L’importanza del ruolo strategico del Terzo Settore nello sviluppo dei territori e sul contrasto allo spopolamento del cratere

Al Teatro Don Bosco di Macerata si è svolto un momento di confronto sul ruolo strategico che riguarda il Terzo Settore nello sviluppo dei territori, con attenzione al fenomeno dello spopolamento dell’area del Cratere e alla ricostruzione del tessuto sociale. Tra i temi al centro del confronto quelli della “restanza”, della famiglia, delle nuove generazioni, dell’inclusione e dei progetti legati all’iniziativa Next Appennino che riguardano proprio l’area del cratere.

L’iniziativa, dal titolo “La ricostruzione sociale: ripartire dalle comunità combattendo lo spopolamento”, ha visto la partecipazione di numerose istituzioni tra il Vescovo di Macerata Nazzareno Marconi, il Sindaco Sandro Parcaroli, il Prefetto di Macerata Isabella Fusiello, l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Macerata Francesca D’Alessandro, e il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli.

Numerose le testimonianze territoriali delle istituzioni, delle organizzazioni sociali territoriali che ogni giorno lavorano con e per le comunità, nonché i rappresentanti dei progetti di investimento Next Appennino, dimostrando quanto sia fondamentale puntare su progetti con piani di investimento solidi, in grado di rafforzare le realtà del Terzo Settore e assicurarne la stabilità e la sostenibilità nel lungo periodo.

“Il Terzo Settore è uno strumento essenziale per combattere lo spopolamento delle aree interne- ha spiegato il Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Guido Castelli- E’ un fenomeno che minaccia l’equilibrio sociale, economico e ambientale di vaste zone del nostro Paese, in particolare dell’Appennino centrale. In questo contesto, il Terzo Settore è un valore di comunità sociale che si sta rivelando un attore cruciale che si è rivelato un grande alleato per questa nostra battaglia. Attraverso processi di co-progettazione con le istituzioni pubbliche, il Terzo Settore genera soluzioni adattate ai bisogni locali, sperimentando anche innovazioni tecnologiche e sociali che migliorano la qualità della vita e aumentano la resilienza territoriale. Anche grazie al progetto Next Appenino, cerchiamo di stimolare la crescita delle organizzazioni all’interno del cratere, un volano di grande importanza per tutta l’Italia centrale. Ringrazio il presidente dell’Unione Montana di Camerino Alessandro Gentilucci, il presidente dell’Unione Monti Azzurri Giampiero Feliciotti, il presidente dell’Unione Montana Potenza, Esino e Musone Denis Cingolani e le organizzazioni private che operano nel settore. E’ un convegno che sottolinea quanto sia strategica creare una filiera che unisce la visione degli Enti, collaborando e comunicando con chi opera attivamente in questi settori”.

“È stato un convegno particolarmente interessante perché non si è limitato a evidenziare un problema che tutti ormai abbiamo ben chiaro: cioè che non basta ricostruire le case, le fabbriche, le chiese e le infrastrutture, ma bisogna aver chiaro come creare un contesto attrattivo che porti persone a voler vivere nelle nostre zone interne. Questo è il problema e su questo c’è stata una grande lucidità di analisi, ma in più sono state proposte esperienze positive, buone pratiche, che mostrano come l’obiettivo non sia né impossibile, né irraggiungibile. Il fenomeno dell’urbanizzazione e dello spostamento delle popolazioni dalle zone interne alla costa è un fenomeno italiano, europeo e per tanti versi, mondiale, non potrà certo venire cancellato. però la valorizzazione di tutto il nostro ambito interno, con le sue potenzialità e le sue ricchezze: umane, sociali, artistiche e culturali, può certo costituire un’eccezione rispetto a questa regola universale. È proprio questo che, con coraggio e lungimiranza e con l’impegno di tutti, dalle istituzioni, al mondo del Terzo Settore, stiamo cercando di realizzare” ha aggiunto il Vescovo di Macerata Nazzareno Marconi.

Francesca D’Alessandro, assessore alle Politiche sociali del Comune di Macerata, ha sottolineato che è stato “Un convegno strategico, fortemente voluto, per mettere al centro del dibattito politico e programmatico un settore tanto importante, qual è quello del sociale. Tanti i temi toccati: gli anziani, le difficoltà socioeconomiche delle famiglie, le problematiche dei giovani, l’inclusione. Temi sviluppati attraverso progettualità realizzate dalle Amministrazioni e realtà del Terzo settore nel territorio maceratese e non solo. A testimonianza di una rete sinergica ed efficiente. Un grazie al Senatore Guido Castelli per il progetto Next Appennino con cui sta dando grande importanza anche alla ricostruzione sociale e non solo materiale di tutto il cratere”.

Non si tratta, quindi, solo di ricostruire ciò che è stato perso, ma di immaginare nuovi modelli di vita e sviluppo sostenibili, capaci di attrarre, trattenere e valorizzare le persone nei loro territori.

Lunedì 9 giugno a Macerata un confronto sul Terzo Settore e lo sviluppo delle comunità – “La ricostruzione sociale: ripartire dalle comunità combattendo lo spopolamento”

Lunedì 9 giugno alle ore 10.00, presso il Teatro Don Bosco di Macerata, si terrà un importante momento di confronto sul ruolo strategico del Terzo Settore nello sviluppo dei territori, con particolare attenzione al fenomeno dello spopolamento dell’area del Cratere e alla ricostruzione del tessuto sociale.

L’iniziativa, dal titolo “La ricostruzione sociale: ripartire dalle comunità combattendo lo spopolamento”, vedrà la partecipazione di numerose istituzioni, enti locali e realtà del territorio che operano quotidianamente nei settori della coesione sociale, del welfare di comunità e della valorizzazione dei territori colpiti dal sisma 2016.

Durante l’incontro saranno presentate best practice sviluppate sul territorio e alcune testimonianze del Programma Next Appennino, che grazie al contributo della Struttura Commissariale, hanno saputo generare investimenti capaci di attivare leve concrete per lo sviluppo sostenibile delle aree interne.

“Il Terzo Settore – sottolinea il Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Guido Castelli – rappresenta un pilastro fondamentale per combattere lo spopolamento e per garantire continuità e crescita delle comunità sociali. In una logica di co-progettazione, è in grado di generare valore aggiunto all’interno delle comunità, anche grazie all’adozione di innovazioni – tecnologiche e non – che rafforzano la resilienza e la coesione territoriale. Costruiamo insieme il nuovo modello dell’Appennino centrale, fondato sulla partecipazione attiva e sulla valorizzazione dei legami locali.”

Erogati altri fondi per i lavori di miglioramento e consolidamento sismico del cimitero di Preci capoluogo

In base all’ Ordinanza Speciale 65 del 28 novembre 2023 sono stati erogati 170.000,00 euro per i lavori di miglioramento e consolidamento sismico del cimitero di Preci capoluogo. Il totale previsto per tutti gli interventi ammonta a 850.000,00 euro. Per il comune umbro si tratta di un importante intervento che si aggiunge ad altri lavori che sono in corso, tra i quali c’è quello del ripristino della centrale idroelettrica nella frazione di Piedivalle.

“Uno degli aspetti fondamentali che riguarda la ricostruzione è quello che riguarda anche gli ambiti della memoria e i cimiteri sono parte integrante di questo ambito- dichiara il commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – Proprio la cura di questi luoghi è un dovere civile e morale, e queste opere rappresentano un passo importante in questo senso. La sinergia tra le istituzioni è vitale per la riuscita di questi progetti e per questo voglio ringraziare il Presidente della Regione Stefania Proietti, l’Ufficio ricostruzione Umbria e il sindaco Massimo Messi per la loro essenziale e importante collaborazione”.

Colmurano, verrà riparato l’edificio ex Tronelli

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per la riparazione dell’edificio ex Tronelli di Colmurano (Mc), per un importo di 582.389 euro.

Si tratta di un fabbricato di proprietà comunale, situato in pieno centro storico, tra piazza Umberto I e via Roma, che il sisma del 2016/2017 ha pesantemente lesionato e che al termine delle lavorazioni verrà destinato ad attività turistico-ricreative.

«Il recupero dell’edificio ex Tronelli rappresenta un altro tassello in ottica di rilancio dei borghi dell’entroterra colpiti dal terremoto – dichiara il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Restituire alla comunità un immobile strategico significa investire sul futuro sociale ed economico del territorio. Ringrazio il Comune per l’impegno profuso, l’Usr per il lavoro tecnico svolto e la Regione, guidata dal presidente Francesco Acquaroli, per il costante supporto. Solo attraverso una sinergia concreta tra enti possiamo creare le condizioni per una ricostruzione che sia anche rigenerazione a tutti i livelli».

La soluzione progettuale prescelta prevede un sostanziale recupero statico funzionale dell’immobile. Tra gli interventi previsti la riparazione di alcune lesioni alle murature, il rinforzo della muratura portante, la sostituzione degli architravi e dei solai lignei ed il completo rifacimento della copertura, parzialmente crollata.

Castelli: “Dati su domanda-offerta lavoro confermano che nel cratere c’è voglia di rinascita”

La tre giorni di Ascoli Piceno della campagna nazionale di ‘C’è posto per te’ conferma che, anche sotto il profilo lavorativo, il cratere è più che mai vivo, attrattivo e inclusivo. Il sistema imprenditoriale piceno, e non solo, ha reagito alle conseguenze del sisma e si sta risollevando. Il potenziale di crescita e sviluppo è tangibile e va sostenuto e valorizzato, anche attraverso iniziative come quella giunta in città e promossa da Sviluppo Lavoro Italia. ‘C’è’ posto per te’, infatti, qui ad Ascoli ha avuto un riscontro molto positivo, confermato dai numeri legati alla partecipazione: al Job Day che si è svolto nella giornata di ieri e di oggi, sono intervenute circa 30 aziende, che hanno proposto 711 posizioni lavorative, mentre gli iscritti ai colloqui sono stati oltre 400. Oggi si è svolto anche l’Inclusion Day, stato dedicato al collocamento mirato di persone diversamente abili che hanno potuto incontrare alcune aziende per valutare la possibilità di compiere percorsi condivisi”.

Lo ha detto il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli che questa mattina, presso il Polo di Sant’Agostino, ha partecipato al seminario “Collocamento mirato ed accomodamenti ragionevoli”.

“È particolarmente importante che questa campagna abbia visto l’adesione di tanti giovani, che stiamo incentivando a restare nei loro territori anche grazie a iniziative come questa, e che sia stata rivolta anche alle persone diversamente abili. Il principio dell’inclusione viene affermato anche attraverso il lavoro e l’Appennino centrale del futuro che immaginiamo deve essere un luogo nel quale tutti possano vivere e realizzarsi. La strategia di riparazione economica e sociale che stiamo adottando può contare anche sul Programma NextAppennino, strumento che ha consentito il finanziamento (per 500 milioni di euro) di oltre 1400 progetti destinati alla creazione di nuove imprese o al rinnovamento di aziende già esistenti. In entrambi i casi stiamo riscontrando la necessità di assumere e di reclutare nuovo personale. È un altro segnale che ci fa ben sperare perché il contrasto al fenomeno dello spopolamento delle nostre aree interne prevede necessariamente l’accesso a opportunità di lavoro e a servizi adeguati. Soltanto un tessuto sano, che abbia la possibilità di crescere, può consentire alle nostre comunità di diventare attrattive e di rilanciarsi”.

Il Sottosegretario Gemmato incontra il Commissario alla Ricostruzione post-sisma 2016: le farmacie come presidi di salute e strumenti contro lo spopolamento delle aree colpite

Valorizzare il ruolo della farmacia dei servizi nei territori dell’Italia centrale colpiti dal sisma del 2016, per rafforzare l’assistenza territoriale, sostenere le comunità locali e contrastarne lo spopolamento: è stato questo il tema al centro dell’incontro svoltosi oggi presso il Ministero della Salute tra il Sottosegretario alla Salute, on. Marcello Gemmato, e il Commissario straordinario per la ricostruzione post-sisma 2016, sen. Guido Castelli. All’incontro hanno partecipato anche i Presidenti delle Unioni Regionali di Federfarma di Marche, Lazio, Abruzzo e Umbria, le regioni maggiormente colpite dal terremoto.

“Come evidenziato anche nel Piano strategico per lo sviluppo delle aree interne (PSNAI), la farmacia rappresenta uno degli strumenti fondamentali per rafforzare l’assistenza territoriale nelle zone fragili del Paese – ha dichiarato il Sottosegretario Gemmato –. Le farmacie rurali, con la loro capillarità e radicamento, costituiscono veri e propri presìdi sanitari di prossimità, fondamentali soprattutto per i cittadini anziani e fragili. Questo è ancor più vero nelle aree colpite dal sisma del 2016, dove le difficoltà e i bisogni delle comunità locali sono comuni e urgenti”.

Nel quadro della ricostruzione post-sisma, risulta sempre più strategico investire nei presìdi in grado di favorire la permanenza della popolazione e garantire servizi essenziali. La farmacia, nella sua nuova configurazione di erogatore di servizi sanitari, può rappresentare un punto di riferimento concreto, attivando un progetto operativo di sanità di prossimità, che promuova la cooperazione tra professionisti sanitari: medici di medicina generale, pediatri, infermieri, operatori del terzo settore, solo per citare i principali.

“La rigenerazione dei territori feriti dal sisma passa anche attraverso nuovi modelli di servizio alla persona, capaci di sostenere le comunità – ha affermato il Commissario Castelli –. In questo contesto, la farmacia dei servizi è uno strumento prezioso per garantire continuità assistenziale e qualità della vita”.

Nell’area del cratere del sisma del 24 agosto 2016 sono presenti circa 200 farmacie, quasi il 10% dell’intera rete territoriale, molte delle quali hanno riportato danni strutturali di varia entità. In numerosi casi si è fatto ricorso a soluzioni emergenziali, come l’installazione di moduli prefabbricati, per continuare a garantire i servizi essenziali. Tuttavia, queste soluzioni temporanee spesso limitano le potenzialità di sviluppo che il modello della farmacia dei servizi può invece offrire.

Nel prossimo futuro, proprio questi servizi potranno dare impulso a un modello innovativo di sanità territoriale, particolarmente efficace nelle aree più distanti dai grandi poli ospedalieri. “Questi territori – ha concluso Castelli – possono diventare un ambito prezioso per sperimentare soluzioni concrete e replicabili in tutte le aree interne, spesso caratterizzate da popolazioni anziane e da difficoltà di accesso alle strutture sanitarie tradizionali”.

Carabinieri, Castelli “Simbolo della nazione, presidio essenziale nell’Appennino centrale”

Da 211 anni, l’Arma dei Carabinieri è un simbolo della Nazione, di cui esprime i valori di legalità, fedeltà e professionalità. Alle donne e agli uomini che ogni giorno operano per garantire la sicurezza dei cittadini va la mia riconoscenza e stima. Una sicurezza che viene resa più salda ed efficace grazie all’approvazione ieri al Senato del Decreto dedicato proprio questa materia, a ulteriore conferma dell’impegno del Governo”.

Lo ha detto il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli.

“Con la loro presenza sul territorio, i Carabinieri contribuiscono in modo decisivo a far sentire la presenza dello Stato, garantendo la sicurezza della popolazione. Un presidio che è strategico anche nell’Appennino centrale dove, accanto alla ricostruzione dei borghi, stiamo intervenendo anche per il pieno ripristino delle caserme dell’Arma danneggiate a causa del sisma. Nelle quattro regioni del cratere, infatti, sono in fase di attuazione 34 interventi (19 nelle Marche, 8 in Abruzzo, 6 nel Lazio, 1 in Umbria) per un importo complessivo di circa 108 milioni di euro. Un’opera vasta e complessa che stiamo realizzando attraverso il costante aggiornamento e la fattiva collaborazione con i vertici dell’Arma e l’Agenzia del Demanio, mantenendo immutato l’obiettivo di concludere gli interventi il prima possibile”.

Universita’ Tuscia, Castelli: “Sgomento per notizia che colpisce Ateneo molto vicino all’ Appennino Centrale”

“L’incendio che a Viterbo ha colpito la Facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia è una notizia che suscita sgomento e tristezza. Nell’ambito delle mie attività di Commissario al sisma 2016 ho avuto spesso l’occasione di lavorare con questo ateneo, apprezzandone l’alta qualità e il valore accademico, e di confrontarmi con il Rettore, Stefano Ubertini. A lui, agli studenti e a tutto il personale dell’ateneo, così come all’intera comunità di Viterbo desidero esprimere la mia vicinanza. Ringrazio i Vigili del Fuoco e le Forze dell’Ordine per il pronto intervento e l’opera che stanno svolgendo”.Lo ha detto il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli.

“L’Università della Tuscia è un attore particolarmente attivo nell’Appennino centrale e un partner essenziale per il rilancio della città di Rieti, nell’ambito della strategia di riparazione post-sisma. Ricordo infatti che la Struttura commissariale ha finanziato gli interventi di recupero e miglioramento sismico della ex Stazione di Granicoltura “Strampelli” che, una volta terminati i lavori, ospiteranno nel capoluogo sabino anche i corsi del Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell’Università della Tuscia. Inoltre, sempre a Rieti, sorgerà invece il Centro di ricerca sull’economia circolare e sulla salute, finanziato attraverso il Piano complementare sismi per oltre 15 milioni, di cui è capofila proprio l’università della Tuscia. Di fronte agli eventi odierni ribadisco la volontà di continuare a lavorare fianco a fianco e certo che il governo e le istituzioni non faranno mancare il loro supporto.”

Il tour nazionale di Sviluppo Lavoro Italia per avvicinare i giovani al mondo del lavoro fa tappa in centro Italia. Oggi Ascoli, poi Foligno e l’Aquila

Dopo le tappe nel sud Italia “C’è Posto per te” riparte da Ascoli con piazza Arringo trasformata in piazza del lavoro. L’intento del tour itinerante di Sviluppo Lavoro Italia è favorire l’incontro fra domanda e offerta di lavoro, soprattutto di giovani e donne, spesso “distanti” dal mercato del lavoro.

A presentare l’iniziativa in conferenza stampa, Paola Nicastro, Presidente e Ad di Sviluppo Lavoro Italia, Guido Castelli Commissario Straordinario di Governo per la ricostruzione del sisma del 2016 e Marco Fioravanti, Sindaco di Ascoli Piceno.

“Vogliamo diffondere strumenti e opportunità per accompagnare le persone verso un lavoro soddisfacente e di qualità” dichiara Paola Nicastro, Presidente  e Ad di Sviluppo Lavoro Italia,

“Saranno circa 700 opportunità di lavoro che metteremo a disposizione dei giovani e delle donne in questi 2 giorni a Ascoli Piceno. Abbiamo contattato numerose aziende, che saranno qui per effettuare colloqui di lavoro, dall’agroalimentare, al farmaceutico, al manufatturiero al metalmeccanico: e già abbiamo oltre 300 candidati iscritti, ma nei prossimi due giorni le persone possono iscriversi ancora e invitiamo a farlo. Avremo poi una serie di seminari, webinar e laboratori di orientamento. È un territorio ricco e importante su cui stiamo operando attivamente per contrastare lo spopolamento e lo facciamo portando occasioni di lavoro. Nelle Marche stiamo lavorando attivamente anche nelle aree interne con il commissario Castelli e siamo fiduciosi di avere risultati positivi. C’è dinamicità del mercato del lavoro e che noi dobbiamo agganciare. I ragazzi devono avere la possibilità di formarsi e restare in questi splendidi territori”.

Marco Fioravanti, Sindaco Ascoli Piceno ha sottolineato la valenza di azioni come questa: “Sono molto contento perché dopo diversi anni di politiche assistenziali con questo Governo si è passato dalle politiche di assistenza a politiche attive del lavoro. Abbiamo dati in crescita per quel che concerne l’occupazione. Ad Ascoli questo ha un valore doppio per combattere, infatti, lo spopolamento delle aree interne ci sono due vettori fondamentali la casa e il lavoro. L’intervento si inserisce in un contesto più ampio di rilancio delle aree interne, dove la creazione di occupazione stabile e di qualità è vista come leva strategica per la rinascita sociale ed economica”.

Per Guido Castelli, commissario straordinario di Governo per la ricostruzione nei comuni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dal Sisma 2016: “Alla ricostruzione materiale dell’Appennino centrale e necessario affiancare quell’opera di riparazione economica e sociale che contribuisca a contrastare lo spopolamento, alimentando lo sviluppo e rendendo i nostri territori più attrattivi. La formazione e la qualificazione professionale sono strumenti fondamentali di questa strategia. È proprio attraverso queste leve, infatti, che possiamo offrire nuove opportunità e incoraggiare la ‘restanza’, soprattutto dei giovani, che rappresentano la linfa per alimentare un nuovo futuro. Oggi, grazie alla collaborazione concreta con Sviluppo Lavoro Italia e alla disponibilità della Presidente Nicastro, stiamo compiendo un importante passo avanti ed è molto significativo che l’avvio della campagna avvenga con la tre giorni di Ascoli, nell’Appennino centrale. Sono centinaia i colloqui che si svolgeranno tra venerdì e sabato, a conferma di un tessuto imprenditoriale sano e del fatto che nel cratere sisma c’è sisma vita e voglia di crescere. Va tenuto presente che, grazie alla strategia NextAppennino, nel cratere sisma il ‘mismatch’ tra domanda e offerta di lavoro è ancora più forte: abbiamo finanziato più di 1400 progetti di impresa con un esborso di oltre 500 milioni. C’è dunque la necessità di avere maestranze e lavoro.

Desidero infine ringraziare il Ministro Marina Calderone, con la quale abbiamo sottoscritto quel Protocollo d’intesa che ha rappresentato il punto di partenza che ci ha portati alla realizzazione di questa significativa giornata”.

Il Truck itinerante dei Servizi al Lavoro girerà l’Italia in altre 10 tappe per far conoscere le opportunità di formazione e lavoro che molto spesso non vengono colte.

Le prossime tappe saranno sempre in centro Italia, il 20 giugno a Foligno, il 25 e 26 giugno all’Aquila.

Edilizia religiosa, lavori in corso a Fermo e Smerillo

Lavori in corso su due edifici dell’Arcidiocesi di Fermo. Si tratta della chiesa di Santa Maria del Carmine di Fermo, che conta su un importo di 1.100.490 euro, e sulla chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli di Smerillo, che invece ha un importo di 439.604 euro.

«Gran parte dell’edilizia religiosa dell’Appennino centrale è stata danneggiata dal sisma e la nostra azione si sta rivelando capillare e volta a restituire alle comunità anche il presidio più piccolo – spiega il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Continuiamo a lavorare a testa bassa forti della collaborazione tra tutte le componenti coinvolte. Mi preme ringraziare, su tutti l’Arcidiocesi, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione guidata dal presidente Francesco Acquaroli».

« La Chiesa della Madonna del Carmine di Fermo chiusa fin dall’agosto 2016, dopo i primi eventi sismici riveste una particolare importanza per la Città di Fermo per diversi motivi: sotto il profilo religioso è una delle chiese della Parrocchia di San Domenico, la prima sulla quale si interviene che potrà essere restituita alla comunità; sotto il profilo culturale è un edificio di grande rilievo storico e artistico e conserva al suo interno pregevoli opere d’arte ed anche sotto l’aspetto didattico e musicale dal momento che, la chiesa contigua al Conservatorio di Musica “G.B. Pergolesi”, ospita un pregevolissimo organo a canne realizzato nel 2015 con fondi statali, pensato per l’insegnamento della musica d’organo e per le attività concertistiche del Conservatorio stesso. La Chiesa dei SS. Pietro e Paolo a Smerillo è la chiesa principale, la parrocchiale, in un centro nel quale ancora oggi tutti gli edifici di culto sono inagibili. L’avvio dei lavori è stato accolto con grande fiducia, un tangibile segno di rinascita per una comunità molto provato. La chiesa nel pieno centro storico del paese è anche luogo di interesse storico artistico e tappa di un itinerario urbano di grande rilevanza» ha aggiunto l’ Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Fermo.

Nel primo caso, si tratta di un intervento che punta al ripristino della valenza estetica, simbolica, identitaria del bene e, nel contempo, al miglioramento del comportamento strutturale inteso come capacità di resistere a nuovi terremoti.

La chiesa di Santa Maria del Carmine, ubicata in centro storico, fu edificata poco dopo il 1341 con il titolo di Santa Maria Novella della Carità dal vescovo Giacomo da Cingoli e concessa all’omonima Confraternita per l’apertura di un ospedale per l’assistenza ai bisognosi e passò ai Carmelitani della Congregazione di Mantova nel 1491 prendendo l’attuale titolo di dedicazione alla Madonna del Carmine.

In merito ai Santi Pietro e Paolo di Smerillo, si sta lavorando, tra le altre cose, su abside, sacrestia, torre campanaria, copertura, finiture e facciata. La chiesa, che si affaccia sulla omonima piazza all’interno del borgo, risulta di origine medievale, anche per via della lapide che commemora l’edificazione del campanile da parte di Giovanni Falcuzio, che coprì le spese di costruzione nel 1474.In tutte queste situazioni il terremoto ha causato deformazioni permanenti, variazione dei deflussi idrici, dissesti della pavimentazione e lesioni sui muri di contenimento presenti in alcune sezioni delle scarpate.