la straordinaria vicinanza dimostrata alle nostre popolazioni nei momenti più difficili, a partire dai tragici eventi sismici del 2016. Una presenza che è stata e continua a essere un punto di riferimento essenziale per le nostre comunità».

Commenta il sindaco di Pollenza Mauro Romoli: «È un giorno di festa per Pollenza. L’inaugurazione della nuova stazione dei carabinieri, dopo l’importante intervento di demolizione e ricostruzione, fa capire che finalmente le cose stanno tornando al loro posto e danno un segnale di presenza delle Istituzioni sul territorio. Ringrazio tutta la struttura commissariale guidata dal Senatore Castelli, l’Arma dei Carabinieri, il progettista e le ditte che hanno lavorato alacremente e soprattutto ringrazio i carabinieri che in questi anni dieci anni hanno prestato servizio nei container prima e negli spazi comunali poi, adattandosi a delle condizioni di lavoro non ottimali. Lo hanno fatto per Pollenza, la cittadinanza è loro grata».

Il Comandante della Legione Carabinieri “Marche”, Gen. B. Nicola Conforti, dopo aver ringraziato il Senatore Castelli per il prezioso supporto costantemente fornito, ha evidenziato l’importanza del lavoro di squadra, realizzato in perfetta sinergia tra tutti gli attori pubblici e privati, che ancora una volta ha consentito di raggiungere un importante traguardo. «Ricostruire dalle fondamenta non significa cancellare il passato” – ha sottolineato Conforti – “ma dimostrare nei fatti che la presenza delle Istituzioni e la coesione di questa comunità sono più forti di qualsiasi avversità”.

 

Il Generale, nel concludere, ha indirizzato il suo saluto ai militari della Stazione di Pollenza: “A voi Carabinieri che da oggi opererete in questa nuova struttura va il mio augurio di buon lavoro. A voi è affidato il compito più nobile: continuare a essere quella presenza costante, umana e rassicurante che da sempre caratterizza la nostra missione quotidiana al servizio della gente».

 La ricostruzione a Pollenza. L’inaugurazione della ritrovata stazione dei Carabinieri si inserisce nel più ampio percorso di ricostruzione post sisma che interessa il territorio comunale di Pollenza. Sul fronte della ricostruzione privata sono state presentate complessivamente 228 domande, delle quali 158 hanno ottenuto la concessione del contributo, per un importo pari a 76,7 milioni di euro, a fronte di oltre 102,5 milioni di euro richiesti. Le risorse già liquidate ammontano a 53,3 milioni di euro. Sono 85 i cantieri conclusi, mentre 70 risultano attualmente in corso. Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica, il programma comprende 10 opere, delle quali 3 completate, 6 con lavori avviati e una finanziata. Un quadro che testimonia l’avanzamento della ricostruzione e il progressivo recupero del patrimonio edilizio e dei servizi del territorio.

 

Il quadro regionale. Nelle Marche 17 interventi per le sedi delle forze dell’ordine e dei Vigili del Fuoco c’è  un investimento complessivo di circa 55,8 milioni di euro, considerando le quote commissariali delle opere cofinanziate. È il quadro delineato dall’Agenzia del Demanio nell’ambito dell’Ordinanza Speciale 27 del 2021. Tra gli interventi già ultimati le caserme di Pieve Torina, Arquata del Tronto e Fiastra. Un programma che punta a restituire ai territori colpiti dal sisma presidi di sicurezza e soccorso moderni, funzionali e sismicamente adeguati.

 

 

Castelli: “ Strategia sul diritto a restare ,l’azione congiunta del Governo a Roma e Bruxelles porta risultati concreti per assicurare risorse per il futuro dell’Appennino centrale”

 

“L’azione congiunta del Governo a Roma e Bruxelles porta risultati concreti per assicurare risorse per il futuro dell’Appennino centrale” – dichiara il Commissario sisma 2016 Guido Castelli – “L’annuncio del Vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto sulla pubblicazione della Strategia per il diritto a restare in tempo utile per essere inserita nella nuova programmazione europea rappresenta una importante decisione per l’Appennino centrale che può contare anche sull’azione determinata del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha preso posizione sulle proposte di riduzione dei fondi per mettere al sicuro le risorse europee per la coesione e la politica agricola”.

 

“Si tratta di una opportunità senza precedenti per il nostro territorio – conclude Castelli – insieme alle Regioni e agli Enti locali presenteremo progetti per dotare il cratere di opportunità concrete per vivere e lavorare”

Ricostruzione post-sisma 2016: approvate le Linee guida per l’applicazione delle norme di maggior favore e del Prezzario Unico del Cratere.

 

Con Decreto n. 887 dell’8 ottobre 2026, il Commissario Straordinario per la ricostruzione post-sisma 2016 ha approvato le «Linee guida per l’applicazione delle norme di maggior favore previste dall’Ordinanza n. 222/2025 e del Prezzario Unico del Cratere».

Il documento fornisce indicazioni e chiarimenti sull’ambito di applicazione della disciplina introdotta dall’Ordinanza n. 222 del 31 gennaio 2025, e successive modifiche e integrazioni, nonché sulle modalità di utilizzo del Prezzario Unico del Cratere del Centro Italia – Edizione 2026, approvato con Ordinanza n. 276 del 4 maggio 2026.

Le Linee guida mirano a promuovere un’applicazione omogenea delle disposizioni vigenti, con particolare riferimento alle norme di maggior favore previste per gli interventi di ricostruzione, fornendo un utile supporto agli operatori coinvolti nell’attuazione degli interventi.

Il documento è consultabile sul sito istituzionale del Commissario Straordinario ai seguenti link:

•             Decreti: https://sisma2016.gov.it/decreti-3/

•             Guide e utilità: https://sisma2016.gov.it/guide-e-utilita/

Montegallo, progetto da 1,5 milioni per il ripristino della strada tra il bivio di Forca-Canale e Uscerno

 

 

Con decreto dell’Ufficio Speciale Ricostruzione è stato approvato il progetto esecutivo per il ripristino e la riparazione dei danni lungo la strada che va dal bivio Forca-Canale e arriva alla frazione di Uscerno, nel comune di Montegallo (Ap), con la contestuale concessione di un contributo di 1.500.000 euro.

L’intervento, inserito nel programma delle opere pubbliche finanziate dall’Ordinanza commissariale 137 del 2023, riguarda un’arteria viaria particolarmente importante per i collegamenti interni del territorio montano di Montegallo.

“Con l’approvazione del progetto esecutivo e la concessione del finanziamento si compie un passaggio decisivo verso la realizzazione dell’intervento, che consentirà di migliorare la sicurezza della viabilità a servizio delle frazioni di Forca, Abetito e Uscerno, contribuendo al completamento del percorso di ripristino delle infrastrutture danneggiate dal sisma in queste zone dell’entroterra – conferma il commissario straordinario, Guido Castelli -. Ringrazio per la collaborazione ed il lavoro svolto in sinergia il Comune, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli”.

“Desidero rivolgere un sincero e doveroso ringraziamento per il grande lavoro svolto in costante sinergia alla Struttura Commissariale, al Commissario Straordinario Guido Castelli, all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e alla Regione Marche guidata dal Presidente Francesco Acquaroli. Questo intervento rappresenta una dimostrazione concreta di come i tanti finanziamenti intercettati e ottenuti stiano finalmente trasformandosi in cantieri e opere reali per i nostri cittadini. Nello specifico, andiamo a risistemare quella che è la strada comunale più importante di tutto il nostro territorio — il collegamento che da Uscerno sale verso Abetito, Forca e Santa Maria in Lapide — un’opera strategica che la cittadinanza aspettava ormai da parecchi anni. Un paio di anni fa si era già reso necessario un primo intervento in somma urgenza per far fronte alle forti criticità della viabilità e ai danni diretti e indiretti causati dal terremoto, ma oggi si passa finalmente alla fase decisiva dei lavori definitivi e strutturali. Un’infrastruttura fondamentale per la ricostruzione e per il rilancio turistico ed economico di tutte le nostre frazioni” dichiara il sindaco Sante Capanna.

Il progetto nasce a seguito dei danni provocati dal terremoto del 2016/2017 e rappresenta il completamento delle opere già realizzate in somma urgenza subito dopo le scosse per garantire la sicurezza della circolazione.

La nuova progettazione prevede ora una serie di opere definitive finalizzate a migliorare la sicurezza e la funzionalità dell’infrastruttura. In particolare saranno realizzate nuove zanelle in calcestruzzo per il corretto convogliamento delle acque meteoriche, attraversamenti stradali con tubazioni in Pvc di diverso diametro, barriere di sicurezza di tipo N2 nei tratti più esposti e nei punti caratterizzati da scarpate o curve pericolose, oltre al completo rifacimento della pavimentazione stradale.

L’intervento interesserà un tratto complessivo di oltre otto chilometri e mezzo, dal chilometro 0 fino al chilometro 8,640 della viabilità interessata, attraverso la posa di nuovi strati di conglomerato bituminoso e del tappetino finale di usura.

Scuole: oltre 2,7 milioni di euro per avviare gli interventi su Ipsia Piscille e Liceo Mariotti di Perugia

 

Oltre 2,7 milioni di euro per accelerare la progettazione e le procedure di affidamento degli interventi su due importanti edifici scolastici di Perugia.

Il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli ha firmato i decreti con cui vengono trasferite all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Umbria le anticipazioni del 20% delle risorse programmate sui fondi sisma per l’Ipsia sede di Piscille e per il Liceo Classico “Mariotti”. Gli interventi sono inclusi nel Programma Straordinario di Ricostruzione delle strutture scolastiche previsto dall’Ordinanza speciale 31 del 31 dicembre 2021.

Nel dettaglio, per l’adeguamento sismico e l’efficientamento energetico dell’Ipsia di Piscille è stata disposta un’anticipazione di 1.877.844 euro, pari al 20% dei 9.389.220 euro programmati sui fondi sisma. L’intervento ha un costo complessivo stimato di 11.423.000 euro, cui concorrono anche 320.330 euro di contributi Miur e 1.713.450 euro previsti a carico del Conto Termico. La Provincia di Perugia, soggetto attuatore, aveva richiesto l’anticipazione per l’edificio principale e la palestra dell’Istituto “Cavour Marconi Pascal” nella sede di Piscille

Per il miglioramento sismico del Liceo Classico “Mariotti” l’anticipazione ammonta invece a 835.096 euro, calcolata sui 4.175.480 euro programmati a valere sui fondi sisma. Il costo complessivo dell’intervento è pari a 6.080.000 euro, di cui 992.520 euro di contributo regionale e 912.000 euro previsti a carico del Conto Termico

Anche in questo caso le risorse, richieste dalla Provincia di Perugia quale soggetto attuatore, sono finalizzate a consentire l’avvio delle attività di progettazione e delle procedure necessarie alla fase iniziale dei lavori.

Complessivamente, i due interventi hanno dunque un valore di 17,503 milioni di euro, mentre le anticipazioni disposte dalla Struttura commissariale raggiungono 2.712.940 euro.

“La ricostruzione delle scuole è sempre una delle priorità del nostro lavoro – dichiara il commissario Guido Castelli –. Con questi due decreti mettiamo a disposizione della Provincia di Perugia e dell’USR Umbria risorse concrete per far avanzare gli interventi su due istituti importanti della città. Rendere gli edifici scolastici più sicuri e adeguati significa investire non soltanto sulle strutture, ma sulla qualità dei servizi e sul futuro delle comunità. Continuiamo a lavorare insieme alla Regione Umbria, all’USR,  al sottosegretario Emanuele Prisco e alla Provincia per trasformare le risorse programmate in progettazione, affidamenti e cantieri”.