Corridonia, progetto esecutivo per il Palazzo Comunale

È stato approvato il progetto esecutivo per l’intervento di riparazione del Palazzo Comunale di Corridonia (Mc), con contestuale autorizzazione e concessione del contributo pari a 544.000 euro. Il provvedimento, adottato dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, riguarda in particolare una porzione dell’edificio comunale situato in piazza Corridoni, danneggiato dagli eventi sismici.

«L’approvazione dell’esecutivo rappresenta un passaggio decisivo verso l’apertura del cantiere, che consentirà di intervenire su un edificio strategico per la vita amministrativa e istituzionale della città – spiega il commissario straordinario Guido Castelli -. Con questo intervento si punta non solo al ripristino della piena funzionalità degli spazi destinati ai servizi comunali, ma anche al miglioramento delle condizioni di sicurezza e resilienza dell’immobile, in linea con gli obiettivi generali della ricostruzione post sisma. Ringrazio per l’impegno fattivo il Comune, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

«Il recupero di una porzione così significativa del nostro maestoso Palazzo Comunale  costituisce un passo fondamentale per restituire pieno valore a uno dei luoghi simbolo della nostra Città. Particolarmente importante è anche la riorganizzazione del prezioso archivio storico, che custodisce documenti di grande valore e che, grazie alla partecipazione ad un  bando ministeriale, è oggi in parte digitalizzato a vantaggio di una maggiore accessibilità e fruibilità. Attraverso questi interventi, resi possibili grazie al grande lavoro ed alla stretta collaborazione con l’Ufficio Ricostruzione, non recuperiamo soltanto spazi e funzioni, ma anche un frammento essenziale della nostra memoria collettiva, che merita di essere preservata e consegnata alle generazioni future», commenta il sindaco di Corridonia Giuliana Giampaoli.

L’intervento interesserà l’ala nord del palazzo, che ospita gli uffici della Polizia locale al piano terra e l’archivio storico al piano primo. Le due aree, collegate da una scala interna, presentano criticità rilevanti emerse a seguito del terremoto, tra cui fessurazioni nelle murature, lesioni nella zona del lucernario, infiltrazioni dovute al degrado del solaio di copertura e distacchi di intonaco.

Il progetto esecutivo prevede una serie articolata di interventi. Tra questi figurano il rinforzo dei solai con sistemi antisfondellamento, il miglioramento della capacità strutturale mediante materiali compositi e fibre ad alte prestazioni, il recupero delle murature lesionate con tecniche tradizionali come lo “scuci e cuci” e l’adeguamento degli impianti elettrici e termici. Sono inoltre inclusi interventi di restauro su lucernai e infissi, finalizzati a garantire sicurezza e durabilità dell’edificio.

 

 

 

Salvaguardia geologico-idraulica, al via la gara per gli interventi a Castelsantangelo sul Nera

Prende ufficialmente il via la procedura di gara per la realizzazione degli interventi di salvaguardia geologico-idraulica nei territori colpiti dal sisma del centro Italia, con particolare riferimento al comune di Castelsantangelo sul Nera (Mc), nell’ambito del più ampio programma che interessa anche Ussita e Visso. Con decreto del 18 maggio, l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha disposto l’indizione della gara europea relativa ai lavori previsti dall’Ordinanza Speciale n. 23 del 2021, finalizzati al rafforzamento della sicurezza del territorio sotto il profilo idrogeologico e alla riduzione del rischio di dissesto nelle aree maggiormente vulnerabili dell’epicentro marchigiano.

L’intervento, del valore complessivo di circa 13,9 milioni, comprende opere di sistemazione idraulica dei corsi d’acqua, adeguamento degli attraversamenti, interventi di difesa del suolo, consolidamento delle aree instabili e mitigazione dei fenomeni di colata detritica, oltre a infrastrutture viarie e sistemi di protezione finalizzati alla tutela delle comunità locali e del patrimonio pubblico e privato.

La stazione appaltante e soggetto attuatore è il Consorzio di Bonifica delle Marche, mentre l’Ufficio Speciale Ricostruzione svolge il ruolo di centrale di committenza.

«Fondamentale, per l’avvio e la definizione dell’intervento, è stata proprio la stretta collaborazione istituzionale tra gli enti, che ha consentito di integrare competenze tecniche, capacità operative e strumenti amministrativi necessari alla gestione di un’opera particolarmente complessa sotto il profilo idraulico, ambientale e infrastrutturale – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. La sinergia tra la Struttura Commissariale in primis, l’Usr Marche e il Consorzio di Bonifica delle Marche ha infatti permesso di sviluppare un percorso condiviso finalizzato ad accelerare le procedure, garantire elevati standard progettuali e assicurare un coordinamento efficace delle attività, nell’ottica di una ricostruzione sicura, sostenibile e resiliente».

«Come già anticipato nell’incontro avuto con la cittadinanza lo scorso 12 maggio, con la pubblicazione della gara d’appalto dei lavori sulla piattaforma dell’Usr Marche si conclude ufficialmente la fase di progettazione – spiega Francesca Gironi, presidente del Consorzio di Bonifica delle Marche -. Una fase che ha richiesto un prezioso lavoro di concertazione fra i diversi enti coinvolti, un impegno progettuale di spessore e la volontà di restituire a questi luoghi, il futuro che meritano. So dai nostri tecnici che sono state già avviate le procedure per l’acquisizione delle aree dove verranno realizzati gli interventi previsti; il 22 giugno scadranno i termini per la presentazione delle offerte e auspicando 6 mesi per conclusione della procedura di gara, entreremo poi nel vivo della ricostruzione. Priorità sarà data alla realizzazione di opere infrastrutturali come il ponte del centro storico e la viabilità stradale, così da agevolare la ricostruzione tanto pubblica che privata».

Le principali tipologie di opere previste risultano strettamente integrate e funzionalmente complementari ai fini della riduzione del rischio idrologico-idraulico. Tali lavorazioni sono infatti necessarie per la salvaguardia delle infrastrutture e degli edifici ricadenti nelle aree potenzialmente interessate da fenomeni di esondazione, frana e trasporto detritico.

La gestione unitaria dell’appalto consente un più efficace coordinamento delle attività di cantiere, una maggiore efficienza nell’attuazione delle misure di sicurezza, la piena tracciabilità del ciclo di esecuzione e un controllo più puntuale sulla qualità dei materiali e delle prestazioni. Particolare attenzione sarà inoltre dedicata alla minimizzazione dell’impatto del cantiere sul contesto territoriale, con specifico riferimento al rapporto con la cittadinanza, alla continuità delle attività presenti nell’area e alla tutela ambientale.

La procedura sarà aperta a livello europeo e si svolgerà in modalità telematica tramite la piattaforma di approvvigionamento digitale dell’Usr Marche, con aggiudicazione secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Cingoli, approvato l’intervento di rafforzamento locale e riparazione del danno della chiesa di San Pietro Apostolo

La conferenza permanente ha approvato l’intervento di rafforzamento locale e riparazione del danno della chiesa di San Pietro Apostolo in località Villa Torre a Cingoli (Mc).

La chiesa è situata in località Villa Torre ed è composta da 3 unità strutturali: la Chiesa, il campanile e la Sacrestia. L’edificio originario, di cui rimane l’abside diventata Sacrestia, risale all’epoca romanica ed è orientato perpendicolarmente rispetto all’edificio odierno. I documenti storici sembrano indicare che l’attuale Chiesa sia stata invece consacrata nel 1792.

E’ previsto il rifacimento della copertura, previo smantellamento del sistema esistente in laterocemento, mediante l’utilizzo di elementi in legno quali capriate, arcarecci e tavolato, il consolidamento estradossale della camorcanna mediante intervento di ripulitura, bonifica e ripristino delle connessioni e successivo fissaggio della stuoia in canne e gesso alla struttura lignea, la ristilatura dei giunti di malta del paramento esterno dei prospetti secondari, lo smontaggio e rimontaggio del manto di copertura, previa intervento di impermeabilizzazione estradossale, la ristilatura dei giunti di malta del paramento interno del campanile, fatta eccezione per la cella campanaria, per cui è prevista una ristilatura armata sia del paramento interno che di quello esterno e il consolidamento della struttura e collegamento a quella della chiesa mediante catene.

Il costo totale è di 1.376.527,49  euro.

“Le chiese sono uno dei tasselli fondamentali per mantenere vivo quel  senso di comunità in luoghi che già prima del sisma soffrivano del fenomeno dello spopolamento e che dobbiamo salvaguardare e tutelare – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, il Vescovo Nazzareno Marconi, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Michele Vittori per la loro collaborazione”.

“L’approvazione di questo intervento rappresenta una notizia molto importante per la nostra comunità. La chiesa di San Pietro Apostolo non è soltanto un luogo di culto, ma un presidio di identità, storia e aggregazione per Villa Torre e per tutto il territorio comunale. Il recupero di questo edificio va nella direzione giusta: quella di una ricostruzione che non si limita a riparare i danni del sisma, ma restituisce valore, sicurezza e prospettive ai nostri borghi. Desidero ringraziare il Commissario straordinario Guido Castelli, la struttura commissariale e tutti i soggetti coinvolti per il lavoro svolto. Questo intervento rappresenta un ulteriore passo concreto nel percorso di rinascita della nostra comunità” aggiunge il sindaco Michele Vittori.

 

Domenica 24 maggio l’inaugurazione del teatro civico di Norcia

Si terrà domenica 24 maggio alle ore 15.30, presso il Teatro Civico di Norcia, la cerimonia inaugurale di riapertura dello storico edificio culturale cittadino, restituito alla comunità dopo gli interventi di ricostruzione e recupero successivi ai danni del sisma del 2016.

All’incontro interverranno: il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, la Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano, l’Arcivescovo di Spoleto-Norcia, Mons. Renato Boccardo, il Sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera, e il Presidente della Fondazione Brunello e Federica Cucinelli, Brunello Cucinelli.

Alle ore 16.00 è previsto l’ingresso in sala e, a seguire, lo spettacolo teatrale “Lu Santo Jullàre Françesco” di Dario Fo e Franca Rame, diretto e interpretato da Matthias Martelli, prodotto dal Teatro Stabile di Torino e dal Teatro Stabile dell’Umbria.

La riapertura del Teatro Civico di Norcia rappresenta un passaggio significativo nel percorso di rigenerazione culturale e sociale della città e dell’area colpita dal sisma del 2016, restituendo alla comunità un presidio identitario e un luogo centrale della vita culturale e civile. L’iniziativa si inserisce nel più ampio quadro delle attività di ricostruzione e rilancio dei territori dell’Appennino centrale, con l’obiettivo di rafforzare la coesione delle comunità locali e valorizzare il patrimonio culturale come leva di sviluppo e rinascita.

 

Tolentino, via libera all’adeguamento sismico della scuola “A. Grandi”: conclusa positivamente la Conferenza Speciale

Si è conclusa con esito positivo l’ultima Conferenza dei Servizi Speciale relativa all’intervento di “Adeguamento Sismico della Scuola Primaria e dell’Infanzia A. Grandi” nel Comune di Tolentino, ricompreso nell’ambito dell’Ordinanza Speciale n. 31/2021 e successive modifiche, grazie all’attività di coordinamento e supporto assicurata dalla Struttura Commissariale Sisma 2016.

L’intervento prevede un investimento complessivo pari a 5.859.442,87 euro e riguarda uno dei principali plessi scolastici della città, situato nel quartiere ad ovest del centro urbano tra via Forlanini, via Di Vittorio, via delle Vaglie e via Turati.

 

Nel dettaglio, il progetto punta all’adeguamento sismico dei corpi A e B dell’edificio scolastico. Per il corpo A sono previsti interventi di demolizione e ricostruzione di una porzione del fabbricato, oltre al rinforzo strutturale di travi e pilastri e opere di miglioramento della sicurezza delle tamponature e dei solai. Per il corpo B, invece, è prevista la demolizione e ricostruzione completa con una nuova struttura intelaiata in cemento armato.

L’intervento comprenderà inoltre opere di efficientamento energetico, con particolare riferimento al corpo B che sarà realizzato come edificio NZEB (Nearly Zero Energy Building), oltre alla costruzione di una nuova centrale termica e di una scala esterna di emergenza.

 

La Conferenza Speciale ha espresso parere favorevole anche in merito alla congruità economica del progetto definitivo, ritenendo adeguatamente motivato l’incremento dei costi rispetto alla previsione iniziale contenuta nell’Ordinanza Speciale n. 31/2021.

“Investire sulla sicurezza delle scuole significa investire sul futuro delle nostre comunità – sottolinea il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli –. L’esito positivo della Conferenza Speciale rappresenta un altro passo concreto nel percorso di ricostruzione pubblica e di messa in sicurezza del patrimonio scolastico del cratere. Grazie al lavoro sinergico tra Struttura commissariale, Ufficio Speciale Ricostruzione e Comune di Tolentino, sarà possibile restituire a studenti, famiglie e personale scolastico una struttura moderna, sicura ed efficiente dal punto di vista energetico”.

 

“Abbiamo chiuso la progettazione definitiva, la Conferenza dei Servizi si è conclusa positivamente e stiamo ora avanzando verso la progettazione esecutiva – dichiara il sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi –. Un ringraziamento al dottor Nolasco e a tutte le persone che sono sempre presenti e che rappresentano la nostra certezza, a partire dal Commissario Castelli. Procediamo spediti per completare il prima possibile il recupero delle nostre scuole”.

 

 

Matelica, progetto esecutivo per l’Abbazia di Roti: contributo di 3,5 milioni

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per l’intervento di recupero dell’Abbazia di Roti, nel territorio di Matelica (Mc), per un investimento complessivo di 3,5 milioni di euro.

L’intervento, inserito nel programma di ricostruzione previsto dall’ordinanza commissariale 137 del 2023, è affidato all’Unione Montana Potenza Esino Musone, soggetto attuatore dell’opera su una proprietà della Regione Marche.

«L’Abbazia di Roti, che si estende su una superficie di circa 2.200 metri quadrati e comprende più fabbricati, rappresenta un importante bene storico del territorio che, grazie a questo intervento, potrà tornare fruibile in sicurezza – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Con l’approvazione del progetto esecutivo si compie un passo decisivo verso un momento che punta non solo a ripristinare, ma anche a valorizzare il patrimonio culturale delle aree interne marchigiane. Ringrazio tutte le componenti coinvolte, tra cui l’Usr e la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

«Accogliamo con grande soddisfazione l’approvazione del progetto esecutivo per il recupero dell’Abbazia di Roti – dichiara il sindaco di Matelica, Denis Cingolani – un risultato importante che consente di entrare finalmente nella fase operativa di un intervento atteso da tempo. Si tratta di un’opera strategica non solo per la tutela di un bene di grande valore storico e identitario per il nostro territorio, ma anche per la sua futura restituzione alla comunità in condizioni di sicurezza e piena fruibilità. Ringraziamo tutti gli enti coinvolti per il lavoro svolto, con l’auspicio che i prossimi passaggi procedano con la massima rapidità possibile.»

 

Il via libera al progetto esecutivo arriva al termine di un iter già avviato nei mesi scorsi: nel luglio 2025 la Conferenza regionale aveva infatti approvato il progetto, limitatamente al primo stralcio funzionale, acquisendo tutti i pareri e le autorizzazioni necessari.

Con il nuovo decreto si passa ora alla fase operativa, con l’autorizzazione e la concessione del contributo completo per la realizzazione delle opere.

Il progetto riguarda in particolare lo stralcio funzionale 1, che ha come obiettivo la messa in sicurezza del complesso abbaziale e il miglioramento sismico di alcune porzioni degli edifici.

Tra gli interventi previsti figurano il consolidamento delle murature e delle fondazioni, il rifacimento delle coperture, il ripristino di parti danneggiate e la realizzazione di sistemi strutturali per garantire la stabilità degli edifici.

Il progetto punta inoltre alla progressiva riapertura del sito, che ha origini precedenti all’anno 1000, con la creazione di percorsi di visita e la valorizzazione dell’area, nel rispetto delle caratteristiche storiche e architettoniche del complesso.

 

 

Montefortino inaugura lo “Smart & Community Park” a Montazzolino

È stato inaugurato in località Montazzolino, a Montefortino, lo “Smart & Community Park”, un nuovo spazio pubblico dedicato allo sport, al relax, alla socialità e alla vita all’aria aperta, pensato per accogliere famiglie, bambini, giovani, anziani e anche gli amici a quattro zampe.

L’intervento, finanziato con i fondi del PNC Sisma è stato realizzato con il patrocinio della Regione Marche e il coinvolgimento del Comune di Montefortino. Il parco è un luogo inclusivo, moderno e polifunzionale, immerso nella natura, che ha l’obiettivo di rafforzare la qualità della vita della comunità e rendere ancora più attrattivo il territorio.

Lo “Smart & Community Park” racchiude diverse aree attrezzate: spazi sportivi all’aperto per promuovere l’attività fisica, zone verdi per il relax, aree gioco sicure per i bambini e spazi destinati allo svago degli animali domestici.

“Si tratta di un altro segnale concreto della ricostruzione che guarda non soltanto alla riparazione dei danni, ma alla rigenerazione dei luoghi e alla costruzione di nuove opportunità per le comunità dell’Appennino centrale” dichiara il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli –  Grazie alle risorse del PNC Sisma – prosegue Castelli – possiamo accompagnare i territori colpiti dal terremoto in un percorso che unisce sicurezza, sviluppo, qualità della vita e coesione sociale. Restituire a Montefortino uno spazio come questo significa offrire alle famiglie, ai bambini, ai giovani e agli anziani un luogo di incontro, benessere e condivisione. È questa la ricostruzione che vogliamo: una ricostruzione materiale, certamente, ma anche sociale, capace di rafforzare il legame tra le persone e il proprio territorio. Ringrazio la Regione Marche, il Comune di Montefortino, gli uffici tecnici, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e tutti i soggetti coinvolti per aver contribuito alla realizzazione di un progetto che valorizza un’area interna di grande pregio e conferma come la ricostruzione possa diventare motore di sviluppo, presidio di comunità e strumento concreto contro lo spopolamento” conclude il Commissario Castelli.

“Restituiamo un pezzo importante ai nostri ragazzi e ai cittadini di Montefortino, un’area completamente rinnovata. Sarà una valvola in mezzo al verde per rigenerare il corpo e soprattutto l’anima dopo i danni del sisma. Grazie al commissario Castelli per la sua presenza, grazie ai suoi collaboratori in modo particolare la dottoressa Chiara Ercoli, perché se questo è stato realizzato è grazie al suo valido e incisivo supporto” dichiara l’amministrazione comunale.

Lavorare per restare ma anche tornare: il Recruiting day a Macerata, oltre 140 posizioni aperte per rilanciare lavoro e autoimpiego nel cratere sisma

Il lavoro per restare, ma anche tornare: si è aperto oggi, 19 maggio, all’Università di Macerata il Recruiting Day “Lavoro e Autoimpiego nei Territori del Cratere”, iniziativa promossa dalla Struttura Commissariale Sisma 2016 insieme a Regione Marche, Sviluppo Lavoro Italia, Università di Macerata, istituzioni locali e rete territoriale dei Centri per l’Impiego.

Due giornate dedicate all’occupazione, all’orientamento e all’autoimpiego nei territori colpiti dal sisma del 2016, con l’obiettivo di creare opportunità concrete per lavorare, restare ma anche tornare nelle aree dell’Appennino centrale.

All’evento partecipano oltre 30 imprese con più di 140 posizioni aperte nei settori industria, retail e grande distribuzione, tessile e calzaturiero, hospitality, ristorazione, servizi alle imprese e alle persone, edilizia e impiantistica. Sono oltre 160 i candidati iscritti al recruiting. Nello spazio dell’ “Orto dei Pensatori” saranno attivi per entrambe le giornate desk informativi ma anche laboratori di orientamento all’autoimpiego e attività di accompagnamento alla creazione d’impresa.

“Il Recruiting Day di Macerata rappresenta un esempio concreto di come la ricostruzione non possa fermarsi alle opere materiali ma debba tradursi anche in lavoro, competenze e nuove opportunità per chi vive nei territori del cratere – dichiara il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli –. In questi anni abbiamo costruito una rete tra istituzioni, Università, imprese, Centri per l’Impiego e Ministero del Lavoro per rafforzare il legame tra formazione, innovazione e occupazione. Grazie anche a Next Appennino abbiamo sostenuto centinaia di iniziative imprenditoriali e oggi continuiamo a investire su giovani, autoimpiego e inclusione sociale, perché la vera ripartenza dell’Appennino passa dalle persone e dalla possibilità di costruire qui il proprio futuro”.

“Come Amministrazione regionale stiamo investendo con forza nel potenziamento dei servizi per il lavoro, valorizzando il talento di giovani e donne. Il nostro obiettivo è coordinare una rete efficace tra pubblico e privato, capace di far incrociare rapidamente la domanda e l’offerta occupazionale. – ha dichiarato l’Assessore Regionale Tiziano Consoli – Nelle giornate del 19 e 20 maggio uniamo le forze con la Struttura Commissariale, Sviluppo Lavoro Italia e l’Università per offrire opportunità concrete. Grazie a questa importante sinergia, oltre 30 aziende del territorio mettono a disposizione più di 140 posti di lavoro per 160 candidati.” Sono numeri importanti e sui quali la Regione Marche intende rilanciare stimolando anche la nascita di nuove imprese attraverso un accesso facilitato al Piano Integrato per l’Autoimpiego. “I cittadini potranno infatti contare su laboratori di orientamento e desk informativi gratuiti per sviluppare le proprie idee di business. – prosegue Consoli – Siamo convinti che la vera ricostruzione delle comunità colpite dal sisma passi inevitabilmente attraverso il lavoro e il sostegno alle imprese. La Regione Marche continuerà a guidare e sostenere queste iniziative per garantire un futuro stabile, competitivo e attrattivo al territorio.”

“Parlare di lavoro significa costruire: costruire fiducia, opportunità e prospettive. L’Università di Macerata si impegna a creare ponti e ad accompagnare non solo laureandi e laureande, ma tutte le persone in cerca di occupazione, verso il mondo del lavoro. La forza del lavoro in rete, con Sviluppo Lavoro Italia, Regione Marche, Ministero del Lavoro e Struttura commissariale per la Ricostruzione Sisma 2016, è decisiva per rafforzare la connessione tra formazione, placement, imprenditorialità e sviluppo territoriale.”, commenta il magnifico rettore dell’Università di Macerata John Mc Court.

La giornata di domani, 20 maggio,  sarà dedicata in particolare al collocamento mirato delle persone con disabilità, con uno spazio specifico di incontro tra domanda e offerta per favorire inclusione sociale e lavorativa.

Nella giornata inaugurale si è svolto anche il Tavolo Tecnico Istituzionale “Lavoro e autoimpiego nei territori del cratere”, momento di confronto tra istituzioni e stakeholder locali per avviare un percorso condiviso di sviluppo e promozione delle opportunità offerte dal Fondo Nazionale Autoimpiego. Dal confronto con il sistema delle imprese emerge con sempre maggiore evidenza il tema del mismatch tra domanda e offerta di lavoro. A fronte di una crescita delle opportunità occupazionali e della richiesta di personale da parte delle aziende, molte posizioni restano infatti scoperte per la difficoltà di reperire competenze adeguate, soprattutto in ambito tecnico e specialistico. Una criticità che riguarda anche i territori del cratere e che rende sempre più necessario rafforzare orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro, creando un collegamento stabile tra sistema produttivo, università, servizi per l’impiego e nuove generazioni.

L’iniziativa rappresenta una nuova tappa del percorso condiviso tra Struttura Commissariale, Regioni, Ministero del Lavoro e Sviluppo Lavoro Italia per rafforzare il mercato del lavoro nei territori del cratere e sostenere la crescita economica e sociale delle comunità colpite dal sisma. Il Recruiting Day di Macerata prosegue infatti il lavoro già avviato nei mesi scorsi con analoghe iniziative organizzate ad Ascoli Piceno, L’Aquila e Foligno, oltre alle numerose attività dedicate alla promozione dell’autoimpiego e dell’imprenditorialità.

 

L’impegno della Struttura Commissariale. Un lavoro che riguarda non solo la ricostruzione fisica dei territori, ma anche nella riparazione economica e sociale delle comunità dell’Appennino centrale. Un percorso che punta a creare opportunità concrete di occupazione, formazione e sviluppo, rafforzando il collegamento tra competenze, innovazione e crescita territoriale. In questi anni è stata promossa una rete tra le 12 Università e gli istituti di ricerca pubblici presenti nel cratere sisma delle quattro regioni coinvolte, insieme alla nascita di quattro centri di ricerca per l’alta formazione. Parallelamente, attraverso il programma Next Appennino, sono stati sostenuti circa 1.500 investimenti per l’avviamento e il consolidamento di imprese, startup e realtà del terzo settore. 

I dati. I dati elaborati dal Cresme su fonti Istat, Inps e Ministero del Lavoro evidenziano inoltre l’impatto economico e occupazionale generato dalla ricostruzione e dal programma Next Appennino. Nel periodo 2027-2029 è stimato un incremento del Pil reale cumulato pari a 3,8 miliardi di euro e una crescita occupazionale di oltre 18.500 unità nelle quattro regioni del cratere. Le Marche risultano il territorio con l’impatto più significativo, con una crescita del Pil del 3,87% e oltre 8.300 occupati in più. I dati mostrano inoltre segnali positivi anche sul fronte demografico e del lavoro: rispetto al 2022 si registra una crescita del 6,4% dei nuovi posti di lavoro, che sale al 12,4% nei comuni maggiormente colpiti dal sisma. Un quadro che conferma come ricostruzione, investimenti e sviluppo delle competenze possano rappresentare un motore concreto di rilancio economico e sociale per l’Appennino centrale.

 

Autoimpiego e modello inclusivo anche nel lavoro. Il modello sviluppato nell’area del sisma rappresenta inoltre la base del nuovo Piano Integrato Autoimpiego, promosso a livello nazionale insieme a Regioni, Invitalia, Unioncamere e Sviluppo Lavoro Italia per sostenere soprattutto giovani, professionisti e nuovi imprenditori. Particolare attenzione viene rivolta anche alle aree interne e ai soggetti più fragili. Nei giorni scorsi è stata infatti proposta alle Comunità montane la creazione di sportelli territoriali dedicati soprattutto alle donne inattive e alle persone in difficoltà, con l’obiettivo di accompagnarle verso percorsi di formazione, occupazione e autoimpiego.L’obiettivo è rafforzare sempre di più il legame tra politiche attive del lavoro e inclusione sociale, affinché nessuno venga escluso dalle opportunità di crescita e sviluppo a causa delle difficoltà territoriali o delle conseguenze del sisma.

 

 

Rieti, approvato l’ intervento di riparazione, restauro e ripristino della chiesa di Sant’Antonio al Monte

La conferenza permanente ha dato il via libera all’ intervento di riparazione, restauro e ripristino della chiesa di Sant’Antonio al Monte a Rieti.  Il complesso di Sant’Antonio al Monte fu eretto nel 1474 sulla collina di S. Biagio che domina la vallata e fu affidato agli Osservanti che da pochi anni grazie all’opera di fra Bernardino da Feltre avevano istituito a Rieti il Monte di Pietà.

È prevista la rimozione del manto di copertura e delle strutture lignee principali e secondarie, l’inserimento di cordolo tirante perimetrale in testa alla muratura, la ricostruzione della copertura tramite una struttura principale composta da travi in legno massiccio, il posizionamento di tiranti in acciaio nella parte sommitale della torre campanaria con capochiave esterno, il rinforzo locale degli angoli in muratura mediante cucitura a secco con barre elicoidali. Il costo dell’intervento è di 240.000,00 euro.

“Proseguiamo con quel cambio di passo che ci consente di poter lavorare su questi preziosi esempi della nostra tradizione. Questi luoghi di culto devono esseree il più possibile tutelati e rafforzati per tramandarli alle future generazioni. Ringrazio l’assessore Manuela Rinaldi, l’Ordine dei Francescani Minori, il  Monastero delle Clarisse di Santa Chiara, il Questore della Camera Paolo Trancassini, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Daniele Sinibaldi per la loro collaborazione” dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

“Questo intervento rappresenta un ulteriore progresso nel percorso di ricostruzione, attento anche alla tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e religioso del nostro territorio. Il complesso di Sant’Antonio al Monte di cui la Chiesa è parte, è un luogo simbolico per la comunità reatina e restituirle sicurezza e piena fruibilità significa preservarne la memoria e l’identità culturale. Ringrazio il Commissario Guido Castelli, gli uffici dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, il Comune di Rieti e tutti i soggetti coinvolti per il lavoro condiviso e la costante collaborazione istituzionale. Ringrazio particolarmente le monache Clarisse di Santa Chiara che al termine dei lavori andranno a far rivivere questo importante monastero” dichiara l’assessore regionale Manuela Rinaldi.

“L’approvazione dell’intervento sulla chiesa di Sant’Antonio al Monte rappresenta un risultato significativo per la tutela del patrimonio storico, religioso e culturale del territorio reatino. Parliamo di un luogo profondamente legato alla storia della città e alla presenza francescana, che nel corso dei secoli ha custodito identità, tradizioni e memoria collettiva. Restituire sicurezza e piena funzionalità a questo complesso significa preservare un bene di grande valore non soltanto architettonico, ma anche sociale e spirituale per l’intera comunità. Gli interventi previsti consentiranno di consolidare e proteggere la struttura attraverso opere mirate e necessarie, garantendo condizioni di maggiore stabilità e conservazione nel tempo. La ricostruzione deve continuare a tenere insieme sicurezza, valorizzazione e rispetto della storia dei nostri territori, con un’attenzione particolare ai luoghi simbolo che rappresentano punti di riferimento per cittadini e visitatori. Il lavoro portato avanti in sinergia tra istituzioni, uffici tecnici ed enti coinvolti conferma ancora una volta quanto sia fondamentale una collaborazione efficace per accelerare i processi e dare risposte concrete alle comunità. Continuare a investire nella salvaguardia del patrimonio ecclesiastico e culturale significa rafforzare il legame con le nostre radici e contribuire alla rinascita complessiva delle aree colpite dal sisma” dichiara il Questore della Camera Paolo Trancassini.

“L’approvazione dell’intervento di riparazione, restauro e ripristino della chiesa di Sant’Antonio al Monte rappresenta una notizia di grande valore per l’intera comunità reatina. Parliamo infatti di un luogo profondamente legato alla storia, all’identità religiosa e alla memoria collettiva della nostra città, un complesso che da oltre cinque secoli domina la vallata reatina e custodisce una parte importante delle nostre radici spirituali e culturali. Il recupero di Sant’Antonio al Monte significa non soltanto restituire alla città un bene di straordinario pregio storico e architettonico, ma anche preservare un patrimonio che appartiene alle future generazioni e che continua a rappresentare un punto di riferimento per tutta la comunità. Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al Commissario Straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli per l’attenzione e il costante impegno dedicati al nostro territorio e ai luoghi simbolo del patrimonio religioso e culturale del Reatino. Questo ulteriore importante risultato per il capoluogo sabino è frutto di una proficua collaborazione istituzionale e della sinergia costruita con il Questore della Camera Paolo Trancassini, l’assessore regionale Manuela Rinaldi, l’Ufficio Ricostruzione, l’Ordine dei Francescani Minori, il Monastero delle Clarisse di Santa Chiara e tutti i soggetti coinvolti nel percorso. Continuiamo a lavorare insieme affinché Rieti possa recuperare e valorizzare pienamente i suoi luoghi più identitari, rafforzando quel legame profondo tra patrimonio storico, fede e comunità che rappresenta uno degli elementi più autentici della nostra città”. dichiara il sindaco Daniele Sinibaldi.

 

Vallo di Nera, via libera ai lavori di rafforzamento locale della chiesa di San Giusto

La conferenza permanente ha dato il via libera ai lavori di rafforzamento locale della chiesa di San Giusto  in località Paterno a Vallo di Nera (Pg) .

Il principale intervento che incide anche sui caratteri architettonici, sarà la sostituzione del tetto ligneo, che dovrà avere sezioni resistenti maggiori di quelle attuali e l’aggiunta di due travi longitudinali (arcarecci), con conseguente riduzione dell’interasse tra le travi stesse ed una migliore distribuzione dei carichi.

Per il paramento esterno in pietra, si prevede l’asportazione di stratificazioni, microrganismi ossidazioni e altro, con sabbiatura a secco a pressione controllata e successiva stilatura della faccia vista con idonea malta rispondente, se del caso, alle caratteristiche di quella originale, previa scarnitura dei giunti da eseguire con molta attenzione, tenendo conto della presenza di alcune parti già stuccate a cemento e della necessità di non danneggiare le pietre. Il risarcimento della lesione in facciata potrà avvenire efficacemente, vista la sconnessione dei conci, con intervento di scuci – cuci a piccoli tratti successivi. Le due pareti laterali ove sono presenti lesioni da taglio non gravi, ad andamento leggermente inclinato, saranno rinforzate dall’interno, su una sola faccia. Il costo totale dell’intervento è di 308.499,66 euro.

“Ringrazio la Regione Umbria, l’Arcivescovo Renato Boccardo, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Agnese Benedetti per la loro collaborazione. Insieme stiamo lavorando per recuperare questi preziosi gioielli della nostra tradizione” dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

“Esprimo soddisfazione e gratitudine nei confronti del Commissario per il sisma Senatore Castelli, dell’Arcivescovo Boccardo e dell’ufficio regionale per la ricostruzione, per l’intervento di restauro e rafforzamento della chiesa di San Giusto di Paterno, antica pieve romanica di alto valore religioso e artistico. La sensibilità e l’attenzione dimostrata nei confronti dei nostri insediamenti di montagna, denota una  cura e uno stimolo prezioso alla rinascita di tutto il territorio” aggiunge il sindaco Agnese Benedetti.