Maltempo e danni alle SAE, il Commissario Guido Castelli: “In costante contatto con i sindaci per monitorare i danni”

«La violenta grandinata di ieri, che ha colpito anche diversi Comuni del cratere, ha provocato danni che stiamo monitorando con la massima attenzione. Ho avuto modo di confrontarmi direttamente con alcuni sindaci, tra i quali Alessandro Gentilucci di Pieve Torina e Silvia Bernardini di Ussita per comprendere gli effetti e i danni provocati dalle palle di grandine cadute, in particolare sui tetti delle soluzioni abitative di emergenza.  Da una prima ricognizione risulta che sono stati danneggiati anche alcuni tetti delle SAE, dove vivono famiglie che attendono di poter rientrare nelle proprie abitazioni. Siamo in costante contatto con le amministrazioni comunali e con ERAP, che ha la gestione per la manutenzione per alcuni dei villaggi Sae e che si trova già sul posto con i tecnici per primi interventi di riparazione e con la società in house SIA per seguire l’evolversi della situazione e organizzare gli interventi necessari.

Stiamo monitorando con attenzione la situazione insieme alla Regione Marche, in particolare con l’assessore regionale alla Protezione Civile Tiziano Consoli, con il quale il confronto è continuo.Il lavoro di squadra tra tutte le istituzioni coinvolte ha un obiettivo preciso: risolvere nel più breve tempo possibile le criticità emerse e dare risposte concrete a una popolazione che sta già affrontando le difficoltà legate al percorso della ricostruzione.» Lo dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

Sisma Emilia-Romagna 2023, Castelli: “Piano da 192,8 milioni per ricostruire edifici pubblici, chiese e abitazioni”

Un fabbisogno complessivo stimato in 192,8 milioni di euro per programmare la ricostruzione delle aree dell’Emilia-Romagna colpite dal terremoto del 18 settembre 2023. È quanto contiene il Piano generale pluriennale degli interventi esaminato dalla Cabina di coordinamento per la ricostruzione, presieduta dal Commissario straordinario, senatore Guido Castelli, che rappresenta la proposta di programmazione degli interventi da sottoporre ai successivi passaggi previsti dalla normativa.

Il Piano, predisposto nel quadro della legge n. 40 del 2025 sulla ricostruzione post-calamità, individua e organizza gli interventi necessari nei Comuni di Brisighella, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Modigliana, Predappio, Rocca San Casciano, Tredozio e nella frazione di Bocconi del Comune di Portico e San Benedetto.

La programmazione è articolata in tre sezioni: 41,956 milioni di euro per la ricostruzione degli edifici pubblici; 18,597 milioni per chiese ed edifici di culto; 132,252 milioni per gli immobili privati. Si tratta della ricognizione complessiva dei fabbisogni emersi dalle verifiche tecniche e dalle istruttorie svolte insieme ai Comuni e alle diocesi interessate.

«Con questo Piano – dichiara il Commissario straordinario Guido Castelli – abbiamo definito una proposta organica e pluriennale per la ricostruzione conseguente al sisma del settembre 2023. Partiamo da un quadro puntuale dei danni e dei fabbisogni, costruito attraverso il confronto con la Regione Emilia-Romagna, gli enti locali, le diocesi e tutte le amministrazioni coinvolte. Ora lavoreremo affinché la programmazione trovi piena attuazione attraverso i successivi provvedimenti e le risorse necessarie, trasformando rapidamente il lavoro svolto in cantieri e risposte concrete per cittadini e comunità».

Il Piano potrà essere progressivamente attuato nel limite delle risorse che saranno rese disponibili e potrà essere aggiornato e integrato qualora lo stato di ricostruzione di rilievo nazionale venga esteso ad altri territori. In questo contesto sarà approfondita anche la segnalazione trasmessa dal Comune di Dovadola relativa ai danni provocati dall’evento sismico.

Accanto agli interventi materiali, il Piano propone di destinare una quota pari al 4 per cento del fabbisogno complessivo a un programma di sviluppo finalizzato a contrastare lo spopolamento, valorizzare le risorse produttive e professionali locali, sostenere l’occupazione e migliorare l’offerta di beni e servizi per cittadini e imprese.

«La ricostruzione – prosegue Castelli – non può limitarsi alla riparazione degli edifici. Deve diventare un’opportunità per rafforzare territori fragili, sostenere le attività economiche, favorire nuova occupazione e migliorare la qualità della vita. Per questo abbiamo ritenuto importante inserire nel Piano una proposta specifica dedicata allo sviluppo economico e sociale dei territori, sfruttando gli strumenti messi a disposizione dalla legge quadro».

Tra le misure proposte figura anche la possibilità fino al 31 dicembre 2027 della sospensione delle rate dei mutui e dei finanziamenti relativi alle prime abitazioni dichiarate inagibili o distrutte. Per questa misura viene stimato un fabbisogno di 500 mila euro, che dovrà trovare attuazione attraverso i successivi provvedimenti previsti dall’ordinamento.

«Alle famiglie che ancora subiscono le conseguenze del terremoto – conclude il Commissario – dobbiamo assicurare protezione, tempi certi e una presenza concreta dello Stato. Il metodo resta quello della collaborazione istituzionale e dell’ascolto delle comunità: solo lavorando insieme e completando rapidamente l’iter delle misure proposte potremo garantire una ricostruzione efficace, trasparente e capace di accompagnare il rilancio dell’Appennino emiliano-romagnolo».  Successivamente a questa presentazione del Piano, ci sarà una nuova convocazione della cabina per decidere i passi successivi.

 

Ussita, progetto per la ricostruzione del Pensionato Sant’Antonio: nuova casa di riposo e residenza protetta

La Conferenza regionale ha approvato il progetto per la demolizione e ricostruzione del Pensionato Sant’Antonio, la storica struttura destinata a casa di riposo e residenza protetta situata in località Vallazza, nel comune di Ussita (Mc), gravemente danneggiata dal terremoto del 2016/2017.

Il progetto prevede la completa demolizione degli edifici esistenti e la realizzazione di un nuovo complesso moderno, sicuro e pienamente conforme alle normative antisismiche, energetiche e sociosanitarie. La nuova struttura avrà una superficie utile lorda di oltre 1.369 metri quadrati e potrà ospitare complessivamente 25 posti letto, di cui 18 destinati alla casa di riposo per anziani autosufficienti e 7 alla residenza protetta per persone non autosufficienti.

«L’intervento rappresenta un tassello fondamentale nel percorso di rilancio dei servizi sociosanitari dell’area montana – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Questo ci consentirà così di restituire al territorio un presidio essenziale di assistenza e cura, contribuendo al contempo al percorso di rinascita sociale di Ussita dopo il sisma. Ringrazio per quanto fatto finora il Comune, l’Ufficio Speciale Ricostruzione, la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli e tutti gli enti coinvolti».

«Con l’approvazione del progetto della nostra casa di riposo e residenza protetta, finalmente la comunità ussitana potrà avere certezza di accogliere una struttura fondamentale per il nostro paese. Da sempre il Pensionato Sant’Antonio è stato un fiore all’occhiello per Ussita e il nostro territorio. Pensare di poterlo rivedere ricostruito con criteri di elevato effcientamento energetico, con spazi sicuri, moderni ed adeguati alle necessità dei nostri anziani, ci conforta e ci spinge ad andare avanti con determinazione.

Un ringraziamento alla Struttura Commissariale, all’Usr, alla Regione Marche per il lavoro svolto». – Silvia Bernardini, sindaco di Ussita – L’intervento nasce dalla necessità di sostituire l’edificio originario, dichiarato completamente inagibile dopo il sisma. Il nuovo Pensionato Sant’Antonio conserverà la funzione sociale che ha svolto per decenni a servizio della comunità locale, ma con spazi completamente riorganizzati e adeguati agli standard contemporanei di assistenza e accoglienza.

Dal punto di vista architettonico, il progetto prevede un edificio a tre livelli fuori terra con copertura a falde, una corte interna concepita come una piccola piazza di aggregazione e nuovi percorsi di collegamento tra le diverse parti dell’abitato di Vallazza. Le strutture saranno realizzate in calcestruzzo armato con elevate prestazioni sismiche, mentre particolare attenzione sarà riservata all’efficienza energetica: il complesso sarà classificato come edificio nZEB (Near Zero Energy Building), con consumi energetici prossimi allo zero e un impianto fotovoltaico integrato in copertura. Il quadro economico dell’intervento ammonta a 4.956.447 euro.

 

Arquata del Tronto, 1,5 milioni di euro per le demolizioni a Capodacqua, Piedilama e Pretare

Ammontano complessivamente a 1,5 milioni di euro le risorse trasferite all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche per realizzare gli interventi di demolizione nelle frazioni di Capodacqua, Piedilama e Pretare, ad  Arquata del Tronto.

Con tre distinti decreti, il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, ha disposto il trasferimento di 750 mila euro per Capodacqua, 250 mila euro per Piedilama e 500 mila euro per Pretare. Le risorse sono destinate alle attività di demolizione degli edifici pubblici e privati, nonché alla rimozione, selezione, trasporto, recupero e smaltimento delle macerie.

Gli interventi rientrano nel programma previsto dall’Ordinanza speciale n. 37 del 2022, approvato dal Consiglio comunale di Arquata del Tronto con deliberazione del 12 marzo 2026. I relativi progetti di fattibilità tecnico-economica ed esecutivi sono stati approvati in linea tecnica dall’USR Marche alla fine dello scorso mese di giugno.

Le demolizioni rivestono carattere prioritario perché consentiranno di rimuovere le condizioni di pericolo ancora presenti, restituire sicurezza alle aree interessate e predisporre le attività necessarie all’avvio e all’avanzamento della ricostruzione pubblica e privata.

“Con questi tre decreti – dichiara il commissario Guido Castelli – rendiamo immediatamente disponibili risorse importanti per compiere un ulteriore passo nel percorso di rinascita di Arquata del Tronto. Le demolizioni non rappresentano soltanto un’operazione tecnica, ma una fase indispensabile per liberare le aree, eliminare i rischi e creare le condizioni concrete per ricostruire- Capodacqua, Piedilama e Pretare sono comunità duramente colpite dal sisma, che attendono risposte operative e visibili. Procediamo attraverso una stretta collaborazione con il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli , il sindaco Michele Franchi e l’USR Marche, con l’obiettivo di accelerare ogni passaggio e restituire futuro a questi luoghi straordinari dell’Appennino centrale”.

“Come stabilito nei mesi scorsi, sono iniziati i lavori per i sottoservizi nelle frazioni. Confidiamo che le ditte sfruttino al meglio i mesi estivi e autunnali per accelerare la ricostruzione delle nostre frazioni perimetrate. Questo è un ulteriore passo avanti e speriamo che possa essere di buon auspicio anche per le altre frazioni” dichiara il sindaco Michele Franchi.

Cessapalombo, progetto esecutivo per il cimitero del capoluogo

Via libera al progetto esecutivo per il restauro e la riparazione dei danni al cimitero di Cessapalombo, in provincia di Macerata. Con decreto dell’Ufficio Speciale Ricostruzione è stato approvato l’intervento e autorizzato un contributo complessivo di 535.000 euro a favore del Comune, soggetto attuatore dell’opera.

Il progetto esecutivo approvato è finalizzato alla messa in sicurezza, al recupero strutturale e al ripristino della piena funzionalità del cimitero comunale, danneggiato dagli eventi sismici che hanno colpito il centro Italia nel 2016/2017.

«L’approvazione rappresenta un ulteriore passo avanti nel programma di ricostruzione post-sisma e consentirà di restituire alla comunità un’infrastruttura fondamentale sotto il profilo storico, sociale e civile – conferma il commissario straordinario Guido Castelli -. Ringrazio il lavoro svolto finora dal Comune, dall’Usr e dalla Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

«L’approvazione del progetto esecutivo del cimitero comunale del Capoluogo – dice il sindaco Giuseppina Feliciotti – rappresenta un momento  importante per Cessapalombo non solo per la realizzazione e la sistemazione di una ulteriore opera pubblica danneggiata dal sisma, ma si tratta del recupero di un luogo che custodisce la memoria e l’affetto del nostro paese. Grazie al commissario alla ricostruzione Guido Castelli per la sensibilità e l’attenzione verso il nostro paese».

Tra gli interventi previsti figurano il consolidamento e la rigenerazione delle murature attraverso opere di cuci-scuci e stilatura dei giunti, il ripristino dei copriferro deteriorati, la sostituzione degli architravi ammalorati e la demolizione con ricostruzione di alcuni solai e sbalzi in cemento armato. Sono inoltre programmati il rifacimento delle coperture con recupero dei coppi esistenti, l’installazione delle linee vita, la sostituzione delle gronde e dei pluviali, il recupero delle finiture in marmo danneggiate, il rifacimento degli intonaci e delle tinteggiature, oltre all’adeguamento dell’impianto elettrico.

Rapagnano: trasferiti oltre 1,5 milioni di euro per la scuola “Rodari” e la palestra

E’ stato disposto il trasferimento di 1.545.809,16 euro all’Ufficio Speciale Ricostruzione della Regione Marche per la realizzazione dell’intervento sulla Scuola dell’infanzia e primaria “Gianni Rodari” e sulla relativa palestra, nel Comune di Rapagnano.

Le risorse, assegnate con il decreto commissariale n. 663 del 16 luglio 2026, consentono di raggiungere l’80% del contributo autorizzato a valere sui fondi della ricostruzione, pari complessivamente a 5.329.733,57 euro, al netto delle economie di gara. In precedenza erano già stati trasferiti 2.717.977,70 euro.

Il progetto esecutivo prevede un investimento complessivo di 6,5 milioni di euro, dei quali oltre 5,4 milioni finanziati attraverso le risorse del sisma e 1.064.044,60 euro attraverso il Conto Termico.

“Il trasferimento di queste ulteriori risorse rappresenta un passaggio concreto nell’avanzamento di un’opera particolarmente importante per Rapagnano e per tutto il territorio fermano. La ricostruzione delle scuole costituisce una priorità assoluta: significa garantire sicurezza, qualità degli spazi e servizi adeguati agli studenti, alle famiglie e al personale scolastico. La nuova scuola “Rodari sarà un polo educativo moderno, sostenibile e pienamente funzionale, capace di diventare anche un punto di riferimento per la comunità. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Usr, il sindaco Elisabetta Ceroni e tutti i tecnici impegnati nell’attuazione dell’intervento. Continuiamo a lavorare affinché le risorse disponibili si traducano rapidamente in cantieri, opere concluse e servizi restituiti ai cittadini” dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

“Il trasferimento di queste ulteriori risorse rappresenta un passaggio fondamentale per la realizzazione della nuova scuola dell’Infanzia e Primaria “Gianni Rodari”. Un’opera strategica sulla quale l’Amministrazione comunale sta lavorando con grande determinazione. Non stiamo costruendo soltanto un nuovo edificio scolastico, ma un luogo sicuro, moderno, sostenibile e accogliente, pensato per i nostri bambini, per gli insegnanti e a beneficio dell’intera comunità.  Ringrazio il Commissario Guido Castelli, il Presidente Francesco Acquaroli, l’Ufficio Speciale Ricostruzione, la ditta Crucianelli di Tolentino che sta eseguendo i lavori con celerità, tutti i tecnici e i professionisti impegnati nell’intervento.  Il percorso procede concretamente e ci avvicina a un risultato atteso da tantissime famiglie di Rapagnano e non solo” aggiunge il sindaco Elisabetta Ceroni.

Foligno, approvato l’intervento di rafforzamento locale e restauro della chiesa di San Pietro

La conferenza permanente ha approvato l’intervento di rafforzamento locale e restauro della chiesa di San Pietro a Foligno, in località Sant’Eraclio. La chiesa oggetto del presente intervento è caratterizzata da una pianta rettangolare con unica navata e copertura aa capanna; capanna internamente, la navata è coperta da una volta a botte a tutto sesto con lunette, irrigidita da arconi trasversali. In fondo all’aula rettangolare della chiesa è presente il presbiterio leggermente rialzato rispetto alla quota di calpestio dell’aula. Dall’aula della chiesa chi si può accedere direttamente alla torre campanaria che si sviluppa a sud del presbiterio. Il progetto prevede opere finalizzate a migliorare il comportamento strutturale della chiesa e, in particolare, della facciata e della torre campanaria. Sono programmati interventi di rinforzo del cornicione, consolidamento delle murature, cerchiatura delle aperture, perforazioni armate e opere specifiche per ridurre la vulnerabilità della cella campanaria. Il costo dell’intervento è di 300.000 euro.

“Le chiese sono luoghi di culto, ma anche presìdi di comunità, memoria e identità. Mettere in sicurezza e restaurarle significa restituire ai cittadini un riferimento importante della loro storia e della loro vita collettiva. Proseguiamo con un’azione attenta alla sicurezza, alla qualità progettuale e alla tutela del patrimonio storico-artistico. Ringrazio la Regione Umbria, il Vescovo  Felice Accrocca, l’Ufficio speciale ricostruzione dell’Umbria, il sindaco Stefano Zuccarini e tutti i tecnici coinvolti per il lavoro svolto” ha dichiarato il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

“Si tratta di un altro importante finanziamento che riguarda direttamente un punto di riferimento fondamentale per la comunità di Sant’Eraclio, la frazione più grande e popolosa del nostro territorio comunale. E’ un concreto e tangibile segnale d’attenzione da parte del Governo Nazionale per la nostra città – dichiara il sindaco Stefano Zuccarini – che dimostra l’importanza strategica di avere un filo diretto tra l’amministrazione comunale ed il Commissario Straordinario per la Ricostruzione Guido Castelli, che ringrazio per la sua costante attenzione e l’ennesimo impegno mantenuto”.

 

Montefortino, in corso i lavori sulla chiesa di Santa Lucia

Sono entrati nel vivo i lavori di recupero della chiesa di Santa Lucia, nella frazione di Santa Lucia in Consilvano, nel comune di Montefortino (Fm). L’intervento, finanziato con un contributo di 400.000 euro nell’ambito della ricostruzione post sisma, è finalizzato alla riparazione dei danni provocati dagli eventi sismici del 2016/2017 e al miglioramento della sicurezza dell’edificio religioso e dei locali annessi.

«Stiamo restituendo alla comunità un edificio più sicuro e funzionale, preservandone al tempo stesso le caratteristiche architettoniche e il valore storico-culturale – conferma il commissario straordinario Guido Castelli -. Non dimentichiamo che siamo al cospetto di una testimonianza dalle origini antichissime, uno dei tesori di cui questi luoghi sono ricchi e per cui è necessario profondere il massimo sforzo. Ringrazio per questo l’impegno congiunto di Diocesi, Usr e dalla Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

«Vedere l’avanzamento dei lavori di ricostruzione e sapere che in un prossimo futuro potremo restituire la chiesa di Santa Lucia alla nostra comunità è un segnale di grande speranza, atteso da tempo da tutti noi — dichiara il sindaco di Montefortino, Giampiero Lattanzi —. Voglio ringraziare sinceramente il Commissario straordinario, il senatore Guido Castelli, l’Ufficio Speciale Ricostruzione con il suo direttore, l’ingegner Marco Trovarelli, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e l’Arcidiocesi di Fermo per la costante sinergia che sta permettendo di portare avanti quest’opera così importante. La ricostruzione fisica dei muri non può essere slegata dalla tenuta sociale del territorio. Non può esserci una vera rinascita senza preservare l’identità profonda della nostra gente e quel forte sentimento di appartenenza che tiene unita la comunità. Restaurare questo luogo, che da secoli rappresenta un punto di riferimento per la frazione di Santa Lucia e per l’intero comune, significa garantire un futuro e una prospettiva concreta alla nostra montagna».

L’opera interessa sia la chiesa sia la canonica, comprendente la sagrestia e la sala riunioni parrocchiale, e consentirà di restituire piena fruibilità a un luogo che rappresenta da secoli un importante punto di riferimento spirituale e sociale per la comunità locale. La chiesa, le cui origini vengono fatte risalire attorno all’anno Mille, conserva infatti un forte valore storico e identitario per il territorio montano.

Gli interventi in corso prevedono il consolidamento delle murature, la riparazione delle lesioni prodotte dal terremoto, opere di deumidificazione, il miglioramento del comportamento strutturale dell’edificio, il rifacimento delle coperture della canonica, il recupero degli infissi e degli elementi architettonici esistenti, oltre all’adeguamento degli impianti tecnologici. Sono inoltre previsti interventi di restauro e protezione dei beni storico-artistici custoditi all’interno della chiesa.

A testimonianza dell’avanzamento dell’opera, l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha disposto la liquidazione del primo stato di avanzamento dei lavori, pari a oltre 104.000 euro, a favore dell’Arcidiocesi di Fermo, soggetto attuatore dell’intervento.

 

 

Parte il progetto per il nuovo ponte Ancaranese. A fine luglio ripristino del doppio senso di marcia

L’intervento sul Ponte Ancaranese rappresenta una delle opere infrastrutturali più importanti attualmente in corso nell’ambito della ricostruzione pubblica post-sisma. Previsto dall’Ordinanza Speciale n. 122 del Commissario Straordinario alla Ricostruzione, il progetto interessa gli attraversamenti del fiume Tronto tra i Comuni di Ascoli Piceno e Ancarano e costituisce un tassello fondamentale per il ripristino della continuità viaria tra Marche e Abruzzo.  Intanto entro la fine di luglio l’attuale ponte sarà percorribile in due sensi di marcia.

 

L’intervento nasce dalla necessità di risolvere in maniera definitiva le criticità che interessano i due manufatti che attraversano il Tronto: il ponte storico in muratura e il ponte in cemento armato precompresso (CAP), infrastrutture che negli ultimi anni hanno evidenziato problematiche strutturali e di sicurezza aggravate dagli effetti degli eventi sismici del 2016 e dai fenomeni di erosione delle fondazioni causati dall’azione del fiume.

 

Grazie al lavoro congiunto della Struttura Commissariale, della Regione Marche, delle Province di Ascoli Piceno e Teramo, dei Comuni interessati, del Ministero della Cultura e delle Soprintendenze e di tutti gli enti coinvolti nel procedimento autorizzativo, è stato possibile completare il complesso iter progettuale e autorizzativo e ottenere il finanziamento definitivo dell’opera. Con l’ultima Cabina di Coordinamento della ricostruzione è stato infatti completato il quadro finanziario dell’intervento, che raggiunge oggi un valore complessivo di 15,7 milioni di euro.  L’Ordinanza Speciale n. 122 ha previsto due interventi complementari.

 

Il primo riguarda la messa in sicurezza e la riapertura temporanea al traffico del ponte storico in muratura, infrastruttura di grande valore identitario per il territorio e per le comunità delle due sponde del Tronto. Le attività stanno procedendo secondo il cronoprogramma e entro il 31 luglio saranno completate le lavorazioni sulla piattaforma fluviale propedeutiche alla riapertura del manufatto, consentendo un primo importante risultato atteso da cittadini e imprese.

 

Parallelamente prende forma il progetto definitivo di ricostruzione del collegamento viario attraverso la realizzazione di una nuova infrastruttura destinata a sostituire l’attuale ponte in cemento armato, garantendo standard di sicurezza e funzionalità coerenti con le più recenti normative antisismiche.

 

Per accelerare l’attuazione dell’intervento e ridurre l’impatto sulla viabilità, il progetto è stato suddiviso in due lotti funzionali.

 

Il Lotto 1, del valore di circa 1 milione di euro, riguarda la demolizione dell’attuale ponte in cemento armato precompresso, la predisposizione della viabilità temporanea, la gestione delle interferenze presenti nell’area e tutte le opere propedeutiche necessarie alla successiva costruzione della nuova infrastruttura.

 

Il Lotto 2, del valore di circa 14,7 milioni di euro, comprende invece la realizzazione del nuovo ponte sul fiume Tronto, le opere di adeguamento viario, le sistemazioni idrauliche e tutte le infrastrutture complementari necessarie al completo ripristino della continuità stradale.

Dal punto di vista tecnico il nuovo Ponte Ancaranese rappresenta un’opera di elevata qualità ingegneristica e architettonica.  La struttura sarà costituita da un ponte ad arco in acciaio sviluppato su tre campate, con impalcato misto acciaio-calcestruzzo, soluzione che assicura elevate prestazioni strutturali, durabilità nel tempo e una significativa qualità estetica.

La nuova infrastruttura sarà realizzata a doppio senso di marcia e progettata secondo i più moderni criteri di sicurezza sismica e stradale. L’opera consentirà inoltre di migliorare il comportamento idraulico dell’attraversamento e di ridurre le vulnerabilità legate alle piene del Tronto.

Per esigenze legate alle nuove fondazioni e all’ottimizzazione strutturale, il ponte verrà realizzato con una traslazione di circa nove metri rispetto all’attuale manufatto, mantenendo tuttavia lo stesso corridoio infrastrutturale e garantendo un corretto inserimento nel paesaggio della Vallata del Tronto.

Un contributo determinante alla definizione della nuova infrastruttura è stato fornito dal Prof. Enzo Siviero, tra i maggiori esperti internazionali nella progettazione dei ponti, che ha affiancato il RUP nelle valutazioni progettuali e nello sviluppo della soluzione architettonica e strutturale dell’opera. Inoltre l’Usr si è avvalso della consulenza della società LCA project per la progettazione della sola opera di attraversamento.

 

“I ponti non sono semplicemente opere infrastrutturali, ma strumenti di connessione tra territori, persone e comunità. Il nuovo Ponte Ancaranese nasce con l’obiettivo di garantire elevati standard di sicurezza e durabilità, integrandosi armonicamente nel paesaggio del Tronto. Un’opera che guarda al futuro senza dimenticare la storia e l’identità di questo territorio Il Ponte Ancaranese non rappresenta soltanto un intervento infrastrutturale. È un’opera strategica per la mobilità tra Marche e Abruzzo, per il sistema produttivo della Vallata del Tronto e per il rilancio economico e sociale delle comunità colpite dal sisma” dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

 

Il sottosegretario al Mef Lucia Albano: “Costruire ponti è fondamentale per unire due province e due regioni. Esprimo la mia gratitudine alla struttura commissariale e al commissario della ricostruzione per il loro impegno. Il governo è al fianco dei territori nella ricostruzione post-sisma. Nell’ultima legge di bilancio sono stati stanziati ulteriori un miliardo e due di risorse. Siamo al decimo anniversario del sisma e continueremo a lavorare per questa legge di bilancio, come sempre, con la massima presenza.”

 

L’assessore regionale al Bilancio della Regione Marche Francesca Pantaloni:” Il ponte è un progetto importantissimo e strategico per il nostro territorio in quanto collega due città e due province e un’area che, dal punto di vista economico, è il motore del Piceno. E’ fondamentale come opera infrastrutturale anche per un rilancio un potenziamento delle attività economiche”

 

Il presidente della Provincia di Ascoli Fabio Salvi: “La provincia di Ascoli è entusiasta di questo importante risultato, frutto della collaborazione e dell’intervento mirato della struttura commissariale.  Ci hanno supportato e aiutato a gestire un problema che penalizzava notevolmente la vallata del Tronto, molto sentito dalla cittadinanza e dalle attività industriali e commerciali. Grazie a un programma attento e puntuale, il doppio senso di marcia riaprirà durante l’estate. Questo ci permetterà di lavorare sull’attuale ponte, che verrà demolito per la ricostruzione del nuovo. Durante questo periodo, il doppio senso di marcia sarà garantito anche sull’unico ponte rimasto in piedi, con una limitazione di velocità a 30 km/h.  In sintesi, la soluzione è stata pensata per minimizzare l’impatto sul traffico”.

 

Il presidente della Provincia di Teramo Camillo D’Angelo: ”Massima soddisfazione per il lavoro di squadra svolto da due province in collaborazione con l’USR, che ha coordinato e sostenuto questo rifacimento del ponte Ancaranese.  Questo ponte funge da collegamento vitale tra due province e due regioni importanti.  Durante la chiusura ha causato notevoli disagi ai pendolari che lo utilizzano quotidianamente per raggiungere le proprie attività commerciali, economiche, aziende e imprese.  La politica, in questo caso, ha dimostrato una notevole celerità rispetto ai tempi ordinari, fornendo una risposta efficace di buona amministrazione attraverso la collaborazione tra le diverse istituzioni coinvolte”.

 

 

Con il completamento degli interventi previsti dall’Ordinanza Speciale n. 122, il territorio potrà contare su due infrastrutture complementari: il recupero del ponte storico in muratura e la realizzazione di un nuovo attraversamento moderno, sicuro e resiliente. Un investimento complessivo di 15,7 milioni di euro che consentirà di restituire un collegamento fondamentale tra due regioni e di rafforzare il sistema infrastrutturale dell’intero territorio.

Offida, progetto per la mitigazione della frana di Borgo Miriam

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il documento di indirizzo alla progettazione dell’intervento di mitigazione dell’area in frana di Borgo Miriam, nel comune di Offida (Ap), avviando così la fase progettuale di un’opera strategica per la sicurezza dell’abitato e per il post sisma.

Gli approfondimenti geologici e geofisici condotti negli ultimi anni dal Settore Soggetto Attuatore e Ordinanze Speciali dell’Usr hanno confermato la presenza di un fenomeno franoso attivo, classificato con livelli elevati di pericolosità e rischio, che coinvolge l’area della frazione e ha causato nel tempo lesioni e criticità ad alcuni edifici.

Il valore complessivo stimato dell’opera ammonta a 3,375 milioni di euro.

Gli studi eseguiti hanno evidenziato come una delle principali cause di instabilità del versante sia l’innalzamento della falda acquifera. Per questo motivo l’intervento prevede la realizzazione di un articolato sistema di drenaggio, con trincee drenanti capaci di intercettare e convogliare le acque sotterranee, abbassando il livello piezometrico e riducendo le pressioni interne al terreno. L’obiettivo è incrementare le condizioni di stabilità del versante e consentire la ricostruzione in piena sicurezza.

«La sicurezza dei cittadini e la possibilità di ricostruire rappresentano priorità assolute. Questo provvedimento costituisce un passaggio fondamentale perché consente di avviare la progettazione di un’opera complessa e attesa, indispensabile per affrontare in maniera definitiva il problema del dissesto che interessa Borgo Miriam – sottolinea il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli -. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e il Comune per il lavoro svolto in questi anni di approfondimenti tecnici e studi specialistici che oggi consentono di compiere un passo decisivo verso la soluzione del problema».

Il cronoprogramma prevede ora l’affidamento dei servizi tecnici, la redazione del progetto di fattibilità, il passaggio in Conferenza dei servizi, la progettazione esecutiva e infine la realizzazione delle opere di mitigazione.