Sisma 2016: 2.900 richieste di contributo da beneficiari di Cas e Sae

Le domande saranno accolte fino al 31/12. Legnini ringrazia tecnici e cittadini

La ricostruzione post sisma in Centro Italia fa un passo avanti importante per accelerare il rientro dei residenti nei centri più colpiti. Alla data del 20 dicembre, infatti, indicata come scadenza per la presentazione dei progetti da parte dei cittadini residenti che tuttora beneficiano del contributo di autonoma sistemazione o dell’alloggio temporaneo nelle Sae, sono state presentate agli Uffici speciali regionali quasi 2.900 richieste di contributo, quasi l’80% di quelle attese, molte delle quali nella forma semplificata concordata con i rappresentanti delle professioni tecniche che dovranno essere completate entro il 15 marzo.
Un risultato significativo che migliora ulteriormente il quadro generale della ricostruzione. Con le domande di dicembre, il numero delle richieste presentate nel 2022 sale infatti a 5.226, per un totale complessivo di 27.015 richieste di contributo (15 mila negli ultimi tre anni) per un importo di oltre 10 miliardi di euro. I contributi concessi sono in totale circa 16 mila, per un importo di circa 5,5 miliardi di euro (di cui 4 negli ultimi tre anni).

I termini prorogati al 31 dicembre – La Cabina di Coordinamento sisma, preso atto del segnale positivo che arriva dai territori, ha condiviso nel corso della seduta di oggi, su proposta del Commissario Straordinario alla Ricostruzione sisma 2016 Giovanni Legnini, l’opportunità di prorogare al 31 dicembre 2022 i termini per presentare la domanda di contributo a ricostruire da parte dei cittadini residenti di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria che siano beneficiari del contributo di autonoma sistemazione o delle soluzioni abitative d’emergenza. Resta valida la possibilità, per questa fascia di popolazione, di presentare il progetto in forma semplificata, da integrare poi entro il 15 marzo 2023, pena la decadenza dello stesso.
La decisione sarà formalizzata nel corso della prossima Cabina convocata per il 30 dicembre, e nasce dalla necessità di agevolare quella parte di cittadini, beneficiari di cas o sae, che ancora non è riuscita a presentare il progetto. Si tratta di poco meno di 800 famiglie sui circa 3.700 nuclei familiari assistiti che a ottobre non avevano ancora presentato la richiesta di contributo pur non avendo impedimenti oggettivi.

Termine ultimo per le manifestazioni di volontà – Il 31 dicembre è anche il termine ultimo entro cui sarà operativa la piattaforma per inviare le manifestazioni di volontà a richiedere il contributo sisma, per chiunque non avesse ancora presentato il progetto. Saranno ritenute valide le richieste fino a fine anno, dopo di che la piattaforma sarà chiusa e non sarà più possibile inviarle.

Legnini ringrazia i tecnici – “I tecnici che operano nella ricostruzione hanno fatto uno sforzo straordinario nell’interesse dei cittadini che hanno affidato gli incarichi e voglio, per questo, ringraziarli – ha detto il Commissario Straordinario, Giovanni Legnini – L’adesione della comunità al calendario di programmazione della ricostruzione privata è un fatto positivo. Oggi si pongono le premesse perché molti residenti costretti ad altre sistemazioni possano tornare presto a riabitare le loro case nei centri più danneggiati dell’Appennino, un obiettivo che cerchiamo di favorire anche con le nuove Ordinanze speciali in deroga, che approveremo la prossima settimana, per i comuni maggiormente colpiti – ha aggiunto il Commissario – Ci sono molte famiglie che non hanno presentato il progetto, e che quindi rischiano di vedersi sospeso il contributo di autonoma sistemazione, o che saranno costrette a pagare un affitto nelle Sae. Per venire loro incontro accetteremo anche le domande semplificate depositate nella piattaforma entro il 31 dicembre, dopodiché ciò non sarà più tecnicamente possibile” ha sottolineato Legnini.

La prossima Cabina il 30 dicembre – La Cabina di coordinamento sisma si riunirà il prossimo 30 dicembre per esaminare una serie di importanti provvedimenti, tra cui il nuovo pacchetto di Ordinanze speciali per i Comuni maggiormente colpiti, per una serie di interventi di ricostruzione pubblica particolarmente complessi, e per approvare il nuovo elenco degli interventi sugli edifici di culto.

Sisma 2016, presentato a Camerino il Testo Unico della ricostruzione privata

Il Testo Unico raccoglie in 131 articoli e 15 allegati oltre 550 disposizioni e 65 allegati contenuti in 61 Ordinanze che vengono contestualmente abrogate, ed è accompagnato da un’ampia relazione illustrativa per agevolarne la lettura. Il Testo Unico non si limita a riorganizzare e ridefinire la normativa esistente, stratificatasi nel tempo, ma introduce aelcune novità importanti che rendono la ricostruzione post sisma 2016 più semplice, attenta alle caratteristiche e del territorio, più facile da realizzare, più vicina ai cittadini.

Il nuovo Testo entrerà in vigore il primo gennaio 2023, insieme alla piattaforma telematica Gedisi per la gestione delle pratiche di ricostruzione, e si applicherà a tutte le richieste di contributo presentate dopo quella data, e su richiesta dei titolari, a quelle già presentate, ma non ancora giunte al decreto di concessione. E’ la prima volta che in una ricostruzione di grande portata viene condotta una revisione e una riarticolazione di tutte le norme vigenti in un unico corpo normativo, impostato per raccogliere organicamente e direttamente eventuali futuri adattamenti e modifiche.

 

I principi della ricostruzione

Al di là della semplificazione e del riordino delle norme, le innovazioni introdotte con il Testo rispondono a diverse nuove esigenze che sono emerse nel tempo ed attribuiscono una precisa configurazione alla ricostruzione, della quale si stabiliscono, per la prima volta, i principi e gli obiettivi.

“La ricostruzione – si legge nel Testo Unico – è retta dai principi di speditezza e semplificazione amministrativa, nonché di legalità, imparzialità, efficienza, economicità, partecipazione e trasparenza dell’azione amministrativa”. Persegue “le finalità sociali della messa in sicurezza degli edifici e del territorio, dello sviluppo economico sostenibile, dell’economia circolare, della connessione digitale, dell’attrattività abitativa dei comuni delle aree interne” ed “i valori della conservazione delle identità paesaggistiche, storiche e artistiche dei luoghi e delle innovazioni finalizzate alla promozione della qualità architettonica”. Non parole di circostanza, ma criteri e principi destinati ad orientare concretamente la prassi applicativa, perseguendo gli obiettivi dello sviluppo sostenibile, della transizione ecologica, e che abbraccia anche le iniziative per favorire le sviluppo, arrestando lo spopolamento.

Già l’articolo 2 del Testo Unico anticipa il principio giuridico fondamentale che dà attuazione a questa nuova visione della ricostruzione, quello della conformità degli interventi all’edificio preesistente legittimo e alle norme edilizie vigenti, che supera il vincolo della “doppia conformità”, producendo una forte semplificazione della fase istruttoria delle domande di contributo e degli adempimenti necessari, a cominciare dal fatto che gli interventi conformi non necessitano di autorizzazioni particolari.

 

Le principali novità

Nella Parte seconda il Testo Unico introduce alcune novità importanti sui beneficiari del contributo per la ricostruzione, finora riservato alle persone fisiche e alle imprese che avevano diritti reali sugli immobili danneggiati, e ora accessibile anche ai comuni e agli enti pubblici che dovessero acquisire le proprietà di questi immobili. Si consente ad esempio ai comuni di subentrare ai proprietari irreperibili o inerti al fine di “completare la ricostruzione”, eliminando situazioni di pericolo ed evitando il degrado del tessuto urbano. Altre norme consentono agli enti pubblici di subentrare su delega dei proprietari o, in via definitiva, trascorsi dieci anni dagli eventi sismici.

Vengono completate le fattispecie degli edifici ammissibili al contributo, considerando anche le pertinenze esterne adibite a ricovero di mezzi e materiali, o le pertinenze inagibili di edifici agibili, ed altri edifici a fronte di una asseverazione certificata del tecnico relativa all’utilizzabilità dell’edificio. Soprattutto, possono essere finanziati quegli immobili che fanno parte di aggregati e la cui riedificazione risulta essenziale per garantire la solidità strutturale, ma anche per preservare l’aspetto del tessuto urbano.

Si disciplina la possibilità di creare super consorzi per ricostruire unitariamente borghi e frazioni e vengono introdotte nuove norme per agevolare la demolizione degli edifici danneggiati che costituiscono pericolo, o ostacolano la ricostruzione di altri edifici. Tali immobili devono essere demoliti dai proprietari che potranno beneficiare di un contributo, diverso da quello concesso per la ricostruzione, o dal Comune, con diritto di rivalsa sui proprietari.

Le procedure previste dall’Ordinanza 100, che hanno prodotto una fortissima semplificazione ed un’accelerazione delle pratiche di contributo (il tempo medio di concessione è passato da 550 giorni medi nel 2019 a 130 giorni medi nel 2022), confermate e rafforzate, vengono rese obbligatorie per tutti gli interventi su singoli edifici fino all’importo di 1 milione di euro, fino a5 milioni di euro per gli aggregati e 15 milioni di euro  per i condomini applicandosi così alla stragrande maggioranza degli edifici danneggiati.

 

Ricostruzione conforme sempre possibile

La Parte quarta del Testo si occupa della programmazione e della pianificazione urbanistica, stabilendo in modo ancor più chiaro che la ricostruzione degli edifici conformi al preesistente è sempre possibile, e non richiede preventivi atti di pianificazione. Non si tratta infatti di ricostruire nuovi centri o consumare nuovo suolo, ma di ricostruire in larga misura ciò che era esistente. Viene semplificata anche la ricostruzione degli edifici per i quali ci sia l’esigenza di una lieve translazione dalla vecchia area di sedime, o per le delocalizzazioni parziali, attraverso l’innovativo strumento del permesso di costruire convenzionato. Si rafforza, infine, il principio dell’”udienza pubblica” in tema di partecipazione dei cittadini alle scelte di pianificazione, facendo obbligo al comune di fornire congrua motivazione circa l’accoglimento o meno delle osservazioni presentate dai cittadini.

Il Testo Unico riassume anche i procedimenti speciali che riguardano gli edifici privati di interesse storico, artistico e culturale, o quelli inclusi in aree sottoposte a vincolo paesaggistico, riprendendo le previsioni dell’Ordinanza 116 che ha riformato il sistema degli incrementi da applicare al contributo per la riparazione di tali edifici.

L’ultima Parte del Testo è dedicata agli operatori privati, ovvero ai tecnici che predispongono i progetti e alle imprese esecutrici. Rafforzando i controlli, si introduce maggior flessibilità sul numero e l’importo massimo degli incarichi che possono essere svolti dai tecnici contemporaneamente, anche in funzione della dimensione e della caratteristica degli studi professionali. Anche i proprietari avranno la possibilità di depositare i contratti stipulati con i professionisti, ed accesso alla consultazione del fascicolo telematico della propria richiesta di contributo.

Scarica qui la relazione illustrativa 

Scarica qui il Testo Unico per la ricostruzione privata 

Sisma 2016, Legnini firma il Testo unico della ricostruzione privata

Il Commissario straordinario per la ricostruzione sisma 2016 Giovanni Legnini ha firmato oggi l’Ordinanza con cui viene adottato definitivamente il Testo unico della ricostruzione privata. Il Testo, sul quale le Regioni Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria avevano raggiunto nei giorni scorsi l’intesa in Cabina di Coordinamento, è il frutto di un lavoro approfondito e corale, al quale hanno preso parte gli Uffici speciali per la ricostruzione, i Comuni, i Comitati, le Professioni tecniche e le Parti sociali.

Il nuovo corpo normativo, composto da 130 articoli e 15 allegati, non si limita a riordinare e semplificare ulteriormente le regole sula ricostruzione privata, con l’abrogazione di 550 disposizioni e 65 allegati contenuti in 62 vecchie ordinanze varate a partire dal 2016, ma introduce anche novità sostanziali, che puntano a una ricostruzione più semplice, attenta alle caratteristiche del territorio e alle esigenze dei cittadini.

Vengono indicati i principi che orientano la ricostruzione, cioè speditezza e semplificazione amministrativa, legalità, trasparenza, partecipazione, e le sue finalità, che sono la sicurezza degli edifici e del territorio, sostenibilità ambientale, efficienza energetica, qualità architettonica, tutela e valorizzazione del patrimonio, sviluppo sostenibile. Vengono poi introdotte alcune norme per favorire il completamento della ricostruzione, ampliando gli strumenti a disposizione dei cittadini e consentendo ai Comuni di subentrare, in taluni casi, ai proprietari privati inerti.

Il Testo Unico entrerà in vigore dal 1 gennaio 2023, contestualmente all’avvio della nuova piattaforma telematica Gedisi, che consentirà ai professionisti impegnati nella ricostruzione una gestione più semplice delle pratiche di ricostruzione privata, e ai cittadini di essere informati in modo più puntuale e trasparente sullo stato della propria richiesta di contributo. La piattaforma è già operativa e da questa settimana è aperta alla sperimentazione assistita da parte dei professionisti.

Il Testo Unico sarà presentato dal Commissario Legnini lunedì nelle Marche.

Sisma 2016, controlli più rapidi ed efficaci sugli appalti della ricostruzione pubblica

Un sistema di vigilanza preventivo e semplificato sugli appalti per rendere i controlli di legalità nella ricostruzione pubblica post sisma 2016 ancora più rapidi e, allo stesso tempo, efficaci. È questo il frutto dell’accordo tra il Commissario Straordinario alla Ricostruzione sisma 2016 e l’Anac, che hanno inoltre condiviso la definizione di atti e procedure tipo relativi ad alcune delle fasi dei procedimenti per gli appalti pubblici.

Due quindi le novità principali frutto del lungo e approfondito lavoro tra Commissario, Anac e Uffici speciali per la ricostruzione.

Da un lato è stato definito un nuovo sistema, basato su una scheda di autovalutazione degli atti per gli affidamenti diretti e quindi su un maggior coinvolgimento degli Usr e delle Stazioni appaltanti nella verifica preliminare della documentazione, così da velocizzare ulteriormente i controlli dell’Unità operativa speciale (Uos).

Il secondo risultato è l’elaborazione condivisa, tra la Struttura Commissariale e l’Anac, di atti e procedure-tipo per la determinazione a contrarre per l’affidamento diretto dei servizi di architettura e ingegneria, per la determinazione a contrarre di affidamento diretto dei lavori, per lo schema di avviso di indagine di mercato, per la procedura negoziata telematica per l’affidamento di servizi e per la procedura di affidamento diretto lavori.

“Il frutto di questo complesso lavoro svolto insieme ad Anac per la ricostruzione post sisma, è suscettibile di un’applicazione più generale – ha sottolineato il Commissario Giovanni Legnini -. Le procedure-tipo garantiscono legalità ed efficacia, mentre il sistema più incentrato sull’autovalutazione snellisce di molto i formalismi, in un’ottica di collaborazione tra istituzioni che, come più volte ha dimostrato l’esperienza del post sisma in Centro Italia, è la chiave per superare le criticità che una ricostruzione così complessa necessariamente comporta. Tali innovazioni sono tanto più utili considerando che nel 2023, grazie al notevole lavoro degli Usr e dei Comuni, si verificherà una notevole crescita dei cantieri della ricostruzione pubblica”.

“Oggi presentiamo un risultato importante che nasce dalla proficua collaborazione con il commissario Legnini ed è basato sulla progressiva responsabilizzazione degli uffici coinvolti – ha dichiarato il Presidente dell’Anac Giuseppe Busia -. Attraverso gli atti tipo elaborati sulla base delle pronunce ANAC si facilita l’attività delle stazioni appaltanti e si assicura che operino bene. Il risultato è maggiore velocità e quasi annullamento del contenzioso. Bisogna puntare su questo per far crescere la competenza e garantire celerità e legalità nelle opere della ricostruzione”.

Uno snellimento importante, fondamentale per l’avvio, nella piena legalità e sicurezza, delle migliaia di opere pubbliche che dovranno essere progettate e cantierizzate nei prossimi mesi nei territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria impegnati nella ricostruzione.

Nuovo programma opere pubbliche: approvati programmi Lazio, Umbria e Abruzzo

Il Commissario Straordinario alla Ricostruzione sisma 2016 Giovanni Legnini ha firmato oggi la prima Ordinanza attuativa del nuovo programma delle opere pubbliche che finanzia con 381 milioni di euro 416 interventi nelle regioni Abruzzo, Lazio e Umbria. Il programma relativo alle Marche sarà oggetto di un’ordinanza a parte, in attesa che la Regione concluda le attività di confronto con i Comuni del territorio per l’individuazione degli interventi.

Le opere del nuovo elenco comprendono edifici strategici, cimiteri, opere di urbanizzazione, infrastrutture, sottoservizi, chiese, servizi sanitari, interventi su dissesti, recupero di edifici pubblici o storici.
“Questo nuovo Programma delle opere pubbliche rappresenta un’importante punto di arrivo dell’intenso lavoro portato avanti insieme alle Regioni e ai loro Uffici speciali per la ricostruzione, per completare il quadro delle necessità e poter così iniziare a progettare quegli interventi spesso fondamentali sia per l’accelerazione della ricostruzione privata, che per il ripristino di condizioni di vita normali in questi territori dove c’è assoluto bisogno di infrastrutture essenziali, a cominciare dai sottoservizi, ed edifici strategici sicuri ed efficienti”, ha dichiarato il Commissario Legnini.

Il piano di rigenerazione urbana prevede il finanziamento di 149 interventi nelle tre regioni, per un totale di oltre 151 milioni di euro a carico della contabilità del Commissario. Le opere finanziate in Abruzzo sono 25, per un totale di 24 milioni di euro, e 62 sia in Lazio che in Umbria, corrispondenti rispettivamente a 61 milioni di euro per il Lazio e 65 milioni di euro per l’Umbria, a cui si aggiungono quasi 60 milioni di cofinanziamenti per una serie di opere su infrastrutture viarie a Vallo di Nera, in provincia di Perugia.

Il nuovo programma per le opere pubbliche, invece, amplia la platea di opere finanziabili, anche al di fuori del cratere sismico vero e proprio, nel rispetto della rilevanza strategica dell’opera (cimiteri, edifici comunali, servizi essenziali, servizi sanitari e sociali, dissesti incidenti sulla ricostruzione privata). L’elenco approvato oggi comprende 262 interventi, per un totale di quasi 212 milioni di euro. In Abruzzo i nuovi interventi inseriti nell’elenco sono 112, per 98 milioni di euro, nel Lazio 52, per 46 milioni, in Umbria 98, per 67 milioni di euro. A questi si aggiungono 26 milioni di euro che finanziano, in Abruzzo, 5 interventi per il recupero del tessuto socio-economico, nelle province di Chieti e Teramo.
Il testo dell’Ordinanza, che per essere esecutiva attende il via libera della Corte dei Conti, viene pubblicato a titolo informativo sul sito internet della Struttura del Commissario sisma 2016 (https://sisma2016.gov.it/) insieme agli elenchi degli interventi previsti nelle tre regioni.

Il testo dell’Ordinanza

Allegato A

Allegato B

Allegato C

Tre nuovi concorsi di architettura ad Amatrice

Banditi due concorsi di progettazione e un concorso di idee
per la ricostruzione e riqualificazione di spazi pubblica
nel centro storico di Amatrice

www.ideeperamatrice.it

Partono finalmente tre importanti concorsi – due concorsi di progettazione e un concorso di idee (con riserva di affidamento della progettazione al vincitore) – per altrettanti spazi pubblici di speciale rilievo nel centro storico di Amatrice.

I bandi sono disponibili su: https://amatrice.concorsiarchibo.eu/ .

I concorsi sono banditi dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Lazio, con la collaborazione della Fondazione MAXXI, su iniziativa del Commissario Straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016, Giovanni Legnini, d’intesa con il Comune di Amatrice (sindaco Giorgio Cortellesi).

Si tratta di due concorsi di progettazione in due gradi nelle aree dell’ex Chiesa di San Giovanni e dell’ex Chiesa di San Giuseppe e di un concorso di idee nell’area dell’ex Cinema Teatro Garibaldi e aree limitrofe, all’interno del nucleo storico di Amatrice.

Il primo concorso di progettazione riguarda la realizzazione di una piazza nell’area occupata dal sedime dell’ex chiesa di San Giovanni e nella pre-esistente piazza Cacciatori del Tevere, cuore fisico del paese in prossimità della torre civica che ha resistito alla furia del sisma e del Municipio in via di ricostruzione. La trasformazione è stata condivisa con la Diocesi di Rieti. La piazza si candida ad avere un alto ruolo simbolico per la vita cittadina e potrà ospitare manifestazioni culturali ed eventi civili e religiosi in una posizione strategica all’interno del tessuto urbano. Il progetto dovrà preservare la memoria dell’edificio sacro preesistente.

Il secondo concorso di progettazione riguarda la costruzione di un edificio a destinazione culturale nell’area occupata dal sedime dell’ex chiesa di San Giuseppe, lungo corso Umberto, in relazione fisica e funzionale con il Museo civico Cola Filotesio. La Chiesa era sottratta a funzioni di culto già prima del sisma del 2016; il nuovo edificio dovrà prevedere spazi espositivi e laboratori per artisti, tornando a valorizzare l’attenzione all’arte contemporanea che caratterizzò Amatrice nel primo dopoguerra grazie all’illuminata opera di don Giuseppe Minozzi. Dato che il terremoto ha risparmiato alcuni elementi architettonici di particolare pregio della preesistente facciata, come il portale d’ingresso e il finestrone soprastante, nel bando si prevede esplicitamente il riuso di tali elementi sollecitando la relazione tra storia e contemporaneità.

Infine nella ricostruzione dell’edificio che ospitava il cinema teatro Garibaldi e nell’area circostante è prevista la realizzazione di un parco-museo della memoria. Si tratta di un’area di grande importanza, al limitare del centro storico lungo l’accesso dalla via Salaria. Per questo progetto è stato preferito lo strumento del concorso di idee, con impegno di affidamento della progettazione al vincitore (art.156, c.6, Codice appalti), in modo da consentire un più ampio confronto tra progettisti e comunità locale. A tal fine, la Fondazione MAXXI ospiterà già il prossimo 14 dicembre una giornata di studio sui “luoghi della memoria” nei Comuni del cratere 2016, alla luce di molte e diverse esperienze nelle località colpite, nei decenni passati, da altre terribili calamità.

Nei bandi dei tre concorsi si fa appello a una necessaria qualità architettonica ma anche ad un’altrettanto necessaria costruzione di idee progettuali che leghino la tradizione all’innovazione.

L’insieme delle procedure concorsuali si concluderà a settembre 2023.

Fondazione MAXXI e Idee per Amatrice. Su incarico del Commissario Straordinario per la Ricostruzione sisma 2016 e con l’accordo del Sindaco di Amatrice, Fondazione MAXXI ha messo a disposizione le sue esperienze e le sue competenze per iniziative culturali e progetti sul tema della qualità architettonica per riattivare attraverso la cultura e l’architettura la vita nel centro storico di Amatrice. In particolare, l’impegno del MAXXI si è concentrato su due fronti: la realizzazione di un forum sulle prospettive della ricostruzione, che si è svolto lo scorso 5 ottobre, e l’organizzazione dei tre concorsi di progettazione appena banditi.

Sisma 2016: raggiunta l’intesa sul Testo Unico della ricostruzione privata

La Cabina di Coordinamento Sisma 2016, presieduta dal Commissario Giovanni Legnini, ha raggiunto oggi l’intesa sul Testo Unico della ricostruzione privata che riorganizza, semplifica ed innova le norme contenute in sessantuno Ordinanze, che vengono contestualmente abrogate. Il nuovo Testo sarà adottato formalmente e illustrato nei dettagli nei prossimi giorni, non appena ottenuto il via libera della Corte dei Conti, ed entrerà in vigore il primo gennaio 2023 insieme alla nuova piattaforma telematica Gedisi per la gestione delle pratiche sisma.
E’ la prima volta che in una ricostruzione post sisma viene varato un Testo Unico della normativa, che rimarrà “unico” anche in futuro, con l’integrazione diretta nel testo di eventuali successive modifiche. Il Testo raccoglie in 130 articoli e 15 allegati oltre 550 disposizioni (con 65 allegati) che sono state adottate a partire dal 2016, superando un quadro di regole stratificato, a volte sovrapposte, di difficile comprensione.

Al di là della semplificazione e del riordino delle norme, il Testo apporta innovazioni anche sostanziali, che danno alla ricostruzione dopo il terremoto in Centro Italia una configurazione più semplice, attenta alle caratteristiche del territorio e alle esigenze dei cittadini. Vengono introdotte nuove norme, in particolare, per favorire il completamento della ricostruzione, ampliando ad esempio le tipologie di edifici ammessi al contributo o consentendo ai comuni di subentrare, in taluni casi, ai proprietari privati. E si delineano per la prima volta i principi che orientano la ricostruzione, cioè speditezza e semplificazione amministrativa, legalità, imparzialità, trasparenza, partecipazione, e le sue finalità: sicurezza degli edifici e del territorio, sostenibilità ambientale, efficienza energetica, qualità architettonica, tutela e valorizzazione del patrimonio, lo sviluppo sostenibile.

“Oggi si conclude un lavoro imponente, lungo ed approfondito, che è frutto di una consultazione pubblica e del confronto con tutti gli attori della ricostruzione. Voglio ringraziare in modo particolare – ha detto il Commissario Legnini – le Regioni e i loro Uffici Speciali per la ricostruzione, che hanno dato un apporto decisivo, lo staff della Struttura guidato da Pierluigi Mantini, e i comuni, i professionisti, le imprese, i sindacati, i comitati e le associazioni dei cittadini, che hanno contribuito e condiviso questo lavoro. Il Testo Unico della ricostruzione privata era un impegno preso che viene rispettato – ha aggiunto -, così come la realizzazione della nuova piattaforma informatica per la gestione dei progetti e delle pratiche sisma, ormai pronta al debutto, e che è stata realizzata parallelamente al Testo Unico, con cui dovrà interfacciarsi. Sono due strumenti che semplificano il lavoro dei tecnici, e che ci auguriamo possano avvicinare alla ricostruzione un numero sempre maggiore di professionisti e di imprese, così da accelerare un processo ormai ben avviato”.

Nelle prossime settimane, in particolare, saranno avviate iniziative per favorire la conoscenza e la diffusione del Testo Unico e della nuova piattaforma telematica per la gestione delle richieste di contributo sisma da parte dei professionisti, insieme a seminari di approfondimento sul Testo Unico con gli stessi professionisti, i tecnici comunali e gli Uffici Speciali regionali.

Domande semplificate per titolari Cas e Sae entro il 20/12, pubblicata la Guida

La Struttura del Commissario Straordinario per la ricostruzione sisma 2016 ha predisposto una guida operativa per la compilazione delle richieste di contributo in forma semplificata che i residenti titolari di Cas e Sae, che non hanno impedimenti oggettivi, sono tenuti a presentare entro il prossimo 20 dicembre.

La guida può essere scaricata nella sezione Utilità/Guide del sito internet istituzionale della Struttura, a questo link.

Si ricorda che, ai sensi dell’Ordinanza 123 la presentazione della richiesta di contributo in forma semplificata comporta la necessità di definire la pratica in tutti i suoi elementi entro il termine del 15 marzo 2023, pena improcedibilità della stessa.

La mancata presentazione della richiesta di contributo nei termni previsti comporta, ai sensi delle Ordinanze della Protezione Civile, la sospensione dei benefici assistenziali fino al momento di presentazione della richiesta.

NextAppennino: chiusi i bandi per le imprese, presentati 2.540 progetti per 2,3 miliardi 

Richieste agevolazioni per 1,5 miliardi a fronte dei 615 milioni disponibili

Si sono chiusi con risultati superiori ad ogni aspettativa i bandi del programma NextAppennino destinati alle imprese dei territori colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016. A fronte di 615 milioni di agevolazioni messe a disposizione, tra contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, sono stati presentati 2.541 nuovi progetti d’investimento da parte delle imprese, per un valore di 2,3 miliardi di euro ed agevolazioni richieste pari a 1,5 miliardi (875 milioni in più rispetto alle risorse disponibili).

Tra i progetti presentati, ben 744 riguardano l’avvio di nuove micro e piccole imprese. Le agevolazioni richieste provengono per il 79,3% dal cratere sisma 2016 (60% Marche, 16% Lazio, 14% Abruzzo, 10% Umbria), e per il restante 22,7% dal cratere 2009 dell’Abruzzo.

“La risposta delle imprese, del terzo settore e degli enti locali alle opportunità offerte dai bandi di NextAppennino è stata molto importante. E’ un segno tangibile della vitalità del sistema produttivo, che ha fiducia nel processo di ricostruzione, crede nella possibilità di un nuovo sviluppo e vuole investire in questi territori” ha detto il Commissario straordinario per la ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, presidente della Cabina di Coordinamento integrata che gestisce i fondi di NextAppennino. “Procederemo nei tempi previsti all’assegnazione delle risorse disponibili alle imprese, sulla base delle decisioni dei Comitati di Valutazione, dove sono rappresentate anche le Regioni e l’Anci, ma è evidente – ha aggiunto Legnini – che non potremo finanziare tutti gli interventi che ci sono stati proposti. Valuteremo, con i presidenti delle Regioni interessate, l’opportunità di chiedere ulteriori risorse al Governo”.

“Il risultato quantitativo è veramente incoraggiante – ha detto il Coordinatore della Struttura di Missione sisma 2009 Consigliere Carlo Presenti –. Anche dal Cratere 2009 sono arrivate moltissime domande su tutte le linee di finanziamento. Adesso ci aspetta un grande lavoro nei Comitati di valutazione e speriamo che anche la qualità dei progetti sia all’altezza delle nostre aspettative”.

Per i medi e grandi investimenti da realizzare attraverso i Contratti di sviluppo sono giunti 100 progetti (15 per i progetti da oltre 20 milioni di euro) di investimento per 1,1 miliardi di euro, con la richiesta di agevolazioni per 592 milioni (266,5 per i grandi progetti) a fronte di risorse disponibili pari a 190 milioni.

Richieste doppie rispetto alle somme stanziate anche per i bandi riservati all’avvio e lo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese, e ai loro investimenti innovativi. A fronte di 198 milioni di agevolazioni le richieste, quasi 2 mila, sono state pari a 433 milioni (653 milioni di euro l’investimento complessivo previsto).

Stessa situazione per il bando che prevede 60 milioni di incentivi per le imprese turistiche, culturali e sportive: sono giunte 205 domande per un investimento complessivo di 132 milioni di euro ed una richiesta di 101 milioni di agevolazioni (rispetto ai 60 stanziati).

Per le iniziative di partenariato pubblico-privato, con un bando che stanzia 80 milioni per finanziare interamente i nuovi progetti, le richieste sono state 131, per 311 milioni di incentivi a fronte di 321 milioni di investimento complessivo.

Per i due bandi relativi ai progetti per l’economia sociale e le cooperative di comunità, e per l’economia circolare, le filiere agroalimentari ed il ciclo del legno, che prevedono 87 milioni di euro, le richieste sono state invece leggermente inferiori alle disponibilità, pari a 21,8 milioni di euro per il primo bando, e 29,2 milioni per il secondo.

Scarica qui il rapporto 

Avvertenza

Considerato che il termine per la partecipazione al bando dedicato alle comunità energetiche scade il 20 novembre, e che tale termine cade in una giornata festiva, la scadenza del bando slitta alle ore 23.59 del lunedì 21 Novembre 2022.