Apiro: inaugurata la nuova casa di riposo nell’ex convento di san Francesco

Una casa di riposo più grande, sicura e moderna nel cuore del paese, che restituisce vita a un luogo storico che rischiava di restare chiuso e inabile. È stata inaugurata oggi ad Apiro, nel cratere sismico maceratese, la nuova struttura per anziani realizzata all’interno dell’ex convento di San Francesco, un progetto che coniuga memoria e futuro, servizi alla persona e rigenerazione urbana.

L’intervento, dal valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro, è stato finanziato per più della metà con risorse del Piano Complementare al PNRR per le aree colpite dal sisma 2009-2016, provenienti dal fondo per il rilancio economico e sociale del cratere gestito dalla struttura commissariale e per la restante parte con fondi comunali, tra cui il lascito della famiglia Rossi alla comunità di Apiro.

Il nuovo complesso non è solo un luogo di cura: oltre agli spazi dedicati alla residenzialità degli anziani, dispone di un chiostro e di un cortile aperti al pubblico, pensati per favorire l’incontro e la socialità. La nuova Casa di Riposo potrà accogliere fino a 34 ospiti, 10 in più rispetto alla precedente struttura, che necessitava comunque di una profonda riqualificazione.

“Con questa inaugurazione – ha dichiarato il Commissario Straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli – consegniamo ad Apiro un’opera che unisce memoria storica e servizi alla persona. I nostri anziani sono la nostra storia e la nostra memoria: oggi possono affacciarsi alle finestre di questa struttura e continuare a vivere il borgo, restando parte integrante della comunità che hanno contribuito a costruire. La buona gestione del denaro pubblico è un imperativo morale per qualsiasi comunità. Qui ad Apiro possiamo dire che questo obiettivo è stato assolutamente centrato: abbiamo una casa di riposo nuova, scuole funzionali e sicure e una comunità che potrà visitare e condividere momenti di vita con i propri anziani, nel rispetto di quello che è il principio stesso delle comunità. Perché non dimentichiamo che siamo tutti figli di una storia”.

“Questa è una giornata importantissima per Apiro – ha sottolineato il Sindaco Ubaldo Scuppa – perché diamo una risposta concreta a una popolazione sempre più anziana. I nostri anziani sono la memoria, la cultura e le radici del paese e meritano di essere accuditi in un luogo sicuro e funzionale, dove vivere con serenità questa fase della loro vita. Abbiamo scelto l’ex convento, un edificio del ’600 che era stato anche scuola elementare, proprio perché volevamo mantenerli al centro del tessuto connettivo del borgo: delocalizzare la struttura a chilometri di distanza avrebbe significato isolarli. Ringrazio il Commissario Straordinario e l’Ufficio Speciale Ricostruzione delle Marche per la costante attenzione e il supporto”

Sabato 26 riapre la Cattedrale di Ascoli. Castelli: “Un nuovo segno del cambio di passo”

Sabato 26 luglio, giorno di S. Anna e inizio delle celebrazioni dedicate al Patrono della città S. Emidio, ci sarà la riapertura alle celebrazioni liturgiche, con una capienza quasi definitiva, della Cattedrale dedicata a Santa Maria Madre di Dio e a Sant’Emidio ad Ascoli . Il presbiterio è ancora chiuso e ci saranno altri lavori di restauro alle decorazioni in alcune pareti. La conclusione totale dei lavori è prevista per la fine dell’anno.

 

I lavori di riparazione della Cattedrale di Ascoli Piceno, per i danni causati dal terremoto hanno ricevuto dal Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 un finanziamento complessivo pari a circa 1,5 milioni di euro. Particolarmente sentite per via della monumentalità del bene, completato nel 1539 e caratterizzato dalla pietra tipica, il travertino, con la facciata principale disegnata da Cola d’Amatrice, le lavorazioni si sono concentrate sulla ristrutturazione completa della copertura delle navate laterali lato nord e lato sud, sul consolidamento e rinforzo strutturale delle volte all’intradosso, sulla sistemazione di tiranti meccanici (catene) nel corpo del coro, sul rinforzo con cerchiatura metallica estradossale dei muri portanti del tamburo del transetto e sulla posa di tiranti sull’arco trionfale e la crociera del transetto.

“La Cattedrale di Ascoli non è solo un  luogo di culto, ma anche un simbolo della storia, dell’arte e dell’ identità della comunità ascolana. Questo è un ulteriore segno del cambio di passo che abbiamo intrapreso- dichiara il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli –  Ho seguito molto da vicino questo cantiere che per me un significato particolare da quando, da Sindaco della città, mettemmo in sicurezza la struttura dopo il terremoto. Per la grande collaborazione da sempre fornita, ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, la Diocesi ed il vescovo Gianpiero Palmieri, le imprese ed i tecnici coinvolti, l’Usr e il Comune”.

Turismo: il Ministro Santanchè presenta la guida “i cammini della rinascita”. Un nuovo strumento per valorizzare l’Appennino centrale e rilanciare i territori del sisma 2016

Camminare per rinascere. È questa la scommessa dei territori dell’Italia Centrale colpiti dal sisma del 2016, che oggi puntano con forza sul turismo lento come leva di rilancio economico, sociale e culturale. Dall’adozione di questa strategia nasce la guida “I cammini della Rinascita. Tesori nascosti nell’Appennino centrale” di Chiara Giacobelli (Giunti Editore), presentata nella giornata odierna dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè e dal Commissario Straordinario per il sisma 2016, Guido Castelli presso la Sala Stampa di Palazzo Chigi. Si sono collegati all’appuntamento il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti,  il Presidente del Comitato Nazionale per le celebrazioni dell’VIII Centenario della morte di San Francesco d’Assisi Davide Rondoni.

La guida è un viaggio tra natura, spiritualità, arte e storia, che attraversa i territori appenninici segnati dai sismi del 2016-2017, ma oggi proiettati verso una rinascita. Il “turismo lento”, infatti, rappresenta uno strumento essenziale di rigenerazione economica e sociale, che offre occasioni di ripartenza e crescita per le comunità che vivono in quei territori. I nove cammini raccontati nel volume (Cammino Francescano della Marca, Via Lauretana, Cammino dei Cappuccini, Cammino nelle Terre Mutate, Cammino di San Giuseppe da Leonessa, Cammino di San Benedetto, Via di Francesco, Cammino Naturale dei Parchi, Cammino dei Monti e dei Santi) compresi tra le quattro regioni del sisma (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria) sono percorsi capaci di ricostruire non solo luoghi fisici, ma anche comunità e identità. Da conoscere e attraversare a ritmo lento, per incontrare la natura, la storia, le leggende, l’arte, la spiritualità che hanno dato vita a un patrimonio unico.

 

Il Ministro del Turismo Santanché: ““Oggi, con la presentazione della guida ‘I Cammini della Rinascita’, avviamo un percorso di valorizzazione e rilancio del nostro straordinario Appennino centrale. Un territorio che, dopo la devastazione del sisma del 2016, merita di tornare a essere fiorente e vivo. Ed è proprio quello che sta succedendo, grazie anche al cambio di passo che, da due anni a questa parte, ha permesso una visibile accelerazione del processo di ricostruzione. Questa guida non è solo un compendio di itinerari, ma un invito a riscoprire la bellezza, la cultura e la spiritualità che caratterizzano queste terre. Il turismo lento rappresenta una strategia cruciale per la rinascita economica e sociale delle comunità colpite. Attraverso questi cammini, vogliamo ricostruire non solo le infrastrutture, ma anche i legami tra le persone e il loro territorio. Ogni passo che compiremo insieme lungo questi sentieri contribuirà a rigenerare l’identità e il patrimonio culturale di un’area che ha tanto da offrire. Questo si unisce alla strategia del Ministero del Turismo, che ha investito e sta investendo significativamente sui cammini e sull’Appennino centrale, favorendo la crescita di questi territori e offrendo opportunità per le comunità locali e sistemi di sviluppo sostenibile. In questo modo, ancora una volta, valorizziamo l’importanza strategica dell’azione sinergica della filiera istituzionale e della governance multilivello. È solo col lavoro di squadra che si raggiungono grandi risultati. E, in questo caso specifico, che vede operare congiuntamente le istituzioni centrali e le Presidenze delle singole Regioni coinvolte, diamo vita a un modello virtuoso che può benissimo essere replicato sull’intero Appennino”.

Il Commissario Straordinario Castelli: “La ricostruzione dei territori del sisma 2016 deve avvenire con ‘metodo sinodale’. Ovvero, ‘camminando insieme’ anche al fine di realizzare le attività di riparazione economica e sociale. I ‘Cammini della Rinascita’ sono un emblema di questo percorso condiviso e di questa nuova idea di ricostruzione: non solo materiale, ma soprattutto civica e identitaria. Camminare non significa soltanto spostarsi: ma riconnettere luoghi e comunità, generare valore dove la fragilità è stata più acuta. Questo progetto nasce da un’intesa virtuosa tra Stato, Regioni e comunità locali per costruire un modello di sviluppo che tiene insieme bellezza, sostenibilità e lavoro. L’Appennino centrale può diventare una delle mete più avanzate d’Europa per il turismo esperienziale, capace di generare reddito, rafforzare le radici e dare forma a un nuovo futuro. Nei 70 posti tappa posti lungo i nove cammini del cratere, presso i quali i posti letto sono attualmente molto ridotti, contiamo che in breve tempo nasca una rete di accoglienza, sia presso le abitazioni dei residenti, sia attraverso la riconversione di strutture dedicate. Scommettere sulla ‘lentezza’ significa accelerare la rinascita dell’Appennino centrale. Desidero ringraziare il Ministro Santanché e i Presidenti delle quattro Regioni per il costante spirito di collaborazione e per l’impegno profuso per la riuscita di questo importante progetto”.

 

Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria condividono una vocazione naturale a questa forma di viaggio lento, esperienziale e sostenibile. Una vocazione diventa strategia, grazie a un piano interregionale sostenuto da 47 milioni di euro messi in campo dalla Struttura Commissariale guidata da Guido Castelli, con l’obiettivo di trasformare la mobilità dolce in un modello stabile di sviluppo. Il più ingente investimento dedicato nel nostro Paese ai cammini ha l’obiettivo di valorizzare sentieri, borghi e cammini storici attraverso interventi per la sicurezza, l’intermodalità bici-trasporto pubblico, l’accessibilità universale e l’ospitalità diffusa. Le Marche guidano gli investimenti con 30 milioni di euro, seguite da Abruzzo, Lazio e Umbria con 5,6 milioni ciascuna, puntando a rafforzare le economie locali e l’accoglienza nei territori colpiti dal sisma. Valorizzare e strutturare i cammini che attraversano il cratere non è solo una necessaria opera a servizio del turismo locale: per queste aree dove attualmente i servizi dedicati ai visitatori sono limitati, sviluppare un sistema di cammini significa innescare processi di crescita della cultura dell’accoglienza tra gli abitanti locali e, soprattutto, porre le condizioni per fare in modo che questo tipo di turismo rafforzi l’economia legata all’ospitalità. Un turismo in grado di fornire reddito diretto ai residenti, che diventano protagonisti dell’economia territoriale.

Questo piano per i cammini si intreccia con appuntamenti di forte richiamo spirituale e culturale che coinvolgono particolarmente l’Appennino centrale: l’Anno Santo del 2025, gli 800 anni dalla morte di San Francesco nel 2026 e i 500 anni dell’ordine dei Cappuccini nel 2028. A questi si aggiunge la candidatura di Norcia a Capitale Europea della Cultura 2033, un simbolo e una sfida per l’intero territorio.

 

Cammini, la crescita del turismo lento in Italia

Sulla base del Dossier “Italia, Paese di Cammini” di Terre di Mezzo nel 2024, in Italia, si contano almeno 191.465 camminatori che hanno percorso i cammini, con un aumento del 29% rispetto all’anno precedente. Questo dato tiene conto sia dei camminatori “certificati” tramite Credenziali (circa 122 mila) sia di quelli che non ritirano la Credenziale ma comunque partecipano al cammino.   La prospettiva di crescita si conferma ormai da diversi anni: nel 2023 infatti erano stati certificati poco più di 101 mila camminatori, con una crescita continua dal 2017. I pernottamenti legati a questi cammini hanno superato 1,4 milioni nel 2024, con un aumento del 6% rispetto al 2023.  Questo fenomeno coinvolge un numero crescente di itinerari e un turismo sempre più valorizzato sia a livello nazionale che internazionale, anche attraverso iniziative come “Cammini Aperti” che promuovono cammini storici e spirituali tra cui quelli di San Francesco, San Benedetto e le Vie Lauretane, coinvolgendo regioni come Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria.  In sintesi, i fruitori dei cammini in Italia sono oggi stimati intorno a 190-200 mila persone all’anno, con un trend in espansione costante.

 

 

Treia, dalla Conferenza regionale ok al progetto per il restauro del cimitero monumentale

È stato approvato dalla Conferenza Regionale il progetto di fattibilità tecnico-economica per i lavori di restauro e ripristino della parte monumentale del civico cimitero di Treia (Mc), danneggiato dagli eventi sismici del 2016/2017. L’intervento, inserito nell’Ordinanza commissariale 137 del 2023, prevede un investimento complessivo di 4,5 milioni di euro.

L’intervento riguarda l’insediamento cimiteriale monumentale sito a nord ovest del centro storico che può essere distinto in tre parti; un impianto originario e due ampliamenti.

«L’impegno e la costanza che stiamo mettendo quotidianamente per restituire futuro al cratere sismico non deve conoscere soste – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Ci sono comunità che devono rimettere insieme i pezzi, e noi siamo qui per questo. Mi conforta sapere che lo stiamo facendo al meglio, grazie soprattutto alla filiera composta dai Comuni, dall’Ufficio Speciale Ricostruzione e dalla Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli, che opera con puntualità ed efficienza».

L’impianto originario risale alla seconda metà del secolo XIX. Le opere previste riguardano 14 unità strutturali per una superficie complessiva superiore ai 3.000 metri quadrati e comprendono interventi locali di consolidamento, miglioramento sismico, adeguamento impiantistico e abbattimento delle barriere architettoniche.

Curiosità.  L’edificazione dell’impianto originario dovrebbe risalire agli anni tra il 1870 e il 1900. A ciò si giunge affidandosi alla relazione del progettista, Alessandro Chelini, redatta nel settembre del 1870 per conto dell’Amministrazione comunale e ad oggi conservata negli archivi comunali, secondo cui il nuovo cimitero sarebbe stato costruito sul luogo della struttura già esistente, “attuale muro di cinta”, e la cui realizzazione avrebbe dovuto impiegare circa dieci anni.

Montemonaco, al via i lavori nella chiesa di San Giorgio all’Isola

Entro settembre inizieranno i lavori di riparazione, restauro conservativo e miglioramento sismico della Chiesa di San Giorgio all’Isola, situata nell’omonima frazione nel comune di Montemonaco (Ap), nei pressi del lago artificiale di Gerosa.

L’intervento, che vede nelle vesti di soggetto attuatore la Diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto, rientra nel secondo piano di ricostruzione degli edifici di culto danneggiati dal sisma del 2016, come previsto dall’Ordinanza 105. Il progetto è sostenuto da un contributo complessivo di 800.000 euro, di cui 179.111 euro sono già stati liquidati dall’Ufficio Speciale Ricostruzione come primo acconto del 30% del contributo concesso.

«Si tratta di un passo significativo nella tutela del patrimonio culturale e religioso del territorio di Montemonaco, di cui siamo molto soddisfatti – spiega il commissario straordinario Guido Castelli -. Questi luoghi magnifici dei Sibillini stanno soffrendo le conseguenze negative del sisma, nostro dovere è di ridurre al minimo non solo i rischi per gli edifici, ma anche lo scoramento e la fatica delle persone. Andiamo avanti consapevoli che tanto è stato fatto e tanto c’è ancora da fare, grazie al lavoro costante che mettiamo ogni giorno in campo con Usr, Diocesi e con la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

La Chiesa di San Giorgio, di origine romanica, risale probabilmente al X-XI secolo e ha attraversato numerose trasformazioni nel corso dei secoli. Tra queste, un ampliamento nel Quattrocento, interventi decorativi nel Cinquecento e restauri nel Novecento. L’edificio conserva affreschi bizantineggianti del XII secolo e pitture cinquecentesche di grande valore, tra cui una rappresentazione di San Giorgio che uccide il drago.

Il progetto prevede il consolidamento strutturale dell’edificio, con interventi mirati alla riduzione della vulnerabilità sismica, il recupero dei paramenti murari e il restauro dell’apparato decorativo. Particolare attenzione sarà dedicata al riposizionamento dei frammenti crollati del dossale d’altare e al recupero degli affreschi danneggiati. Sarà inoltre ripristinata la vela campanaria e rinnovato l’impianto elettrico, in modo da restituire alla comunità un luogo di culto sicuro, valorizzato e pienamente fruibile.

Doppio appuntamento questo weekend con il Festival dell’Appennino: sabato 26 luglio a Montecchio di Force (AP) “La tradizione della trebbiatura” con gli Zigà e domenica 27 luglio a Spelonga di Arquata del Tronto

Doppio appuntamento questo weekend con il Festival dell’Appennino, inclusivo di natura: Sabato 26 luglio arriva a Montecchio di Force (Ap) con una suggestiva escursione pomeridiana e al rientro rivivremo la tradizione della trebbiatura, poi nella serata concerto del gruppo Zigà, Domenica 27 luglio a Spelonga di Arquata del Tronto(Ap) con una suggestiva escursione pomeridiana alla Madonna dei Santi poi nella serata dj set Saturnino. Il Festival dell’Appennino quest’anno prevede 27 appuntamenti che si terranno tra il 4 maggio al 12 ottobre 2025 in 28 comuni distribuiti nelle quattro regioni dell’Appennino centrale colpite dal sisma del 2016-2017: Abruzzo Lazio, Marche e Umbria -. Borghi che custodiscono un prezioso patrimonio culturale storico, artistico, naturalistico e di tradizioni e che, dopo anni difficili, anche attraverso questa iniziativa vogliono rilanciarsi, crescere, attrarre nuovi visitatori. La manifestazione è promossa dal Commissario Straordinario al sisma 2016 e dal BIM Tronto, con la fondamentale collaborazione dei BIM Vomano-Tordino Teramo, Nera Velino Cascia e Nera-Velino Rieti.

 

Il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli: “Cultura, storia, immersione nella natura e riscoperta delle tradizioni. Il Festival dell’Appennino racchiude in una sola esperienza tanti valori che arricchiscono sia i visitatori che gli abitanti delle comunità che ospitano la manifestazione. Si tratta di un’occasione di socialità che contenente di apprendere, conoscere e condividere e, dunque, rientra a pieno titolo tra le iniziative che stiamo mettendo in atto per la riparazione economica e sociale dei territori del sisma. La ricostruzione da sola non basta: è necessario ridare slancio alle nostre comunità, valorizzandole e rendendole più attrattive. È così che si possono generare nuove opportunità di crescita e sviluppo le quali, a loro volta, sono gli ‘strumenti’ più importanti per arrestare il fenomeno di spopolamento in corso da lungo tempo nell’Appennino centrale. Il Festival sta contribuendo in modo sostanziale a questa strategia di rinascita e mi preme ringraziare i quattro Bim coinvolti per l’impegno e il contributo che stanno dando alla riuscita dell’iniziativa”.

 

Il Presidente Bim Tronto Luigi Contisciani:”Siamo giunti a metà del Festival, questa weekend con doppio appuntamento nell’entroterra piceno, dove tradizione e natura si fondono in un abbraccio unico, portando a riscoprire la trebbiatura e la manifestazione della Festa Bella. Il Festival sta animando i suggestivi borghi e i paesaggi incontaminati dell’appennino centrale offrendo un’esperienza autentica ai visitatori e consolidando il legame con il nostro territorio.”

 

 

Il Sindaco di Force Amedeo Lupi: “Desidero esprimere la mia gratitudine agli Enti promotori e sostenitori del Festival dell’Appennino per aver incluso il nostro comune di Force nel programma degli eventi. Siamo entusiasti di poter condividere con i visitatori la bellezza del nostro territorio e le nostre tradizioni. Speriamo che questo evento possa contribuire a valorizzare il nostro territorio e a promuovere la nostra cultura e tradizioni. Un sentito ringraziamento va anche all’Associazione “Montecchio in Festa” per aver reso possibile la 18^ rievocazione della trebbiatura e la proposta gastronomica all’interno del Festival dell’Appennino poiché questa iniziativa contribuisce a valorizzare le tradizioni e la cultura del nostro territorio, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica e coinvolgente”

 

 

Il Sindaco di Arquata del Tronto Michele Franchi: “Il Festival dell’Appennino, con il dj set di Saturnino, sarà proprio una vera anteprima della Festa Bella che si terrà ad agosto, l’evento nel  quale tutta la popolazione partecipa al ricordo della battaglia di Lepanto”

 

Sabato 26 luglio il ritrovo per l’escursione con partenza alle ore 17 a Montecchio di Force. L’escursione è un anello ha una difficoltà E, è lunga 5,54 km, con un dislivello di 257 mt e un tempo di percorrenza di circa 2 ore.

Al rientro dall’escursione assisteremo alla tradizione della trebbiatura e sarà possibile cenare nel punto ristoro dell’Associazione Montecchio in Festa menù a 18 euro: Tagliatelle al sugo de lo vatte (sugo papera e manzo rosso), salsiccia, braciola di capocollo, pomodoro a fette e pane, acqua e vino. Per esigenze di alternative per vegani e vegetariani inviare comunicazione via whatsapp sul numero del Festival +39 351 9618 267 entro venerdì 25 luglio ore 19.

Alle ore 21 concerto gli Zigà, un gruppo di musica popolare che ci condurrà in un viaggio travolgente tra pizziche, tammurriate e ritmi del sud che infiammano il cuore.

Domenica 27 luglio il ritrovo per l’escursione alle 16.15 con partenza alle ore 16.30 a Spelonga. L’escursione è un anello ha una difficoltà E, è lunga 7,7 km, con un dislivello di 210 mt e un tempo di percorrenza di circa 3 ore. Al rientro dall’escursione sarà possibile cenare nel punto ristoro dell’Associazione Santesi Festa Bella Spelonga.

Alle ore 21 dj set e performance di Saturnino bassista, compositore, produttore discografico e polistrumentista italiano. Nei suoi album si trovano diversi generi musicali, in cui sono percepibili le influenze classiche derivate dagli studi di violino in gioventù, ma anche di rock, jazz, hip hop e funk. È considerato dalla critica più accreditata uno dei migliori bassisti sulla scena internazionale. Autore di culto e popolare allo stesso tempo. Dal 1991 è il bassista di Jovanotti, conosciuto in uno studio di registrazione a Milano, con cui ha scritto molti brani.

La partecipazione è gratuita ma è necessaria la prenotazione al fine di organizzare meglio l’evento, compilando il form nella data sul sito www.festivaldellappennino.it.

Raccomandazioni:

L’escursione è adatta a chi è allenato a camminare in montagna e in buona salute.

  • Obbligatorio indossare scarpe da trekking
  • avere con sè almeno un litro d’acqua e un cappello
  • portare kway
  • consigliato portare i bastoncini da trekking
  • consigliato un cambio completo da lasciare in auto
  • portare telo o plaid per assistere allo spettacolo

 

Festival dell’Appennino 2025, inclusivo di natura

Il Festival è promosso da Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 e Bim Tronto, con la collaborazione di Bim Vomano-Todino Teramo, Bim Nera-Velino Cascia e Bim Nera-Velino Rieti, Regione Marche, Regione Umbria, Regione Abruzzo, Regione Lazio, in sinergia con i 28 Comuni dell’Appennino centrale, partner dell’evento, Camerino, San Severino Marche,  Sarnano, Visso, Amandola, Montefalcone Appennino, Montefortino, Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, Castignano, Comunanza, Cupra Marittima, Force, Montegallo, Montemonaco, Palmiano, Roccafluvione, Castelli, Fano Adriano, Rocca Santa Maria, Cerreto di Spoleto, Preci, Sellano, Accumoli, Amatrice, Micigliano, Rivodutri con la direzione artistica dell’Associazione Culturale Appennino up e Mete Picene.

 

Ricostruzione più vicina a Valfornace: trasferiti oltre 790mila euro per case popolari e sede C.O.C.

Essere pronti ad affrontare le future emergenze con una sede del Coc, Centro Operativo Comunale, e dare una risposta alla crisi abitativa con nuovi appartamenti: è l’obiettivo del recupero di tre edifici in via Don Orione a Valfornace, nel cratere maceratese. Con il recente decreto n.359 firmato dal commissario per la Riparazione e la Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli c’è l’ok per il trasferimento di 792.875,02 euro all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche. Le risorse serviranno a coprire il 50% dell’importo autorizzato per l’intervento di acquisizione e completamento delle nuove strutture, in sostituzione del complesso demolito in via Roma dopo il sisma del 2016.

L’intervento, ritenuto urgente e strategico nell’ambito dell’Ordinanza Speciale n. 5 del 2021, ha un valore complessivo rimodulato pari a 2,9 milioni di euro, già coperto integralmente con fondi stanziati dal Commissario attraverso successivi provvedimenti. Con il nuovo decreto si completa il trasferimento della quota prevista per l’avvio operativo dei lavori.

I lavori puntano a restituire al territorio un presidio operativo e alloggi pubblici, garantendo sicurezza strutturale e nuove funzioni sociali per una comunità duramente colpita dal sisma.

“Con questo nuovo passo – ha dichiarato il Commissario alla ricostruzione sisma Guido Castelli – diamo concretezza a una ricostruzione che non è solo edilizia, ma anche sociale. A Valfornace non si ricostruiscono soltanto edifici, ma fiducia e servizi per i cittadini”.

Il sindaco Massimo Citracca sottolinea che “Queste abitazioni erano abbandonate da tempo. Finalmente i lavori sono partiti perché ci saranno 5 appartamenti destinati a case popolari e ci sarà la nuova sede del C.O.C. Siamo ancora in una sede comunale temporanea, vediamo questo tipo di intervento fondamentale per tutta la comunità e offrire i servizi nel modo migliore. Ringrazio il Commissario Castelli per la sua grande attenzione che ha sempre dimostrato verso il nostro territorio e verso tutto il cratere”.

Monte Rinaldo, aggiudicati i lavori per il nuovo Cumalab

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha ufficialmente concluso la gara per l’aggiudicazione dei lavori per la realizzazione di un centro polifunzionale destinato ad attività culturali, sociali, di servizi nel comune di Monte Rinaldo, in provincia di Fermo.  L’intervento ha un importo di 1.607.000 euro ed è inserito nel Programma straordinario di Rigenerazione Urbana previsto dall’Ordinanza 137 del 2023.

«Questa azione rappresenta un tassello importante per la valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico del territorio, e contribuisce al rilancio culturale e sociale dell’intera area archeologica “La Cuma” – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Anche da interventi del genere passa il rilancio dei territori colpiti dal sisma del 2016/2017. Ringrazio il lavoro incessante di Comune, Usr e della Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

L’appalto è stato aggiudicato alla ditta Felici S.r.l. de L’Aquila, col prossimo step rappresentato dalla partenza dei lavori. Il progetto prevede lo smontaggio controllato e la ricostruzione conservativa di un edificio rurale, con l’obiettivo di trasformarlo in un laboratorio archeo-agro-naturalistico.

Il nuovo centro ospiterà una biglietteria multimediale, uno spazio espositivo legato al sito archeologico, una sala polifunzionale per eventi e attività didattiche, oltre ad ambienti destinati a iniziative ricreative e alla valorizzazione delle produzioni locali.

Arquata, fondi per i cimiteri delle frazioni di Spelonga e Colle

Ad Arquata del Tronto, nell’ambito dell’Ordinanza commissariale n. 109/2020 “Approvazione elenco unico dei programmi delle opere pubbliche nonché disposizioni organizzative e definizione delle procedure di semplificazione e accelerazione della ricostruzione pubblica”, sono stati trasferiti 188.297,63 euro per i lavori previsti nei cimiteri delle frazioni di Spelonga e Colle. Il costo totale degli interventi è di 400.000,00.

“Ridare dignità ai luoghi della memoria è un dovere morale oltre che istituzionale. Per noi è fondamentale mantenere un impegno importante verso le comunità: ridare rispettabilità a spazi che custodiscono affetti e storie collettive. La ricostruzione comprende anche questi luoghi silenziosi che rappresentano la continuità tra le generazioni. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Ufficio ricostruzione e i tecnici e il sindaco Michele Franchi per la costante ed efficace sinergia, essenziale per portare a termine il nostro compito” ha dichiarato il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli.

Il sindaco Michele Franchi sottolinea che “Per Colle e Spelonga i lavori stanno terminando, in quelli di Faete sono già terminati. Ci auguriamo che tutto venga terminato nel breve termine, il tutto entro l’estate. A breve dovrebbero partire i lavori del cimitero di Pretare, mentre si sta lavorando anche in quello di Capodacqua”.

Via D’Amelio, Castelli: “Nel nome di Borsellino, ricostruzione fondata su legalità e trasparenza”

“Nel giorno in cui ricordiamo il giudice Paolo Borsellino, assassinato dalla mafia il 19 luglio 1992 insieme ai cinque agenti della sua scorta in via D’Amelio, sentiamo il dovere di raccogliere un’eredità che dobbiamo coltivare ogni giorno per poi trasmetterla alle nuove generazioni, affinché crescano nella cultura della responsabilità e della legalità”.

Lo dichiara il Commissario Straordinario per la Ricostruzione post sisma 2016, Guido Castelli, nel 32° anniversario della strage.

“Nell’Appennino centrale questa eredità si concretizza attraverso l’impegno costante che dedichiamo a una ricostruzione  abbia come pilastri la legalità, la giustizia e la trasparenza. Ogni cantiere, ogni opera, ogni risorsa pubblica destinata alla rinascita dei territori colpiti dal terremoto — sottolinea Castelli — deve essere tutelata da qualsiasi rischio di infiltrazione o distorsione criminale. La ricostruzione non è soltanto un insieme di interventi materiali: è anche ricostruzione morale, riscatto civico, affermazione concreta dei valori repubblicani. Oggi – conclude Castelli – il modo migliore per onorare il sacrificio di questi servitori dello Stato è tradurre la memoria in azione, lavorando ogni giorno affinché la ricostruzione sia anche occasione di rigenerazione etica e culturale per i nostri territori”.