Sisma 2016: per conservazione beni culturali finanziati 12 interventi con 3,6 milioni

Il parere positivo è stato espresso dalla Commissione Bilancio del Senato, la soddisfazione del Commissario Castelli

“Ancora una volta il Parlamento e la maggioranza hanno dato dimostrazione di attenzione e concreto impegno nei confronti dei territori del sisma 2016. Ringrazio i colleghi della Commissione Bilancio del Senato, e in particolare il senatore Guido Liris, che hanno espresso parere positivo al finanziamento ai 12 interventi, per un valore di 3 milioni e 621 mila euro, facenti parte della categoria “Conservazione dei beni culturali” correlati agli eventi sismici del 24 agosto 2016”.

Lo afferma il senatore Guido Castelli, Commissario Straordinario alla Riparazione e alla Ricostruzione sisma 2016 commentando l’esame, e il parere espresso, sull’atto del Governo relativo allo Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di ripartizione della quota dell’otto per mille dell’Irpef, devoluta alla diretta gestione statale per l’anno 2022 concernente gli interventi relativi alla categoria “Conservazione dei beni culturali”. Categoria che comprende anche i 12 casi sopra citati (compresi all’interno dei territori di Marche e Umbria).

“Grazie a queste risorse – aggiunge il Commissario Castelli – potranno essere realizzati interventi di recupero, restauro e valorizzazione di palazzi storici, archivi e biblioteche. Si tratta di un patrimonio di grande valore, perché esprime la cultura e la memoria storica dei borghi dell’Appennino centrale. Mentre è in corso l’opera di ricostruzione, alla quale abbiamo impresso un cambio di passo, è fondamentale che vengano contestualmente preservati e tramandati quegli elementi che rappresentano, o custodiscono, l’identità stessa di territori e comunità”.

Di seguito il dettaglio degli interventi finanziati, con i relativi importi:
1. Digitalizzazione dei registri parrocchiali conservati negli archivi storici dei Comuni di: Cascia, Cerreto di Spoleto, Preci, Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Sellano e Vallo di Nera, in Provincia di Perugia e nei Comuni di Arrone, Ferentillo, Montefranco e Pollino in provincia di Terni. Il valore complessivo del contributo da erogare è di 97 mila euro.

2. Ricognizione delle biblioteche pubbliche presenti nei Comuni della regione Marche colpiti dal sisma del 2016, ai fini della rilevazione e quantificazione del patrimonio librario antico (edizioni ante 1831) da catalogare per la fruizione online. Il valore complessivo del contributo da erogare è di 85 mila euro.

3. Restauro e alla digitalizzazione di 141 registri della serie consigli e riformanze dell’Archivio Storico del Comune di Norcia. Il valore complessivo del contributo da erogare è di 199 mila e 800 euro.

4. Recupero, sanificazione, riordinamento e digitalizzazione dell’Archivio Comunale di Montemonaco. Il valore complessivo del contributo da erogare è di 97 mila euro.

5. Depolveratura e catalogazione del fondo antico della Biblioteca “Scipione Gentili” del Comune di San Ginesio, nonché’ il restauro e la digitalizzazione di parte del materiale bibliografico antico. Il valore complessivo del contributo da erogare è di 87 mila euro.

6. Recupero, riordinamento e inventariazione dell’Archivio Comunale di Monte Cavallo. Il valore complessivo del contributo da erogare è di 37 mila euro.

7. Restauro di 51 registri del Fondo dell’Archivio Notarile e Comunale di Acquasanta Terme. Il valore complessivo del contributo da erogare è di 63 mila euro.

8. Restauro di 125 registri del Fondo Notarile Centrale di Arquata del Tronto. Il valore complessivo del contributo da erogare è di 137 mila euro.

9. Restauro di 115 registri del Fondo Notarile Comunale di Montefortino. Il valore complessivo del contributo da erogare è di 108 mila euro.

10. Riparazione, al restauro e all’allestimento museale di Palazzo Cento, ex Damiani, a Pollenza. Il valore complessivo del contributo da erogare è di 2 milioni e 215 mila euro.

11. Restauro pittorico degli apparati decorativi del secondo piano, degli infissi del piano nobile e del pavimento della Sala dell’Eneide di Palazzo Buonaccorsi, a Macerata. Il valore complessivo del contributo da erogare è di 312 mila euro.

12. Restauro dell’organo e della cantoria della Chiesa di San Lorenzo di Montedinove. Il valore complessivo del contributo da erogare è di 178 mila euro.

Rotella, ok al progetto del cimitero di Castel di Croce

Castelli: “Finalmente attuiamo le Ordinanze speciali”

Trasferiti i primi 174mila euro al Comune di Rotella (Ascoli Piceno) per l’intervento di recupero del cimitero della frazione di Castel di Croce. A firmare il decreto il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli. L’intervento, che complessivamente ammonta a 872mila euro, fa parte delle opere programmate dall’Ordinanza speciale n. 36, che prevede interventi di ricostruzione nei Comuni di Force, Rotella, Sant’Angelo in Pontano. La progettazione è stata completata e ora potranno partire le procedure per l’affidamento della fase iniziale dei lavori.

“Nel tessuto sociale dei nostri borghi i cimiteri rivestono un’importanza simbolica, affettiva e spirituale che non possiamo sottovalutare. Per questo è importante il loro pieno recupero, come luoghi identitari dove le biografie individuali e di comunità si intrecciano – dichiara il Commissario Castelli -. Le Ordinanze speciali in deroga sono uno straordinario strumento normativo che però va tradotto in procedure e cantieri, per far sì che risorse e progetti non restino solo sulla carta. In questi mesi stiamo imprimendo un’accelerazione notevole all’attuazione di queste Ordinanze che, specialmente nei Comuni più colpiti, rappresentano la possibilità non solo di avviare importanti opere di ripristino e messa in sicurezza del patrimonio pubblico, ma pongono le basi anche per la ricostruzione privata. Questo è possibile per una visione comune e un impegno costante che condividiamo con il Presidente Francesco Acquaroli e l’Ufficio speciale ricostruzione”.

Il cimitero di Castel di Croce è stato gravemente danneggiato dal terremoto del 2016. Il blocco ovest e il muro di cinta nord hanno subito distacchi e crolli,così come anche il blocco nord est e sud hanno mostrato lesioni gravi. Il ripristino del cimitero prevede un’attenta pianificazione: sarà infatti preparato un nuovo blocco provvisorio di 60 loculi, per consentire al cantiere di ricostruzione di operare liberamente.

Cas e Sae: progetti entro il 30 giugno, requisiti entro il 5 luglio

L’Ordinanza 169 del Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli ha ridefinito le scadenze per la presentazione dei progetti di ricostruzione privata di edifici con danni gravi, per chi è beneficiario di Contributo di autonoma sistemazione (Cas) o usufruisce di una Soluzione abitativa d’emergenza (Sae), Mapre o altre forme di assistenza abitativa.

“La ricostruzione deve sapersi adattare alle esigenze reali di progettazione e cantierizzazione, ed è per questo che dopo un fruttuoso confronto con le professioni tecniche e con i territori, d’intesa con i Presidenti delle Regioni Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria e in accordo con la Protezione civile nazionale, abbiamo voluto ridefinire in modo ancora più accurato il quadro delle scadenze – dichiara il Commissario Castelli -. L’alto numero di progetti incompleti presentato avrebbe infatti comportato delle difficoltà procedurali e interpretative che sarebbero andate unicamente a danno dei terremotati. La priorità sono i cittadini residenti, in modo tale che possano uscire dalla forma di assistenza statale per rientrare nelle proprie abitazioni”.

Per chi usufruisce di assistenza abitativa (Cas, Sae, Mapre, altro), i termini per la presentazione dei progetti di ricostruzione privata per edifici con danni gravi e il termine per l’integrazione dei progetti in forma semplificata vengono allineati al 30 giugno 2024.

La mancata presentazione delle domande di contributo, con la presentazione del progetto in forma completa entro il nuovo termine del 30 giugno 2024, determinerà la sospensione del Cas o, nel caso delle Sae e di altre forme di assistenza, la sospensione della gratuità. Lo stesso termine (30 giugno 2024) vale per chi aveva già presentato il progetto in forma semplificata: i beneficiari sono tenuti ad integrare, pertanto, la documentazione necessaria per la valutazione della pratica, pena la decadenza del contributo di assistenza abitativa.

Non rientrano nel nuovo termine di presentazione le domande relative a edifici (singoli, in aggregato edilizio, oggetto di intervento unitario o ricompresi in compendi immobiliari), che siano inseriti in piani attuativi o in programmi straordinari di ricostruzione, per i quali è prevista l’approvazione di specifici cronoprogrammi per la ricostruzione in attuazione della disciplina stabilita dalle ordinanze commissariali speciali adottate ai sensi dell’art. 1, comma 2, dell’ordinanza n. 110 del 21 novembre 2020.

La dichiarazione per il mantenimento dell’assistenza abitativa, che va resa ogni anno da parte dei cittadini assistiti, dovrà essere effettuata telematicamente entro il 5 luglio del 2024. La piattaforma SEM per rendere la dichiarazione dei requisiti sarà attiva dal 5 aprile 2024 fino alle 23:59:59 di venerdì 5 luglio 2024, un periodo prolungato in modo tale da consentire a tutti di inserire la domanda per tempo.

Ricostruzione pubblica, nelle Marche sbloccate 110 opere

Castelli firma il decreto: “La chiave è supportare i territori”

Avviate le progettazioni di 110 opere di ricostruzione pubblica nelle Marche. Il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli ha firmato un trasferimento di 20 milioni di euro all’Ufficio speciale ricostruzione Marche. Gli interventi sbloccati dal decreto riguardano la ricostruzione di una vasta tipologia di edifici pubblici principalmente inseriti nell’ultimo Piano delle opere pubbliche approvato a maggio 2023, tra cui cimiteri e municipi, ma anche sottoservizi, viabilità, musei e spazi laboratoriali e culturali.

“Procedono spediti gli interventi sulla ricostruzione pubblica, man mano che gli USR verificano la documentazione pervenuta gli Enti possono richiedere gli anticipi e proseguire con gli interventi. Stanno arrivando anche i primi progetti tecnici, al vaglio della verifica tecnica – dichiara il Commissario Castelli -. Un segnale di attuazione chiaro e importante, a dimostrazione che i territori, se accompagnati adeguatamente e messi in grado di operare, possono rispettare pienamente i cronoprogrammi”.

I comuni coinvolti sono, in provincia di Ascoli Piceno: Ascoli Piceno, Castignano, Castorano, Colli del Tronto, Folignano, Montalto delle Marche, Montemonaco, Palmiano, Roccafluvione, Rotella e Venarotta. In provincia di Fermo: Amandola, Belmonte Piceno, Santa Vittoria in Matenano, Montefortino, Servigliano, Smerillo. In provincia di Macerata: Belforte del Chienti, Castelraimondo, Cessapalombo, Cingoli, Corridonia, Fiuminata, Loro Piceno, Monte Cavallo, Penna San Giovanni, Pioraco, Ripe San Ginesio, Tolentino e Visso.

“Ricordo che al mio arrivo da Commissario più del 50% degli interventi di ricostruzione pubblica dovevano essere avviati, nel mentre il d. lgs 36 ha reso vigente il nuovo codice degli appalti. Una situazione che poteva rimanere immobilizzata, invece, è stata trasformata in una più forte vicinanza agli Enti pubblici e ai tecnici, con relazioni continue in grado di risolvere eventuali fermi e problematiche. Questa operatività ha permesso di sbloccare la ricostruzione pubblica, a beneficio di tutti i cittadini e di tutta la Regione, mobilitando risorse importanti che ricadranno positivamente, in termini di sicurezza ma anche di vivibilità e attrattività del territorio, sull’economia locale e regionale. Insieme al Presidente Francesco Acquaroli e all’Ufficio speciale ricostruzione delle Marche abbiamo impostato un lavoro da subito chiaro, che ci ha permesso di avviare l’80% delle procedure del Piano delle opere pubbliche, e di liquidare per la ricostruzione privata 1 miliardo di euro. L’avanzamento dei decreti e delle liquidazioni sono testimonianza che il lavoro di squadra ripaga: dopo tante false partenze, abbiamo sbloccato la ricostruzione pubblica”.

Abruzzo: Castelli, conferma Marsilio buona notizia per ricostruzione

“Faccio le mie congratulazioni a Marco Marsilio che, nelle riunioni delle Cabine di Coordinamento Sisma, è sempre efficace e proattivo. La sua riconferma è una buona notizia per la ricostruzione. Il 2023 è stato un anno decisivo: abbiamo impresso un deciso cambio di passo alla ricostruzione sia pubblica che privata e, di questo, gli abruzzesi hanno tenuto conto. Garantire continuità alla governance del sisma 2016 in stretta relazione con il Governo centrale è sicuramente importante. Anche rispetto alle risorse del Fondo complementare volto a sostenere il rilancio dei territori dei crateri 2009 e 2016, l’azione strategica fin qui condivisa potrà proseguire senza interruzioni. Un’azione che, attraverso il Programma NextAppennino, in Abruzzo per i crateri 2009 e 2016 ha visto per la Macro-misura A il finanziamento di 411 progetti finanziati per 315 milioni di euro e, per la Macro-misura B, l’approvazione di 537 progetti ai quali sono destinati 203 milioni.

C’è sicuramente ancora molto da fare, in particolare sul fronte della ricostruzione pubblica, ma sono convinto che la capacità del Presidente Marsilio, unita a quella degli altri governatori impegnati su fronte del sisma 2016, saprà sostenere al meglio l’azione della struttura commissariale”, così il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Guido Castelli, sulla conferma del Presidente Marsilio alla guida della Regione Abruzzo.

 

 

 

Sisma 2016: al Tipicità festival il punto su ricostruzione e riparazione nelle Marche

Acquaroli, Castelli e Albano a confronto sullo stato di avanzamento dei lavori durante il convegno “L’Appennino contemporaneo, tra rinascita e sviluppo”

Un confronto dettagliato e approfondito sulla ricostruzione post sisma 2016 nelle Marche e sulla provincia di Fermo, in particolare, sul “come” sia stato impresso il cambio di passo, e sulla strategia di riparazione economica e sociale in atto per il sostegno e il rilancio dei borghi e dei territori. Sono questi i principali aspetti toccati oggi nel corso di “L’Appennino Contemporaneo, tra rinascita e sviluppo”, convegno che si è svolto nella Sala Raffaello del Fermo Forum, nell’ambito di Tipicità Festival.

All’evento hanno partecipato il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli; il Commissario al sisma 2016, Guido Castelli; il Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano; il Presidente della Provincia di Fermo, Michele Ortenzi; il Presidente II Commissione consiliare Sviluppo economico, Lavoro e Formazione professionale Regione Marche, Andrea Putzu; il Presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini.

 

Ricostruzione pubblica e Privata.

Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica, nelle Marche quasi l’80% delle opere, su un totale di 1.531 interventi (1,2 miliardi di euro), è attualmente in fase di progettazione. Nei comuni del cratere della provincia di Fermo, l’investimento programmato ammonta a 167 milioni di euro, distribuiti tra 59 interventi del Piano Nazionale complementare (Pnc), 54 interventi pubblici e 77 interventi previsti dal nuovo piano delle opere pubbliche.

Per la ricostruzione privata, alla fine del gennaio del 2024, nelle Marche sono state concesse 11.388 richieste di contributo per la ricostruzione, i cantieri avviati sono 11.388 di cui 6.281 sono stati conclusi e l’importo ad ora liquidato ammonta 2,84 miliardi di euro

 Piano complementare sisma

Relativamente all’andamento per le Marche di NextAppennino, il Programma finanziato dal Fondo Complementare sisma 2009 – 2016 è stato fatto il punto sulla Macro-misura A (Città e paesi sicuri, sostenibili e connessi) e la Macro-Misura B (Rilancio economico e sociale) con un focus sul territorio fermano relativo alla sub Misura B2.2, rivolta a soggetti pubblici per Accordi e Partenariati speciali pubblico-privati per la valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e pubblico.

Strade

Altro capitolo della riparazione nel cratere marchigiano approfondito è stato quello relativo all’adeguamento e miglioramento delle strade. A latere delle attività di ricostruzione nel Centro Italia, infatti, è in corso un’ampia attività di cantierizzazione della rete viaria delle aree, prevista dal Programma RiViTA, nato dall’intesa tra il Mit e le 4 Regioni del sisma. Grazie a questo Programma nell’ambito della Misura A4.4 “infrastrutture di mobilità” del Pnc, è stato possibile integrare gli investimenti già programmati dal MIT sulla rete stradale statale per l’accessibilità ai territori dei crateri sismici 2009 e 2016. Per le Marche, gli interventi previsti sono 19, che hanno già ricevuto un finanziamento di circa 600 milioni di euro, e i lavori interessano la Pedemontana Nord, la Pedemontana Sud e il collegamento Ascoli-Teramo.

l Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli: “La ricostruzione ha finalmente preso il verso giusto e lo dicono i numeri. Nelle Marche nel 2023 sono stati liquidati oltre 1 miliardo di euro per la ricostruzione privata e stanno procedendo anche le opere pubbliche finanziate. Ora dobbiamo procedere spediti in questa direzione, con la ricostruzione anche socioeconomica di questi territori e lo sviluppo infrastrutturale per il quale stiamo lavorando a partire dall’ ambizioso progetto della Pedemontana, finanziata nel tratto sud per circa mezzo miliardo di euro. Abbiamo lavorato per creare un modello di ricostruzione che sappia rigenerare i meravigliosi territori del cratere, che devono tornare ad essere pienamente competitivi e attrattivi, pensando a tutte le eccellenze che possono vantare. Abbiamo quindi la necessità di fare uno sforzo ulteriore per far sì che lo sforzo che il governo Nazionale sta facendo insieme alla struttura commissariale, all’ufficio speciale della ricostruzione e a tutti i comuni e i soggetti coinvolti, porti i risultati attesi”.

Il commissario al sisma 2016 Guido Castelli: “Nelle Marche, così come nel resto del cratere, il cambio di passo nella ricostruzione e i risultati che sta producendo la riparazione sociale ed economica sono sempre più sensibili ed evidenti. La somma erogata da Cassa Depositi e Prestiti per la ricostruzione privata ha superato la soglia dei 4 miliardi di euro e ha fatto segnare nel 2023 un +37% rispetto al 2022 e un +73% rispetto al 2021. Incontri come quello odierno sono utili non soltanto per fare il punto sull’andamento delle attività, ma anche per avere un confronto diretto e costruttivo con amministrazioni e imprenditori che ogni giorno sono impegnati sul territorio. I risultati che si stanno manifestando ci inducono a svolgere con ancora maggiore impegno il nostro lavoro, che non sarebbe stato così produttivo senza il costante sostegno e la collaborazione del governo, del Presidente Acquaroli e di tutte le realtà e categorie coinvolte in questo che è il più grande cantiere d’Europa”.

Il Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano: “Il Governo e il presidente del consiglio Giorgia Meloni hanno mostrato una vicinanza fattiva alle popolazioni colpite dal sisma, varando una serie di misure concrete volte ad imprimere un’accelerazione al processo di ricostruzione. Con la legge di bilancio 2024 sono stati stanziati 1,5 miliardi di euro a favore della ricostruzione. È stata disposta la proroga del super bonus fino al 2025 e stabilita la deroga al numero minimo di alunni per classe nelle zone del cratere. Prosegue con celerità anche la ricostruzione pubblica, con 18 interventi attivi nelle Marche ad opera dell’Agenzia del Demanio, e l’attenzione nei confronti delle infrastrutture strategiche per consentire i collegamenti con le aree interne”.

Nel corso dell’incontro, moderato dal Direttore del Corriere Adriatico Giancarlo Laurenzi, sono intervenuti anche sindaci del territorio e imprenditori locali beneficiari dei finanziamenti del Fondo nazionale complementari sismi. Nel corso del convegno sono state presentate 20 testimonianze dal territorio fermano, dai Comuni di Fermo, Montegiorgio, Santa vittoria in Matenano, Servigliano, Amandola, Massa Fermana, Montappone, Montefortino e Belmonte Piceno. Piccoli e medi progetti imprenditoriali per il territorio su cultura, turismo, sport terzo settore, per una riparazione sociale oltre che economica.

Scheda Next Appennino Marche_

 

 

 

Mogliano, primo stanziamento per il municipio

Stanziati i primi 662 mila euro per il recupero e miglioramento sismico dell’ex Palazzo Forti, il Municipio di Mogliano (Macerata). Si tratta del trasferimento firmato dal Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, destinato a coprire il primo 20% per il totale del contributo assegnato. Circa 2 milioni di euro nell’ambito dell’Ordinanza speciale per gli interventi di Mogliano, Montelparo e Castelraimondo, che in totale programma interventi per 11,9 milioni di euro.

L’edificio è attualmente inagibile a causa del terremoto, il primo e il secondo piano hanno subito i danni più significativi. Il progetto di recupero prevede la riparazione dei danni, il consolidamento strutturale, la riorganizzazione degli spazi interni per una migliore fruibilità, l’eliminazione delle barriere architettoniche, il restauro degli affreschi e dei decori originali, nonché l’aggiornamento degli impianti secondo le normative vigenti. L’edificio, situato nella centralissima via Roma, è un’imponente struttura che si sviluppa su cinque piani, tre dei quali emergono al di sopra del livello stradale, mentre gli altri due si estendono sotto, con accesso anche da via Carelli. Le sue origini sono stimate tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, e nel corso del ‘700 è stato oggetto di varie opere di ristrutturazione.

“I Municipi dei nostri borghi sono simboli delle istituzioni locali ma anche palazzi storici dal grande valore artistico e identitario – dichiara il Commissario Castelli -. I lavori che stiamo portando avanti in tutto il cratere riguardano la sicurezza e la tutela di questi edifici, così da restituirli alla piena funzionalità in tempi rapidi. Il piano di ricostruzione pubblica delle Marche, anche grazie alla collaborazione con il Presidente Francesco Acquaroli e con l’Ufficio speciale ricostruzione, procede secondo i tempi”.

Treia, via ai lavori sul Palazzo Comunale

È in fase di avvio l’intervento di riparazione sul Palazzo Comunale di Treia (Macerata), per un importo totale di 4.567.080 euro. L’Ufficio Speciale Ricostruzione, infatti, ha appena liquidato al Comune, che riveste il ruolo di soggetto attuatore, la cifra di 759.207 euro quale anticipo del contributo per l’esecuzione dei lavori.

«Un altro importante tassello si va ad aggiungere al complesso mosaico della riparazione delle opere pubbliche lesionate dal sisma – spiega il commissario alla Ricostruzione Guido Castelli -. La sinergia tra Struttura commissariale, Usr e la Regione guidata dal presidente Acquaroli sta portando avanti una grande mole di lavoro. Questa è la strada giusta, dobbiamo proseguire con determinazione per restituire futuro ai luoghi dell’entroterra appenninico».

Il complesso di Piazza della Repubblica, che vanta origini collocate tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. Decorato internamente in stile liberty con splendidi arredi del XIX secolo, conserva al piano nobile una pregevolissima Pinacoteca e il Salone del Consiglio affrescato nel 1928 dal pittore Emilio Lazzaro (1881-1964). Al suo interno trovano posto anche uffici, archivio a spazi per associazioni.

I lavori prevedono la riparazione dei danni con annesso restauro e miglioramento sismico. Ma non solo, perché l’edificio monumentale godrà della riqualificazione energetica degli impianti esistenti.

Nello specifico, gli interventi strutturali consisteranno nel consolidamento e nel rinforzo delle murature portanti, dei solai lignei e delle volte in muratura all’estradosso attraverso l’uso di materiali compositi. Inoltre, sono previste la sostituzione e il nuovo inserimento delle catene metalliche, il collegamento delle strutture portanti verticali con il solaio di copertura e l’irrigidimento delle falde di copertura.

A livello di restauro e risanamento conservativo, gli interventi riguarderanno superfici decorate e arredi lignei (come boiserie e porte) del piano nobile, gli stemmi in pietra presenti nel prospetto principale e gli infissi esistenti e dove sarà ritenuta necessaria la sostituzione.

Arquata, approvato il progetto per terrazzamenti e sottoservizi: lavori per 71 milioni

Arquata del Tronto, l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato in linea tecnica il progetto di fattibilità tecnica/economica per la “Realizzazione delle opere di stabilizzazione e di sostegno per la successiva edificazione degli aggregati pubblici e privati e delle infrastrutture”.

L’importo totale previsto è di 71 milioni di euro.

«Si tratta di un progetto imponente, imprescindibile per la ricostruzione dell’intero edificato del capoluogo distrutto dalle scosse di terremoto del 2016 e che oggi, dopo le opere di demolizione, si presenta completamente raso al suolo – spiega il commissario alla Ricostruzione Guido Castelli -. Per la redazione del progetto l’Usr, in qualità di soggetto attuatore individuato dall’ordinanza speciale 19/2021, si è servito delle attività altamente qualificate di ricerca applicata e supporto tecnico-scientifico dell’Università di Pavia, della Politecnica delle Marche, dell’Università di Chieti Pescara e della Fondazione Eucentre di Pavia».

«Quello per la ricostruzione del borgo di Arquata, uno dei centri che più ha sofferto con il sisma, è un progetto ambizioso, estremamente innovativo e dal fortissimo impatto per il futuro del territorio – dichiara il presidente della Regione, Francesco Acquaroli -. Siamo impegnati insieme alla Struttura commissariale per garantire a questi territori meravigliosi una ricostruzione concreta che possa ridare una prospettiva alle popolazioni del nostro entroterra».

Il sisma, oltre ad aver danneggiato in modo irreparabile la maggior parte degli edifici ha causato il collasso delle opere di sostegno, con l’eccezione degli archi che reggono la strada di accesso.

La futura ripartenza, quindi, richiede anzitutto la ricostruzione dei terrazzamenti che costituivano il poggio ante sisma, con un sistema di tiranti attivi permanenti su pareti contrapposte e la realizzazione di platee orizzontali che, posizionate in corrispondenza della sommità dei muri di sostegno, definiranno i nuovi piani di posa di tutti gli edifici, pubblici e privati, del borgo. Tale opera comprenderà la realizzazione di tutte le infrastrutture, tra cui, ad esempio, fognature, impianti idrici, alimentazione energetica. Prevista anche la predisposizione di cunicoli tecnologici per la messa in opera dei sottoservizi, che seguiranno le vie principali del centro storico.

Il progetto appena approvato prevede anche la messa in sicurezza delle strade di accesso al paese.

Altro punto nodale, quello di ripristinare la forma urbis del centro dando vita a una città resiliente e a un modello urbano sostenibile, intelligente ed efficiente. A tal fine è stato promosso l’utilizzo di soluzioni e sistemi tecnologici connessi e integrati, in grado di garantire la sicurezza sismica ed una elevata qualità della vita.

Amatrice, cronoprogramma per il centro storico

Castelli: “Sette consorzi decretati, altri sei in approvazione”

Il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli insieme all’assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio Manuela Rinaldi, al direttore dell’Usr Stefano Fermante, al sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi, ai tecnici comunali e dell’Ufficio speciale ricostruzione, ha incontrato ieri ad Amatrice, le ditte, i tecnici e i presidenti di consorzio al lavoro nel centro storico del comune reatino.

“Abbiamo voluto affrontare in modo diretto le questioni che riguardano il centro storico di Amatrice – spiega il Commissario Castelli -. Ci siamo dotati di un cronoprogramma puntuale e rigoroso, che richiede tanta attenzione anche da parte dei tecnici e delle aziende. In centro sono già 7 le procedure di ricostruzione privata decretate, riguardanti i consorzi, e altre 6 in corso di approvazione. Inoltre, stanno per essere aperte le offerte per l’aggiudicazione dei lavori del municipio, un altro importante simbolo per la comunità. Un confronto puntuale, così come aggiornamenti periodici per verificare il rispetto di quanto stabilito, saranno fondamentali per risolvere tutti i possibili ostacoli allo sviluppo del rilancio e della ricostruzione del centro storico di Amatrice. Dalle norme ai cantieri vuol dire entrare nei dettagli con cura chirurgica, in modo da superare le asprezze della realtà cantieristica”.

Nel centro storico di Amatrice si è avviato infatti il cosiddetto “Super cantiere”, interventi collegati tra loro che dovranno consentire di procedere con tutta una serie di lavori sia pubblici che privati, dalle infrastrutture e sottoservizi fino agli edifici. “Il lavoro di squadra che stiamo conducendo insieme all’assessore Rinaldi, all’Usr, al sindaco Cortellesi e all’onorevole Trancassini ci sta permettendo di concretizzare anche ad Amatrice un netto cambio di passo. Vediamo già segnali positivi che accogliamo con fiducia e determinazione per il tanto lavoro che ancora ci attende”, conclude il Commissario Castelli.