Ussita, partiti i lavori di completamento della nuova scuola dell’infanzia “Gasparri”

Sono ufficialmente partiti i lavori di completamento della nuova scuola dell’infanzia “Pietro Gasparri” nel comune di Ussita (Mc), in località Pieve. L’avvio del cantiere segue l’affidamento dei lavori all’impresa Bronzetti Costruzioni e la liquidazione del 50% del contributo programmato da parte dell’Ufficio Speciale Ricostruzione, a conferma dell’entrata nella piena fase esecutiva dell’opera.

L’intervento riguarda la demolizione e ricostruzione dell’edificio scolastico, dichiarato inagibile a seguito degli eventi sismici del 2016/2017. Il progetto prevede un investimento complessivo di 587.217 euro.

“Si tratta di un intervento atteso dalla comunità, che rappresenta un passaggio fondamentale per la ricostruzione non solo materiale, ma anche sociale del territorio di Ussita – spiega il commissario straordinario Guido Castelli -. Con l’apertura del cantiere, la ricostruzione della scuola della “Gasparri” entra finalmente nella sua fase conclusiva, restituendo al paese una struttura educativa moderna e sicura, simbolo della ripartenza. Ringrazio, oltre al Comune, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli”.

“Ricostruire la nostra comunità non può prescindere dal destinare luoghi idonei per i nostri bambini. Investire sugli edifici scolastici è importante per il futuro dei nostri paesi. Ringrazio la Struttura Commissariale, la Regione Marche e l’Usr per la realizzazione di quest’opera fondamentale per il futuro della vita nelle nostre terre” aggiunge il sindaco Silvia Bernardini.

Il progetto interessa tutte le opere necessarie a rendere l’edificio pienamente agibile e funzionale. Sono previsti il completamento delle strutture portanti, delle coperture e dei tamponamenti, la realizzazione degli impianti tecnologici, delle finiture interne ed esterne, oltre alla sistemazione delle aree esterne e dei collegamenti ai sottoservizi. L’edificio sarà realizzato con struttura in calcestruzzo armato, soluzioni ad alta efficienza energetica, impianto fotovoltaico e pannelli solari, nel rispetto della normativa antisismica e dei requisiti più aggiornati per l’edilizia scolastica.

La nuova scuola si svilupperà su un unico piano e sarà organizzata con spazi dedicati alle attività didattiche, alla mensa e ai servizi, garantendo funzionalità, sicurezza e comfort per bambini e personale.

Domenica a Norcia rinasce il Palazzo comunale: un modello internazionale di sicurezza sismica

Domenica 19 aprile, alle ore 12, a Norcia sarà inaugurato il Palazzo Comunale, al termine di un intervento di restauro e adeguamento sismico dall’elevato valore innovativo.

Alla cerimonia parteciperanno il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il sottosegretario al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco e il sindaco di Norcia Giuliano Boccanera.

L’intervento, del valore complessivo di 7 milioni e 370 mila euro, restituisce alla comunità uno dei principali simboli identitari della città, profondamente segnato dal sisma del 2016, trasformandolo al tempo stesso in un caso di riferimento internazionale per la sicurezza del patrimonio storico. Il complesso monumentale è stato infatti oggetto di un avanzato intervento di isolamento sismico alla base, tecnologia che consente di “separare” l’edificio dal terreno, riducendo drasticamente le sollecitazioni trasmesse durante un terremoto. Nel caso di Norcia, si tratta di uno dei primi esempi italiani di applicazione di questa tecnologia su un edificio pubblico medievale del XIII secolo e di uno degli interventi più rilevanti nel contesto della ricostruzione post-sisma 2016.

La soluzione adottata ha previsto il taglio delle fondazioni esistenti, la realizzazione di un nuovo sistema fondale e l’inserimento di 67 dispositivi di isolamento tra struttura e terreno, capaci di filtrare l’azione sismica e ridurre fino a 8-10 volte le accelerazioni. Il sistema permette inoltre all’edificio di assorbire spostamenti fino a 41 centimetri, assicurando al contempo la conservazione degli elementi architettonici e decorativi. L’intervento, recentemente premiato a livello internazionale nell’ambito dei Global Design and Innovation Awards 2025, rappresenta oggi una best practice per la tutela del patrimonio storico in aree ad alta sismicità e un modello replicabile a livello nazionale e internazionale.

Dichiarazione del Commissario Guido Castelli: “Restituire alla comunità di Norcia il Palazzo Comunale significa molto più che completare un’opera pubblica: vuol dire dimostrare che è possibile coniugare tutela della storia e innovazione tecnologica. Con questo intervento abbiamo adottato una delle soluzioni più avanzate al mondo, applicando l’isolamento sismico alla base a un edificio medievale, con risultati straordinari in termini di sicurezza. Si tratta certamente di una delle opere che meglio rappresentano quel modello di ricostruzione e riparazione economico e sociale, fondato su innovazione e sostenibilità, che ha dato vita al laboratorio Appennino centrale. È un cambio di paradigma: non si tratta più solo di rafforzare le strutture, ma di ridurre drasticamente l’impatto del terremoto sugli edifici. Norcia diventa così un punto di riferimento internazionale per la ricostruzione, capace di indicare una strada concreta per proteggere il nostro patrimonio e garantire futuro alle comunità”.

Il Sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera: “L’inaugurazione del Palazzo Comunale di Norcia, rappresenta un momento di grande significato. Non si tratta soltanto della restituzione di un edificio simbolico, ma del ritorno alla piena funzionalità di uno dei luoghi identitari della nostra città: la “casa” della comunità nursina. Grazie a un intervento di straordinaria complessità e innovazione, il Palazzo è oggi più sicuro e più moderno, senza per questo perdere la sua storia e la sua bellezza. Ringrazio il Commissario Castelli, la Regione e l’Usr per questo risultato che riporta la nostra splendida Piazza San Benedetto sempre più vicina alla piena fruibilità. Norcia diventa un modello internazionale di resilienza e di capacità di rinascita, simbolo di un territorio che non ha mai smesso di credere nel proprio futuro“.

Lo stato del danno

Il Palazzo Comunale di Norcia, tra i principali simboli della città e risalente al XIII-XIV secolo, è il risultato di successive ricostruzioni dovute ai frequenti eventi sismici dell’area. Il terremoto del 30 ottobre  2016 ha evidenziato la vulnerabilità del complesso, con danni concentrati soprattutto nella connessione strutturale tra le diverse parti dell’edificio. In queste zone si sono verificati crolli e gravi lesioni, causati dalla diversa risposta dinamica degli elementi strutturali, fisicamente connessi ma con comportamento differente. Le sollecitazioni hanno prodotto forti tensioni nelle giunzioni, con fessurazioni diffuse e cedimenti locali. Più contenuti i danni nel resto dell’edificio.

Isolamento sismico e innovazione dell’intervento

Per superare queste criticità è stato adottato l’isolamento sismico alla base, soluzione che riduce drasticamente le accelerazioni trasmesse all’edificio, proteggendo anche gli elementi architettonici. A differenza degli approcci tradizionali, basati sul rinforzo, questa strategia riduce la domanda sismica. Le soluzioni convenzionali, come il rinforzo locale, non sarebbero state efficaci né compatibili con i vincoli storico-artistici. L’isolamento consente invece un comportamento unitario del complesso, riducendo le oscillazioni tra le diverse parti. L’intervento, con 67 dispositivi e una capacità di spostamento fino a 41 cm, rappresenta una delle applicazioni più avanzate su edifici storici.

Venarotta, approvato il progetto esecutivo per il ripristino di pavimentazioni e strade nella frazione Castellano

L’Ufficio Speciale ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per il ripristino delle pavimentazioni e delle sistemazioni stradali nella frazione Castellano, nel comune di Venarotta (Ap). Nel contempo, è stata autorizzata e concessa una somma complessiva di 167.515 euro.

“Con l’approvazione del progetto e la concessione del contributo, il Comune potrà ora procedere con le successive fasi di affidamento ed esecuzione dei lavori, nel quadro delle attività di ricostruzione e rigenerazione urbana delle aree colpite dal terremoto – spiega il commissario straordinario, Guido Castelli -. L’intervento rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di recupero e messa in sicurezza del territorio, con un’attenzione particolare alle frazioni, elementi fondamentali del nostro entroterra. Ringrazio, oltre al Comune, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli”.

“Siamo soddisfatti per un altro intervento che può partire e che è legato alla rigenerazione urbana. Il Comune di Venarotta grazie alla collaborazione con la struttura commissariale, ha diversi interventi di questo tipo e la programmazione sta andando avanti regolarmente. Siamo contenti che questo intervento sia stato approvato, ci metteremo subito al lavoro per la realizzazione entro i tempi. Tutto questo fa parte di un piano un po’ più ampio che comprende diverse attività di rigenerazione urbana che coinvolgono il capoluogo e diverse frazioni. Possiamo rimettere in sesto tutto il territorio e ricostruire anche quelle che sono le infrastrutture pubbliche danneggiate dal sisma che, insieme alla ricostruzione privata, stanno restituendo questi piccoli borghi frazioni alla loro funzionalità iniziale” dichiara il sindaco Fabio Salvi.

L’intervento riguarda in particolare la strada interna alla frazione, dal civico 5 fino alla piazza, oltre all’intero tratto viario del centro storico. Le opere previste sono finalizzate al ripristino delle condizioni di sicurezza e funzionalità dei percorsi pedonali e carrabili, duramente compromessi dagli eventi sismici che hanno colpito il territorio a partire dal 2016. Il progetto prevede il rifacimento del manto stradale, la realizzazione di nuove zanelle per il corretto deflusso delle acque, il ripristino delle pavimentazioni in porfido nel piazzale e nei percorsi pedonali interni alla frazione, oltre a interventi di risanamento dei muri esistenti e alla posa di nuove ringhiere e soglie in travertino. Si tratta di opere che mirano non solo a migliorare la sicurezza, ma anche a valorizzare il contesto urbano della frazione.

Castelli: “Quasi 1,2 miliardi per il sisma 2016, grazie a Governo Meloni e Musumeci per risultato straordinario”

Quasi 1,2 miliardi di euro destinati alla ricostruzione pubblica dell’Appennino centrale rappresentano un risultato straordinario e un segnale concreto dell’attenzione del Governo Meloni e, in particolare, del Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci nei confronti  delle nostre comunità. Ancora una volta si conferma l’impegno dell’esecutivo nel sostenere la ripresa e il rilancio dei territori colpiti dal terremoto del 2016”.

Lo afferma il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, commentando la bollinatura da parte della Corte dei conti del decreto di riparto triennale del Fondo ricostruzioni per il periodo 2027- 2029.

“Questo straordinario sostegno alla ricostruzione 2016 – prosegue Castelli – contribuirà a consolidare e rafforzare il cambio di passo che in questi anni abbiamo impresso alla ricostruzione nell’Appennino centrale e conferma il costante impegno verso questi territori, che si stanno rialzando dopo anni difficili. Si tratta di un risultato di rilievo sia sostanziale che simbolico, dal momento che cade in occasione del decennale del sisma. La programmazione pubblica della ricostruzione post-sisma 2016 già comprende 3.542 interventi per un valore di investimento di oltre 4,6 miliardi di euro e, in questo momento, mentre le progettazioni procedono spedite, nell’Appennino centrale sono quasi 1.200 i cantieri aperti nella ricostruzione pubblica, quasi il 34% del totale. Un risultato reso possibile grazie all’azione congiunta con le quattro Regioni e i Comuni, che dimostra come il lavoro di squadra stia producendo risultati concreti e tangibili per i territori” conclude il Commissario Guido Castelli.

Castelli: “Con il Made in Italy rinasce il territorio ferito dal sisma”

“Il Governo Meloni, tre anni fa, istituendo la Giornata nazionale del Made in Italy ha voluto celebrare la creatività e l’eccellenza delle imprese e degli imprenditori italiani, promuovendo il valore e la qualità dei nostri prodotti” ha dichiarato Guido Castelli, Commissario straordinario Sisma 2016, che ha aggiunto: “Questi valori, questi prodotti, questi imprenditori sono gli stessi che stanno consentendo alle comunità colpite dal sisma di dieci anni fa di ritornare a vivere e a credere nella possibilità di restare e crescere nei loro territori di origini, ricchi di storia e capaci di contemporaneità”.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha istituito la giornata nazionale tramite la Legge Quadro sulla Tutela del Made in Italy (n. 206/2023) scegliendo come data il 15 aprile, giorno dell’anniversario della nascita di Leonardo da Vinci. L’iniziativa voluta dal ministro Adolfo Urso mira a promuovere il Made in Italy come simbolo di creatività, eccellenza e valore, riconoscendo il suo ruolo nello sviluppo economico e culturale del Paese e incoraggiando le nuove generazioni a valorizzare le professioni artigianali e creative.

“L’Appennino centrale non solo è un territorio di grande bellezza, che racchiude un patrimonio unico fatto di storia, arte e cultura – conclude Castelli – è anche un luogo caratterizzato da un tessuto imprenditoriale sano, vivace e tenace, che può contare su aziende di assoluto livello, che coniugano tradizione e innovazione. Imprenditori che non si arrendono ma, anzi, sono pronti a rilanciarsi mantenendo sempre alto il vessillo del Made in Italy. A questa volontà di rimettersi in piedi e correre il Programma NextAppennino offre un supporto tanto strategico quanto importante, attraverso risorse che hanno l’obiettivo di promuovere la riparazione economica e sociale di comunità che hanno attraversato anni molto difficili”.

 

Nessuno stop ai fondi per la ricostruzione post terremoto 2016. I pagamenti di CDP proseguiranno regolarmente. Arrivano anche nuovi fondi aggiuntivi per la ricostruzione pubblica.

Il disallineamento tecnico che venerdì 10 aprile aveva determinato la sospensione temporanea dei pagamenti della ricostruzione privata è stato risolto. Il prossimo 27 aprile verranno regolarmente erogate le spettanze alle imprese. La temporanea criticità era stata determinata da un disguido non dipendente dalla Struttura commissariale.

“La ricostruzione privata nel centro Italia procede speditamente come dimostra il fatto che le liquidazioni in favore delle imprese sono passate da 996 milioni del 2022 a 1,89 miliardi del 2025. Ciò significa, dati alla mano, che con l’attuale Governo è stato erogato più del 68% di quanto complessivamente liquidato dal 24 agosto 2016 ad oggi.” afferma il Commissario Straordinario Senatore Guido Castelli.

Le buone notizie non finiscono qui, un ulteriore straordinario risultato riguarda nuove ed aggiuntive risorse per la ricostruzione pubblica: è stato infatti appena bollinato dalla Corte dei conti il decreto di riparto del Fondo ricostruzioni a decorrere dal 2027 al 2029, che assegna al Centro Italia quasi 1,2 miliardi di euro.

“Esprimo un sentito ringraziamento al Governo, e segnatamente al Ministro Musumeci, che ancora una volta confermano il proprio impegno nel sostenere la ripresa e il rilancio del centro Italia devastato dal terremoto del 2016.”

Amandola, via libera all’ intervento miglioramento sismico della chiesa di San Lorenzo

La conferenza permanente ha dato il via libera all’ intervento miglioramento sismico della chiesa di San Lorenzo ad Amandola (Fm) La chiesa ad unica navata ha l’accesso disposto nella facciata principale posta a nord-ovest e prospicente su Via Nazario Sauro, unico prospetto libero che si affaccia sulla via pubblica. Ha un ingombro planimetrico di circa 300 mq e si sviluppa su più livelli. Il prospetto ad est risulta in adiacenza con alcuni ambienti del Monastero, quello ovest, invece, si affaccia sul giardino privato di proprietà delle Benedettine. Il prospetto est ospita la torre campanaria, di modeste dimensioni, che si imposta sulla struttura del primo livello del monastero e sul prolungamento della parete della navata

E’ previsto il consolidamento della muratura perimetrale con intonaco armato, la sostituzione degli architravi, l’inserimento di tiranti e nuovi capichiave; il rinforzo di volte in camorcanna e delle volte in muratura ,la ricostruzione del campanile, lo smontaggio della porzione superiore della facciata e successivo rimontaggio con mattoni di recupero, iniezioni di miscele leganti a base di calce nella porzione inferiore della facciata e la scarnitura e scarnitura di tutti i paramenti a faccia vista, la rimozione degli arredi e lo smontaggio degli elementi lignei. Il costo dell’intervento è di 1.733.703,89 euro.

“Proseguiamo con quel cambio di passo che ci consente di recuperare questi gioielli della nostra tradizione, pilastri della nostra storia- dichiara il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli –  Desidero ringraziare il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Arcivescovo Rocco Pennacchio, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Adolfo Marinangeli. La sinergia istituzionale è essenziale per lavorare concretamente per il bene delle nostre comunità”.

 

Visso, approvato il progetto di fattibilità per il miglioramento sismico di Palazzo Varano

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto di fattibilità tecnico‑economica per il miglioramento sismico di Palazzo Varano, edificio storico situato nel centro di Visso (Mc). L’approvazione è avvenuta con decreto del dirigente del Settore Attuazione Ordinanze Speciali, a conclusione di un articolato iter tecnico e amministrativo.

L’intervento, finanziato per un importo complessivo di 3 milioni di euro, riguarda uno degli edifici simbolo del cuore del borgo, gravemente danneggiato dagli eventi sismici del 2016/2017. Palazzo Varano, risalente al XVI secolo e tutelato ai sensi del Codice dei beni culturali, è stato infatti classificato inagibile a seguito dei danni strutturali riportati.

«Con l’approvazione si compie un passaggio fondamentale verso l’avvio delle fasi successive, mirate alla realizzazione dei lavori – conferma il commissario straordinario, Guido Castelli -. L’intervento su Palazzo Varano si inserisce nel più ampio programma di ricostruzione del capoluogo e delle frazioni, con l’obiettivo di restituire sicurezza e identità e vitalità a uno dei luoghi più rappresentativi, cosa per cui mi preme ringraziare, oltre al Comune ed all’Usr, la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

«Desidero ringraziare il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli per l’attenzione costante riservata a Visso e per il lavoro condiviso che ci consente di compiere passi concreti nella ricostruzione del nostro centro storico – il commento del sindaco Rosella Sensi -. L’approvazione del progetto di fattibilità per il miglioramento sismico di Palazzo Varano rappresenta un passaggio fondamentale per la restituzione della nostra piazza, che è sempre stata una priorità assoluta di questa amministrazione, tradotta in azioni concrete sin dal nostro insediamento. Fin da subito, infatti, abbiamo avviato un lavoro coordinato con l’Ufficio tecnico comunale, l’Usr Marche e la Struttura commissariale, proprio per mettere in moto il percorso di rinascita della piazza e del cuore di Visso. Questo il motivo per cui i risultati iniziano già a vedersi con chiarezza. Siamo consapevoli che la piazza non sia soltanto uno spazio urbano, ma il luogo della socialità e il cuore di Visso, la Perla dei Sibillini che vogliamo far tornare a vivere. Mettere in sicurezza un edificio simbolo come Palazzo Varano significa restituire centralità al nostro borgo, nel pieno rispetto della storia e della sicurezza di cittadini e visitatori».

Il progetto approvato punta al miglioramento sismico dell’intero edificio, con l’obiettivo di incrementare in modo significativo il livello di sicurezza strutturale, nel pieno rispetto delle caratteristiche storiche, architettoniche e materiche del palazzo. Gli interventi previsti consentiranno il recupero dell’agibilità e la rifunzionalizzazione degli spazi, mantenendo inalterata la fisionomia dell’edificio e valorizzandone il ruolo urbano e sociale.

Dal punto di vista tecnico, il progetto prevede operazioni mirate di consolidamento delle murature portanti, il rinforzo di volte e solai, la ricucitura delle lesioni più gravi, il miglioramento dei collegamenti strutturali e l’eliminazione dei meccanismi locali di collasso. Accanto agli interventi strutturali sono inoltre previsti il completo adeguamento degli impianti, il miglioramento dell’efficienza energetica e il superamento delle barriere architettoniche.

Castelli: “Con Fitto la nuova Europa riconosce il “diritto a restare”

“L’Unione europea ha finalmente posto nella sua agenda il tema del “diritto a restare” per tutti i cittadini dell’Unione, e soprattutto per quelle che abitano le aree interne: un segnale forte, di quella nuova Europa che il vicepresidente Ue, Commissario Raffaele Fitto, sta contribuendo a far nascere, dopo decenni di centralismo e di leadership delle regioni del Nord Europa, certamente meno sensibili alla questione”.

Il Commissario straordinario per la ricostruzione e la riparazione del Centro Italia colpito dal sisma del 2016-2017, senatore Guido Castelli, ha commentato così le notizie giunte anche oggi da Bruxelles, a margine dell’audizione di Raffaele Fitto alla Commissione speciale del Parlamento europeo sulla crisi degli alloggi.

Il Commissario Fitto, nell’ambito della politica di coesione ha ribadito che “stiamo lavorando per definire una strategia capace di dare risposta al ‘diritto a rimanere’. A maggio organizzeremo al Parlamento una riunione per dare il varo a questa strategia. Abbiamo bisogno di una consultazione pubblica perché il diritto a rimanere deve essere una opportunità importante per coinvolgere tutti gli interlocutori”.

“E’ un cambio di strategia nelle politiche di coesione europea – ha aggiunto il senatore Castelli – in piena sintonia con il cambio di paradigma per le aree interne rivendicato in Italia dalla premier, Giorgia Meloni, attraverso una strategia chiara e concreta, che investe in opere e interventi che servono davvero alle imprese, alle famiglie e ai territori del nostro Paese. Questa sensibilità rivolta ai territori e alle popolazioni delle aree interne, manifestata dal Governo italiano, si sta affermando anche a Bruxelles, grazie all’impegno e alla determinazione dei nostri rappresentanti, come il Commissario Fitto”.

Oltre all’”agenda per le città” la Commissione europea è al lavoro – ha detto Fitto –  “per presentare altre quattro strategie” che riguarderanno “le isole, le regioni ultraperiferiche, le aree di confine orientale e, infine, il diritto a restare, per affrontare la grande sfida che abbiamo per la popolazione e per le aree interne” prima della chiusura del confronto sul prossimo Quadro finanziario pluriennale (Qfp).

“E’ un ulteriore riconoscimento per l’impegno assunto dalla Struttura Commissariale che dirigo da tre anni, grazie alla fiducia attribuitami dal Governo, per la rinascita del Centro Italia. Dobbiamo continuare a percorrere questo cammino – continua Castelli – per ricostruire e rilanciare l’Appennino centrale cogliendo le opportunità del nuovo quadro finanziario europeo. Si tratta di occasioni per sostenere quegli sforzi che mirano ad assicurare ai cittadini, anche e soprattutto nell’Appennino, il diritto a restare in un’Italia più forte, un’Italia più unita e coesa. Restare e tornare sono diritti finalmente riconosciuti a chi non vuole abbandonare le sue radici e non vuole essere abbandonato nel percorso di rigenerazione sociale ed economica del proprio territorio. In questo contesto, il modello Appennino centrale si candida a diventare un riferimento per il necessario aggiornamento delle politiche di coesione, verso una governance integrata tra Stato e Regioni che possa essere sempre più vicina ai bisogni dei cittadini e delle imprese”.

Nuove risorse per la viabilità a Folignano

Arrivano 65.624,57 euro all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche per l’intervento di ripristino della viabilità nel comune di Folignano, in provincia di Ascoli Piceno.

L’intervento riguarda nello specifico il ripristino di via Cenciarini e via Torsellini, nel capoluogo comunale, ed è inserito nell’ambito dell’Ordinanza commissariale n. 137/2023 dedicata alla rigenerazione urbana e al rilancio del tessuto socio-economico delle aree colpite dal sisma.

Il contributo complessivo concesso, al netto delle economie di gara, ammonta a oltre 431 mila euro, di cui 150 mila già trasferiti in precedenza. Con questo nuovo stanziamento si raggiunge il 50% delle risorse erogate, in linea con l’avanzamento dell’intervento e con l’affidamento dei lavori già avvenuto. L’intervento rientra nel più ampio programma di rigenerazione urbana connessa al sisma, che mira a ricostruire non solo edifici e infrastrutture, ma anche il tessuto sociale ed economico delle comunità colpite.

“Il ripristino della viabilità rappresenta un tassello fondamentale del processo di ricostruzione – dichiara il Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli – perché significa restituire piena funzionalità ai territori e migliorare concretamente la qualità della vita delle comunità. Ringrazio la Regione Marche e il presidente Francesco Acquaroli, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Matteo Terrani per la loro collaborazione”.