Festa dell’Arma dei Carabinieri, Castelli: “Presidio insostituibile di legalità, sicurezza e vicinanza alle comunità colpite dal sisma”

Il Commissario Straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli  ha partecipato alla festa per i 212 anni della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri ad Ascoli Piceno rivolgendo  il proprio ringraziamento alle donne e agli uomini dell’Arma per il servizio svolto ogni giorno a tutela dei cittadini e delle istituzioni.

“Nel giorno in cui celebriamo l’Arma dei Carabinieri – dichiara Castelli – desidero esprimere gratitudine e riconoscenza a tutti i militari che, con dedizione, senso del dovere e spirito di sacrificio, rappresentano un presidio insostituibile di legalità, sicurezza e prossimità. La loro presenza capillare nei territori, dalle città ai borghi più piccoli, costituisce un punto di riferimento fondamentale per le nostre comunità”.

Il Commissario sottolinea in particolare il ruolo svolto dall’Arma nei territori dell’Appennino centrale colpiti dal sisma.

“Nelle aree del cratere – prosegue Castelli – i Carabinieri hanno saputo essere molto più di una forza di polizia: sono stati e continuano a essere una presenza rassicurante, vicina ai cittadini, alle amministrazioni locali e a tutte le realtà impegnate nel percorso della ricostruzione. In contesti segnati dalle ferite del terremoto, la loro opera quotidiana contribuisce a rafforzare la fiducia nello Stato e nelle istituzioni”

“L’Arma – conclude il Commissario – incarna valori profondi: fedeltà alla Repubblica, rispetto della legge, attenzione alle persone, coraggio e responsabilità. Valori che assumono un significato ancora più forte nei territori fragili, dove la ricostruzione non è soltanto materiale, ma anche sociale e civile. A tutte le donne e gli uomini dell’Arma va il nostro più sincero ringraziamento”.

Molti gli interventi messi in campo per la ricostruzione delle caserme danneggiate dal sisma. L’Ordinanza speciale n. 27/2021, integrata con l’Ordinanza speciale n. 69/2023, disciplina la programmazione di 43 interventi suddivisi sulle quattro Regioni interessate dagli eventi sismici a far data dal 24 agosto 2016, per un importo programmato totale di 113,7 milioni di euro, di questi 22 sono per le caserme dei Carabinieri.

Nella Regione Marche, il programma comprende interventi nei Comuni di Visso, Serravalle di Chienti, Arquata del Tronto, Montegallo, Fiastra, Pieve Torina, Ussita, Castelsantangelo sul Nera, Camerino, Ascoli Piceno, San Severino Marche, Montemonaco, Castignano, Tolentino e Fiuminata, per un importo programmato complessivo pari a circa 52,1 milioni di euro.

Al momento lo stato di attuazione degli interventi della Regione Marche vede 5 interventi conclusi, 6 interventi in esecuzione lavori, 2 interventi in fase di affidamento lavori e 3 interventi con progetto esecutivo in corso di definizione/approvazione.

 

Approvato l’intervento di riparazione del danno locale della chiesa di Santa Maria Ausiliatrice a Montottone

La conferenza permanente ha approvato l’intervento di riparazione del danno locale della chiesa di Santa Maria Ausiliatrice a Montottone, in provincia di Fermo. Il complesso architettonico è stato realizzato in tempi diversi (XIV -XVIII secolo). Nonostante i continui rimaneggiamenti, la chiesa mantiene la tipica composizione romanica ed attualmente è costituita da: abside semicircolare con copertura a volta avente la forma di semicupola; transetto con copertura a cupola; campate laterali al transetto con volte a botte; navata principale e laterali con volte a crociera. Le parti architettoniche descritte sono caratterizzate dalla presenza di lesene, stucchi e modanature oltre che da dipinti appesi alle pareti. Il progetto prevede di intervenire in primis a livello di fondazione, in modo da garantire una più omogenea distribuzione delle sollecitazioni, migliorando di fatto l’interazione tra terreno e struttura. La soluzione ipotizzata è stata quella di intervenire con un sistema di micropali organizzati su più livelli, con lunghezze e dimensioni variabili, idonei a sopportare i carichi non trascurabili, indotti dalle strutture poste superiormente. La necessità di tale intervento è volta a scongiurare la possibilità che ulteriori cedimenti fondali, peraltro prevedibili e compatibili con le caratteristiche del terreno evidenziate nella relazione geologica. Il costo dell’intervento è di 997.013,85 euro.

“Insieme stiamo restituendo alla cittadinanza questi gioielli della tradizione. Questi lavori testimoniano la volontà concreta di ricostruire non solo muri, ma speranze. Desidero ringraziare il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Arcivescovo Rocco Pennacchio e l’Amministrazione comunale per la loro collaborazione” dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

Castilenti: trasferiti 552 mila euro per Palazzo De Sterlich

E’ stato disposto il trasferimento all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Abruzzo di 552.371 euro, corrispondenti all’acconto del 20% del contributo programmato per l’intervento di riparazione e miglioramento sismico dell’edificio storico Palazzo De Sterlich Castilenti a Castilenti (TE).

L’opera, inserita nel Nuovo Piano di ricostruzione delle opere pubbliche localizzate nei territori delle Regioni Abruzzo e Lazio, approvato con l’Ordinanza commissariale n. 250 del 22 dicembre 2025, dispone di un finanziamento complessivo pari a 2.761.855 euro.

Il trasferimento delle risorse è stato autorizzato a seguito dell’affidamento dell’attività di progettazione da parte del Comune di Castilenti, soggetto attuatore dell’intervento, avvenuto con Determinazione comunale n. 60 del 19 marzo 2026.

“Il trasferimento dell’acconto consente di dare concreta continuità al percorso progettuale per la riparazione e il miglioramento sismico di Palazzo De Sterlich – dichiara il commissario straordinario Guido Castelli –. La ricostruzione pubblica deve essere capace di coniugare sicurezza, tutela del patrimonio storico e restituzione di spazi identitari alle comunità. Ringrazio il Presidente della Regione Marco Marsilio, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e il sindaco Sabina Mazzocca per la collaborazione istituzionale che permette di avanzare nell’attuazione degli interventi”.

“A nome dell’Amministrazione comunale e di tutta la comunità di Castilenti che rappresento, desidero ringraziare il Commissario Straordinario per la ricostruzione il dottor Guido Castelli, il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e la consigliera Regionale Marilena Rossi per il lavoro svolto e per la vicinanza dimostrata. Per noi la riqualificazione di Palazzo De Sterlich ha un valore che va oltre l’intervento edilizio: si tratta del recupero di uno dei simboli più importanti del nostro paese, un luogo che appartiene alla storia e all’identità dei cittadini di Castilenti. Questo finanziamento ci permette di guardare con fiducia al futuro, preservando un patrimonio che rappresenta le nostre radici e la nostra comunità” ha dichiarato il sindaco Sabina Mazzocca.

Amandola, progetto per la riqualificazione della frazione Casa Coletta

La Conferenza regionale ha approvato il progetto di ripristino e manutenzione straordinaria di alcuni immobili della frazione Casa Coletta, ad Amandola (Fm), finanziato per un importo complessivo di 3 milioni di euro.

L’intervento, inserito nell’ordinanza commissariale 137 del 2023, rientra nel Programma straordinario di rigenerazione urbana post-sisma e punta alla valorizzazione del patrimonio pubblico e al rilancio socio-economico del territorio.

“L’approvazione rappresenta un passo importante nel processo di rigenerazione delle aree interne, con un intervento che mira non solo alla messa in sicurezza degli edifici, ma anche alla creazione di nuove opportunità di sviluppo turistico sostenibile e di valorizzazione di questo borgo rurale – conferma il commissario straordinario, Guido Castelli -. Si tratta di operazioni lungimiranti che contribuiscono ad alimentare un processo di ricostruzione virtuoso ed efficace. Ringrazio tutte le componenti coinvolte, dal Comune fino all’Ufficio Speciale Ricostruzione e alla Regione guidata dal presidente Acquaroli”.

“E’ un’importante approvazione del progetto di riqualificazione e rigenerazione urbana di un aggregato storico ,”Casa Assunta”, che verrà destinato a “centro di formazione permanente” per guide ambientali ed escursionistiche oggi molto richieste all’interno del parco nazionale dei monti Sibillini. Un’importante ristrutturazione che, grazie alla collaborazione del Commissario per la Ricostruzione senatore Castelli, indica una nuova strategia di crescita e di valorizzazione dell’attività dei Giovani e dell’economia delle aree interne” dichiara il sindaco Adolfo Marinangeli.

Il progetto riguarda un nucleo rurale situato nel territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e prevede il recupero di quattro edifici di proprietà comunale danneggiati dal terremoto. L’obiettivo è la loro rifunzionalizzazione attraverso la realizzazione di un albergo diffuso, denominato “Casa Assunta”, capace di coniugare accoglienza turistica, servizi e valorizzazione delle risorse locali.

Nel dettaglio, gli immobili A e B, originariamente destinati ad abitazioni e magazzini, saranno trasformati in spazi per l’ospitalità e la ristorazione, con interventi di miglioramento sismico, adeguamento impiantistico e inserimento di ascensori per garantire l’accessibilità. L’edificio D, un ex fienile, sarà invece destinato a funzioni ludico-culturali, diventando una stazione di supporto per la mobilità dolce, punto di ristoro e spazio per attività culturali e di lettura.

Particolare attenzione è riservata all’edificio C, la chiesina della Madonna del Carmine, oggi parzialmente diruta, che sarà recuperata e restituita alla sua funzione originaria attraverso interventi di consolidamento, ricostruzione e valorizzazione dei materiali storici.

Dal punto di vista tecnico, l’intervento prevede opere di consolidamento strutturale, ristilatura e rinforzo delle murature, miglioramento delle fondazioni, sostituzione e recupero degli elementi lignei, nonché l’installazione di nuovi impianti tecnologici e soluzioni per l’efficientamento energetico.

 

Intesa sulle modifiche alle Ordinanze 272 e 273 e al Testo Unico della Ricostruzione Privata

La Cabina di coordinamento sisma ha raggiunto l’intesa sullo schema di Ordinanza che introduce disposizioni modificative e di coordinamento delle Ordinanze n. 272 e n. 273 del 4 maggio 2026 e del Testo Unico della Ricostruzione Privata, di cui all’Ordinanza n. 130 del 15 dicembre 2022.

Il provvedimento, condiviso con i Presidenti delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, interviene per riallineare alcune previsioni normative introdotte con le recenti Ordinanze commissariali, con l’obiettivo di rendere più chiara, coerente e immediatamente applicabile la disciplina sui termini di esecuzione dei lavori, sulle conseguenze dei ritardi e sulle procedure legate alla ricostruzione privata.

Tra le principali novità, l’Ordinanza stabilisce la proroga al 30 settembre 2026 del termine entro il quale i beneficiari potranno richiedere di avvalersi delle disposizioni di maggior favore introdotte dall’Ordinanza n. 272, in particolare in materia di termini di ultimazione dei lavori e relative conseguenze. L’obiettivo è consentire ai soggetti interessati di disporre del tempo necessario per adeguare i contratti privati già stipulati alla nuova disciplina.

Il testo prevede inoltre che, per gli interventi per i quali sia già stato emesso il decreto di concessione del contributo e i cui termini di esecuzione non siano ancora scaduti, il termine di ultimazione dei lavori sia comunque prorogato al 31 dicembre 2026, ove inferiore. Viene inoltre chiarito il regime applicabile a chi non intenda esercitare la facoltà di aderire alle nuove disposizioni, garantendo certezza giuridica e continuità amministrativa.

L’Ordinanza interviene anche sul coordinamento con la disciplina del cosiddetto SAL 0, sostituendo il riferimento all’anticipazione dell’80% con quello al “primo SAL utile”, e dispone l’abrogazione dell’articolo 128 del Testo Unico della Ricostruzione Privata, in coerenza con le modifiche già apportate agli articoli 55 e 67 del TURP in relazione ai termini per l’indicazione dell’impresa affidataria dei lavori.

Viene infine riallineata l’Ordinanza n. 273, relativa all’incremento di contributo a copertura delle spese rimaste a carico dei beneficiari in conseguenza del mancato completamento degli interventi interessati dal Superbonus, prevedendo che, in caso di mancato rispetto dei termini di esecuzione, si applichi la disciplina dell’articolo 59-bis del Testo Unico per gli interventi regolati dall’Ordinanza n. 272.

“Con questa Ordinanza – dichiara il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli – introduciamo ulteriori elementi di chiarezza e coordinamento in una fase decisiva della ricostruzione privata. L’obiettivo è evitare incertezze applicative, accompagnare cittadini, professionisti e imprese nell’adeguamento alle nuove regole e imprimere una definitiva accelerazione alle attività di cantiere. La ricostruzione ha bisogno di norme semplici, tempi certi e responsabilità condivise: solo così possiamo garantire il completamento degli interventi e il ritorno pieno alla normalità nei territori colpiti dal sisma. Ringrazio le Regioni Marche, Umbria Lazio e Abruzzo e gli Uffici ricostruzione per la loro collaborazione”.

Terremoto 2016–2026: Il Comitato Civico 3e36 promuove l’Assemblea Aperta “Ri Abitare le nostre case”

A dieci anni dal sisma che ha colpito i territori di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, il Comitato Civico 3e36 organizza l’assemblea pubblica “Ri Abitare le nostre case”, un momento di confronto aperto tra cittadini, istituzioni e rappresentanti del Governo sullo stato della ricostruzione e sulle prospettive future. il Comitato Civico 3e36 ha promosso questo importante momento di confronto pubblico e istituzionale per fare il punto sulla ricostruzione e guardare alle prospettive future alla luce delle nuove Ordinanze Commissariali. Erano presenti, il senatore Guido Castelli, commissario straordinario della ricostruzione, Paolo Trancassini, questore della Camera dei deputati e referente in Parlamento per la ricostruzione, Manuela Rinaldi, Assessore ai lavori pubblici e alla ricostruzione post sisma della Regione Lazio, i sindaci di Amatrice, Giorgio Cortellesi e quello di Accumoli, Mauro Tolomei. L’iniziativa nasce dalla volontà di dare voce alle comunità colpite dal terremoto del 2016, per aggiornarli sullo stato dell’arte e sulle novità emerse, dal punto di vista normativo, nel percorso di ricostruzione delle abitazioni e dei centri abitati. L’obiettivo dell’assemblea è ottenere risposte chiare, impegni concreti e garanzie sui tempi e sulle modalità degli interventi, anche alla luce delle più recenti ordinanze commissariali. Ad aprire i lavori è stata la presidente del comitato civico, Sonia Santarelli “Abbiamo voluto organizzare questo incontro a Roma, per valorizzare la rappresentanza di quanti hanno una seconda casa nei comuni coinvolti. Perché la ricostruzione non deve essere solo economica ma anche sociale, e permettere alle persone di ritornare a riabitare le proprie case e riunirsi a chi ha deciso di restare. La ricostruzione è un percorso lungo ed è importante cercare di dare una mano a chi vorrebbe abbandonare.” Il commissario straordinario Guido Castelli ha voluto sottolineare l’importanza delle ultime ordinanze approvate dalla struttura, che riguardano nello specifico alcune problematiche evidenziate nella opera di ricostruzione. “Sono molto grato al governo che ha deciso di stanziare 1 miliardo e 300 milioni, in occasione dell’ultima legge di bilancio ci ha assegnato per la ricostruzione del sisma, per pagare tutte le attività che erano state ipotizzate, progettate dai tecnici di cantieri dove c’era il contributo sisma insieme a quello del super bonus 110. Questo ha permesso di superare l’impossibilità come è evidente che sia, di prorogare il bonus del 110 per la ricostruzione. Un’altra ordinanza molto importante, che abbiamo approvato, è stata quella che ci ha portato ad aggiornare il prezzario del cratere. La legge del terremoto del 1989 prevede che periodicamente ci sia un unico preziario per tutto il cratere. Questo preziario era fermo nel 2022, quando c’è stata l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, con tutto quello che ne è conseguito. Abbiamo aggiornato alcune voci del prezzario, è stato un riallineamento, non è stato un aumento. E poi un’altra cosa di cui sono molto fiero è quella che riguarda lo stato di avanzamento lavori e la possibilità di ricevere sulla base di ciò degli anticipi, proprio per evitare i casi dei cantieri infiniti, che cominciano e non finiscono mai.” “La collaborazione con la struttura commissariale è stato uno dei punti di forza nella ricostruzione nella nostra Regione. Malgrado le evidenti difficoltà che comporta ogni ricostruzione dopo un evento simile. Noi come Regione Lazio poi dobbiamo anche fare fronte ad una disponibilità di personale inferiore, rispetto ad altre Regioni colpite dal sisma. Noi siamo impegnati ad accelerare sempre di più il processo della ricostruzione, lavorando in sinergia con tutti i soggetti coinvolti, per trasformare le risorse in risultati concreti. Ed è per questo motivo che sono certamente utili anche occasioni come queste di confronto utile tra tutti i soggetti coinvolti” ha detto Manuela Rinaldi, assessore della regione Lazio ai lavori pubblici e alla ricostruzione post sisma. “Sono molto contento dell’approccio che hanno sia Castelli che Rinaldi su quella che è una problematica enorme- ha detto il Questore della Camera dei deputati, Paolo Trancassini -. Vorrei sottolineare il coraggio nell’affrontare questa fase della ricostruzione. Non è semplice dire: vediamo chi sbaglia e chi lo fa deve pagare. Fare passare il concetto che non si può più attendere, significa che chi è chiamato a mettere campo delle scelte, come succede al commissario in maniera diretta, ha coraggio. Quello che abbiamo cercato di fare è stato di far capire al Governo che questo era il momento  di dare un segnale forte. C’è un tema più grande su cui stiamo lavorando che è quello delle aree interne, che riguarda Amatrice prima del sisma del 2016. Il destino dello spopolamento sembra segnato. Quello che stiamo cercando di fare è di far capire a tutti che questo tema non è solo nostro. E il Governo non solo ha capito ma ha fatto proprio un approccio diverso. Identità è tradizione della nostra Nazione è rimasta nelle aree interne ed è lì che dobbiamo lavorare piuttosto che sulle grandi città.” Nel corso dell’incontro i cittadini hanno avuto l’opportunità di porre domande direttamente ai rappresentanti istituzionali e di confrontarsi sulle soluzioni necessarie per favorire il ritorno alla piena vivibilità dei territori colpiti in un serrato e molto fattivo scambio di opinioni che è durato ben al di là dei termini previsti.

Al via la Presidenza italiana EUSAIR, un’opportunità strategica per l’Appennino centrale

L’assunzione da parte dell’Italia della Presidenza della Strategia dell’Unione europea per la Regione Adriatico-Ionica (EUSAIR) e dell’Iniziativa Adriatico-Ionica rappresenta un passaggio di particolare rilievo anche per l’Appennino centrale e per i territori del cratere sisma 2016. Non si tratta soltanto di un appuntamento di cooperazione macroregionale, ma di una concreta opportunità per rafforzare la coesione territoriale, sostenere la crescita sostenibile, valorizzare il ruolo delle aree interne e collocare il Centro Italia dentro le nuove direttrici europee di sviluppo.

“La Presidenza italiana che sarà coordinata dal Ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione Tommaso Foti, cade in una fase storica segnata da trasformazioni profonde – dichiara Guido Castelli Commissario straordinario Sisma 2016 – l’allargamento dell’Unione europea verso i Balcani occidentali, la ridefinizione delle catene di approvvigionamento, la transizione energetica e climatica, la necessità di rafforzare la connettività infrastrutturale e digitale tra le due sponde dell’Adriatico. In questo scenario l’Appennino centrale non può essere considerato un’area marginale, ma una piattaforma territoriale strategica, posta al centro della Penisola e naturalmente proiettata verso l’Adriatico, i Balcani e il Mediterraneo”. “Per la Struttura Commissariale sisma 2016 – continua Castelli – questa prospettiva si collega direttamente al lavoro avviato negli ultimi anni per trasformare la ricostruzione in un processo più ampio di riparazione, rigenerazione e rilancio economico-sociale. Il cratere non è soltanto il luogo della ferita sismica: è un laboratorio nazionale di coesione, nel quale la ricostruzione materiale degli edifici si accompagna alla ricostruzione delle condizioni per vivere, lavorare, investire e restare nei territori. La Presidenza italiana di EUSAIR e IAI consente ora di proiettare questa esperienza dentro una cornice macroregionale più ampia. Le priorità richiamate dal Ministro Foti — rafforzamento della connettività infrastrutturale ed energetica, competitività delle imprese, coesione sociale, contrasto alle sfide demografiche e ambientali, coinvolgimento delle comunità locali, delle università e delle giovani generazioni — coincidono con molti degli assi di intervento che la Struttura Commissariale sta già sperimentando nel cratere”.

“La Presidenza italiana della Strategia adriatico-ionica – conclude Castelli – può quindi diventare l’occasione per affermare un principio essenziale: non vi può essere vera integrazione europea senza il pieno coinvolgimento delle aree interne, montane e appenniniche. L’allargamento verso i Balcani occidentali, la stabilità dell’Adriatico, la competitività del sistema produttivo richiedono territori vivi, connessi, abitati e capaci di contribuire alle nuove traiettorie di sviluppo”.

Castelli in audizione alla Commissione Ambiente: “Il caso della ricostruzione e della rinascita dell’Appennino centrale come esempio di modello integrato di ricostruzione e riferimento per modelli di rigenerazione urbana”

Alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati si è svolta l’audizione del senatore Guido Castelli, Commissario straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione sisma 2016.

“Il caso della ricostruzione e della rinascita dell’Appennino centrale, a dieci anni dal sisma 2016 – ha detto Castelli – può offrire alla Commissione Ambiente e al Parlamento una duplice opportunità: da un lato, consente di valutare concretamente l’efficacia di un modello integrato di ricostruzione e sviluppo territoriale; dall’altro, rappresenta un riferimento per la definizione di politiche nazionali in materia di rigenerazione urbana, adattamento climatico e rilancio delle aree interne”.

Il cratere del sisma, che interessa quattro regioni, dieci province, 138 comuni e oltre 600.000 abitanti, si configura oggi come un contesto complesso segnato dalla sovrapposizione di tre grandi crisi: sismica, climatica e demografica. In questo quadro, la ricostruzione non può essere concepita come un insieme di interventi settoriali, ma deve assumere la forma di una politica integrata capace di coniugare sicurezza, sostenibilità e sviluppo.

È proprio in questa prospettiva che si inserisce l’esperienza della Struttura Commissariale, che ha operato come fulcro di una governance multilivello capace di coordinare amministrazioni centrali, regioni ed enti locali. Questo modello ha consentito di superare alcune delle tradizionali criticità dei processi di ricostruzione in Italia, in particolare la frammentazione decisionale e la lentezza procedurale, determinando uno sblocco significativo degli interventi pubblici. Per la ricostruzione privata sono stati concessi finanziamenti per oltre 12 miliardi di euro, di cui 7,5 già liquidati; sono conclusi i lavori in oltre 14mila cantieri e in altri 9500 si lavora alacremente. Oggi circa il 98% degli interventi della ricostruzione pubblica risulta avviato o in corso, con oltre 4,6 miliardi di euro stanziati e più di 3.500 opere programmate.

Castelli ha ricordato alla Commissione che “in parallelo alla ricostruzione materiale, è stato sviluppato un programma di sviluppo economico e territoriale, Next Appennino, che rappresenta uno degli elementi più innovativi dell’intero processo. Con un valore complessivo di 1,78 miliardi di euro, il programma mira a contrastare lo spopolamento attraverso la creazione di opportunità di lavoro, la rigenerazione urbana, il potenziamento delle infrastrutture e la promozione di comunità energetiche e servizi digitali. La sua efficacia si misura non solo nella quantità degli interventi – oltre 800 nella sola misura dedicata alla rigenerazione – ma anche nella capacità di attivare investimenti privati e sostenere la nascita di un nuovo tessuto imprenditoriale, con quasi 1.400 progetti finanziati”.

Le stime sull’impatto combinato della ricostruzione e del programma di sviluppo indicano un incremento del PIL reale di circa 3,8 miliardi di euro nel periodo 2027-2029 e un aumento dell’occupazione di oltre 18.500 unità. Ancora più significativo è il dato relativo alla dinamica demografica, che prevede un’inversione della tendenza allo spopolamento, con un potenziale incremento di circa 39.000 abitanti nell’arco dei prossimi 15 anni.

Questo processo si accompagna a una profonda innovazione nelle modalità di intervento. La ricostruzione ha progressivamente superato il paradigma tradizionale del “dov’era e com’era”, evolvendo verso un approccio orientato al “come sarà”, fondato su criteri di sicurezza, sostenibilità e innovazione tecnologica. L’utilizzo di modelli avanzati di microzonizzazione, la progettazione integrata dei centri storici e l’adozione di soluzioni costruttive innovative testimoniano una trasformazione che investe non solo gli edifici, ma l’intero modo di concepire il territorio.

 

“Particolarmente rilevante è l’integrazione tra ricostruzione e transizione ecologica – ha concluso Castelli -. Gli interventi in corso stanno generando significativi risparmi energetici, stimati tra 82 e 152 milioni di euro annui, e promuovono modelli di sviluppo basati sull’efficienza energetica, sulla produzione da fonti rinnovabili e sulla gestione sostenibile delle risorse. In questo senso, l’Appennino centrale si configura come un possibile laboratorio nazionale per le politiche di adattamento climatico e di rigenerazione ambientale. Ringrazio il presidente della commissione l’on. Mauro Rutelli e tutti i componenti che hanno partecipato, mostrando grande interesse sul tema della ricostruzione”.

Fabriano, 1,7 milioni per il centro storico

A Fabriano (An) è arrivata l’approvazione del progetto esecutivo per la riqualificazione di una delle aree più importanti del centro storico. Con decreto dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione è stato infatti approvato l’intervento che interessa lo spazio urbano ricompreso tra Piazza Giovanni Paolo II, Largo Bartolo da Sassoferrato e Piazza del Comune, in un ambito che include Palazzo Vescovile, Palazzo Chiavelli e Palazzo Molajoli.

Con lo stesso decreto è stata autorizzata e concessa al Comune la somma di 1.500.000 euro quale contributo a valere sulle risorse dell’ordinanza 137 del 2023, che consente di avviare le successive fasi attuative dell’opera. L’intervento prevede un investimento complessivo di 1.709.838 euro, di cui 209.838 euro a carico di Viva Servizi Spa, per la parte relativa ai sottoservizi.

«L’intervento rappresenta un passaggio significativo per il rilancio del cuore cittadino, in grado di combinare la riparazione dei danni causati dal sisma con una visione più ampia di riqualificazione urbana, orientata alla qualità degli spazi pubblici, alla sicurezza e alla valorizzazione del patrimonio – ribadisce il commissario straordinario Guido Castelli -. Ringrazio ovviamente tutta la filiera coinvolta in questo che rappresenta un processo virtuoso di ripartenza per tutto l’Appennino, dai Comuni fino all’Usr ed alla Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

Il progetto si inserisce dunque nel programma di rigenerazione urbana connesso alla ricostruzione post-sisma. Gli interventi riguardano in particolare il rifacimento delle pavimentazioni delle principali vie e spazi pubblici, il miglioramento del sistema di drenaggio e regimentazione delle acque meteoriche e la riqualificazione complessiva degli spazi urbani, con attenzione anche agli elementi di arredo e al disegno urbano.

Nello specifico, è prevista la rimozione delle pavimentazioni esistenti e dei sottofondi, il rifacimento delle superfici con materiali di maggiore qualità – sostituendo i sanpietrini con lastre in arenaria – e la sistemazione delle reti di smaltimento delle acque, con adeguamento degli allacci e dei pozzetti. Accanto agli interventi direttamente connessi alla riparazione dei danni e alla funzionalità delle infrastrutture, il progetto introduce elementi di riqualificazione urbana, come nuove gradinate e soluzioni di spazio pubblico nei tratti pedonali.

Parallelamente, si interverrà sui sottoservizi con un investimento dedicato, che prevede il rinnovo e l’ampliamento delle reti acquedottistiche e fognarie, contribuendo così a un ammodernamento complessivo delle infrastrutture urbane.

Cabina sisma, via libera a 1,47 milioni per l’ospedale di Amatrice

La Cabina di coordinamento sisma ha raggiunto l’intesa sullo schema di Ordinanza che modifica l’Allegato 1 dell’Ordinanza n. 109 del 23 dicembre 2020, disponendo l’incremento dell’importo destinato ai lavori per la ricostruzione dell’ospedale di Amatrice. Il provvedimento prevede un ulteriore finanziamento di 1.475.013,85 euro, portando l’importo complessivo dell’intervento a 28.994.260,51 euro.

La rimodulazione si è resa necessaria a seguito della variante in corso d’opera richiesta dalla Regione Lazio, finalizzata alla realizzazione di un reparto per malati dialitici e all’integrazione della componente impiantistica, meccanica ed elettrica, della sala destinata alla risonanza magnetica nucleare.

Le risorse aggiuntive saranno coperte attraverso le economie della programmazione della Regione Lazio, che alla data del 25 maggio 2026 presentano una disponibilità pari a 19.708.155,03 euro.

“Con questo provvedimento – dichiara il Commissario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli – rafforziamo un intervento strategico per Amatrice e per l’intero territorio del cratere. La ricostruzione dell’ospedale rappresenta il ripristino di un presidio essenziale per la salute, la sicurezza e la qualità della vita delle comunità. L’integrazione di nuovi servizi sanitari, come il reparto per i pazienti dialitici e la sala per la risonanza magnetica, conferma la volontà di ricostruire meglio, restituendo ai cittadini strutture più moderne, funzionali e adeguate ai bisogni del territorio. Ringrazio l’assessore Manuela Rinaldi, l’ufficio ricostruzione, il Questore della Camera Paolo Trancassini e il sindaco Giorgio Cortellesi per la loro collaborazione”

 

“Riconsegnare il presidio ospedaliero di Amatrice nei tempi stabiliti con il presidente Francesco Rocca e il commissario Guido Castelli è uno dei nostri obiettivi fondamentali. L’ulteriore finanziamento ci consente di realizzare un ospedale all’avanguardia, al servizio della comunità di Amatrice e dell’intero territorio.

Tutto questo è possibile grazie a un lavoro di squadra che ci permette di sostenere un’area duramente colpita dai sismi del 2016, attraverso l’impegno del commissario Guido Castelli, del questore della Camera Paolo Trancassini, della Asl di Rieti, del sindaco Giorgio Cortellesi e l’Ufficio speciale per la Ricostruzione”, ha aggiunto l’assessore alle Politiche di ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi.

 

Il Questore della Camera Paolo Trancassini aggiunge che “L’ulteriore finanziamento destinato alla ricostruzione dell’ospedale di Amatrice conferma la volontà di proseguire con determinazione su un’opera fondamentale per il futuro del territorio. Garantire una struttura sanitaria moderna, completa e adeguata alle esigenze delle comunità delle aree interne significa rafforzare non soltanto il diritto alla salute, ma anche la possibilità per cittadini e famiglie di continuare a vivere e lavorare in questi territori. L’inserimento di nuovi servizi specialistici e il potenziamento delle dotazioni tecnologiche rappresentano un investimento concreto sulla qualità dell’assistenza e sulla capacità del presidio di rispondere ai bisogni reali della popolazione. La ricostruzione deve continuare ad essere accompagnata da una visione capace di unire sicurezza, servizi e sviluppo, restituendo alle comunità colpite dal sisma infrastrutture efficienti e funzionali. Il lavoro condiviso tra struttura commissariale, Regione Lazio, Comune e tutti i soggetti coinvolti dimostra ancora una volta quanto sia importante mantenere una collaborazione istituzionale costante per accelerare gli interventi e raggiungere risultati concreti nell’interesse del territorio e dei cittadini”.

 

“Finalmente il commissario Guido Castelli sta aggiustando il famoso albero storto. E Sono soddisfatto del fatto che c’è un’attenzione particolare sia da parte sua che da parte della Regione Lazio e del presidente Francesco Rocca  sul futuro dell’ ospedale. Anche per la nostra amministrazione l’ospedale è un obiettivo strategico” dichiara il sindaco Giorgio Cortellesi.