Castelli: “Dal Presidente Mattarella particolare attenzione verso Appennino centrale”

“A dieci anni dal sisma del Centro Italia, l’incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al quale ho consegnato il Rapporto sulla ricostruzione 2026, rappresenta un momento dal forte valore istituzionale e civile. Il titolare del Colle dedica una particolare attenzione nei confronti delle nostre popolazioni dell’Appennino centrale.  La rinascita di queste terre non può limitarsi al solo ripristino degli immobili danneggiati, ma ci impone di coniugare la ricostruzione con la riparazione economica e sociale, condizione essenziale per restituire speranza e futuro alle comunità colpite dagli eventi catastrofali. Il decennale ci richiama alla responsabilità di completare un percorso che unisce memoria, impegno e visione”.

 

Lo dichiara Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016.

Conclusi i lavori sull’edificio ATER di via Como a Martinsicuro

Conclusi  i lavori di riparazione e rafforzamento locale dell’edificio di edilizia residenziale pubblica ERP n. 582, situato in via Como n. 2 a Martinsicuro, in provincia di Teramo, e di proprietà dell’ATER Teramo. L’intervento rientra nel programma di ricostruzione post sisma 2016 ed è stato attuato nell’ambito dell’Ordinanza Speciale n. 87/2024, che ha attribuito all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Abruzzo la competenza su 14 interventi, tra cui quello di Martinsicuro. Per l’opera erano stati stanziati 460.462,80 euro, di cui 333.500 euro per lavori al netto dell’Iva

 

L’intervento ha riguardato il ripristino delle condizioni di sicurezza, funzionalità e durabilità dell’edificio attraverso opere di riparazione e rafforzamento locale. In particolare, sono stati eseguiti interventi sulla tamponatura perimetrale con intonaco armato in fibra di vetro, sul giunto tecnico, sulle finiture e sull’involucro edilizio, con l’obiettivo di migliorare il comportamento complessivo della struttura e ripristinare le prestazioni dell’organismo edilizio.

 

Grazie all’ottimizzazione delle lavorazioni e all’utilizzo delle economie di progetto, è stato inoltre possibile realizzare ulteriori interventi di completamento, tra cui la riverniciatura integrale interna ed esterna dell’edificio, la sostituzione degli infissi ammalorati e il ripristino funzionale degli impianti elettrici, idrici e di scarico, compromessi dal prolungato inutilizzo degli alloggi. Le opere eseguite hanno consentito di garantire la piena fruibilità dell’immobile e il rientro degli occupanti in condizioni ottimali.

 

“Questo intervento dimostra in modo concreto il valore della ricostruzione pubblica quando riesce a coniugare sicurezza, efficienza e attenzione alle persone – dichiara il Commissario straordinario Guido Castelli –. Ricostruire non significa soltanto riparare i danni prodotti dal terremoto, ma restituire piena funzionalità agli edifici, migliorare la qualità dell’abitare e consentire ai cittadini di rientrare nelle proprie case in condizioni adeguate e sicure. Nel caso dell’edilizia residenziale pubblica, questo assume un significato ancora più importante, perché riguarda famiglie e comunità che hanno bisogno di risposte concrete. Ringrazio il presidente della Regione Marco Marsilio, Il presidente dell’ATER Teramo Alfredo Grotta, l’Amministrazione comunale e i tecnici coinvolti nei lavori”.

 

“Finalmente diversi nuclei familiari potranno tornare a vivere nelle abitazioni assegnate dall’Ater . Grazie al Commissario Guido Castelli, alla Regione Abruzzo, al Presidente Ater Alfredo Grotta e all’USR di Teramo per la vicinanza e il costante impegno volto a risolvere le criticità legate ai danni del sisma 2016” dichiara il sindaco Massimo Vagnoni.

 

“La riconsegna di questo edificio consente a sette famiglie, per un totale di diciannove persone, di tornare finalmente nelle proprie case. È un risultato importante che conferma come il cronoprogramma della ricostruzione stia producendo effetti concreti e misurabili. Ogni mese vediamo avanzare cantieri, affidare nuovi lavori, completare interventi e rientrare famiglie nei propri alloggi: è il segnale che la strada intrapresa è quella giusta” aggiunge il presidente Ater Teramo Alfredo Grotta.

La spinta della ricostruzione per il futuro delle Marche. Il Rapporto della Banca d’Italia

“I dati pubblicati dalla Banca d’Italia sull’economia delle Marche offrono uno spunto di riflessione che va oltre la semplice analisi congiunturale. In un contesto nazionale e internazionale caratterizzato da incertezze geopolitiche, rallentamento degli investimenti e difficoltà per alcuni comparti produttivi, emerge con chiarezza il ruolo strategico svolto dagli investimenti pubblici e, tra questi, dalla ricostruzione post-sisma. Per anni abbiamo considerato la ricostruzione principalmente come una risposta necessaria a una tragedia. Era giusto farlo. Dopo il terremoto del 2016 la priorità era restituire sicurezza alle famiglie, riaprire scuole, ricostruire case, chiese, municipi e luoghi di lavoro e di aggregazione” Lo dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli commentando il Rapporto annuale di Banca d’Italia sull’economia delle Marche. “Oggi, però, siamo in una fase diversa e più matura. I dati ci consentono di affermare che la ricostruzione rappresenta anche una leva di sviluppo economico e sociale per l’intero territorio. La crescita registrata nel settore delle costruzioni, evidenziata dal rapporto della Banca d’Italia, è il risultato di un insieme di fattori, tra cui il PNRR e l’avanzamento della ricostruzione nei territori colpiti dal sisma. Migliaia di cantieri aperti significa lavoro per imprese, professionisti, artigiani, tecnici e operai. Significa un incremento del valore aggiunto nel settore costruzioni (+2,8%) e un forte aumento delle ore lavorate (+9,4%, contro una media Italia del 2,6%).

Il settore delle costruzioni porta con sé un forte incremento per la domanda di tutte le filiere produttive locali e una grande opportunità di lavoro per tanti giovani che hanno scelto di investire il proprio futuro nei territori dell’Appennino” prosegue Castelli. “L’attività di ricostruzione è stata condotta sempre con la massima attenzione alla sicurezza, sia dei lavoratori nei cantieri, sia per gli abitanti a cui saranno consegnati edifici che devono convivere con la fragilità sismica del territorio. Sicurezza nei cantieri ha voluto dire anche porre presidi di legalità e trasparenza, come l’introduzione del badge di cantiere e la modernizzazione dei processi organizzativi, condividendo il processo di crescita responsabile delle imprese edili attive sul territorio. In una fase in cui molte imprese manifestano prudenza negli investimenti a causa delle incertezze del quadro economico internazionale, la ricostruzione svolge inoltre una funzione di stabilizzazione. Garantisce continuità agli investimenti, sostiene il tessuto produttivo locale e contribuisce a mantenere attive competenze che rappresentano un patrimonio prezioso per le nostre comunità” spiega il commissario. “Particolarmente significativo è anche il dato relativo all’occupazione. Le Marche hanno registrato una crescita superiore alla media nazionale. Certamente si tratta del risultato di diversi fattori – a partire dal dinamismo della Giunta regionale guidata da Francesco Acquaroli – ma è difficile non riconoscere il contributo che la grande stagione della ricostruzione ha fornito alla creazione di opportunità lavorative e professionali. Negli ultimi anni abbiamo compiuto passi importanti. Abbiamo accelerato le procedure, aumentato il numero dei cantieri, semplificato le regole e costruito un modello amministrativo che oggi viene guardato con interesse anche oltre i confini del cratere. Il nostro obiettivo non è semplicemente chiudere una stagione emergenziale. Il nostro obiettivo è trasformare la ricostruzione in una grande occasione di rinascita. Ma così come sarebbe riduttivo pensare alla ricostruzione come un semplice e doveroso tributo all’uscita dall’emergenza abitativa e sociale, sarebbe un errore anche limitarsi a leggere questi numeri, pur importantissimi, esclusivamente sotto il profilo economico. La vera sfida che abbiamo davanti riguarda il futuro delle aree interne. Ricostruire non significa soltanto riparare ciò che è stato danneggiato. Significa creare le condizioni affinché le persone possano continuare a vivere nei propri territori, lavorare, fare impresa, crescere una famiglia e immaginare un futuro. E’ in atto una sfida per contrastare la crisi demografica, che nelle aree interne diventa acceleratore di uno spopolamento che finisce per lasciare i luoghi abbandonati e privi di quella essenziale presenza umana che costituisce un presidio irrinunciabile per la difesa del territorio. Per questo la ricostruzione deve dialogare sempre di più con le politiche per lo sviluppo, con le infrastrutture, con l’innovazione, con la digitalizzazione, con il rafforzamento dei servizi essenziali e con tutte quelle iniziative capaci di contrastare l’abbandono e favorire la permanenza o il ritorno dei giovani nei territori appenninici.

“I dati della Banca d’Italia ci confermano che questa è la strada giusta. La ricostruzione non rappresenta soltanto una risposta al passato. È uno degli investimenti più importanti che stiamo facendo per il futuro dell’Appennino centrale e delle nuove generazioni che lo abiteranno. E mi sembra doveroso aggiungere che si tratta di un investimento per tutto il Paese, come testimonia la grande attenzione che alla ricostruzione ha riservato sempre il Governo Meloni, come ha dimostrato il rifinanziamento della ricostruzione pubblica (ulteriore 1,2 miliardi di euro) e privata (ulteriore 1,5 miliardi di euro), dopo la fine della stagione del superbonus” conclude Castelli.

Fabriano, per la scuola Giovanni Paolo II di Fabriano trasferito oltre 1,1 milioni di euro.

Arrivano 1.179.577,04 euro all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche per l’intervento relativo alla Scuola media “Giovanni Paolo II” nel Comune di Fabriano, in provincia di Ancona.

 

Le risorse, previste dal Decreto commissariale n. 526 dell’8 giugno 2026, costituiscono il conguaglio dell’anticipazione del 20% dell’importo aggiornato dell’intervento, riprogrammato ai sensi dell’Ordinanza speciale n. 92 del 2024. Il costo complessivo dell’opera, inizialmente programmato per 6 milioni di euro, è stato rideterminato in 11.597.885,22 euro, a valere sulle risorse della ricostruzione sisma.

 

L’intervento rientra nel Programma Straordinario di Ricostruzione delle strutture scolastiche dei Comuni delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, definito dall’Ordinanza speciale n. 31 del 2021. Il Comune di Fabriano è soggetto attuatore dell’opera.

 

“Con questo trasferimento — dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli — confermiamo l’impegno della Struttura commissariale per accelerare la ricostruzione scolastica nei territori colpiti dal sisma. Le scuole rappresentano presìdi fondamentali per la sicurezza, la coesione sociale e la permanenza delle famiglie nelle comunità dell’Appennino centrale. Garantire edifici moderni, sicuri e adeguati significa investire concretamente sul futuro dei nostri ragazzi e sulla rinascita dei territori. La ricostruzione pubblica, e in particolare quella scolastica, è una priorità assoluta per restituire servizi essenziali e prospettive solide alle comunità del cratere. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’ufficio ricostruzione e l’Amministrazione comunale per la loro collaborazione

Colmurano, ultimate le opere di estumulazione e demolizione, costruiti i nuovi loculi: entro 3 mesi la ri-tumulazione dei defunti

Prosegue il percorso di recupero e messa in sicurezza del civico cimitero di Colmurano, danneggiato dagli eventi sismici del 2016. Con decreto del Commissario Straordinario alla ricostruzione Guido Castelli è stato disposto il trasferimento all’Ufficio Speciale Ricostruzione della Regione Marche di un ulteriore acconto pari a 139.627,96 euro destinato all’intervento inserito nel programma delle opere pubbliche della ricostruzione.

L’opera, identificata con il numero 843 dell’Ordinanza 109, beneficia di un finanziamento complessivo pari a 526.897,37 euro, rimodulato per consentire la piena realizzazione dell’intervento. Con il nuovo trasferimento si raggiunge l’80% del contributo complessivamente finanziato, al netto delle economie di gara.

Sono state attuate tutte le procedure di estumulazione e demolizione e costruiti i nuovi loculi, oltre che la messa in sicurezza dell’arco d’ingresso. Da ultimare rimangono la pensilina interna, le lapidi, e gli impianti idrici ed elettrici. I tempi previsti rientrano nell’arco temporale di 3 mesi. Dopo di che i defunti non riducibili verranno ri-tumulati all’interno della struttura cimiteriale.

Il commento del sindaco di Colmurano Mirko Mari:” Siamo molto contenti dello stato dei lavori. Il cimitero sarà una delle prime opere riconsegnate alla nostra cittadinanza. Il rispetto per i defunti rimane una parte fondante della nostra comunità. Ci tengo inoltre a ringraziare il Commissario Castelli e tutti i tecnici che hanno operato nel cantiere”

«I cimiteri rappresentano luoghi della memoria e dell’identità delle nostre comunità e per questo meritano la massima attenzione nel processo di ricostruzione – dichiara il Commissario Straordinario Guido Castelli –. Con questo nuovo trasferimento compiamo un ulteriore passo avanti verso il completamento di un intervento importante per Colmurano, garantendo risorse necessarie alla prosecuzione dei lavori. Ringrazio il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche e il sindaco Mirko Mari per la costante collaborazione istituzionale che consente di accelerare il percorso della ricostruzione e restituire ai cittadini luoghi sicuri, decorosi e pienamente fruibili».

L’intervento rientra nella più ampia strategia di ricostruzione pubblica portata avanti dalla Struttura Commissariale in sinergia con la Regione Marche e gli enti locali, con l’obiettivo di restituire ai territori colpiti dal sisma infrastrutture e servizi essenziali, contribuendo al rilancio delle comunità dell’entroterra marchigiano.

Frontone, recupero del Castello della Porta, lavori oltre il 50%. Il sindaco Tangnani: “ La riconsegna prevista a fine estate”.

Prosegue il percorso di tutela e recupero del patrimonio storico e culturale danneggiato dal sisma. Con il decreto n. 491 del 28 maggio 2026, il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli ha disposto il trasferimento di 283.764,99 euro all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche per l’intervento di riparazione e miglioramento sismico del Castello della Porta di Frontone, in provincia di Pesaro Urbino. La somma corrisponde all’acconto del 50% del contributo concesso per l’opera.

Il Castello della Porta, monumento di grande valore storico situato in posizione panoramica, risale all’anno Mille. Conosciuto anche come Castello Malatestiano, divenne proprietà e residenza dei Conti della Porta nel Cinquecento, quando Frontone entrò a far parte della Contea del Ducato di Urbino per volontà di Francesco Maria della Rovere.

Gli eventi sismici del 2016 e del 2017 hanno provocato danni alle strutture portanti, alle murature divisorie interne e alle antiche finiture dell’edificio. Gli interventi previsti sono finalizzati alla riparazione dei danni e alla riduzione delle vulnerabilità strutturali attraverso opere specialistiche quali scuci e cuci delle murature lesionate, iniezioni di boiacca consolidante, incatenamenti di facciata con fasce in fibra di acciaio e inserimento di tiranti metallici.

I lavori per il completamento e recupero della struttura procedono spediti, ad oggi siamo oltre il 50% e l’amministrazione prevede di riconsegnare il Castello alla comunità entro il termine di 3 mesi.

Così il sindaco di Frontone Daniele Tagnani: “Desidero ringraziare la Struttura Commissariale per il suo apporto e in particolare il Commissario Castelli per la sua disponibilità. Frontone negli ultimi anni ha dovuto affrontare, oltre il terremoto anche altre calamità come l’alluvione. Infatti il mio sentito ringraziamento va anche all’arch. Sciamanna e a tutti i tecnici del comune.”

«Il Castello della Porta rappresenta una testimonianza preziosa della storia di Frontone e dell’intero entroterra marchigiano. Sebbene Frontone sia un comune esterno al cratere sismico, i danni subiti da questo monumento dimostrano come gli effetti del terremoto abbiano interessato un territorio più ampio. Per questo è fondamentale salvaguardare e recuperare beni identitari come questo, che custodiscono la memoria delle comunità e contribuiscono alla valorizzazione culturale e turistica delle aree interne. Il recupero di un bene così significativo conferma la nostra volontà di non lasciare indietro nessun territorio e di investire nella tutela di un patrimonio storico che appartiene all’intera regione. Ringrazio il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’Ufficio Speciale Ricostruzione, il sindaco Daniele Tagnani e tutti i soggetti coinvolti per il lavoro svolto. La ricostruzione non riguarda soltanto gli edifici, ma anche la conservazione della storia, dell’identità e della memoria delle nostre comunità», dichiara il Commissario Straordinario Guido Castelli.

L’Ascoli Calcio sarà in ritiro a Norcia. Castelli: “Conferma dello storico legame tra la città umbra e il Piceno”

L’Ascoli Calcio, appena promossa in serie B, sarà in ritiro a Norcia dal 13 al 27 luglio.

“Siamo davvero lieti che l’Ascoli Calcio abbia scelto Norcia per il suo ritiro. È un luogo incantevole, e quest’anno è particolarmente speciale sia per noi che per l’Ascoli, che ha conquistato la promozione in Serie B. Questo risultato testimonia il nostro ritorno a livelli pre-terremoto, un traguardo reso possibile dal lavoro straordinario del Commissario Castelli, della struttura commissariale, della Regione e del Comune. Siamo entusiasti di accogliere l’Ascoli con grande affetto e partecipazione, dato che sono vicini di casa e abbiamo anche tifato per loro quando la promozione in Serie B sembrava già in tasca. Siamo davvero contenti di questo successo” dichiara il sindaco Giuliano Boccanera.

“Il ritiro dell’Ascoli Calcio neopromosso in serie B a Norcia rappresenta una bellissima notizia, non solo sul piano sportivo, ma anche per il valore simbolico che porta con sé. La scelta della società bianconera conferma il legame storico, culturale e umano che unisce il Piceno e Norcia, due comunità profondamente segnate dal sisma ma capaci di reagire con forza, dignità e visione. Norcia oggi è un luogo che testimonia concretamente l’avanzamento della ricostruzione e la volontà dell’Appennino centrale di tornare protagonista. Accogliere squadra, dirigenza, tifosi e comunità bianconera significa rafforzare un ponte tra territori che condividono identità, valori e una comune idea di rinascita. Ringrazio il sindaco Giuliano Boccanera per l’impegno e la collaborazione istituzionale che continua a caratterizzare il lavoro comune. Sono certo che la presenza dell’Ascoli a Norcia sarà un’occasione importante per valorizzare il territorio, sostenere l’economia locale e mostrare a tutti i progressi compiuti nel percorso di ricostruzione” ha dichiarato il commissario straordinario Guido Castelli.

Caserma Grue dei Vigili del Fuoco di Teramo: trasferiti oltre 500mila euro per l’adeguamento sismico

Arrivano 500.596,60 euro per l’intervento di adeguamento sismico del Fabbricato D della Caserma Grue, in uso al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Teramo, situata in via Tom di Paolantonio.

L’intervento, ricompreso nell’Ordinanza speciale n. 27 del 14 ottobre 2021 e relativo agli immobili pubblici appartenenti al patrimonio dell’Agenzia del Demanio nei territori colpiti dal sisma, ha un importo complessivo programmato pari a 3.196.719,89 euro. A seguito delle economie di gara, pari a 573.024,22 euro, il contributo disponibile post gara risulta pari a 2.623.695,67 euro. Con il nuovo trasferimento viene raggiunto l’80% dell’importo programmato, al netto delle economie e delle somme già erogate. L’intervento riguarda il Fabbricato D della Caserma Grue e rientra nel più ampio programma di ricostruzione, riparazione e ripristino degli immobili pubblici del patrimonio dell’Agenzia del Demanio dislocati nelle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessate dagli eventi sismici a partire dal 24 agosto 2016. Il decreto dispone inoltre la rideterminazione della quota del finanziamento a valere sul Fondo di accantonamento per le Ordinanze speciali, pari a 988.296,64 euro.

Le risorse saranno trasferite all’USR Abruzzo, che provvederà al successivo accredito all’Agenzia del Demanio, soggetto attuatore dell’intervento. Il decreto dà seguito alla verifica positiva della documentazione tecnico-contabile relativa agli Stati di Avanzamento Lavori n. 1 e n. 2, nonché al parere favorevole espresso dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Abruzzo sulla congruità economica e sulla regolarità della documentazione.

“Continuiamo a sostenere con atti concreti la ricostruzione degli edifici pubblici strategici del cratere – dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli –. La messa in sicurezza della Caserma Grue rappresenta un investimento importante non solo per la piena funzionalità del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Teramo, ma anche per la sicurezza dell’intera comunità. I Vigili del Fuoco sono un presidio fondamentale, tanto più nei territori che hanno vissuto l’esperienza drammatica del sisma. Garantire loro strutture sicure, moderne e adeguate significa rafforzare la capacità di risposta dello Stato e accompagnare la ripresa dei nostri territori. Ringrazio il presidente della Regione Marco Marsilio, l’Agenzia del Demanio e l’Ufficio ricostruzione per la loro collaborazione”

 

Avanza la ricostruzione a Bolognola: entro tre mesi la consegna della rimessa degli attrezzi, procedono i lavori del Municipio.

Nuovo impulso alla ricostruzione pubblica di Bolognola, il comune delle Marche posto all’altitudine più elevata della regione, con i suoi 1.070 metri sul livello del mare. Con due distinti decreti, il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli ha disposto il trasferimento di oltre 1,25 milioni di euro all’Ufficio Speciale Ricostruzione della Regione Marche per due interventi strategici: il Municipio e la rimessa attrezzi comunale.

Nel dettaglio, per il Municipio è stato autorizzato il trasferimento di un secondo acconto pari a 1.041.191,38 euro, corrispondente al raggiungimento del 50% del contributo complessivamente finanziato. I lavori procedono sia al piano terra che ai piani superiori con il cordolo esterno, la fine del cantiere è previsto tra un anno.

Per la rimessa attrezzi è stato invece disposto un ulteriore trasferimento di 211.820,79 euro, che porta all’80% le risorse già erogate rispetto al contributo concesso. Sono in fase di elaborazione gli ultimi ritocchi al cornicione i e la struttura potrà essere consegnata alla cittadinanza tra 2 mesi.

Il commento della sindaca Cristina Gentili: “I lavori per la rimessa sono in fase di ultimazione e potrà dirsi consegnata nell’arco temporale di due mesi. Discorso diverso invece per il Municipio, la struttura è più complessa e i lavori procedono più a rilento, contiamo di terminarli non prima di un anno.”

Commenta il commissario al sisma 2026 Guido Castelli: «La ricostruzione è anche restituire servizi e funzioni essenziali alle comunità colpite dal sisma. Il Municipio rappresenta il cuore amministrativo e istituzionale di Bolognola, mentre la rimessa attrezzi svolge un ruolo fondamentale per la gestione e la manutenzione del territorio. Restituire alla comunità un Municipio sicuro, funzionale e rispettoso della storia locale significa rafforzare l’identità di un paese simbolo dell’Appennino marchigiano. Si tratta di un segnale concreto che testimonia come la ricostruzione stia avanzando con determinazione, riportando servizi, opportunità e prospettive nei territori più colpiti dal terremoto. Desidero ringraziare il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e il sindaco Cristina Gentili per la costante collaborazione istituzionale. La sinergia tra tutti i livelli coinvolti continua a essere determinante per accelerare la ricostruzione e restituire ai cittadini strutture moderne, sicure e pienamente funzionali».

 

 

Montefalcone Appennino, lavori in corso nella chiesa di San Giovanni Battista

 

Nel cuore del territorio di Montefalcone Appennino (Fm), lungo la strada che conduce alla contrada Luogo di Sasso e immersa nel paesaggio boschivo, la chiesa di San Giovanni Battista rappresenta da secoli un punto di riferimento storico e identitario. L’edificio, legato a un antico insediamento francescano di probabile origine farfense, affonda le sue radici in epoche lontane, tanto da essere associato, secondo alcune fonti, al “San Giovanni in Selva” citato nel Chronicon Farfense, rifugio dei monaci in fuga dalle incursioni saracene tra IX e X secolo.

Oggi questo luogo carico di memoria è al centro di un intervento molto atteso dalla comunità: sono infatti in corso i lavori di riparazione e miglioramento sismico. Dopo l’approvazione del progetto esecutivo, che ha previsto un contributo complessivo di 525.000 euro, l’intervento è entrato nella fase operativa con l’affidamento dei lavori e l’avvio del cantiere.

«La chiesa di San Giovanni Battista torna così a essere protagonista, non solo come testimonianza del passato, ma come simbolo concreto del percorso di ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto – spiega il commissario straordinario, Guido Castelli -. Si tratta di un intervento che unisce tutela del patrimonio e rilancio del tessuto culturale, restituendo alla collettività un bene importante anche dal punto di vista storico. Ringrazio per il supporto costante il Comune, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

“La chiesa di San Giovanni è l’unica chiesa di proprietà comunale nel nostro territorio, il che la rende particolarmente importante per noi. Inoltre, è adiacente al nostro cimitero e fa parte del complesso del convento dei Cappuccini. Quest’anno, in occasione del 500° anniversario dei Frati Minori di San Francesco, la chiesa assume un’importanza ancora maggiore. Si narra addirittura che San Francesco sia passato per il nostro convento. Pertanto, la chiesa riveste un’importanza particolare per due motivi: la sua vicinanza al nostro cimitero e la sua parte integrante del complesso del convento dei Cappuccini. Siamo quasi alla fine dei lavori di restauro e credo che presto avremo l’opportunità di inaugurarla con la dovuta importanza” dichiara il sindaco Cesare Milani.

In questi giorni è stato disposto il trasferimento allo stesso Comune di una prima quota significativa da parte dell’Ufficio Speciale Ricostruzione, pari a 228.030,29 euro, destinata a sostenere l’avanzamento delle lavorazioni.

L’intervento riguarda un insieme articolato di opere finalizzate al recupero strutturale e alla messa in sicurezza della chiesa, con l’obiettivo di restituire piena funzionalità a un edificio che, oltre al valore storico, conserva un forte legame con la comunità locale. La prosecuzione dei lavori sarà accompagnata da ulteriori trasferimenti di risorse, secondo gli stati di avanzamento e le verifiche previste dalla normativa.