Rigopiano quattro anni dopo: Legnini, impegno per ricostruzione sicura e sostenibile.

Dichiarazione del Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016 Giovanni Legnini

“Oggi ricordiamo l’immane tragedia di Rigopiano, l’enorme valanga di quattro anni fa che causò 29 vittime, e ci stringiamo nel dolore e nel ricordo ai famigliari, che attendono verità e giustizia. Il 17 e 18 gennaio del 2017 furono giorni drammatici, il terzo atto della sequenza di forti scosse sismiche che nei mesi precedenti avevano sconvolto il Centro Italia.

Il ricordo dei morti innocenti di Rigopiano, come quelli di Amatrice, Accumoli e Arquata, deve rappresentare un ammonimento costante. Sarà la Giustizia a stabilire la verità su Rigopiano, chi ha perso i propri cari e tutta la comunità ne hanno diritto. Le istituzioni e coloro che le rappresentano hanno comunque il dovere di evitare che, per responsabilità degli uomini, i fenomeni naturali si trasformino in tragedie come quelle del Centro Italia e di tanti altri territori del nostro meraviglioso Paese. E’ per questo che abbiamo assunto l’impegno per una ricostruzione sicura e sostenibile.

I terremoti di quei mesi fecero 303 vittime, danneggiarono 80.000 case, uffici e attività produttive, migliaia di edifici pubblici, tra cui molte scuole e municipi, e più di 3.000 Chiese. Dopo la tragedia i soccorsi e la solidarietà furono importanti ed efficaci, così come la gestione della prima emergenza, la definizione di un quadro di diritti e lo stanziamento di importanti risorse finanziarie. Seguirono l’impegno delle istituzioni nazionali e locali per la definizione di robusti programmi di interventi di ricostruzione privata e pubblica, ma negli anni successivi è prevalsa un’insostenibile lentezza a causa di uno schiacciante peso della burocrazia e delle enormi difficoltà legate ad un grado di distruzione e di fragilità molto elevate. Ed è così che alla voglia di ripartenza è subentrata una crescente sfiducia nella possibilità di far rinascere territori e borghi bellissimi.

Nei mesi della pandemia, grazie anche ad un rinnovato impegno ed attenzione del Governo e del Parlamento, abbiamo riscritto e fortemente semplificato le regole per i cittadini e le imprese, i professionisti e le istituzioni locali. Abbiamo aumentato gli organici del personale tecnico ed amministrativo, ottenuto maggiori risorse per la ricostruzione pubblica, ci siamo muniti di una strategia puntuale per ricostruire e ripartire. Nonostante il COVID19, i primi concreti risultati sono arrivati: 4 mila famiglie sono già rientrate nelle loro case, 1.700 l’anno scorso, e a fine 2020 avevamo 3.200 cantieri aperti, con 8 mila domande di contributo in più. Abbiamo definito scadenze e programmi per far sì che nel corso del 2021 altre miglia di cantieri privati e pubblici possano partire. Ne daremo più puntuale conto nel rapporto che presenteremo agli inizi di febbraio. Ciò che è certo è che il 2021 dovrà essere l’anno dell’operosità e delle realizzazioni per recuperare quella fiducia che stava scemando.

Soprattutto, in questi mesi, abbiamo assunto decisioni concrete affinché, nel ricostruire, quei territori diventino luoghi di vita e di lavoro sicuri.  Molta cura dovrà essere riservata alla sicurezza sismica degli edifici, da ricostruire nel rispetto della legge e anche con l’utilizzo dei superbonus edilizi, e molta attenzione dovremo riservarla alla cura di un territorio di per sé fragile. Per questo stiamo portando avanti con rapidità, grazie alle competenze scientifiche dell’INGV e delle Università lo studio delle Faglie attive e capaci, e abbiamo disposto la realizzazione, insieme all’Autorità di Bacino dell’Italia Centrale, degli approfondimenti degli studi sulle frane che interessano i centri da ricostruire, per poi intervenire con un nuovo piano di interventi di mitigazione e contrasto ai dissesti idrogeologici. Si ricostruirà solo dove sarà possibile assicurare la sicurezza degli edifici e dei cittadini, non arrestandosi di fronte alla necessità di eventuali dolorose scelte di delocalizzazione”.

Dal Superbonus alle maggiorazioni per i disabili: l’Ordinanza 111 in dettaglio

L’Ordinanza 111 del 23 dicembre scorso, registrata dalla Corte dei Conti l’8 gennaio, e dunque in vigore dalla stessa data, interviene per chiarire alcuni dubbi interpretativi e per colmare alcune lacune normative importanti nell’ambito della ricostruzione privata. Dalla disciplina dei nuovi Superbonus al 110%, alle maggiorazioni per i disabili, ecco cosa prevede nel dettaglio il testo dell’Ordinanza.

Compendi immobiliari complessi – Se riconosce un interesse pubblico nell’intervento, il comune può autorizzare la ricostruzione di interi compendi immobiliari, come quelli costituiti da porzioni di abitato, interi nuclei urbani, ex collegi, istituti religiosi, attività produttive, anche in modo differente dal preesistente. L’intervento, unitario, può prevedere dunque una modifica del disegno dei lotti, degli isolati, della viabilità, e la ricostruzione con sagome, sedimi e volumi differenti. Il contributo pubblico per la ricostruzione, in questo caso, viene determinato come il minore tra il costo convenzionale calcolato sullo stato di fatto degli edifici al momento del sisma ed il costo convenzionale e quello determinato sulla superficie netta dei nuovi edifici.

Immobili interesse culturale – Si prevede un riordino e una razionalizzazione delle norme sulla riparazione ed il recupero degli immobili di interesse culturale appartenenti ai privati con una nuova Ordinanza d’intesa con il Ministero dei Beni Culturali. In attesa del nuovo regime, che sarà definito in tempi comunque brevi, si applicano le vecchie regole, prevedendo fin da ora la possibilità di modificare successivamente i progetti con una variante chiedendo l’applicazione del nuovo regime, se più favorevole. Nello stesso tempo si chiarisce che le maggiorazioni del contributo riservate agli edifici specificamente vincolati dalla Sovrintendenza alla data del sisma, si applicano anche a quegli edifici che hanno presentato l’istanza di verifica dell’interesse culturale, purché il via libera della Sovrintendenza arrivi prima della concessione del contributo.

Interventi unitari – Vengono colmate numerose lacune sulla disciplina dei cosiddetti interventi unitari (cioè quelli su due o più edifici), nonché fornita una sistematizzazione alla normativa sugli aggregati anche per superare dubbi interpretativi sulle modalità applicative. La nuova disciplina sugli aggregati e più in generale sugli interventi unitari fornisce un quadro normativo sull’argomento più compiuto e coerente che tiene conto di tutte le criticità e i contributi forniti dagli operatori del settore, dei Comuni e degli Usr.

Contributo per i condomini – Questa norma consente un miglior riparto del contributo pubblico per la demolizione e ricostruzione dei condomini, evitando disparità di trattamento tra i proprietari dei singoli appartamenti. Spesso accade che le unità immobiliari situate ai piani inferiori dell’edificio subiscano più danni di quelle ai piani alti, e l’attuale meccanismo di riparto del contributo non ne tiene pienamente conto. Ora gli interventi si considerano effettuati interamente sulle parti comuni ed il contributo è concesso all’amministratore del condominio ai fini della cessione alla banca. Sarà poi il professionista incaricato del progetto, con l’autorizzazione dell’assemblea del condominio, a stabilire la ripartizione dei costi dell’intervento distinguendo tra le strutture e le finiture e gli impianti.

Superbonus – Dopo l’assestamento della normativa primaria con l’ultima legge di Bilancio, e a seguito di un confronto di merito con l’Agenzia delle Entrate ed il Ministero delle Infrastrutture, l’Ordinanza mette intanto alcuni punti fermi per consentire la presentazione dei progetti di ricostruzione integrando il contributo pubblico con le detrazioni fiscali del 110% per le ristrutturazioni edilizie. Si chiarisce innanzitutto che i Superbonus, ma anche tutti gli altri incentivi fiscali applicabili, sono fruibili solo per la spesa eccedente il contributo pubblico, la cosiddetta “quota in accollo” e si prevede la possibilità di accedere al Superbonus anche per gli interventi che hanno già ottenuto il contributo, ma non ancora conclusi i lavori, con una variante in corso d’opera. Per le nuove domande di contributo che contemplano l’utilizzo dei Superbonus, si potrà presentare un progetto unitario dell’intervento con un unico computo metrico estimativo. Con l’Agenzia delle Entrate si stanno chiarendo nei dettagli gli aspetti amministrativi e contabili, allo scopo di eliminare ogni possibile incertezza e garantire un utilizzo semplice ed efficace dei Superbonus. Un’altra novità importante introdotta dall’Ordinanza è la possibilità di utilizzare i Superbonus e gli incentivi anche in caso di demolizione e ricostruzione di un edificio danneggiato dal sisma in una zona diversa, a seguito di una delocalizzazione obbligatoria. Finora questi edifici venivano considerati “nuove costruzioni” ed erano esclusi dai bonus.

Ruderi e collabenti – Vengono adottate nuove regole per favorire la ricostruzione ed il ripristino dei centri urbani in condizioni di sicurezza, con la demolizione di ruderi e collabenti pericolosi per la pubblica incolumità, o che ostacolano la ricostruzione di immobili adiacenti, o ne impediscano l’agibilità. La norma stabilisce che questi edifici debbano essere messi in sicurezza o demoliti dai legittimi proprietari, con un contributo di 80 euro al metro quadro. Molto spesso, tuttavia, i proprietari di questi edifici, quasi sempre abbandonati, sono irreperibili ed in caso di loro inerzia si dà dunque al Comune la possibilità di provvedere direttamente agli interventi necessari per le messe in sicurezza. Il Comune utilizzerà, allo scopo, i fondi del Commissario alla ricostruzione, che a sua volta provvederà al recupero delle somme nei confronti dei proprietari.

Danni lievi e danni gravi – L’Ordinanza stabilisce il calendario per le integrazioni ed il completamento delle pratiche di contributo per i danni lievi presentate in forma semplificata entro il 30 novembre scorso. Le domande già corredate di tutti gli elementi e della documentazione richiesta possono essere eventualmente completate entro il 31 gennaio 2021. Il termine è fissato al 28 febbraio per chiudere le domande di riparazione di edifici che contengano almeno un’abitazione principale i cui proprietari usufruiscano del Contributo di Autonoma Sistemazione, e al 31 marzo 2021 se beneficiano di una Soluzione Abitativa di Emergenza, o se gli edifici ospitavano attività produttive che sono poi state delocalizzate, il 30 aprile per tutti gli altri casi. Il termine per la presentazione delle domande di contributo per i danni gravi viene spostato al 31 dicembre 2021 salvo ulteriori proroghe, ma entro il prossimo 31 luglio tutti i soggetti legittimati sono obbligati a presentare una apposita dichiarazione con la manifestazione di volontà a presentare la richiesta di contributo, a pena di decadenza dello stesso, e la quantificazione sia pure sommaria del danno.

Adesione all’Ordinanza 100 – Viene spostato dal 15 dicembre al 31 gennaio 2021 il termine concesso ai professionisti e ai proprietari per aderire, per le pratiche già presentate e con le necessarie integrazioni, al regime semplificato dell’Ordinanza 100.

Cratere nevoso – L’Ordinanza regola le modalità di presentazione  delle istanze di contributo alla riparazione dei danni nei comuni del cosiddetto “cratere nevoso” colpito dal sisma e dal maltempo nel gennaio 2017. Si ricorda che per queste fattispecie è stanziato un fondo specifico di 100 milioni di euro.

Cambio destinazione d’uso – L’Ordinanza prevede che la destinazione d’uso dell’immobile riparato o ricostruito con il contributo pubblico possa essere mutata, rispetto a quella che aveva al momento del sisma, appena conclusi i lavori di riparazione o ricostruzione dell’edificio. La vecchia norma prevedeva un divieto del cambio di destinazione per due anni dall’ultimazione dei lavori.

Subappalti e Soa – Viene ampliata dal 30 al 40% la quota dei lavori di ricostruzione degli edifici danneggiati dal sisma che può essere concessa in subappalto dall’impresa aggiudicataria dei lavori. Nello stesso tempo viene innalzato da 150 a 258 mila euro l’importo dei lavori che può essere eseguito dalle imprese che non hanno una classificazione Soa.

Limiti di importo per Ordinanza 100 – Vengono aumentate le soglie d’importo dei lavori di riparazione e ricostruzione sotto le quali è obbligatoria la presentazione delle domande di contributo con le procedure dell’Ordinanza 100. I tetti vengono ampliati, in particolare, per tener conto degli interventi sui condomini.

Equiparazione termini avvio lavori – Il termine per l’inizio dei lavori dopo la concessione del contributo è equiparato per tutte le tipologie di interventi, pertanto sia per i danni lievi che per i danni gravi, ai tre mesi successivi all’emanazione del decreto.

Comunicazione ditta appaltatrice e abrogazione ribasso d’asta – Viene reso possibile, anche per le domande presentate ai sensi dell’Ordinanza 100, indicare la ditta appaltatrice anche successivamente alla presentazione dell’istanza, purché entro i successivi trenta giorni. Viene contestualmente abrogato l’obbligo del ribasso d’asta, considerato che non è più necessario procedere a una gara informale.

Contributo per l’acquisto in caso di delocalizzazioni obbligatorie – Viene prevista la facoltà di procedere, nei casi di delocalizzazione obbligatoria legata a cause geomorfologiche, oltre che all’acquisto di un edificio equivalente attraverso il contributo pubblico, anche all’acquisizione da parte dei condomini di singole unità immobiliari equivalenti, situate in diversi edifici, ove la prima opzione non sia praticabile, in quanto non reperibile sul mercato.

Fondo Anticipo Professionisti – Arrivano altri 25 milioni di euro per concedere l’anticipo del 50% delle parcelle ai professionisti al momento della presentazione dei progetti. Il fondo rotativo da 50 milioni di euro stanziato dall’Ordinanza 94 di marzo 2020 era infatti sostanzialmente esaurito.

Maggiorazioni per i disabili – Si prevede l’applicazione della maggiorazione del 10% per il superamento delle barriere architettoniche negli edifici per i proprietari con gravi disabilità motorie o un’invalidità permanenti pari o superiori al 75%. Finora dovevano ricorrere entrambi le condizioni per ottenere la maggiorazione.

La ricostruzione accelera: 138 nuovi dipendenti agli USR, Loffredo e Soccodato sub-commissari

La ricostruzione del Centro Italia dopo il sisma del 2016 accelera, e gli Uffici Speciali della Ricostruzione delle quattro Regioni interessate, Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, che devono gestire le pratiche presentate dai cittadini per ottenere i contributi pubblici, si rafforzano. Con i nuovi fondi stanziati con la Legge di conversione del Decreto di Legge di Agosto e risorse reperite dal Commissario, si avvia infatti l’assunzione immediata di altri 138 dipendenti da destinare agli USR, che si aggiungono ai 640 degli organici attuali. E si rafforza anche la struttura del Commissario Straordinario, con 12 nuove unità di personale e la nomina di due sub-commissari per l’esercizio dei nuovi poteri straordinari in deroga per le ricostruzioni complesse, Fulvio Soccodato e Gianluca Loffredo.

Metà alle Marche, l’Abruzzo riequilibra

Dei 138 nuovi tecnici in arrivo negli Usr, 72 sono assegnati alle Marche, la regione che ha subito i maggiori danni, 18 a testa agli uffici di Lazio ed Umbria e 30 all’Abruzzo, che recupera così il sottodimensionamento del passato. L’intesa sul riparto delle nuove risorse è stata raggiunta ieri dai Presidenti delle quattro Regioni sulla base di una proposta del Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, Giovanni Legnini, che tiene conto dei carichi di lavoro attesi, ma potrà essere rivista a settembre, quando il quadro della ricostruzione pubblica e privata sarà molto più chiaro.

Entro luglio, infatti, tutti i cittadini che non hanno ancora presentato i progetti (si ricorda che il termine per le istanze relative ai danni gravi è stato prorogato a fine ‘21), dovranno trasmettere attraverso i tecnici una manifestazione di volontà a presentare la domanda, con una prima quantificazione del contributo richiesto. E inoltre, nelle prossime settimane sarà avviato un censimento delle Opere Pubbliche che devono ancora essere finanziate.

Il quadro attuale

Su 80 mila edifici censiti come inagibili dopo il sisma del 2016-17, le istanze di contributo presentate fino ad oggi sono 19.500. Le pratiche in lavorazione negli Uffici Speciali e nei Comuni ed in fase di integrazione da parte dei tecnici, quindi non ancora giunte a conclusione, sono circa 12 mila. I contributi richiesti ammontano a circa 4,5 miliardi di euro, quelli già decretati a oltre 1,5 miliardi, mentre le erogazioni effettive, che procedono con lo stato di avanzamento dei lavori nei cantieri, sono pari a circa 700 milioni di euro.

Le priorità del 2021

La mole di lavoro che si prospetta nei prossimi mesi, e che giustifica questo nuovo rafforzamento degli Uffici Speciali, è dunque molto elevata. Anche tenendo conto che, oltre ai controlli sulle pratiche della ricostruzione privata, gli USR dovranno gestire sul campo alcune fasi fondamentali della ricostruzione pubblica: la redazione e l’attuazione dei Programmi Straordinari di ricostruzione nei comuni più colpiti, le opere da realizzare in deroga, utilizzando i poteri speciali attribuiti al Commissario.

Per attuare i poteri speciali, che potranno ad esempio essere applicati per la ricostruzione di singole opere, ma anche di interi centri urbani, viene adeguata anche la struttura del Commissario Straordinario alla Ricostruzione con la designazione di due nuovi sub-Commissari.

Chi sono Loffredo e Soccodato

Sentiti i Presidenti delle quattro Regioni il Commissario Legnini ha provveduto oggi a nominare Fulvio Soccodato e Gianluca Loffredo. Soccodato, ingegnere, all’Anas dal 2003, è stato Soggetto attuatore di tutte le opere di ripristino della viabilità dopo il sisma, ma è stato in precedenza responsabile del procedimento, progettista e coordinatore di numerosissime opere pubbliche per importi molto rilevanti. Loffredo, fisico ed ingegnere, docente all’Università di Ferrara, autore di numerose pubblicazioni scientifiche, è stato fondatore e amministratore dello studio di progettazione Archliving e coordinatore di vari eventi internazionali sulla sicurezza sismica.

Faglie attive: gli studi escludono rischi per Ussita e Macerata

Può finalmente partire la ricostruzione post sisma a Frontignano, un’importante località turistica e stazione invernale nel comune di Ussita (Macerata). La prima fase degli studi di approfondimento sulle faglie note che interessano alcuni centri urbani nel cratere del sisma 2016, e che fino a questo momento avevano bloccato la possibilità di presentare i progetti di ricostruzione e riparazione degli immobili danneggiati, ha infatti consentito di escludere l’esistenza di una faglia attiva e capace, e dunque pericolosa, nel nucleo abitato. Nello stesso tempo, questa prima fase di analisi ha permesso al gruppo di lavoro di escludere la presenza di ogni fattore di rischio legato alle faglie per la zona urbana di Macerata.

Gli studi di approfondimento sulle faglie erano stati affidati il 5 ottobre scorso dal Commissario per la Ricostruzione, Giovanni Legnini, all’INGV, guidato da Carlo Doglioni, con una forte accelerazione dei tempi ed un’ampia revisione delle procedure rispetto a quanto era stato ipotizzato nel 2019 con l’Ordinanza 83.

La prima parte di questo lavoro, realizzato insieme alle Università del territorio, si è conclusa oggi con la presentazione dei risultati ai sindaci dei dodici Comuni interessati, nel pieno rispetto dei tempi previsti.

Nella seconda fase del lavoro, che si concluderà entro la primavera, saranno effettuati studi più dettagliati sulle altre faglie attive e capaci presenti nei Comuni di Norcia, Preci, Capitignano, Montereale, Barete, Pizzoli, Leonessa, Cittaducale, Rieti, Cantalice e Rivodutri.

Lo scopo degli studi è quello di verificare la reale pericolosità di queste faglie e determinare le corrette fasce di attenzione, ovvero le distanze minime che debbono avere le nuove costruzioni da queste fratture del terreno, pericolose perché possono riattivarsi con un sisma, e che possono essere significativamente ridotte accertandone le singole specificità.

Legnini incontra Regioni e Comuni, il punto sulla ricostruzione 2020

 

Il Commissario Straordinario Giovanni Legnini ha incontrato oggi a Roma i presidenti e i delegati delle quattro regioni coinvolte dal sisma 2016, per fare il punto sul lavoro svolto nel corso di quest’anno ed impostare le linee di azione per 2021, che “dovrà essere – ha detto il Commissario – l’anno del decollo definitivo della ricostruzione. La priorità, sfruttando anche l’assunzione di 150 nuove unità di personale negli Uffici Speciali della Ricostruzione, è quella di accelerare l’esame della grande quantità di domande di contributo arrivate nel corso del 2020 e consentire l’apertura del massimo numero possibile di cantieri”. Legnini, che ha affrontato i medesimi argomenti in videoconferenza con i 138 sindaci dei comuni colpiti dal terremoto. “L’altra grande sfida che abbiamo davanti per il prossimo anno – ha sottolineato Legnini – è quella di far partire i cantieri della ricostruzione pubblica, anche sfruttando i poteri in deroga concessi al Commissario, che potranno essere delegati agli stessi sindaci”.

Nell’occasione il Commissario ha diffuso un nuovo aggiornamento dei dati sulla ricostruzione. Nonostante l’emergenza sanitaria, che ha imposto anche un blocco temporaneo dei cantieri, e l’evoluzione della normativa, che ha costretto i professionisti ad un adattamento, nel 2020 la ricostruzione privata nel Centro Italia dopo il sisma 2016 ha avuto una forte accelerazione.

Le domande di contributo per la riparazione o la ricostruzione degli edifici danneggiati dal sisma sono cresciute del 66% rispetto all’anno precedente, passando da 12.063 a fine 2019 alle 19.593 presenti sulla piattaforma informatica al 28 dicembre 2020. Rispetto agli 80 mila edifici inagibili censiti inizialmente, le richieste di contributo sono un quarto del totale.

Significativo, nel corso dell’anno, è stato l’afflusso di domande, oltre 5.000, per la riparazione dei danni lievi. La scadenza del termine del 30 novembre è stata mantenuta ferma, dopo undici proroghe, ma agevolata da un forte snellimento degli adempimenti.

Nel corso dell’anno sono state approvate 2.742 richieste, portando il totale delle domande che hanno ottenuto il contributo a 7.031 (7151), con una crescita del 63%. I fondi per la ricostruzione privata effettivamente erogati attingendo al plafond Cdp sono stati pari, alla data del 10 dicembre scorso, a 381 milioni di euro, quasi la metà della spesa complessiva erogata dal 2017, pari a 684 milioni di euro.

Al 28 dicembre di quest’anno c’erano 3.175 cantieri in fase di lavorazione, mentre gli interventi conclusi con il ripristino degli immobili erano 3.982. Nel corso del 2020 circa 1.600 famiglie hanno potuto fare il loro rientro nell’abitazione riparata o ricostruita.

I tempi medi di approvazione delle richieste di contributo si sono drasticamente ridotti con le nuove procedure introdotte con l’Ordinanza 100, che attribuisce ai professionisti il compito di certificare le conformità e stabilisce tempi certi entro i quali i Comuni e gli Uffici Speciali devono esprimere le loro valutazioni, prevedendo meccanismi come il silenzio assenso e i poteri sostitutivi in capo al Commissario. Rispetto ad una media di circa 14 mesi per l’ottenimento del contributo con le vecchie procedure, le istanze presentate ai sensi dell’Ordinanza 100, praticamente tutte le nuove domande, impiegano una media di 65 giorni.

Procede anche la ricostruzione pubblica, pur risentendo ancora dei vincoli e degli ostacoli burocratici del passato, in buona parte superati con i provvedimenti normativi varati nel corso dell’estate, dalle semplificazioni ai poteri in deroga concessi al Commissario. I molteplici interventi finanziati dalle Ordinanze (per 2,2 miliardi di euro) sono stati verificati, in alcuni casi riprogrammati e inseriti in un elenco unico che contiene 1.200 opere pubbliche, alle quali si aggiungono circa 900 chiese. La spesa effettiva per le opere pubbliche, a fine novembre, era pari a 239 milioni di euro, con una crescita del 31% rispetto a fine 2019.

Anche dal punto di vista della pianificazione urbanistica dei centri più colpiti dal sisma, dopo quasi quattro anni di sostanziale paralisi, si registrano sviluppi incoraggianti. Molti comuni che avevano scelto la strada di ricostruire con i Piani attuativi, strumenti che comportano procedure molto lunghe, stanno orientandosi sui PSR – Programmi Straordinari di Ricostruzione introdotti con l’Ordinanza 101, strumenti altrettanto efficaci, potendo attivare deroghe specifiche in materia urbanistica, ma molto più flessibili e di rapida attuazione. Il PSR è stato già adottato dal Comune di Caldarola, mentre sono in fase avanzata di predisposizione i PSR di Camerino, Valfornace, Pieve Torina, e sono pronti ad adottarli anche altri Comuni particolarmente colpiti dal sisma: Visso, Ussita, Arquata del Tronto, Accumoli, Amatrice, Tolentino. Altri ancora hanno deciso di inserire la programmazione effettuata ai fini dei Piani Attuativi in un Programma Straordinario.

 

QUADRO SINTETICO DELLE RICHIESTE PRESENTATE

Richieste di contributo per la ricostruzione privata – dati al 28-12-2020

Regione In istruttoria In cantiere Completati Accolte tot. Presentate
Abruzzo 2.928 302 237 539 3.467
Lazio 1.369 300 366 666 2.035
Marche 5.979 2.006 2.783 4.789 10.768
Umbria 2.160 567 596 1.163 3.323
TOTALE 12.436 3.157 3.982 7.157 19.593

 

 

 

Sisma Croazia, la solidarietà di Legnini e Curcio. Urgente la prevenzione sismica

“Esprimiamo la nostra forte solidarietà e vicinanza al popolo croato, colpito oggi da un fortissimo sisma.

I nostri due paesi, come purtroppo ci conferma la storia recente, devono convivere con un rischio sismico molto elevato, e ciò deve spingerci ad un maggior impegno sulla prevenzione.

Dobbiamo ricostruire in modo sicuro nei territori colpiti dal terremoto in passato, come a L’Aquila e nel Centro Italia, ma anche investire nella sicurezza delle nostre abitazioni e degli edifici pubblici sfruttando tutti gli strumenti disponibili. Subito. Non aspettiamo che arrivi un altro terremoto”.

Lo dichiarano Fabrizio Curcio, Capo Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio e Giovanni Legnini, Commissario straordinario per la ricostruzione dei territori del Centro Italia colpiti dai sismi del 2016 e del 2017.

Il Comunicato congiunto

San Severino: riaperti i cantieri della scuola ITTS Divini

Riaperto oggi il cantiere per la ricostruzione dell’ “ITTS E. Divini” di San Severino Marche, in provincia di Macerata, interrotto da oltre un anno per un intricatissima vicenda societaria che ha coinvolto le imprese che si erano aggiudicate i lavori. Una vicenda emblematica delle difficoltà croniche di realizzazione delle opere pubbliche, che si è conclusa oggi con la consegna del cantiere da parte del Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 Giovanni Legnini al raggruppamento classificato secondo nella graduatoria dell’appalto, composto dalla CA.RI. di Roma e dalla Cooperativa INTEGRA di Bologna, che ultimerà i lavori in 150 giorni:

“Le nuove scuole, importanti per San Severino, così duramente colpito dal sisma, ma che sta sperimentando una ricostruzione molto veloce, sia delle abitazioni che delle opere pubbliche, saranno pronte per l’avvio del nuovo anno scolastico consentendo il rientro nell’istituto di 750 studenti e oltre 100 insegnanti” ha detto il Commissario Legnini oggi nel corso di un incontro con il Sindaco Rosa Piermattei, i dirigenti scolastici ed i rappresentanti delle imprese. La ripartenza del cantiere, bloccato prima dal rinvenimento di alcuni reperti antichi, poi da un contenzioso tra le due imprese vincitrici, ha richiesto un anno di lavoro, consultazioni, incontri, con il continuo coinvolgimento dell’ANAC e di tutte le autorità preposte ai controlli, per giungere alla revoca dell’appalto originario e alla sua assegnazione al nuovo consorzio di imprese.

Superbonus, collabenti, condomini: l’Ordinanza 111 chiude le norme sulla ricostruzione privata

Tutti i superbonus edilizi al 110%, così come le altre detrazioni fiscali, possono essere utilizzate nella ricostruzione degli immobili danneggiati dal sisma per coprire la spesa eccedente il contributo pubblico che ricade sui proprietari. I bonus potranno essere utilizzati anche per gli interventi per i quali sia già stato emanato il decreto di concessione del contributo, se necessario attraverso una variante in corso d’opera, e anche nei casi in cui gli edifici da ricostruire debbano essere, per ragioni di sicurezza, obbligatoriamente delocalizzati. La disciplina del superbonus è una delle principali novità contenute nell’Ordinanza 111 sulla ricostruzione privata approvata dalla Cabina di Coordinamento e firmata oggi dal Commissario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini, che, tra le altre cose, sposta al 31 dicembre 2021 la scadenza del termine per le domande di contributo per i danni gravi e definisce il calendario per il completamento delle istanze sui danni lievi il cui termine di presentazione è scaduto il 30 novembre scorso.

Nell’Ordinanza ci sono anche le nuove regole per il riparto del contributo pubblico per i condomini, un trattamento più favorevole per gli edifici di interesse storico, artistico e culturale, la possibilità per i comuni di mettere in sicurezza o demolire ruderi e collabenti che impediscono la ricostruzione in caso di inerzia dei proprietari, e molti altri interventi di sistemazione della normativa previgente, compresa una maggiorazione del contributo per il superamento delle barriere architettoniche per i proprietari degli edifici con invalidità permanenti riconosciute.

Sempre oggi è stata firmata l’Ordinanza 112 per il rinnovo delle convenzioni con Fintecna e Invitalia, che forniscono parte del personale addetto alla ricostruzione. Con le risorse liberate da risparmi di spesa degli anni precedenti ed i nuovi stanziamenti sarà possibile rafforzare notevolmente la dotazione attuale del personale impiegato prevalentemente negli Uffici Speciali regionali e nella Struttura commissariale.

“Con queste Ordinanze si conclude virtualmente il percorso che in questi mesi ha portato alla completa rivisitazione della normativa sulla ricostruzione pubblica e privata, che è stata drasticamente semplificata portando ad una consistente accelerazione delle procedure. I nuovi strumenti disponibili, compreso il superbonus maggiorato del 50% nei tetti di spesa alternativo al contributo previsto dalla Legge di Bilancio –sottolinea il Commissario Legnini – possono dare nel 2021 la spinta decisiva alla ricostruzione del Centro Italia. Voglio ringraziare i presidenti delle Regioni, i sindaci, i professionisti, le associazioni dei cittadini, imprese e sindacati, i Vescovi, il governo e il parlamento per il lavoro intenso e proficuo fatto quest’anno per restituire a questi territori una prospettiva di rinascita, e rivolgere a tutti gli auguri per il Natale e con l’auspicio che il nuovo anno possa davvero rappresentare la svolta di questa difficilissima ricostruzione”.

Superbonus

A seguito di un confronto con l’Agenzia delle Entrate, l’Ordinanza stabilisce in modo chiaro che tutti i superbonus al 110% possono essere fruiti per l’importo eccedente il contributo per la ricostruzione, anche nel caso di edifici per i quali si sia resa obbligatoria la ricostruzione in altro sito. Per poter accedere al bonus, in aggiunta al contributo, è possibile redigere un progetto unitario e un unico computo metrico estimativo, e qualora il contributo fosse stato già concesso è sufficiente, se necessario, presentare una variante in corso d’opera.

Queste indicazioni consentono già ai tecnici di impostare i progetti di ricostruzione e riparazione degli edifici inagibili contemplando l’utilizzo dei bonus. Le modalità operative di fruizione del bonus insieme al contributo potranno essere meglio definite e precisate, se necessario e comunque in tempi molto brevi, con un provvedimento congiunto del Commissario e dell’Agenzia delle Entrate.

Danni lievi e danni gravi

Il termine per la presentazione delle richieste di contributo per i danni gravi viene prorogato dalla fine dei quest’anno al 31 dicembre del prossimo anno. Per avere un quadro attendibile e completo delle necessità, in termini di risorse finanziarie e di lavoro, i proprietari o i tecnici incaricati sono obbligati a presentare agli Uffici speciali, entro il 31 luglio 2021, una dichiarazione con la manifestazione di volontà a presentare la domanda di contributo per i danni gravi.

Nello stesso tempo l’Ordinanza definisce il calendario per l’integrazione delle domande semplificate di contributo per i danni lievi presentate entro la scadenza del termine di legge del 30 novembre scorso. Resta fermo il termine del 31 gennaio per le eventuali integrazioni delle domande presentate e già corredate degli elementi necessari. Viene invece concesso più tempo per la definizione delle altre pratiche avviate in forma semplificata: il 28 febbraio per gli edifici nei quali sia presente almeno un’unità qualificata come abitazione principale i cui proprietari usufruiscono del Cas, il contributo di autonoma sistemazione, il 31 marzo se il proprietario dell’abitazione principale usufruisce di una Sae, le soluzioni abitative di emergenza, il 30 aprile in tutti gli altri casi.

Beni di interesse storico e culturale

Una nuova Ordinanza, adottata d’intesa con il Ministero dei Beni Culturali, saranno riordinate e razionalizzate le norme che riguardano la determinazione del contributo per la riparazione degli edifici di proprietà privata di interesse storico, artistico e culturale che abbiano un vincolo decretato dalla Sovrintendenza o che hanno presentato un’istanza per ottenerlo, prevedendo le maggiorazioni del contributo necessarie per coniugare nel modo più efficace le esigenze di tutela con quella della sicurezza.

Collabenti e condomini

Per garantire la messa in sicurezza e lo sviluppo ordinato della ricostruzione, una norma specifica prevede l’obbligo per i proprietari di mettere in sicurezza o demolire i ruderi e gli edifici collabenti che costituiscono pericolo per la pubblica incolumità, o che impediscano od ostacolino l’avvio dei lavori per la riparazione di immobili adiacenti o limitrofi, con un contributo massimo di 80 euro al metro quadro. In caso di inerzia dei proprietari, dopo aver intimato i lavori e concesso un termine per farlo, i sindaci provvedono alla demolizione o alla messa in sicurezza avvalendosi delle risorse della contabilità speciale del Commissario, che provvederà a rivalersi sui privati.

Per i condomini viene stabilita una diversa e più equa modalità di riparto del contributo, distinguendo meglio tra i costi afferenti le strutture e quelli relativi alle finiture e agli impianti.

Morte Petrucci: il cordoglio del Commissario Legnini

“Oggi è un giorno triste per tutto il Centro Italia. Ci ha lasciato Aleandro Petrucci, sindaco di Arquata del Tronto, simbolo della passione e dell’impegno dei sindaci per la ripresa di questi territori dopo il sisma devastante che li ha colpiti nel 2016. La volontà e la determinazione di quest’uomo semplice, acuto e straordinariamente intelligente, attaccatissimo alla sua terra e ai suoi concittadini, la grinta che non gli è mancata neanche in questi ultimi mesi segnati dalla sofferenza per la malattia, sono e saranno di esempio per tutti coloro che sono impegnati nella ricostruzione. Il suo contributo alla riscrittura delle regole che è stata compiuta in questi mesi, profuso costantemente sia nella Cabina di Coordinamento di cui faceva parte, sia in qualità di sindaco di uno dei comuni più distrutti dal sisma, è stato determinante. Esprimo le più sentite condoglianze mie e della struttura commissariale alla sua famiglia e all’intera comunità di Arquata del Tronto”

Legge di Bilancio: Legnini, quadro nuovo e molto favorevole per la ricostruzione

“Ringrazio il governo e i parlamentari di maggioranza e opposizione per il proficuo lavoro svolto, nell’esame della Legge di Bilancio 2021, per favorire la ricostruzione e la ripresa economica del Centro Italia colpito dal sisma del 2016. Nel testo che andrà domani in Aula alla Camera ci sono novità molto importanti, confluite in misure molto attese dal territorio. C’è, innanzitutto, il rifinanziamento della ricostruzione pubblica, con un nuovo stanziamento di 1,7 miliardi di euro, e viene introdotto il Contratto Istituzionale di Sviluppo per il sostegno alle attività economiche voluto dal premier, Giuseppe Conte, con una dotazione di 160 milioni di euro. Migliorano le norme e la dotazione finanziaria per la stabilizzazione dei precari che lavorano nella ricostruzione, e viene finanziato fino al 2022 il superbonus, maggiorato nei tetti di spesa, da utilizzare per la ricostruzione degli immobili inagibili in alternativa al contributo di ricostruzione. Manca la proroga di alcuni termini che scadono a fine anno, come le agevolazioni sulle bollette e l’esenzione Irpef sugli immobili inagibili, ma siamo fiduciosi che vi si provvederà con il Decreto Milleproroghe di fine anno”.

Lo ha dichiarato il Commissario straordinario alla ricostruzione del Centro Italia post sisma 2016, Giovanni Legnini, commentando il testo della Legge di Bilancio approvato dalla Commissione Bilancio della Camera, e che sarà domani all’esame dell’Aula di Montecitorio, ringraziando in particolare il presidente della Commissione, Fabio Melilli, ed il ministro della Coesione, Giuseppe Provenzano, per il suo contributo all’attivazione del Contratto di Sviluppo.

La Legge, innanzitutto, provvede allo stanziamento di altri 1,7 miliardi di euro nel triennio a favore della contabilità speciale del Commissario per il finanziamento della ricostruzione pubblica. I fondi assegnati inizialmente, pari a 2,4 miliardi di euro, sono infatti quasi interamente assorbiti dal finanziamento del primo elenco delle opere pubbliche, delle chiese e delle scuole in corso di realizzazione.

Il Contratto Istituzionale di Sviluppo è uno strumento voluto dal presidente del Consiglio per il coordinamento strategico e l’attuazione integrata degli interventi per favorire lo sviluppo economico nel cratere e si avvale di una dotazione iniziale di 160 milioni di euro, 100 messi a disposizione dal Ministero per la Coesione territoriale e altri 60 con le risorse del Commissario. Oltre a questi fondi, la Legge di Bilancio ne stanzia altri 60 per sostenere la creazione ed il potenziamento dei centri di ricerca e di trasferimento tecnologico e il miglioramento dell’offerta formativa delle Università presenti nell’area colpita dal sisma 2016.

La Legge di Bilancio 2021 interviene nuovamente sulla dotazione del personale occupato nella ricostruzione, prevedendo meccanismi e requisiti più flessibili per la stabilizzazione del personale assunto a tempio determinato nei Comuni e negli Uffici Speciali per la Ricostruzione delle quattro regioni interessate.

Molto importante ed attesa è la decisione di rifinanziare, fino al giugno del 2022, il superbonus fiscale del 110%, maggiorato del 50% nei tetti della spesa ammissibile, introdotto in via sperimentale già quest’anno, e che può essere utilizzato in alternativa al contributo pubblico per la ricostruzione degli immobili resi inagibili dal sisma. Tra le misure previste dalla Legge c’è anche l’esplicita possibilità di cumulare i bonus con il contributo di ricostruzione anche nei territori colpiti dal sisma 2009.

Una prossima Ordinanza del Commissario, in via di definizione in queste ore, disciplinerà inoltre le modalità per la fruizione delle detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie, compresi i superbonus ordinari, in aggiunta al contributo di ricostruzione.

Alcune proroghe necessarie sono state già inserite nel testo della Legge di Bilancio, come quella per la sospensione delle rate dei mutui prima casa e la norma che sospende l’IMU per gli immobili inagibili per tutto il 2021.

Ne mancano tuttavia alcune, molto attese, come quella per le agevolazioni sulle bollette di luce e gas per gli immobili ancora inagibili, l’esenzione del reddito degli immobili inagibili ai fini Irpef e ai fini della determinazione del reddito Isee.

“Il complesso di queste misure e di quelle varate nei mesi scorsi, oltre alla concreta prospettiva di utilizzare risorse importanti con il Recovery Plan, delinea – ha detto il Commissario Legnini – un quadro nuovo e molto favorevole degli strumenti a disposizione della ricostruzione. Con le Ordinanze commissariali  che hanno radicalmente innovato le procedure della ricostruzione pubblica e privata, nel 2021 si potrà rafforzare la svolta già impressa a questo processo e, finalmente, creare anche le condizioni per la ricostruzione del tessuto economico, produttivo e sociale dei territori colpiti dal sisma”.