“Turismo chiave per la rinascita dell’Appennino centrale”, Castelli alla Bit di Milano

Il Piano nazionale complementare sisma 2009 e 2016, con l’insieme dei finanziamenti stanziati per cammini, impianti, rifugi e servizi e dei bandi per le imprese, rappresenta il punto di partenza di un percorso fondamentale di riparazione del tessuto sociale ed economico ferito dal sisma. Per migliorare i servizi e favorire la creazione di nuovi posti di lavoro la Misura A del Pnc sisma prevede diversi interventi per la riqualificazione di tutto il sistema turistico, a partire dai percorsi naturalistici e culturali, le infrastrutture e gli impianti già esistenti, con risorse per rifunzionalizzarli e renderli più efficienti.

Tra i progetti già finanziati anche il “Destination Management Comprensorio dei Sibillini”, presentato oggi in occasione della tavola rotonda alla Bit di Milano, intitolata “Quale sviluppo per l’economia del turismo nei territori del sisma, confronto sulle prospettive di rilancio dei territori coinvolti”. È intervenuto anche il Commissario alla Riparazione e alla Ricostruzione Guido Castelli, insieme al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’Arcivescovo di Camerino e San Severino Marche Francesco Massara, sindaci ed operatori dell’area sisma e al giornalista Massimiliano Ossini, che ha anticipato con un contributo video l’uscita del suo nuovo libro “Le montagne magiche, in viaggio sui Sibillini”, opera che rientra nel progetto del distretto. Il progetto è stato elaborato con l’apporto scientifico dell’Università Politecnica delle Marche, che ha studiato il contesto e proposto una serie di azioni per impostare un programma di sviluppo sostenibile per l’economia in un territorio unico per biodiversità, cultura e tradizioni.

“Accanto alla ricostruzione e alla messa in sicurezza del territorio dobbiamo impostare un modello di sviluppo, anche turistico, che sia capace di preservare lo splendore e l’autenticità delle montagne e dei borghi appenninici. Ciò sarà possibile attraverso progetti dedicati e sostenibili dal punto di vista ambientale – ha detto il Commissario Castelli -. Anche attraverso un turismo destagionalizzato, capace di attirare una domanda di qualità, saremo in grado di generare occasioni di lavoro per i giovani che vogliono restare e per chi aspira a vivere e lavorare in montagna”.

Superando una visione parcellizzata dell’offerta turistica, la Destination management Comprensorio dei Sibillini raccoglie sotto un’unica veste le tante anime del territorio e si propone quindi come modello da seguire, anche sotto il profilo della comunicazione, più efficace nel raggiungere gli appassionati di montagna e turismo lento a livello nazionale e internazionale.

“Il nostro Appennino può offrire al Paese un nuovo modello, diverso da quello urbano e connotato da una grande qualità della vita in termini umani ed ambientali – ha aggiunto il Commissario -. I Sibillini hanno sempre trovato nel turismo outdoor e nelle proposte legate alla cultura e alle tradizioni, una leva di crescita fondamentale. Sia dopo il terremoto, nonostante la difficoltà per i danni ingenti alle strutture ricettive, sia dopo la pandemia, che ha ricordato a tante persone quanto la possibilità di fruire della natura aumenti la qualità della vita – afferma il Commissario Castelli -. Forte è la necessità di visione per le nostre montagne, affinché i nostri borghi tornino ad essere centri nodali della comunità, capaci di sviluppare servizi e creare posti di lavoro. Ora il vero traguardo è trovare una sintesi comune per quei territori che hanno già dimostrato capacità di visione”.

Castelli: “Riforma su ricostruzione post emergenza è assoluta priorità per l’Italia”

“La proposta del Ministro per la Protezione civile e le politiche del Mare Nello Musumeci è un’assoluta priorità per l’Italia. Il nostro Paese non è nuovo a eventi sismici, che per quanto non prevedibili sono purtroppo una certezza, e i cambiamenti climatici hanno aggravato ulteriormente le fragilità dei nostri territori. Per questo la prevenzione deve diventare una politica strutturale. Anche nella ricostruzione del Centro Italia, grazie a un chiaro mandato del Governo, faremo la nostra parte per ottenere massimi livelli di sicurezza sismica e idrogeologica”. Lo dichiara il Commissario alla Ricostruzione e Riparazione Sisma 2016 Guido Castelli, in merito alle parole del Ministro Musumeci sulla necessità di una nuova politica di prevenzione dei grandi rischi.

Il Ministro ha sottolineato anche la necessità di un modello unico per le ricostruzioni, con la definizione di un quadro normativo omogeneo. Castelli a tal proposito sottolinea come “sia assolutamente giunto il tempo di trarre il meglio delle esperienze maturate nelle ricostruzioni negli ultimi decenni. Dobbiamo consegnare al Paese un modello unico, ma capace di adattarsi alle peculiarità dei territori. Va regolato con lungimiranza lo snodo che collega la fase emergenziale alla ricostruzione materiale, sociale ed economica. Solo così si eviteranno gli errori e i ritardi del passato, di cui hanno fatto le spese sempre e comunque i terremotati. È impensabile che si debba ogni volta partire da zero, perdendo anni preziosi”.

Ricostruzione post sisma all’insegna di un nuovo modello di rigenerazione dei territori: il commissario Castelli incontra il direttore del Demanio

Nei giorni scorsi il Commissario Straordinario per la ricostruzione post sisma 2016, Sen. Guido Castelli, ha incontrato il Direttore dell’Agenzia del Demanio Alessandra dal Verme. Al centro del colloquio la volontà comune di impostare un modello innovativo di ricostruzione pubblica, che sappia rigenerare il tessuto sociale ed economico dei borghi colpiti dal sisma. Un modello ispirato ai principi di sostenibilità, trasformazione digitale, accessibilità e connettività.

L’Agenzia sta già portando avanti, secondo questi principi, 39 interventi di ricostruzione post-sisma, già finanziati e disciplinati da un’Ordinanza speciale in deroga, per i quali è soggetto attuatore, in piena sinergia con la Struttura Commissariale. A questi si aggiunge il progetto per un deposito dedicato ai beni culturali alle ex Casermette di Camerino, finanziato nell’ambito nel Piano nazionale complementare sisma.

Questo incontro segna l’inizio di una rinnovata collaborazione tra il Demanio e la Struttura commissariale, volta a mettere a sistema gli interventi di ricostruzione per rigenerare e connettere, in modo diffuso, i territori colpiti dal sisma. È infatti necessario investire e programmare opere pubbliche che migliorino le condizioni di vita e di lavoro per chi sceglie di vivere nell’Appennino centrale.

Un team delle due istituzioni, attraverso un Polo dell’Agenzia dedicato alla Progettazione e le Direzioni territoriali competenti, lavorerà in modo congiunto per garantire oltre al rispetto dei tempi di realizzazione degli interventi anche la qualità progettuale.  “La ricostruzione pubblica, che andrà a definire i luoghi dove abiteremo, studieremo, socializzeremo e lavoreremo, i luoghi strategici per le nostre comunità, ha bisogno di una visione di lungo periodo. Le nostre aree interne hanno l’occasione oggi di immaginare come vorranno essere tra 10 o 20 anni, e di diventare un modello di innovazione e sostenibilità anche per gli altri territori dell’entroterra e montani del Paese. Per questo mettiamo a disposizione di questo complesso processo, le migliori risorse culturali e progettuali. È questa la direzione per tentare di invertire un declino che da troppi anni affligge il nostro Appennino centrale”, dichiara il Commissario Straordinario alla Ricostruzione 2016 Guido Castelli.

A seguito di tale incontro il sottosegretario On. Lucia Albano, con delega alla valorizzazione del patrimonio pubblico, rapporti con l’Agenzia del Demanio e ricostruzione post-sisma, esprime il proprio apprezzamento per il modello innovativo adottato, confermando il proprio impegno a favore di una accelerazione del processo di ricostruzione pubblica in un’ottica di ripopolamento delle aree interne.

Nella foto Serravalle di Chienti (MC) – Demolizione e ricostruzione Caserma dei Carabinieri

Sisma 2016, Castelli: “Collaborazione fra pubblico e privato, da Arquata segnale importante” 

Il Commissario Straordinario alla Ricostruzione e Riparazione Sisma 2016 Guido Castelli oggi ha visitato Arquata del Tronto, per un incontro operativo con il sindaco Michele Franchi e l’amministrazione e a seguire per un confronto con alcuni comitati locali di cittadini.

Arquata del Tronto è uno dei Comuni più colpiti dal terremoto di sei anni fa, che ha provocato vittime e danni ingenti, non solo al capoluogo ma anche alle frazioni, incidendo anche su un già fragile assetto idrogeologico del territorio.

Proprio per la complessità di questa ricostruzione, che vede strettamente collegati gli interventi pubblici di sistemazione dei sottoservizi e delle infrastrutture pubbliche con quelli privati di riedificazione, sono già due le ordinanze speciali che hanno consentito di procedere in deroga per una migliore programmazione dei lavori.

La prima, per Arquata capoluogo, prevede 17,8 milioni di euro per tutta una serie di interventi indispensabili per la ricostruzione sia pubblica che privata, come terrazzamenti, sottoservizi e viabilità, oltre a occuparsi anche di edifici strategici come il municipio e la torre civica e delle delicate operazioni di demolizione e rimozione delle macerie del centro storico, per cui si è dovuta anche creare una viabilità provvisoria per consentire il passaggio dei mezzi, altrimenti impossibilitati a lavorare.

La seconda invece, con 36,4 milioni di euro, finanzia interventi di mitigazione dei dissesti, realizzazione di sottoservizi e ripristino della viabilità nelle frazioni di Pretare, Piedilama, Vezzano, Pescara del Tronto, Tufo, Capodacqua, Trisungo. Lo stanziamento riguarda anche la delocalizzazione di Pescara del Tronto, che sarà in parte ricostruita in aree diverse, individuate dal Comune.

“In questo momento la strumentazione giuridica è pronta – ha spiegato il Commissario Castelli -, ora si tratta di favorire la massima collaborazione tra la parte pubblica e la parte privata per arrivare rapidamente all’attuazione degli interventi. Il Comune sta conducendo un’importante operazione per cercare il più largo consenso così da impostare una ricostruzione che segua la logica degli aggregati, con procedure e affidamenti più semplici e rapidi. Se i 3500 titolari di particelle di proprietà della zona di Arquata vorranno procedere con una volontà armonica, riusciremo nell’intento”.

Il Commissario porta l’esempio della frazione di Tufo, “dove i proprietari, anche grazie all’azione comitato locale, stanno agendo di concerto anche con la parte pubblica degli interventi, per individuare un’unica impresa e un unico progettista“.

“Questo è il momento – conclude Castelli -, in cui le comunità possono incidere davvero nella tempestività della ricostruzione. Perché la velocità degli interventi dipenderà, come nel caso di Arquata, anche dalla disponibilità dei singoli ad aderire ad una logica d’insieme e dalla loro risposta a iniziative comuni”.

Il sindaco e l’amministrazione comunale ringraziano il Commissario per la disponibilità e per le rassicurazioni sui temi discussi, tra cui anche quello della scuola. “È fondamentale la deroga chiesta per evitare le pluriclassi nel cratere – spiega Franchi -. Inoltre è stato un incontro proficuo per affrontare le ordinanze speciali e fare il punto con l’Ufficio speciale per la ricostruzione. Nelle prossime settimane avremo novità per i progetti delle frazioni perimetrate e di Arquata Capoluogo”.

 

Terremoto: incontro tra Unioncamere e Commissario Castelli

Il punto sugli interventi attuati a favore delle imprese, in particolare le piccole e le medie, e la conferma dell’impegno a collaborare con il Governo in tutti i campi di competenza delle Camere di commercio per il rilancio dell’economia territoriale. Sono i temi al centro dell’incontro di ieri a Roma nella la sede di Unioncamere, tra il commissario Straordinario del Governo alla Ricostruzione post sisma del 2016, Guido Castelli, il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, il segretario generale, Giuseppe Tripoli, e il presidente della Camera di commercio delle Marche, Gino Sabatini.

“Le Camere di commercio sono le sentinelle del tessuto economico locale. Tanto più in questo momento cruciale per la programmazione delle ingenti risorse del PNRR, comprese quelle del Piano nazionale complementare sisma. Parliamo di circa 1,8 miliardi di euro che possono dare respiro ai territori colpiti dal terremoto, dando loro le risorse e gli strumenti necessari per costruire i prossimi passi verso la rinascita   – dichiara il Commissario Straordinario Guido Castelli – Unioncamere è il soggetto gestore di alcune importanti misure dei bandi NextAppennino, dedicate al turismo, cultura, sport e inclusione sociale. Le richieste pervenute, in due bandi su tre, superano di gran lunga la dotazione messa a disposizione e, nel caso del bando rivolto alle imprese turistiche, la metà delle domande arriva da realtà operanti nei comuni maggiormente colpiti. Un segnale chiaro e inequivocabile della forte volontà delle nostre imprese di restare nell’Appennino centrale e continuare e credere e investire in settori chiave per il futuro di questa terra”.

“Prosegue la collaborazione fruttuosa a favore delle imprese delle quattro regioni colpite dagli eventi sismici”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “Per far rinascere le economie di queste aree, la strada maestra è il sostegno all’impresa. La ripartenza e la rigenerazione delle aree dei terremoti dell’Appennino centrale dipendono dalla capacità di riattivare le potenzialità economiche e la vitalità sociale di territori da sempre operosi, nel ricreare le convenienze per vivere, lavorare, investire e fare impresa nei borghi e nelle città dell’Appennino centrale, ricchi non solo di storia e bellezza, ma anche di vocazioni produttive e competenze”.

Vista la capillarità della presenza del sistema camerale a livello locale, si è concordato di proseguire nel percorso di collaborazione, avviato con il Piano nazionale complementare per le aree sisma, per facilitare la realizzazione di interventi a favore delle Pmi.

 

Presentazione progetti per i beneficiari di Cas e Sae, proroga al 16 Febbraio

Firmato oggi dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli il decreto che sposta al 16 febbraio 2023 il nuovo termine per la presentazione dei progetti di ricostruzione per chi è beneficiario di Cas – Contributo di autonoma sistemazione o di una Sae – Soluzione abitativa di emergenza nel cratere del sisma 2016.

La scadenza era inizialmente prevista al 31 gennaio e riguardava sia le manifestazioni di volontà, cioè la dichiarazione che si intende presentare richiesta per il contributo a ricostruire, sia i progetti di chi, beneficiario di Cas o Sae, non avesse già presentato entro i termini ormai scaduti la domanda in forma semplificata. Resta fermo l’obbligo, per chi ha invece già presentato la domanda in forma semplificata, di trasmettere il progetto completo entro il 15 marzo, a pena dell’improcedibilità della domanda.

“Essere vicini alla comunità colpita dal sisma vuol dire ascoltare quotidianamente le necessità del territorio ed intervenire tempestivamente per facilitarne il compito. Doverosa quindi la scelta di prorogare i termini viste le difficoltà dovute al passaggio dal vecchio sistema informatico Mude alla nuova piattaforma GE. DI. SI. Gestione digitale sisma. È ancora in corso il completamento della trasmigrazione dei dati da una piattaforma all’altra, questo ha comportato un periodo di transizione in cui non era possibile caricare nuove domande necessarie per proseguire il lavoro amministrativo. È comunque mia intenzione convocare una Cabina di coordinamento che consenta la condivisione di una scelta, auspicabilmente definitiva, sul tema della decadenza dal CAS e dalla fruizione delle SAE. Tema spinoso ma proprio per questo prioritario”, dichiara il Commissario Castelli.

Danni da neve, il commissario Castelli approva il piano di Regione e USR

Dopo l’adozione da parte della Regione Marche arriva anche l’approvazione del Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli.

Il primo stralcio “Piano delle opere pubbliche – danni da neve” arriva dunque allo step decisivo; dopo la firma di Castelli, infatti, i Comuni potranno dare il via alle operazioni finalizzate alla realizzazione delle opere.

Relativamente al primo stralcio, la cifra è di 6.826.339 euro, per un totale di 17 interventi ricompresi nel “cratere nevoso” marchigiano, individuati come prioritari dagli stessi Comuni dopo la nevicata record del gennaio 2017, che lasciò dietro di sé danni su strade ed edifici pubblici, attività economiche ed abitazioni, sommandosi ai gravi disagi procurati dal terremoto.

Il piano, redatto dall’Ufficio Speciale Ricostruzione sotto la supervisione di Palazzo Raffaello, si compone dunque di una serie di opere nodali per i territori che hanno patito le conseguenze della calamità naturale.

Eccoli, nello specifico: chiesa del cimitero di Offida (620.000 euro), edificio in zona della ex piscina comunale di Parco Rio ad Acquasanta Terme (42.000 euro), edificio comunale a Palmiano (35.000 euro), strada comunale di Borgianello nel comune di Serrapetrona (270.000 euro), monumento ai caduti di Smerillo (25.000 euro), recinzione post crollo porzione di mura castellane e danneggiamenti parapetto di via Pascali nel comune di Amandola (73.650 euro), sistemazione di via Cavour, nel centro storico di Cingoli (91.917 euro), manutenzione straordinaria della strada vicinale ad uso pubblico di Feggiano, nel comune di Gagliole (163.543 euro), edificio pubblico a Roccafluvione (55.000 euro), ripristino delle recinzioni danneggiate in località Fargno Basso a Bolognola (30.128 euro), condominio abitativo di via Bora a Cossignano (120.000 euro), struttura integrata a Villa Pigna nel comune di Folignano (1.350.000 euro), ostello in frazione Capradosso nel comune di Rotella (308.500 euro), strada comunale a Montalto Marche (300.000 euro), ripristino sicurezza e manutenzione straordinaria sulla strada comunale in località Colli nel comune di Matelica (831.600 euro), intervento sulla frana sopra indotto centrale dell’Enel in località Monte Fiunco nel comune di Caldarola (2.000.000 euro), strada comunale Santa Maria in Paterno nel comune di Treia (510.000 euro).

Unitamente all’approvazione del Piano, il Commissario Castelli ha anche provveduto a trasferire all’USR la somma di 6 milioni di euro, pari al 30% del totale assegnato, quale ulteriore acconto sul totale del contributo destinato alla Regione Marche, che consiste complessivamente in 20 milioni di euro per i danni agli immobili pubblici e privati.

Sisma 2016, Prime Ordinanze di Castelli: “Snellimento e flessibilità”

La Cabina di coordinamento sisma 2016, presieduta dal Commissario Straordinario Guido Castelli e a cui partecipano i Presidenti delle Regioni Lazio, Abruzzo, Umbria, Marche e dove sono rappresentati i sindaci designati dalle Anci territoriali, ha raggiunto l’intesa sui primi provvedimenti di questo 2023. Innanzitutto sono state approvate delle importanti modifiche al Testo Unico della ricostruzione privata per adattarlo ulteriormente alle necessità che man mano emergono dai territori. E’ inoltre stata introdotta una importante semplificazione all’Ordinanza che si occupa della ricostruzione di tutte le scuole danneggiate dal sisma, grazie alla quale adesso i Comuni non sono più obbligati a ricorrere all’Accordo Quadro, che diventa quindi uno dei possibili strumenti a loro disposizione. Approvate anche le Ordinanze speciali in deroga per i Comuni marchigiani di Bolognola e San Severino, un’Ordinanza che aumenta alcuni finanziamenti per una serie di opere pubbliche nel cratere.

“Le nostre comunità meritano la massima attenzione. A dieci giorni dalla mia nomina da parte del Governo posso dire che tutta la squadra della Struttura, in grande raccordo con le Regioni e i Comuni, sta lavorando a pieno regime senza interruzione alcuna – dichiara il Commissario Castelli -. Le Ordinanze approvate permettono una ulteriore ottimizzazione e impostano alcuni finanziamenti importanti: in totale tra nuovi progetti e l’aumento degli stanziamenti per le opere che ne avevano necessità, abbiamo messo a disposizione dei territori 34 milioni di euro. Il Testo unico, come la stessa ricostruzione di cui è diventato il riferimento, ha bisogno di un approccio dinamico per adattarsi al meglio alla complessità di cui si deve occupare. Snellimento e flessibilità sono le parole chiave che ci devono guidare nel miglioramento del Testo unico”.

Nel Comune di Bolognola l’Ordinanza speciale in deroga finanzia con 8,7 milioni di euro i sottoservizi, i fondi stradali e alcuni interventi accessori nelle quattro frazioni di cui si compone il piccolo comune maceratese, Villa da Piedi, Villa di Mezza, Villa da Capo e Pintura, nota anche per la stazione sciistica. L’obiettivo principale è ripristinare e migliorare la rete idrica, la rete fognaria e tutti i servizi cablati, prevedendo anche la partecipazione dei gestori in fase di censimento delle linee e progettazione, così da velocizzare ulteriormente i tempi di un passaggio fondamentale per la buona riuscita della restante ricostruzione pubblica e privata. L’Ordinanza speciale in deroga per San Severino si occupa invece della delocalizzazione della casa di riposo Lazzarelli, un intervento da 13,6 milioni di euro. Dopo una prima fase di studio è stata preferita la delocalizzazione rispetto alla ricostruzione, così da garantire standard di sicurezza sismica elevati, un forte risparmio energetico e la possibilità di evitare il noleggio di moduli prefrabbricati durante i lavori. Il vecchio complesso della Lazzarelli sarà in parte demolito, mentre gli edifici tutelati, come l’ex ospedale, il Lazzaretto, la chiesa di San Francesco di Paola, saranno preservati. La nuova area per la casa di riposo sarà individuata e acquistata dal Comune.

La Cabina di oggi ha inoltre modificato alcune Ordinanze speciali in deroga, stanziando anche maggiori finanziamenti per alcune opere in corso, dovuti all’aumento dei prezzi o a modifiche progettuali. Per l’Ordinanza speciale che regola il programma di ricostruzione delle scuole, non è più obbligatorio per i Comuni ricorrere all’Accordo quadro, ma in ogni caso il Comune deve motivare la scelta e ottenere l’esonero dal Commissario.

Per quanto riguarda invece i maggiori stanziamenti, viene aumentato di circa 1,8 milioni di euro l’importo per il progetto della caserma dei carabinieri di Fiuminata, che prevede ora la demolizione e la costruzione di due nuove palazzine, e di circa 2 milioni l’importo per la demolizione e ricostruzione dell’ex Palazzina R.U.N.A. a Rieti, con l’aggiunta di quattro unità abitative da destinare al personale del 16° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Rieti. È il Demanio, proprietario degli immobili delle caserme, il soggetto attuatore di questi progetti, che fanno parte dei 39 interventi contenuti in un’Ordinanza speciale in deroga dedicata.

Aumenta anche di circa 1 milione di euro, per l’adeguamento prezzi, il contributo per il Centro funzionale Le Saliere di Ussita, e infine vengono aumentati rispettivamente di 5,4 milioni e di 1,5 milioni i fondi per il Convitto Montani e il Liceo Scientifico ‘T.C. Onesti’ di Fermo.

La modifica apportata al Testo unico della ricostruzione privata consente l’anticipazione del 50% del compenso spettante agli amministratori di condominio che gestiscono le pratiche di ricostruzione, al momento della presentazione del progetto.

Piattaforma GEDISI, al via la formazione per i professionisti

Al via la formazione per l’utilizzo della nuova piattaforma Gedisi, gestione digitale sisma, realizzata da Fintecna e dalla Struttura del Commissario Straordinario sisma 2016 e la collaborazione degli USR che hanno collaudato l’avvio della piattaforma, con cui i professionisti potranno presentare e gestire le richieste di contributo.
Si tratta di un passaggio importante ma non privo di criticità visto che la migrazione dei dati dalla vecchia piattaforma Mude non è stata ancora completata. L’impegno di Fintecna è quello di ultimare questa transizione entro pochi giorni così da ridurre al minimo quegli inevitabili disservizi che una transizione così importante inevitabilmente comporta.
Oltre 3mila i partecipanti a questo primo webinar, fortemente voluto dalla Rete nazionale delle professioni tecniche in collaborazione con la struttura commissariale, per accompagnare al meglio questa delicata fase di cambiamento.
La piattaforma diventerà strumento digitale centrale della ricostruzione e sarà fondamentale per il monitoraggio della attività sui territori del Centro Italia, così come nelle competenze della struttura commissariale.
Per l’assistenza dedicata alla comunità della ricostruzione, dallo scorso 16 gennaio è attivo un Servizio dedicato con un numero verde telefonico ed email per chiarire i dubbi degli operatori. Ad oggi il Servizio ha già ricevuto 1500 email, di cui circa la metà risolte, e un migliaio di telefonate.
I primi dati caricati, a due settimane dall’attivazione della piattaforma, sono relativi alle domande di contributo pari a 559 nuovi inserimenti per la maggior parte delle quali ancora in bozza, 405 i Sal, per metà già protocollati, oltre 4mila le integrazioni. Gli utenti già attivi sono stati circa mille al giorno.
La formazione, utile a fornire conoscenza tecnica per i professionisti, servirà a Fintecna per accogliere le proposte di miglioramento e le modifiche che arriveranno dai tecnici, partner fondamentali di quella comunità che si riconosce nell’obiettivo di realizzare una ricostruzione tempestiva e di qualità.

Sisma 2016, Castelli: passare dalla ridefinizione delle norme ai cantieri

La ricostruzione fisica deve essere sempre abbinata alla rigenerazione economica e sociale dei territori colpiti dal sisma. Questo principio, che ha originato gli importanti stanziamenti del Fondo complementare destinate alla rigenerazione socio-economica del cratere 2016, deve trovare continuità ed essere possibilmente rafforzato. Dopo un lungo lavoro effettuato dalla Cabina di Coordinamento per il riordino normativo della disciplina di settore, è tempo di passare alla fase attuativa della ricostruzione che, ad oggi dopo più di 6 anni, ha raggiunto una percentuale di avanzamento pari a circa il 12% del totale stimato. Dalla norma ai cantieri: questa una possibile sintesi dell’impegno che la struttura commissariale è chiamata ad assolvere nei prossimi anni.

E’ quanto ha detto oggi in Commissione Ambiente del Senato il senatore Guido Castelli ascoltato sul decreto, in corso di conversione, con il quale a inizio anno è stato nominato Commissario straordinario di governo per la riparazione, la ricostruzione, l’assistenza alla popolazione e lo sviluppo economico dei territori colpiti dal sisma del 2016.

Castelli ha anticipato alla Commissione la presentazione di un pacchetto di emendamenti al testo del decreto che puntano alla stabilizzazione del personale degli Uffici Speciali della Ricostruzione e dei Comuni, ad un’ulteriore semplificazione delle norme sulla ricostruzione e ad un aggiornamento della Legge sul sisma, il decreto 189 del 2016, per allinearlo alle più recenti innovazioni normative, a cominciare dal nuovo Codice degli Appalti.

“C’è ancora moltissimo lavoro da fare per la ricostruzione nelle quattro regioni colpite dal sisma, basti pensare che la stima complessiva dei costi necessari per il ripristino del patrimonio lesionato da una delle più devastanti sequenze sismiche della storia repubblicana oscilla trai  26 e 28 miliardi di euro” ha detto Castelli, indicando tre priorità, “la ricostruzione pubblica, ancora tutta da realizzare, le problematiche che riguardano i borghi più devastati, la ricostruzione degli edifici con i danni più gravi”, e i principali ostacoli da superare.

Tra questi, il primo è legato alla difficoltà di cessione dei crediti del 110% sulle ristrutturazioni edilizie, che nella ricostruzione post sisma possono essere attivati per coprire le spese eccedenti il contributo pubblico.

“E’ un problema molto complesso, che cercheremo di risolvere attivando azioni specifiche su cui stiamo lavorando” ha detto Castelli sottolineando che tra le ipotesi di lavoro, sulla quale sono già state avviate interlocuzioni, c’è quella di un fondo che possa offrire una garanzia pubblica sui crediti acquisiti dai proprietari oppure un meccanismo dedicato che possa favorire nel solo cratere e fino al 2025 le cessioni del credito.