Terremoto: Legnini, 110% strutturale con obbligo di miglioramento sismico per aree a rischio

“Oggi abbiamo lo strumento del 110% per le ristrutturazioni edilizie e 6 ricostruzioni post sismiche in corso. Dovremmo partire da qui per avviare una politica organica e una programmazione, individuando le aree e le risorse per mettere in sicurezza almeno le parti più fragili del Paese. Il 110% è una misura straordinaria che va estesa temporalmente innanzitutto per i territori ad elevato rischio sismico nei quali, rendendo strutturale tale misura, si potrà mettere in sicurezza il patrimonio edilizio privato e pubblico, non solo quello danneggiato dai terremoti”. Lo ha detto il Commissario Straordinario alla ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, intervenendo oggi alla 4° Giornata Nazionale della prevenzione sismica promossa da Inarcassa, Consiglio Nazionale degli Ingegneri e dal Consiglio Nazionale degli Architetti.

“Restando solo agli ultimi dodici anni, la spesa sostenuta o che dovrà essere impegnata dallo Stato per riparare i danni dei terremoti supera i 50 miliardi di euro. Di fronte alla ciclicità degli eventi sismici e all’elevata rischiosità sismica evidenziata dalla scienza, è necessario fare un passo avanti deciso verso una maggior sicurezza, stabilendo un programma di azione e delle priorità” ha aggiunto Legnini, ipotizzando anche una riforma degli strumenti normativi e finanziari a disposizione.

“Perché non viene reintrodotto l’obbligo del miglioramento sismico come requisito per accedere alle detrazioni del 110%? Lo Stato coprirebbe gli oneri dei lavori, ma a condizione che si arrivi ad un grado di sicurezza elevato degli edifici. Dovremmo approfondire anche il tema dell’assicurazione degli immobili rispetto ai rischi delle calamità naturali, magari prevedendo a valle degli interventi finanziati dalla ricostruzione post sisma o dal 110% una forma di assicurazione obbligatoria per i cittadini” ha concluso il Commissario.

Sisma 2016: Legnini a Pescara per Protocollo legalità nei cantieri

Firmato oggi nella Prefettura di Pescara il Protocollo di Legalità per i cantieri della Ricostruzione post sisma del 2016. A sottoscriverlo il prefetto Giancarlo Di Vincenzo, l’USR regionale, rappresentanti dei sindacati e delle associazioni di categoria, alla presenza del Commissario Straordinario alla Ricostruzione Post Sisma 2016 Giovanni Legnini e del vice direttore della Struttura di Missione Prevenzione e Contrasto Antimafia Sisma dott. Paolo Giovanni Grieco.

Il Protocollo prevede l’istituzione di un Tavolo permanente che ne monitori l’applicazione nell’ambito della ricostruzione pubblica e privata. Gli strumenti di legalità previsti nell’accordo, come ad esempio il badge elettronico e il settimanale di cantiere, hanno l’obiettivo di integrare i controlli già esistenti per prevenire fenomeni come infiltrazioni malavitose, lavoro nero e grigio, dumping contrattuale, concorrenza sleale ed evasione contributiva. A questo proposito la Struttura commissariale ha predisposto una piattaforma digitale, in fase di sperimentazione, per monitorare in modo puntuale i cantieri e le condizioni della manodopera impiegata.

«La garanzia di legalità nei cantieri della ricostruzione è il primo passo per restituire alla comunità del Centro Italia edifici sicuri e in tempi ragionevoli – ha sottolineato il Commissario Giovanni Legnini -. Per questo l’adozione di questo Protocollo, che ha già preso avvio nelle altre province coinvolte dal terremoto, è uno strumento importante che consente un maggiore raccordo tra tutti gli enti preposti alla vigilanza e tra tutte le parti sociali, dalle associazioni di categoria alle singole imprese».

Ha concluso Legnini: «Prevenire infiltrazioni e fenomeni di sfruttamento nei cantieri vuol dire non solo ricostruire bene, ma anche mantenere sano un tessuto produttivo già alle prese con i problemi del sisma, della pandemia e le difficoltà indotte dall’aumento inaspettato del costo delle materie prime e da una scarsità sempre maggiore di operai specializzati».

Il Protocollo di Legalità è stato firmato anche nelle Prefetture de L’Aquila, Teramo, Ascoli Piceno, Fermo, Ancona, Rieti e Perugia. Nelle prossime settimane è prevista, oltre all’aggiornamento del primo Protocollo nella Prefettura di Macerata, la firma anche nella Prefettura di Terni in vista dell’attivazione nel 2022 del controllo di legalità nei cantieri.

Legnini ai sindaci: entro dicembre regolarizzazione domande danni lievi, ultimi giorni per prenotare i contributi

C’è ancora una possibilità per regolarizzare le domande di contributo per la riparazione dei danni lievi causati dal sisma 2016 che sono state archiviate o rigettate perché incomplete. E’ quanto sottolinea il Commissario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini, in una lettera inviata ai sindaci dei
comuni colpiti dai terremoti del 2016-2017.

I termini per i danni lievi sono ormai scaduti per legge il 30 novembre 2020, ma le istanze rigettate o archiviate potranno essere integrate e riproposte agli Uffici Speciali. Le domande dovranno essere regolarizzate entro il 31 dicembre 2021, se il rigetto è avvenuto prima del 22 ottobre 2021, data di pubblicazione dell’Ordinanza 121, oppure entro 90 giorni dal rigetto, se fosse notificato in una data successiva al 22 ottobre, scrive Legnini.

Nella lettera il Commissario ha nuovamente evidenziato ai sindaci la scadenza imminente del 15 dicembre per la Manifestazione di Volontà a richiedere il
contributo di ricostruzione, pena la sua decadenza, ed ha annunciato che il termine per presentare le richieste per i danni gravi, oggi fissato al 31 dicembre, sarà prorogato con scadenze differenziate che riguarderanno in primo luogo i percettori del Contributo di Autonoma Sistemazione ed i
beneficiari delle Soluzioni Abitative di Emergenza.

Proroga per i danni gravi, nel ’22 si parte da Cas e Sae

“Entro la fine dell’anno e le prime settimane del prossimo, si chiuderà il capitolo dei danni lievi. Poi stabiliremo le nuove scadenze per presentare le richieste relative alla riparazione dei danni gravi, avviata da tempo, ma alla quale è necessario dare ulteriore impulso, con una programmazione delle future scadenze. Si inizierà dai fabbricati di proprietà dei cittadini residenti, titolari del Cas o che usufruiscono delle Sae. C’è la necessità di ridurre la spesa ancora rilevante, benché ridotta nell’ultimo anno, relativa ai benefici dell’assistenza, soprattutto quando non esistono più ostacoli concreti all’avvio della ricostruzione, ed accelerare il rientro delle famiglie nelle loro case”, sottolinea il Commissario.

Anche in vista delle nuove scadenze il Commissario e la Protezione Civile hanno affidato a Invitalia una prima ricognizione sui percettori dell’assistenza, incrociando i loro dati con quelli delle Richieste di contributo e delle Manifestazioni di volontà già pervenute. Gli elenchi sono stati trasmessi da Legnini ai sindaci, invitandoli ad “attivarsi presso i cittadini che non hanno ancora provveduto agli adempimenti necessari, affinché non perdano i loro diritti”.

Avanzamento dei lavori sul PNC sisma 2009 2016, giornata di lavoro ad Ascoli Piceno

Oggi ad Ascoli Piceno nella Sala del Consiglio di Palazzo dei Capitani un’importante giornata di confronto tra Struttura Commissariale Sisma 2016, Struttura di Missione Aquila 2009, Regioni, sindaci, tecnici e Uffici speciali della ricostruzione sull’avanzamento dell’attuazione del Fondo complementare al Pnrr. Nel rispetto delle norme anti Covid sono stati un centinaio i partecipanti in presenza e quasi il doppio collegati online.

Ad aprire i lavori,  dopo il saluto del sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti, il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Post Sisma 2016 Giovanni Legnini, che ha illustrato lo stato di avanzamento della programmazione del miliardo e 780 milioni di euro che Governo e Parlamento hanno destinato allo sviluppo dei due crateri. La gestione di queste risorse è in capo alla Cabina di coordinamento integrata tra le governance dei due sismi e le Regioni, che in queste settimane ha già approvato i primi 478 milioni di euro di interventi articolati in 175 milioni per infrastrutture stradali statali, 60 milioni per recupero e rifunzionalizzazione degli alloggi temporanei realizzati a L’Aquila dopo il 2009 (Progetto Case); 33,5 milioni per la riqualificazione delle stazioni ferroviarie di alcuni centri dei crateri, 60 milioni per le strade comunali  e infine 200 milioni destinati alla rigenerazione urbana dei centri dei due crateri.

A questi fondi per la rigenerazione urbana, se ne aggiungeranno ulteriori, finalizzati a dare soluzione alle esigenze di ripristino dei sottoservizi e infrastrutture urbane,  che saranno ripartiti in base all’entità dei danni post sisma: 300 milioni per il sisma 2009, con i fondi della Struttura di Missione, e 400 milioni provenienti dalla contabilità speciale del Commissario straordinario  per i territori colpiti dal sisma 2016.

Il Commissario Legnini ha evidenziato che le varie misure in cui si articolano i programmi “devono essere attuate in modo unitario e coordinato , come previsto dalla legge istitutiva del fondo , sulla base delle decisioni collegiali assunte in Cabina di coordinamento con il pieno coinvolgimento delle Regioni, della governance 2009 e dei Comuni, comprese quelle che saranno assegnate con bandi pubblici”. L’obiettivo rimarcato oggi da Legnini sul Pnrr sisma è di  “spendere presto e bene le importanti risorse, considerando il loro carattere aggiuntivo rispetto sia ai fondi dedicati alla ricostruzione che a quelle delle misure generali del PNRR”.

Nel pomeriggio sono stati infine presentati i primi esiti dello studio dell’Istituto nazionale di urbanistica (INU) che sta lavorando ad una planimetria digitale al servizio dei Comuni, completa di tutti i dati e informazioni utili ai Comuni per definire e aggiornare i Piani straordinari di ricostruzione.

Piano Nazionale Complementare aree sisma e ricostruzione, giornata di lavori ad Ascoli Piceno

Lo stato di attuazione dei programmi del Fondo complementare al PNRR per le aree dei terremoti 2009 e 2016-2017 e la programmazione e pianificazione della ricostruzione del Centro Italia al centro della giornata di lavori del 6 dicembre ad Ascoli Piceno. L’appuntamento, riservato a Regioni, Comuni, tecnici e Usr, è organizzato e promosso dalla Struttura del Commissario Ricostruzione Sisma 2016 Giovanni Legnini, che aprirà i lavori dopo i saluti del sindaco Marco Fioravanti. Si svolgerà a partire dalle 9,30 sia in presenza a Palazzo dei Capitani nella Sala del Consiglio in Piazza del Popolo, sia online tramite piattaforma Zoom.

Il programma prevede due sessioni. La prima, dedicata ai programmi unitari dei due crateri, inizia alle 10,30 con un confronto sullo Stato di attuazione del PNRR sisma con interventi di Francesco Acquaroli, presidente Regione Marche, Guido Quintino Liris, assessore alla ricostruzione Regione Abruzzo, Claudio Di Berardino, assessore alla ricostruzione Regione Lazio, Donatella Tesei, presidente Regione Umbria, Elisa Grande, Capo Dipartimento Casa Italia, Carlo Presenti, Capo Struttura di Missione sisma 2009. A coordinare i lavori Guido Castelli, assessore alla ricostruzione Regione Marche. Alle 11,45 saranno invece illustrate le schede progettuali relative alla rigenerazione urbana e interventi sulle strade, con interventi di Massimo Sargolini, esperto struttura commissariale e dei Sub Commissari Fulvio Maria Soccodato e Gianluca Loffredo.

La seconda sessione, con un focus sul cratere 2016, inizia alle 12,30 con la presentazione degli esiti della ricerca condotta nell’ambito della convenzione Istituto nazionale di urbanistica (Inu) e il punto sullo stato di attuazione dell’attività di pianificazione e programmazione urbanistica prevista dall’ordinanza 107 del 2020. Coordina i lavori Francesca Pazzaglia, dirigente del Servizio Tecnico per gli interventi di Ricostruzione della Struttura Commissariale. Interventi di Roberto Mascarucci, presidente Inu sezione Abruzzo-Molise e coordinatore della ricerca, Chiara Santoro, referente della struttura commissariale per la convenzione Inu, Vincenzo Rivera, direttore Usr Abruzzo, Wanda d’Ercole, direttrice Usr Lazio, Stefano Babini, direttore Usr Marche e Stefano Nodessi, direttore Usr Umbria.

Dopo la pausa delle 13,45 i lavori riprendono alle 14,30 con una Sessione tecnica di approfondimento sull’uso dei quadri conoscitivi per la gestione del territorio dedicato alle figure tecniche dei Comuni e degli Usr. Introducono Pierluigi Properzi e Federico Eugeni dell’Inu. Alle 16,00 le conclusioni.

(Scarica il programma)

 

Aree Sisma: via libera ai primi progetti del PNC per 478 milioni di euro

 

Via libera, nel pieno rispetto dei tempi previsti, ai primi quattro progetti del Piano Nazionale di ripresa e resilienza per le aree colpite dai terremoti del 2009 e 2016, per un importo complessivo di 478 milioni di euro. L’intesa, dopo il riparto dei fondi Pnrr tra le due aree, è stata raggiunta oggi dalla Cabina di Coordinamento presieduta dal Commissario alla ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, e composta dal Capo del Dipartimento Casa Italia, Elisa Grande, il Capo della Struttura di Missione Aquila 2009, Carlo Presenti, i presidenti delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria e i sindaci dei territori interessati.

Il primo dei quattro progetti riguarda la rigenerazione urbana di borghi, paesi e città danneggiati dai terremoti, con uno stanziamento iniziale di 200 milioni di euro per i due crateri, che saranno successivamente integrati, per la riparazione dei danni inferti dal sisma, con 300 milioni per il 2009 con i fondi della Struttura di Missione, e con 400 milioni provenienti dalla contabilità speciale del Commissario per i territori colpiti dal sisma 2016.

Il secondo progetto approvato oggi riguarda le infrastrutture stradali di rilievo nazionale che interessano le due aree, ed è dotato di risorse per 175 milioni di euro, con le quali viene finanziata la progettazione e parte dei lavori, affidando al Contratto di programma tra Ministero Infrastrutture ed Anas il finanziamento del fabbisogno residuo. Gli interventi riguardano le strade statali Salaria (Rieti-Sigillo), la Picente (Amatrice-L’Aquila), la Piceno Aprutina, la Pedemontana Teramo-Ascoli, la Tre Valli Umbre, la statale 78 (Amandola-Sarnano-Servigliano).

Altri 60 milioni sono destinati al recupero e alla rifunzionalizzazione degli alloggi temporanei realizzati a L’Aquila dopo il 2009 (Progetto Case), che verranno poi messi a disposizione dei volontari, dei docenti e del personale del Centro Nazionale del Servizio Civile Universale che sarà realizzato nella città, come previsto dall’ultima legge di Bilancio.

L’altro progetto avviato oggi riguarda la riqualificazione delle stazioni ferroviarie di alcuni centri del cratere, con un finanziamento di 33,5 milioni di euro. Si tratta, in particolare, delle stazioni di Macerata, Ascoli Piceno, Fabriano, Tolentino, Tolentino Campus, Spoleto, Baiano, Teramo, L’Aquila, Antrodoco e Rieti.

Il Pnrr per le aree del sisma, finanziato dal Fondo complementare nazionale, è dotato di 1 miliardo e 780 milioni. I progetti approvati oggi ricadono tutti nella prima misura, dedicata a “Città e paesi sicuri, sostenibili e connessi”, che ha una dotazione di poco più di un miliardo, e che dovranno essere definiti entro la fine del 2021. La seconda misura è finalizzata al rilancio economico e sociale con uno stanziamento di 700 milioni, gran parte dei quali destinati alle imprese.

La Cabina di Coordinamento ha deciso, sempre oggi, di convocarsi ogni giovedì per garantire l’attuazione tempestiva degli interventi previsti dal Piano, e rispettare così le scadenze molto stringenti imposte dal Governo per la realizzazione degli stessi.

Sisma 2016: Legnini chiede al Parlamento la stabilizzazione del Superbonus 110%

Stabilizzare il Superbonus 110% almeno fino al 2025 nelle aree del cratere sisma 2016, e laddove si ricostruisce con i fondi pubblici dopo un sisma, evitando differenziazioni in base alla tipologia degli edifici e al reddito dei loro proprietari. E’ quanto ha chiesto oggi il Commissario Straordinario per la ricostruzione post sisma 2016 in Centro Italia, Giovanni Legnini, nel corso di un’audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla Legge di Bilancio 2022, sollecitando la proroga di alcune disposizioni di legge che riguardano il cratere, e che scadono a fine anno, ed una disciplina che consenta alle imprese il rimborso dell’Iva sul contributo di ricostruzione che devono anticipare.

“Grazie alla semplificazione delle norme e delle procedure la ricostruzione privata ha subito una fortissima accelerazione nella seconda metà del 2020 e nel primo semestre di quest’anno, con l’approvazione di ben 6 mila richieste di contributo e l’apertura di altrettanti cantieri, anche se dopo l’estate abbiamo registrato un rallentamento di questa crescita” ha detto Legnini. “Le nuove difficoltà che stiamo riscontrando sono legate alle condizioni di saturazione del mercato dell’edilizia, dovute alla progressiva diffusione e del Superbonus 110% nel resto territorio nazionale. I professionisti e le imprese sono sempre più impegnati in altri territori, cosa che ha prodotto rallentamento nella attività di ricostruzione” ha aggiunto il Commissario.

Pesano, in particolare, la scarsità del numero delle imprese disponibili ad effettuare i nuovi lavori, la difficoltà di reperimento di alcuni materiali edilizi essenziali, oltre al forte aumento dei prezzi di alcuni prodotti, che il recente aumento del contributo di ricostruzione del 6% per l’edilizia residenziale e dell’11% per quella produttiva riesce solo parzialmente a compensare. Con l’aumento dei prezzi la quota di spesa per le opere di ricostruzione che resta a carico dei proprietari si è notevolmente ampliata negli ultimi mesi, passando dai circa 15 mila euro di inizio anno, ad oltre 41 mila euro di media nel mese di ottobre, rendendo decisivo l’utilizzo del Superbonus 110% per evitare che una parte delle spese necessarie resti sulle spalle dei cittadini.

“Il Superbonus al 110% deve avere una sua continuità, ed un orizzonte temporale adeguato, almeno per le aree colpite dai terremoti, dove viene utilizzato a copertura delle spese che restano fuori dal contributo” ha detto il Commissario, chiedendo la conferma delle attuali detrazioni per tutte le tipologie di edifici per almeno quattro anni.

“La maggior parte degli interventi che dobbiamo eseguire, circa 40 mila, riguarda edifici mono e bifamiliari, per gran parte dei quali i benefici fiscali termineranno a giugno 2022” ha osservato il Commissario, sollecitando attenzione alle specificità della ricostruzione. “Nei centri storici molto spesso si devono ricostruire interi aggregati, dove possono coesistere condomini e edifici unifamiliari, con un progetto unitario, molto difficile se non impossibile da realizzare se solo alcune delle unità immobiliari presenti può godere del beneficio delle detrazioni” ha spiegato Legnini ricordando anche che, a differenza del resto del territorio nazionale, nelle aree sisma gli interventi che presuppongono l’uso del 110% vengono attivati con una Scia condizionata, e non una semplice Comunicazione di inizio lavori, non soggetta ad autorizzazione.

Nel corso dell’audizione Legnini ha chiesto al Parlamento di attivarsi per garantire la proroga di alcune misure che riguardano il cratere e che sono di prossima scadenza. Tra queste la proroga della sospensione dei mutui sugli immobili inagibili, prevedendo il pagamento degli interessi a carico di un apposito fondo, la conferma del credito di imposta per gli investimenti delle imprese in beni strumentali, la proroga delle agevolazioni sulle utenze degli immobili inagibili, delle compensazioni ai comuni per i mancati incassi TASI e IMU, e della norma che esclude gli immobili inagibili dal calcolo dell’IRPEF e dall’IMU.

 

Ricostruzione 2016: 1,3 miliardi per riparare tutte le scuole del cratere sisma

Nella Giornata nazionale dedicata alla sicurezza nelle scuole prende il via il piano da un miliardo e 300 milioni di euro per l’immediato rafforzamento e la ricostruzione di tutti gli istituti danneggiati dai terremoti nel Centro Italia del 2016-2017, il primo programma in assoluto che copre in maniera sistematica tutti gli edifici scolastici del territorio.

Lo ha annunciato oggi il Commissario Straordinario per la ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, insieme al Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, nel corso della cerimonia per ricordare le vittime degli incidenti avvenuti nelle scuole italiane. Tra il Commissario e il Ministero è stato stipulato un accordo di collaborazione e coordinamento delle attività per inquadrare tutti gli interventi necessari, che riguarderanno circa 450 plessi scolastici in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Accanto alle 250 scuole del cratere che erano già oggetto di un finanziamento di 624 milioni di euro per la ricostruzione o la riparazione dei danni post sisma, il censimento condotto presso tutti i comuni delle quattro regioni ha fatto emergere altri 190 istituti che necessitano di interventi di riparazione e ricostruzione, per un importo di ulteriori 650 milioni di euro, di cui una parte messi a disposizione dal Ministero.

A dare corpo ai nuovi interventi, ed accelerare quelli già in corso, sarà un’Ordinanza Speciale, che prevede l’utilizzo di poteri in deroga alla normativa per un’esecuzione più celere delle opere necessarie, già predisposta e che il Commissario Legnini sottoporrà nei prossimi giorni all’approvazione della Cabina di Coordinamento Sisma.

Il protocollo sottoscritto oggi, intanto, istituisce tra Struttura commissariale e Ministero un Tavolo tecnico di coordinamento che ha il compito, tra gli altri, di ottimizzare gli interventi evitando sovrapposizioni di finanziamenti. Prevede inoltre la creazione di Tavoli regionali di confronto permanente, in modo da assicurare un raccordo efficace tra le diverse istituzioni.

“La firma del protocollo oggi, Giornata nazionale sulla sicurezza nelle scuole, è un atto importante perché per la prima volta si stabilisce un coordinamento stretto tra la ricostruzione e la programmazione scolastica – ha detto il Commissario Legnini -. Si tratta di un ulteriore passo avanti nel percorso intrapreso quest’estate, insieme alle Regioni e agli Uffici Speciali della ricostruzione, con il quale ci siamo posti l’obiettivo ambizioso e doveroso di garantire agli studenti e al personale scolastico di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, una ricostruzione in tempi ragionevoli e allo stesso tempo adeguata ai massimi profili di sicurezza”.

 

Superbonus 110%: Legnini chiede proroga mirata per ricostruzione sisma

“Per la ricostruzione nei crateri post sisma è necessaria una proroga del Superbonus 110% di quattro anni, con o senza décalage, che riguardi anche le case unifamiliari. Bene le proroghe contenute nella Legge di Bilancio sui condomini ma vanno modificate quelle per gli edifici unifamiliari e bifamiliari dei territori colpiti dai  terremoti”. A dirlo Giovanni Legnini, Commissario Straordinario alla Ricostruzione Post Sisma 2016, durante il suo intervento ad Ancona al convegno di Anti Marche e Istao dedicato al Superbonus nelle terre del sisma.

“Nel cratere 2016, con più di 60.000 edifici da ricostruire, i cui proprietari hanno richiesto o prenotato il contributo per la ricostruzione, le abitazioni sono per la maggior parte quelle unifamiliari e bifamiliari, sia che si tratti di prime che seconde case – ha sottolineato Legnini -. L’attuale proroga, che differenzia in base all’ISEE o alla data di presentazione della CILA,  rischia infatti  di escludere diverse migliaia di cittadini che si troveranno un accollo di costi aggiuntivi per ricostruire la casa, in media, del 20-30% del costo totale. Del tutto peculiari inoltre sono le situazioni degli aggregati edilizi, per i quali l’accesso al bonus con limiti di reddito andrebbe a compromettere o a rallentare fortemente un processo ben avviato, creando disparità prima non previste dalla norma”.

Ha concluso Legnini: “Se avremo una proroga più estesa ed uniforme per tutte le tipologie edilizie danneggiate dai terremoti,  la ricostruzione sarà più veloce, più sismicamente sicura e più sostenibile energeticamente. Inoltre costituirà un impulso anche alle imprese a lavorare nel cratere 2016, a fronte della carenza determinata proprio dall’esplosione dell’utilizzo del 110% nelle città e sulla costa. Senza tale intervento migliorativo, che richiederò al Governo e al Parlamento, rischiamo un rallentamento o una minore crescita di un processo altrimenti ben avviato, che già soffre a causa della congiuntura sfavorevole di mercato riguardante manodopera e materie prime. Alla ricostruzione servono non solo procedure e risorse, e il Governo si è mostrato molto sensibile ed attento da ultimo stanziando nella Legge di Bilancio altri 6 miliardi di euro, ma anche la certezza e stabilità degli strumenti a disposizione dei cittadini e delle imprese”.

 

Legnini: 22 mila edifici rischiano di perdere il contributo, appello ai sindaci

Sono 22 mila gli edifici censiti come inagibili dopo i terremoti del 2016 e 2017 per i quali non è ancora stata presentata né la richiesta, né la prenotazione del contributo, e che dunque rischiano di non poter beneficiare dei fondi pubblici per la ricostruzione se entro il 15 dicembre i proprietari non avanzeranno almeno la Manifestazione di volontà a richiedere il contributo stesso.

Proprio oggi il Commissario Straordinario alla Ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, ha scritto ai sindaci di oltre 500 comuni nelle quattro regioni del cratere 2016, quelli dove si sono registrati danni da sisma, invitandoli a prendere ogni iniziativa possibile per raggiungere i proprietari delle case inagibili che non hanno ancora fatto passi concreti per la ricostruzione. I cittadini che non hanno ancora presentato agli Uffici Speciali Regionali la Richiesta di contributo insieme al progetto dell’intervento hanno infatti l’obbligo di trasmettere al Commissario, in via telematica, una manifestazione di volontà a richiedere il contributo stesso, pena la sua decadenza, entro il prossimo 15 dicembre.

Con la lettera del Commissario ai sindaci è stata consegnata la lista delle Richieste di contributo già pervenute agli Uffici Speciali e delle Manifestazioni di volontà inviate al Commissario relative al proprio comune, perché possano procedere alle verifiche e sollecitare i proprietari. Le Manifestazioni di volontà già presentate sono 27 mila e riguardano 37.200 edifici, che si aggiungono ai 21.100 per i quali esiste già la Richiesta di contributo, per un totale di 58.300 edifici, un numero molto elevato ma ancora distante da quello degli edifici censiti come inagibili dopo il sisma, che erano 80.300.

Sulla carta mancano dunque 22 mila edifici, e anche se molti di questi potrebbero non aver diritto al contributo, perché già all’epoca inutilizzati o collabenti, si è deciso di mantenere aperta la finestra per le prenotazioni fino a metà dicembre. Degli edifici che mancano all’appello, 9.500 sono nelle Marche, 5.300 in Abruzzo, 4.400 in Umbria e 2.700 nel Lazio.
Nelle Marche, tuttavia, si registrano le percentuali più alte di contributi richiesti o prenotati rispetto al danno subito, con una “copertura” media del 79%, seguita dal Lazio con il 73%, l’Umbria con il 63%, l’Abruzzo con il 58,8%, a fronte di una media del 72,6% nelle quattro regioni colpite dal sisma.

Nei centri più colpiti, dove si registra un alto numero di edifici inagibili, e c’è una maggior consapevolezza degli adempimenti connessi alla ricostruzione, il grado di copertura è generalmente elevato. In particolare nelle Marche, dove si va dal 97,5% di Arquata del Tronto (189 edifici già oggetto di Richiesta e 1.830 con Manifestazione di volontà rispetto a 2.070 inagibili), all’89,3% di Acquasanta Terme, all’89,1% di Ascoli Piceno, l’85,5% di Tolentino, l’85,4% di Castelsantangelo sul Nera all’81% di Sarnano, il 79% di Visso, il 77% di Pieve Torina, il 74% di Camerino. A San Severino, Caldarola, Treia, Ussita, Macerata e San Ginesio, in ogni caso, il numero di edifici scoperti è ancora molto elevato.

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