Superbonus: Castelli, misura resta grazie all’impegno del Governo

Il Governo Meloni ha sempre dedicato una forte attenzione ai problemi della ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 2009 e del 2016, provvedendo a introdurre norme decisive per il cratere: dal Dl 3/2023 fino al recente rifinanziamento che consente di stabilizzare oltre 350 dipendenti pubblici impegnati nelle opere della ricostruzione. Tutti provvedimenti che non hanno lasciato sole le famiglie e le imprese dei territori colpiti dalla devastante sequenza sismica del 2016/17.

Anche in questo nuovo Decreto legge sul 110%, diversamente dalle indiscrezioni iniziali, le ragioni del cratere sono state rispettate sono certo che questa attenzione non verrà meno. Ho personalmente rappresentato al Governo le esigenze del cratere e la certezza di non essere lasciato solo. Il decreto consentirà ai proprietari degli immobili lesionati o distrutti dal sisma di continuare a sommare il contributo sisma alle agevolazioni offerte dal 110%. Le modifiche attese sul 110 non si applicheranno alle aree del sisma. 2016 e 2009, così recita testualmente la lettera b del comma 1 dell’articolo 1 del provvedimento appena bollinato e che domani sarà alla firma del Presidente della Repubblica.

Peraltro, per le comunità del cratere l’uso del 110% si è reso necessario solo per integrare il contributo parametrico per la ricostruzione, dopo la fiammata inflazionistica che aveva fatto saltare ogni previsione di spesa, a fronte dell’aumento del 30-40% delle materie prime.

Mi auguro addirittura che aggiornando il contributo sisma si possa rapidamente fare a meno del 110%, che per i proprietari degli immobili danneggiati si era proposto come strumento difensivo e integrativo (non certo speculativo) rispetto al contributo parametrico sisma.

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Arquata del Tronto, finanziata la messa in sicurezza del centro storico. Castelli: “Progetto all’avanguardia, modello per Appennino centrale”

Una giornata storica per la ricostruzione di Arquata del Tronto. La Cabina di Coordinamento sisma, coordinata dal Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, ha raggiunto l’intesa sull’integrazione all’Ordinanza speciale che consentirà la messa in sicurezza dell’intero centro storico di uno dei luoghi simbolo del terremoto di quasi otto anni fa. Le risorse programmate ammontano a 71 milioni di euro.

“Stiamo finanziando un progetto all’avanguardia, che rappresenta una pietra miliare nella ricostruzione non solo di Arquata del Tronto ma di tutto l’Appennino centrale – commenta il Commissario Castelli – Nell’ottica di accelerare il processo ricostruttivo dei centri più colpiti e garantire luoghi sicuri ed attrattivi, appare necessario puntare su soluzioni innovative. La collaborazione con la Regione Marche e l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione è stata determinante per raggiungere questo importante risultato. Desidero esprimere il mio ringraziamento al presidente Francesco Acquaroli per il sostegno e l’impegno costante e alla comunità di Arquata e al sindaco Michele Franchi, con cui stiamo lavorando ogni giorno per raggiungere quanto prima l’obiettivo della ricostruzione”.

Gli interventi riguardano la realizzazione di opere di stabilizzazione e sostegno, con la ricostruzione dei terrazzamenti già esistenti prima del sisma e con l’installazione di un sistema di tiranti attivi permanenti che renderanno più sicuro l’intero colle su cui sorge il centro storico. I sottoservizi saranno realizzati all’interno di cunicoli tecnologici, che seguiranno le principali vie del centro. Saranno messe in sicurezza anche le vie di accesso al borgo. Saranno infine realizzate platee orizzontali, che definiranno i nuovi piani di posa di tutti gli edifici pubblici e privati. Ricordiamo infatti che il centro storico di Arquata del Tronto è stato quasi interamente demolito. Gli interventi saranno gestiti in modo unitario, per rendere l’affidamento e la cantierizzazione più rapidi ed efficaci.

Loro Piceno, sbloccata la ricostruzione di via Cristoforo Colombo

Un’Ordinanza speciale da 8 milioni di euro per la ricostruzione di Loro Piceno, in provincia di Macerata. La Cabina di Coordinamento sisma ha raggiunto l’intesa sul provvedimento, che finanzia e coordina la ricostruzione degli edifici pubblici e privati da delocalizzare nell’area di via Cristoforo Colombo, nel comune maceratese.

Quella relativa all’area in questione è una situazione complessa e articolata sotto il profilo delle proprietà degli edifici e delle procedure da adottare, su cui quindi il Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, ha previsto di intervenire con deroghe mirate per consentire l’avvio dei lavori. Gli interventi includono la demolizione degli edifici inagibili da delocalizzare, con una stima di costi per demolizione, cernita e trattamento delle macerie in sito di 2,5 milioni di euro, la realizzazione di un’unità immobiliare di proprietà del Comune (360mila euro); la sistemazione attrezzata dell’area (280mila euro) e l’acquisto e ristrutturazione degli alloggi Erap (4,8 milioni di euro).

“Integrare interventi pubblici e privati in un programma unitario e coordinato è una via percorribile per la ricostruzione dei nostri territori, laddove troviamo situazioni più complesse – commenta il Commissario Guido Castelli -. Grazie alla collaborazione tra Struttura commissariale, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione delle Marche, Comune di Loro Piceno ed ERAP Marche, siamo in grado di avviare una ricostruzione che non solo risolve le criticità strutturali causate dal sisma, ma promuove anche la rigenerazione urbana e il benessere della comunità. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli e il sindaco Robertino Paoloni, per aver studiato insieme a noi una soluzione concreta per una situazione che si protraeva da anni”.

“Si tratta di una novità di assoluto rilievo per la nostra comunità – dichiara il Sindaco di Loro Piceno, Robertino Paoloni. Dopo una lunga attesa, grazie al Commissario Castelli, è giunta l’attesa, efficace, risposta rispetto a quella che è probabilmente la nostra situazione post-sisma più annosa, dal momento che coinvolge 33 nuclei familiari. Per i cittadini loresi questa Ordinanza rappresenta un segnale di speranza e di un nuovo inizio, particolarmente significativo dal momento che giunge in coincidenza con i giorni della Pasqua”.

L’ordinanza coordina gli interventi privati, a cura del condominio, dell’Erap Marche e del Comune. L’Ente condominio realizzerà le 15 unità immobiliari di proprietà privata nella nuova area di atterraggio, mentre l’ERAP Marche si occuperà della delocalizzazione di 12 unità immobiliari di sua proprietà. Il Comune di Loro Piceno agirà come soggetto attuatore per la delocalizzazione tramite acquisto ed eventuale ristrutturazione di un immobile di sua proprietà.

 

Acquaviva Picena, sopralluogo per la scuola De Carolis

Sopralluogo nell’area del vecchio edificio della Scuola De Carolis (primaria e secondaria) nel Comune di Acquaviva Picena, che sarà demolita e ricostruita con un progetto da 3,4 milioni di euro. La visita, in questi giorni, nell’ambito di una serie di sopralluoghi in provincia di Ascoli Piceno svolti dai tecnici della Struttura Sisma 2016 guidata dal Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli.

“Il progetto per la nuova scuola De Carolis rappresenta un punto di arrivo importante di un percorso che il sindaco Sante Infriccioli ha fortemente voluto e ha portato avanti con determinazione – dichiara il Commissario Castelli -. Insieme al Presidente della Regione Francesco Acquaroli e all’Ufficio speciale per la ricostruzione, stiamo concretizzando con impegno e attenzione la ricostruzione delle scuole danneggiate dal sisma, per restituire ai nostri studenti e ai lavoratori della scuola ambienti sicuri ed energeticamente sostenibili”.

Ad Acquaviva Picena sono inoltre 11 le pratiche di ricostruzione privata presentata, di cui 8 già decretate per un valore di 4,2 milioni di euro (1,9 mln già liquidati in base all’avanzamento dei lavori).

 

Castel di Luco, il tesoro storico torna a splendere. Castelli: «Restituiamo un gioiello al centro Italia»

Un luogo ancestrale, magico, depositario di storia e fascino torna ad impreziosire l’offerta turistica del Piceno e di tutto l’Appennino. Sono giunti a conclusione, infatti, i lavori di riparazione post sisma su Castel di Luco, costruzione fortificata di epoca medievale situata nel territorio di Acquasanta Terme (AP), dimora storica tra le più visitate delle Marche.
Oggi la simbolica cerimonia di ripartenza dopo il complesso lavoro svolto sul sito, la cui particolarissima conformazione ellittica, ad ergersi su uno sperone di roccia che domina la strada Salaria, ha reso l’intervento tanto complesso quanto delicato, per un importo totale che si aggira sui 5,3 milioni di euro.
«Si tratta di un ulteriore passo in avanti della grande ricostruzione pubblica in atto del cratere sismico – spiega il commissario straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli -. Il terremoto del 2016/2017 ha colpito anche castelli, ville e beni architettonicamente molto qualificati; da qui nasce il nostro impegno collettivo per un progetto di recupero che si è attestato su livelli di finanziamento molto importanti, studiato secondo una logica sartoriale. Beni di questa importanza e monumentalità, infatti, richiedono un’attenzione particolare, cioè andare oltre quelle che sono le regole parametriche del contributo per essere in grado di intercettare tutte le esigenze del caso».
«Oggi torna dunque a splendere un castello meraviglioso, straordinario, e lo fa grazie all’impegno di tutti – continua Castelli -. Dalla famiglia Amici, che ne è proprietaria, fino alla Struttura commissariale, all’Ufficio Speciale Ricostruzione e a tutti coloro che sin da subito si sono posti il problema di restituire brillantezza e funzionalità ad un monumento che impreziosisce non solo il cratere ma tutto il centro Italia».
Presenti al taglio del nastro, oltre a Laura e Francesco Amici, il sindaco di Acquasanta Sante Stangoni, il direttore dell’Usr Marco Trovarelli, l’architetto Valerio Borzacchini e i rappresentanti della ditta che condotto l’intervento, la Delta Lavori di Sora (Frosinone).

Rieti, al via la progettazione del liceo scientifico “C. Jucci”

Con lo stanziamento di quasi 236mila euro per l’acquisto dei servizi di progettazione, direzione lavori, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione e in fase di esecuzione può partire l’iter per l’intervento da 4 milioni di euro per l’adeguamento sismico del liceo scientifico “C. Jucci” di Rieti.

L’opera è finanziata dall’Ordinanza speciale 31, che riguarda la ricostruzione e la riparazione di tutte le scuole danneggiate dal sisma del 2016. Il soggetto attuatore dell’intervento è la Provincia di Rieti. Nel Lazio sono in totale 56 le scuole finanziate dall’Ordinanza 31, per un valore di 153 milioni di euro. Di queste, 36 hanno aderito agli Accordi quadro, che prevedono appunto la possibilità di avvalersi, per ogni fase dell’intervento (dal progetto fino al collaudo) di operatori preselezionati.

“Gli Accordi quadro, con un lavoro di squadra necessario a sciogliere i nodi operativi, sono diventati i migliori alleati della ricostruzione pubblica, consentendoci di passare alla fase attuativa delle Ordinanze speciali – dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. Ringrazio l’assessore alla Ricostruzione Manuela Rinaldi, il direttore dell’Ufficio speciale ricostruzione del Lazio Stefano Fermante e il sindaco di Rieti Daniele Sinibaldi per un lavoro di squadra che sempre più ci sta ripagando in termini di progetti e cantieri avviati”.

 

 

 

 

Sopralluogo a Spinetoli, Castelli: “Impegno massimo per la provincia di Ascoli Piceno”

I tecnici della struttura Commissariale guidata al Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli hanno visitato in questi giorni il Comune di Spinetoli, nell’ambito di una serie di soprallughi per fare il punto sulla ricostruzione pubblica e privata in provincia di Ascoli Piceno. Nel comune ascolano sono in corso 4 opere pubbliche, per un totale programmato di 2,6 milioni di euro. Sul fronte della ricostruzione privata sono invece 14 le domande di contributo presentate, di cui 9 decretate dall’Ufficio speciale ricostruzione, per un valore di 2,9 milioni di euro.

“L’impegno per la ricostruzione della provincia di Ascoli, una delle più colpite dal sisma del 2016, è un percorso condiviso che vede coinvolti il Presidente Francesco Acquaroli, l’Ufficio speciale ricostruzione, i sindaci del territorio e gli uffici regionali e comunali – dichiara il Commissario Castelli -. Voglio ricordare che il tessuto urbano delle nostre aree interne è caratterizzato da tanti borghi le cui economie e comunità sono interconnesse profondamente. Per questo è importante proseguire con un’azione sinergica, che non lasci indietro nessun territorio”.

A Spinetoli sono stati già approvati i progetti per la palestra della scuola secondaria media Giovanni XXIII (591mila euro) e per gli interventi di riparazione del cimitero del capoluogo (750 mila euro). In fase di affidamento la scuola dell’infanzia del capoluogo (1,1 milioni di euro). Completato e in fase di collaudo il restauro della Chiesa Santa Maria Assunta (quasi 252 mila euro).

 

Giornata dell’acqua, Castelli: “Digitalizzare il controllo degli acquedotti per avere meno sprechi. Un modello dalle aree sismiche a tutto il paese”

In occasione della Giornata mondiale dell’acqua il senatore Guido Castelli, commissario straordinario per la ricostruzione dopo il sisma 2016, interviene per rammentare quanto la tecnologia possa fare per contrastare le criticità, compresa quella idrica, anche in aree del Paese che soffrono del rischio sismico. “Anzi, dalla consapevolezza che il rischio sismico possa accentuare le difficoltà distributive dell’acqua nel territorio – commenta Castelli – è nato un progetto specifico di innovazione digitale contro l’emergenza idrica promosso dalla Struttura del Commissario straordinario del sisma 2016 in collaborazione con l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale (Abdac). Il progetto – che per ora coinvolge due delle quattro regioni colpite dal sisma del 2016: Marche e Abruzzo – prevede la mappatura dell’infrastruttura idrica tramite azioni di rilievi con GPS, droni, piattaforme di mappatura mobile, Laser scanner e altri sistemi di rilevazione; la modellazione delle reti, attraverso quella che viene chiamata «nuvola di punti», cioè un’immagine in 3D dettagliata degli impianti rilevati e l’analisi dei regimi di pressione e portata; l’istallazione di strumenti di misura e calibrazione per creare il modello virtuoso di analisi in tempo reale dei dati e delle perdite di rete”.

Dalla criticità di un’area ad alto rischio sismico si coglie l’opportunità di sperimentare nuove soluzioni di controllo che possono valere per tutto il territorio nazionale: “L’area del cratere del sisma 2016 si dimostra laboratorio per tutto il Paese – aggiunge Castelli – Un sistema idrico resiliente e sostenibile passa anche attraverso la digitalizzazione: l’integrazione delle tecnologie digitali con le modalità operative applicate alle reti di distribuzione e agli impianti consente di accrescere la conoscenza stessa delle infrastrutture, migliorando la gestione, creando efficienza operativa e fornendo una visione di dettaglio, sullo stato di condotte, strutture e utenze, ma anche una visione complessiva dell’intero sistema di acquedoƫti”.

I terremoti danneggiano tutte le infrastrutture, comprese quelle idriche, ovviamente. Il vero problema irrisolto, che genera gli sprechi nella distribuzione dell’acqua, è la mancata manutenzione degli impianti. Con questa consapevolezza si è deciso di investire in questo progetto che – continua Castelli – “permette di avviare un processo di trasformazione digitale dell’intera infrastruttura idrica dei Comuni colpiti dal sisma, avvalendosi della tecnologia IoT, in grado di raccogliere, processare, gestire e restituire una mole di dati in continuo aumento e in maniera facilmente leggibile. Tale processo di digitalizzazione ambisce a non fermarsi al solo sistema idrico, ma mappare e digitalizzare l’insieme sistema di sottoservizi presenti nell’area esaminata, estendendo il repository e quindi il livello di conoscenza territoriale”.

La nostra rete acquedottistica è lunga circa 550.000 km ma il 60% risale a oltre 30 anni fa, e il 25% a 70-80 anni fa. La rete fognaria è lunga circa 1 milione di km. Servirebbe sostituire, rigenerare e riparare almeno 200.000 km di reti e posare 50.000 km di nuove condotte, 30.000 per l’acqua e 20.000 per le fognature. Ma con l’attuale tasso di rinnovo ai minimi europei – 3,8 km all’anno – si calcola un tempo di 250 anni per eliminare le perdite. E i fabbisogni complessivi stimati dai 61 Piani di Ambito italiani sono pari a 65 miliardi di euro, di cui 26 immediati.
“In linea con il Green Deal e la Strategia Digitale della Commissione Europea e con le linee programmatiche del MASE, l’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino centrale – conclude Castelli – ha avviato con i progetti ReStart, WebGIS e Digital Twin di distretto, un importante percorso incentrato sull’innovazione digitale, la ricerca e la comunicazione con l’obiettivo di definire e programmare adeguati interventi per la difesa del suolo e per una più efficiente gestione delle risorse idriche”.

Sisma 2016: Conferenza unificata dà via libera a stabilizzazione 350 unità

La soddisfazione del Commissario Castelli e il suo ringraziamento al Governo

Nella giornata di ieri la Conferenza Unificata, presieduta dal Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, ha esaminato ed espresso parere favorevole rispetto alla stabilizzazione di oltre 350 dipendenti pubblici che operano negli uffici per la ricostruzione del sisma 2016 nei Comuni nelle Province e nelle Regioni coinvolte. E’ attesa nei prossimi giorni l’approvazione definitiva del DPCM. La copertura finanziaria per queste stabilizzazioni è stata garantita dai 2,5 milioni di euro stanziati dal DL “PNRR bis”, che si sono aggiunti ai 15 già deliberati in Legge di bilancio.

L’approvazione costituiva un passaggio necessario per portare a compimento l’iter di un intervento molto atteso dai lavoratori e dalle amministrazioni coinvolte che il Commissario Straordinario alla Riparazione e alla Ricostruzione sisma, senatore Guido Castelli, ha così commentato:

“Il via libera dato dalla Conferenza Unificata è un passaggio di grande importanza, che riguarda un intervento sostanziale per il buon esito del lavoro che stiamo svolgendo per la ricostruzione dell’Appennino centrale, il più grande cantiere d’Europa. Il consolidamento delle professionalità e delle competenze, infatti, è fondamentale per consentire la regolare prosecuzione delle attività che si sta compiendo nel cratere e al quale abbiamo impresso un sostanziale cambio di passo, anche e soprattutto grazie al contributo di questo personale. Ricordo come, nel complesso, delle 350 unità stabilizzate 136 operano nelle Regioni e 223 di Comuni e Province. Ancora una volta viene confermata l’attenzione e la sensibilità del Governo nei confronti dell’Appennino centrale. Un sostegno che, insieme ai Presidenti delle Regioni del sisma, ci consente di lavorare in un clima coeso e teso alla comune volontà di conseguire gli obiettivi fissati per questi territori”.

Dal punto di vista territoriale, in Abruzzo le unità sono 79 (di cui 54 in Comuni e Province e 25 in Regione), nel Lazio 42 unità (di cui 23 in Comuni e Province e 19 in Regione), nelle Marche 204 unità di cui 114 in Comuni e Province e 90 in Regione) ed in Umbria 34unità (di cui 32 in Comuni e Province, 2 in Regione).

Marche: la montagna perno del modello di crescita sostenibile nel cratere 2016

La montagna marchigiana, il perno intorno al quale sviluppare la strategia di rinascita e rilancio dei territori dell’Appennino centrale colpiti dal sisma 2016. Una risorsa dal grande potenziale che può essere valorizzata, attraverso il sostegno dei fondi sisma e del Programma NextAppennino, mentre è in corso l’opera di ricostruzione che sta facendo segnare un sostanziale cambio di passo.

Questi i temi al centro del convegno “Dal sisma alla rinascita, il modello dell’Appennino centrale” che si è svolto presso la Cartiera Papale di Ascoli Piceno. L’evento ha visto la partecipazione del Commissario Sisma 2016, Guido Castelli, del Presidente dell’Uncem, Marco Bussone, del Sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, dell’assessore regionale allo Sviluppo economico, Andrea Maria Antonini e del Presidente di Uncem Marche, Giuseppe Amici.

Attraverso l’attività della Struttura commissariale sisma 2016, che coordina il processo di ricostruzione materiale e di riparazione economica e sociale delle comunità, l’Appennino centrale si propone sempre più come un laboratorio nel quale si sta concretizzando un nuovo modello di sviluppo delle aree interne.

L’incontro è stato anche l’occasione per presentare, attraverso la viva voce di alcuni Sindaci, progetti finanziati, o già realizzati, attraverso il Piano complementare sisma 2009 e 2016. In particolare, sono pervenute le testimonianze dei primi cittadini di Ussita, Fiastra, Montegallo, Acquasanta Terme e dai rappresentanti delle Unioni montane dei Monti Azzurri, Marca di Camerino e Unione Montana Cartiera Nerone.

Silvia Bernardini, sindaco di Ussita, ha illustrato le opportunità dei finanziamenti che nel suo Comune stanno rendendo possibile la rifunzionalizzazione e il rilancio degli impianti di risalita, al servizio di un turismo trasversale, capace di intercettare tante nicchie di appassionati durante l’anno.

Dal turismo della neve, fino al turismo dei camminatori, quella per le aree appenniniche marchigiane è una strategia comune anche ai progetti che vedono protagonisti Fiastra, con le attività legate al lago e a borgo di Ravaglio illustrate dal sindaco Sauro Scaficchia, e Montefortino, che, come ha spiegato il Sindaco Domenico Ciaffaroni, è capofila del Destination management dei Monti Sibillini e sede di un progetto di glamping dove godere della bellezza del luogo immersi nella natura.

Il Destination management dei monti Sibillini coinvolge anche i Comuni di Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Fiastra, Montegallo, Montemonaco, Sarnano, Ussita, e l’Associazione “Sibillini Mountain Experience”, neocostituita Destination Management Organization che associa i nove comuni del progetto.

Il sindaco di Acquasanta Terme, Sante Stangoni, ha portato come esempio di riqualificazione (reso possibile dai fondi sisma) il progetto di restyling della Grotta sudatoria, che prevede i lavori di recupero e riqualificazione della sorgente naturale, della Grotta e della piscina e il recupero e l’adeguamento della palazzina Liberty costruita intorno alla Grotta.

Giampiero Feliciotti, presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri, ha invece illustrato i progetti per la realizzazione di Comunità energetiche rinnovabili finanziati attraverso NextAppennino. L’Unione montana dei Monti Azzurri ha un progetto che prevede tre CER, e coinvolge i comuni di Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo, Colmurano, Gualdo, Loro Piceno, Monte San Martino, Penna San Giovanni, Ripe San Ginesio, San Ginesio, Sant’Angelo in Pontano, Serrapetrona.

Infine, i sindaci Alessandro Gentilucci (Unione Marca di Camerino) e Alessandro Alessandri (Unione Montana Catria Nerone) hanno fatto il punto sulle azioni della Strategia nazionale aree interne che ricadono nei loro territori.

“L’approccio adottato nell’Appennino centrale sta emergendo come un vero e proprio modello di sviluppo per le aree interne, un laboratorio di idee e progetti che mirano alla creazione di un nuovo paradigma di crescita e sviluppo sostenibile – dichiara il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli -. Come ho anche testimoniato alla Cop 28 di Dubai, le risposte alla crisi climatica stanno nella nostra capacità di creare un rapporto virtuoso tra uomo e natura. Un’antropizzazione rispettosa dell’ambiente, capace di presidiare con equilibrio il territorio, genera effetti positivi sulla natura stessa. Altro aspetto fondamentale di questo modello è la collaborazione tra istituzioni e territori. NextAppennino ha consentito di valorizzare e premiare i nostri Comuni e, in particolare, quelli che si sono presentati uniti.  Il nostro obiettivo resta quello di implementare strategie che valorizzino ogni singola comunità, trasformando le sfide del post sisma in un’occasione di rilancio di lungo periodo per tutto il territorio regionale. Una strategia che, fin dall’inizio del mandato, ho condiviso con i sindaci e con il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, che ringrazio per l’attenzione, la sensibilità e la visione lungimirante che da sempre ha dimostrato nei confronti delle aree montane delle Marche”.

Marco Fioravanti, Sindaco di Ascoli Piceno: “Crediamo nella necessità e nella possibilità di far sì che le zone colpite dal sisma, anche grazie ai fondi ottenuti e ai progetti attivati, diventino il cuore pulsante della rinascita delle aree interne dell’Italia centrale. Come capoluogo, vogliamo recitare un ruolo di raccordo tra le tante identità che compongono queste terre, ponendoci come Città Metromontana in un percorso di crescita e sviluppo. Il convegno di oggi rappresenta un momento di riflessione e condivisione importante, per fare il punto sullo stato dell’arte e per decidere, insieme, le prossime mosse: vogliamo fare in modo che questo territorio, così provato dalle conseguenze del terremoto, venga valorizzato sia come elemento unico e unificante sia per le singole comunità che lo compongono”.

Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem: “L’impegno dei Comuni nella ricostruzione degli immobili, privati e pubblici, e nella rigenerazione sociale ed economica delle comunità, è decisivo. Perché punta proprio sull’essere comunità e nel riconoscersi nei valori, laboriosi e alti, di queste terre. L’impegno dei Comuni è nel segno del Noi che supera l’Io, evitando frammentazioni e isolamento che anche le Regioni dovranno contrastare, puntando su una logica amministrativa basata sull’associazionismo. Ci crediamo insieme con il Commissario Castelli. Che opera per generare coesione anche tra regioni, superando particolarismi e generando anche ‘Green communities’, comunità nella sostenibilità che affrontano con intelligenza e lungimiranza le sfide delle crisi climatica e demografica nelle aree dei crateri”.

Presidente di Uncem Marche, Giuseppe Amici, ha dichiarato: “A nome dell’UNCEM regionale e dell’Unione Montana del Tronto e Valfluvione, che rappresentano per me il cuore del cratere più grande d’Italia, ho voluto sensibilizzare e stimolare il Commissario Straordinario Guido Castelli affinché condividesse con i presenti il suo sapere e il suo lavoro rispetto ai nostri territori, manifestandoci la sua visione di insieme degli obiettivi sin ora raggiunti. Voglio evidenziare quanto per me siano fondamentali giornate come questa, che vede la presenza di illustri relatori. I tre tavoli di oggi sono stati sì un momento tecnico, ma anche uno spunto politico e amministrativo che volge sempre lo sguardo alla vita quotidiana dei nostri concittadini. Abbiamo bisogno di conoscere di essere aiutati ma anche di fare la nostra parte. Questo è lo spirito della collaborazione con tutte le istituzioni e con la Provincia e il suo Presidente Loggi, che ci ha concesso la sala. Ci aspettiamo un confronto aperto per costruire, come detto, il futuro delle prossime generazioni che non sia solo materiale, ma anche demografica. La valorizzazione dei nostri beni recuperati attraverso opere di risanamento o nuove costruzioni dovuti a finanziamenti sisma, Pnrr, PNC e ordinanze commissariali di rigenerazione urbana hanno necessità di operazioni e di visioni affinché si possano costituire realtà economiche, sociali e turistiche funzionali alle attività amministrative degli enti. In questo senso le Unioni montane possono essere un valido strumento operativo per la valorizzazione gestionale dei beni”.