Inaugurata la nuova caserma dei Carabinieri di Fiastra

Si è tenuta oggi la cerimonia ufficiale di inaugurazione della nuova Caserma dei Carabinieri di Fiastra, struttura che ospiterà la Stazione Carabinieri territoriale e il Nucleo Carabinieri Parco, punto di riferimento essenziale per la sicurezza e il presidio dei Monti Sibillini.

All’evento hanno preso parte il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli; il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli; il sottosegretario al Mef Lucia Albano; il Generale di Corpo d’Armata Aldo Iacobelli, Comandante Interregionale Carabinieri “Podgora”; il Prefetto di Macerata Giovanni Signer; il Presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci; il Direttore Regionale dell’Agenzia del Demanio Pierpaolo Russo e i sindaci di Fiastra e Bolognola, Giancarlo Ricottini e Cristina Gentili.

“Oggi restituiamo a questa comunità dei Monti Sibillini un presidio stabile e funzionale, destinato a ospitare sia i Carabinieri territoriali sia i Carabinieri Forestali, con un ruolo centrale per la sicurezza pubblica, il controllo del territorio e la tutela ambientale in un contesto montano di particolare pregio paesaggistico – ha dichiarato il Commissario Straordinario Guido Castelli –. Riconsegnare le Caserme ai nostri borghi, dopo aver restituito la nuova sede del Comune lo scorso anno a Fiastra, significa compiere anche un importante intervento di riparazione sociale, perché questi luoghi rappresentano punti di riferimento fondamentali per la vita quotidiana delle comunità, soprattutto nelle aree interne e montane. La presenza dell’Arma dei Carabinieri è preziosa non solo sotto il profilo della sicurezza, ma anche per il rapporto umano e di prossimità che da sempre lega i militari ai cittadini dell’Appennino centrale. Ringrazio il Presidente Francesco Acquaroli per la costante collaborazione istituzionale, il sottosegretario Albano e l’Agenzia del Demanio per il lavoro svolto e l’Arma dei Carabinieri per il servizio quotidiano che garantisce ai territori colpiti dal sisma. La ricostruzione non riguarda soltanto edifici e infrastrutture, ma anche il ripristino di servizi essenziali e di presìdi di legalità e coesione sociale indispensabili per il futuro dei nostri borghi”.

“La continuità delle inaugurazioni che stiamo vivendo in questi giorni, dopo quella di ieri al nuovo Municipio di Arquata del Tronto, rappresenta il segno tangibile del grande lavoro portato avanti insieme da Governo, Regione e Struttura commissariale. Oggi a Fiastra compiamo un altro passo importante: l’apertura di una Caserma dei Carabinieri non è soltanto la consegna di un edificio, ma la restituzione di un presidio di legalità e sicurezza.

È un messaggio forte rivolto ai cittadini e soprattutto ai giovani che hanno scelto di restare e continuare a credere nel futuro di questi territori. Accanto alle opere pubbliche, i numerosi cantieri aperti testimoniano l’avanzamento della ricostruzione privata. Stiamo riconsegnando edifici con standard qualitativi elevati, sia sotto il profilo della sicurezza sismica sia della qualità costruttiva, più moderni e capaci di garantire migliori condizioni di vita e nuove opportunità. Oggi l’accelerazione della ricostruzione è visibile e concreta. Siamo di fronte al più grande cantiere di ricostruzione d’Europa, nato purtroppo da uno dei momenti più drammatici della nostra storia recente. Il nostro impegno quotidiano, insieme al Commissario straordinario Guido Castelli e a tutti i tecnici impegnati sul territorio, è continuare a superare le difficoltà e rendere i processi sempre più rapidi ed efficaci e la ricostruzione più fattiva e concreta per restituire normalità alle tante famiglie e imprese di questi territori ” dichiara il presidente della Regione Francesco Acquaroli.

il Generale di Corpo d’Armata Aldo Iacobelli, Comandante Interregionale Carabinieri “Podgora”: “Questa nuova caserma rappresenta molto più di un’infrastruttura: è il segno concreto di uno Stato presente, vicino ai cittadini e pienamente integrato nel tessuto sociale di questi territori – ha dichiarato il Generale di Corpo d’Armata Aldo Iacobelli, Comandante interregionale Podgora–. Desidero esprimere la mia gratitudine al Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli e al Direttore regionale dell’Agenzia del Demanio Pietropaolo Russo, che hanno reso possibile la realizzazione di questa nuova sede per la Stazione Carabinieri e il Nucleo Carabinieri Parco di Fiastra, una struttura moderna, funzionale e accogliente. La scelta di collocarla nel centro abitato significa prossimità, accessibilità e rapidità di intervento, rafforzando quel legame quotidiano tra Arma e comunità che da oltre 160 anni caratterizza la presenza dei Carabinieri a Fiastra. Questa struttura, realizzata secondo i più moderni criteri di sostenibilità ed efficienza energetica sulle macerie della vecchia sede danneggiata dal sisma del 2016, unisce memoria e innovazione, offrendo ai militari un luogo funzionale da cui continuare a servire il territorio. Per un carabiniere la caserma è casa, è il luogo dove si costruiscono relazioni, si rafforza lo spirito di corpo e si rinnova ogni giorno il senso del servizio. Dietro queste mura ci saranno ascolto, protezione e vicinanza ai cittadini, perché dove c’è bisogno, c’è l’Arma”.

“Quella di oggi è una giornata importante per Fiastra e per tutto il territorio dei Sibillini. La nuova Caserma dei Carabinieri non è soltanto un edificio, ma il segno concreto di una presenza stabile dello Stato accanto alla nostra comunità, dopo le ferite profonde lasciate dal sisma del 2016. In questi anni l’Arma non ci ha mai lasciati soli, operando con professionalità e vicinanza anche nei momenti più difficili. Oggi inauguriamo un presidio fondamentale per la sicurezza dei cittadini, dei visitatori e dell’ambiente, in un territorio che d’estate arriva ad accogliere migliaia di persone tra lago, montagne e sentieri delle Lame Rosse. Questo risultato è frutto di una grande collaborazione istituzionale e per questo ringrazio il Commissario alla ricostruzione Guido Castelli, il Prefetto, l’Arma dei Carabinieri, tutte le istituzioni, i volontari e chi ha sostenuto Fiastra nel periodo più duro del post sisma. È un passo concreto di rinascita e un segnale di fiducia verso il futuro delle nostre comunità montane“, dice il sindaco di Fiastra Giancarlo Ricottini.

La nuova Caserma di Fiastra rappresenta un importante avanzamento del programma di riparazione e ricostruzione degli immobili pubblici appartenenti al patrimonio dell’Agenzia del Demanio nelle quattro regioni del cratere sismico, previsto dall’Ordinanza speciale n. 27 del 2021. Il programma comprende edifici strategici destinati a ospitare Forze dell’ordine, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza e altre funzioni pubbliche essenziali.

 

Nelle quattro regioni del cratere sisma 2016 sono complessivamente in fase di attuazione 34 interventi (19 marche, 8 Abruzzo, 6 Lazio, 1 Umbria), per un importo complessivo di circa 108 milioni di euro. L’intervento di Fiastra, in particolare, ha richiesto un investimento complessivo di circa quattro milioni di euro. Per quanto riguarda la regione Marche, il programma comprende interventi nei Comuni di Visso, Serravalle di Chienti, Arquata del Tronto, Montegallo, Fiastra, Pieve Torina, Ussita, Castelsantangelo sul Nera, Camerino, Ascoli Piceno, San Severino Marche, Montemonaco, Castignano, Tolentino e Fiuminata, per un importo programmato complessivo pari a circa 52,1 milioni di euro. Gli interventi attualmente conclusi nella regione sono 5 mentre, per 6 edifici, i lavori sono giunti in fase di esecuzione e in 2 casi sono stati affidati i lavori.

 

Sisma 2016: Il Ministro Piantedosi in visita nell’ascolano. Inaugurato nuovo Municipio di Arquata e siglato Protocollo su sicurezza e legalità

Si è svolta oggi nell’Ascolano la visita istituzionale del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, dedicata ai temi della ricostruzione, della legalità e della trasparenza nell’Appennino centrale: la vasta area colpita dai sismi del 2016 e 2017 che comprende il più grande cantiere d’Europa.

La giornata si è aperta ad Arquata del Tronto con l’inaugurazione del nuovo Municipio del Comune marchigiano, tra i borghi più duramente colpiti dall’evento catastrofale. Successivamente il Ministro si è trasferito ad Ascoli Piceno per la riunione di coordinamento con i Prefetti delle quattro regioni del sisma (Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria) e, a conclusione degli appuntamenti, è stato sottoscritto il Protocollo d’intesa tra la Struttura commissariale sisma 2016, la Struttura di missione antimafia del Ministero dell’Interno e la Regione Marche, finalizzato a rafforzare legalità, sicurezza e trasparenza nei cantieri della ricostruzione.

Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi: “Oggi è una giornata di grande valore per Arquata del Tronto e per tutti i territori colpiti dal sisma del 2016. Con l’inaugurazione della nuova sede comunale viene restituito ai cittadini un luogo che rappresenta identità, memoria e partecipazione democratica. Quest’opera segna un ulteriore passo avanti nel percorso di rinascita della comunità e dimostra come la ricostruzione possa coniugare sicurezza, tutela sociale e prevenzione delle infiltrazioni della criminalità organizzata. Per questo, i modelli e le buone pratiche sviluppati nel Centro Italia hanno assunto nel tempo un valore di riferimento nazionale. Il Viminale continuerà a offrire il proprio contributo alla complessa attività di ricostruzione, grazie all’impegno dei Prefetti del Cratere e della Struttura per la prevenzione antimafia, insieme al Commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, e a tutte le istituzioni coinvolte. L’obiettivo resta garantire una ripresa rapida e duratura di questi territori, nel rispetto della legalità, della sicurezza dei lavoratori, della dignità delle comunità locali e delle loro peculiarità.”

 

Il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli: “L’inaugurazione del nuovo Municipio di Arquata del Tronto non è soltanto la consegna di una struttura moderna e funzionale, ma il segno concreto di un percorso che restituisce servizi, identità e fiducia alle comunità più colpite dal sisma. La presenza oggi del Ministro Matteo Piantedosi testimonia l’attenzione del Governo verso un territorio che prosegue con determinazione il proprio percorso di rinascita. Ricordare il sindaco Aleandro Petrucci significa rendere omaggio a chi ha servito con passione questa terra e serve a ricordarci che il futuro dei territori passa attraverso l’impegno delle persone e la forza delle comunità. Un ringraziamento sincero va a tutti gli italiani che, con solidarietà e generosità, hanno contribuito alla realizzazione dell’opera, dimostrando nei momenti più difficili unità e vicinanza alle popolazioni colpite. Il protocollo d’intesa siglato oggi ad Ascoli Piceno rafforza l’impegno su legalità e sicurezza. Nel territorio che ospita il più grande cantiere di ricostruzione d’Europa è essenziale garantire trasparenza, corretto utilizzo delle risorse e tutela del lavoro. La collaborazione tra Struttura commissariale, Ministero dell’Interno e Regione Marche consolida i sistemi di controllo e il monitoraggio della manodopera, a tutela delle imprese sane e della sicurezza dei lavoratori. Ricostruire non significa soltanto riparare ciò che è stato distrutto, ma creare le condizioni perché i territori colpiti dal sisma tornino ad essere luoghi in cui vivere, lavorare e costruire futuro”

Il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, ha dichiarato: “Quella di oggi è stata una giornata dal forte valore istituzionale e simbolico per i territori del sisma. La presenza del Ministro Piantedosi nel territorio Ascolano testimonia l’attenzione concreta del Governo nei confronti dell’Appennino centrale e verso una ricostruzione che non significa soltanto riparare edifici, ma restituire sicurezza, servizi, lavoro e prospettive alle comunità colpite. In un territorio che ospita il più grande cantiere d’Europa, legalità e trasparenza rappresentano condizioni imprescindibili che sono state oggetto di particolari attenzioni attraverso le buone pratiche adottate nel Laboratorio Appennino centrale. Per questo il Protocollo sottoscritto oggi rafforza ulteriormente gli strumenti di controllo e prevenzione contro ogni rischio di infiltrazione criminale, attraverso una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, Prefetture e Struttura commissariale. Ricostruire bene significa operare in modo sicuro, trasparente e nel pieno rispetto delle regole. Un pensiero particolare in questa va a ad Aleandro Petrucci: il suo esempio e la sua dedizione sono memoria viva che abbiamo il dovere di tutelare e tramandare”.

Il Sindaco di Arquata del Tronto, Michele Franchi:  “Esprimiamo la nostra più sincera gratitudine a tutti gli italiani che hanno contribuito generosamente tramite SMS solidali, nonché ai comuni del Coordinamento Comuni per la Pace di Torino. Il loro sostegno è stato fondamentale per trasformare questo comune provvisorio in una sede semi-definitiva, che diventerà un centro operativo molto importante. Pur desiderando di tornare ad Arquata, dove si trovava il nostro vero municipio, questa nuova sede ci permetterà di continuare a operare efficacemente. Ringraziamo di cuore tutti coloro che hanno contribuito a questo progetto: gli italiani, la protezione civile, in particolare la struttura commissariale e il commissario Castelli, le maestranze, i progettisti e i realizzatori, i dipendenti del Comune e la cittadinanza. La sala consiliare è dedicata alla memoria del nostro compianto sindaco Aleandro Petrucci, che ha fortemente voluto questa struttura e si è battuto con passione per la sua realizzazione. Siamo onorati dalla presenza del Ministro Piantedosi, del Presidente della Regione e di tutte le autorità civili, militari e religiose, oltre che del Commissario. Noi arquatani non ci siamo arresi. Stiamo iniziando a raccogliere i frutti del nostro lavoro e questo rappresenta un punto di partenza fondamentale per garantire la certezza e la speranza di un futuro migliore”

La mattinata è stata aperta ad Arquata del Tronto dalla cerimonia di inaugurazione del nuovo Municipio, alla presenza del Ministro Matteo Piantedosi, del Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli; del Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli; del Presidente della Provincia di Ascoli Piceno, Fabio Salvi e del Sindaco di Arquata del Tronto, Michele Franchi. Nel corso della cerimonia è stata inoltre intitolata la Sala Consiliare ad Aleandro Petrucci, sindaco del Comune al momento del sisma del 2016. Il nuovo Municipio è stato realizzato, grazie alle donazioni raccolte attraverso il numero solidale 45500 dopo il terremoto, dopo la completa distruzione della precedente sede comunale, situata nel centro storico. L’intervento, dal valore complessivo di oltre 2,3 milioni di euro, è stato finanziato principalmente attraverso la solidarietà degli italiani, cui si aggiungono i contributi della Città di Torino e del Coordinamento dei Comuni per la Pace della Provincia di Torino. La nuova struttura, realizzata su un’area di 2.400 metri quadrati, si ispira all’idea progettuale dell’“hangar”: un luogo di protezione e rinascita, pensato in dialogo con i monti che circondano Arquata del Tronto e caratterizzato da una volumetria che si apre verso il territorio e la comunità. L’edificio ospita gli uffici tecnico-amministrativi del Comune, la sala consiliare e gli spazi destinati ai servizi per i cittadini. La struttura si sviluppa su due livelli fuori terra per la parte istituzionale e amministrativa, mentre la zona destinata ad autorimessa è articolata su un unico piano, separato dagli uffici tramite giunto sismico per garantire maggior sicurezza strutturale e antincendio. Al piano terra trovano posto la sala consiliare, utilizzabile anche per incontri, mostre ed eventi pubblici, gli uffici anagrafe, servizi sociali, protocollo e Polizia locale; al primo piano sono collocati gli uffici tecnici, la segreteria generale, l’ufficio finanziario e gli spazi destinati al sindaco e alla giunta comunale. Tutti gli ambienti sono dotati di soluzioni progettate per garantire piena funzionalità, sicurezza e accessibilità.

Successivamente il Ministro Piantedosi e le altre autorità si sono trasferite ad Ascoli Piceno, per la riunione di coordinamento con i Prefetti delle Regioni del cratere sismico, ospitata nella Sala della Vittoria del Comune. L’incontro è stato aperto dai saluti del Sindaco, Marco Fioravanti, e del Presidente Acquaroli, cui sono seguiti gli interventi del Direttore della Struttura per la prevenzione antimafia Prefetto Paolo Canaparo, del Commissario Castelli e del Ministro dell’Interno. A seguire, si è tenuto un confronto e aggiornamento sul tema della legalità e della sicurezza nell’Appennino che ha coinvolto tutte le autorità presenti.

A conclusione della giornata, presso la stessa sede, è stato siglato il Protocollo d’intesa tra la Struttura commissariale sisma 2016, la Struttura di missione antimafia del Ministero dell’Interno e la Regione Marche. L’accordo punta a rafforzare la collaborazione istituzionale attraverso l’integrazione delle banche dati e dei sistemi informativi, con particolare riferimento alla piattaforma digitale GE.DI.SI., utilizzata per il monitoraggio degli interventi di ricostruzione pubblica e privata. Tra gli obiettivi principali del protocollo figurano il controllo dei flussi di manodopera, la verifica della regolarità delle imprese, la prevenzione delle infiltrazioni mafiose e il rafforzamento della sicurezza sul lavoro. L’intesa introduce inoltre strumenti di interoperabilità per la gestione delle notifiche preliminari dei cantieri, il controllo automatizzato dell’iscrizione delle imprese all’Anagrafe antimafia degli esecutori e l’istituzione di un tavolo permanente di coordinamento tra le parti per monitorare l’attuazione delle misure previste e promuovere iniziative comuni di informazione e comunicazione istituzionale.

 

Massa Fermana, lavori in dirittura di arrivo per il nuovo Museo degli Antichi Mestieri

Sono in dirittura d’arrivo i lavori per la riqualificazione dell’antico palazzo di via Garibaldi a Massa Fermana (Fm), destinato a ospitare la nuova sede del Museo degli Antichi Mestieri insieme a spazi espositivi e servizi per la comunità. L’intervento, finanziato per 500.000 euro nell’ambito dell’ordinanza Pnc Sisma, ha consentito il recupero di un edificio storico da tempo in stato di abbandono, trasformandolo progressivamente in un nuovo polo culturale e sociale per il centro storico.

«Con il completamento imminente dei lavori, Massa Fermana si prepara a dotarsi di un nuovo spazio dedicato alla memoria e alla valorizzazione dei mestieri tradizionali, capace allo stesso tempo di aprirsi a funzioni contemporanee e di diventare un punto di riferimento per la vita culturale e sociale del territorio – commenta il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli.- Ringrazio per l’operato svolto il Comune, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

Così il sindaco di Massa Fermana, Gilberto Caraceni: «Questo intervento restituisce alla nostra comunità non soltanto un edificio recuperato, ma un luogo dove la memoria collettiva prende forma e diventa patrimonio vivo: il Museo degli Antichi Mestieri custodisce una storia di lavoro, di ingegno, di identità locale che meritava una sede all’altezza. Sono grato al senatore Castelli, che non si è limitato a sostenere questo progetto da lontano: lo abbiamo visto presente, capace di ascoltare e di trasformare le esigenze del territorio in risorse concrete. È un risultato che porta il segno di una collaborazione istituzionale virtuosa con la Regione Marche e l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione: un esito di cui il Comune di Massa Fermana è particolarmente orgoglioso».

Il progetto ha previsto un insieme articolato di opere, dalla rifunzionalizzazione degli ambienti al rafforzamento strutturale, fino al miglioramento energetico dell’immobile, con l’obiettivo di restituire un contenitore polifunzionale capace di accogliere mostre, attività culturali e iniziative di aggregazione. Il primo lotto ha riguardato in particolare il piano terra e gli interventi principali sulle facciate e sulla copertura, con un cronoprogramma di circa sei mesi.

Nel corso dei mesi sono stati eseguiti i lavori di consolidamento delle murature, il rifacimento delle coperture, l’adeguamento degli impianti e il miglioramento delle prestazioni energetiche, oltre alla nuova distribuzione degli spazi interni pensati per accogliere visitatori e attività culturali. Un intervento che si inserisce in una più ampia strategia di rigenerazione urbana del centro storico, con l’obiettivo di valorizzarne l’identità e renderlo più attrattivo.

Acquasanta Terme, via libera all’intervento di miglioramento sismico della chiesa di Santa Maria del Colle

La conferenza permanente ha dato il via libera all’intervento di miglioramento sismico della chiesa di Santa Maria del Colle in località Farno ad Acquasanta Terme

La chiesa si sviluppa su pianta rettangolare, con ingresso posto a circa metà del prospetto lungo lato Nord. Sul lato sud vi sono dei vani aggiunti successivamente al primo nucleo storico utilizzati come sagrestia e deposito, camera cucina per offrire un ricovero al parroco in caso di necessità. E’ previsto l’ inserimento di catene in acciaio;                         l’incatenamento delle facciate Est e Ovest con fasce in fibra di acciaio lungo le pareti lunghe la sostituzione architravi esistenti danneggiate o ammalorate con architravi nuove in legno, scuci-cuci in corrispondenza delle lesioni passanti e laddove si evidenzia uno scarso ammorsamento, il rinforzo delle vele campanarie con ristilatura dei giunti di malta ed inserimento di barre in acciaio di cucitura e connessione e il rinforzo fondazione tramite cordolatura. Il costo dell’intervento è di 380.000,00 euro.

“La tutela e il recupero dei nostri beni più preziosi è uno dei fondamenti del nostro compito – dice il commissario alla ricostruzione Guido Castelli –  Siamo pienamente impegnati per garantire tempi certi, qualità dei lavori e il pieno coinvolgimento di diocesi, tecnici e amministrazioni locali. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Arcivescovo Gianpiero Palmieri, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Sante Stangoni per la loro collaborazione”

Il sindaco Sante Stangoni: “Una notizia splendida per gli abitanti di Farno. Questa chiesa è simbolo dell’identità e del senso di appartenenza, non solo per chi ci vive, ma anche per chi torna nei periodi estivi o nei fine settimana e offre alla comunità un nuovo punto di riferimento. Voglio ringraziare il commissario Castelli e il presidente della Regione Marche Acquaroli. Anche le altre chiese delle nostre frazioni torneranno ad avere quel punto di ritrovo spirituale che in questi anni purtroppo è venuto a mancare”.

Da oggi cantieri edili con il badge di cantiere. La sperimentazione inizia nel cratere sisma 2016

Da oggi nei cantieri edili della ricostruzione del sisma 2016 diventa operativo il “badge di cantieri”. L’introduzione dello strumento digitale consente di monitorare in modo trasparente le presenze nei cantieri, rafforza la tutela dei lavoratori e contribuisce alla prevenzione dei fenomeni di irregolarità e di possibili infiltrazioni criminali, in una fase in cui la dimensione economica della ricostruzione richiede il massimo livello di attenzione.

L’iniziativa è stata presentata la settimana scorsa dal ministro degli Affari Interni Matteo Piantedosi, dal ministro del Lavoro, Marina Calderone e dal Commissario straordinario per la ricostruzione e riparazione del territorio sisma 2016, Guido Castelli.

Da oggi il provvedimento diventa esecutivo per i cantieri di maggiori dimensioni e, a cascata, seguiranno gli altri completando gli scaglioni in tre anni. E’ un caso pilota di quello che accadrà poi in tutto il Paese: l’iniziativa sarà esportata su tutto il territorio nazionale, dopo l’applicazione nei cantieri del Sisma 2016.

Oggi la ricostruzione privata conta 9.500 cantieri nel Centro Italia (Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo). Oltre 14.500 cantieri sono già conclusi i lavori. Sono stati concessi oltre 12,6 miliardi di euro, liquidati oltre 7,9 miliardi (di cui il 66% dei quali negli ultimi tre anni).

La ricostruzione pubblica tratta ulteriori 3.730 interventi finanziati e sbloccati per oltre l’80% nel 2023. Il 61% di questi (oltre 2.300 cantieri) sono giunti alla fase di progettazione per cui, già nel 2026, potrebbero avviare i lavori venendo così coinvolti nell’applicazione del badge e settimanale di cantiere.

“Questo giorno segna un significativo salto di qualità. La ricostruzione del sisma 2016 non è soltanto un’opera di ripristino materiale, ma un processo che sta ridefinendo modalità e standard dell’azione pubblica. In questo senso – dichiara Castelli – il badge di cantiere rappresenta uno dei tasselli più significativi di una strategia più ampia che punta a coniugare innovazione tecnologica, sicurezza e legalità. Si tratta di un risultato frutto di un percorso condiviso insieme al Ministro Marina Calderone e il Ministro Matteo Piantedosi, i Presidenti delle quattro regioni; buone pratiche rese operative con il Prefetto Canaparo e il Presidente dell’Anac, Busia che ringrazio, e una costante collaborazione con le parti sociali tutte e la CNCE. Una governance multi livello, quella del Sisma 2016, che testimonia l’attenzione del Governo Meloni verso l’Appennino centrale e le sue comunità. Una sinergia che ha permesso di strutturare un modello concreto e replicabile, capace di dimostrare che anche nelle situazioni più complesse è possibile costruire amministrazione pubblica di qualità, fondata su trasparenza, responsabilità e collaborazione”.

A Posta 100mila euro per la riqualificazione dell’area ex Bosi. Un intervento del CIS che sostiene la rigenerazione dei territori

E’ stata disposta l’erogazione di un’anticipazione pari a 100mila euro in favore del Comune di Posta, in provincia di Rieti, per l’intervento di “Riqualificazione area ex Bosi – 1° Lotto funzionale”.

Il provvedimento rientra nell’ambito degli interventi previsti dal Contratto istituzionale di sviluppo – Area sisma, approvato con l’Ordinanza commissariale n. 122/2021. L’anticipazione riconosciuta corrisponde al 10% dell’importo complessivo assegnato all’intervento, pari a 1 milione di euro.

“Con questo trasferimento – dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – diamo ulteriore impulso a un intervento importante per il comune di Posta e per l’intero territorio. La riqualificazione dell’area ex Bosi rappresenta un tassello del più ampio percorso di rigenerazione urbana e sociale che stiamo portando avanti nei comuni del cratere. La ricostruzione non riguarda soltanto il ripristino degli edifici danneggiati, ma anche la capacità di restituire alle comunità spazi funzionali, sicuri e capaci di generare nuove opportunità.  Il Contratto istituzionale di sviluppo Area sisma – prosegue Castelli – è uno strumento fondamentale per accompagnare la ripresa economica e la valorizzazione dei territori colpiti dal terremoto. Attraverso queste risorse sosteniamo progetti che guardano al futuro, rafforzando la qualità urbana, i servizi e l’attrattività delle nostre aree interne. Ringrazio l’assessore regionale Manuela Rinaldi, l’ufficio ricostruzione, il Questore della Camera Paolo Trancassini, il sindaco Achille Pacifici e tutti i soggetti coinvolti per il lavoro svolto: il nostro obiettivo resta quello di accelerare gli interventi, garantendo al tempo stesso correttezza, trasparenza e piena efficacia nell’utilizzo delle risorse pubbliche”.

 

“Questo intervento conferma l’impegno della Regione Lazio, Ufficio Speciale per la Ricostruzione e del Commissario Guido Castelli, nel sostenere la rinascita e la valorizzazione dei territori colpiti dal sisma. La riqualificazione dell’area ex Bosi rappresenta un’opportunità importante per il Comune di Posta e per tutto il reatino, perché significa restituire spazi, servizi e nuove prospettive di sviluppo alle comunità locali” dichiara l’assessore regionale Manuela Rinaldi.

 

“L’anticipazione di 100mila euro destinata al Comune di Posta per la riqualificazione dell’area ex Bosi rappresenta un passo importante all’interno di un progetto strategico per il rilancio dell’intero territorio. Intervenire su un’area centrale e significativa come questa significa non solo recuperare uno spazio urbano, ma creare le condizioni per nuove opportunità sociali, economiche e commerciali a beneficio della comunità. La ricostruzione, infatti, deve procedere insieme alla capacità di restituire servizi, funzionalità e prospettive concrete ai cittadini delle aree interne colpite dal sisma. Il Contratto istituzionale di sviluppo continua a dimostrarsi uno strumento efficace per accompagnare questo percorso, sostenendo interventi che guardano alla qualità urbana e alla valorizzazione dei territori. Il lavoro condiviso tra istituzioni locali, Regione e struttura commissariale conferma l’importanza di una collaborazione costante e concreta per accelerare gli interventi e garantire risultati tangibili. Continuare a investire su progettualità di questo tipo significa rafforzare l’identità e l’attrattività del territorio reatino, sostenendo una visione di sviluppo capace di coniugare ricostruzione, servizi e crescita futura” evidenzia il Questore della Camera Paolo Trancassini.

 

“Prende sempre più consistenza un progetto che ho sempre ritenuto e ritengo fondamentale per il nostro territorio. Ai cittadini ed a coloro che esercitano attività dobbiamo dare prospettive e sono convinto che  ridare vita commerciale all’ex Area-Bosi sia molto importante. Ringrazio, anche a nome di tutta l’amministrazione, il Commissario Sen. Castelli, il Questore della Camera On.le Trancassini, l’Usr Lazio e l’assessore regionale Rinaldi per l’attenzione data e l’attività fin qui svolta, certo di poter contare sulla loro collaborazione per definire completamente il recupero dell’area” dichiara il sindaco Achille Pacifici.

Rischio idrogeologico, Castelli: “Prevenzione e sicurezza del territorio sono decisive per il futuro dell’appennino centrale”

“In questa giornata, dedicata all’importante tema della prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico, emerge con forza quanto il tema della sicurezza del territorio sia oggi cruciale per il futuro del Paese. L’Italia convive con una fragilità diffusa: secondo l’ultimo rapporto ISPRA 2025 le aree a rischio frana sono aumentate del 15% rispetto al 2021, raggiungendo il 23% della superficie nazionale, mentre oltre 5 milioni di cittadini risultano esposti a questo rischio. Nel nostro Paese si contano inoltre 678 mila frane attive, circa due terzi di quelle presenti in tutta Europa. Numeri che spiegano un fenomeno che richiede un impegno strutturale da parte del Governo e di tutte le istituzioni preposte”.

Lo dichiara il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, in occasione della Terza Giornata Nazionale della prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico, in corso oggi a Roma.

“Nella ricostruzione dell’Appennino centrale – prosegue Castelli –  il tema del dissesto idrogeologico è strettamente legato alla possibilità stessa di garantire il ritorno delle comunità nei territori colpiti dal sisma. Per questo, accanto alla ricostruzione materiale, abbiamo avviato un lavoro senza precedenti di analisi, monitoraggio e mitigazione dei rischi, attraverso controlli sul campo, approfondimenti scientifici e l’utilizzo di tecnologie avanzate. È la prima volta che, nell’ambito di una ricostruzione post-sisma di così vasta portata, viene sviluppata un’attività sistematica di studio delle aree di dissesto con questo livello di dettaglio. In questa Giornata non può essere sottaciuto l’impegno del Governo e, in particolare del Ministro Musumeci, rispetto alle materie che attengono alla sicurezza e al dissesto. Il Ministro per la Protezione Civile e le politiche del Mare, oltre ad aver avuto un ruolo decisivo rispetto al varo della Legge n.40/2025, in materia di ricostruzione post-calamità, ha da poco annunciato che è in fase preparazione un disegno di legge per l’istituzione di una cabina di regia, presso Palazzo Chigi, per il contrasto al dissesto idrogeologico e la definizione di un piano nazionale.

Di particolare importanza e valore scientifico è stato lo studio sulle Faglie Attive e Capaci, realizzato insieme a Ingv, Cnr, Ispra e alle università coinvolte nei territori del cratere. Si tratta del primo intervento di questo tipo condotto su una scala così ampia in ambito pubblico. Nella maggior parte dei casi ha consentito di ridurre le zone di rispetto grazie a una microzonazione aggiornata di terzo livello, sbloccando così interventi di ricostruzione; nei casi più critici, invece, ha fornito strumenti indispensabili per pianificare percorsi di delocalizzazione in piena sicurezza. Tra le azioni compiute nell’Appennino centrale, ricordo anche l’accordo tra la Struttura commissariale e l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale, che ha consentito di compiere approfondimenti dal punto di vista geologico e geomorfologico su 242 scenari di frana, arrivando complessivamente ad analizzare oltre mille fenomeni franosi. Un’attività fondamentale per individuare le criticità, programmare gli interventi e rendere possibile una ricostruzione sicura e duratura. La sfida dei cambiamenti climatici – conclude Castelli. rende ancora più urgente investire nella prevenzione, nella conoscenza scientifica e nella capacità di governance del territorio. La sicurezza delle comunità passa dalla capacità di prevenire i rischi e di costruire territori più resilienti e sicuri.

 

Ussita, approvato il progetto di fattibilità del Palazzetto del Ghiaccio

La Conferenza regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica relativo all’intervento di riparazione del Palazzetto del Ghiaccio di Ussita (Mc), situato in località Pratolungo. L’intervento prevede un investimento complessivo pari a 7.112.163 euro.

“L’approvazione del progetto rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di recupero delle infrastrutture di Ussita – conferma il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli -. L’obiettivo è quello di restituire al territorio una struttura strategica per le attività sportive, ricreative e per l’intera area dei Sibillini, che è la cosa che ci sta più a cuore e per cui stiamo lavorando alacremente. Ringrazio come sempre gli sforzi congiunti compiuti da Comune, Ufficio Speciale Ricostruzione e dalla Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli”.

“L’approvazione del progetto di fattibilità tecnico- economica per la riparazione del nostro Palazzetto del Ghiaccio, è un atto importante e molto atteso dal Comune di Ussita e dai tantissimi cittadini che negli anni sono venuti ad allenarsi nella struttura o semplicemente a trascorrere in quel luogo del tempo in allegria. Questa importante infrastruttura sportiva ha rappresentato, e siamo sicuri rappresenterà, anche un importante volano economico per Ussita e l’intero territorio. Il Comune di Ussita ringrazia tutti gli enti che stanno lavorando alla realizzazione di questa opera identitaria per la nostra comunità” dichiara l’Amministrazione comunale.

Il progetto punta al recupero strutturale e funzionale di uno degli impianti sportivi simbolo del territorio montano, gravemente danneggiato dal terremoto. Realizzato nei primi anni Ottanta, occupa una superficie di circa 65 per 42 metri ed è caratterizzato da una particolare struttura composta da 14 portali ad arco irregolare in legno lamellare.

Il progetto prevede una serie articolata di interventi finalizzati sia al miglioramento sismico sia all’efficientamento energetico della struttura.

Tra le opere principali figurano la completa sostituzione del manto di copertura e delle strutture lignee secondarie deteriorate, il ripristino degli archi principali della copertura, il rinforzo strutturale degli elementi portanti, gli interventi sulle parti in cemento armato e il rifacimento integrale degli impianti tecnologici.

Prevista inoltre la sostituzione delle facciate vetrate e degli infissi, con l’introduzione di nuovi sistemi frangisole per migliorare le prestazioni energetiche e il comfort interno dell’impianto. Saranno rifatti gli impianti elettrici di media e bassa tensione, l’impianto della pista del ghiaccio, quello di climatizzazione, gli impianti idrico-sanitari e antincendio.

Villa Fermani torna alla comunità di Corridonia: l’edificio restaurato con 615 mila euro di fondi sisma

Villa Fermani torna alla comunità di Corridonia : la riapertura dell’edificio restaurato con 615 mila euro di fondi sisma.

La riapertura al pubblico nel pomeriggio di sabato con un momento inaugurale che ha consentito ai cittadini di visitare gli spazi interni della villa, restituiti alla comunità dopo l’intervento di restauro e messa in sicurezza.

I lavori, finanziati con 615 mila euro di fondi sisma, hanno riguardato la riparazione delle murature, il miglioramento delle connessioni tra le pareti e il rinforzo delle strutture, permettendo il recupero funzionale e la piena fruibilità dell’edificio.

Un momento musicale e conviviale è stato pensato per celebrare il ritorno alla città di uno spazio urbano particolarmente significativo, a quasi dieci anni dal terremoto.

Villa Fermani rappresenta un luogo profondamente legato alla storia e all’identità cittadina. Le sue origini risalgono al 1855, quando l’area era un fondo agricolo delle religiose del Monastero di San Giovanni. Nel 1873 Davide Fermani acquistò la proprietà e la trasformò in luogo di svago, per poi donarla alla città nel 1894. Da allora la villa è diventata un bene pubblico di grande valore storico, culturale e sociale.

Durante i lavori sono emersi anche elementi finora nascosti o dimenticati, tra cui la scritta storica sopra l’ingresso principale e alcuni particolari architettonici interni celati dal tempo. Dettagli che arricchiscono ulteriormente il valore culturale dell’edificio e confermano il legame profondo tra Villa Fermani e la comunità. L’edificio riportato al suo storico lustro, ospiterà convegni, seminari, eventi anche musicali, mostre e matrimoni.

“La riapertura di Villa Fermani è un altro segnale concreto della ricostruzione che avanza e restituisce alle comunità non soltanto edifici sicuri, ma luoghi di memoria, socialità e identità. Ogni spazio recuperato rappresenta un passo avanti nel percorso di rinascita dei nostri territori. Investire nella messa in sicurezza e nel restauro di beni come Villa Fermani significa custodire la storia e la tradizione vera di una comunità e, allo stesso tempo, costruire nuove occasioni di incontro, cultura e partecipazione. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, il sindaco Giuliana Giampaoli, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e tutti i soggetti coinvolti per il lavoro svolto con attenzione e sensibilità” dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

Il sindaco Giuliana Giampaoli spiega che “Il grande impegno che abbiamo concentrato sulla riqualificazione di questo Parco e della Villa storica va ben oltre la ricostruzione. Siamo convinti e orgogliosi che qui si stiano riportando alla luce le radici della nostra storia, l’anima dei luoghi e della nostra identità culturale”

 

 

Trasferiti oltre 1,1 milioni per l’intervento sulla scuola “Monte Cervino, Monte Rosa e Monte Bianco” di Foligno

Speciale per la Ricostruzione della Regione Umbria risorse pari a 1.122.786 euro per l’intervento di demolizione e ricostruzione della scuola dell’infanzia e primaria “Monte Cervino, Monte Rosa e Monte Bianco” nel comune di Foligno.

Il trasferimento riguarda l’anticipazione del primo 20% dell’importo programmato a valere sui fondi sisma, come previsto dall’Ordinanza commissariale 161 del 18 dicembre 2023, finalizzata a consentire l’avvio delle attività di progettazione e delle procedure propedeutiche all’affidamento della fase iniziale dei lavori. L’intervento è ricompreso nell’Ordinanza Speciale  31 del 31 dicembre 2021, dedicata al Programma straordinario di ricostruzione delle strutture scolastiche nei territori colpiti dal sisma 2016.

L’opera prevede un investimento complessivo programmato pari a 8.019.900 euro, di cui 5.613.930 euro a valere sulle risorse della contabilità speciale del Commissario straordinario e 2.403.970 euro previsionalmente a carico del conto termico. Il Comune di Foligno è individuato quale soggetto attuatore dell’intervento.

“Con questo trasferimento mettiamo a disposizione del territorio umbro risorse concrete per far avanzare un intervento importante per Foligno e per i suoi studenti. La scuola è il luogo in cui si costruisce il futuro: per questo continuiamo a lavorare, insieme alla Regione Umbria, all’Ufficio ricostruzione e al sindaco Stefano Zuccarini , affinché gli interventi procedano con efficacia, responsabilità e rapidità” dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

“Il Comune di Foligno ha sempre fatto, e continuerà a fare tutto quanto possibile per portare a termine nel migliore dei modi un intervento tanto delicato quanto strategico per la nostra città – dichiara il sindaco Stefano Zuccarini – ben consapevoli del fatto che il filo diretto con il Governo Nazionale oltre ad offrire grandi opportunità e benefici alla comunità ed al territorio, vuol dire essere in grado di mantenere gli impegni nell’interesse di tutti. Ringrazio il Commissario per la Ricostruzione Guido Castelli per la costante e strategica attenzione che riserva a Foligno ed in particolar modo ai nostri giovani concittadini”.