Mattarella ad Amatrice inaugura l’anno scolastico: il polo “Sergio Marchionne” simbolo della rinascita dopo il sisma

 

 

Amatrice è stata ieri, lunedì 21 settembre, capitale della scuola italiana per un giorno, con la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Ministro dell’istruzione e del merito Valditara, che ha scelto l’Istituto Omnicomprensivo “Sergio Marchionne” per la cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico 2026-2027, nel decimo anniversario del terremoto che il 24 agosto 2016 devastò la città e l’intero territorio dell’Appennino centrale.

Una scelta dal forte valore simbolico. Prima di raggiungere la scuola, il Capo dello Stato ha reso omaggio alle vittime del sisma, deponendo una corona di fiori presso il monumento a loro dedicato. Successivamente, insieme al Ministro Giuseppe Valditara, ha incontrato studenti, insegnanti e rappresentanti delle istituzioni, partecipando anche alle attività organizzate all’interno dell’istituto.

Alla cerimonia era presente anche il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli.

Il Polo scolastico “Sergio Marchionne” rappresenta uno dei primi e più significativi segni della ripartenza di Amatrice dopo il terremoto. Realizzato dopo la distruzione dello storico istituto “Romolo Capranica”, è composto da cinque edifici e ospita scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo grado, liceo scientifico sportivo internazionale, convitto e palestra, per una superficie coperta complessiva di circa 4.400 metri quadrati e una capacità di oltre 300 studenti.

Particolarmente significativa è anche la storia che ha reso possibile la sua realizzazione. Dopo il terremoto Ferrari decise infatti di produrre un esemplare aggiuntivo della serie LaFerrari, il cinquecentesimo, caratterizzato da una livrea speciale dedicata all’Italia. La vettura venne battuta all’asta a Daytona nel dicembre 2016 per 7 milioni di dollari. Circa 6,5 milioni di euro furono destinati alla costruzione del nuovo complesso scolastico di Amatrice. Un gesto di solidarietà che si è trasformato in una struttura destinata alle nuove generazioni e che oggi porta il nome di Sergio Marchionne, allora presidente e amministratore delegato di Ferrari.

“A dieci anni dal sisma, la presenza del Presidente Mattarella, insieme al MinistroValditara, ha dato ancora più forza a una giornata carica di significato. Il suo omaggio alle vittime e l’incontro con i nostri ragazzi per l’avvio dell’anno scolastico in una scuola bella, moderna e funzionale ci ricorda che ricostruire non significa soltanto riparare ciò che è stato distrutto, ma restituire futuro alle comunità.” Ha detto il commissario straordinario al sisma Guido Castelli.

 

È su questa impostazione che negli ultimi anni si è concentrata anche l’attività della Struttura commissariale sisma 2016, che considera scuole, presidi sanitari, infrastrutture e servizi pubblici elementi decisivi della riparazione economica e sociale dell’Appennino centrale. Sul solo fronte dell’edilizia scolastica la ricostruzione coinvolge circa 450 interventi tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, per risorse complessive nell’ordine di 1,4 miliardi di euro.

La strategia della Struttura commissariale punta infatti a superare una concezione della ricostruzione limitata alla semplice riparazione degli immobili: l’obiettivo è accompagnare alla ricostruzione fisica una più ampia rigenerazione economica e sociale dei territori, creando le condizioni affinché famiglie e giovani possano continuare a vivere, studiare e lavorare nelle aree colpite dal terremoto.

In questo quadro le scuole assumono un significato particolare. Sono luoghi di formazione, ma anche presidi di comunità e strumenti fondamentali per contrastare lo spopolamento delle aree interne. Ricostruire una scuola significa restituire fiducia alle famiglie e offrire ai più giovani una ragione concreta per immaginare il proprio futuro nei luoghi in cui sono nati.

È questo il messaggio che la giornata di Amatrice consegna simbolicamente all’intero cratere del sisma 2016: dieci anni dopo la tragedia, la memoria delle vittime continua ad accompagnarsi alla responsabilità di completare la ricostruzione e trasformarla in un progetto duraturo di rinascita dell’Appennino centrale