“Esprimo la mia vicinanza ai cittadini, ai sindaci, al governo della Regione Marche, ancora una volta interessata da un forte sisma, che per fortuna non ha avuto conseguenze per la popolazione e prodotto apparentemente solo danni lievi. Aspettiamo gli accertamenti, ancora in corso, anche nelle aree già colpite dal sisma del 2016. Non c’era bisogno di questo nuovo evento per ricordarci che le Marche, come le aree interne dell’Appennino e molte altre del Paese, sono caratterizzate da un rischio sismico elevato, che richiede il massimo sforzo sulla prevenzione. Con la ricostruzione dopo il terremoto del 2016 – dice il Commissario Straordinario Sisma 2016 Giovanni Legnini – stiamo restituendo ai cittadini case e strutture pubbliche sicure, ma dobbiamo pensare anche alla messa in sicurezza degli edifici che allora non furono danneggiati, molti dei quali hanno caratteristiche di forte vulnerabilità. Serve un approccio sistemico, che non si limiti alla riparazione dei danni, ma che punti alla riduzione del rischio, anche riorientando a questo fine il superbonus 110% e l’intero sistema delle detrazioni fiscali sull’edilizia”, conclude il Commissario Legnini.
Sisma 2016: ancora una settimana per presentare le Manifestazioni di volontà
I proprietari degli edifici danneggiati dal sisma 2016 che non avessero provveduto hanno ancora una settimana di tempo per “prenotare” il contributo di ricostruzione con una comunicazione telematica alla struttura commissariale. Il termine per inoltrare la manifestazione di volontà a richiedere il contributo, in mancanza della quale decade il diritto al contributo stesso, è stato infatti esteso con l’Ordinanza 128 del Commissario Straordinario al prossimo 15 novembre 2022.
Gran parte dei cittadini ha già adempiuto all’obbligo, considerato che sulla piattaforma telematica risultano già presentate 28.841 manifestazioni di volontà. La Manifestazione può essere inoltrata dai soggetti legittimati o da un loro incaricato sulla piattaforma telematica del Commissario Sisma 2016 all’indirizzo https://gedisi.sisma2016.gov.it/sis_SpidPage con accesso tramite Spid, il sistema pubblico di identità digitale.
Nella Manifestazione di Volontà, attraverso una procedura guidata, dovranno essere inseriti i dati identificativi e la casella di posta elettronica certificata, i dati catastali degli immobili danneggiati, il livello operativo di danno presunto, la superficie e l’importo presunto del contributo.
La guida per la compilazione della Manifestazione di volontà è disponibile sul sito internet del Commissario Sisma, all’indirizzo https://sisma2016.gov.it/guide-e-utilita/.
Selezione per il ruolo di Dirigente ricostruzione nella Struttura Commissario Sisma 2016
È stato pubblicato l’avviso per acquisire manifestazioni di interesse e di disponibilità per ricoprire il ruolo di dirigente del Servizio tecnico per gli interventi di ricostruzione della Struttura centrale del Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione del sisma 2016. L’avviso è rivolto ai dirigenti delle amministrazioni pubbliche e si potrà fare domanda fino alle 13.00 del 30 novembre 2022, allegando alla domanda un curriculum vitae aggiornato e una copia del documento di identità. Si terrà conto nella scelta anche dell’eventuale esperienza già maturata nell’ambito della ricostruzione del 2016 o in altre ricostruzioni. Le richieste saranno vagliate in modo preliminare dagli uffici del Commissario Straordinario di Governo, al quale spetterà la scelta del candidato o candidata.
Sisma 2016: approvati 15 mila contributi per 4.8 miliardi
Nonostante il quadro congiunturale resti complesso, la ricostruzione privata post sisma 2016 in Centro Italia, rallentata prima dalla pandemia, poi dalle tensioni sui prezzi e dalle difficoltà del mercato edilizio, offre di nuovo segnali incoraggianti. Nel terzo trimestre si registra un’accelerazione del numero di richieste di contributo presentate, mentre continua a crescere a ritmo sostenuto il numero dei decreti di contributo approvati e dei cantieri autorizzati. Anche la ricostruzione pubblica, così come quella delle chiese, registra avanzamenti positivi grazie soprattutto alle Ordinanze speciali in deroga, con un incremento della spesa e del numero dei cantieri aperti.
La semplificazione delle procedure e delle norme avviata a primavera del 2020 ha prodotto risultati tangibili. In questo arco di tempo sono stati aperti 11 mila cantieri della ricostruzione privata, 4 mila dei quali negli ultimi dodici mesi. Pochi giorni fa i contributi concessi sono arrivati a 15 Mila, passando da 1,6 miliardi di fine 2020 a 4,8 miliardi, mentre le somme effettivamente liquidate alle imprese sulla base dello stato di avanzamento dei lavori sono passate da 684 milioni di euro di fine 2020 a 2 miliardi 284 milioni di euro.
Gli edifici già riparati sono 7.762, per oltre 17.500 singole abitazioni riconsegnate ai cittadini, mentre 7.131 sono i cantieri attualmente in fase di lavorazione. I cantieri della ricostruzione pubblica aperti sono oltre 320, il doppio rispetto ad un anno fa, mentre gli interventi conclusi, tenendo conto anche delle chiese, sono 365. Il lavoro che resta da fare è ancora enorme, a fronte del danno causato dal sisma, pari a 27,2 miliardi di euro, dei quali 19,4 relativi al solo patrimonio edilizio privato.
La regolazione normativa condotta con le Ordinanze in questi ultimi due anni e mezzo si è oggi sostanzialmente esaurita, ed è sintetizzata nel Testo Unico della ricostruzione privata, di cui la Cabina di Coordinamento ha già avviato la discussione. Il Testo Unico, che abroga in tutto o in parte una settantina di vecchie Ordinanze, dovrebbe essere adottato formalmente a inizio novembre. Procede, in parallelo, la messa a punto della nuova piattaforma telematica di gestione delle richieste di contributo, che da gennaio sostituirà il sistema attuale, ormai obsoleto. La piattaforma, già attiva ed in fase di test, sarà aperta nei prossimi giorni alla sperimentazione dei professionisti.
Si sta consolidando, nel frattempo, l’attività di programmazione della ricostruzione. A dicembre sono attese, anche in forma semplificata, le richieste di contributo da parte dei cittadini che beneficiano di forme di assistenza come Cas e Sae. Nei comuni maggiormente colpiti dal sisma è stata avviata insieme alle amministrazioni comunali e agli Uffici Speciali delle Regioni la definizione di cronoprogrammi specifici per la presentazione dei progetti da parte dei cittadini, che tengono conto anche delle interferenze tra i cantieri privati e pubblici, per accelerare la ricostruzione dei centri storici più danneggiati.
Sul fronte della ricostruzione pubblica, oltre alle quasi 2 mila opere finanziate, si sta procedendo alla programmazione di nuovi interventi per ulteriori 1,2 miliardi di euro. In via di definizione anche un nuovo programma di ricostruzione per le chiese e gli edifici di culto, oltre alle quasi mille già finanziate dalle Ordinanze.
A quelli della ricostruzione si stanno aggiungendo i cantieri dei progetti finanziati dal Fondo complementare al Pnrr per le aree sisma 2009 e 2016, NextAppennino. Gli interventi della prima parte del programma, che prevede investimenti sulle infrastrutture stradali e ferroviarie, la rigenerazione urbana, la conservazione dei beni culturali, lo sport, il turismo, e che riguardano l’area del cratere 2016, sono 525, per un valore di 626 milioni di euro. Per la seconda misura del programma, che riserva circa 700 milioni di incentivi e contributi alle imprese sono in corso i bandi. I primi due, che prevedono agevolazioni per gli investimenti di media e di grande dimensione, hanno fatto registrare il triplo di richieste (600 milioni di euro) rispetto ai 190 milioni di euro disponibili.
Il Rapporto della ricostruzione post sisma 2016 in Centro Italia aggiornato a ottobre 2022
Prorogata al 7 novembre la scadenza per presentare le domande dei bandi NextAppennino
Sono stati prorogati al 7 novembre prossimo i termini di chiusura delle procedure a graduatoria per la presentazione delle domande relative ai bandi, tuttora aperti, di NexAppennino. La proroga, stabilita con decreto del Commissario Sisma 2016, Giovanni Legnini, è stata decisa tenendo conto delle istanze rappresentate dagli enti pubblici e dalle associazioni di categoria impegnate nell’attuazione delle misure del fondo, finanziato con le risorse del Fondo nazionale complementare al Pnrr per le aree sisma 2009 e 2016.
Lo slittamento dei termini riguarda, in particolare, i bandi che offrono incentivi per l’avvio, la crescita e il rientro delle microimprese (bando B 1.3.a) e delle piccole e medie imprese (bando B 1.3.c), gli investimenti innovativi delle Pmi (B 1.3.b), i progetti che riguardano cultura, turismo e sport (B 2.1), l’inclusione sociale, la cooperazione e il terzo settore (B 2.3), l’economia circolare e le filiere agroalimentari (bando B 3.2). Nel complesso, questi bandi mettono a disposizione delle imprese dei due crateri 365 milioni di euro.
Resta aperto fino al 15 novembre, invece, il bando da 80 milioni per sostenere i progetti di partenariato per la valorizzazione del patrimonio pubblico (B 2.2), così come quello per finanziare la costituzione delle Comunità energetiche rinnovabili promosse dai comuni e dagli enti locali, che mette a disposizione 68 milioni di euro, e che resterà aperto fino al 20 novembre.
NextAppennino: Più tempo per i progetti di partenariato per il recupero del patrimonio
Al bando possono partecipare gli enti locali in forma singola o aggregata e altri soggetti pubblici, come Parchi e Università, con sede nei due crateri, per ottenere contributi a fondo perduto per progetti culturali, di innovazione sociale, turistica e ricreativa, il recupero del patrimonio e del paesaggio, in collegamento con le imprese e il terzo settore. Con i privati sono possibili forme di collaborazione come i partenariati speciali, basati su procedure semplificate di individuazione del partner privato, la concessione, la locazione, l’affitto del bene oggetto dell’intervento, con una selezione sulla base di un avviso pubblico e l’acquisizione di un progetto gestionale e economico. Uno dei motivi alla base della proroga del termine del bando è legato proprio alla necessità, rappresentata dai Comuni e dagli altri enti, di dare adeguata pubblicità a questi avvisi.
Sisma 2016: avviata la discussione del Testo Unico della ricostruzione privata
Si avvicina il varo del Testo Unico della ricostruzione privata, che raccoglie tutte le norme e le procedure per la riparazione e la ricostruzione degli edifici danneggiati dal terremoto del 2016 in Centro Italia, contenute in 71 Ordinanze che vengono in tutto o in parte abrogate.
La bozza del Testo, messa a punto dalla struttura del Commissario Straordinario per la ricostruzione dopo un’ampia consultazione pubblica avviata nel 2021, e i successivi confronti ed approfondimenti con le Regioni, i loro Uffici Speciali, i professionisti, le imprese, i sindaci, i comitati e le associazioni dei cittadini, è stata presentata oggi alla Cabina di Coordinamento sisma 2016, presieduta dal Commissario Giovanni Legnini, che ne ha avviato la discussione con l’obiettivo di giungere alla sua adozione entro l’inizio del mese di novembre.
Le Ordinanze che si sono succedute negli anni, dettate da motivi di urgenza e necessità, hanno portato a una stratificazione delle disposizioni normative che ha determinato correzioni, integrazioni, criticità di comprensione, accentuata dalle modifiche intervenute alla legge speciale sul Sisma del 2016. Il Testo Unico, ora, offre una sistemazione organica della disciplina, con le innovazioni necessarie ad assicurare maggiore completezza, chiarezza, semplicità e stabilità del quadro normativo nel tempo.
La prima parte del Testo indica i principi, le definizioni ed il regime transitorio, la seconda parte definisce i soggetti beneficiari del contributo, la sua misura, la domanda ed il procedimento, secondo un ordine sistematico nuovo, più libero dalle contingenze delle fasi temporali che hanno scandito la ricostruzione. Vengono riordinate le norme che riguardano gli aggregati edilizi, i condomini, le delocalizzazioni, le demolizioni e le messe in sicurezza, i bonus edilizi collegati alla ricostruzione, ai prezzi, ai controlli, ai professionisti.
La Cabina di Coordinamento ha incaricato un gruppo di lavoro ristretto, composto dal Consigliere Giuridico della Struttura commissariale, i direttori degli Usr regionali ed un rappresentante dei sindaci, di definire le ultime questioni aperte in vista della definitiva approvazione del Testo Unico nei primi giorni di novembre. L’entrata in vigore del Testo Unico coinciderà, ad inizio 2023, con l’avvio della nuova piattaforma informatica per la gestione dei progetti e delle pratiche di ricostruzione, che sostituirà il Mude.
Oggi, intanto, la Cabina, cui partecipano i presidenti delle Regioni ed i rappresentanti dei Sindaci, ha approvato un’Ordinanza che autorizza uno stanziamento aggiuntivo per la ricostruzione del polo scolastico di San Ginesio (Mc) e destina oltre 4 milioni di euro per le opere di urbanizzazione della nuova Ponzano, il primo importante intervento di delocalizzazione, che ha riguardato un’intera frazione di Civitella del Tronto (Te), finanziato nell’ambito della ricostruzione.
NextAppennino: grandi e medi investimenti, chiesto il triplo delle agevolazioni disponibili
Seicento milioni di agevolazioni richieste a fronte dei quasi 200 disponibili. Si sono chiusi con un fortissimo afflusso di domande i primi due bandi del fondo NextAppennino, finanziato dal Fondo Complementare al Pnrr per le aree sisma, per i Contratti di Sviluppo di media e di rilevante dimensione ed i progetti per il riciclo delle macerie.
Il primo dei due bandi, con 80 milioni di euro disponibili per progetti di investimento complessivo superiori a 20 milioni di euro, ha registrato domande per 15 progetti, 4 nel cratere sisma 2009, 10 nel cratere 2016, 1 nel doppio cratere, per 608 milioni di investimenti complessivi e 266 milioni di agevolazioni richieste.
Per il bando riservato ai Contratti di Sviluppo di media dimensione, con investimenti compresi tra 1,5 e 20 milioni di euro, ed il ciclo delle macerie, sono stati presentati 85 progetti, 16 nel cratere 2009, 69 in quello del sisma 2016, per 549 milioni di investimenti e 325 milioni di agevolazioni richieste, tra contributi a fondo perduto e prestiti agevolati.
“Sono dati importanti, segno di una certa vitalità del tessuto economico nel territorio colpito dal sisma, che dimostra la capacità e la predisposizione delle imprese ad impegnarsi in nuovi investimenti di carattere innovativo” ha detto il Commissario Straordinario per la Ricostruzione sisma 2016, Giovanni Legnini, presentando oggi alla Cabina di Coordinamento integrata che gestisce il Fondo complementare al Pnrr i risultati dei primi due bandi, chiusi lo scorso 15 ottobre. L’auspicio condiviso dalla Cabina di Coordinamento è che si possano individuare altre risorse finanziarie per sostenere il maggior numero possibile dei progetti presentati.
I detenuti al lavoro nei cantieri del sisma
Le persone detenute in dieci province delle regioni Abruzzo, Lazio, Molise, Marche e Umbria avranno l’occasione di lavorare nei cantieri di oltre 5.000 opere di ricostruzione pubblica e in quelli di 2.500 chiese danneggiate dal terremoto 2016. Lo stabilisce il Protocollo d’intesa siglato oggi, nella sede del Ministero della Giustizia, tra il Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini; la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Matteo Maria Zuppi, il Presidente del Consiglio nazionale dell’Anci, Enzo Bianco, e il Vicepresidente Ance con delega per la ricostruzione del Centro Italia Piero Petrucco. Era presente anche il capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Carlo Renoldi.
L’obiettivo del Protocollo, è quello di aumentare le opportunità di lavoro, strumento indispensabile per il pieno reinserimento sociale, di chi sta scontando una pena detentiva in 35 istituti del Centro Italia. Il numero dei detenuti coinvolti dipenderà dal programma dei lavori e dai cantieri individuati. Le modalità di inserimento lavorativo verranno definite in base ai profili dei singoli detenuti e alle esigenze delle aziende.
Al Commissario Straordinario spetterà la funzione di raccordo delle attività, mentre il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria individuerà gli idonei e favorirà il loro inserimento in cantieri vicini alle strutture detentive, in accordo con la Magistratura di sorveglianza. La Cei promuoverà, presso le imprese impegnate nella ricostruzione degli edifici di culto, l’utilizzo di manodopera da parte dei detenuti valutati idonei. Ance diffonderà alle proprie strutture territoriali e, per il loro tramite, anche agli enti bilaterali del sistema, i contenuti del Protocollo; allo stesso modo, anche Anci nei Comuni che ospitano strutture penitenziarie. Con il Protocollo viene definito anche un Comitato paritetico di gestione, composto dai rappresentanti dei firmatari, che sarà istituto entro 15 giorni, con il compito di promuovere e monitorare le attività previste dal documento e di coordinare le azioni degli enti e dei soggetti che hanno aderito.
Ministra Marta Cartabia: “Ricostruire gli edifici, per ricostruire anche le proprie vite e sentirsi parte della comunità: ha un fortissimo significato simbolico il protocollo che permetterà ad alcune persone di uscire dal carcere, per lavorare nei cantieri dei paesi feriti dai terremoti. Attraverso il lavoro, il tempo della detenzione si orienta verso all’obiettivo costituzionale della rieducazione e del reinserimento sociale. Il lavoro in carcere è stata una delle mie priorità in questo anno e mezzo al Ministero. E sono particolarmente felice di questa firma, a conclusione del mio mandato, perché progetti come questo o come l’accordo siglato con il ministro Colao con le aziende di telecomunicazione per la posa della fibra permettono di guardare al carcere anche come una risorsa per l’intera collettività”.
Giovanni Legnini “L’accordo concluso oggi è densò di significati. Consentire ai detenuti che ne hanno titolo, sulla base delle disposizioni dell’ordinamento penitenziario , di lavorare nei cantieri pubblici e di ricostruzione delle Chiese nell’enorme cratere del centro Italia (con un numero di oltre 5.000 opere pubbliche e di 2.500 Chiese finanziate e da finanziare) rappresenta una bella opportunità per inverare il principio della funzione rieducativa della pena e per le Imprese di formare ed utilizzare personale motivato a dare un contributo a tale importante finalità pubblica . Ringrazio il Ministro Cartabia per la grande e nota sensibilità sul tema, il Capo del DAP e i Presidenti della CEI, dell’Ance e dell’ANCI per la loro adesione al protocollo. Adesso si tratterà di attuarlo con la stessa dedizione e sensibilità dimostrati nella definizione dell’accordo”.
Cardinale Zuppi: “Il Protocollo rappresenta un passo importante sulla strada della responsabilità comune. Se vogliamo che il carcere non sia solo punitivo, ma soprattutto redentivo dobbiamo smettere di pensarlo come una realtà isolata, a sé stante, emarginata. Dare ai detenuti la possibilità di lavorare è un modo per farli sentire parte della comunità, per dare loro una prospettiva di futuro e un’alternativa valida per non tornare a delinquere una volta scontata la pena. Il fatto che siano impegnati in cantieri per la ricostruzione, pubblica e religiosa, è poi un segno di speranza e un incoraggiamento a costruire insieme il nostro domani”.
Enzo Bianco: “Questo protocollo rafforza la collaborazione avviata dieci anni fa con il Ministero della Giustizia sul tema dei lavori di pubblica utilità nei Comuni: abbiamo dato vita ad un programma sperimentale per attività lavorative extramurarie dei detenuti attraverso progetti concreti a favore delle comunità locali.
Oggi vogliamo sottolineare una volta di più l’importanza che il lavoro ricopre in ogni percorso riabilitativo, insieme a tutti i soggetti firmatari dell’intesa. È un’opportunità significativa per i detenuti di impegnarsi concretamente nei territori così duramente colpiti dagli eventi sismici del 2016. È una duplice ricostruzione: della vita dei detenuti su un percorso di riabilitazione e di quei territori, in favore delle comunità locali. Gli amministratori locali sanno bene infatti che il carcere dev’essere un luogo dove scontare la pena, ma anche una occasione di recupero e reinserimento nella nostra società”.
Il Vicepresidente Ance Petrucco: “Questo Protocollo rappresenta anche un’opportunità per le imprese di formare e occupare nuova manodopera in opere importanti per la rinascita di un territorio ferito dal terremoto. Si tratta di un impegno che può garantire risvolti positivi sia dal punto di vista sociale che economico, in linea con gli obiettivi che Ance vuole perseguire.”
Comunità energetiche rinnovabili nelle aree sisma: termine per le domande al 20 novembre
Gli enti e le amministrazioni locali avranno venti giorni di tempo in più, fino al prossimo 20 novembre, per presentare la richiesta di contributo per la costituzione delle Comunità energetiche rinnovabili, finanziate dal fondo NextAppennino complementare al Pnrr.
Il termine originario del 31 ottobre è stato prorogato dall’Ordinanza Speciale 38 approvata dalla Cabina di Coordinamento integrata sisma 2016 e 2009 presieduta dal Commissario Straordinario Giovanni Legnini e pubblicata sul sito NextAppennino.
Il bando, aperto dal 30 settembre, mette a disposizione degli enti e delle amministrazioni locali del territorio colpito dai due terremoti 68 milioni di euro a fondo perduto per la realizzazione di nuovi impianti di produzione di energia rinnovabile e la creazione di sistemi di condivisione in ambito locale dell’energia prodotta aperti alla partecipazione dei privati. Il contributo, nel caso in cui il progetto preveda la condivisione, può arrivare al 100% delle spese necessarie per realizzare gli impianti e gestire la Comunità energetica.
Le domande di partecipazione al bando potranno essere presentate inviando una pec all’indirizzo email energia.pncsisma@pec.governo.it.
La Struttura Commissariale 2016 e la Struttura tecnica di missione 2009 approveranno l’elenco delle richieste ammesse ai contributi e i soggetti beneficiari entro il 15 dicembre. La valutazione dei progetti sarà effettuata da un apposito Comitato di Valutazione, nel quale sono rappresentati anche Regioni e Comuni.