Tredozio tre anni dopo il sisma. Castelli: ”La ricostruzione entra nella fase operativa con un Piano da oltre 223 milioni”

Tre anni fa, il 18 settembre 2023, una forte scossa di terremoto colpiva Tredozio e altri territori delle province di Forlì-Cesena e Ravenna, provocando danni alle abitazioni, agli edifici pubblici e ai luoghi di culto. Nell’anniversario del sisma, il Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli rinnova la vicinanza alle famiglie e alle comunità coinvolte e ribadisce l’impegno ad accelerare il passaggio dalla gestione dell’emergenza alla ricostruzione.

«Il terzo anniversario del terremoto di Tredozio è anzitutto un momento di memoria e di vicinanza a chi ha vissuto la paura della scossa, ha subito danni o non è ancora potuto rientrare nella propria casa. Oggi, però, possiamo indicare anche un percorso concreto. Dopo il riconoscimento dello stato di ricostruzione di rilievo nazionale, abbiamo costruito insieme alla Regione, ai Comuni e alle istituzioni coinvolte gli strumenti necessari per intervenire. Il Piano generale pluriennale quantifica un fabbisogno di oltre 223 milioni di euro per 271 edifici. Il nostro obiettivo è trasformare questa programmazione in cantieri, sicurezza e ritorno alla normalità, senza lasciare sole le famiglie ancora fuori casa», dichiara Castelli.

Lo stato di ricostruzione di rilievo nazionale è stato dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri del 28 ottobre 2025, ai sensi della legge 18 marzo 2025, n. 40, con durata quinquennale a decorrere dal 4 novembre 2025. Nel 2026, dopo la nomina del Commissario straordinario, sono state costituite la Struttura di supporto e la Cabina di coordinamento, alla quale partecipano Regione Emilia-Romagna, Dipartimento Casa Italia, Dipartimento della protezione civile, UPI e ANCI.

Il Piano generale pluriennale degli interventi, elaborato sulla base della ricognizione dei danni e di un’istruttoria condivisa con i Comuni del cratere, stima per il periodo 2026-2030 un fabbisogno complessivo di 223.617.754,60 euro. Gli interventi interessano complessivamente 271 immobili: 60 edifici pubblici, per un fabbisogno di 58.375.770 euro; 30 chiese ed edifici di culto, per 17.856.000 euro; e 181 edifici privati, per 147.385.984,60 euro.

Il Piano comprende inoltre le risorse connesse al programma di sviluppo, la sospensione dei mutui sulla prima casa e dell’IMU fino al 2030, la prosecuzione del contributo di autonoma sistemazione, il rafforzamento del personale degli enti locali e il funzionamento della Struttura di supporto. Regione Emilia-Romagna, ANCI e UPI hanno già espresso l’intesa sullo schema di ordinanza.

Una prima misura è già stata adottata. Con l’Ordinanza n. 1 del 15 settembre 2026 è stata assicurata la prosecuzione del contributo di autonoma sistemazione per i nuclei familiari sgomberati dalle abitazioni in conseguenza del sisma. Il contributo, riconosciuto dal 4 novembre 2025 a chi già ne beneficiava, varia da 400 a 900 euro mensili in base alla composizione del nucleo, con 200 euro aggiuntivi per ogni componente con più di 65 anni o con disabilità e invalidità non inferiore al 67 per cento.

 

«Ricostruire non significa soltanto riparare edifici. Significa restituire sicurezza, servizi e fiducia a comunità che hanno dimostrato forza e coesione. Il lavoro istituzionale deve ora tradursi in tempi certi e risposte visibili per Tredozio e per tutti i territori colpiti», conclude il Commissario.                                         .