Ricostruzione post sisma, partono piattaforma e gruppo di lavoro per controllo cantieri

Si rafforzano ulteriormente i presidi di legalità sulla ricostruzione post sisma nel Centro Italia. Il Commissario Straordinario, Giovanni Legnini, ha preso parte oggi a Teramo alla sottoscrizione del  Protocollo territoriale promosso dal Prefetto, in attuazione dell’intesa conclusa lo scorso 30 aprile con la Struttura Tecinica di Missione, gli 11 Prefetti del Cratere, alla presenza del Ministro degli Interni Lamorgese. Nell’occasione, il Commissario ha reso noto di aver sottoscritto il decreto di costituzione di un Gruppo di lavoro della struttura commissariale per il monitoraggio ed i controlli  dei cantieri e degli incarichi ai professionisti, nell’ambito degli strumenti previsti dalla legge per i controlli di legalità. In tale ambito, i controlli nei cantieri si avvarranno del badge e settimanale i cui dati confluiranno verso  la nuova piattaforma  digitale predisposta dalla struttura commissariale.

Il Protocollo di Teramo, che segue quello già attivato con la Prefettura di Macerata, sarà applicato a tutti i cantieri della ricostruzione pubblica e privata e, grazie a procedure informatiche che partono dalla rilevazione delle presenze di uomini e mezzi nei luoghi di lavoro, punta a prevenire fenomeni come il lavoro nero o grigio, il dumping contrattuale, fenomeni elusivi, la concorrenza sleale, l’evasione contributiva e a garantire il rispetto della sicurezza.

“Ringrazio il Prefetto di Teramo, Angelo De Prisco, il Prefetto Angelo Valente, responsabile della Struttura di Missione Sisma del Ministero dell’Interno, per l’impegno profuso nella messa a punto del Protocollo, che ci permette di coniugare la forte semplificazione normativa che c’è stata nell’ultimo anno, con il rafforzamento dei controlli di legalità” ha detto il Commissario Legnini alla firma del Protocollo, cui erano presenti il sindaco di Teramo, Gian Guido D’Alberto, ed il presidente della Provincia, Diego Di Bonaventura e l’assessore regionale Pietro Quaresimale.

Il Gruppo di lavoro interno della struttura commissariale, incaricato di coordinare le attività, sarà guidato da Fausto Cardella, ex Procuratore generale della Repubblica di Perugia, ed oggi esperto della struttura per i profili di legalità e trasparenza. Il Gruppo, in particolare, sarà chiamato ad analizzare i dati offerti dalla nuova piattaforma telematica, quali mappatura dei cantieri, l’elenco delle imprese che vi operano, la relativa compagine societaria, la forza lavoro e la congruità dei mezzi impiegati, allo scopo di individuare situazioni critiche o sospette.

Il Gruppo, oltre a partecipare ai tavoli di monitoraggio istituiti presso le Prefetture, dovrà analizzare e monitorare gli esiti dell’attività di controllo a campione eseguita sui professionisti iscritti all’Elenco speciale, in collaborazione con la Struttura di Missione del Viminale, allo scopo di rilevare eventuali criticità e anomalie. Con tali protocolli, ha dichiarato il Commissario Legnini, si definisce quel binomio semplicità e legalità al quale abbiamo lavorato nell’ultimo anno , con le semplificazioni e la conseguente accelerazione della ricostruzione.

Caro prezzi materiali: chiesta una norma per garantire i lavori in corso.

Il caro prezzi dei materiali da costruzione, che per alcune tipologie è aumentato in modo esponenziale negli ultimi mesi, è stato oggi al centro di un incontro tra le associazioni nazionali delle imprese del settore edile ed il Commissario Straordinario per il sisma 2016, che ha avviato un confronto ad ampio raggio per individuare una soluzione al problema. La crescita dei costi rischia infatti di rappresentare un inaspettato fattore di rallentamento della ricostruzione privata, dopo la forte accelerazione degli ultimi mesi.

Accanto all’aggiornamento del Prezzario unico del cratere, che potrà risolvere il problema per il futuro, le associazioni datoriali ed il Commissario, Giovanni Legnini, hanno convenuto sull’opportunità di sollecitare il Governo ad emanare un intervento normativo che renda  possibile  l’adeguamento dei prezzi, anche  per coloro che hanno già ottenuto il contributo pubblico ed avviato i lavori.

Il Commissario Legnini ha ricordato che la revisione del Prezzario del cratere, a cui è vincolata tutta la ricostruzione privata nelle quattro regioni, è un processo che richiede tempi incompatibili con l’urgenza di un intervento, ed ha sollecitato le associazioni imprenditoriali ad avanzare proposte alternative in tempi brevi. Ha altresì sottolineato la necessità di coordinamento con le  quattro Regioni del centro Italia, che a loro volta stanno procedendo alla revisione dei prezzari regionali.

Il Commissario e le associazioni delle imprese edili hanno affrontato anche il tema dei tempi di pagamento  degli Stati di Avanzamento dei Lavori e quello dei controlli telematici sui cantieri, avviati in forma sperimentale.

A fronte delle necessità di evitare  tempi troppo lunghi di liquidazione  e di superare eccessivi adempimenti  burocratici per la redazione e il pagamento dei SAL, il Commissario ha preannunciato un intervento finalizzato a snellire il processo anche con l’adozione di una specificità Ordinanza.

Massima apertura è stata espressa dal Commissario anche sui possibili miglioramenti da apportare al sistema di controllo previsto dai Protocolli di legalità da istituire nelle Prefetture del cratere sisma, che si basa sul badge e settimanale elettronico di cantiere con il supporto di una piattaforma informatica predisposta dalla struttura commissariale per i controlli finalizzati a contrastare il lavoro nero, il dumping contrattuale e i rischi di infiltrazione malavitosa. Su tutti i temi trattati, dopo l’acquisizione di specifiche proposte da parte delle associazioni datoriali, il Commissario adotterà le sue decisioni, consultando anche le OOSS e la rete delle Professioni tecniche.

 

Dal primo giugno prenotazione telematica per le domande di contributo per la ricostruzione

Da oggi primo giugno i cittadini, i tecnici da loro incaricati, così come gli amministratori dei condomini e i presidenti dei consorzi, possono depositare la manifestazione di volontà a presentare la domanda di contributo per la riparazione o la ricostruzione degli immobili danneggiati dal sisma 2016.

La “prenotazione” delle domande, con la manifestazione di volontà a presentarle, secondo quanto stabilito dall’Ordinanza 111 del Commissario Straordinario, Giovanni Legnini, è obbligatoria per chi non avesse ancora presentato le richieste di contributo agli Uffici Speciali regionali e deve avvenire entro il termine fissato allo stato nel prossimo 31 luglio, pena la decadenza del contributo stesso.
La manifestazione di volontà deve essere presentata utilizzando l’apposito modello presente sulla nuova piattaforma informatica del Commissario alla Ricostruzione, all’indirizzo https://gedisi.sisma2016.gov.it/, accessibile con le credenziali Spid. Nel modulo devono essere necessariamente indicati alcuni dati, come l’indirizzo di posta elettronica certificata del soggetto legittimato, o di un suo delegato, i dati catastali identificativi dell’edificio, il numero di unità immobiliari presenti, la superficie stimata dell’immobile, il livello operativo presunto, nonchè l’importo presunto dell’intervento edilizio.

Nella sezione Utilità del sito internet della struttura commissariale, nella pagina Guide, è stato pubblicato un “Manuale” (scarica qui il file) per la compilazione telematica delle manifestazioni di volontà.

Scarica qui il decreto

Sisma 2016: Legnini chiede norme per smaltimento macerie e neutralizzazione Iva

Una norma  che consenta alle imprese colpite dal sisma di neutralizzare il peso dell’Iva sul contributo concesso dallo Stato per ricostruire le strutture, la proroga  e l’aumento della capacità di stoccaggio delle macerie private nei siti temporanei,  la riattivazione del credito di imposta per gli investimenti effettuati dalle imprese, una maggior flessibilità sulle spese di funzionamento degli Uffici speciali per la ricostruzione e della struttura commissariale.

E’ quanto ha chiesto oggi alla Camera il Commissario straordinario alla ricostruzione del Centro Italia, Giovanni Legnini, ascoltato dalla Commissione Bilancio sul nuovo “decreto sostegni”.

“La ricostruzione sisma 2016, dopo le semplificazioni introdotte, procede velocemente ma proprio per il notevole aumento dei cantieri iniziano a porsi problemi che prima non si erano manifestati” ha spiegato il Commissario. I siti di stoccaggio, in particolare nelle Marche, non riescono ad assorbire le macerie prodotte dalle demolizioni, con il serio rischio di rallentare le attività dei cantieri. E’ necessario che le regioni si dotino di un piano a medio e lungo termine per lo smaltimento delle macerie private e che si programmi l’avvio di un ciclo virtuoso teso al riuso delle  stesse” ha detto il Commissario.

Alla Commissione Bilancio il commissario ha inoltre sottolineato l’esigenza di una norma che permetta il rimborso rapido  e l’anticipazione dell’Iva a carico delle imprese sul contributo concesso per la ricostruzione delle attività produttive. “Sono esborsi importanti che chi deve ricostruire un ristorante, un albergo, un’attività produttiva, con l’attività ferma da anni, non ha alcuna possibilità di compensare o portare in detrazione l’imposta. Ci siamo confrontati con il Ministero dell’Economia – ha detto il Commissario – ed intanto è emersa la possibilità di permettere il rimborso anticipato di questi crediti Iva. Sarebbe un primo passo, perché occorrerebbe studiare anche una forma di anticipazione finanziaria, magari assistita dalla garanzia dello Stato” per neutralizzare di fatto il peso dell’Iva.

 

Ordinanza Speciale per Amatrice, parte la ricostruzione del centro storico

La ricostruzione del centro storico di Amatrice distrutto dal terremoto dell’agosto 2016 è tra i primi interventi a beneficiare delle deroghe alla normativa, compresa quella sugli appalti, che il Commissario Straordinario perla Ricostruzione del sisma, Giovanni Legnini, può attuare nel cratere con le nuove Ordinanze speciali. Il decreto semplificazioni 76 del 2020 ha infatti conferito al Commissario poteri straordinari per accelerare la realizzazione delle opere pubbliche urgenti, o di particolare criticità, e dei centri storici dei comuni più colpiti.

Per Amatrice, in particolare, si prevede la realizzazione di alcune opere pubbliche indispensabili alla ricostruzione privata, come i sottoservizi e la viabilità, che saranno realizzati al massimo entro un anno, ma anche un coordinamento pubblico per il rifacimento delle oltre 300 abitazioni del centro storico della città. Accanto a questi interventi, ricorrendo sempre all’Ordinanza in deroga che stanzia nel complesso 43 milioni di euro, sono previsti la ricostruzione del Municipio, delle chiese di Sant’Agostino, San Francesco e Santa Maria del Suffragio, inserite nel tessuto urbano, ed altre opere necessarie per la ripresa delle attività economiche e sociali, come i Centri culturali ed i musei.

Amatrice, come Accumoli e Arquata del Tronto fu colpita il 24 agosto del 2016 da un violentissimo terremoto, che causò 299 vittime e la distruzione totale del centro storico della città, nel quale è rimasta in piedi solo la Torre Civica. La ricostruzione è affidata ai Piani attuativi per le aree in cui sono necessarie delocalizzazioni, e al Programma Straordinario di Ricostruzione varato poche settimane fa dal Comune per accelerare il reinsediamento dei cittadini, che si avvale anche dell’Ordinanza Speciale, alla cui attuazione è delegato il sub Commissario alla ricostruzione, Fulvio Soccodato.

Ad Amatrice capoluogo finora sono state riparate, con il rientro di altrettante famiglie, circa 110 abitazioni, mentre sono in corso i lavori in altri 250 cantieri. Due grandi condomini, per circa 80 unità abitative complessive, saranno consegnati nei prossimi giorni. Oltre alla ricostruzione privata, e al di là degli interventi dell’Ordinanza speciale, sono in corso i lavori per altre due opere pubbliche molto importanti, il rifacimento dell’Ospedale, finanziato per oltre 10 milioni anche grazie ai contributi del governo tedesco, e dell’Istituto Don Minozzi, un complesso molto vasto a ridosso del centro storico di proprietà della Curia, che sarà destinato a diverse attività, anche pubbliche, e finanziato con circa 40 milioni di euro.

“Amatrice sta rinascendo e noi vogliamo ricostruire il suo centro dove era, nel rigoroso rispetto delle sue caratteristiche culturali e storiche ma con un’impostazione fortemente sostenibile, intelligente ed efficiente. Questa ordinanza stima in oltre 46 milioni di euro l’investimento per progetti che daranno massima attenzione alla tutela architettonica e ambientale, come all’efficientamento energetico. La ripartenza di questo territorio è una sfida più che mai urgente e ora siamo a un punto di svolta. Tutti insieme, nel segno della massima concertazione con i sindaci e le comunità locali, raccogliamo le priorità e i progetti per continuare l’opera di ricostruzione” ha spiegato il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

“Con l’ordinanza speciale in deroga , che segue il varo del PSR da parte del Comune, diamo finalmente il via alla ricostruzione del centro storico di Amatrice, completamente distrutto dal terremoto 2016. Si tratta di una sfida di grande complessità, senza precedenti per grado di distruzione nella storia delle ricostruzioni post sisma del nostro paese. Per affrontarla e vincerla occorreva individuare con precisione obiettivi, procedure e responsabilità di ciascuno degli attori pubblici e privati chiamati a contribuire al processo ricostruttivo: lo abbiamo fatto con un’ordinanza molto innovativa, densa di contenuti e munita di risorse finanziarie adeguate. Adesso occorre che ciascuno faccia la sua parte fino in fondo e ciò che appariva un’impresa ardua fino a pochi mesi fa, potrà realizzarsi. Con i nuovi strumenti varati, finalizzati all’accelerazione dei tempi dei lavori, altrimenti biblici, e con gli impegni attribuiti al  Comune, alla Regione, all’USR Lazio, ai tecnici privati e pubblici, con il coordinamento del sub Commissario,  che ringrazio tutti, si pongono le basi di un lavoro sinergico per conseguire gli obiettivi di un rapido ritorno a casa dei cittadini in edifici più sicuri, sostenibili ed intelligenti. L’ordinanza speciale ci permetterà, inoltre,  di realizzare le infrastrutture necessarie alla ricostruzione privata del centro storico,  dai sottoservizi alle reti e alla viabilità,  e di ricostruire alcuni edifici necessari per la ripresa della vita tutti con impegno ed energia, consapevoli che il percorso inizia oggi e che esso andrà costantemente verificato e monitorato”, ha aggiunto il Commissario Giovanni Legnini.

La ricostruzione conforme al preesistente non è soggetta a Valutazione incidenza ambientale

Con il ticket in oggetto, si chiede un parere in merito alla disciplina dettata dall’ordinanza n.114/2021 in relazione alla specifica previsione di cui all’art. 1, quarto comma e alla vigente normativa in materia di valutazione di incidenza ambientale (VINCA). Come ricordato nella richiesta di parere, il quarto comma dell’art. 1 dell’ordinanza commissariale n. 114 dispone, infatti, che “Fatte salve le disposizioni vigenti a livello regionale, sono soggetti alle autorizzazioni e nullaosta, secondo quanto previsto dagli articoli 6, 11 e 13 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 e alla valutazione di incidenza ambientale ai sensi della direttiva 92/43CEE “Rete Natura 2000”, tutti gli interventi edilizi di nuova costruzione, quelli che determinano aumento delle superfici o delle volumetrie degli edifici nonché quelli che comportano una trasformazione urbanistico-edilizia permanente del territorio e dei valori dell’ambiente, della flora, della fauna, ai sensi delle disposizioni legislative vigenti”.

I dubbi applicativi vertono in particolare su un eventuale o potenziale contrasto che, in relazione agli interventi di riparazione, ripristino e consolidamento di edifici danneggiati dal sisma, ivi compresa la demolizione con fedele ricostruzione (ossia senza aumento di volumetrie o superfici),ricadenti nelle aree della Rete Natura 2000, parrebbe determinarsi tra la normativa comunitaria e le circolari ministeriali ratione materia vigenti con la richiamata previsione dell’ordinanza n.114, nella misura in cui si giungesse ad ammettere per i predetti interventi un’aprioristica esclusione da qualsiasi tipo di valutazione ambientale.

Vengono in tal senso citate le linee guida in vigore nella regione Lazio. L’insieme di questi riferimenti normativi appare corretto e condiviso.

Ciò che, invece, merita di essere precisato è il riferimento delle norme citate al “fatto” ossia alle fattispecie, prese in considerazione dal richiamato art. 1, quarto comma dell’ordinanza n.114, riguardanti gli interventi di riparazione, restauro o consolidamento, anche tramite demolizione e ricostruzione ma nei soli termini della piena conformità all’edificio preesistente (ossia senza aumento di volumi e superfici), determinati a causa del sisma 2016.

In queste fattispecie, infatti, non si produce alcun intervento nuovo rispetto al preesistente e pertanto non vi è in assoluto, in via logica, fattuale e dunque “aprioristica”, alcuna possibilità di una nuova incidenza ambientale dell’intervento che, anzi, al contrario persegue le finalità del contrasto del degrado, della messa in sicurezza del preesistente, dell’efficientamento energetico, finalità tutte coincidenti con gli interessi pubblici sottesi alla salvaguardia dell’habitat esistente.

D’altronde lo stesso art. 6.3 della direttiva Habitat prevede l’applicazione delle misure di VINCA esclusivamente in relazione a “Qualsiasi piano o progetto non direttamente connesso e necessario alla gestione del sito ma che possa avere incidenze significative su tale sito, singolarmente o congiuntamente ad altri piani e progetti…omissis”.

È del tutto evidente che gli interventi finalizzati al ripristino e alla messa in sicurezza degli edifici “degradati” dal sisma, che non producono nuove volumetrie o superfici incidenti sul territorio e sull’habitat naturale, non possono per ciò stesso avere alcuna “incidenza significativa” sul sito (si badi, al 100 per cento e non solo in misura “significativa” come pure recita l’art. 6.3 della direttiva habitat), e devono perciò intendersi per definizione sottratti a qualsivoglia valutazione di incidenza ambientale.

D’altro canto, e sempre secondo logica e diritto, si dovrebbe presumere che gli edifici preesistenti oggetto degli interventi siano già stati sottoposti alla procedura di valutazione di incidenza e dunque la ri-proposizione della medesima procedura costituirebbe un irragionevole aggravamento procedurale privo di senso ed in palese contrasto con l’art. 1, secondo comma della legge n.241/1990 e con le stesse finalità pubbliche e sociali della ricostruzione post-sisma.

Infine, giova ricordare che una diversa interpretazione della direttiva europea, con stretto riferimento alle fattispecie considerate, si porrebbe in contrasto con il divieto di gold plating stabilito nella Comunicazione della Commissione europea del 8 ottobre 2010 “Smart Regulation in the European Union” nonché con l’art. 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, come novellata dalla legge di Stabilità 2012 (sul punto, si veda anche Corte Cost. 27 maggio 2020, n.100; Cons. Stato, sez. III, 19 gennaio 2018).

Solo da ultimo, e per completezza, si ricorda che l’art. 11, secondo comma del decreto Sisma prevede in via generale la possibilità di “opere o interventi non soggetti a procedure di valutazione di impatto ambientale (VIA) o a valutazione d’incidenza”.

A queste stesse conclusioni, d’altronde, si perviene anche attraverso l’esame della disciplina regionale in materia.

Si può ex multis richiamare la disciplina della Regione Lombardia secondo cui “Gli interventi che contengono solo previsioni di: opere interne, manutenzione ordinaria, straordinaria, di restauro, di risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, che non comportino aumento di volumetria e/o di superficie e/o modifiche di sagoma, sono esclusi dalla procedura di cui al comma 1 (ndr. procedura di valutazione di incidenza) del presente articolo, a condizione che il soggetto proponente o il tecnico incaricato dichiarino, ai sensi degli artt. 38 e 47 del dpr 445/2000, ch egli interventi proposti non abbiano, né singolarmente né congiuntamente ad altri interventi, incidenze significative sui SIC o Psic” (Deliberazione della Giunta Regionale – Regione Lombardia, 08.08.2003, n. 7/14106).

Ma anche la Regione Lazio nella DGR n. 534 del 4 agosto 2006 stabilisce che “alcune tipologie di interventi, definite nell’Allegato A alla presente deliberazione, non sono da sottoporre a procedura di Valutazione di incidenza in quanto: – presentano caratteristiche e specificità compatibile con la gestione e conservazione del sito;   – si tratta di interventi che attuano le previsioni di piani, generali o attuativi, di natura territoriale, urbanistica e di settore, ivi compresi i piani agricoli, di gestione e assestamento forestale e faunistico-venatori e le loro varianti sottoposti precedentemente a procedura di valutazione di incidenza con esito positivo;   – si tratta di interventi previsti nei piani di gestione dei siti Natura 2000 approvati”   e “che le esclusioni dalla procedura di valutazione di incidenza degli interventi definiti nell’Allegato A alla presente deliberazione, concorreranno al raggiungimento degli obiettivi della semplificazione amministrativa e del non aggravamento del procedimento secondo i principi della legge 7 agosto 1990, n. 241 e s.m.i.”.

Tra gli altri, nel richiamato Allegato A alla precitata DGR della regione Lazio, in particolare al punto 3 si legge espressamente che “Sono inoltre esclusi dalla procedura di valutazione di incidenza: a) le realizzazioni previste dagli strumenti urbanistici vigenti generali ed attuativi nella zona territoriale omogenea A) e B) di cui all’articolo 2 del D.M. LL.PP. del 20/4/1968, n. 1444 e s.m.i., nonché gli ampliamenti e i completamenti edilizi e gli adeguamenti funzionali o tecnologici di edifici pubblici esistenti derivanti dalle disposizioni vigenti; b) relativamente al patrimonio edilizio esistente: – gli interventi di cui all’art. 3 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 e s.m.i., lettere a), b), c) e d); – gli interventi di adeguamento tecnologico resi obbligatori dalle normative vigenti in materia di sicurezza, abbattimento barriere architettoniche; …”.

Come noto, la lettera d) del citato art. 3 del DPR 380/2001 stabilisce che “nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi altresì gli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti con diversi sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche, con le innovazioni necessarie per l0adeguamento alla normativa antisismica (…)”.

Il richiamato art. 1, quarto comma dell’ordinanza n.114/2021 è del tutto coerente e conforme ai principi di legge sopra richiamati.

L’Esperto giuridico
Cons. Paolo Carpentieri

Il Consigliere giuridico
Prof. Avv. Pierluigi Mantini

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Earth Expo Firenze: Legnini, serve un salto di qualità nelle ricostruzioni

“Oggi ci sono tutte le condizioni per fare un salto di qualità nelle ricostruzioni post terremoto. C’è una grandissima convergenza di intenti tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti in questi processi, dalla Protezione Civile, a Casa Italia, agli enti di ricerca, alla comunità scientifica, c’è maggior consapevolezza di quanto sia necessario investire nella prevenzione, ci sono buone esperienze di gestione da cui trarre esempio, e ci sono anche le risorse, dal Superbonus a quelle del Recovery Plan”.

Così il Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016, Giovanni Legnini, al termine del seminario organizzato in vista dell’Earth Technology Expo del prossimo ottobre a Firenze, ed al quale hanno partecipato i Capi Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, di Casa Italia, Elisa Grande, del Corpo dei Vigili del Fuoco, Laura Lega, il Commissario alla ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, il presidente dell’Ingv, Carlo Doglioni, il Segretario dell’Autorità di Bacino, Erasmo D’Angelis, l’architetto Stefano Boeri, Ermete Realacci, presidente di Symbola, e numerosi esperti del settore.

A Firenze, per la prima volta, l’Italia metterà in mostra le tecnologie e le esperienze maturate in questi anni per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini, anche con un riferimento specifico alla sicurezza rispetto ai rischi sismici, che nel nostro Paese sono molto elevati. “Leggo che negli ultimi cinquant’anni i terremoti ci sono costati 125 miliardi, ma a mio parere è una cifra stimata per difetto. Per il futuro dobbiamo porci il problema di ricostruire un patrimonio edilizio capace di resistere ai terremoti, sfruttando le nuove tecnologie e la diversa consapevolezza che oggi abbiamo dell’importanza della prevenzione. In Emilia la ricostruzione è quasi finita, all’Aquila c’è ancora molto da fare, soprattutto nel cratere. Nel Centro Italia siamo ancora nella fase iniziale, il grosso della ricostruzione è ancora davanti a noi, ma anche in considerazione delle risorse economiche disponibili e dell’ispirazione stessa del Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza credo che siamo in condizione di poter affrontare finalmente la scommessa di rinascita del nostro Appennino, con una ricostruzione sicura, sostenibile e intelligente” ha detto Legnini.

Uno dei primi passi da compiere, hanno concordato tutti i relatori, da Fabrizio Curcio a Elisa Grande, è l’omogeneizzazione delle norme per le ricostruzioni post sisma. Oggi in Italia ce ne sono almeno sei in corso, riguardano ben 300 comuni, e ciascuna ha regole diverse. “L’obiettivo condiviso – ha detto Legnini – è quello di giungere ad un Codice delle Ricostruzioni che stabilisca i principi di intervento ed una struttura di alta professionalità per gestirli, mettendo a frutto le esperienze del passato, e quella in corso in Centro Italia”, che secondo il Capo del Dipartimento Casa Italia, Elisa Grande, rappresenta oggi “un paradigma”.

Verso il PSR per Campotosto, Comune del doppio cratere 2009 e 2016

“Campotosto è un Comune simbolo: ha subito due terremoti che hanno distrutto il patrimonio edilizio e la  successiva paralisi determinata anche dalla sovrapposizione delle discipline delle due ricostruzioni. Nell’ultimo anno abbiamo cambiato e semplificato tutto, alcuni cantieri si stanno avviando altri apriranno nei prossimi mesi.

Con il PSR  predisposto dall’USR Abruzzo e dal Comune, che ringrazio, parte il progetto di ricostruzione della nuova Campotosto, più sicura, connessa e sostenibile. Emanerò nelle prossime settimane, previa intesa con il presidente della Regione, un’Ordinanza specifica per Campotosto per dare il più rapidamente possibile avvio alla progettazione e quindi alla realizzazione delle opere.

Adesso i cittadini e i loro tecnici devono costituire i Consorzi e depositare i progetti. Insieme all’USR Abruzzo e al Comune garantiremo rapidità delle procedure e ascolto, se ci saranno ulteriori difficoltà da superare”.

Queste le parole del Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 Giovanni Legnini a margine della presentazione del PSR avvenuta oggi nella Casa della Comunità di Campotosto insieme al Sindaco Luigi Cannavicci, al Consigliere provinciale Berardino Morelli e al direttore dell’USR Abruzzo Vincenzo Rivera. Campotosto è uno dei Comuni maggiormente colpiti nell’area del Sisma del Centro Italia ed il suo territorio rientra nel doppio cratere sismico 2009 e 2016.

Prorogato al 20 maggio il termine per il Censimento opere pubbliche

Prorogato al 20 maggio il termine, concesso ai Comuni per la compilazione delle schede relative al nuovo censimento delle opere pubbliche danneggiate dai terremoti del 2016-2017 nelle regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, e che devono essere riparate o ricostruite.

Indirizzata a tutti i soggetti pubblici delle 4 regioni, la lettera del Commissario posticipa la data di restituzione delle due schede inviate da SOSE – Soluzioni per il Sistema Economico SPA, società pubblica, che provvede alla definizione del Censimento, anche al fine di avere una stima complessiva della spesa necessaria, insieme alla Struttura Commissariale.

I soggetti pubblici delle quattro regioni, sia dentro che fuori il cratere sismico propriamente detto, nei quali sia stato rilevato un danneggiamento a seguito del sisma dovranno restituire le due schede:  una precompilata da confermare, nel caso l’opera pubblica danneggiata sia stata già segnalata sulle piattaforme telematiche dedicate, ed una bianca da compilare per le nuove segnalazioni.

La segnalazione è aperta in ogni caso a tutti i soggetti pubblici delle quattro regioni, che possono scaricare e compilare la relativa scheda.

Il file Excel contenente le schede compilate dovrà essere inviato a questi indirizzi PEC di seguito indicati:

censimentososeoopp.sisma2016@pec.governo.it
censimento.oopp.sisma2016@pec.sose.it

indicando il seguente oggetto: cens_oopp_sose_xxxxxx

Per ricevere assistenza nella compilazione del questionario o per eventuali problemi tecnici è possibile inviare una email all’indirizzo censimento.oopp.sisma2016@sose.it

Il Giro d’Italia nel cuore del cratere sisma 2016

Sono ben 23, tra i quali una decina di quelli più colpiti, i comuni del cratere Sisma 2016 che saranno attraversati domani e lunedì da due tappe del Giro d’Italia 2021 di ciclismo.
La tappa di domani, dalle Grotte di Frasassi ad Ascoli Piceno, in particolare, si svilupperà interamente all’interno del cratere, toccando quindici Comuni nelle province di Ancona, Macerata, Perugia e Ascoli Piceno: Fabriano, Cerreto d’Esi, Matelica, Castelraimondo, Camerino, Muccia, Pieve Torina, Valfornace, Visso, Ussita, Castel Sant’Angelo sul Nera, Castelluccio di Norcia, Arquata del Tronto, Acquasanta Terme e Ascoli Piceno. Quella di lunedì 17, da L’Aquila a Foligno, toccherà invece, sempre nel cratere sisma 2016, i comuni di Antrodoco, Cittaducale, Rivodutri, Rieti, Borgo Velino, Castelsant’Angelo, in Lazio, ed Arrone e Spoleto in Umbria.
La corsa rosa torna dunque nel cuore dell’area colpita dai terribili terremoti di oltre quattro anni fa, quella dove si è registrata la massima concentrazione dei danni, in particolare a seguito delle scosse del 26 e 30 ottobre 2016 (5.9 e 6.5 della scala Richter, uno dei più forti in Italia negli ultimi 100 anni). Nei comuni attraversati dalla sola tappa di domani sono stati censiti, subito dopo il sisma, 19 mila edifici inagibili, la maggior parte dei quali con danno grave: 2.400 a Camerino, 2 mila ad Arquata del Tronto, 1.400 a Pieve Torina, 1.200 a Visso. Altri 2 mila sono gli edifici inagibili nei comuni attraversati dalla tappa di lunedì, dall’Aquila a Foligno, dove ha sede tra l’altro, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Umbria.
Rispetto al 2018, quando il Giro d’Italia attraversò parte del cratere, oggi la situazione è ben diversa, perché la ricostruzione è effettivamente partita. Le domande di contributo presentate nei 23 comuni del cratere toccati dal Giro, sono oggi, infatti, circa 5.200, con 2.540 richieste già approvate, e l’apertura di altrettanti cantieri di lavoro. Di questi circa la metà, 1.210 si sono conclusi con la consegna delle abitazioni alle famiglie che le abitavano.
In tutto il cratere sisma 2016, che comprende 138 comuni nelle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, le abitazioni rese inagibili dal terremoto sono 80 mila. Le domande di contributo già presentate sono 20 mila, delle quali circa la metà nel solo 2020, quelle approvate circa 10 mila, con una fortissima accelerazione nei primi mesi di questo 2021. Attualmente sono in corso i lavori in circa 5 mila cantieri della ricostruzione privata, mentre gli interventi conclusi sono 4.650.