Il Commissario Guido Castelli si congratula con Domenico Carbone per l’elezione a Presidente della Consulta ANCI Giovani

Il Commissario alla ricostruzione Guido Castelli esprime le sue vive congratulazioni a Domenico Carbone per la sua elezione alla guida della Consulta Anci Giovani durante l’Assemblea che si è svolta a Palermo. Domenico Carbone, 28 anni, è sindaco di San Costanzo (PU).

“Mi congratulo con Domenico Carbone per la sua elezione a Presidente della Consulta di Anci Giovani, che succede a Luca Baroncini, ex sindaco di Montecatini Terme. Domenico è un giovanissimo Sindaco, che stimo e conosco da tempo e con cui avrò modo di collaborare per la ricostruzione post sisma di Ancona 2022. So che darà sicuramente il giusto impulso all’Anci.I sindaci, come vediamo nella quotidiana attività di ricostruzione post sisma, sono fondamentali per il rilancio di tutto il cratere sismico, la sinergia tra le Istituzioni è essenziale per la rinascita di tutto l’Appennino. Un riconoscimento importante che premia l’impegno, la competenza e la passione con cui ha, da molti anni, militato all’interno della nostra comunità. Adesso, in rappresentanza di oltre 20mila giovani amministratori provenienti dai comuni di tutta Italia, dovrà evidenziarne esigenze, punti di forza ed opportunità affinché contribuiscano concretamente, attraverso un forte protagonismo giovanile, alla definizione delle politiche pubbliche locali. Conosco bene, nella mia esperienza passata di Presidente IFEL, la realtà di Anci Giovani, da sempre attiva e propositiva all’interno del dibattito pubblico con i suoi precedenti coordinatori nazionali. Si tratta di un’opportunità preziosa per rafforzare il ruolo delle nuove generazioni nelle istituzioni locali” ha detto il Commissario Castelli.

Il Commissario Castelli a Camerino per il Forum ANCI sulle tappe del Giro d’Italia: “La ricostruzione è come una corsa a tappe, serve gioco di squadra”

Il Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli ha partecipato oggi allo “Stakeholders Forum ANCI nelle tappe del Giro-E”, organizzato a Camerino in occasione del passaggio del Giro d’Italia nelle aree del cratere sismico del Centro Italia.

L’incontro è stato dedicato al tema “Sviluppo locale e Partecipazione: ruolo e opportunità per i giovani”, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali e amministratori locali tra cui il sindaco di San Severino Marche Rosa Piermattei, il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, il presidente dell’Unione Montana Alessandro Gentilucci, il presidente della Federazione Ciclistica Italiana Carlo Pasqualini, il presidente del CUS Camerino Stefano Belardinelli e Fra Sergio Lorenzini.

“Il Giro d’Italia, che oggi attraversa le terre ferite dal sisma, rappresenta un volano prezioso anche per l’Appennino centrale. L’impegno dei ciclisti in ogni tappa ricorda il lavoro che stiamo portando avanti per la ricostruzione: affrontare anche la più ardua salita con il massimo impegno, sapendo che spesso è il gioco di squadra a fare la differenza – ha dichiarato Castelli, che oggi partecipa anche alla premiazione di fine tappa a Castelraimondo -. Questi territori, così ricchi di bellezza e storia, sono pronti a ripartire grazie a investimenti mirati di ricostruzione e del programma Next Appennino e al coinvolgimento attivo delle comunità locali”.

Castelli ha inoltre ricordato che stanno per essere pubblicati, in collaborazione con il Ministero del Lavoro, i bandi per l’autoimprenditorialità giovanile, a valle del protocollo siglato con il Ministro Calderone sul tema dell’autoimpiego e dell’occupazione nell’area del cratere.

L’iniziativa rientra tra gli appuntamenti organizzati da ANCI, a valere sul Fondo Nazionale Politiche Giovanili, nell’ambito di Giro d’Italia e Giro-E, per promuovere il protagonismo giovanile e lo sviluppo sostenibile dei territori attraverso i grandi eventi sportivi.

Diocesi di Fabriano-Matelica, l’Usr liquida 490.000 euro per due chiese

«L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha liquidato l’importo di 490.000 euro alla Diocesi di Fabriano-Matelica a titolo di anticipo del 20% per gli interventi di riparazione della chiesa di San Benedetto di Fabriano (Ancona) e per la chiesa di Santa Teresa di Matelica (Mc)».

A darne notizia è il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, che aggiunge: «Il lavoro che stiamo compiendo in materia di edilizia religiosa è ampio ma capillare, e riflette appieno il nostro modo di concepire il processo di rilancio del cratere sismico, che tanto ha sofferto dopo il terremoto. Ringrazio per la forte collaborazione le Diocesi, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

Nel primo caso, si tratta di un’anticipazione di 340.000 a fronte di un contributo totale concesso di 1,7 milioni per un edificio di grande valore storico ed architettonico, la cui costruzione fu completata nel 1290. Tra i danni più significativi subiti dalla chiesa di San Benedetto, il crollo di parte della vela della controfacciata al di sopra della cantoria dell’organo. Tra le opere poste in essere, quindi, c’è proprio il completamento del recupero della vela e della cantoria dell’organo, poste in controfacciata, con l’inserimento di ulteriori presidi di ancoraggio, ai fini del miglioramento sismico, e la riparazione con consolidamento del campanile.

Per quanto riguarda Santa Teresa, invece, l’anticipazione dell’Usr è di 150.000 euro a fronte di un contributo concesso di 750.000 euro. La chiesa si trova nel centro storico di Matelica ed è stata costruita a cavallo tra il XVII ed il XVII secolo assieme all’adiacente convento dei Carmelitani Scalzi. La chiesa contiene beni artistici di notevole interesse, tra cui spiccano due grandi tele collocate ai lati del coro e raffiguranti l’Apoteosi di Santa Teresa: i due dipinti sono di scuola napoletana, probabilmente provenienti della scuola di Francesco Solimena (1657-1747).

Tra gli obiettivi dell’intervento, oltre al ripristino della valenza estetica, simbolica, identitaria del bene, il miglioramento del comportamento strutturale inteso come capacità di resistere a nuovi terremoti.

Castelli al Salone del Restauro: “ Gli ingegneri ben formati aumentano la competitività del nostro Paese”

Il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli è intervenuto in videocollegamento al Salone internazionale del restauro a Ferrara, con un focus sul ruolo degli ingegneri nella ricostruzione dei beni vincolati e monumentali.

“La devastazione sismica ha colpito profondamente il nostro patrimonio culturale. Più di 6000 edifici storici vincolati, 1500 edifici di culto, 50.000 beni mobili culturali, Sono numeri che vanno letti in base alle caratteristiche di una superficie del nostro Paese in cui si concentrano bellezze che rappresentano l’identità italiana. Uno dei temi su cui ci siamo cimentati con attenzione è quello di tenere insieme l’esigenza della conservazione e della sicurezza.  Gli edifici di culto rappresentano uno degli elementi di maggiore attenzione nei confronti della ricostruzione che ci consentono di sviluppare tecniche e tecnologie importanti; noi stiamo mettendo mano ad edifici di prestigio e di delicatezza tali da imporre una grande esigenza di competenze che stiamo affrontando al meglio. La struttura commissariale ascolta le professioni tecniche e di acquisizione di proposte ed esigenze che ci confortano nell’ obiettivo che è quello di continuare con il cambio di passo che abbiamo impresso alla ricostruzione e fare in modo che a questo sia abbinata una cifra di qualità e competenza che rappresenta un miglioramento della qualità del sistema Italia: avere ingegneri formati anche sull’esperienza della ricostruzione, significa aumentare la competitività della nostra Italia” ha detto il Commissario Guido Castelli.

Pioraco, prosegue il progetto di realizzazione di collettori di acque reflue e impianto di sollevamento per l’adeguamento del sistema fognario di Via Raffaello Sanzio e Viale della Vittoria

 A Pioraco prosegue il progetto di realizzazione di collettori di acque reflue e impianto di sollevamento per l’adeguamento del sistema fognario di Via Raffaello Sanzio e Viale della Vittoria. È stato trasferito un importo pari a  349.636,59 euro a favore dell’intervento che rientra nell’ambito dell’ Ordinanza commissariale n. 137/2023 “ “Approvazione del Programma straordinario di Rigenerazione Urbana connessa al sisma e del Nuovo Piano di ricostruzione di altre opere pubbliche per la Regione Marche nonché dell’elenco degli interventi per il recupero del tessuto socio-economico delle aree colpite dal sisma finanziati con i fondi della Camera dei deputati per la Regione Marche” per un totale previsto che ammonta a 1.165.455,33, euro.

“Si tratta di un’opera importante per il comune di Pioraco. I servizi sono fondamentali per la vita di una comunità- dichiara il Commissario straordinario sisma 2016 Guido Castelli – Ringrazio  il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Matteo Cicconi per la grande collaborazione. Insieme proseguiamo con quel cambio di passo che è vitale per la ripresa dei nostri territori”.

“E’ un intervento significativo per Pioraco che rimette a norma l’impianto fognario. I tratti in questione erano stati danneggiati dagli eventi sismici del 2016, con significativi problemi anche sotto il punto di vista ambientale- dichiara il sindaco Matteo Cicconi – L’intervento è pressoché ultimato nell’arteria fognaria, sono in fase di ultimazione i due impianti di sollevamento ed è in corso una variante in corso d’opera: per questo i lavori sono momentaneamente sospesi. Il tecnico sta predisponendo il progetto di variante, che poi sarà trasmesso all’Ufficio speciale di ricostruzione. Auspichiamo che dopo l’estate i lavori potranno riprendere e terminare entro qualche settimana. Ci sono stati alcuni disagi, ma c’è stata grande comprensione da parte della cittadinanza, consapevole dell’importanza del progetto in corso. Avremo un impianto fognario a norma e funzionale, che comporta garanzie e miglioramenti sia per il servizio ma anche per il valore degli immobili allacciati al sistema fognario”.

Edilizia religiosa, lavori in fase finale alla Madonna del Ponte (Ascoli) e a Sant’Ilario (Fabriano)

Edilizia religiosa, ci sono due chiese i cui lavori di riparazione post sisma si trovano nella fase finale. Si tratta della Madonna del Ponte di Ascoli e della chiesa di Sant’Ilario a Fabriano.

«A breve, dunque, due comunità si riapproprieranno di luoghi importanti non solo a livello di culto, ma anche dal punto di vista simbolico e sociale – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. L’azione che abbiamo messo in campo sulle chiese è complessa e vasta, dato che la mappa dei danni comprende centinaia di edifici lungo tutto il cratere. Ringrazio per la collaborazione le Diocesi, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

Nel primo caso, si tratta di un intervento da 224.505 euro sull’edificio collocato nel quartiere ascolano di Porta Cartara, di origini settecentesca, a cui la popolazione locale è molto legata. Tra le lavorazioni messe in campo, anche la ricostruzione della muratura sommitale crollata della lanterna ed il consolidamento di quest’ultima, tramite il rifacimento del cornicione, la messa in opera di un cordolo acciaio-legno sulla sommità e il rifacimento della copertura in legno. La maggior parte dei lavori si è svolta all’esterno, ad esclusione della chiusura della nicchia che oggi ospita il confessionale.

Per quanto riguarda Sant’Ilario, sita nella frazione Belvedere di Fabriano, le origini sono ancora più antiche, datosi che si parla circa di 1300. I lavori, che hanno avuto un importo di 212.048 euro, hanno riguardato, tra le altre cose, la rigenerazione delle murature, l’inserimento di catene trasversali nella navata, il consolidamento della volta strutturale dell’abside con fasce in acciaio ed il rinforzo della struttura della cella campanaria del campanile.

Banda ultralarga pubblica e gratuita per 183 Comuni dell’Appennino centrale

Una rete di punti wifi a banda ultralarga pubblici e gratuiti in 183 Comuni dell’Appennino centrale. La digitalizzazione parte dai territori della ricostruzione grazie alla sinergia tra Struttura commissariale, Infratel e sindaci. Oggi si è tenuta infatti la prima riunione operativa di uno degli interventi legati all’innovazione digitale nei territori colpiti dal sisma del 2009 e del 2016, finanziati dal programma Next Appennino.

«Dove la geografia ci penalizza, la digitalizzazione ci consente di avere una marcia in più. Per questo sono felice di veder partire oggi un progetto che coniuga innovazione, inclusione e strategia territoriale – ha dichiarato il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, collegato da remoto alla riunione –. La rete internet che andremo a installare nei due crateri rappresenta un volano per l’economia e per la possibilità di restare anche per i più giovani, perché ormai una connessione internet è imprescindibile per svolgere la maggior parte delle professioni, per studiare, per usufruire di servizi fondamentali. E per noi rappresenta anche uno dei presupposti per rendere operative tutte le azioni digitali previste nel cratere, comprese quelle legate al sistema dei data center. Ringrazio il Presidente di Infratel Presidente Becchetti, il Consigliere Fiorentino e i Presidenti di Regione che hanno sostenuto questo progetto, pienamente in linea con il Piano nazionale banda ultralarga promosso dal Governo».

Ogni Comune potrà scegliere un immobile pubblico, dal municipio a una farmacia, fino a un centro civico, dove installare il punto di accesso. La connessione, che garantirà una velocità di almeno 1 gigabit sia in download che in upload e con una banda minima garantita di 100 megabits al secondo, sarà disponibile gratuitamente per i prossimi cinque anni. Questo intervento è legato alla convenzione firmata tra il Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli, la Struttura di Missione sisma 2009 e Infratel.

Il progetto rientra nella sub misura A1.1 del programma NextAppennino, finalizzata al “Potenziamento dell’infrastrutturazione di base e all’aumento della resilienza della comunicazione”. La sub misura prevede tre linee di intervento principali: l’innovazione digitale per i Comuni colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016, il collegamento in fibra ottica dei data center delle regioni Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio, e il miglioramento della connettività nelle aree extraurbane. L’intervento coinvolge complessivamente 183 Comuni (85 nelle Marche, 68 in Abruzzo, 15 nel Lazio e 15 in Umbria) e dispone di un finanziamento pari a 21 milioni di euro.

 

Ascoli, affidati i lavori della scuola Cantalamessa

«Con l’affidamento imminente dei lavori alla “Cantalamessa” il nostro piano di recupero delle scuole di Ascoli segna un’altra tappa importante. Negli ultimi mesi, oltre ad avere aumentato l’importo per questo complesso, portandolo a 4,13 milioni di euro, ed attivato l’ordine di acquisto per la prestazione dei lavori con l’impresa aggiudicataria del relativo lotto geografico selezionata grazie allo sblocco da parte del Commissario dell’Accordo Quadro Scuole, abbiamo ridefinito il contributo per la “Don Giussani” di Monticelli, portandolo da 4,5 a 7 milioni di euro, e per la “Malaspina”, che è salita da 4,5 a 5,6 milioni».

Grazie al continuo impegno della Struttura Commissariale entro la fine del prossimo giugno ci sarà l’avvio dei lavori che seguiranno un cronoprogramma dettagliato al fine di restituire alla comunità di Ascoli una scuola sicura e vivibile.

Il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli traccia il punto sulla situazione a livello di edilizia scolastica nel comune di Ascoli, dove tra ordinanze, piani speciali e accordi quadro la Struttura commissariale ha messo in campo una forza economica rilevante: in tutta la città sono 32 gli interventi tra quelli già eseguiti e quelli in programma, con un investimento complessivo che di circa 90 milioni di euro.

«L’impegno è massimo e non permette indecisioni, la scuola rappresenta una pietra angolare imprescindibile per il presente e soprattutto per il futuro della città capoluogo del Piceno – continua Castelli -. Ringrazio come sempre l’apporto di tutti gli uffici e dei tecnici di Comune e Provincia, il lavoro dell’Ufficio Speciale Ricostruzione e della Regione guidata dal presidente Acquaroli: l’obiettivo si avvicina, ma non dobbiamo mollare di un centimetro».

 

Sicurezza territorio, Castelli: “Nel laboratorio Appennino centrale buone prassi per ricostruzione e prevenzione”

L’area dell’Appennino centrale di cui sono stato chiamato a occuparmi è diventata un Laboratorio dove sperimentiamo buone prassi, attraverso le quali vogliamo realizzare una ricostruzione migliore e più sicura, facendo al contempo prevenzione. Il cratere post-sisma 2016, infatti, con i suoi otto mila chilometri quadrati di superficie è un’area così vasta da assumere i caratteri del paradigma, del laboratorio, appunto, le cui attività sono state anche modulate all’interno Dl Ricostruzione. In questi territori si sono incrociate crisi sismica, crisi climatica e crisi demografica: un mix così complesso da richiedere una ricostruzione che sapesse anche intervenire e prefigurare le condizioni di sicurezza necessarie, superando il principio del ‘com’era e dov’era’ per rispondere al criterio del ricostruire là dove è possibile, in condizioni di sicurezza”.

Lo ha detto il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, intervenendo all’Acquario Romano in occasione della seconda Giornata Nazionale della prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico, organizzata dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri e dal Consiglio Nazionale dei Geologi.

“Questa visione innovativa ha determinato l’attivazione di un insieme di azioni volte al monitoraggio e alla verifica della sicurezza del territorio, in relazione alla sua sismicità. Così, insieme all’Ingv abbiamo proceduto alla mappatura delle faglie attive e capaci, per fare in modo che la ricostruzione potesse avvenire nelle zone esenti da rischi conclamati. Inoltre, con Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale e a cinque università del territorio abbiamo proceduto alla revisione e all’aggiornamento di quegli areali franosi contraddistinti da pericolosità elevata e molto elevata (P3 e P4). Gli studi di approfondimento hanno riguardato 242 scenari di frana, per un totale di oltre 1000 fenomeni. Nell’ambito degli interventi sperimentali adottati nel Laboratorio Appennino centrale volti a garantire un sempre maggiore grado di sicurezza ci stiamo avvalendo anche dell’utilizzo delle nuove tecnologie e della digitalizzazione. In quest’ottica, con l’Abdac abbiamo anche avviato un progetto di mappatura e monitoraggio dell’infrastruttura idrica tramite azioni di rilievi con GPS, droni, piattaforme di mappatura mobile, Laser scanner e altri sistemi di rilevazione. Infine, attraverso piattaforme innovative che integrano sistemi di osservazione satellitare con sensori a terra, sarà possibile rilevare le variazioni di dissesti, la portata dei fiumi, o le micro-oscillazioni di infrastrutture strategiche come ponti, municipi e strade. Dalla criticità di un’area ad alto rischio sismico quale è l’Appennino centrale si può cogliere l’opportunità di sperimentare nuove soluzioni che possono valere per tutto il territorio nazionale”

Domenica 18 maggio al mulino Angelini di Acquasanta Terme (AP) “Le parole della terra” il terzo appuntamento del Festival dell’Appennino 2025 con Federico Quaranta

Per il terzo appuntamento di questa XVI edizione il Festival dell’Appennino, inclusivo di natura domenica 18 maggio saremo ad Acquasanta Terme al Mulino Angelini, un’escursione panoramica che percorrerà l’anello del mulino, uno dei sentieri riaperti dal progetto antiche vie mulattiere di Acquasanta Terme, nel pomeriggio rientro al mulino per la cerimonia di riapertura ed assistere allo spettacolo di Federico Quaranta “Rispetto Tour le radici del futuro”. Il Festival dell’Appennino quest’anno prevede 27 appuntamenti che si terranno tra il 4 maggio al 12 ottobre 2025 in 28 comuni distribuiti nelle quattro regioni dell’Appennino centrale colpite dal sisma del 2016-2017: Abruzzo Lazio, Marche e Umbria -. Borghi che custodiscono un prezioso patrimonio culturale storico, artistico, naturalistico e di tradizioni e che, dopo anni difficili, anche attraverso questa iniziativa vogliono rilanciarsi, crescere, attrarre nuovi visitatori. La manifestazione è promossa dal Commissario Straordinario al sisma 2016 e dal BIM Tronto, con la fondamentale collaborazione dei BIM Vomano-Tordino Teramo, Nera Velino Cascia e Nera-Velino Rieti.

Il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli ha affermato che “Ad Acquasanta e nelle sue frazioni, anche recentemente, abbiamo approvato incrementi di fondi a favore di diverse opere, tra le quali merita di essere citata in particolare la Grotta sudatoria. Questa comunità può contare su un potenziale turistico e attrattivo di assoluto livello che vogliamo contribuire a valorizzare, per creare quelle condizioni che favoriscano opportunità di crescita e lavoro. Le azioni di riparazione sociale ed economica sono fondamentali per sostenere la rinascita delle terre del sisma e, in questa strategia rientra pienamente anche il Festival dell’Appennino, manifestazione che continua a crescere resa possibile dall’impegno del Bim Tronto e degli altri tre Bacini imbriferi montani coinvolti”.

Il Sindaco di Acquasanta Terme Sante Stangoni evidenzia che “Domenica sarà una giornata importantissima non solo per via del Festival dell’Appennino, ma anche perché  inauguriamo il Mulino Angelini. Si tratta di una delle opere più importanti di Acquasanta, ripristinata e restaurata dopo il sisma anche nella sua funzionalità della macinazione dei grani. È anche un sito da far conoscere a quei visitatori interessati ad essere introdotti alle tecniche della macinazione dei grani. Il Comune di Acquasanta aggiunge alla sua offerta turistica un nuovo elemento”.

Il ritrovo per l’escursione è alle  ore 11.15, dalle ore 10 saranno disponibili bus navetta nel zona adibita a parcheggio (all’incrocio della strada che poi sale per Fornara o Torre S.Lucia),  che vi porteranno al luogo della partenza per l’escursione alle  ore 11.30. L’escursione ad anello, ha una difficoltà E è lunga 8,83 km, con un dislivello di 464 mt e un tempo di percorrenza di circa 4 ore e mezzo. E’ prevista una sosta intorno alle 13, invitiamo a portare tutto il necessario per un pranzo al sacco. Il rientro è previsto intorno alle 16 al Mulino Angelini.

Dalle ore 14.30 saranno di nuovo attivi bus navetta per assistere allo spettacolo, il punto di parcheggio e partenza dei bus navetta è all’incrocio della strada che poi sale per Fornara o Torre S.Lucia. Invitiamo anche coloro che assisteranno allo spettacolo a munirsi di scarpe idonee, bastoncini e telo o plaid per sedersi, poichè per accedere al mulino vi è un sentiero da percorrere a piedi.

Alle ore 16 vi sarà una cerimonia di riapertura del Mulino con la Famiglia Angelini e l’amministrazione comunale di Acquasanta Terme, con possibilità di visitare gratuitamente e in anteprima il mulino. Alle ore 17 Federico Quaranta spettacolo “Rispetto Tour le radici del futuro” con Samuele Giacomozzi e Fabia Salvucci. , un viaggio poetico e musicale, una riflessione sulla società contemporanea che intreccia memoria e identità. Attraverso un percorso che si nutre della poesia popolare transumante, si indaga il lento spegnersi dell’Italia rurale e la dispersione delle sue radici culturali, non con nostalgia, ma con la consapevolezza che nel passato vi sia qualcosa da recuperare per comprendere il presente e immaginare un futuro più autentico.

 

La partecipazione è gratuita ma è necessaria la prenotazione al fine di organizzare meglio l’evento, compilando il form  nella data sul sito www.festivaldellappennino.it.

Raccomandazioni:

L’escursione è adatta a chi è mediamente abituato a camminare in montagna e in buona salute.

  • obbligatorio indossare scarpe da trekking
  • avere con sè almeno un litro d’acqua e un cappello
  • portare kway
  • consigliato portare i bastoncini da trekking
  • consigliato un cambio completo da lasciare in auto
  • portare telo o plaid per assistere allo spettacolo.

Il Festival è promosso da Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 e Bim Tronto, con la collaborazione di Bim Vomano-Todino Teramo, Bim Nera-Velino Cascia e Bim Nera-Velino Rieti, Regione Marche, Regione Umbria, Regione Abruzzo, Regione Lazio, in sinergia con i 28 Comuni dell’Appennino centrale, partner dell’evento, Camerino, San Severino Marche,  Sarnano, Visso, Amandola, Montefalcone Appennino, Montefortino, Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, Castignano, Comunanza, Cupra Marittima, Force, Montegallo, Montemonaco, Palmiano, Roccafluvione, Castelli, Fano Adriano, Rocca Santa Maria, Cerreto di Spoleto, Preci, Sellano, Accumoli, Amatrice, Micigliano, Rivodutri con la direzione artistica dell’Associazione Culturale Appennino up e Mete Picene.