Semplificazione, deroghe, snellimento dei lavori pubblici e supporto ai Comuni. Più fondi per edifici rurali e i territori più colpiti  

Le misure approvate oggi dalla Cabina di coordinamento. Per il Commissario Castelli “oggi è stato compiuto passaggio significativo dalle norme ai cantieri”

Oggi la Cabina di coordinamento sisma, composta dai Presidenti delle quattro Regioni (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria), i rappresentanti dei Sindaci, i delegati dalle ANCI regionali e presieduta dal Commissario alla Riparazione e alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, ha raggiunto l’intesa su una serie di Ordinanze riguardanti la ricostruzione pubblica e privata.

Strumenti di semplificazione per soggetti beneficiari interventi piani opere pubbliche – In funzione dell’adeguamento alla soglia già prevista in sede europea è stato predisposto l’innalzamento della soglia per l’affidamento diretto nell’ambito della ricostruzione pubblica. In particolare, per le opere delle Ordinanze 109, 129 e 137, la soglia passa da 140mila a 215mila euro. Viene inoltre esteso al 18 agosto 2023 il termine per la presentazione delle progettazioni da parte dei soggetti attuatori. Una novità che renderà le procedure per la ricostruzione delle opere pubbliche più snelle e consentirà agli uffici di integrare le progettazioni già in corso. Sempre nell’ottica di una maggiore efficacia e rapidità sono già stati predisposti, in collaborazione con ANAC, degli atti tipo (consultabili sul sito www.sisma.gov.it) in virtù di un Accordo per l’esercizio dei compiti di alta sorveglianza e di garanzia della correttezza e della trasparenza delle procedure connesse alla ricostruzione pubblica post-sisma, che verrà illustrato nei prossimi giorni.

Il Commissario Castelli ha dichiarato: “La Cabina di oggi segna un passaggio particolarmente significativo per la realizzazione dell’obiettivo del mio mandato: passare dalle norme ai cantieri, dare davvero l’avvio in modo sostanziale al percorso di ricostruzione. Grazie alla piena, costante, collaborazione delle Regioni, degli Usr e dei Comuni possiamo infatti guardare con ottimismo e ancora maggiore determinazione alla ricostruzione pubblica e privata. Soprattutto nei centri maggiormente colpiti che, spesso, scontano anche problematiche legati ai dissesti che il sisma ha generato nel loro territorio e a disparità normative che non tenevano sufficientemente conto della specificità della loro ricostruzione. Oltre a semplificare e ad adeguare le norme, per renderle più rispondenti alle necessità complesse e differenziate nel cratere sismico, grazie alle Ordinanze speciali in deroga e all’ascolto quotidiano delle necessità operato dallo staff della Struttura, siamo riusciti a individuare degli strumenti innovativi e dirimenti per sciogliere alcuni dei nodi più complessi degli ultimi anni. Questo momento, pur nella sua importanza, rappresenta un punto di ulteriore partenza: l’impegno non può venire mai meno e ogni risultato è l’anticamera di un’altra opera da compiere”.

Più fondi per edifici rurali e Comuni più colpiti – Un altro intervento compiuto dalla Cabina è quello che consentirà l’assegnazione di maggiori risorse per la ricostruzione privata, sia di edifici rurali sia in aree disagiate. È stata infatti accolta la modifica al Testo unico della ricostruzione privata che prevede l’aumento del 10% del contributo concedibile per la ricostruzione degli edifici nei Comuni maggiormente colpiti dal sisma, dove insistono Psr o zone rosse e anche per i cosiddetti “cantieri disagiati”, che vengono definiti da una serie di parametri come le distanze e la possibilità di accesso. Sarà anche riconosciuto un aumento di contributo per gli edifici di tipo rurale che, nell’area dell’Appennino centrale, spesso ospitavano sia l’abitazione che l’attività dei proprietari. In questo modo si vuole preservare una delle espressioni più caratteristiche del territorio del cratere, dove l’attività agro-silvo-pastorale rappresenta un’eccellenza da tutelare.

Ordinanze speciali – Sono state approvate due ordinanze speciali per la ricostruzione di Camerino, uno dei centri maggiormente colpiti delle Marche per cui viene prevista una accurata definizione degli strumenti di affiancamento, gestione e monitoraggio dei cantieri. A Camerino vengono anche assegnati ulteriori 3,8 milioni di euro per la demolizione dell’Hotel Roma e l’interramento dell’elettrodotto nel quartiere Vallicelle.

Via libera anche alle Ordinanze speciali in deroga per i Comuni abruzzesi di Campotosto, Montereale, Cortino e Torricella Sicura, che finanziano 62 milioni di euro di opere pubbliche, funzionali anche allo sblocco della ricostruzione privata. I primi due comuni ricadono nel cosiddetto “doppio cratere” sismico, 2009 e 2016. Queste Ordinanze speciali esprimono la necessità di completare al più presto il recupero dei contesti urbani partendo dalla necessità di coordinare al meglio la ricostruzione privata e pubblica, al fine di gestire in modo efficiente i diversi cantieri e garantire l’unitarietà degli interventi.

Sono state inoltre integrate le due Ordinanze speciali in deroga riguardanti i Comuni reatini di Amatrice e Accumoli, con un ulteriore finanziamento di 3,5 milioni di euro destinato per un ulteriore intervento di demolizione ad Amatrice, per i maggiori costi legati alla delocalizzazione di alcune frazioni ad Accumoli. Inoltre, stata introdotta una modifica tesa a facilitare e semplificare gli interventi per la realizzazione della piazza cittadina di Accumoli.

Un’ulteriore Ordinanza speciale in deroga consente di avviare una parte della ricostruzione di Pioraco, comune del Maceratese, consentendo l’acquisto e il recupero di un edificio in rovina nel quartiere La Madonnetta.

L’intesa è stata raggiunta anche sull’Ordinanza speciale in deroga che approva l’accordo sottoscritto tra Usr, Comune di Macerata e privati, primo passo per la ricostruzione delle palazzine tra via Pantaleoni e via Coniugi Zorli, dove attendono di rientrare circa 160 famiglie.

Comunità energetiche rinnovabili – Relativamente alle Cer, per le quali nella Cabina di Coordinamento del 27 giugno era stata raggiunta l’intesa sulla graduatoria del bando del Pnc sisma 2009-2016, nella giornata odierna è stato dato il via libera alla creazione di un gruppo di supporto per gli interventi attuativi previsti dal bando, con particolare riferimento al partenariato pubblico-privato. I soggetti capofila beneficiari sono in totale 18 e la percentuale di contributo assegnata è compresa tra il 50% e il 70% rispetto all’investimento complessivo.

Infine, nel Corso della Cabina integrata che governa l’attuazione del Piano nazionale complementare sisma 2009 e 2016, è stata raggiunta l’intesa sulla riallocazione, riguardante la Regione Umbria, dei finanziamenti residui delle misure di NextAppennino B1.1, B2.3, B3.1e B3.2, cioè i bandi per i grandi investimenti, per l’inclusione sociale, cooperazione e terzo settore, sostegno alla costituzione di associazioni agrosilvopastorali, economia circolare e filiere agroalimentari.

Focus Lazio e Amatrice 

Focus Camerino 

Focus Abruzzo 

 

Stazioni più sicure e funzionali, lavori Pnc sisma in partenza.

Castelli: “Il trasporto sostenibile strategico per cratere marchigiano”

Al via i cantieri di Rete Ferroviaria Italiana, Società capofila del Polo Infrastrutture del Gruppo FS, previsti dal Piano nazionale complementare sisma nelle stazioni di Tolentino, Macerata e Fabriano, e subito dopo l’estate si avvierà anche il restyling della stazione di Ascoli Piceno. Interventi del valore complessivo di circa 15 milioni di euro, che si aggiungono a circa 40 mln di investimenti che il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane ha pianificato nel territorio del cratere marchigiano.

 “La mobilità su ferro è parte integrante della strategia che insieme alla Regione Marche e Gruppo FS Italiane abbiamo impostato per il rilancio dei territori del cratere – spiega il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. La aree interne, anche per oggettive difficoltà dovute alla conformazione del territorio,  hanno da lungo tempo patito un maggiore isolamento. Per questo l’investimento del Pnc sia per la viabilità su quattro ruote che per la riqualificazione delle stazioni ferroviarie, assume una forte valenza strategica anche nel lungo periodo. Le stazioni saranno sempre più importanti nell’ottica di un trasporto intermodale, che garantisca ai viaggiatori di poter accedere ai nostri territori nel modo più comodo e sostenibile possibile. Iniziamo a porre le basi per un Appennino centrale connesso, sostenibile e sicuro”.

I progetti nel dettaglio – I lavori del Pnc nelle quattro stazioni marchigiane prevedono il miglioramento sismico delle strutture, per garantire un più elevato grado di sicurezza, e la riqualifica dei fabbricati viaggiatori, ottenendo in tutti gli spazi in cui i viaggiatori transitano, una maggiore accessibilità, efficienza e confort. Durante il processo di restyling, verranno inoltre adottate soluzioni ecosostenibili per ridurre l’impatto ambientale e promuovere la sostenibilità a lungo termine delle infrastrutture ferroviarie. Gli interventi tengono conto anche dell’identità architettonica degli edifici, preservandone e migliorandone l’estetica per valorizzarli nel contesto urbano in cui si collocano.

Il valore dell’investimento PNC: Per la stazione di Ascoli Piceno è previsto un finanziamento pari a circa 5 mln di euro, per la stazione di Fabriano circa 3 mln di euro, per la stazione di Macerata circa 5 mln di euro e per la stazione di Tolentino circa 2 mln di euro, tutti a valere sul Pnc sisma, il Fondo complementare al Pnrr gestito dalla Cabina di coordinamento integrata.

La tempistica dei lavori – L’avvio dei lavori è avvento nel mese di marzo, con successive attività propedeutiche e consegna delle aree fino a luglio. L’avvio delle lavorazioni avverrà in un arco temporale a partire dal mese di luglio 2023 e saranno completati entro la fine del 2025.

L’intervento di realizzazione della stazione di Tolentino-Campus, inizialmente previsto nel contesto del Pnc sisma, è stato cofinanziato da Regione Marche e RFI su fondi del contratto di programma.

 

Trasporti: Gruppo FS e Struttura Commissariale insieme per progetto “hub del territorio” in 5 stazioni

Coinvolti comuni del sisma 2009 e 2016: Antrodoco, Matelica, Popoli, Spoleto, Urbisaglia

Il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane e la Struttura commissariale hanno sviluppato un progetto che vede coinvolte cinque stazioni, situate nelle quattro regioni del Centro Italia coinvolte dal sisma del 2009 e del 2016. Il progetto punta a valorizzare le stazioni presenti nel cratere affinché svolgano una funzione di “Hub” e si evolvano da luoghi di semplice passaggio o scambio, a centri vitali e attrattivi, dotati di servizi e funzioni utili sia ai residenti sia ai viaggiatori.

Di questa nuova iniziativa si è parlato oggi a Roma, presso la sede del Gruppo FS Italiane, nel corso di un incontro al quale hanno partecipato Guido Castelli, Commissario Straordinario per la riparazione e la Ricostruzione Sisma 2016, Fabrizio Dell’Orefice responsabile relazioni istituzionali Italia, Sara Venturoni direttore stazioni RFI e i rappresentanti di FS Sistemi Urbani e i primi cittadini delle cinque realtà coinvolte: il Sindaco di Antrodoco, Alberto Guerrieri; di Matelica, vice sindaco Denis Cingolani; di Popoli, Moriondo Santoro; di Spoleto, Andrea Sisti e di Urbisaglia, Paolo Francesco Giubileo.

Il Commissario Castelli ha dichiarato: “Grazie alla collaborazione tra struttura commissariale e Ferrovie dello Stato si è pensato di assegnare nuove funzioni alle stazioni del cratere. Non solo luoghi di passaggio e scambio, ma anche ambienti destinati a servizi di comunità. All’interno del piano di riparazione che stiamo realizzando non investiamo soltanto nella rete stradale: anche quella su “ferro” è fondamentale per consentire la mobilità in ingresso e in uscita con maggiore facilità. Anche questo fa parte delle azioni che hanno la finalità di sostenere lo sviluppo e contrastare lo spopolamento dei nostri territori: vivere in luoghi più connessi, accessibili e fruibili è un diritto che dobbiamo garantire alle comunità del Centro Italia”.

Il progetto presentato oggi ai Sindaci, che sarà ulteriormente dettagliato in una fase successiva, si va ad aggiungere ad una più ampia rete di interventi che vede protagonista RFI: attraverso il Pnc, nelle stazioni delle quattro  regioni coinvolte dal sisma del 2016 e del 2009, sono in corso di realizzazione interventi di miglioramento sismico, accessibilità e riqualificazione (con particolare attenzione alla sostenibilità e alla valenza storica e culturale) di 10 stazioni ferroviarie per un importo pari a 32,3 milioni di euro.

 

Sisma 2016: Castelli, nuovo Codice Appalti strumento idoneo per spingere ricostruzione

“Il nuovo Codice degli appalti è lo strumento idoneo per conferire la giusta spinta alla ricostruzione. La Struttura commissariale sta lavorando affinché il cambio delle regole possa avvenire senza pregiudizi per i diritti dei terremotati”.

Lo ha detto Guido Castelli, Commissario Straordinario per Riparazione e la Ricostruzione sisma 2016, che oggi ad Ancona è intervenuto al convegno “Il cantiere digitale: un cantiere attento”, organizzato dall’Autorità nazionale anticorruzione.

“Il nuovo Codice degli appalti – ha aggiunto Castelli – ha ridisegnato, interamente, l’architettura dei lavori pubblici: rappresenta una sfida per tutti gli operatori anche alla luce della digitalizzazione. Il cantiere digitale è un cantiere “aperto”, veloce, trasparente e sinonimo di legalità. Siamo di fronte ad un cambio di ciclo storico, attraverso un percorso di modernizzazione che passa per la digitalizzazione ed è determinato dal Pnrr, che ci impone un cambio di prestazione delle amministrazioni. La sfida è quella di istituire un equo sistema digitale in cui vi sia una completa interoperabilità. Un sistema che permetta non solo di lavorare riducendo i tempi e i costi, ma anche di migliorare la gestione complessiva dei cantieri, garantendo una maggiore tutela e sicurezza alle maestranze e una maggiore qualità delle opere. Tutto questo – ha concluso il Commissario al Sisma 2016 – tenendo a mente l’obiettivo che ci guida: fare presto e fare bene”.

 

Presentazione dei primi due contratti di sviluppo: Misura B1.1 investimenti di grandi dimensioni

Sono stati presentati oggi ad Ancona, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta presso la sede della Regione Marche, i primi due Contratti di sviluppo per grandi investimenti (B1.1) e il primo pacchetto degli investimenti di medie dimensioni (B1.2), finanziati dal programma NextAppennino dedicato alle aree sisma 2009 e 2016.

Hanno preso parte all’incontro con i media Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy; Francesco Acquaroli Presidente Regione Marche; Guido Castelli Commissario Straordinario Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016; Lucia Albano sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze; Paolo Merloni Presidente Esecutivo, Ariston Group; Umberto G. Crovella Chief Technology and Operations Officer, Ariston Group; Fabio Giulianelli Ceo, Gruppo Lube; Marcello Giulianelli Responsabile Coordinamento Operativo, Gruppo Lube; Alessio Sileoni Research & Development, Gruppo Lube.

Grazie a incentivi per circa 46 milioni di euro, saranno generati nel territorio marchigiano investimenti per circa 190 milioni di euro. L’azione messa in campo attraverso NextAppennino è di grande importanza al fine di dare impulso al rilancio e allo sviluppo dei territori dell’Italia centrale. Fra gli investimenti spiccano i progetti di reshoring: si tratta del ritorno nel centro Italia di capitali economici e umani, la risposta migliore di chi crede nelle potenzialità di un luogo che ha ancora molto da esprimere.

I primi due Contratti di sviluppo riguardano due storiche realtà che hanno sede nel cratere marchigiano: Ariston Group e Lube.

Gli investimenti generati sono di molto superiori agli incentivi, anche grazie alla quota ingente di spesa programmata dai privati.

Le risorse impegnate da Ariston Group, azienda con sede a Fabriano (Ancona), sono pari a circa 100 milioni di euro, a fronte di circa 16 milioni di euro di contributo. Ariston Group, tra i leader mondiali del comfort termico sostenibile, è un’azienda fondata nelle Marche nel 1930 che, nel corso del processo di internazionalizzazione degli ultimi 40 anni, ha promosso un modo di fare impresa orientato allo sviluppo e alla valorizzazione del territorio e continua a mantenere l’Italia al centro della propria strategia d’investimento.

Cucine Lube è un noto marchio che produce cucine componibili ed elementi d’arredo con sede a Treia (Macerata). Dagli anni ’60 a oggi Lube è cresciuta e si è strutturata sul mercato nazionale, ma ora le famiglie che la guidano vogliono compiere il “salto” verso l’estero incrementando l’attività produttiva attraverso un investimento da 43,9 milioni di euro a fronte di 9,5 milioni di euro di contributo.

I progetti. L’impegno di Ariston Group è di continuare a crescere nelle Marche attraverso un piano di investimenti strategico focalizzato sulle tecnologie rinnovabili e ad altissima efficienza, rafforzando l’infrastruttura e investendo in ricerca e sviluppo per accelerare l’innovazione di prodotto e di processo. Inoltre, il Gruppo metterà in atto una serie di iniziative di decarbonizzazione dei processi produttivi e lavorerà per garantire occupazione di qualità e consolidare le filiere locali della sub-fornitura, al fine di contribuire attivamente allo sviluppo socioeconomico locale.

Il progetto di Lube prevede la creazione di una nuova unità produttiva a Treia, per produrre mobili da cucina, mobili per il living (montati e smontati) e armadi smontati, per il mercato estero. Si stima un impatto occupazionale di 56 posti di lavoro in più, oltre a nuovi prodotti e una maggiore capacità tecnica di far fronte al mercato estero, con una linea produttiva dedicata. Gli investimenti, avviati a marzo, termineranno a dicembre 2025, con l’avvio a pieno regime nel 2026.

Investimenti di medie dimensioni nelle Marche. Per i medi investimenti, relativi alla misura B1.2, per le Marche gli incentivi sono pari a 21,4 milioni di euro e genereranno 45 milioni di investimenti. Di questa misura fa parte anche la linea dedicata al riutilizzo delle macerie da demolizione. Si tratta di un caso particolarmente rilevante rispetto al cratere, alla luce del fatto che questa vasta area è stata coinvolta a più riprese da terremoti distruttivi, e di un intervento innovativo che collega il riciclo delle macerie (B3.3) all’obiettivo dell’economia circolare, attivando in modo integrato azioni per la ricostruzione, la rigenerazione urbana e lo sviluppo economico sociale.

Per le Marche, la Cabina di coordinamento integrata, presieduta dal Commissario alla Ricostruzione e Riparazione Sisma 2016 Guido Castelli, ad oggi ha complessivamente sbloccato risorse per 205 milioni di euro, che vanno a sostenere 627 progetti generando 438 milioni di investimenti. Relativamente alle 4 regioni del sisma 2009 e 2016 del Centro Italia, invece, la cabina di Coordinamento in totale ha sbloccato risorse per 383 milioni di euro, che vanno a sostenere 1352 progetti generando 720 milioni di investimenti.

Le dichiarazioni

Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso: “La presentazione di questi due importanti Contratti di sviluppo – ha commentato il ministro Urso – rappresenta un sintomo chiaro di vitalità del Centro Italia e più in particolare del tessuto imprenditoriale marchigiano, che ha una grande tradizione d’impresa, rappresentata al meglio da Ariston e Lube: due eccellenze non solo di questi territori ma dell’intero Made in Italy.  Attraverso questi investimenti, ma più in generale grazie a tutti gli interventi di Next Appennino dedicati alle aziende, ora le Marche hanno la possibilità di crescere e di rilanciarsi. Il Piano complementare sisma inoltre sta dando prova di efficacia lodevole, dunque merita la giusta attenzione”.

Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli: “Sono investimenti importanti che danno vita a una nuova opportunità di rigenerazione economica e sociale del nostro territorio. Testimoniano l’attenzione del Governo e di tutte le istituzioni non solo nei confronti della ricostruzione post sisma, ma anche della volontà di credere nelle potenzialità delle nostre aree interne. Il bando ha visto prime due imprese marchigiane che investono in progetti innovativi, segno inequivocabile della forza delle nostre aziende e della loro volontà di puntare sulle Marche. Grazie anche a loro crediamo che la nostra regione possa diventare sempre più protagonista, capace di superare questa difficile fase che ci vede in transizione. Abbiamo tutte le carte in regola e gli strumenti per tornare a essere una regione trainante del Pil nazionale e, soprattutto, un territorio capace di trattenere le migliori energie per sostenere e rilanciare lo sviluppo economico. I progetti finanziati testimoniano come sia possibile collegare, concretamente, le politiche della ricostruzione post sismica alla rigenerazione economica delle comunità colpite. Ringrazio il Ministro Urso per essere nuovamente nel nostro territorio e per testimoniare l’attenzione del Governo verso le Marche e verso i territori colpiti dal sisma”.

Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli: “I due importanti progetti di Ariston e Lube presentati oggi dimostrano che il Piano nazionale complementare sisma rappresenta una straordinaria opportunità per i territori dell’Appennino centrale che, nel frangente, hanno dimostrato una grande vitalità nel proporre investimenti strategici. Nel corso di questi mesi abbiamo registrato come nel cratere operino imprese, piccole e grandi, pronte a mettersi in gioco attraverso programmi di sviluppo capaci di generare valore economico-sociale e posti di lavoro per gli anni a venire. Insieme al Presidente Acquaroli, prima da assessore alla ricostruzione e ora da commissario straordinario, ho condiviso fin da subito l’importanza di dare forma a una visione strategica per i territori marchigiani colpiti dal sisma, che insieme a quelli delle altre regioni sono al centro di una rinnovata attenzione del Governo nazionale. Attenzione confermata dalla significativa presenza qui ad Ancona del Ministro Urso, che ha potuto constatare la rilevante domanda di imprenditorialità e di innovazione che, attraverso i bandi del Pnc del programma NextAppennino, è stata espressa dai territori. Qui c’è davvero la possibilità di rilanciare con forza l’economia di quel centro Italia che anche prima del 24 agosto del 2016 presentava segni di debolezza e che oggi, grazie anche al nuovo slancio che stiamo imprimendo alla ricostruzione, deve tornare protagonista a livello nazionale”.

Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano: “Oggi è una bellissima giornata nella quale si mette in luce la capacità della nostra regione di produrre ricchezza, nonostante le difficoltà che ha incontrato e che continua ad incontrare a causa delle diverse calamità naturali che ha vissuto. Mi complimento per l’iniziativa di queste grandi imprese che hanno scelto di collocarsi nel cratere. Come MEF, vorrei sottolineare l’attenzione che il Governo sta ponendo alle PMI attraverso SACE e la possibilità di accedere alle Garanzie Green”

I contratti di Sviluppo sostengono gli investimenti produttivi di rilevante dimensione finanziaria e impatto sui territori dei crateri 2009 e 2016, principalmente di tipo innovativo, con un’attenzione particolare alla transizione economica, ecologica e digitale, all’impatto occupazionale e alla crescita dimensionale delle imprese, a valere su NEXT APPENNINO – Fondo Complementare Aree SISMA 2009 – 2016

 

Un approfondimento del programma NEXTAPPENNINO 

NextAppennino è il programma per il rilancio economico e sociale delle regioni del Centro Italia colpite dai terremoti del 2009 e del 2016, finanziato dal Fondo Complementare al PNRR per le Aree Sisma, con una dotazione complessiva di 1 miliardo e 780 milioni di euro, 700 dei quali, per la maggior parte, a disposizione delle imprese per sostenere i loro investimenti sul territorio.

La responsabilità degli interventi è affidata ad una Cabina di Coordinamento composta dal Commissario Straordinario per la ricostruzione post sisma 2016, che la presiede, dal responsabile della Struttura Sisma Abruzzo 2009, dal Capo Dipartimento Casa Italia, dai presidenti delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria e dai rappresentanti dei sindaci delle quattro regioni.

Gli interventi della Macromisura A “Città e paesi sicuri, sostenibili e connessi” intendono accrescere l’attrattività delle aree fragili dell’Appennino centrale attraverso l’innalzamento della sicurezza degli edifici, delle comunità e del territorio, e il miglioramento della qualità della vita degli abitanti, così da determinare le condizioni infrastrutturali e di sistema idonee allo sviluppo. Le misure contemplano opere complementari ma strutturali per la transizione verso sistemi sostenibili in aderenza agli obiettivi del New Green Deal in merito alla transizione green e a quella digitale.

Gli interventi della Macromisura B. La finalità generale degli interventi proposti riguarda l’impatto sulla capacità competitiva dei territori, che si sostiene attraverso l’imprenditorialità dei residenti, il rafforzamento del tessuto sociale ed economico e lo stimolo all’innovazione produttiva. In questo modo è possibile innescare fattori di resilienza connessi alla crescita sostenibile e creare occupazione aggiuntiva. L’obiettivo del programma di intervento è quello di ricreare un ambiente idoneo allo sviluppo sociale ed alla crescita economica, facendo leva sul rapporto tra le comunità locali ed il contesto di riferimento. Il sistema di sostegno all’economia definito dalla Macromisura B intende stimolare un ambiente favorevole alla crescita, anche dimensionale, delle imprese ed alla creazione di nuovi posti di lavoro. L’auspicata ripresa di questi territori si rende possibile nella combinazione tra i diversi interventi, che vanno visti in modo del tutto complementare, in quanto il fattore di spinta e di rigenerazione si realizza solo attraverso la connessione tra gli investimenti e le ricadute sul tessuto sociale e produttivo.Gli investimenti riguardano lo sviluppo delle attività economiche e produttive, nei diversi settori, anche attraverso l’innovazione dei processi e dei prodotti, con specifica attenzione all’utilizzo delle tecnologie informatiche e digitali e alla dimensione ecosostenibile delle attività economiche. Vengono presi in considerazione in particolare settori quali manufatturiero, farmaceutico, turismo, artigianato, agroalimentare, servizi alle imprese, che possono costituire significativi driver di sviluppo per la rigenerazione dei territori colpiti dagli eventi sismici.

A tal fine si sono individuati ambiti specifici di intervento con distinti obiettivi di realizzazione, con un insieme differenziato e integrato di interventi di sostegno alle imprese, costruiti ex-novo o a partire da modelli già esistenti, ma opportunamente modificati, attraverso i poteri derogatori conferiti al Commissario, d’intesa con il Coordinatore Struttura di missione sisma 2009, in funzione dei fabbisogni e del riscontro ipotizzabile del tessuto imprenditoriale.

Sisma 2016: Tar Marche respinge ricorsi ad Arquata del Tronto

Per il Commissario Castelli è “un giorno importante per la ricostruzione”

Non si fermerà l’iter di ricostruzione ad Arquata del Tronto dopo il sisma 2016: il Tar delle Marche ha infatti rigettato i ricorsi proposti da alcuni cittadini e riguardanti i piani urbanistici attuativi, che rischiavano di bloccare il processo.

Il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli dichiara: “Sono particolarmente soddisfatto di questo passo avanti per Arquata e la sua comunità, che tanto ha sofferto a causa della tragedia del 24 agosto di sette anni fa. Dopo tanti sforzi possiamo finalmente ripartire e proseguire in un’opera di riparazione autentica, che sappia restituire agli arquatani speranza per il futuro e fiducia nel percorso di ricostruzione. È una ulteriore notizia nel segno del percorso che stiamo tracciando insieme, grazie alla collaborazione di tutti: quello dello sblocco della ricostruzione e dell’attuazione che deve portarci dalle norme ai cantieri, specialmente nei paesi più colpiti dell’Appennino centrale”.

Il Presidente della Regiona Marche Francesco Acquaroli dichiara: “Un’ottima notizia per Arquata, che permetterà di non fermare l’iter già complesso di ricostruzione del meraviglioso borgo duramente colpito dal sisma del 2016”.

“E’ una giornata importante per Arquata e per la ricostruzione”, dichiara il Sindaco Franchi “eravamo certi delle scelte fatte, frutto di un lavoro di ascolto e partecipazione con Enti, associazioni e cittadini. Ringraziamo il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sen. Guido Castelli, la Regione Marche, la Provincia di Ascoli Piceno, tutti gli altri Enti che si sono opposti con noi al ricorso e l’avvocato Andrea Galvani. E’ una vittoria collettiva. Tutto questo è uno stimolo importante a proseguire ancora più celermente nella strada della ricostruzione.  Il pensiero va al compianto Aleandro Petrucci con cui abbiamo iniziato il percorso che oggi trova continuità grazie a questa sentenza e a tutti i cittadini Arquatani che ancora credono nella ricostruzione”.

“La cultura al servizio della Ricostruzione”, Castelli e Giuli a San Severino

Il Valore dell’identità per creare un modello per l’Appennino centrale

Nuove strategie integrate di sviluppo culturale, economico e sociale per la rigenerazione dei centri maggiormente colpiti dal terremoto del 2016. Questo il focus dell’incontro di questa mattina, nella sede del Museo Diocesano MARec di Palazzo Vescovile Scina Gentili, con i i sindaci dei Comuni del cratere 2016 delle Marche. A fare il punto, anche sulle attività già in corso, il Commissario Straordinario per la Riparazione e Ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli e il Presidente della Fondazione Maxxi – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo -, Alessandro Giuli. Con loro Mons. Francesco Massara, Arcivescovo di Camerino, l’Assessore alla Cultura della Regione Marche Chiara Biondi, il Sottosegretario con delega alla ricostruzione Lucia Albano e il Sindaco di San Severino Rosa Piermattei.

L’obiettivo del Protocollo in essere tra la Struttura Commissariale e la Fondazione MAXXI è supportare i Comuni del cratere per lo sviluppo di progetti di rigenerazione urbana e territoriale legati alle risorse territoriali, al rilancio dell’economia culturale e sociale, con particolare attenzione alla qualità architettonica e urbanistica dei programmi che vengono portati avanti. Tra le finalità dell’accordo anche l’istituzione di un gruppo di lavoro destinato alle strategie di sviluppo economico, culturale e sociale dei borghi e dei propri territori, che lavora al servizio del territorio dalla sottoscrizione del protocollo. A tale scopo presso la Struttura commissariale da un anno il “Gruppo Borghi” è al lavoro per mettere a sistema proprio i legati alla ricostruzione: transizione digitale ed energetica, valorizzazione dei legami umani, esplorando i temi più urgenti del nostro tempo, tra cui il rapporto tra uomo e natura, e le possibili applicazioni nella rigenerazione dei borghi colpiti dal terremoto delle innovazioni dell’arte, dell’architettura, della scienza e dell’intelligenza artificiale.

Il Commissario Guido Castelli: “È nostro dovere tutelare il patrimonio identitario e la storia dell’Appennino centrale, per il bene delle generazioni presenti e future – ha dichiarato Castelli -, attraverso l’opera sia di ricostruzione materiale sia di ricucitura sociale e culturale dei territori feriti. Oggi siamo al MARec espressione della capacità e della tenacia di un territorio che ha saputo risollevarsi e raccontare sé stesso dimostrando di saper guardare al futuro delle generazioni grazie alla formazione artistica e culturale per il recupero delle opere d’arte. A questo si aggiunge la capacità di programmazione del Piano Nazionale complementare dedicato al centro Italia per lo sviluppo economico e sociale e di rigenerazione urbana. Grazie a questi strumenti di programmazione nelle Marche è già possibile vedere i primi segni di cantierizzazione, ne è un esempio il Giardino storico Monumentale Giuseppe Coletti il cui cantiere è in corso per una decisa azione di recupero e valorizzazione. Ulteriori benefici derivano dall’assegnazione dei fondi dei bandi di Next Appennino ai tanti progetti culturali e sociali che rappresentano nuove prospettive di sviluppo. E’ il momento di passare dalla programmazione all’attuazione della Terza Italia, ovvero la nuova valorizzazione delle potenzialità locali dell’Appennino centrale”.

Il Presidente della Fondazione MAXXI Alessandro Giuli: “E’ particolarmente significativo questo incontro al MARec, il Museo dell’arte recuperata, un progetto prezioso che rende fruibili opere d’arte meravigliose in attesa che tornino nelle chiese per le quali sono state create. Le Marche, del resto, come tutta l’area dell’Appennino centrale, sono ricche di un patrimonio culturale diffuso da recuperare, proteggere, valorizzare. E’ importante essere oggi, insieme ai sindaci e al Commissario Castelli, in questo territorio che ha puntato proprio sull’arte, sulla cultura, sulla rigenerazione urbana per rinascere. il MAXXI è onorato di mettere a disposizione le sue esperienze e competenze per contribuire a questa rinascita e a riattivare la vita nei luoghi colpiti dal sisma“.

L’Arcivescovo Francesco Massara: “Il programma per un rilancio autentico dell’economia del turismo nei territori del sisma non può non ripartire dalla consapevolezza dell’importanza dei beni culturali ecclesiastici come risorsa fondamentale:il patrimonio culturale ecclesiastico è tra i più considerevoli nella regione, sia in termini di quantità che di qualità. Le scelte strategiche non devono nascere dalle emergenze, ma non c’è dubbio che questa crisi debba, per forza, spingere ancora di più all’aggregazione. Creare sistemi dalle strutture flessibili, non burocratiche, con personale competente e specializzato in modo da passare da un progetto all’altro cogliendo di volta in volta finanziamenti appositi. Perché alla fine salvare questo territorio è possibile solo facendo sinergia tra tutte le istituzioni presenti sullo stesso in modo da creare un circolo virtuoso. Ringrazio il Commissario Castelli che si sta muovendo proprio in questo senso per una ripresa economica,culturale e sociale di tutto il cratere grazie anche a questa nuova collaborazione con il MAXXI”.

L’Assessore regionale alla Cultura Chiara Biondi: “È significativo – commenta l’assessore alla Cultura della Regione Marche Chiara Biondi – che l’incontro di oggi si tenga nella sede del Museo Diocesano MARec, eccellente prodotto di una straordinaria intuizione: l’arte e la bellezza acquisiscono senso se vivono nella comunità. Ringrazio il Commissario Straordinario Guido Castelli, il presidente della Fondazione MAXXI Alessandro Giuli e Monsignor Massara per questa attenzione al nostro patrimonio. La presenza dei sindaci dell’area del sisma ci aiuta a tenere presente una funzione sociale a cui la cultura adempie per sua natura. La continua opera di costruzione e ricostruzione della nostra identità, che è evidentemente un momento di coesione. Salviamo e tuteliamo i beni materiali perchè ad essi riconosciamo un valore immateriale, un’ appartenenza, ciò a cui siamo legati. Un’opera d’arte, un monumento è anche la storia di una serie relazioni, di scambi che poi diventano anche sociali ed economici. A questo nucleo fondamentale si ispirano anche le strategie regionali. Possiamo e dobbiamo ripartire dalla cultura perché è qui ciò che amiamo”.

Il Sottosegretario Lucia Albano: “La rigenerazione culturale dei luoghi, con il supporto del MAXXI, è centrale per rendere i borghi centri di sviluppo economico. Restituire i beni alla collettività non significa soltanto permettere alle persone di rientrare nelle proprie abitazioni e riprendere le proprie attività. Questa è la prima, irrinunciabile, necessità. Significa anche restituire alla collettività un territorio migliore, più ricco e attrattivo. Economia e cultura sono strettamente interconnesse: il patrimonio culturale può contribuire significativamente allo sviluppo di un’economia sana e può anche svolgere un ruolo importante nel rilancio socioeconomico, in particolare a seguito di calamità”.

Il Sindaco Rosa Piermattei: “San Severino Marche rientra tra i Comuni maggiormente colpiti dagli eventi sismici del 2016. Tra le realtà del cratere è una di quelle che ha registrato i danni maggiori con oltre 1.200 edifici dichiarati inagibili e, in piena emergenza, con quasi 3mila persone costrette a sfollare. Ad oggi sono stati chiusi quasi 400 cantieri ma occorre ancora fare tanto: serve velocizzare il ritorno alla normalità ma serve, sicuramente, anche guardare oltre perché, se è vero che è necessario ricostruire, è anche vero che risulta di vitale importanza dare una speranza a queste nostre terre per il loro futuro. Progetti come quello che riguarda la Fondazione Maxxi e la Struttura Commissariale vanno proprio in questa direzione perché mirano allo sviluppo, a migliorare i territoriali, a rilanciare la loro economia culturale e sociale. Il cantiere che sta interessando il nostro giardino storico “Giuseppe Coletti” è stato pensato volgendo uno sguardo attento alla dimensione umana della ricostruzione. Quello che si sta recuperando, infatti, è un paradiso nel cuore del nucleo urbano e, al tempo stesso, un posto dell’anima per tanti settempedani che, mi auguro, possano qui ritrovare non solo la loro dimensione ma anche il loro stare insieme e il loro tornare ad essere comunità vera. Anche questo è uno degli scopi della ricostruzione: ridare speranza e riconsegnare ai Comuni colpiti dal terremoto la propria identità”.

Scuola, Castelli incontra Cuneo: “Sosteniamo Provincia e Comune di Rieti con personale aggiuntivo”

Personale aggiuntivo per rafforzare la capacità amministrativa della Provincia e del Comune di Rieti, impegnati nell’importante opera di ricostruzione post sisma, con particolare riferimento alle scuole di cui i due enti sono soggetti attuatori. Questo l’oggetto dell’incontro avvenuto oggi a Roma tra il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli e la Presidente della Provincia di Rieti, Roberta Cuneo, che porterà alla stipula di un apposito Protocollo d’intesa che è in fase di definizione anche a seguito del costruttivo confronto avuto con il Sindaco Daniele Sinibaldi e l’onorevole Paolo Trancassini.

Il Commissario Castelli ha dichiarato: “Sono 20 le scuole finanziate, per circa 70 milioni di euro, attraverso Ordinanza Speciale 31 (relativa al Programma Straordinario di Ricostruzione per il recupero delle strutture scolastiche nelle 4 regioni del sisma), che vedono come soggetti attuatori Provincia e Comune di Rieti. Il Protocollo – ha concluso Castelli – consentirà ai due enti di avvalersi di unità di personale aggiuntive per rafforzare la propria capacità amministrativa in un momento particolarmente intenso sotto il punto di vista attuativo”.

“Confido in questa importante e fruttuosa collaborazione con il Commissario Castelli – ha dichiarato la Presidente Cuneo -, per una ricostruzione e rinascita che possano avverarsi in tempi brevi nel nostro territorio”.

Avviso pubblico finalizzato alla ricostruzione di Castelluccio, frazione del Comune di Norcia

L’Ufficio Speciale Ricostruzione Umbria (USR Umbria) – Servizio Ricostruzione Pubblica ha pubblicato sul BUR un avviso pubblico finalizzato alla ricostruzione di Castelluccio, frazione del Comune di Norcia, distrutta dagli eventi sismici del 2016.

Nel sito dell’USR Umbria (“https://www.sismaumbria2016.it/amministrazionetrasparente/avvisi-bandi-gara-documentazione-complementare-ammissioni-ed-esclusioni”)  è stato pubblicato l’avviso pubblico finalizzato all’acquisizione di manifestazioni di interesse ai fini della successiva indizione di apposita procedura negoziata telematica per la conclusione di un Accordo Quadro ai sensi dell’articolo 33 della direttiva 2014/24/UE, con un unico operatore, per l’attuazione degli interventi relativi ai lavori di ricostruzione di Castelluccio di Norcia con particolare riferimento agli edifici pubblici e privati, alle urbanizzazioni primarie e secondarie, comprese le strutture fondali antisismiche e accessorie di cui alle Ordinanze speciali del Commissario Straordinario del 15/07/2021 n. 18, del 31/12/2022 n. 43 e all’Ordinanza Commissariale del 30/05/2023 n. 140, con l’applicazione del criterio del minor prezzo ai sensi dell’art. 11 comma 3 della citata Ordinanza speciale n. 18/2021 e del meccanismo dell’inversione procedimentale ai sensi dell’art. 11 comma 9 della medesima Ordinanza.

Il valore complessivo stimato dell’Accordo Quadro, per una durata di quattro anni, è pari ad € 68.000.000,00, comprensivo di IVA, somme a disposizione, oneri dovuti ai sensi di legge e arrotondamento. Il suddetto valore complessivo stimato costituisce tetto massimo di spesa dell’Accordo quadro, ed è comprensivo di quanto sarà imputato nei quadri economici dei singoli Contratti Applicativi e per il quale l’USR Umbria garantisce un importo minimo pari a complessivi € 19.000.000,00 comprensivi di Iva e di somme a disposizione.

Alla procedura negoziata verranno invitati massimo dieci operatori economici, ove esistenti, individuati tramite Avviso di indagine di mercato, nel rispetto del criterio di rotazione, in possesso dei requisiti di qualificazione, nonché dell’iscrizione all’Anagrafe antimafia degli esecutori di cui all’art. 30 del decreto-legge 189/2016.

Le istanze di partecipazione dovranno essere inoltrate tramite la piattaforma telematica Net4market, link: https://app.albofornitori.it/alboeproc/albo_umbriadc, secondo le modalità e le tempistiche previste nel Disciplinare telematico e nell’ Avviso, a partire dal 28 giugno ed entro il termine ultimo perentorio del 18 luglio 2023 ore 17:00.

 

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Sisma 2016: 68 milioni del Pnc per 25 Comunità energetiche rinnovabili

Le decisioni sono state adottate oggi dalle Cabine integrata e sisma. Castelli: “Cultura della sostenibilità ambientale fa un salto in avanti con le Comunità energetiche”

Martedì 27 giugno la Cabina di coordinamento integrata, presieduta dal Commissario Straordinario per la Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, tra le varie misure approvate ha raggiunto l’intesa sulla graduatoria del bando del Piano nazionale complementare sisma 2009-2016 per la creazione di Comunità energetiche rinnovabili, all’esito del di valutazione dei 105 progetti giunti in risposta all’avviso.

Nel dettaglio, sono 25 le Comunità energetiche rinnovabili che nasceranno nel Centro Italia e coinvolgono 60 comuni grazie ai 68 milioni di euro destinati dal Piano nazionale complementare sisma 2009 -2016. I progetti finanziati, che da bando prevedevano come capofila i Comuni o Enti pubblici, sono in Abruzzo, per quanto riguarda il cratere 2009, quelli di Fossa, Scoppito, San Demetrio, Poggio Picenze, Caporciano, Navelli, Barisciano, Civitella Casanova, Bugnara, Prata d’Ansidonia Arsita, Collarmele, Popoli. Sempre in Abruzzo nel cratere 2016 sono finanziati invece i progetti di Torricella Sicura, Teramo, Montereale, ATER Teramo e Tossicia. Nelle Marche quelli di Matelica, Unione Montana dei Monti Azzurri, Camerino. Nel Lazio quelli di Castel Sant’Angelo, Micigliano, Amatrice. In Umbria quello di del Bacino imbrifero, con capofila Cascia.

I contributi concessi dal bando hanno coperto dal 50 al 70% dell’investimento complessivo, circa 140 milioni di euro: 47,3 mln in Abruzzo, 8 mln nel Lazio, 51,5 mln nelle Marche e 33 mln in Umbria. Gli enti coinvolti dovranno completare il contributo ricevuto con un cofinanziamento.

Focus: Le Comunità energetiche rinnovabili

Abruzzo

In Abruzzo, nel cratere 2009 e 2016, sono state finanziate 18 CER, che coinvolgono 2.646 privati e prevedono tutti impianti fotovoltaici, tranne che nel Comune di Popoli dove sarà realizzato anche un impianto eolico. La potenza complessiva sarà di 19.582 Kw. L’investimento complessivo supera i 47 milioni (36 mln per il cratere 2009 e 11,3 per il cratere 2016).

Lazio

Nel Lazio sono state finanziate 3 CER, che coinvolgono 309 privati e prevedono 265 impianti, tra fotovoltaici e idroelettrici (ad Amatrice). La potenza generata sarà di 1.531 kWe. L’investimento complessivo è di 8 milioni di euro.

Marche

Nelle Marche sono state finanziate 3 CER, che coinvolgono 1.044 privati e prevedono 921 impianti, tra fotovoltaici e idroelettrici (a Castelraimondo). La potenza generata sarà di 11.517 kWe. L’investimento complessivo è di 51,5 milioni di euro.

Umbria

La CER del Bacino Imbrifero umbro, con capofila il Comune di Cascia, coinvolge i Comuni di Cerreto di Spoleto, Sellano, Norcia, Vallo di Nera, Sant’Anatolia di Narco, Monteleone di Spoleto. Si tratta perlopiù di impianti fotovoltaici, ed è previsto anche l’idroelettrico nel Comune di Monteleone di Spoleto e un impianto a biomasse con teleriscaldamento nel Comune di Norcia. I privati coinvolti sono 940. La potenza totale generata dalle varie fonti è di 8.549 kW. A fronte di un contributo di 5 milioni di euro, gli investimenti ammontano a 33 milioni.