Ascoli, proseguono i lavori di adeguamento sismico della Scuola primaria Cagnucci

In base all’Ordinanza speciale n. 3 del 6 maggio 2021 dal titolo “Interventi di ricostruzione delle scuole del Comune di Ascoli Piceno” proseguono i lavori di adeguamento sismico della Scuola primaria Cagnucci ubicata in Via Napoli.  Si tratta di un importante istituto situato nel quartiere di Porta Maggiore. È stato assegnato l’importo di € 179.426,70 euro a valere sulle risorse del “Fondo speciale per le compensazioni”. Il totale dei lavori ammonta a. 2.465.469,33 euro. Il piano scuole riguarda anche tutte le Marche considerato che in tutta la regione, sono 228 in totale gli interventi previsti e quelli già effettuati a favore delle scuole, con 26 soggetti attuatori coinvolti. Nello specifico, nel comune di Ascoli, sono 32 gli istituti coinvolti nel progetto per un totale di quasi 90 milioni di euro.

“Ringrazio la Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli, l’Ufficio speciale ricostruzione e il sindaco Marco Fioravanti per l’importante, sinergica e sempre efficace collaborazione- sottolinea il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli- Le scuole sono e restano una priorità assoluta per la ricostruzione. Per noi è fondamentale dare sicurezza e spazi sicuri ai nostri ragazzi. È un servizio fondamentale che è utile al rilancio di tutto il nostro Appennino ferito dal sisma”.

Castelli, fondi per la progettazione della nuova stazione dei Carabinieri forestali

Trasferiti 400 mila euro all’Ufficio Speciale Ricostruzione della Regione Abruzzo per la realizzazione della nuova Stazione del Comando dei Carabinieri Forestali di Castelli, in provincia di Teramo. A firmare il decreto è stato il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli. Si tratta di un primo acconto rispetto all’importo complessivo di 2 milioni di euro, finanziato dall’Ordinanza speciale 27. Il soggetto attuatore dell’intervento è la direzione regionale Abruzzo e Molise dell’Agenzia del Demanio.

“Dopo la notizia dell’avanzamento per la Caserma dei Carabinieri di Sulmona, a stretto giro registriamo un passo avanti anche per la nuova Caserma dei Carabinieri Forestali di Castelli e questo non può che renderci fieri del lavoro che stiamo portando avanti insieme al Presidente Marco Marsilio, al direttore dell’Usr Vincenzo Rivera e al Demanio – commenta il Commissario Castelli -. L’Arma dei Carabinieri, da sempre vicina al territorio anche nel pieno dell’emergenza, merita spazi funzionali, sicuri, che sappiano accogliere uomini e donne che tutelano ogni giorno con il loro lavoro la sicurezza delle comunità dell’Appennino centrale”. 

L’intervento rientra nell’Ordinanza speciale 27, che in Abruzzo programma 28 milioni di euro per 8 interventi. Gli altri sette sono, in provincia de L’Aquila, la demolizione e ricostruzione caserma dei Carabinieri e Carabinieri Forestali di Montereale, l’adeguamento sismico della Caserma dei Carabinieri di Sulmona e la demolizione e ricostruzione Caserma Agenti della Polizia Penitenziaria di Sulmona. In provincia di Teramo, la manutenzione straordinaria della Caserma dei Vigili del Fuoco di Teramo, la manutenzione straordinaria delle ex Carceri Giudiziarie di Teramo, la manutenzione straordinaria dell’ex Ufficio del Registro di Teramo, miglioramento sismico di una porzione del Convento di San Domenico a Teramo.

Montalto delle Marche, in partenza i lavori su due chiese

Stanno per partire i lavori di riparazione su due chiese del territorio di Montalto delle Marche, nel Piceno. Si tratta della chiesa Madonna delle Grazie, che ha un importo di 431.440 euro, e della chiesa di Sant’Emidio, per un importo di 178.969 euro. Entrambe sono ubicate nella frazione di Patrignone.

“Andiamo ad intervenire su presidi fondamentali per le comunità che al tempo stesso rappresentano scrigni dal grande valore storico – spiega il commissario straordinario Guido Castelli – Siamo quindi davanti anche ad un’azione di rilancio del patrimonio monumentale, di cui il processo di ricostruzione si fa foriero. Ringrazio per la forte collaborazione la Diocesi, l’Ufficio Speciale Ricostruzione, la Regione guidata dal presidente Acquaroli e il sindaco Daniel Matricardi”.

“Siamo molto felici di poter condividere segnali tangibili anche a Montalto di un processo di ricostruzione sisma che è davvero nel pieno dell’operatività. E trovo molto significativo che questi lavori nel nostro territorio si concretizzino ora su due chiese rurali, la Chiesa della Madonna delle Grazie e la Chiesa di S. Emidio, punti di riferimento per la comunità, sia per il loro valore storico sia per il patrimonio immateriale che rappresentano, testimoni di spiritualità e di tradizioni che vanno tutelate e valorizzate. Un grazie va quindi al Commissario Castelli che sta guidando la ricostruzione sisma con lungimiranza e concretezza”, dichiara il sindaco di Montalto delle Marche, Daniel Matricardi.

Nel primo caso, siamo davanti ad un edificio storico di origine medievale, dichiarato inagibile e messo in sicurezza dopo le prime scosse dell’agosto 2016. L’intervento in partenza è volto alla riparazione dei danni causati dal sisma e alla riduzione delle vulnerabilità strutturali riscontrate, allo scopo di aumentare la sicurezza statica dell’edificio nella sua totalità, e quindi ripristinarne l’agibilità.

Curiosità. La chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie viene comunemente chiamata “Madonna tonda” per via della sua caratteristica pianta ad ottagono. Al suo interno conserva tre preziosi altari settecenteschi; in quello centrale vi è contenuto un suggestivo affresco risalente al 1443-1448, attribuito al monaco farfense Fra’ Marino Angeli, recante la figura della Madonna delle Grazie in Trono con i santi Sebastiano ed Amico.
Per quanto riguarda la chiesa di Sant’Emidio (probabile data di costruzione, XVI secolo), essa è famosa per la grande fiera che si teneva il giorno della festa del santo, tradizione persa col tempo, a partire dal secondo dopoguerra, ed è inserita in aperta campagna. L’edificio si trova a ridosso della strada che attraversa l’omonima contrada il cui vecchio nome è Faito cioè fagitum, faggeto, affiancato da alcune conifere che donano un valore paesaggistico aggiunto alla già armonica facciata, che mostra tracce dei canoni dell’architettura rinascimentale.
Tra gli interventi posti in essere per la sua riparazione figurano lo scuci-cuci su porzioni della muratura particolarmente lesionate, la demolizione e la ricostruzione della copertura esistente e la realizzazione di due nuove capriate poste nella stessa posizione di quelle esistenti.

Montecassiano, approvato il progetto per l’immobile di via Nazario Sauro

L’Ufficio Speciale ricostruzione ha approvato il progetto di riparazione dell’immobile di via Nazario Sauro, a Montecassiano (Macerata), per un importo totale di 800.000 euro. L’intervento consiste nel ripristino, recupero e miglioramento sismico dell’edificio “ex Casa Montemarani”, ubicato in centro storico, risultato inagibile dopo gli eventi sismici del 2016/2017.

«La ricostruzione sta sviluppando tutta la sua portata, anche grazie ad interventi come questo, ricompresi nell’ordinanza numero 137 del 2023, atta a fornire ulteriore slancio a tutto il processo ed i cui effetti sono evidenti sui territori colpiti – spiega il commissario straordinario Guido Castelli -. Il nostro compito è quello di proseguire su questo solco ormai tracciato, continuando a dare il meglio come fatto fino ad oggi grazie alla collaborazione fattiva di Comuni, Ufficio Speciale Ricostruzione e della Regione guidata dal presidente Acquaroli».

L’obiettivo, ovviamente, è quello di riportare l’edificio alla funzionalità precedente il terremoto; nei due livelli fuori terra troveranno dunque posto ambienti a servizio delle attività comunali, quali locali deposito al piano terra e locali al piano primo adibiti in parte a deposito, anche per le attività della Polizia Locale, ed in parte ad uffici del Comune.

Tra gli interventi strutturali previsti, la realizzazione di nuove murature portanti, il consolidamento degli ammorsamenti e la riparazione delle lesioni con la tecnica dello scuci-cuci, la chiusura di nicchie e di aperture esistenti, il consolidamento delle murature, la ristilatura dei giunti delle murature, il consolidamento degli archi in mattoni e la realizzazione di nuovi solai.

Tra gli interventi edili connessi a quelli strutturali, invece, la scarnitura e stuccatura delle pareti esterne, tamponature in fibrocemento, nuovi infissi in legno, di canali di gronda e discendenti in rame, la realizzazione di una nuova scala in acciaio e di nuove tramezzature con sistema a secco. Inoltre, si prevede il ripristino dell’impianto elettrico e di illuminazione interno ed il rifacimento dell’impianto di riscaldamento al piano terra e primo dell’edificio.

Castelli: “La ricostruzione avanza. Necessario gestire il post 110 guardando all’interesse primario dei terremotati. Validata dalla Corte dei conti la nuova ordinanza per le maggiorazioni”

La ricostruzione, dati alla mano, tra il 2023 e il 2024, ha fatto registrare incrementi senza precedenti, come testimonia il fatto che negli ultimi due anni abbiamo liquidato il 57% di quanto sinora complessivamente erogato dal 2016 ad oggi. Lo sottolinea il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli: “Nelle Marche, solo nello scorso anno abbiamo versato nelle casse delle imprese più di 1 mld di euro e nel 2025 siamo già a 170 milioni. In questo contesto, nelle ultime settimane, abbiamo dovuto governare un tema nuovo e peraltro non dipendente dalla struttura commissariale: la transizione tra una ricostruzione che (a legislazione vigente e salvo correzioni su cui stiamo lavorando) sino al 31.12.25 potrà beneficiare dell’integrazione con il 110% ed una ricostruzione che si basa esclusivamente sul contributo sisma. Tutto ciò con l’obiettivo prioritario di eliminare o ridurre il rischio accolli a carico dei terremotati generato dalla bolla inflattiva e dalle manovre speculative che si sono scaricate sul mercato dell’edilizia anche a causa del superbonus. Sulla scorta di questo indirizzo, condiviso con tutte le regioni, abbiamo condotto una analisi certosina sulle pratiche di ricostruzione privata al fine di individuare le casistiche su cui intervenire con maggiorazioni mirate proprio a contrastare gli accolli”.

Prosegue Castelli: “La conoscenza dei dati che gli Uffici Speciali della Ricostruzione e la Struttura commissariale processano quotidianamente, ha consentito di appurare, tra le altre cose, che non tutti i terremotati si sono avvalsi del 110 e che, in molte pratiche di ricostruzione, non si sono generati accolli. Alla luce di ciò, un aumento massivo del cosiddetto contributo parametrico avrebbe prodotto l’effetto di dare in più a chi non ne ha bisogno e dare meno a chi ne ha reale necessità. Nello stesso tempo abbiamo valorizzato con maggiorazioni, aggiuntive e rilevanti, le casistiche, prevalentemente di ricostruzione pesante, in cui i costi di costruzione sono oggettivamente superiori (danno grave, cantieri disagiati, cratere ristretto, zone di massima amplificazione sismica, ecc.). Come base di riferimento, per beneficiare delle maggiorazioni, abbiamo indicato il PUC e cioè il prezziario unico del cratere (già oggi prevalentemente utilizzato nella versione 2022 per la ricostruzione privata) che sarà comunque aggiornato. Proprio oggi abbiamo affidato l’incarico ad una società specializzata optando per una tecnica di composizione analitica delle varie voci di prezzo. In questa fase della ricostruzione è fondamentale garantire un prezziario omogeneo per tutto il cratere, esente da potenziali distorsioni territoriali e con prezzi giusti e reali. Per il cantiere più grande d’Europa, disporre di un prezziario adeguato è utile per non assecondare spirali inflattive e possibili cartelli. Una vera e propria garanzia per quella stragrande maggioranza di imprese del territorio che lavorano onestamente in una fase dove, proprio la fine del 110%, potrebbe richiamare l‘attenzione di associazioni malavitose. Regole certe e giuste marginalità di guadagno, per quanto mi riguarda, sono principi che consentono di difendere la nostra terra dalle infiltrazioni”.

Castelli aggiunge: “A tutti gli operatori della ricostruzione ribadiamo, inoltre, che il metodo di lavoro applicato continuerà ad essere quello proposto fin dal mio insediamento in qualità di Commissario: un confronto costruttivo, onesto e responsabile. C’è piena disponibilità ad accogliere eventuali osservazioni migliorative dell’ordinanza parametrico (peraltro appena validata dalla Corte dei Conti) così come ad una condivisione del percorso che porterà al PUC 2025. Auspico che il confronto possa estendersi anche ad altre urgenze che, nell’interesse supremo dei terremotati, vanno governate al meglio in una logica di prevenzione e con la collaborazione delle parti sociali: la carenza di manodopera, gli alloggiamenti degli operai, la tempistica dei cantieri, la concentrazione delle lavorazioni in capo a singole aziende, la trasparenza dei subappalti e i flussi di manodopera. I recenti fatti di Tolentino sono degli alert che non vanno sottovalutati – conclude il Commissario Castelli -. È tempo di responsabilità. La stella polare che deve guidarci è la convinzione che la ricostruzione è fatta per i terremotati e si realizza attraverso le imprese. Se qualcuno dovesse pensare il contrario, si troverebbe in una “chiara posizione di fuori gioco”.

Penna San Giovanni, rigenerazione per viale Beato Giovanni

Sono in corso i lavori di rigenerazione di viale Beato Giovanni, a Penna San Giovanni, in provincia di Macerata. Si tratta di un intervento ricompreso nell’ordinanza Pnc Sisma, per un importo di 450.000 euro.
«Riteniamo fondamentale la valorizzazione dello spazio pubblico all’interno del delicato processo di ricostruzione, che tra le tante cose prova a dare risposta anche a un bisogno di incontro, socializzazione e aggregazione, particolarmente sentito soprattutto in questo periodo – spiega il commissario straordinario Guido Castelli -. In tal senso l’ordinanza Pnc si rivela decisiva, soprattutto nella puntuale attuazione resa possibile grazie al felice connubio con Comuni, Ufficio Speciale Ricostruzione, con la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli e l’Amministrazione comunale».

Il sindaco Stefano Burocchi sottolinea che “Questo intervento per noi è una manna dal cielo. Il Commissario sta svolgendo un’attività importante, precisa e meticolosa. Questi sono finanziamenti che ci hanno permesso di avere un viale transitabile, era un viale troppo stretto, prima non c’erano parcheggi e spesso le auto si dovevano fermare perché non c’era la possibilità di transitare contemporaneamente. Grazie all’interessamento del Commissario, questo viale sarà ancora più bello”.

Il progetto si prefigge l’obiettivo riqualificare per intero la via, cuore pulsante delle attività economiche e di relazione sociale del territorio, punto di ingresso al cento storico che esercita la funzione di collegamento per attività sociali come le scuole e le aree più residenziali del luogo.
Il tutto, ricreando i collegamenti con le parti esterne per poi svilupparsi su quattro fronti, precisamente su pedonalità, ecologia, parcheggi e impianti.
L’elemento cardine è sicuramente la pedonalità. La proposta è di una pavimentazione continua in porfido per creare un percorso pedonale uniforme. La pavimentazione avrà una pendenza costante e attraversamenti accessibili, con tappetini sensoriali per non vedenti. Il percorso includerà elementi bianchi per un effetto visivo dinamico e disegni per demarcazioni. Gli scavi per la rete dei sottoservizi saranno effettuati in trincea e includeranno lavori per fognature e acquedotti. Il dosso berlinese e le rampe garantiranno l’accessibilità, mentre i cordoli rettilinei aumenteranno l’aspetto sensoriale per i pedoni e le persone con disabilità visive.

A Roma la presentazione di “Mediae Terrae” il libro del Commissario Castelli con il Presidente Anci Manfredi

La ricostruzione post sisma 2016-2017, dopo molte false partenze, oggi ha visto un cambio di passo sostanziale. I territori del cratere sono diventati il luogo dove realizzare un modello di rinascita e sviluppo sostenibile: il Laboratorio Appennino centrale. Questa esperienza è diventata un libro, “Mediae Terrae. Dopo il terremoto: la rinascita dell’Italia centrale oltre la fragilità del territorio”. Un lavoro che nasce dall’esperienza maturata sul campo da Guido Castelli, attuale Commissario alla Ricostruzione sisma 2016.

Il volume sarà presentato dall’autore a Roma mercoledì 26 febbraio, alle ore 11.30, presso la Società Dante Alighieri (Piazza di Firenze 27). Con il Commissario Guido Castelli interverranno all’incontro Gaetano Manfredi, Presidente dell’Anci e Sindaco di Napoli; Alessandro Canelli, Presidente di IFEL e Sindaco di Novara; Marco Fioravanti, Presidente del Consiglio Nazionale Anci e Sindaco di Ascoli Piceno e Luca Bianchi, Direttore della Svimez. Introduce e modera Pierciro Galeone, Direttore di IFEL.

Approvato l’intervento di riparazione locale della Chiesa di San Gregorio Magno a San Ginesio

La Conferenza dei servizi ha approvato l’intervento di riparazione locale della Chiesa di San Gregorio Magno a San Ginesio. La costruzione della chiesa risale all’anno 1295. Fu più volte restaurata, nel 1599, nel 1612 e ancora nel 1766. Fu completamente riedificata, in stile neogotico, tra la fine del Secolo XIX e il 1905. L’impianto originario risalente al 1295 aveva planimetria e altezze decisamente diverse da quelle oggi riscontrabili. La chiesa attuale è a tre navate con Sacrestia posta nella zona absidale e cella campanaria posteriore, laterale, a filo con il prospetto sud-ovest.

L’ aula centrale è separata dalle navate laterali da archi acuti poggianti su pilastri quadrilobati; da ogni pilastro si dipartono gli archi longitudinali e una lesena composita addossata al cleristorio la cui altezza è uguale a quella degli archi. La controfacciata presenta una lesione (passante anche se di modesto spessore) che interessa tutta la parete dall’apertura fino al rosone e oltre, fino a raggiungere la vela. Tale lesione è ricollegabile all’assenza di una cordolatura sommitale e alle grandi aperture che interessano il centro della facciata. La copertura risulta gravemente danneggiata in corrispondenza dell’aula centrale, delle navate laterali, del transetto e dell’abside. Sia le capriate che l’orditura primaria risultano impregnate d’acqua alle imposte e lesionate in mezzeria. Gli interventi strutturali previsti mirano alla riparazione dei danni ed alla eliminazione delle vulnerabilità individuate. Sono previsti lo smontaggio completo e catalogazione di pianelle, travicelli e arcarecci decorati con motivi geometrici, il consolidamento e stuccatura della lesione in facciata con perfori armati, il ripristino delle parti in caduta con interventi di scuci cuci, la riapertura dei Rosoni al fine di riportare la fabbrica allo stato originale e la cerchiatura degli stessi in acciaio al fine di non indebolire la struttura. L’intervento ha un costo totale di 876.154,22 euro.

“Restituiamo alla popolazione un altro gioiello architettonico, storico e religioso che fa parte della nostra tradizione- sottolinea il Commissario alla Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Arcivescovo Francesco Massara, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Giuliano Ciabocco per l’ottima e sempre proficua collaborazione”.

Sulmona, approvato il progetto definitivo per la Caserma dei Carabinieri

Via libera dalla Conferenza dei servizi al progetto definitivo per l’adeguamento sismico della Caserma dei Carabinieri di Sulmona, in provincia dell’Aquila. Il valore dell’intervento è di circa 7 milioni di euro e sarà realizzato dall’Agenzia del Demanio, direzione regionale Abruzzo e Molise.

Il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli, ha ricordato che “la riparazione delle caserme è una delle nostre priorità per quanto riguarda la sicurezza delle comunità locali e delle forze dell’ordine che operano nei territori colpiti dal sisma. Grazie al lavoro dell’Agenzia del Demanio e alla sinergia con il Presidente Marco Marsilio e il direttore dell’Ufficio speciale ricostruzione Vincenzo Rivera, proseguiamo nel cambio di passo di tante opere pubbliche a cui abbiamo garantito risorse adeguate e procedure efficaci”.

Il progetto di adeguamento sismico del Comando Compagnia e Stazione Carabinieri di Sulmona interessa tutti gli ambienti del piano seminterrato del fabbricato dove è prevista l’installazione di isolatori sismici. Tale soluzione consente di ridurre gli interventi strutturali in elevazione che, di fatto, andranno a coinvolgere principalmente il perimetro esterno del manufatto edilizio mediante la realizzazione di sistemi antiribaltamento delle facciate esterne. Non sono previsti invece interventi di rifunzionalizzazione degli spazi interni.

L’intervento rientra nell’Ordinanza speciale 27, che in Abruzzo programma 28 milioni di euro per 8 interventi. Gli altri sette sono, in provincia de L’Aquila, la demolizione e ricostruzione caserma dei Carabinieri e Carabinieri Forestali di Montereale e la demolizione e ricostruzione Caserma Agenti della Polizia Penitenziaria di Sulmona.
In provincia di Teramo, la manutenzione straordinaria della Caserma dei Vigili del Fuoco di Teramo, la manutenzione straordinaria delle ex Carceri Giudiziarie di Teramo, la manutenzione straordinaria dell’ex Ufficio del Registro di Teramo, miglioramento sismico di una porzione del Convento di San Domenico a Teramo, la nuova costruzione della Stazione Comando dei Carabinieri Forestali di Castelli.

Castelli: “C’è l’impegno del Governo e della struttura sisma 2016 a favore della ricostruzione post sisma di Umbertide e Ancona”

Intervenuto questa mattina a Rainews24 all’interno del programma “Specchio dei tempi” il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli evidenzia l’impegno del Governo e della struttura sisma 2016 a favore della ricostruzione post sisma di Umbertide e Ancona di cui ci occuperà attraverso “una scelta oculata delle risorse”.
“Anticiperemo  – dice Castelli – circa 90 milioni di euro dalle casse della contabilità 2016, che verranno reintegrati nel 2027. Nel 2027 il Ministro Musumeci, infatti, ha ottenuto che lo Stato italiano indichi una somma (un miliardo e mezzo all’anno) che, stabilmente a partire dal 2027, servirà per riparare le conseguenze degli eventi catastrofali”.