Colmurano, verranno restaurate le mura urbiche

Le mura urbiche di Colmurano, in provincia di Macerata, saranno oggetto di restauro e risanamento conservativo dopo i danni causati dal sisma; al tempo stesso, verrà messo in sicurezza il versante sud est, quello che dà su via del Borgo.

È quanto previsto dal progetto che la Conferenza regionale ha appena approvato per un importo di 1,2 milioni, nell’ambito dell’ordinanza numero 137 del 2023.

«L’attuazione dell’ordinanza 137 si sta rivelando uno dei punti di forza nel processo di rilancio del centro Italia colpito dal terremoto – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Non era affatto scontato procedere rispettando le tempistiche, di questo devo ringraziare l’incessante lavoro prodotto dai Comuni, in tandem con l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

«Un intervento molto importante per tutto il centro storico di Colmurano», così lo definisce il sindaco Mirko Mari, che insieme all’assessore ai Lavori Pubblici Laura Contratti ringraziano «il Commissario Castelli per l’impegno con cui sta svolgendo il suo ruolo, così come gli uffici comunali, l’Usr e i progettisti per il lavoro svolto sia in questo frangente e in generale in questa fase di ricostruzione che rappresenta un momento importantissimo e strategico per tutto il territorio del cratere».

Il centro storico di Colmurano conserva ancora, a testimonianza della sua origine medievale, tratti delle mura difensive trecentesche e quattrocentesche, provviste di bastioni, e il torrione poligonale a difesa della porta ogivale di San Rocco, ultima rimasta, anteriore al 1200, ancora oggi quasi intatta e un tempo dotata di ponte levatoio e con soprastante torre triangolare.

L’intervento consiste nella riqualificazione delle mura mediante il restauro dei paramenti murari oltre al consolidamento del versante in prossimità dell’ingresso in Piazza Gualtieri, mediante una palificata in cemento armato. Quest’ultimo porterà ad un conseguente rimodellamento della sede stradale ed alla realizzazione di nuovi parcheggi lungo via del Borgo.

Nello specifico l’intervento si svilupperà secondo le seguenti fasi: pulitura della superficie muraria, estirpazione della vegetazione e asportazione dei microorganismi presenti, scarnitura delle connessure e successiva stilatura dei giunti, trattamento idrorepellente opaco delle superfici. Per alcuni tratti della cinta si prevede il consolidamento del paramento murario mediante cuciture armate a secco con barre elicoidali e scuci-cuci.

Inoltre, si prevede una implementazione del sistema di illuminazione pubblica e una nuova linea di raccolta delle acque meteoriche con inserimento di nuove caditoie.

Prosegue l’intervento per la nuova sede del Centro Operativo Protezione civile e degli uffici comunali a Colli del Tronto

Nell’ambito dell’Ordinanza commissariale n. 109/2020 “Approvazione elenco unico dei programmi delle opere pubbliche nonché disposizioni organizzative e definizione delle procedure di semplificazione e accelerazione della ricostruzione pubblica” prosegue l’intervento per la nuova sede del Centro operativo della Protezione Civile e degli uffici comunali a Colli del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. È stato già trasferito l’importo pari a 102.237,40 euro a favore degli interventi di realizzazione degli importanti uffici del comune della Vallata del Tronto. Il totale dei lavori ammonta a 511.187,00 euro.

“Il compito che stiamo portando avanti insieme agli enti, ai tecnici e a tutte le professionalità coinvolte è fondamentale per la rinascita dei nostri territori; ringrazio soprattutto l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli e il sindaco Andrea Cardilli- spiega il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – Si tratta di funzioni di grande importanza per la comunità di Colli, la Protezione Civile è un pilastro fondamentale  e un presidio di indubbia utilità per tutti. Anche gli uffici comunali avranno un luogo sicuro ed efficiente dove operare. Il cambio di passo nella ricostruzione è stato impresso e dobbiamo proseguire il nostro compito con passione e senza sosta”.

“E’ un centro operativo di grande importanza che ospita, oltre alla Protezione, anche la Polizia Locale, l’ufficio postale e i locali destinati alle associazioni per le attività comunali legati alla cultura e turismo- sottolinea il Sindaco Andrea Cardilli – E’ un ufficio strategico importante per il paese e soprattutto per la zona di Villa San Giuseppe sarà un punto di riferimento culturale e per servizi fondamentali per la comunità”.

 

Montegallo, proseguono i lavori al cimitero “Santa Croce”, nella frazione Balzo e alla “Country House Colle”

Nell’ambito delle ordinanze commissariali 137/2023 e 109/2020 proseguono i lavori nel comune di Montegallo in provincia di Ascoli Piceno. In particolare sono stati trasferiti 16.000,00 euro per l’intervento di ripristino e riparazione danni sisma del muraglione nella frazione Balzo, 78.000,00 euro per  l’intervento al Cimitero Civico Santa Croce e  460.000,00 in favore del “Country House Colle”, un rifugio escursionistico.  Si tratta di tre interventi importanti in ottica di rigenerazione urbana connessa al sisma e del Nuovo Piano di ricostruzione di altre opere pubbliche per la Regione Marche e di procedure di semplificazione e accelerazione della ricostruzione pubblica.

“Si tratta di interventi che vanno a ripristinare opere importanti per la comunità di Montegallo, il cimitero, luogo di ricordo di una comunità da tutelare, il muraglione nell’importante frazione Balzo e il Country House, edificio importante per il settore turistico di tutta la zona montana- spiega il Commissario straordinario sisma 2016 Guido Castelli – Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Ufficio ricostruzione e il Sindaco Sante Capanna per la collaborazione sempre proficua ed efficace. Il cambio di passo si vede e l’avanzamento di questi lavori è di grande rilievo perché indica una spesa efficiente ed efficace delle risorse alla ricostruzione. Il rilancio dei borghi è fondamentale per tutto il nostro territorio”.

Il sindaco Sante Capanna evidenzia che “ Grazie al gran lavoro di squadra che si sta portando avanti da alcuni anni con il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, al Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, a tutta la struttura commissariale e l’ufficio per la ricostruzione, che ringrazio per il gran lavoro che stanno facendo, anche questo inizio 2025 si apre con l’assegnazione di ulteriore fondi al nostro Comune, finalizzati a restituire la fruizione in sicurezza dei tanti luoghi pubblici”

Montemonaco, ok al progetto per il Museo della Sibilla

La Conferenza regionale ha approvato il progetto di riparazione del Museo della Sibilla di Montemonaco, nel Piceno, per un importo di 1 milione di euro.  Si tratta di un intervento ricompreso all’interno dell’ordinanza numero 137 del 2023 che prevede il miglioramento sismico dell’edificio situato nel centro storico del piccolo borgo alle pendici dei Monti Sibillini, tra i più danneggiati dal sisma.

 

«Montemonaco è uno dei luoghi che più custodisce parte della storia, della tradizione e del folklore di questi territori, oltre che uno dei più colpiti dal terremoto del 2016/2017 – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. L’ordinanza 137 ha inteso restituire ulteriore slancio alla ripartenza dell’entroterra anche attraverso il finanziamento di strutture museali e presidi storico-culturali. L’intento è di proseguire su questa scia grazie anche al lavoro sinergico con Comuni, Ufficio Speciale Ricostruzione e con la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

L’edificio è costituito da due unità strutturali, funzionalmente collegate tra loro. La prima, coincidente con l’edificio originario e realizzata in muratura portante in pietra sbozzata, è sviluppata su tre livelli fuori terra oltre un piano seminterrato, mentre la seconda è realizzata con travi e pilastri in cemento armato e si sviluppa su due livelli fuori terra oltre al piano seminterrato. Gli interventi strutturali prevedono la sostituzione degli architravi esistenti, la realizzazione di un intonaco armato con rete in fibra di basalto ed acciaio, la posa in opera di un sistema di antiribaltamento composto da una rete in fibra di basalto e da una serie di ancoraggi realizzati con barre elicoidali in acciaio inox, la realizzazione di cerchiature di piano interne.  Sono previsti anche interventi di finitura, interventi sugli impianti e di efficientamento energetico.

Colli del Tronto, messa in sicurezza per il muro di contenimento di via Capucita

Verrà messo in sicurezza il muro davanti alla ex scuola di via Capucita, a Colli del Tronto (AP). L’Ufficio Speciale Ricostruzione, infatti, ha approvato il progetto esecutivo dell’intervento ricompreso all’interno dell’ordinanza numero 137 del 2023, per un importo di 200.000 euro.

«L’attuazione dell’ordinanza 137 continua a rivelarsi fondamentale per il cratere sismico, in ogni sfaccettatura – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Proseguire nella sua concreta attuazione rappresenta uno degli obiettivi principali del processo di ricostruzione così come lo intendiamo noi, a 360 gradi e direzionato soprattutto verso le piccole realtà che si trovavano già in sofferenza prima del terremoto. Decisiva, in questo percorso, la collaborazione fattiva con i Comuni, l’Usr e con la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

Il manufatto oggetto dei lavori è costituito da due unità strutturali distinte per sviluppo in altezza, di cui una risulta rivestita esternamente in travertino e l’altra con una vasca a funzione di fioriera: l’opera, lesionata dal sisma del 2016/2017, svolge dunque funzione di contenimento alle aree verdi e pubbliche antistanti il vecchio plesso scolastico ubicato poco distante.

L’obiettivo è ovviamente quello di ripristinare l’opera allo stato pre-sisma, al fine di riacquistarne la fruibilità e l’utilizzabilità. Tra le lavorazioni previste, la demolizione delle pareti a gravità e la ricostruzione di un muro a mensola, la demolizione e ricostruzione del marciapiede, l’esecuzione di due sistemi per l’allontanamento delle acque meteoriche e la realizzazione di opere di finitura quali – l’applicazione di guaine impermeabilizzanti e del drenaggio verticale.

Matelica, partiti i lavori sulla Caserma dei Carabinieri

Sono partiti i lavori sulla Caserma di Carabinieri di Matelica, in provincia di Macerata. Si tratta di un intervento da 2,9 milioni di euro che punta a riparare l’edificio danneggiato dal sisma, situato in pieno centro storico.

«Il piano di ricostruzione delle caserme del cratere nelle Marche ha finanziato oltre 59 milioni di interventi – ricorda il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Si tratta di un’azione determinante per la ripartenza di questi territori così provati, che sta godendo di un’attuazione puntuale e seria. Ringrazio per questo, oltre all’Arma, i Comuni coinvolti, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

«Una buona notizia per Matelica – commenta il sindaco Denis Cingolani – la ricostruzione della caserma dei Carabinieri è fondamentale per permettere al personale dell’Arma di lavorare in spazi adeguati, inoltre riporta in pieno centro un presidio molto importante per la sicurezza della città. Ringrazio il commissario straordinario Castelli, l’Usr e la Regione Marche per l’ennesima dimostrazione di vicinanza al nostro territorio».
Il progetto prevede una parte architettonica di rifunzionalizzazione e rimodulazione degli spazi interni e una strutturale di miglioramento sismico. Le destinazioni d’uso resteranno le stesse, fatta eccezione per i locali dell’Associazione Nazionale Carabinieri e per l’ampliamento della zona alloggi degli ufficiali, all’ultimo piano.

Al secondo piano sottostrada rimarrà l’autorimessa, al primo verranno collocati i server, gli archivi e l’armeria, nonché la mensa/cucina e la foresteria con due camere con servizi indipendenti. Al piano terra, i locali della caserma: la sala d’attesa, l’ufficio militare di sorveglianza poi gli uffici e altri servizi dedicati ai militari. Verrà eseguito l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Curiosità. La costruzione della caserma si fa risalire al periodo dell’Unità d’Italia. Il sito, però, è stato sempre interessato da interventi antropici, a partire dagli inizi del XII secolo con la comparsa del castello di Matelica e le successive distruzioni ad opera di Cristiano di Magonza e del Duca di Bienne. Nel secolo successivo seguono le ricostruzioni nel primo nucleo urbano, che diventerà il quartiere di Civita, protetto dalla costruzione delle mura trecentesche fino ad arrivare alle grandi trasformazioni del ‘500 e alla decadenza nel ‘700, con le devastazioni del terremoto del 1741 e della peste del 1743.

Sisma: Castelli: “Ricordiamo le scosse di otto anni fa e la tragedia di Rigopiano”

Le quattro scosse che il 18 gennaio del 2017 fecero tremare la terra in Abruzzo, e nei territori circostanti, rappresentarono un ulteriore, duro, colpo per le comunità dell’Appennino centrale, già provate dagli eventi sismici avvenuti nel corso del 2016. A rendere la situazione ancor più difficile vi fu la concomitanza di forti nevicate che avevano paralizzato molti borghi, privati di energia elettrica a causa di un esteso black out. Quella giornata da drammatica si sarebbe trasformata in tragedia quando, nel pomeriggio, una valanga si abbatté sull’Hotel Rigopiano, causando 29 vittime. A distanza di otto anni è doveroso ricordare quanto avvenuto, per rispetto delle vittime, dei loro familiari, e delle comunità colpite. La memoria è un dovere, così come la sicurezza: entrambi ci ammoniscono rispetto agli errori compiuti e ci ricordano l’importanza di agire diversamente per il futuro. Si tratta di un insegnamento che porto ogni giorno nell’opera di ricostruzione che sono chiamato a compiere e che, nel 2024, ha consentito quel cambio di passo al quale quest’anno vogliamo far seguire un incremento sostanziale dei cantieri grazie al lavoro di squadra con il presidente Marco Marsilio e l’Usr”.

Lo dichiara in una nota il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli.

Ricostruzione pubblica e privata in Abruzzo:

I dati aggiornati al 16 gennaio 2025 indicano che richieste di contributo per la ricostruzione presentate in Abruzzo da soggetti privati per immobili residenziali o produttivi danneggiati sono 6.157 e quelle concesse 2.970 (1.539 quelle in istruttoria; 1648 le respinte). Il totale dell’importo richiesto è di un miliardo e 202 milioni di euro, quello concesso è di 726 milioni mentre quello liquidato ammonta a 381,7 milioni.

Relativamente alla ricostruzione pubblica, l’importo programmato è circa 1 miliardo e 50 milioni. I milioni di euro concessi sono circa 220 milioni, mentre quelli liquidati 200.

Ad Amatrice e Accumoli incontro Castelli Rinaldi e Sindaci su avanzamento lavori

Un aggiornamento approfondito e dettagliato sulla ricostruzione pubblica e privata ad Amatrice e ad Accumoli, con l’obiettivo di fare il punto sulle attività in corso, vagliare le criticità e programmare i prossimi interventi. Questo l’obiettivo degli incontri che si sono svolti nei due comuni del reatino ai quali hanno preso parte Il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli; l’assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi; i sindaci di Amatrice e Accumoli, Giorgio Cortellesi e Mauro Tolomei e il Direttore dell’Usr Stefano Fermante.

Il Commissario Guido Castelli ha dichiarato: “Anche questo incontro ha confermato il gioco di squadra e il grande impegno che stiamo mettendo in campo con l’assessore Rinaldi, il Direttore Fermante, i sindaci e i tecnici. Un impegno doveroso, per due comunità simbolo del sisma alle quali va dedicata tutta l’attenzione che meritano. Certamente c’è ancora molto da fare ma oggi cominciano anche ad essere numerosi ed evidenti i segnali positivi, grazie a un lavoro scrupoloso e minuzioso: è in atto un vero ‘corpo a corpo’ con i problemi che insorgono e che vanno affrontati e superati per continuare ad avanzare. Segnali positivi che – prosegue Castelli – possiamo riscontrare nella ricostruzione privata nel centro storico di Amatrice dove, al 15gennaio 2025, sono in corso 12 interventi: 5 aggregati e 7 edifici singoli. Inoltre, entro la fine del mese di marzo, è previsto l’avvio dei lavori per ulteriori 3 cantieri. Rispetto al monitoraggio effettuato a giugno 2024 è poi aumentato il numero delle richieste con istruttoria in corso (salito ad 11) e il numero degli interventi in fase esecutiva (da 8 a 13). Per la ricostruzione pubblica, ad Amatrice sono attualmente attivi 8 interventi, di cui due ultimati. Nel caso di Accumoli, l’attenzione si è concentrata sul progetto di ricostruzione unitaria del centro storico, che stiamo definendo, approfondendo e declinando anche grazie al confronto con i tecnici e la cittadinanza. Inoltre, il Sindaco Tolomei ha condiviso e documentato l’importante lavoro che si sta compendo e realizzando nell’avanzamento della ricostruzione della frazione di Grisciano. Il lavoro prosegue conclude il Commissario al sisma -, nella consapevolezza che attraverso il costante impegno di tutti e la perseveranza possiamo riportare alla normalità e a un nuovo futuro due realtà alle quali teniamo particolarmente”.

L’assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi ha dichiarato: “Il lavoro in sinergia tra l’Ufficio speciale per la Ricostruzione e il Commissario Guido Castelli ci consente di programmare il futuro delle zone colpite dal sisma. Il tavolo di monitoraggio rappresenta uno strumento indispensabile per garantire degli obiettivi da ottenere e, di conseguenza, accelerare il processo di ricostruzione con un controllo accurato. Il nostro impegno prosegue serrato per offrire risposte concrete a un territorio che deve recuperare la fiducia nelle istituzioni”.

“Abbiamo discusso lo stato dell’avanzamento dei lavori e dei cantieri che partiranno entro quest’anno – ha sottolineato il sindaco di Amatrice Giorgio CortellesiCi sono alcune criticità in merito al carico del personale e i rimborsi che il Comune deve avere. Uno dei progetti più importanti che partirà è la ricostruzione della Cattedrale di San Francesco, simbolo di Amatrice. I lavori partiranno nel giro di qualche mese, entro aprile/maggio. Sugli aggregati, attualmente ne sono in corso di costruzione 7, contiamo che ne possano partirne altri 10 entro agosto. Con le ditte stiamo cercando di risolvere alcune criticità legate ai cunicoli e sulle reti fognarie del centro storico”.

“Incontro molto positivo e proficuo dove è stato presentato l’avanzamento del progetto unitario di ricostruzione. Comunemente si è deciso di andare avanti speditamente ascoltando le necessità della popolazione. C’è positività, c’è ancora molto da fare e bisogna stare in sincronia con la popolazione” ha dichiarato il Sindaco di Accumoli Mauro Tolomei.

Strade del sisma, nelle Marche Castelli al lavoro per completare la Priorità 4: “Pronti a finanziare altri 110 interventi”

Giornata decisiva per le strade danneggiate dal sisma. Diverse le riunioni oggi tra Struttura Commissariale, Anas e sindaci delle Province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata per confrontarsi sugli interventi in corso sulle strade danneggiate dal sisma e lavorare al completamento dei finanziamenti. Un obiettivo particolarmente caro al Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, che si è speso in prima persona affinché la cosiddetta Priorità 4, che nelle Marche vede già 158 interventi approvati con oltre 72 milioni di euro investiti, trovi un pieno completamento finanziario.

“L’isolamento viario rappresenta uno dei principali ostacoli alla rinascita dei territori colpiti dal sisma ed è una questione a cui insieme al Presidente Francesco Acquaroli e Anas stiamo lavorando fin da quando ero assessore regionale – ha dichiarato il Commissario Castelli -. Siamo pronti, una volta accertate eventuali ulteriori necessità, a finanziare altri 110 interventi per quasi 94 milioni di euro. Le strade sono vitali per l’entroterra, dove spesso rappresentano l’unica viabilità disponibile data la difficoltà di far raggiungere dai treni le zone di montagna. La rinascita dell’Appennino centrale non può prescindere da questi interventi e dal loro completamento”.

L’incontro nella sede della Provincia di Macerata

Il Presidente della Provincia di Macerata Sandro Parcaroli: “Ringrazio il Commissario Guido Castelli e tutta la struttura commissariale per aver voluto organizzare in Provincia questa riunione che ha permesso di fare il punto sulla situazione della ricostruzione delle strade, snodo fondamentale per il collegamento del nostro territorio che ancora porta importanti ferite del sisma 2016. I Comuni stanno lavorando molto per rispondere alle esigenze dei cittadini, così come la Provincia sta mettendo in campo tutte le risorse disponibili e i tecnici per dare risposte puntuali. Grazie all’ulteriore finanziamento previsto dall’Usr per oltre 17 milioni di cui si è parlato questa mattina, poi, la Provincia riuscirà a coprire 14 nuovi interventi”.

Il Presidente della Provincia di Ascoli Piceno Sergio Loggi: “Sono tanti gli interventi da fare così come le criticità nell’entroterra. Ci auspichiamo che tutto questo possa essere portato avanti nel più breve termine possibile e ricreare la viabilità nelle aree interne colpite anche dallo spopolamento. Le arterie stradali sono fondamentali per ridare linfa ai territori”.

Il Presidente della Provincia di Fermo Michele Ortenzi: “Il Fermano ha un gap infrastrutturale rispetto alle altre province. Stiamo mettendo mano ad alcune soluzioni, sarà importante la Pedemontana, i fondi sisma hanno finanziato il tratto Amandola-Servigliano della Lungo Tenna, mentre il tratto tra Servigliano e Campiglione necessita di finanziamenti e progettualità. Resta prioritaria la problematica della Valdaso, che ha bisogno di un collegamento con il futuro ospedale di Campiglione”.

“Sin dal 2016 Anas si è messa a disposizione del territorio per essere di supporto e superare le criticità che i gravi sismi hanno causato alla viabilità e per ripristinare i collegamenti nel più breve tempo possibile – dichiara Fulvio Soccodato, Responsabile Coordinamento Progetti Sisma 2016 dell’Anas -. Lo abbiamo fatto di concerto con tutte le Amministrazioni comunali, provinciali e regionali e con un grande impegno del Ministero delle Infrastrutture. Questo ha portato ad oltre 1500 interventi per un investimento di quasi 1,2 miliardi di euro. È un importante impegno dello Stato che oggi è realizzato in larga parte. Occorre terminare il piano con alcuni interventi minori ma importanti perché danno accesso ai comuni più piccoli del cratere che meritano grande attenzione. Su questo si sta lavorando insieme alla Struttura commissariale, Ministero e Anas per completare il piano e ripristinare completamente il sistema della viabilità”.

Gli interventi da finanziare in Provincia di Macerata e Ancona

Gli interventi da finanziare nelle Province di Ascoli Piceno e Fermo

Cultura: Castelli: “Grazie a Ministri Giuli e Musumeci passi in avanti in cultura e sicurezza dei nostri beni”

“L’Italia custodisce uno straordinario patrimonio storico e artistico e, al contempo, il suo territorio è caratterizzato da una estrema fragilità. Questi fattori determinano l’esigenza di garantire la massima sicurezza a tutela dei nostri beni culturali. Un compito di cui il Governo Meloni ha estrema consapevolezza e che vede impegnati costantemente i ministri Alessandro Giuli e Nello Musumeci, che ringrazio per la cura che dedicano a questa missione e per la particolare attenzione che rivolgono nei confronti dell’Appennino centrale. Questo vasto territorio di cui sono chiamato ad occuparmi, infatti, ha subito gli effetti catastrofici di una sequenza sismica che non ha risparmiato neppure il ricchissimo patrimonio culturale compreso al suo interno. Anche grazie alla fattiva collaborazione del Ministro della Cultura e del Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, stiamo lavorando per recuperare quel patrimonio al fine di restituirlo alle comunità di appartenenza e di renderlo fruibile ai visitatori”

Lo dichiara Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016 che oggi a Roma ha preso parte al convegno “Beni culturali e catastrofi naturali: idee per la tutela”.

“Al fine di meglio comprendere le dimensioni dell’opera di recupero, messa in sicurezza e restauro in atto nel cratere è sufficiente ricordare che sono complessivamente 30.704 i beni mobili recuperati, per i quali sono stati messi a disposizione 24 depositi, e che il numero degli edifici danneggiati (chiese, palazzi, manufatti) ammonta a 5.109. È inoltre in corso la creazione di ulteriori quattro depositi, uno per ciascuna regione del sisma 2016. Si tratta di poli innovativi per la conversazione e il restauro che sono strategici per il rilancio culturale e la rigenerazione dell’Appennino centrale, la cui realizzazione deve procedere di pari passo con la ricostruzione materiale. In particolare, grazie alle risorse del Piano complementare sisma, stiamo finanziando i lavori presso le ex Casermette a Camerino, per l’ampliamento del deposito di Santo Chiodo, a Spoleto, e per la realizzazione di nuovi depositi a Rieti e l’Aquila. Il nostro patrimonio di bellezza, cultura e tradizioni rappresenta un valore aggiunto di enorme valore, che abbiamo il dovere di conservare e tramandare alle future generazioni”