Spoleto, approvati i lavori di miglioramento sismico della chiesa di San Rocco

La conferenza permanente ha approvato i lavori di miglioramento sismico della chiesa di San Rocco a Spoleto.

Nell’edificio sono rilevate lesioni che interessano la facciata esterna in mattoni; importanti lesioni nella parete di contro facciata che corrispondono a quelle riscontrabili nella cortina esterna in laterizio; lesioni sulle strutture voltate e sugli archi sommitali della copertura.

Il progetto prevede il preconsolidamento delle murature mediante iniezioni e consolidamento, la sarcitura delle lesioni mediante microcuciture armate e rinforzo colonne in muratura con nastri in fibra di carbonio;, il consolidamento degli archi e della cupola, il consolidamento di volte in pietra attraverso, l’inserimento di tiranti metallici in acciaio all’imposta degli archi interni al fine di assorbirne la spinta orizzontale,  perforazioni armate incrociate in corrispondenza degli incroci murari per l’ammorzamento dei paramenti ortogonali e la riparazione delle lesioni mediante la tecnica dello “scuci-cuci”. Il costo dell’intervento è di 1.109.000,00 euro.

“Nella regione di San Francesco, nell’anno in cui ricordiamo l’ottavo centenario della sua  morte, proseguiamo con gli interventi volti a recuperare questi gioielli della nostra tradizione. Il cambio di passo è intrapreso da tempo, stiamo lavorando senza sosta per restituire  questi luoghi dello spirito che testimoniano la nostra cultura e la nostra storia. Ringrazio la Regione Umbria, l’Arcivescovo Renato Boccardo, l’ufficio ricostruzione e l’Amministrazione comunale per la loro collaborazione” dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

Castelraimondo, ok all’intervento di miglioramento sismico della chiesa di San Lorenzo

Via libera, da parte della conferenza permanente, all’intervento di miglioramento sismico della chiesa di San Lorenzo in Frazione Brondoleto a Castelraimondo (Mc)

L’edificio è ubicato sulla sommità del colle della frazione di Brondoleto, eretto nel XVI secolo e riedificato nel corso del XIX secolo poiché fortemente danneggiata dal sisma del luglio 1799. L’edificio presenta una pianta di forma rettangolare con due cappelle laterali, è del tutto simmetrica rispetto all’asse longitudinale (ad eccezione del campanile) ed è connessa strutturalmente con degli edifici limitrofi, di civile abitazione, esclusivamente verso il lato Est; alla sacrestia nonché alla casa parrocchiale verso il lato Nord, di proprietà della medesima parrocchia. L’accesso alla fabbrica è consentito dalla facciata principale, tramite una breve scalinata in marmo centrata rispetto all’asse della navata, oppure da ingressi secondari, posti sul fianco in corrispondenza del prospetto Sud, oppure tramite la sacrestia, comunicante con i locali laterali fino all’ingresso sul lato Ovest.

Il progetto prevede la ricostruzione delle porzioni di murature e tetto crollate, il miglioramento delle caratteristiche meccaniche della muratura con la tecnica dello scuci-cuci, la realizzazione di intonaco armato sulla facciata esterna e reticola sulla facciata interna per le pareti del campanile. Per le murature della Chiesa sono previste iniezioni con geocalce, lo smontaggio controllato della porzione del campanile superiore al livello della chiesa, il rifacimento delle porzioni smontate previo consolidamento delle murature in essere che resteranno alla base; – ripristino del solaio di copertura e installazione di pannelli di controventamento per le falde, l’inserimento di catene metalliche e capochiavi esterni efficaci nella riduzione del rischio nei confronti dei cinematismi e cuciture armate negli ammorsamenti murari. Il costo dell’intervento è di 1.401.943,23 euro.

“Proseguiamo con quel cambio di passo che ci consente di recuperare queste vere e proprie opere d’arte del nostro patrimonio culturale e religioso. Stiamo lavorando senza sosta per permettere di far tornare a nuova luce un’altra chiesa, espressione di una comunità e della sua cultura. Ringrazio il presidente della Regione, l’Arcivescovo Francesco Massara, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Patrizio Leonelli per la loro collaborazione” dichiara  il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

L’Arcivescovo Francesco Massara: “Ringrazio il commissario Castelli, l’Ufficio ricostruzione e la Soprintendenza per questo altro ottimo risultato che ci permetterà di restituire un gioiello al nostro territorio”

“E’ un recupero che vale per tutta la comunità di Castelraimondo, ma anche di tutto il territorio. Dopo il sisma del 2016 la comunità di Brondoleto, pur di non rinunciare alla sua chiesa, ha adattato una casetta in legno dove vengono celebrate tutte le funzioni religiose. Un grosso ringraziamento va al commissario Castelli per la sua sensibilità ed al nostro arcivescovo Massara per aver dato priorità ad una chiesa con un grande valore storico. Tutta la comunità di Castelraimondo ed in primis gli abitanti della frazione di Brondoleto ringraziano infinitamente con l’augurio che la chiesa di San Lorenzo possa presto tornare ad essere punto di riferimento per tutto il territorio. Grazie infinite ancora a tutti coloro che si sono adoperati per questa opera” dichiara il sindaco Patrizio Leonelli.

Il Ministro Piantedosi ad Arquata del Tronto per l’inaugurazione del nuovo Municipio

Giovedì 14 maggio, a partire dalle ore 11, si svolgerà la cerimonia di inaugurazione del nuovo Municipio di Arquata del Tronto (Strada Provinciale Valfluvione 89, frazione di Borgo), Comune tra i più colpiti dai sismi che nel 2016-2017 interessarono l’Appennino centrale.

All’evento prenderanno parte il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi; il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli; il Commissario Straordinario al sisma 2016; Guido Castelli; il Presidente della Provincia di Ascoli Piceno, Fabio Salvi e il Sindaco di Arquata del Tronto, Michele Franchi.

L’accoglienza delle autorità e del pubblico è prevista a partire dalle ore 10.30. Alle ore 11 avverrà l’esecuzione dell’inno nazionale (intonato dagli alunni dell’istituto scolastico di Arquata), dalle ore 11.05 si terranno i saluti istituzionali e, alle ore 12.15, avverrà l’intitolazione della Sala Consiliare, con svelamento della targa, ad Aleandro Petrucci (il Sindaco di Arquata del Tronto in concomitanza con glie venti sismici del 2016).

Pieve Torina, lavori in corso sul Municipio

Procedono i lavori per la riparazione del municipio di Pieve Torina, uno dei comuni della provincia di Macerata più colpiti dal sisma del 2016/2027. L’intervento, entrato nella fase operativa, compie un nuovo passo avanti anche sul piano finanziario: l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha infatti disposto la liquidazione di parte del contributo concesso, pari a 1.611.218 euro. Il progetto, per un importo complessivo di 3,7 milioni di euro, vede dunque al centro il palazzo comunale di via Roma, edificato negli anni Settanta, oggetto di demolizione e ricostruzione; manterrà le funzioni amministrative ma con una nuova organizzazione degli spazi, più efficiente e rispondente alle esigenze.

 

“Il cantiere è in piena attività e le lavorazioni in corso stanno dando attuazione al progetto esecutivo, confermando il passaggio dalla fase autorizzativa a quella realizzativa – spiega il commissario straordinario, Guido Castelli -. A Pieve Torina come nelle altre zone martoriate del cratere c’è molto da fare, andiamo avanti con determinazione poiché il nostro obiettivo rimane quello di restituire una prospettiva concreta di ritorno alla vita, nella piena sicurezza. Ringrazio, oltre al Comune, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli”.

 

“Il nuovo municipio sarà la casa di tutta la comunità – sottolinea il sindaco  Alessandro Gentilucci – innovativo, sostenibile, accogliente. Uno spazio adeguato anche per chi, oggi e da oltre dieci anni, lavora con grande dignità in strutture d’emergenza, ossia i moduli prefabbricati dell’attuale sede comunale. Ringrazio in particolare chi ce li ha concessi in uso. Questi lavori che procedono sono i segni concreti –  prosegue Gentilucci – di una ricostruzione vera, tangibile, che si percepisce non solo davanti alle mura del nuovo municipio, ma in tutto il paese di Pieve Torina”.

 

Il nuovo edificio ospiterà, al piano seminterrato, il garage per la Protezione civile con accesso esterno per i mezzi, oltre a spogliatoi, depositi, locali tecnici e l’archivio comunale, collocato in un vano dedicato con ingresso autonomo. Al piano rialzato troveranno spazio l’ufficio protocollo, l’anagrafe, la polizia locale e i servizi sociali, insieme ai locali destinati alla guardia medica, dotati di un accesso secondario indipendente. Al primo piano, sul fronte principale, saranno collocate la sala consiliare e l’ufficio del sindaco, mentre le restanti superfici saranno destinate agli uffici tecnici e alle sale riunioni. L’ultimo piano ospiterà infine un ampio vano adibito a uffici.

L’avvio della strategia per il “diritto a restare” avvicina l’Europa ai territori e a chi li abita

Grazie al Vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto il diritto a restare sul proprio territorio diventa una priorità supportata da risorse e opportunità mai viste prima. Un impegno che il Governo Meloni aveva già concretizzato con l’indicazione di accompagnare la ricostruzione fisica del cratere sisma 2016 con il rilancio economico e sociale delle popolazioni residenti.

“Un obiettivo che come Struttura Commissariale – dichiara il Commissario sisma 2016 Guido Castelli – abbiamo portato avanti insieme ai territori, alle Regioni e a tutti gli enti locali e che ora, dopo troppi anni di immobilismo, sta dando i primi risultati”. “In un contesto estremamente fragile come l’Appennino centrale aggravato dagli eventi sismici – prosegue Castelli – gli interventi per la ricostruzione e il rilancio economico e sociale hanno arrestato lo spopolamento e ridato fiducia nella popolazione che, secondo il CRESME, al 2044 cresce di 44 mila unità rispetto alle stime pre-ricostruzione, i flussi migratori tornano positivi e la nuova occupazione supera i 102 mila rapporti di lavoro all’anno”.

“L’efficacia delle misure realizzate non è solo quantitativa ma anche qualitativa: gli investimenti del programma Next-Appennino nel cratere hanno dimostrato di rispettare i criteri di equità territoriale, destinando più risorse ai comuni demograficamente ed economicamente più fragili, ponendo le basi per un ulteriore miglioramento dello scenario sociale e demografico nel medio-lungo termine”. “Si tratta di una buona pratica di coesione territoriale – conclude Castelli – che potrà essere di riferimento per la nuova strategia per le aree interne che il Ministro Foti ha dichiarato essere una emergenza nazionale, ma soprattutto è una esperienza che le Regioni dell’Appennino centrale interessate (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria) potranno utilizzare per cogliere al meglio le opportunità delle risorse del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034”.

Presentato il badge di cantiere. Il cratere laboratorio nazionale di legalita’, sicurezza e innovazione

Il cantiere della ricostruzione post sisma 2016 si conferma oggi, nel cuore delle istituzioni, come un vero e proprio laboratorio nazionale di innovazione, capace di trasformare una delle più grandi sfide del Paese in un modello avanzato di legalità, sicurezza e collaborazione tra istituzioni.

È questo il messaggio emerso con forza durante la presentazione del badge digitale e del settimanale di cantiere digitale, svoltasi alla Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, alla presenza del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, e del Commissario Straordinario di Governo per il Sisma 2016, Guido Castelli.

Nei prossimi giorni il badge digitale, destinato ai lavoratori impegnati nelle migliaia di cantieri della ricostruzione post sisma 2016 del Centro Italia, diventerà obbligatorio. La misura, destinata a essere estesa a livello nazionale, sarà prima sperimentata in questi territori, anche grazie alla vigilanza operata dalla Struttura per la prevenzione antimafia del Viminale, guidata dal Prefetto Canaparo. Nell’ultimo triennio, infatti, i gruppi interforze antimafia delle Prefetture, coordinati dalla Struttura antimafia, hanno eseguito 105 accessi ai cantieri e hanno monitorato 270 operatori economi presenti nei cantieri della ricostruzione.

All’evento hanno inoltre preso parte il Questore della Camera Paolo Trancassini e il Presidente dell’ANAC, Giuseppe Busia. Al termine della conferenza stampa si poi è tenuta la sessione dedicata a “Sicurezza, legalità e qualificazione nei cantieri della ricostruzione” che ha visto  la partecipazione di Marcello Fiori, Direttore generale INAIL; Federica Brancaccio, Presidente ANCE; Dario Firsech, Presidente CNCE; Ottavio De Luca, Segretario Generale FILCA-CISL Nazionale; Francesco Sannino, Segretario Nazionale Feneal Uil; Antonio Di Franco, Segretario generale della Fillea-Cgil, Riccardo Roccati, Presidente Nazionale CNA Costruzioni e Stefano Crestini, Presidente ANAEPA Confartigianato e Franco Sforza di Confapi Aniem.

L’iniziativa rappresenta il punto di arrivo di un percorso condiviso che ha visto una straordinaria collaborazione istituzionale tra Governo, Struttura commissariale, le Regioni, le Casse edili e il sistema bilaterale delle parti sociali, organizzazioni datoriali e sindacali, dimostrando come il dialogo e la responsabilità comune possano tradursi in strumenti concreti ed efficaci.

Il cratere del sisma 2016, il cantiere più esteso d’Europa, si afferma così non solo come il luogo della più grande ricostruzione in corso, ma anche come uno spazio di sperimentazione dove si costruiscono soluzioni innovative, precursori e casi studio reali, nel quale si valorizza la capacità delle istituzioni di fare sistema, anticipando modelli normativi e operativi destinati a consolidarsi a livello nazionale. In questo contesto, l’introduzione del badge digitale segna un cambio di passo decisivo, dal momento che consente di monitorare in modo trasparente le presenze nei cantieri, rafforza la tutela dei lavoratori e contribuisce a prevenire fenomeni di irregolarità e possibili infiltrazioni criminali, in una fase in cui la dimensione economica della ricostruzione richiede il massimo livello di attenzione.

I numeri: la ricostruzione dei territori dell’Appennino centrale, il cui cratere ha una superficie di circa 8 mila chilometri quadrati, prevede complessivamente lavori per 28 miliardi di euro e, in questo momento, grazie al cambio di passo impresso, sono in corso quasi 10 mila cantieri di ricostruzione privata (oltre 14.500 quelli già conclusi). Sono stati concessi oltre 12,6 miliardi di euro, liquidati oltre 7,9 miliardi (di cui il 66% dei quali negli ultimi tre anni). Grazie alle ultime ordinanze che hanno fatto chiarezza sul post-superbonus, dando stabilità e strumenti utili per procedere con rigore e speditezza, ora ci si aspetta un’ulteriore accelerazione della ricostruzione, anche relativamente alle località più colpite. La ricostruzione pubblica conta ulteriori 3.730 interventi finanziati e sbloccati per oltre l’80% nel 2023. Il 61% di questi (oltre 2.300 cantieri) sono giunti alla fase di progettazione per cui, già nel 2026, potrebbero avviare i lavori venendo così coinvolti nell’applicazione del badge e settimanale di cantiere.

Il sistema digitale, integrato nella piattaforma GE.DI.SI., consente una gestione moderna e interoperabile delle informazioni di cantiere, offrendo agli organi di controllo strumenti tempestivi e affidabili e alle imprese un modello organizzativo più semplice e trasparente. Non si tratta di un adempimento burocratico, ma di un investimento sulla qualità del lavoro e sulla fiducia dei cittadini.

Particolarmente significativo è stato il contributo delle parti sociali, che hanno accompagnato la costruzione di questo strumento fin dalle sue prime fasi, confermando il ruolo fondamentale del confronto e della partecipazione nella gestione di processi complessi come la ricostruzione.

Con il Decreto commissariale n. 332 del 13/04/2026, relativo all’approvazione della documentazione del badge di cantiere, è stato dato il via libera ai processi e, quindi, alla possibilità di ricevere il badge e usare gli applicativi. Inoltre, verrà avviata una fase di monitoraggio e di analisi dei processi di applicazione e utilizzo del badge di cantiere, finalizzata alla sua progressiva ottimizzazione e semplificazione.

 

Nel corso del suo intervento, il Ministro dell’interno Matteo Piantedosi ha espresso apprezzamento per l’introduzione del badge di cantiere, sottolineando il valore del lavoro condiviso tra istituzioni, parti sociali e organismi di controllo per rafforzare legalità, sicurezza e trasparenza nella ricostruzione post-sisma.

“L’introduzione del badge di cantiere è una iniziativa che rafforza ulteriormente l’impegno comune su temi che riguardano il futuro delle comunità coinvolte. Una scelta chiara che pone i temi della sicurezza sul lavoro, della tutela dei diritti dei lavoratori e del contrasto ad ogni forma di illegalità al centro della rinascita di questi territori così dolorosamente colpiti. Una misura che tutela anche la qualità e i tempi di realizzazione delle opere, insieme agli ingenti investimenti pubblici” ha dichiarato il titolare del Viminale sottolineando che “il modello sviluppato dalla Struttura per la prevenzione antimafia del Viminale nel Cratere del Centro Italia rafforza l’attività di prevenzione contro i tentativi di infiltrazione mafiosa, avvalendosi di strumenti tecnologici che consentono controlli più efficaci, dinamici e tempestivi. Un modello che è stato utilizzato anche nella realizzazione delle opere per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e che può oggi essere replicato nella gestione di altri grandi eventi e interventi di ricostruzione sul territorio nazionale. L’aumento dei provvedimenti interdittivi adottati e degli accessi ai cantieri dimostra che il sistema di vigilanza funziona, a tutela dell’economia sana, della sicurezza dei lavoratori e della credibilità delle istituzioni”.

Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone: “ II rispetto della legalità è la prima tutela del lavoro. Il badge di cantiere è una misura operativa dentro questa visione. La sua introduzione segna la direzione chiara che intendiamo perseguire, coinvolgendo direttamente le parti sociali che più da vicino conoscono le realtà nelle quali lo strumento andrà ad operare. L’obiettivo è costruire un sistema replicabile, che utilizzi la tecnologia per migliorare la trasparenza, i controlli, le tutele. Un modello che parte dall’area del Cratere Sisma 2016 e dal settore edile e che, una volta verificato, potrà essere esteso con criteri chiari e condivisi. Questo è il modo in cui intendiamo la sicurezza nei luoghi di lavoro: un sistema che si costruisce insieme, integrando misure concrete e coerenti”

Il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli: “Questo giorno segna un significativo salto di qualità. La ricostruzione del sisma 2016 non è soltanto un’opera di ripristino materiale, ma un processo che sta ridefinendo modalità e standard dell’azione pubblica. In questo senso, il badge di cantiere rappresenta uno dei tasselli più significativi di una strategia più ampia che punta a coniugare innovazione tecnologica, sicurezza e legalità. Si tratta di un risultato frutto di un percorso condiviso insieme al Ministro Marina Calderone e il Ministro Matteo Piantedosi, i Presidenti delle quattro regioni; buone pratiche rese operative con il Prefetto Canaparo e il Presidente Busia che ringrazio, e una costante collaborazione con le parti sociali tutte e la CNCE. Una governance multi livello, quella del Sisma 2016, che testimonia l’attenzione del Governo Meloni verso l’Appennino centrale e le sue comunità. Una sinergia che ha permesso di strutturare un modello concreto e replicabile, capace di dimostrare che anche nelle situazioni più complesse è possibile costruire amministrazione pubblica di qualità, fondata su trasparenza, responsabilità e collaborazione.”.

Il Questore della Camera Paolo Trancassini: “La digitalizzazione dei processi non rappresenta soltanto un obiettivo tecnologico, ma una leva fondamentale per migliorare l’efficienza dell’azione pubblica e rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Il badge di cantiere si colloca pienamente in questa strategia: non come elemento isolato, ma come parte di un sistema che punta alla modernizzazione dei controlli, alla prevenzione delle irregolarità e alla semplificazione delle procedure, senza mai ridurre il livello di attenzione sui temi della legalità e della sicurezza. Quando un cittadino vede che il cantiere sotto casa è organizzato, controllato, trasparente, percepisce che le istituzioni sono al suo fianco. Quando un lavoratore sa di operare in un contesto regolato e sicuro, si rafforza il senso di dignità del lavoro”.

 

Ordinanza n. 216/2024

La ricostruzione del Centro Italia colpito dal sisma del 2016 si pone come Laboratorio nazionale di buone pratiche, grazie all’introduzione del badge di cantiere. Un’introduzione, stabilita dall’Ordinanza n. 216, che sostiene le aziende anche con fondi per la formazione. Non uno strappo dal passato, quindi, ma una visione di futuro, fortemente voluta dal Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli.

L’Ordinanza dispone l’avvio dell’utilizzo del badge per i lavoratori dei cantieri:

  • della ricostruzione privata il cui decreto di concessione del contributo è stato rilasciato successivamente alla pubblicazione del decreto di approvazione della documentazione propedeutica all’allineamento della piattaforma;
  • della ricostruzione pubblica e degli edifici di culto il cui contratto di affidamento dei lavori è sottoscritto successivamente alla pubblicazione dello stesso decreto;

La stessa Ordinanza, all’art.6 c.4, dispone che le imprese titolari dei cantieri si adeguano a tali disposizioni entro i seguenti termini:

  • 1 mese, per i cantieri il cui valore complessivo dei lavori sia uguale o superiore a 500.000 euro;
  • 12 mesi, per i cantieri il cui valore complessivo dei lavori sia uguale o superiore a 258.000 euro;
  • 24 mesi, per i cantieri il cui valore complessivo dei lavori sia uguale o superiore a 150.000 euro;
  • 36 mesi, per tutti i restanti cantieri.

Caratteristiche del Badge di cantiere

Il sistema è gestito dalla Struttura commissariale tramite la sezione “Monitoraggio Cantieri” della piattaforma GE.DI.SI., che, integrando il sistema sviluppato dalle casse edili/edilcasse per mezzo della CNCE, consente la registrazione giornaliera delle presenze di personale ed il conseguente aggiornamento automatico del “Settimanale di cantiere”. Si tratta, dunque, di uno strumento essenziale per il monitoraggio in tempo reale della ricostruzione pubblica e privata e per la tutela delle imprese che operano nella ricostruzione post-sisma dell’Appennino centrale.

Il funzionamento e come viene rilasciato

Il badge, dotato di NFC e Qrcode, è rilasciato dalle casse edili/edilcasse a tutti gli operatori del cantiere, edili e non edili. Le timbrature sono rilevate in ingresso al cantiere, tramite app mobile “CNCE BadgeCheck” sviluppata dalla CNCE, per conto delle Casse. Il badge sarà rilasciato solo ed esclusivamente dagli enti bilaterali coinvolti nella ricostruzione del cratere 2016.

Servigliano, recupero per l’ex ospedale di Santa Maria del Piano

Via libera al progetto esecutivo aggiornato per il recupero dell’ex ospedale di Servigliano (Fm), all’interno del complesso monumentale vincolato di Santa Maria del Piano. Con decreto dell’Ufficio Speciale Ricostruzione è stata approvata la documentazione economica e contrattuale dell’intervento e rideterminato il contributo complessivo in 1.910.000 euro, nell’ambito del Programma straordinario di rigenerazione urbana previsto dall’Ordinanza commissariale 137 del 2023.

“Il decreto rappresenta un passaggio decisivo nel percorso operativo dell’intervento, che consente di procedere con l’affidamento dei lavori e l’avvio del cantiere – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Il recupero dell’ex ospedale di Santa Maria del Piano si inserisce in una strategia più ampia di rigenerazione urbana e rilancio del patrimonio pubblico, con l’obiettivo di rafforzare la funzione culturale e sociale del centro storico di Servigliano e contribuire alla ricostruzione dei luoghi simbolo colpiti dal sisma. Ringrazio, oltre al Comune, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli”.

“Stiamo ultimando il recupero del patrimonio storico e identitario della città di Servigliano. La struttura si trova in una posizione veramente strategica e questo ci consentirà il completamento dell’intervento e per avere un affaccio sul futuro, per avere un contenitore dinamico che possa essere cerniera di energie nuove, di nuovi pensieri, di nuove forme di economia culturale e di servizi alla persona. È un elemento di accelerazione forte che stiamo attendendo noi cittadini delle aree interne.  È importante avere dei contenitori che possono essere dinamici e che possono andare nella frequenza di innovare restituendo servizi alle persone che attualmente sono residenti, ma anche per tutti coloro che vorranno e decideranno di tornare e di venire in questi territori con curiosità e interesse, che rientreranno nella media valle del Tenna in un territorio completo e fornito di servizi” dichiara il sindaco Marco Rotoni.

L’intervento, promosso dal Comune in qualità di soggetto attuatore, è finalizzato alla rifunzionalizzazione dell’ex ospedale come punto di promozione e servizi e hub espositivo, restituendo alla comunità un bene storico di alto valore identitario e culturale.

Il progetto riguarda un edificio tutelato, inserito nel tessuto dell’antico complesso monastico, e prevede opere di miglioramento sismico e interventi locali compatibili con il carattere monumentale dell’immobile.

Incontro tra il Commissario straordinario e il Presidente della Provincia di Macerata

Questa mattina il Commissario straordinario per la ricostruzione sisma 2016 ha incontrato ufficialmente il Presidente della Provincia di Macerata, Alessandro Gentilucci, recentemente eletto e Sindaco di Pieve Torina.

L’incontro ha rappresentato un primo momento di confronto istituzionale, finalizzato a verificare lo stato di evoluzione e di attuazione del programma di ricostruzione post-sisma che vede protagonista la Provincia di Macerata.

Si tratta di un insieme di interventi per un valore complessivo di circa 140 milioni di euro, che riguardano plessi istituzionali ed edifici di competenza provinciale, con una particolare attenzione all’edilizia scolastica.

Il confronto, svoltosi in un clima di grande collaborazione, è stato particolarmente proficuo e ha evidenziato una piena sintonia tra il Commissario e il Presidente della Provincia. Nel corso dell’incontro è stato effettuato un esame puntuale degli interventi, uno per uno, con l’obiettivo di individuare le azioni necessarie per accelerare ulteriormente l’attuazione dei lavori.

Segnali positivi emergono sul fronte di alcuni interventi già conclusi, come quelli del Provveditorato a Macerata, mentre per altri si registrano importanti passi avanti: è infatti previsto entro l’estate l’avvio dei lavori di riparazione della Prefettura, edificio centrale situato in Piazza della Libertà.

Per quanto riguarda la nuova caserma dei Vigili del Fuoco, si è prossimi all’approvazione del progetto esecutivo, passaggio decisivo per garantire ai vigili del fuoco della provincia di Macerata una nuova struttura moderna e funzionale.

Permangono invece alcune situazioni che richiedono ulteriori approfondimenti tecnici. Tra queste, l’Istituto “Varnelli” di Cingoli, per il quale è stato convocato un tavolo tecnico l’8 maggio, finalizzato a fornire un quadro definitivo ai progettisti già incaricati.

Analogo percorso di approfondimento riguarda anche la sede della Questura e del Comando provinciale dei Carabinieri, dove si rende necessario definire il quadro esigenziale delle istituzioni di riferimento.

“L’incontro di oggi – ha dichiarato il Commissario – è stato sereno, costruttivo e fortemente operativo. La sintonia istituzionale riscontrata rappresenta un elemento fondamentale per accelerare i processi e dare risposte concrete ai territori. L’obiettivo condiviso è quello di procedere con determinazione, garantendo tempi certi e qualità degli interventi”.

“Il confronto ha consentito una ricognizione puntuale dello stato di avanzamento degli interventi e delle relative criticità – ha dichiarato il Presidente Alessandro Gentilucci –. In particolare, è emersa la volontà di privilegiare una metodologia basata sul coordinamento operativo sulle fasi progettuali e autorizzative, al fine di ridurre i tempi di attuazione. La Provincia è pienamente impegnata nel garantire il rispetto dei cronoprogrammi, con particolare attenzione agli interventi di edilizia scolastica e alle opere strategiche per il territorio. Con il Commissario abbiamo parlato del futuro dei nostri territori, con un focus sui nostri giovani, su quelle che saranno le classi dirigenti del domani, focalizzando temi come formazione e istruzione che sono quelli che poi servono per arrivare al lavoro. La ricostruzione, quindi, come elemento di sviluppo, di ripartenza, di capacità di essere al passo con i tempi, avendo a disposizione strutture scolastiche che dovranno essere sia efficienti dal punto di vista sismico, che all’avanguardia dal punto di vista dei laboratori”.

Ricostruzione, il Commissario accelera: 700 mila euro per Villa Cerboni Rambelli

La ricostruzione post-sisma continua a procedere con determinazione e visione, coinvolgendo in modo concreto anche i territori costieri. È in questa direzione che si inserisce l’intervento su Villa Cerboni Rambelli, per il quale lo scorso 24 aprile è stato disposto dall’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche il trasferimento di 700 mila euro, pari al 20% del finanziamento complessivo.

Una scelta chiara, che porta la firma del Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 e del Presidente Francesco Acquaroli, e che conferma una linea precisa: la priorità sono i territori più colpiti, ma ogni danno da sisma va riparato.

L’intervento, del valore complessivo di 3,5 milioni di euro, riguarda il consolidamento e il restauro conservativo di uno degli immobili più significativi del patrimonio culturale cittadino.

Il decreto del 24 aprile che dispone l’anticipo consente ora al Comune di San Benedetto del Tronto di entrare nella fase operativa e avviare i lavori.

“Con questo intervento dimostriamo ancora una volta che la ricostruzione è una responsabilità che riguarda l’intero territorio colpito dal sisma. San Benedetto del Tronto, pur non rientrando nel cratere  , è parte integrante di questo processo e merita attenzione.” dichiara il commissario Castelli.

 

Un messaggio netto, che rafforza l’idea di una ricostruzione equa, diffusa e capace di tenere insieme l’intera regione.

Il progetto di recupero di Villa Cerboni Rambelli ha già completato le fasi fondamentali di progettazione e approvazione, consentendo l’erogazione dell’anticipo previsto dalle norme sulla ricostruzione.

“Il nostro obiettivo è chiaro: trasformare le risorse in cantieri aperti e risultati visibili. Ogni euro stanziato deve tradursi in opere realizzate e servizi restituiti ai cittadini.”

Non si tratta soltanto di un intervento edilizio. Il recupero di Villa Cerboni Rambelli rappresenta una scelta strategica: investire sulla cultura come leva di sviluppo e come elemento di identità.

“Restituire questo immobile alla città significa rafforzare il tessuto culturale, ma anche creare nuove opportunità per il turismo e l’economia locale. La ricostruzione non è solo riparazione: è futuro.”

Una linea chiara: concretezza e tempi certi

L’operazione su San Benedetto del Tronto si inserisce in un quadro più ampio di interventi portati avanti con un metodo preciso: programmazione, verifica, finanziamento e rapida attuazione.

Una linea che punta a superare ritardi e incertezze del passato, restituendo fiducia ai territori e accelerando il percorso di rinascita.

Cabina di coordinamento: nuovi incrementi per i cimiteri di Candelara e Monteciccardo nel Comune di Pesaro

La Cabina di coordinamento sisma ha approvato nuovi incrementi finanziari per due interventi di ricostruzione pubblica nel Comune di Pesaro, riguardanti il recupero dei cimiteri di Candelara e Monteciccardo.

Nel dettaglio, l’aumento riconosciuto per il Cimitero di Candelara è pari a 73.982,73 euro, mentre per il Cimitero di Monteciccardo l’incremento ammonta a 431.792,18 euro. Complessivamente, le ulteriori risorse assegnate raggiungono quindi 505.774,91 euro. Gli incrementi approvati consentiranno di garantire la prosecuzione e l’adeguamento degli interventi previsti, tenendo conto dell’evoluzione dei costi e delle necessità emerse in fase progettuale e attuativa.

“Con questi nuovi stanziamenti – dichiara il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli – confermiamo l’attenzione verso tutti quei luoghi che custodiscono la memoria e l’identità delle comunità. Anche gli interventi sui cimiteri rappresentano una parte importante della ricostruzione: non riguardano soltanto il ripristino di strutture danneggiate, ma il rispetto della storia dei territori e dei legami più profondi delle persone con i propri luoghi.  Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’ufficio ricostruzione e il Comune per la loro collaborazione”