Via libera ai lavori di miglioramento sismico della chiesa di Sant’Andrea Apostolo a Gualdo Cattaneo

 

La conferenza permanente ha dato il via libera ai lavori di miglioramento sismico della chiesa di Sant’Andrea Apostolo  a Gualdo Cattaneo, in provincia di Perugia.

L’edificio si presenta in muratura portante su unico livello fuori terra. La struttura muraria è caratterizzata dalla presenza di blocchi di pietra squadrata con tessitura muraria regolare nel rispetto dell’orizzontalità dei letti di malta con parziale sfalsamento dei giunti verticali. I ricorsi di malta di calce e sabbia mista a graniglia di cava. La copertura è in legno, pianelle in laterizio e sovrastante manto di manto dico copertura in coppi. L’orditura portante del manto di copertura poggia su capriate lignee. La struttura fondale di tipo diretto si caratterizza come un proseguimento delle murature in elevazione.

Il progetto prevede una serie di interventi tra i quali la  messa in sicurezza delle superfici decorate, il ripristino delle zone danneggiate delle murature mediante la tecnica dello scuci- cuci, perforazioni armate ad andamento sub-orizzontale in prossimità delle intersezioni d’angolo, con la funzione di ripristinare il corretto ammorsamento tra le murature ortogonali, la realizzazione di una soletta in calcestruzzo armato, dotata di nervature a sezione rettangolare, che fungerà da collegamento orizzontale tra le murature perimetrali, al di sopra della quale verrà rimontato il pavimento in cotto antico, il rifacimento della porzione superiore delle spalle del campanile mediante interventi di scuci-cuci, integrati con zioni verticali perforazioni verticali armate e il rifacimento della copertura con nuove strutture a capriata in legno. Il costo dell’intervento è di 500.000,00 euro.

“Il via libera ai lavori di miglioramento sismico della chiesa di Sant’Andrea Apostolo a Gualdo Cattaneo rappresenta un passo importante per la tutela del patrimonio religioso e per la comunità locale. Rendere più sicuri questi luoghi significa custodire la memoria dei territori e preservare spazi di fede, incontro e appartenenza che contribuiscono alla vitalità dei nostri borghi. La ricostruzione deve tenere insieme sicurezza, recupero dei beni culturali e coesione sociale. È con questo obiettivo che proseguiamo il lavoro, in collaborazione con le istituzioni e i soggetti coinvolti, per accompagnare gli interventi dalla fase delle autorizzazioni alla loro concreta realizzazione. Ringrazio la Regione Umbria, l’Arcivescovo Renato Boccardo, l’Usr e il sindaco Enrico Valentini per la loro collaborazione”.

“L’avvio di questi lavori sulla chiesa di Sant’Andrea Apostolo è un forte segnale di speranza e concretezza per il nostro territorio,” dichiara il Sindaco di Gualdo Cattaneo, Enrico Valentini – La salvaguardia del nostro patrimonio storico, artistico e religioso non riguarda solo il recupero della pietra, ma rappresenta l’anima stessa dei nostri borghi e dell’intera comunità. Ringrazio la Struttura Commissariale, la Regione Umbria, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e la Diocesi per la costante sinergia e l’impegno profuso nel raggiungere questo importante traguardo, che ci permette di restituire in sicurezza un luogo identitario ai nostri cittadini.”

 

Montegranaro, Palazzo Francescani: disposto il trasferimento di 370 mila euro per la progettazione del suo recupero

 

 

Prosegue il percorso per il recupero di Palazzo Francescani, nel comune di Montegranaro. Il commissario straordinario per la ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, ha disposto il trasferimento all’Ufficio speciale per la ricostruzione delle Marche di 370 mila euro, quale anticipazione per le attività di progettazione dell’intervento di riparazione dei danni con miglioramento sismico.

La somma corrisponde al 20% del finanziamento complessivo di 1 milione e 850 mila euro previsto per l’opera, inserita nel piano disciplinato dall’ordinanza commissariale n. 137 del 2023 e successivamente rimodulata dall’ordinanza n. 173 del 2024.

“Il recupero di Palazzo Francescani rappresenta un impegno concreto per la sicurezza e la valorizzazione del patrimonio di Montegranaro – dichiara il commissario Guido Castelli –. Con questa anticipazione sosteniamo il lavoro di progettazione, un passaggio fondamentale per costruire le condizioni necessarie alla realizzazione dell’intervento. La collaborazione con la Regione Marche, guidata dal presidente Francesco Acquaroli, con l’Ufficio speciale per la ricostruzione e con l’amministrazione comunale consente di accompagnare il recupero degli edifici pubblici, contribuendo alla cura dei nostri centri e al futuro delle comunità”.

“Ringrazio il Commissario Senatore Guido Castelli, il Governatore Francesco Acquaroli e tutta la struttura dell’USR, per il finanziamento e per l’acconto riguardante il Palazzo dei Francescani, dove sono collocati la maggior parte dei nostri uffici. In questo momento siamo vicini al termine dei lavori al Palazzo Municipale con il recupero dello storico Teatro Ermete Novelli, intervento finanziato dall’USR . La futura sistemazione del Palazzo Francescani, rappresenterà il completamento degli interventi ai due palazzi più importanti situati a Piazza Mazzini e di proprietà del Comune” aggiunge il Sindaco Endrio Ubaldi.

Macerata: via libera al progetto esecutivo per la messa in sicurezza del Dipartimento di Giurisprudenza. Investimento di oltre 14 milioni di euro

 

Entro pochi mesi potranno partire i lavori di messa in sicurezza e miglioramento sismico della sede del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Macerata, una volta completate le procedure di gara e l’affidamento alla ditta aggiudicataria. Un passaggio decisivo è stato raggiunto ieri (19 ottobre) con la conclusione positiva della Conferenza dei Servizi Speciale sul progetto esecutivo, grazie all’impegno e al lavoro di coordinamento della Struttura commissariale sisma 2016, in stretta collaborazione con l’Università di Macerata, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e tutti gli enti coinvolti. Un risultato che segna un importante avanzamento nel percorso di ricostruzione e valorizzazione del patrimonio universitario danneggiato dal terremoto del 2016. L’intervento, inserito nell’Ordinanza Speciale n. 25 del 2021, prevede un investimento complessivo di 14,34 milioni di euro, di cui 8,92 milioni a valere sulle risorse della ricostruzione post sisma, 3,39 milioni finanziati dal Ministero dell’Università e della Ricerca e 2  milioni messi a disposizione dall’Ateneo.

«La ricostruzione delle sedi universitarie rappresenta un investimento fondamentale per il futuro dei nostri territori – dichiara il Commissario straordinario al sisma 2016, Guido Castelli –. Il Dipartimento di Giurisprudenza ha sede in un edificio che custodisce secoli di storia e rappresenta una parte importante dell’identità di Macerata e della sua Università. Mettere in sicurezza questo patrimonio significa tutelare le nostre radici e, allo stesso tempo, investire nel futuro della formazione e delle nuove generazioni. L’Università di Macerata è un presidio di conoscenza e cultura, un motore di sviluppo e di attrattività per l’intero territorio. A dieci anni dal terremoto, il nostro impegno è quello di accompagnare la ricostruzione con una visione che sappia coniugare la conservazione del patrimonio storico con le esigenze di sicurezza, accessibilità e funzionalità. Il positivo esito della Conferenza dei Servizi rappresenta un risultato importante del lavoro svolto dalla Struttura commissariale, che ha seguito e coordinato questo percorso insieme alle amministrazioni coinvolte. Ora possiamo guardare concretamente all’apertura del cantiere, prevista entro pochi mesi dopo la gara e l’affidamento dei lavori. Ringrazio l’Università di Macerata, l’Ufficio Speciale Ricostruzione, la Regione Marche con il presidente Acquaroli e tutti gli enti coinvolti per la collaborazione che ha consentito di raggiungere questo traguardo. Continuiamo a lavorare per restituire alle nostre comunità luoghi fondamentali per la loro identità e il loro futuro».

«Ringrazio in particolare– dichiara il rettore John McCourt – il Commissario Straordinario Guido Castelli, l’Ufficio Speciale Ricostruzione, tutti gli enti coinvolti e il personale dell’Ateneo, soprattutto l’Area Procurement, edilizia e sostenibilità diretta dall’architetto Francesco Ascenzi. Il via libera al progetto esecutivo è un passaggio decisivo per recuperare una delle sedi più rappresentative dell’Università di Macerata. L’Aula Magna e l’Antica Biblioteca sono luoghi simbolo dell’Ateneo: hanno accolto generazioni di studenti e docenti e custodiscono una memoria che appartiene all’intera comunità. Affronteremo i prossimi passi con grande impegno e lavoreremo insieme per restituire questi luoghi splendidi alla loro vocazione di spazi vivi di conoscenza e di incontro».

Commenta il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli: «L’approvazione del progetto esecutivo per il Dipartimento di Giurisprudenza segna un passaggio amministrativo e strategico importante per Macerata. Ringrazio il commissario Guido Castelli, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche per un percorso condiviso che dimostra l’efficacia della cooperazione interistituzionale nella gestione della ricostruzione post-sisma. L’Università di Macerata rappresenta una storica e fondamentale istituzione di alta formazione, pilastro insostituibile per lo sviluppo socio-economico e culturale del nostro territorio. Destinare risorse ingenti alla riqualificazione e alla messa in sicurezza di un complesso di grande valore storico-architettonico significa coniugare la tutela del patrimonio pubblico con la piena funzionalità dei servizi accademici, garantendo agli studenti e al corpo docente strutture adeguate, sicure e all’altezza del prestigio del nostro Ateneo».

Il progetto riguarda lo storico complesso dell’ex Collegio dei Barnabiti, situato in via Piaggia della Libertà, nel cuore del centro storico di Macerata. L’edificio, di origine seicentesca, conserva ancora oggi l’impianto architettonico dell’antico complesso conventuale, sviluppato attorno a un chiostro centrale e articolato su sei livelli, per una superficie complessiva di circa 8.000 metri quadrati. Nel corso dei secoli è stato oggetto di trasformazioni, ampliamenti e interventi di ristrutturazione che ne hanno accompagnato l’evoluzione e l’adattamento alle esigenze dell’attività universitaria. Tra gli interventi più significativi figurano la realizzazione dell’Aula Magna nel 1890 e la costruzione, nel 1960, della nuova biblioteca all’interno della corte centrale. Il complesso, che confina sul lato nord con l’ex chiesa di San Paolo, rappresenta oggi un importante patrimonio storico e architettonico della città di Macerata e della sua Università.

Il terremoto di dieci anni fa aveva provocato danni strutturali e lesioni diffuse, determinando l’inagibilità parziale di alcune porzioni dell’immobile. Il progetto prevede il miglioramento sismico dei corpi di fabbrica interessati dai danni, per una superficie di circa 6.870 metri quadrati, attraverso interventi di consolidamento delle murature, rinforzo delle strutture portanti, delle coperture e degli elementi architettonici. Particolare attenzione sarà riservata anche all’Aula Magna e all’Antica Biblioteca, con specifiche opere di rinforzo strutturale. Sono inoltre previsti interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche, attraverso la realizzazione di un nuovo vano scala e ascensore, oltre alla riqualificazione degli impianti, all’efficientamento energetico e all’adeguamento antincendio. Il progetto punta così a restituire alla comunità universitaria un complesso più sicuro, accessibile e funzionale, preservandone al tempo stesso il valore storico e architettonico. Con il completamento dell’iter autorizzativo e il successivo affidamento dei lavori, l’intervento entrerà nella fase operativa, consentendo di avviare il recupero e la messa in sicurezza di uno degli edifici più rappresentativi della storia di Macerata e della sua Università.

 

“SOS – SAVE OUR SOULS”: a Freising il patrimonio delle Marche e il lavoro di tutela dopo il sisma

 

 

Si è inaugurata il 18 ottobre 2026, con una significativa partecipazione di pubblico, la mostra “SOS – SAVE OUR SOULS. Arte, fede e identità tra i Sibillini e l’Adriatico”, ospitata fino al 31 marzo 2027 al Diözesanmuseum di Freising e promossa dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata e dal Museo Diocesano di Freising.

Attraverso venti opere, dal XIII agli inizi del XVII secolo, l’esposizione presenta al pubblico internazionale il patrimonio artistico delle province di Ascoli Piceno Fermo e Macerata e racconta il lungo lavoro di tutela e conservazione che, dopo il terremoto del 2016, ha consentito di recuperare, mettere in sicurezza, catalogare e restaurare opere danneggiate, rendendone progressivamente possibile una nuova valorizzazione.

I beni esposti hanno attraversato un percorso impegnativo, fatto di interventi urgenti e di attività proseguite con costanza negli anni successivi al terremoto. Ai recuperi dagli edifici monumentali lesionati sono seguiti i trasferimenti nei depositi di sicurezza, realizzati dalla Soprintendenza. Contestualmente, sono stati predisposti i progetti di restauro, necessari per richiedere i finanziamenti destinati al recupero delle opere e consentire loro di tornare a essere conosciute e ammirate.

“Un lavoro costante, svolto nel rispetto delle esigenze di tutela e conservazione e in dialogo con i proprietari e le comunità, per custodire il valore artistico, religioso e identitario delle opere e accompagnarne la restituzione alla fruizione pubblica.” Commenta Pierluigi Moriconi Storico dell’Arte della Sabap AP FM MC e curatore della mostra, “la conoscenza del patrimonio e il rapporto con il territorio hanno permesso di intrecciare il racconto delle opere con quello del loro recupero e della loro salvaguardia.”

“SOS – Save Our Souls” porta a Freising non solo opere d’arte, ma la storia e la forza di una comunità che, dopo il terremoto, ha scelto di trasformare una ferita in un percorso di rinascita. Le opere esposte raccontano un patrimonio fatto di arte, fede, tradizioni e territori, e diventano oggi vere e proprie ambasciatrici dei “Cammini della Rinascita”: un progetto che unisce borghi, paesaggi, luoghi della cultura e comunità, trasformando il patrimonio diffuso in una leva per il futuro. Alcune di queste opere sono state recuperate e restaurate dopo il sisma. La loro presenza in Germania dimostra che ricostruire non significa soltanto restituire ciò che è stato perduto, ma creare nuove connessioni, rafforzare l’identità dei territori e aprirli a nuove opportunità” dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

 

Portare questo patrimonio in Europa significa raccontare un Appennino che non vuole essere ricordato per la ferita del terremoto, ma per la capacità di rialzarsi, ricostruire e tornare a vivere. È questa la forza della cultura: custodire la memoria e, allo stesso tempo, costruire futuro».

La mostra offre dunque l’occasione per conoscere il lavoro della Soprintendenza e delle diverse professionalità coinvolte a partire da tutti i dipendenti della soprintenda diretta dall’Architetto Giovanni Issini, e da tutti i professionisti e maestranze a vario titolo coinvolte: storici dell’arte, restauratori, tecnici e personale impegnato nel recupero, nella documentazione, nella gestione dei depositi e nell’organizzazione dei prestiti. Attività spesso poco visibili, ma essenziali per accompagnare il patrimonio dall’emergenza alla possibilità di una nuova fruizione pubblica.

Tra gli autori rappresentati figurano Carlo e Vittore Crivelli, Lorenzo Lotto, Allegretto Nuzi, Paolo da Visso, Pietro Alemanno, Marco Palmezzano e Cola dell’Amatrice e per la prima volta in mostra le opere di Paolo Bontulli da Percanestro. Le loro opere restituiscono la ricchezza di un territorio nel quale arte, paesaggio e spiritualità hanno contribuito nei secoli alla formazione dell’identità delle nostre comunità.

Tre opere, una per ciascuna provincia, esprimono tra l’altro, in modo particolare, questo legame:

  • Il Polittico di Massa Fermana di Carlo Crivelli, firmato e datato 1468, è la prima opera marchigiana documentata dell’artista. La Madonna col Bambino e i santi, impreziositi dai fondi dorati, testimoniano la ricchezza del suo linguaggio figurativo. Proveniente dalla chiesa dei Santi Lorenzo, Silvestro e Ruffino, il polittico è stato trasferito nella Pinacoteca civica dopo il sisma del 2016
  • La Pala di San Vittore di Cola dell’Amatrice, realizzata nel 1514 per l’omonima chiesa ascolana grazie alla devozione dei cittadini, raffigura la Madonna col Bambino e i santi Vittore, Eustachio, Andrea e Cristanziano. Sullo sfondo compare una suggestiva veduta di Ascoli medievale sotto un temporale, legata alla protezione di san Cristanziano contro la grandine. Dopo i gravi danni subiti dalla chiesa nel 2016, l’opera è custodita nel Museo Diocesano di Ascoli Piceno, in attesa del ritorno nella sede originaria.
  • Il Polittico di Nocelleto di Paolo da Visso, databile intorno al 1470, proviene dalla chiesa di Santa Maria in Castellare, nel territorio di Castelsantangelo sul Nera. I colori vivaci, i fondi oro e la carpenteria gotica, incorniciano la Madonna col Bambino, gli angeli e i santi. Sopravvissuto alla distruzione della chiesa durante il terremoto, è stato messo al sicuro presso il deposito museale MARec di San Severino Marche.

La Soprintendenza rivolge un sentito ringraziamento al Diözesanmuseum di Freising, al direttore e co-curatore Christoph Kürzeder, a tutto il personale del museo e all’Arcidiocesi di Monaco e Frisinga, per la collaborazione e per aver offerto a questo patrimonio un’importante occasione di conoscenza internazionale.

Un ringraziamento particolare è rivolto alle proprietà e agli enti prestatori, per la fiducia e la disponibilità con cui hanno reso possibile il progetto di mostra:

  • Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata – Museo di Palazzo Ricci;
  • Arcidiocesi di Camerino–San Severino Marche-Matelica per le opere della Collegiata di Santa Maria di Visso, della Chiesa di Santa Maria in Castellare di Nocelleto località di Castelsantangelo sul Nera, della Collegiata della Santissima Annunziata di San Ginesio e della Chiesa di Santa Maria di Vallinfante fraz. di Castelsantangelo sul Nera.
  • Diocesi di Macerata – Cattedrale di San Giuliano;
  • Arcidiocesi di Fermo, per il Polittico di Massa Fermana e per le opere delle realtà ecclesiastiche coinvolte: Chiesa dei Santi Pietro, Paolo e Donato e Pinacoteca parrocchiale di Corridonia, Chiesa di San Martino di Monte San Martino, Chiesa dei Santi Giovanni Battista e Benedetto di Montegiorgio e Chiesa di San Giacomo Maggiore di Potenza Picena;
  • Comune di Montefalcone Appennino, per il Crocifisso proveniente dal Convento di San Francesco;
  • Chiesa e Convento di San Francesco di Matelica dei Frati Minori;
  • Monastero di San Liberatore di Castelsantangelo sul Nera delle Suore Benedettine;
  • Diocesi di Ascoli Piceno – Museo Diocesano;
  • Fondazione IRCER e Comune di Recanati – Museo civico Villa Colloredo Mels, rispettivamente proprietà e sede di conservazione dell’Annunciazione di Lorenzo Lotto.

Un ringraziamento speciale va al Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione post sisma 2016, Guido Castelli, al Pio Sodalizio dei Piceni con il segretario generale Alfredo Lorenzoni, al BIM Tronto, con il presidente Luigi Contisciani e al Sistema Museale Piceno con la direttrice Concetta Ferrara, per la collaborazione e il sostegno alla realizzazione dell’iniziativa.

Il progetto è stato finanziato dal Ministero della Cultura, attraverso il “Fondo per il potenziamento della promozione della cultura e della lingua italiana all’estero annualità 2025-2027”, e gode del patrocinio della Regione Marche.

Sisma 2016, il Nunzio Apostolico a Camerino per il decennale del terremoto. La ricostruzione delle chiese al centro della giornata

 

– La presenza del Nunzio Apostolico per l’Italia e per la Repubblica di San Marino Monsignor Edgar Peña Parra, ha segnato la giornata di commemorazione del decimo anniversario del sisma del 2016, promossa a Camerino dall’Arcivescovo Francesco Massara e dalla Cei delle Marche. Un appuntamento di alto valore civile, religioso e simbolico, che ha riunito i Vescovi della Conferenza Episcopale Marchigiana, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli, la sottosegretaria al Mef Lucia Albano, tanti sindaci del cratere maceratese, i rappresentanti della Soprintendenza e della Caritas regionale.

Momento centrale delle celebrazioni è stata la solenne Concelebrazione Eucaristica nella Basilica di San Venanzio, presieduta dal Nunzio Apostolico Monsignor Edgar Peña Parra. Un’occasione per ricordare le sofferenze delle comunità colpite e il cammino di ricostruzione intrapreso in questi dieci anni.

Dolore, attese e speranza per una terra che, a dieci anni dal terremoto, continua a ricostruire. Nell’omelia nella Basilica di San Venanzio a Camerino, il Nunzio apostolico ha portato la vicinanza spirituale di Papa Leone XIV, ricordando le vittime e le ferite della sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016, con le successive scosse del 26 e 30 ottobre: migliaia di famiglie fuori casa e centinaia di chiese danneggiate o distrutte. Ha richiamato il lavoro comune dello Stato, delle istituzioni, della Chiesa e della società civile, con l’augurio che i paesi tornino pienamente abitati e i giovani trovino il proprio futuro nelle aree interne, contrastandone lo spopolamento.

La giornata si è aperta con una visita al centro storico di Camerino e al Museo Diocesano “Monsignor Giacomo Boccanera”, autentico scrigno d’arte e bellezza, ospitato nel Palazzo Arcivescovile, restituito alla città un anno fa dopo gli interventi di recupero dai danni del sisma, con un affaccio ritrovato nella centrale Piazza Cavour. Un luogo che ha segnato il ritorno a casa di tante opere d’arte, testimonianze preziose della storia, della fede e dell’identità del territorio. Alcune di queste torneranno nelle chiese di provenienza di Camerino, man mano che gli edifici saranno recuperati e restituiti alla preghiera e alla vita delle comunità.

Il Museo Diocesano centro di bellezze e motore per il turismo. Dalla riapertura un anno fa ad oggi, il Museo Diocesano di Camerino ha registrato oltre 11700 visitatori: un’affluenza che testimonia la capacità attrattiva del patrimonio artistico e religioso custodito nel museo, con presenze provenienti da tutta Italia e da numerosi Paesi esteri. Sul fronte nazionale, le provenienze più frequenti riguardano, oltre alle Marche, Lazio, Lombardia, Toscana, Umbria, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Puglia e Abruzzo. Significativa anche la dimensione internazionale, con visitatori provenienti da 35 Paesi esteri. Tra le presenze più frequenti figurano Inghilterra, Francia, Germania e Svizzera, seguite da Brasile, Canada, Stati Uniti, Messico, Portogallo, Giappone e Argentina. Un pubblico internazionale che raggiunge Camerino anche da realtà geograficamente molto lontane, confermando il valore del Museo Diocesano come luogo di cultura, bellezza e valorizzazione del patrimonio artistico dell’Appennino centrale.

Intanto prosegue la ricostruzione degli altri grandi edifici monumentali della città, tra cui il Duomo, i cui lavori dovrebbero concludersi entro un anno, segnando un ulteriore passo nel percorso di rinascita del centro storico.

La ricostruzione del patrimonio religioso rappresenta uno dei capitoli più significativi del percorso di rinascita dell’Appennino. Nel territorio dell’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche sono 231 gli interventi sugli edifici di culto inseriti nelle programmazioni commissariali, per un importo complessivo di oltre 149 milioni di euro. Un programma articolato che interessa numerosi Comuni dell’entroterra maceratese e punta a restituire alle comunità luoghi che custodiscono secoli di storia, arte e spiritualità. A Camerino, dopo la restituzione della Basilica  di San Venanzio nel 2019, grazie al contributo della Fondazione Arvedi-Buschini di Cremona e la chiusura dei lavori per la chiesa di Santa Maria delle Grazie alle Mosse, è stata riaperta alcuni mesi fa, dopo i lavori, la chiesa di San Venanzio Piccolo, detta anche Oratorio di San Venanzetto. Altro simbolo di Camerino è la Chiesa di Santa Maria in Via, il cui campanile crollò proprio nelle scosse della serata del 26 ottobre del 2016. In questo caso e’ in corso di progettazione per un intervento complesso che prevede il consolidamento ma anche la messa in sicurezza esterna.

«La presenza del Nunzio Apostolico a Camerino conferisce a questa giornata un significato particolarmente profondo e testimonia la vicinanza della Santa Sede alle popolazioni dell’Appennino centrale – ha dichiarato il Commissario Straordinario Guido Castelli –. A dieci anni dal terremoto, il nostro primo dovere resta quello della memoria, ma abbiamo anche la responsabilità di guardare avanti e dare continuità al percorso di rinascita. Camerino è uno dei luoghi che più profondamente hanno vissuto le conseguenze del sisma. Dopo anni di immobilità, oggi il centro storico brulica di cantieri e tornano progressivamente a vivere edifici e luoghi che custodiscono l’identità della comunità. Il Palazzo Arcivescovile, restituito alla città un anno fa, e il Duomo, per il quale si prospetta la conclusione dei lavori entro il prossimo anno, sono testimonianze concrete di un percorso che sta restituendo a Camerino i suoi principali riferimenti identitari, spirituali e culturali. Le chiese rappresentano presìdi di memoria, cultura e coesione sociale, luoghi nei quali le comunità riconoscono le proprie radici. La loro ricostruzione è parte integrante di una strategia più ampia, che punta a restituire all’Appennino le condizioni per tornare a essere un territorio attrattivo, sicuro e vitale».

«La visita del Nunzio Apostolico è un segno di grande attenzione e vicinanza verso una terra che ha conosciuto il dolore della distruzione, ma che non ha mai smesso di coltivare la speranza – ha sottolineato l’Arcivescovo Francesco Massara –. In questi dieci anni la Chiesa ha accompagnato le nostre comunità, condividendone le difficoltà e sostenendo il desiderio di ricominciare. Il recupero delle chiese e degli edifici religiosi significa restituire alle persone luoghi nei quali riconoscersi, ritrovarsi e custodire la propria storia. Ogni chiesa che riapre rappresenta una comunità che ritrova una parte della propria identità. Ma sappiamo che la ricostruzione non riguarda soltanto le pietre: riguarda le persone, le famiglie, i giovani e i legami che tengono unite le comunità. Per questo è fondamentale continuare a lavorare insieme, con uno sguardo attento soprattutto a chi vive ancora situazioni di fragilità».

«A dieci anni dal sisma del 2016, la presenza del Nunzio Apostolico a Camerino rappresenta un segno importante di vicinanza alle comunità marchigiane e un’occasione per riflettere sul cammino compiuto e sulle sfide che ancora ci attendono. La ricostruzione del patrimonio religioso è una delle priorità del nostro impegno, perché le chiese, soprattutto nei borghi dell’entroterra, sono luoghi di fede, ma anche custodi della storia, dell’arte e dell’identità delle nostre comunità. La riapertura del Palazzo Arcivescovile e del Museo Diocesano, così come l’avanzamento dei lavori del Duomo, testimoniano i risultati di un percorso che stiamo portando avanti con determinazione, grazie alla collaborazione tra Regione Marche, Struttura commissariale, Arcidiocesi e istituzioni locali. Il nostro obiettivo è restituire pienamente questi luoghi alle comunità, nella consapevolezza che la rinascita dell’Appennino passa anche attraverso la tutela delle sue radici e la capacità di costruire nuove prospettive per le generazioni future» ha dichiarato il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli.

«Ringrazio l’Arcivescovo Francesco Massara per aver promosso questa importante giornata di memoria e riflessione, impreziosita dalla presenza del Nunzio Apostolico, a dieci anni dalla terribile scossa del 26 ottobre 2016 che ha segnato profondamente la nostra città. Camerino sta ritrovando, pezzo dopo pezzo, i suoi luoghi e la sua identità, grazie a un grande lavoro di squadra che vede impegnati il Comune, l’Università, l’Arcidiocesi e la Struttura commissariale. Oggi compiamo un altro passo concreto con la riapertura del parcheggio di viale Emilio Betti, un’infrastruttura strategica per il centro storico. Nel giro di qualche mese tornerà in funzione anche la parte meccanizzata, che consentirà di raggiungere il cuore della città in maniera più agevole. Un altro risultato importante, raggiunto grazie alla collaborazione con la Struttura commissariale, che testimonia come la ricostruzione stia progressivamente restituendo a Camerino servizi, spazi e nuove prospettive di futuro» ha dichiarato il sindaco di Camerino, Roberto Lucarelli.

Nel pomeriggio, al Complesso D’Avack, il convegno promosso dalla Caritas regionale ha offerto un momento di approfondimento sulla situazione del territorio a dieci anni dal sisma e sul percorso di ricostruzione sociale e comunitaria. Un’occasione per riflettere sulle conseguenze di lungo periodo del terremoto, sui bisogni ancora presenti e sull’importanza di accompagnare la ricostruzione fisica con il rafforzamento delle relazioni e della coesione sociale.

Camerino riparte dal parcheggio di viale Emilio Betti: sabato 17 ottobre la riapertura

 

Sabato 17 ottobre, nella giornata dedicata all’anniversario del decennale del sisma del 2016 organizzata dal Vescovo Francesco Massara, verrà restituito alla Città uno dei suoi luoghi strategici: il parcheggio meccanizzato di viale Emilio Betti riaprirà ufficialmente dopo i danni subiti dal terremoto.

Si tratta di un ulteriore, importante traguardo nel percorso di ricostruzione e rigenerazione urbana di Camerino, un passaggio atteso da anni che segna un passo concreto verso la piena ricucitura del centro storico e verso una mobilità più moderna e accessibile.

L’intervento, per un importo complessivo di 1.942.371,51 euro, ha riguardato la riparazione e il consolidamento strutturale, il ripristino delle condizioni di sicurezza e funzionalità, la sostituzione delle delimitazioni e delle fioriere ammalorate con nuovi parapetti in acciaio verniciato effetto corten, il rifacimento integrale delle dorsali elettriche e dell’impianto di illuminazione, e l’adeguamento tecnologico della videosorveglianza.

Il percorso meccanizzato di risalita non è ancora completato: gli ascensori, infatti, inizialmente non erano stati considerati nel progetto originario. Grazie al lavoro congiunto del sindaco Roberto Lucarelli e del commissario straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli è stato possibile ottenere il finanziamento per la loro sistemazione e il loro rifacimento integrale, con un incremento di 607.371,51 euro rispetto all’importo originario di 1.335.000,00 euro.

Il 17 ottobre sarà quindi il primo passo. La riapertura del parcheggio, infatti, anticipa l’obiettivo più importante: entro i primi mesi del 2027 sarà completato e attivato l’intero percorso meccanizzato che, attraverso tre ascensori completamente rinnovati, collegherà viale Emilio Betti direttamente a Piazza Cavour. Il collegamento verticale, che permetterà di superare agevolmente il dislivello tra la parte bassa e il cuore della Città, renderà il centro storico nuovamente fruibile a tutti, superando così anche le diverse difficoltà legate ai tanti cantieri aperti in centro storico e restituendo a Camerino un sistema di mobilità rimodernato e pensato per il futuro.

Un intervento che si inserisce nel più ampio percorso di ricostruzione di Camerino, al quale l’Amministrazione comunale continua a lavorare con impegno, grazie al supporto della Struttura commissariale guidata da Guido Castelli e della Regione Marche presieduta da Francesco Acquaroli.

 

Roberto Lucarelli, sindaco di Camerino: “La riapertura del parcheggio di viale Emilio Betti, nel giorno della memoria voluto dal Vescovo Massara per i dieci anni dal sisma, è un primo step fondamentale per tutta la nostra comunità. Non restituiamo solo un servizio che mancava dal 2016, ma rimettiamo in moto un pezzo di vita quotidiana e compiamo un altro passo avanti verso la normalità. È solo l’inizio: sappiamo bene che il percorso non è ancora concluso. Gli ascensori non erano previsti nel progetto iniziale, ma grazie al lavoro congiunto e costante con il commissario straordinario Guido Castelli siamo riusciti a finanziare il loro rifacimento completo. Un risultato non scontato, che dimostra quanto la collaborazione può produrre risultati concreti. Questo primo step ci permetterà, entro i primi mesi del 2027, di salire con tre ascensori completamente nuovi da viale Betti fino a Piazza Cavour, nel cuore della città. L’apertura del parcheggio e, in particolare, del percorso meccanizzato è utile per migliorare concretamente la qualità della vita dei residenti e per facilitare la viabilità e la sosta nel centro storico, soprattutto in questa fase delicata caratterizzata dai tanti cantieri di ricostruzione aperti. In un centro che si sta trasformando giorno dopo giorno, avere un punto di accesso ordinato, sicuro e facilmente raggiungibile significa dare respiro a chi vive, lavora, studia e visita Camerino. Significa rendere il centro più accessibile, più vicino a tutti, dalle famiglie agli anziani, dagli studenti universitari ai turisti. È la dimostrazione che a Camerino la ricostruzione non è solo riparare, ma migliorare, un passo dopo l’altro. Nonostante le difficoltà, la nostra città si rimette in movimento e guarda avanti: più funzionale, più moderna, più viva, senza mai perdere la sua storia e la sua identità. E continueremo su questa strada, con lo stesso impegno, fino a restituire Camerino nella sua interezza”.

Guido Castelli, commissario straordinario Ricostruzione Sisma: “La riapertura del parcheggio meccanizzato di viale Betti rappresenta un altro passo concreto nel percorso di rinascita di Camerino. La ricostruzione è anche ripristinare quei servizi e quelle infrastrutture essenziali per rendere nuovamente vivo, accessibile e funzionale il centro storico. In una città che oggi vede moltiplicarsi i cantieri, la mobilità assume un valore strategico, perché consente di accompagnare il ritorno delle persone, delle attività e delle funzioni urbane. Per questo, insieme al sindaco Roberto Lucarelli, abbiamo lavorato per reperire ulteriori fondi, necessari a finanziare il completo rifacimento dei tre ascensori che collegheranno viale Betti alla centrale Piazza Cavour, dove è concluso da un anno la ricostruzione del Palazzo Arcivescovile e dove sono in corso i cantieri per la Cattedrale della Santissima Annunziata e del Palazzo Ducale da Varano, sede storica dell’Università, con l’obiettivo di restituire nella sua interezza la piazza centrale di Camerino tra un anno circa. A dieci anni dal terremoto, Camerino sta progressivamente ricomponendo il proprio tessuto urbano e sociale. È questo il senso dell’impegno della Struttura commissariale: da un lato riparare i danni del sisma, dall’altro contribuire a costruire una città più accessibile, moderna e capace di guardare al futuro, per cittadini, studenti e visitatori senza perdere la propria identità”.

Nereto, 750 mila euro per il miglioramento sismico della chiesa di Santa Maria della Consolazione

 

Un nuovo passaggio  per il recupero della chiesa di Santa Maria della Consolazione, a Nereto, in provincia di Teramo. E’ stato disposto il trasferimento di 750 mila euro alla contabilità speciale della Regione Abruzzo per l’intervento di miglioramento sismico dell’edificio di culto.

La somma corrisponde al 60% del contributo complessivo di 1 milione e 250 mila euro, concesso con il decreto commissariale n. 691 del 22 luglio 2026 nell’ambito della programmazione dell’ordinanza n. 132 del 2022. Il soggetto attuatore è la Diocesi di Teramo-Atri.

Il trasferimento segue la trasmissione, da parte dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Abruzzo, della documentazione relativa all’affidamento dei lavori, comprensiva del contratto di appalto. Per lo stesso intervento erano già stati trasferiti 250 mila euro a titolo di anticipazione, pari al 20% del contributo programmato. Con questo provvedimento, le risorse complessivamente trasferite alla contabilità regionale per la chiesa raggiungono quindi un milione di euro, l’80% del finanziamento concesso.

«Il recupero delle chiese rappresenta una componente fondamentale della ricostruzione, perché questi edifici custodiscono la storia dei territori e sono luoghi nei quali le comunità si riconoscono – dichiara il commissario Guido Castelli –. Per Santa Maria della Consolazione compiamo un ulteriore passaggio concreto, assicurando le risorse previste per accompagnare l’intervento di miglioramento sismico. L’obiettivo è restituire alla comunità di Nereto un luogo più sicuro, preservandone il valore religioso e sociale. Ringrazio il presidente della Regione Marco Marsilio, il Vescovo Lorenzo Leuzzi, l’Ufficio speciale per la ricostruzione e l’Amministrazione comunale di Nereto per la collaborazione».

Spinetoli, scuola dell’infanzia del capoluogo: disposta un’ulteriore anticipazione di oltre 150 mila euro

 

Prosegue il percorso di recupero della scuola dell’infanzia del capoluogo di Spinetoli, in provincia di Ascoli. E’ stato disposto il trasferimento all’Usr Marche di ulteriori 150.597,01 euro, a integrazione dell’anticipazione riservata all’intervento, il cui soggetto attuatore è il Comune di Spinetoli.

Il provvedimento segue l’incremento di 752.985,03 euro autorizzato con l’Ordinanza speciale n. 177 del 24 settembre 2026, che ha portato il finanziamento complessivo a carico dei fondi sisma dagli iniziali 1,1 milioni a 1.852.985,03 euro. L’aumento è stato approvato sulla base del parere favorevole dell’Usr Marche sulla congruità economica del progetto esecutivo. La nuova somma si aggiunge ai 220 mila euro già trasferiti portando l’anticipazione complessiva a 370.597,01 euro, pari al 20% del finanziamento aggiornato.

«Il recupero delle scuole è una priorità della ricostruzione, perché riguarda la sicurezza dei bambini e la qualità dei servizi che rendono vivi i nostri territori – dichiara il commissario Guido Castelli –. Per la scuola dell’infanzia del capoluogo di Spinetoli abbiamo adeguato il finanziamento alle esigenze del progetto e, con questo decreto, integriamo le risorse anticipate a sostegno del percorso attuativo. Investire nelle scuole significa dare alle famiglie certezze sul futuro delle proprie comunità. Ringrazio il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’Ufficio speciale per la ricostruzione e l’Amministrazione comunale per la loro collaborazione».

“Il progetto della scuola di Spinetoli nasce nel 2016-2017, subito dopo il terremoto,nell’ambito del percorso “Scuole sicure”. Avevamo certificato la vulnerabilità sismica di tuttii plessi scolastici e purtroppo quasi tutti erano risultati negativi, con indici pari a zero: nonera possibile nemmeno un adeguamento sismico e abbiamo dovuto disporne la chiusura.Oggi lo scenario è completamente diverso. Grazie al commissario Guido Castelli e alla struttura commissariale abbiamo ottenuto un finanziamento di 1,85 milioni di euro. Spinetoli non viene lasciata indietro, le sue famiglie non vengono dimenticate e il territorio non viene abbandonato: anzi, il servizio scolastico si rafforza. Dopo l’adeguamento sismico della scuola elementare, apriremo ora il nuovo asilo nel capoluogo. Tutte e tre le realtà del nostro Comune (Spinetoli, San Pio X e Pagliare) dispongono oggi di un servizio scolastico. Nel capoluogo, in particolare, questo servizio si consolida anche grazie all’arrivo di nuove famiglie e nuovi bambini e alla prospettiva di nuovi insediamenti. Mantenere un servizio come questo significa credere nel territorio di Spinetoli capoluogo, che ora ha un’offerta completa, dalla scuola dell’infanzia alla primaria. Con questo intervento si chiude la fase di progettazione del percorso Scuole sicure” dichiara il sindaco Alessandro Luciani.

Pubblicazione della modulistica ai sensi dell’articolo 10-bis dell’Ordinanza n. 272/2026

 

Si informa che sul sito istituzionale del Commissario Straordinario per la ricostruzione post-sisma 2016, nella sezione “Utilità”_ Modulistica , è disponibile la modulistica destinata ai soggetti interessati, ai sensi dell’articolo 10-bis dell’Ordinanza n. 272/2026.

 

La modulistica comprende i seguenti schemi di dichiarazione:

 

1.           Dichiarazione di interesse alla presentazione della richiesta di contributo per danni gravi e comunicazione della causa impeditiva alla presentazione del progetto nei termini previsti dalla normativa vigente;

2.           Dichiarazione di interesse alla presentazione della richiesta di contributo per danni gravi e comunicazione della causa impeditiva alla presentazione del contratto di incarico professionale;

3.           Dichiarazione di interesse alla presentazione della richiesta di contributo per danni gravi e comunicazione della causa impeditiva alla presentazione del contratto/progetto – Scheda edificio.

 

Modalità e termini di trasmissione

Le dichiarazioni, corredate dalla relativa scheda dell’edificio, devono essere trasmesse all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione territorialmente competente, esclusivamente a mezzo PEC, entro e non oltre il 30 novembre 2026. Le dichiarazioni possono essere trasmesse all’USR competente anche da un soggetto delegato dal dichiarante, in tale ipotesi è necessario allegare apposita delega.

 

Oggetto della PEC

L’oggetto della PEC deve obbligatoriamente riportare la seguente dicitura:

 

«Dichiarazione ai sensi dell’articolo 10-bis dell’Ordinanza n. 272/2026», con l’indicazione, in base alla dichiarazione presentata, di «CONTRATTO» oppure «PROGETTO», nonché del nome e cognome del SOGGETTO LEGITTIMATO e COMUNE in cui è ubicato l’edificio.

 

Dove reperire la modulistica

I modelli sono disponibili nella sezione “Utilità”_ “Modulistica” del sito istituzionale del Commissario Straordinario per la ricostruzione post-sisma 2016, consultabile al seguente indirizzo: https://sisma2016.gov.it/

 

Si invitano i soggetti interessati a consultare la modulistica e a provvedere alla trasmissione delle dichiarazioni secondo le modalità e nel rispetto dei termini sopra indicati.

Ricostruzione sisma 2016, firmato il Protocollo d’intesa tra il Commissario Castelli e l’OIM

 

È stato firmato oggi il Protocollo d’intesa tra il Commissario straordinario per la ricostruzione del sisma 2016, Guido Castelli, e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM). L’accordo individua nel cratere dell’Appennino centrale un ambito prioritario di sperimentazione per favorire l’incontro tra le esigenze delle imprese impegnate nella ricostruzione e la disponibilità di lavoratori qualificati. Era presente il rappresentante di Ance nazionale per il cratere Sisma 2016, l’ingegner Carlo Resparambia.

La sottoscrizione formalizza un percorso di collaborazione rivolto ai territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, con l’obiettivo di sostenere le attività dei cantieri attraverso inserimenti lavorativi regolari, accompagnati da formazione e tutela delle persone. Al centro dell’intesa sono la risposta ai fabbisogni delle imprese, la sicurezza sul lavoro e il rispetto delle regole della ricostruzione.

Il Protocollo definisce i rispettivi compiti: la Struttura commissariale rileverà le necessità di manodopera delle imprese del cratere, promuoverà la conoscenza delle opportunità disponibili e faciliterà i contatti; l’OIM curerà la preselezione e la validazione dei candidati, l’incontro tra domanda e offerta e l’accompagnamento prima della partenza e dopo l’arrivo, monitorando l’inserimento lavorativo e sociale.

Un tavolo tecnico di coordinamento tra Struttura commissariale e OIM, aperto a ELIS, ANCE e altri soggetti qualificati, seguirà l’evoluzione dei fabbisogni e il raccordo operativo con il sistema produttivo. La collaborazione si inserisce nel quadro degli interventi per la regolarità del lavoro nei cantieri e del Laboratorio Appennino Centrale.

L’intesa porterà alle imprese della ricostruzione le opportunità di THAMM Plus, programma attuato dall’OIM, finanziato dall’Unione europea e cofinanziato dal Ministero dell’Interno. Il programma dispone di una platea di 469 lavoratori tunisini qualificati nei principali profili dell’edilizia, formati prima della partenza e accompagnati lungo il percorso di ingresso legale e inserimento.

La firma rappresenta un passaggio operativo per collegare ricostruzione, competenze e occupazione. Le assunzioni dovranno rispettare il contratto collettivo dell’edilizia e gli obblighi relativi a DURC e Cassa edile, con attenzione alla sicurezza e alle condizioni di accoglienza dei lavoratori.