Sisma Emilia-Romagna 2023, Castelli: “Piano da 192,8 milioni per ricostruire edifici pubblici, chiese e abitazioni”

Un fabbisogno complessivo stimato in 192,8 milioni di euro per programmare la ricostruzione delle aree dell’Emilia-Romagna colpite dal terremoto del 18 settembre 2023. È quanto contiene il Piano generale pluriennale degli interventi esaminato dalla Cabina di coordinamento per la ricostruzione, presieduta dal Commissario straordinario, senatore Guido Castelli, che rappresenta la proposta di programmazione degli interventi da sottoporre ai successivi passaggi previsti dalla normativa.

Il Piano, predisposto nel quadro della legge n. 40 del 2025 sulla ricostruzione post-calamità, individua e organizza gli interventi necessari nei Comuni di Brisighella, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Modigliana, Predappio, Rocca San Casciano, Tredozio e nella frazione di Bocconi del Comune di Portico e San Benedetto.

La programmazione è articolata in tre sezioni: 41,956 milioni di euro per la ricostruzione degli edifici pubblici; 18,597 milioni per chiese ed edifici di culto; 132,252 milioni per gli immobili privati. Si tratta della ricognizione complessiva dei fabbisogni emersi dalle verifiche tecniche e dalle istruttorie svolte insieme ai Comuni e alle diocesi interessate.

«Con questo Piano – dichiara il Commissario straordinario Guido Castelli – abbiamo definito una proposta organica e pluriennale per la ricostruzione conseguente al sisma del settembre 2023. Partiamo da un quadro puntuale dei danni e dei fabbisogni, costruito attraverso il confronto con la Regione Emilia-Romagna, gli enti locali, le diocesi e tutte le amministrazioni coinvolte. Ora lavoreremo affinché la programmazione trovi piena attuazione attraverso i successivi provvedimenti e le risorse necessarie, trasformando rapidamente il lavoro svolto in cantieri e risposte concrete per cittadini e comunità».

Il Piano potrà essere progressivamente attuato nel limite delle risorse che saranno rese disponibili e potrà essere aggiornato e integrato qualora lo stato di ricostruzione di rilievo nazionale venga esteso ad altri territori. In questo contesto sarà approfondita anche la segnalazione trasmessa dal Comune di Dovadola relativa ai danni provocati dall’evento sismico.

Accanto agli interventi materiali, il Piano propone di destinare una quota pari al 4 per cento del fabbisogno complessivo a un programma di sviluppo finalizzato a contrastare lo spopolamento, valorizzare le risorse produttive e professionali locali, sostenere l’occupazione e migliorare l’offerta di beni e servizi per cittadini e imprese.

«La ricostruzione – prosegue Castelli – non può limitarsi alla riparazione degli edifici. Deve diventare un’opportunità per rafforzare territori fragili, sostenere le attività economiche, favorire nuova occupazione e migliorare la qualità della vita. Per questo abbiamo ritenuto importante inserire nel Piano una proposta specifica dedicata allo sviluppo economico e sociale dei territori, sfruttando gli strumenti messi a disposizione dalla legge quadro».

Tra le misure proposte figura anche la possibilità fino al 31 dicembre 2027 della sospensione delle rate dei mutui e dei finanziamenti relativi alle prime abitazioni dichiarate inagibili o distrutte. Per questa misura viene stimato un fabbisogno di 500 mila euro, che dovrà trovare attuazione attraverso i successivi provvedimenti previsti dall’ordinamento.

«Alle famiglie che ancora subiscono le conseguenze del terremoto – conclude il Commissario – dobbiamo assicurare protezione, tempi certi e una presenza concreta dello Stato. Il metodo resta quello della collaborazione istituzionale e dell’ascolto delle comunità: solo lavorando insieme e completando rapidamente l’iter delle misure proposte potremo garantire una ricostruzione efficace, trasparente e capace di accompagnare il rilancio dell’Appennino emiliano-romagnolo».  Successivamente a questa presentazione del Piano, ci sarà una nuova convocazione della cabina per decidere i passi successivi.