In considerazione della proroga dello stato di emergenza in conseguenza degli eccezionali eventi sismici che hanno colpito il territorio delle Regioni Lazio, Marche, Umbria ed Abruzzo a far data dal 24 agosto 2016, considerata la necessità di proseguire, mediante la nomina di un nuovo Commissario straordinario, le attività relative al programma di ricostruzione post terremoto, il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ha nominato, in data odierna, con proprio decreto, l’avv. Giovanni Legnini Commissario straordinario per la ricostruzione nei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.
L’incarico affidato a Legnini, che decorre da oggi e dura fino al 31 dicembre 2020, era stato precedentemente svolto dal prof. Piero Farabollini, a cui vanno i ringraziamenti della Presidenza del Consiglio per il lavoro svolto.
Report al 31 dicembre 2019 dello stato dell’arte della ricostruzione nei territori di Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria colpiti dal sisma 2016. Aumenta il numero delle richieste di contributo per la ricostruzione privata, resta ancora embrionale quella pubblica. Sempre di più i comuni fuori cratere da cui provengono richieste di contributo ricostruzione privata. Nonostante l’introduzione dell’apposita norma conseguente alle richieste dei comuni per la gestione delle istruttorie degli esiti B, C e E-L4, poche le manifestazioni di interesse. Questo e altro dato dopo dato (VAI AL REPORT)
Il Commissario Farabollini d’intesa con le regioni di Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria ha approvato oggi in cabina di coordinamento la nuova ordinanza che disciplina l’autocertificazione dei professionisti e le fasce di importo relative alla tipologia di intervento a cui si applica. Con ordinanza “omnibus” di interviene sulle maggiorazioni per le murature, l’incremento del compenso per la realizzazione dei piani attuativi, l’alienazione del diritto sull’immobile, l’acquisto del terreno per le opere pubbliche ed il pagamento degli oneri di occupazione del suolo (che saranno ricompresi nel contributo), l’incremento del numero di incarichi per le relazioni specialistiche ed i nuovi scaglioni per la retribuzione delle spese tecniche ai professionisti.
Nel corso della cabina è stata anche ratificata la nomina del Comitato Tecnico Scientifico che vede la partecipazione di componenti di elevata professionalità ed esperienza in ambito giuridico, urbanistico, di ingegneria sismica e di tutela e valorizzazione dei beni culturali con particolare riguardo al territorio delle regioni interessate dal sisma.
“Abbiamo posto nuove pietre miliari per riportare più velocemente i cittadini terremotati nelle loro case come è nelle intenzioni del Governo che, con il DL 123 Sisma, ha puntato sulla ridefinizione, in sinergia, dei ruoli tra gli attori della Privata – commenta Farabollini al termine della cabina comunicando anche la pubblicazione dei dati relativi alla ricostruzione al 31 dicembre 2019 sul sito commissariale (download) – Per agevolare l’indispensabile supporto a questo processo da parte dei professionisti si sono discusse anche modalità e criteri per la realizzazione di un foglio di calcolo del contributo univoco predisposto dalla struttura Commissariale che lo sta realizzando con il contributo fattivo di quanti sono coinvolti nel processo istruttorio”.
Sarà la cabina di coordinamento di venerdì 14 febbraio a disciplinare l’attuazione dell’art. 12 bis sull’autocertificazione dei professionisti introdotto dal Decreto 123 “Sima” dello scorso ottobre.
“Abbiamo recepito la volontà di Governo e parlamento che hanno individuato nell’autocertificazione da parte dei professionisti un volano per accelerare la ricostruzione privata – spiega il Commissario Piero Farabollini – Oltre a disciplinare gli interventi anche attraverso fasce di importo, abbiamo inteso agevolare il prezioso lavoro dei professionisti della ricostruzione attraverso la predisposizione di un foglio di calcolo univoco e certificato fornito dalla struttura Commissariale che lo sta realizzando con il contributo fattivo di tutti gli attori del processo istruttorio. Sono certo che, ancora una volta, faremo tutti squadra per dare concreto supporto alla ricostruzione del Centro Italia”.
Oltre all’ordinanza sull’autocertificazione, sul tavolo anche una “omnibus” con le modifiche conseguenti alle nuove procedure e la nomina del Comitato Tecnico Scientifico.
Tra gli articoli della “omnibus” quelli che regolamentano le maggiorazioni per le murature, l’incremento del compenso per la realizzazione dei piani attuativi, l’alienazione del diritto sull’immobile, l’acquisto del terreno per le opere pubbliche ed il pagamento degli oneri di occupazione del suolo che saranno ricompresi nel contributo.
Studiare le FAC garantisce la sicurezza perché scongiura gli effetti del cosiddetto “scalino” già verificatosi dopo i sismi del 2016 lungo il Monte Vettore. Lo dichiara il commissario Farabollini in un’intervista al Corriere Adriatico del 6 febbraio 2020 a firma di Monia Orazi sull’attuazione dell’ordinanza 83 (leggi l’ordinanza) che stanzia oltre 580mila euro per studi di approfondimento sulle faglie attive e capaci
Commissario Farabollini, a cosa serve l’ordinanza 83?
«Dove si riscontrano instabilità, tra cui frane, faglie, liquefazione, si rendono necessari studi di approfondimento per valutare la situazione. Per questo è stata emanata l’ordinanza 83, per garantire una ricostruzione sicura».
Che rischi ci sono?
«Se viene accertata la presenza di una faglia attiva e capace, ci saranno accorgimenti da prendere per realizzare qualsiasi intervento. Una faglia attiva e capace non è solo quella che può dare luogo a scosse sismiche, ma lungo la quale in caso di sisma si verifica una rottura del terreno che può dare luogo ad uno “scalino”, come avvenuto dopo i sismi del 2016 lungo il Monte Vettore»
La faglia impedirà di ricostruire a Frontignano di Ussita?
«L’attuale protocollo di intesa tra Protezione civile e Ingv, sulle linee guida per la gestione del territorio, in caso di presenza di una faglia attiva e capace impedisce la ricostruzione solamente per una distanza di venti metri, per ciascun lato della faglia. Nello studio di microzonazione sismica, in questa area di Ussita non indagata con le modalità specifiche previste dal protocollo, vige per ora una fascia di rispetto in cui evitare qualsiasi intervento di duecento metri per lato. Qualora gli studi di approfondimento accertassero la presenza di una faglia attiva e capace, la conseguenza sarà che lungo una fascia di rispetto di venti metri per lato si dovrà evitare di ricostruire, è solo quella l’area inibita alla ricostruzione, non viene in alcun modo impedito al di fuori di questo spazio, alcun progetto di ricostruzione».
Non si rischia la desertificazione in quel territorio?
«Questi studi di approfondimento Non vanno nella direzione di voler impedire la ricostruzione per desertificare il territorio. Al contrario daranno la garanzia che si potrà ricostruire in modo adeguato, con strutture idonee a non avere danni dai terremoti. Abbiamo fatto dei sopralluoghi per verificare gli indizi avuti della presenza di una faglia attiva nella zona interessata. Abbiamo riscontrato che in quell’area non ci sono strutture pubbliche o impianti sciistici. Il divieto di ricostruzione interesserebbe solamente alcune abitazioni private».
Come avverranno gli studi di approfondimento?
«Gli studi accerteranno il livello di accelerazione al suolo in caso di terremoto e il fatto che in caso di scosse, si crei un gradino a livello del suolo. L’ordinanza è stata emessa ad agosto perché le criticità sono emerse successivamente e ci sono voluti dei tempi e procedure ineludibili per metterla in atto. I tempi delle indagini sono stati definiti, sono già giunte delle manifestazioni di interesse e nei prossimi giorni assegneremo gli incarichi per effettuare le indagini di approfondimento. Entro il prossimo giugno contiamo di averne i risultati».
Rieti, 29 gennaio 2020 – Fissato nel pomeriggio di domani 30 gennaio a Rieti il tavolo tecnico congiunto con gli Uffici Speciali Ricostruzione delle 4 regioni colpite dal sisma 2016 e i componenti del Tavolo Tecnico Sisma in rappresentanza della Rete Professioni Tecniche.
Obiettivo: attuare l’art.12bis del DL 189/2016 coordinato con la Legge n.156/2019 “Sisma” attraverso la condivisione organica delle procedure volte a velocizzare le istruttorie delle richieste di contributo per la ricostruzione privata anche attraverso l’autocertificazione da parte dei professionisti.
Da parte del Commissario Farabollini c’è la volontà di fare proficua sintesi tecnico normativa della discussione così da agevolare quelle risposte attese dai cittadini per le quali il Governo ha individuato la chiave in un rapporto di totale sinergia tra gli attori della ricostruzione.
Il tavolo segue i due già attuati con gli USR per sviscerare tutte le problematiche connesse sulla base dei primi dati sullo stato dell’arte di cui è recentemente stato pubblicato un abstract sul sito commissariale.
“Le maglie della rete che ha ingabbiato la ricostruzione cominciano ad allentarsi grazie al lavoro costante e puntualefatto nell’ultimo anno dal Commissario in totale collaborazione con Governo, Parlamento e territori.
In settimana pubblicheremo il dettaglio dei dati dove, per la privata e le scuole ordinanza 14, è evidente che, al di là di fake news e strumentalizzazioni, abbiamo più che smosso le acque dimostrando che siamo sulla strada giusta”.
Trend positivo per la ricostruzione Privata dove emerge che i marchigiani vogliono tutt’altro che rinunciare ai loro borghi per trasferirsi sulla costa. Dalla regione con il tasso più alto di danneggiamento, nell’ultimo trimestre del 2019 si è registrato un incremento del 470% delle RCR presentate per danni lievi e ad un +138% di quelle per danni gravi.
“Le proroghe contenute nell’ultimo decreto sisma che consentono ai professionisti di presentare unitamente al progetto la scheda periziata dovrebbero definire una volta per tutte la stima del danno Privata sbloccando le circa 10.000 schede Fast ancora nel limbo (7.000 solo nelle Marche, ndr) – aggiunge Farabollini –
Stiamo lavorando congiuntamente con la Rete Professione Tecnici e gli Uffici Speciali della Ricostruzione delle 4 Regioni per concordare procedure condivise ed organiche sia per l’attuazione dell’art.12 bis ai sensi dell’ultimo decreto sisma, che peraltro ha offerto anche lo strumento dell’autocertificazione, sia per verificare percorsi utili per snellire le istruttorie.
Resta il nodo delle seconde case della ricostruzione Pubblica di competenza dei Comuni e delle Regioni che è ancora molto lontana dall’aver aperto i cantieri”.
Quella del Commissario è la presa d’atto conseguente ai dati forniti da Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio (questi ultimi in corso di aggiornamento) sono 184 i progetti esecutivi ultimati su 1079 interventi previsti dalle ordinanze 23 e32, 33, 37 e 56. Non tutti hanno i lavori in esecuzione: ne risultano cantierati solo 156, pari al 14,5% della previsione di intervento totale. Per oltre il 60 % degli interventi (650) deve ancora essere avviata la procedura di gara per l’affidamento della progettazione.
“Emerge chiaramente che i Comuni non sono adeguatamente organizzati per gestire le attuali procedure e non solo per la quantità del personale a disposizione, ma soprattutto per la sua tipologia ed il know-how– conclude Farabollini – Continueremo a lavorare, di concerto con tutti gli attori della ricostruzione, perché percorsi e procedure siano il più possibile facilitati”
Terza occasione speciale di festa oggi per gli studenti umbri terremotati. Dopo quelle del 12 settembre scorso a Foligno e Giano dell’Umbria, è stata inaugurata a Perugia la terza scuola finanziata con fondi del Commissario alla ricostruzione e realizzata in tempi record sbloccando intoppi amministrativi e legali.
Al settimo sigillo apposto dal Commissario Piero Farabollini da metà 2019 ad oggi nel percorso delle scuole ordinanza 14, le cosiddette scuole del commissario, hanno fatto da contorno toccanti momenti di entusiasmo ed emozioni alle stelle tra gli insegnanti e gli studenti della Carducci-Purgotti e le loro famiglie, accorse per tagliare il nastro con la neopresidente della regione e vicecommissario Donatella Tesei e il sindaco di Perugia Andrea Romizi.
Costata poco più di 5,5 milioni di euro, la Carducci Purgotti ha una superficie di 2.634 mq che cmprende: 12 aule da 25 alunni, 8 laboratori didattici per l’insegnamento specializzato nelle attività scientifiche, tecniche, artistiche e musicali, 2 aule per le attività didattiche di sostegno, sala professori e sala riunioni, 2 uffici per la gestione didattica più sala di aspetto; reception e 2 punti di controllo. Non mancano la biblioteca ed una palestra di categoria A1 con locali connessi ed un tetto verde da fruire come ulteriore laboratorio didattico per la gestione del verde urbano oltre ai servizi, allo spogliatoio insegnanti, al locale lavanderia.
“La Carducci – Purgotti è speciale perché è simbolo del duro percorso della ricostruzione cui ho il privilegio di aver dato tecnicamente e personalmente un contributo non marginale – dice nel suo intervento (versione integrale di seguito) il Commissario Farabollini – Per realizzare questa scuola, infatti, è servito superare l’ordinario e l’imprevisto e lo si è fatto con la dedizione, la costanza e, soprattutto, la sinergia che sono indispensabili a raggiungere ogni traguardo. Un lavoro duro, che dà frutti concreti perché svolto in sincrono tra Commissario, Regione, Comune, tecnici ed imprese costruttrici. Un lavoro che porta con sé l’immensa soddisfazione di poter cancellare, con un tratto di matita, lo sconforto nato dalla distruzione e trasformarlo in linee di progetto che odorano di futuro da cogliere nella tranquillità della sicurezza”.
Saluto del Commissario Farabollini
Benvenuti a tutti ad una giornata davvero speciale.
Speciale per gli insegnanti e i ragazzi, che vedono spalancarsi le porte di una scuola realizzata per rispondere al meglio alle sfide della didattica e pensata per essere propulsore della dimensione civica ed umana di generazioni di perugini.
Speciale per le famiglie, per le quali rappresenta una risposta di altissimo livello in termini di formazione e sicurezza sismica dei propri figli.
Speciale per il Governo e la Regione, che mettono il terzo tassello importante nel programma dell’edilizia scolastica umbra dopo il sisma del 2016.
Speciale per il sindaco di una città che da sempre è un punto di riferimento ad ogni livello in ambito didattico-formativo.
Speciale, infine, per il Commissario e non solo perché è la settima scuola che inaugura da luglio ad oggi, tre delle quali proprio qui in Umbria.
La Carducci – Purgotti è speciale perché è simbolo del duro percorso della ricostruzione cui ho il privilegio di aver dato tecnicamente e personalmente un contributo non marginale.
Per realizzare questa scuola, infatti, è servito superare l’ordinario e l’imprevisto e lo si è fatto con la dedizione, la costanza e, soprattutto, la sinergia che sono indispensabili a raggiungere ogni traguardo.
Un lavoro duro, che dà frutti concreti perché svolto in sincrono tra Commissario, Regione, Comune, tecnici ed imprese costruttrici.
Un lavoro che porta con sé l’immensa soddisfazione di poter cancellare, con un tratto di matita, lo sconforto nato dalla distruzione e trasformarlo in linee di progetto che odorano di futuro da cogliere nella tranquillità della sicurezza.
Avete la fortuna, ragazzi, di toccare con mano come l’uomo trae forza da ogni difficoltà che la vita e la natura gli riservano.
Guardando ogni elemento di questi spazi all’avanguardia in cui passerete le giornate più belle della vostra vita, ricordatevi sempre che sono nati dalla distruzione grazie a ragazzi come voi che, da adulti, non si sono lasciati né spaventare né abbattere.
Qualunque scossa genera inevitabilmente un tremito: sta a voi considerarlo come stimolo a non farvi sopraffare dagli eventi, per quanto difficili e dolorosi possano essere.
È questo che ha fatto, insieme alle donne ed agli uomini che vi rappresentano nelle istituzioni umbre, il professore chiamato Commissario, come voi terremotato, che oggi vi consegna questo gioiello di scuola.
Vi auguro con tutto il cuore che anche voi, al bisogno, possiate attingere forza ed entusiasmo da quella tenacia, quel senso del dovere e dell’impegno che la vostra gente, nata sull’Appennino, ha ricevuto in dono dall’Appennino come prezioso sigillo di una straordinaria identità.
A seguito della convenzione sottoscritta in data 3 luglio 2017 tra l’ABI e la Cassa Depositi e Prestiti sono state definite le linee guida e le regole applicative per la concessione di finanziamenti agevolati, garantiti dallo Stato, finalizzati alla ripresa della riscossione tributaria nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpiti dagli eventi sismici a partire dal 24 agosto 2016, in attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 11, comma 3 e seguenti, del decreto legge 9 febbraio 2017, n. 8.
In particolare i soggetti titolari di reddito di impresa e di reddito di lavoro autonomo, nonché gli esercenti attività agricole, hanno potuto chiedere alle banche aderenti un finanziamento agevolato per far fronte al pagamento dei:
Tributi sospesi ai sensi dell’articolo 48 del D.L. 189/2016 e dei tributi dovuti dal 1° dicembre 2017 al 31 dicembre 2017, cd “Moratoria Tributi 2017”
Tributi dovuti dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, cd “Moratoria Tributi 2018”
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