Sisma 2016, Castelli: “per 228 scuole sbloccato il piano per la ricostruzione”

Sbloccato il piano per la ricostruzione delle 228 scuole che hanno aderito agli Accordi quadro del Piano straordinario di ricostruzione degli edifici scolastici danneggiati dal terremoto del 2016. Imprese e i professionisti che avevano risposto alla gara, gestita dalla centrale di committenza Invitalia, per la formazione degli elenchi ora potranno essere reclutati dai soggetti attuatori (Comuni e altri enti proprietari delle scuole) per le diverse fasi della ricostruzione: dalla progettazione al collaudo.Per le scuole si rende possibile ora la partenza delle progettazioni mentre, per quelle che erano già dotate di progetto, potranno partire gli affidamenti dei lavori.

La notizia è stata data oggi durante una riunione in videoconferenza a cui hanno preso parte il Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli e i 72 soggetti attuatori, tra cui molti sindaci in rappresentanza dei Comuni, oltre ai referenti di Invitalia.

“Le scuole e il grande servizio che garantiscono per le famiglie e le comunità locali svolgono una funzione fondamentale anche per contrastare il fenomeno dello spopolamento, che contraddistingue le aree interne e in particolare i territori dell’Appennino centrale. Per questo interventi di questo tipo hanno un valore ulteriore nell’area colpita dal sisma – ha detto il Commissario Castelli, salutando i partecipanti alla riunione.  L’obiettivo di tutti noi è fare presto e bene e questo significa anche assistere al meglio i Comuni e gli enti proprietari delle scuole nel delicato passaggio dai progetti ai cantieri veri e propri. Grazie al supporto di Invitalia, anche in fase di attuazione, sarà possibile la migliore e più veloce realizzazione degli interventi. Oggi finalmente i soggetti attuatori saranno in grado di attivare i servizi di progettazione e di procedere verso la cantierizzazione”.

In totale il valore degli interventi è pari a 899 milioni di euro, di cui 643 milioni per i lavori. Gli interventi su edifici soggetti a tutela sono 47, mentre gli edifici non vincolati sono 181. Gli Accordi Quadro aggiudicati sono due, su 43 aree territoriali e articolati in 4 Sub lotti prestazionali: servizi tecnici, verifica, lavori e collaudo. Gli operatori economici che hanno partecipato alla gara sono stati 533 (227 per gli edifici vincolati e 306 per quelli non vincolati), per un totale di 165 offerte economiche.
Nel corso dell’incontro sono state illustrate le procedure e i prossimi interventi, che consentiranno di passare dagli Accordi quadro ai contratti specifici per ciascun edificio scolastico. I soggetti attuatori avranno a disposizione il supporto della Struttura commissariale in tutte le fasi della procedura.

Il Programma di ricostruzione delle scuole, che comprende anche i 228 interventi ora in partenza, è stato il frutto di un importante lavoro che ha coinvolto anche i ministeri competenti, il Dipartimento Casa Italia, l’Anac, le Regioni e i loro Uffici Speciali della Ricostruzione,  il Gse e la Sose.

Sisma 2016: con il decreto ricostruzione nasce un nuovo modello

Ricostruzione e riparazione si saldano per far ripartire l’Appennino centrale

Ricostruzione e riparazione si saldano, diventando le due direttrici principali di azione per gli interventi nell’area del Cratere del sisma 2016, con l’obiettivo di fare dei territori dell’Appennino centrale colpiti dal terremoto un nuovo modello di sviluppo.
L’avvio di questo nuovo percorso è stato reso possibile dall’approvazione in via definitiva il 7 marzo, da parte della Camera dei deputati, del Decreto ricostruzione. Un provvedimento indispensabile per le zone terremotate, che contiene norme a lungo attese da amministrazioni locali e operatori economici, la cui finalità è stata anche quella di formalizzare la doppia funzione del Commissario: oltre a essere il promotore della ricostruzione fisica, diventa anche il soggetto delegato alla riparazione (intesa come rigenerazione socio-economica) dei territori colpiti dal sisma del 2016.
Nel Decreto ricostruzione sono state varate misure particolarmente importanti, a lungo attese, come quella relativa alla stabilizzazione del personale a tempo determinato impiegato nella ricostruzione e altre azioni, volte alla semplificazione amministrativa. Inoltre, al fine di rafforzare l’aggregazione delle comunità locali, è stata introdotta la norma che deroga stabilmente al numero minimo degli alunni che sono richiesti per la formazione delle classi fino all’anno 2028-2029. Infine, il Decreto è intervenuto su alcuni meccanismi della ricostruzione delle attività economiche, come l’anticipazione dell’IVA per gli immobili destinati alle attività produttive.
L’approvazione del Dl ricostruzione è anche propedeutica all’avvio di un’interlocuzione tra la Struttura Commissariale e quei dicasteri che abbiano specifiche competenze in materia di sviluppo e ripresa economica, al fine di avviare la promozione di iniziative volte alla rigenerazione nei territori dell’Appennino centrale.

“Si parte a spron battuto nell’opera di ricostruzione post sisma 2016 del Centro Italia. Al Commissario Guido Castelli spetterà anche l’opera di risanamento, in termini socio-economici. Abbiamo concordato che entro un decennio – spiega il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci – possa esaurirsi l’opera di ricostruzione con fondi pubblici, anche perché una attività celere e concreta scongiura il pericolo della sfiducia degli abitanti dei centri colpiti e quindi dello spopolamento e dell’abbandono dei territori. Al tempo stesso stiamo lavorando per predisporre un disegno di legge più articolato sulla ricostruzione post calamità che prevederà, fra le altre cose, un termine ultimo di nove anni per il completamento dei lavori. Non è possibile – conclude il ministro – che in Italia le macerie debbano restare al loro posto anche per cinquant’anni“.

Il Commissario Castelli ha sottolineato: “Con il Decreto ricostruzione il Governo, in sinergia con la Struttura commissariale e il Parlamento, è andato a risolvere problemi di cui da tempo i territori colpiti dal sisma del 2016 chiedevano la soluzione. Un provvedimento inequivocabilmente dalla parte dei cittadini colpiti dal terremoto e dell’Appennino centrale. Il doppio ruolo del Commissario, incaricato sia della ricostruzione che della riparazione, è una intuizione del Governo Meloni che ha guidato la stesura degli emendamenti e i vari interventi migliorativi, componendo un provvedimento organico. Il DL è stato un passaggio indispensabile per avviare un sistema di interventi tesi a garantire la ripresa dell’Appennino centrale. Lavorando insieme al ministro Musumeci – ha concluso Castelli – sono certo che riusciremo a realizzare quella fase attuativa della ricostruzione che ci consentirà di passare dalle norme ai cantieri”.

La ricostruzione del Centro Italia sconta un rallentamento causato anche da una congiuntura particolarmente critica che ha connotato gli ultimi anni. Dei 27 miliardi di stima complessiva di costo per i soli interventi privati, ne sono stati liquidati 2,7 per l’avanzamento effettivo dei lavori. Tenendo insieme la semplificazione delle procedure, la tutela dei servizi, il sostegno al tessuto economico e la definizione di un coordinamento ulteriore tra Governo e Struttura commissariale, si va a intervenire sull’articolato assetto della ricostruzione, che deve tener conto soprattutto del benessere e dello sviluppo delle comunità locali. Si gettano così le fondamenta per un modello di intervento per le aree interne che, d’intesa con le Regioni, i comuni, e attraverso l’ascolto costante dei territori secondo una logica di governance multilivello, potrà essere promosso anche nel resto d’Italia.

I dati del DL Ricostruzione

Una task force di esperti per velocizzare la ricostruzione

Beni culturali, accordo tra Usr Marche e Soprintendenza

Una task force di archeologi, architetti e storici dell’arte per velocizzare le pratiche della ricostruzione delle centinaia di edifici tutelati delle Marche, comprese le oltre 600 chiese danneggiate dal sisma. Questo l’oggetto della convenzione firmata oggi nella sede dell’Usr di Ascoli Piceno tra l’Ufficio Speciale della Ricostruzione della Regione Marche e la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. In collegamento dalla sede della Regione è arrivato il saluto del Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, nella doppia veste di Assessore alla ricostruzione. Presenti il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli, il Soprintendente Giovanni Issini, il direttore dell’Usr Marche Marco Trovarelli e il Dirigente dell’Usr Andrea Crocioni.

La convenzione durerà tre anni a partire dal 1 aprile 2023 e servirà per velocizzare le pratiche di autorizzazione per la ricostruzione riguardante il patrimonio storico, artistico e architettonico che ha subito danni a causa del terremoto del 2016, compresi gli edifici sottoposti a tutela. L’Usr assumerà architetti, archeologi e storici dell’arte che entreranno nella squadra della ricostruzione per occuparsi delle attività di pre-esame degli interventi e monitorare lo stato di avanzamento delle pratiche.

«L’accordo firmato oggi rappresenta un ulteriore importante tassello per lo snellimento e la velocizzazione delle pratiche di ricostruzione – ha dichiarato il Presidente Acquaroli -. La collaborazione tra l’USR e la Soprintendenza è fondamentale, soprattutto nella fase che si sta avviando, in cui il processo di ricostruzione avrà sicuramente un’accelerazione nella parte attuativa. Stiamo dando il via ad una fase nuova della ricostruzione, finalmente la fase dei cantieri, e passaggi come questo colgono la volontà di mettere tutti i soggetti nelle condizioni migliori per sbloccare pratiche e progetti e dare concretezza tangibile al ripristino dei territori colpiti. Obiettivo comune è riportare vitalità in queste comunità così duramente segnate, e per farlo dobbiamo pensare che oltre ai servizi essenziali sono necessari anche i luoghi di aggregazione e di socialità come lo sono le piazze, le chiese e i centri storici che custodiscono la nostra infinita bellezza, fatta di arte, cultura, storia, tradizioni e paesaggio».

«Questo è stato un terremoto che si è scaricato in uno scrigno di arte e cultura ed è la nostra priorità far sì che la ricostruzione avvenga nella massima sicurezza e nel rispetto dei valori etno-antropologici e paesaggistici che questi territori esprimono – ha detto il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. Basti pensare che le chiese danneggiate sono 674, di cui 68 sono in istruttoria. Spesso si parla di semplificazione, ma per attuarla non bastano le norme. Per passare ai cantieri serve un numero di risorse umane adeguate oltre a persone preparate e qualificate che sappiano governare nella fase iniziale dei progetti le esigenze tipiche degli edifici vincolati e tutelati. Così che alla Soprintendenza arrivi un lavoro già raffinato».

«Abbiamo valutato in sinergia con la Soprintendenza le diverse possibilità nei rispettivi ambiti, con l’obiettivo di migliorare e dare risposta alle problematiche che in questi anni ci siamo trovati ad affrontare più spesso – ha spiegato Trovarelli-. L’idea di creare un ufficio interno all’Usr che avesse specifiche competenze si muove proprio in questa direzione; cominceremo col sostenere e potenziare il lavoro della Soprintendenza già dal prossimo 1 aprile, assumendo cinque specifiche figure che arricchiranno ulteriormente il già ottimo bagaglio di profili presenti nel nostro ufficio».

«Le conseguenze del terremoto hanno rappresentato una situazione senza precedenti per la nostra regione – ha aggiunto Issini -. Gli uffici della Soprintendenza Marche Sud, di recente istituzione, si trovano ad affrontare pratiche molto complesse che riguardano edifici di culto e pubblici; una mole di lavoro da trattare con la massima attenzione, che avrà un impatto sul futuro dei nostri territori. L’USR ci darà supporto nel pre esame dei progetti inviati dai tecnici, in modo da poterci trasmettere materiale già pronto per la successiva valutazione dei funzionari”.

Approvato il DL Ricostruzione, Castelli: “Restituiamo fiducia e prospettiva”

Il DL 3 “Ricostruzione” è stato approvato ieri alla Camera dei Deputati e convertito in legge. Il testo introduce importanti novità per la ricostruzione e per i territori del Centro Italia colpiti dal sisma del 2016.

“Il Parlamento ha accolto le nostre proposte. Grazie a questo intervento – dichiara Guido Castelli, Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 – restituiamo fiducia e prospettiva a tanti dipendenti a tempo determinato degli uffici pubblici, alle attività produttive bloccate dall’impossibilità di anticipare l’Iva, alle scuole del cratere che possono programmare i prossimi anni senza la spada di Damocle del numero minimo e massimo di alunni, alle imprese che possono scegliere i prezzari più aggiornati. Sono stati corretti numerosi altri aspetti che riguardano da vicino la ricostruzione. Dalla prossima settimana – conclude Castelli – inizieranno i lavori in Parlamento anche per il DL 11, dedicato al Superbonus. Sono già state depositate proposte concrete per rendere questo strumento pienamente operativo nei territori colpiti dal sisma e riavviare il motore dei cantieri“.

SVILUPPO E RICOSTRUZIONE – La ripresa economica e dunque la finalità dello sviluppo è stata inserita esplicitamente come mission della struttura commissariale, valorizzando il doppio ruolo del Commissario sulle attività di ricostruzione e come soggetto attuatore delle ingenti risorse del Piano Nazionale complementare al PNRR.

PERSONALE – Una delle novità più attese è stata l’approvazione della norma che permette di stabilizzare il personale a tempo determinato impiegato nella ricostruzione, che abbia maturato o che maturerà, al 31 dicembre 2023, tre anni di servizio. Sarà prevista anche una riserva del 50% per i concorsi pubblici banditi dagli stessi enti per valorizzare l’esperienza e l’impegno maturati dai professionisti della ricostruzione. Una soluzione attesa e fortemente richiesta da Regioni, Comuni, Usr ed Enti parco.

SCUOLA – Un’altra innovazione è la deroga al numero minimo e massimo di alunni per classe previsto, per ciascun tipo e grado di scuola, nelle scuole del cratere sismico 2016, fino all’anno scolastico 2028/2029. Viene così garantita una più efficace continuità didattica.

IVA – E’ stata neutralizzata l’anticipazione dell’IVA per le imprese del cratere, mediante il ricorso alla contabilità speciale del Commissario. La misura ha l’obiettivo di velocizzare gli interventi di ricostruzione, alleggerendo le imprese da un onere gravoso. Sarà una successiva Ordinanza del Commissario Straordinario a individuare le modalità e le condizioni in cui si potrà anticipare l’Iva, e a regolare le modalità di recupero delle somme eventualmente anticipate.

PREZZARI – E’ stata data la possibilità di scegliere in modo alternativo i prezzari regionali di riferimento di ciascuna regione coinvolta dal sisma. Questo perché essendo aggiornati annualmente risultano più aderenti alle fluttuazioni dei prezzi dei materiali.

RICOSTRUZIONE PRIVATA – Sono stati inclusi tra gli interventi nel caso di danni lievi, che possono essere ammessi a contributo per la ricostruzione privata, l’ adeguamento igienico-sanitario, energetico, antincendio e di eliminazione delle barriere architettoniche. Inoltre i familiari dei proprietari sono tra i soggetti legittimati alla presentazione della domanda di contributo per la prima casa – fattispecie fino ad oggi prevista solamente per le seconde case -. E’ stata equiparata la disciplina delle varianti prevista per i danni lievi a quella prevista per i danni gravi. E’ stata inoltre eliminata la sanzione della nullità del contratto sottoscritto dal soggetto legittimato e dall’impresa esecutrice, in caso di mancata indicazione delle opere e delle quantità di lavorazioni da subappaltare.

SEMPLIFICAZIONE – Estesa anche al cratere 2016 l’applicazione delle misure di accelerazione e semplificazione della ricostruzione pubblica previste dal Piano nazionale complementare sisma. Si tratta di misure introdotte e funzionanti sugli interventi del Pnc che consentiranno così di tagliare burocrazia e tempi procedimentali anche per la ricostruzione.

SOSTEGNO ALLE IMPRESE – Vengono sbloccate le economie derivanti dalle norme del decreto legge 189 del 2016 che prevedevano interventi e sostegni per le imprese danneggiate dal sisma. Tale intervento consentirà di far scorrere le graduatorie ferme da anni, consentendo a un numero maggiore di imprese, che avevano fatto richiesta, di accedere ai fondi.

INTERVENTO CONFORME – Armonizzate alcune situazioni di disparità tra ricostruzione lieve e pesante e tra Comuni dentro e fuori cratere. In particolare è stata estesa la definizione di intervento conforme a tutto il territorio regionale, come già previsto per i Comuni del cratere ed è stata equiparata la disciplina della varianti prevista per i danni lievi a quella dei danni gravi.

SANATORIA DEGLI EDIFICI CON DANNO LIEVE TOTALE FUORI CRATERE – Equiparazione, ai fini dell’ammissione a sanatoria, degli edifici con danno lieve totale (di tipo “B”) alle fattispecie di danno grave (di tipo “E”) e di danno lieve parziale (di tipo “C”) in caso di difformità sanabili, anche fuori cratere

CONCORSI PUBBLICI – Le amministrazioni pubbliche ricomprese nei crateri 2009 e del 2016, possono riservare fino al 30% dei posti dei concorsi pubblici per l’assunzione a tempo indeterminato di personale non dirigente a favore degli orfani e dei coniugi delle vittime del terremoto.

 

Ultimo aggiornamento 13 Marzo 2023

Nuovo Piano delle Opere Pubbliche: alle Marche oltre 600 milioni di euro 

Acquaroli e Castelli: “Si apre una nuova fase della ricostruzione”

Camerino 3 marzo 2023 – Sono 642,5 milioni di euro i finanziamenti per il nuovo Piano della ricostruzione pubblica delle Marche. Un investimento importante che darà il via a 742 opere rimaste ad oggi fuori dalla ricostruzione, aumentando il plafond destinato alla regione, che secondo quanto stabiliscono le percentuali di danno è stata la più colpita dagli eventi sismici del 2016. Gli elenchi aggiornati comprendono 469 opere legate alla nuova tranche della Rigenerazione urbana, il nuovo elenco delle opere pubbliche che comprende 273 interventi, di cui 17 finanziati con i risparmi della Camera dei Deputati. A presentarli oggi a Camerino, dopo la riunione del Comitato istituzionale che raccoglie gli 85 Comuni del cratere marchigiano, il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli insieme al Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Guido Castelli, al Prefetto di Macerata Flavio Ferdani e al sindaco di Camerino Roberto Lucarelli. Hanno portato il proprio saluto il Vicepresidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui e il consigliere regionale Renzo Marinelli, sottolineando la forte sinergia dell’intera filiera istituzionale e l’attenzione della Regione per il territorio colpito dal sisma.

“Oggi tagliamo un traguardo importante, un piano imprescindibile per dare una accelerazione alla ricostruzione pubblica – ha dichiarato il Presidente Acquaroli -. L’obiettivo è che gli sforzi fatti finora si concretizzino nella fase dei cantieri. Solo la vista dei cantieri e dei lavori in corso potrà dare speranza alla popolazione. Dobbiamo spingere sull’acceleratore per riunire e ricostruire queste comunità. Abbiamo subito le lungaggini burocratiche, poi la pandemia, la guerra, l’inflazione, il rincaro delle materie prime. Oggi siamo in una fase successiva che ci permetterà, con la massima collaborazione istituzionale, di mettere a terra e velocizzare i cantieri. In questo modo potremo riavvicinare le persone al territorio, rinsaldare le comunità, avviare una ricostruzione non solo fisica ma anche sociale ed economica ed evitare lo spopolamento. Questo territorio è il cuore della regione e grazie a questo piano straordinario potrà diventare “trainante”. La curiosità che le Marche e i suoi Borghi generano a livello turistico è una opportunità da cogliere ma dobbiamo farci trovare preparati, perché ciò potrà accrescere il valore di queste zone e favorire lo sviluppo delle attività’ connesse all’accoglienza come l’enogastronomia, ma anche la manifattura e l’artigianato. Ma innanzitutto dobbiamo dare concretezza ai progetti con i cantieri. Voglio in questa occasione sottolineare anche l’importante risultato ottenuto per il mantenimento delle classi nelle scuole terremotate, la certezza di poter contare su un servizio fondamentale come quello scolastico negli anni che saranno necessari per ricostruire”.

“Per la portata finanziaria che esprime – afferma il Commissario alla ricostruzione Guido Castelli – quella che viene presentata oggi può essere considerata una vera e propria manovra economica. Una manovra che giunge a due giorni di distanza dall’approvazione al Senato del decreto Ricostruzione. Queste due iniziative, che si succedono a stretto giro, rappresentano un segnale molto chiaro. È la dimostrazione di quanto forte e concreto sia l’impegno delle istituzioni nei confronti dei territori colpiti dal sisma. Questa notevole dotazione a disposizione delle Marche, e in particolare dell’area del cratere, deriva da un’esigenza di riequilibrio finanziario in favore della regione Marche che nei precedenti piani non aveva ricevuto stanziamenti corrispondenti alla percentuale complessiva del danno subito.

La nostra scelta è quella di sostenere il più possibile i Comuni maggiormente colpiti – aggiunge il Commissario Castelli – E per farlo abbiamo deciso di destinare loro più fondi. Vogliamo restituire dignità alle sedi delle istituzioni e ai luoghi della memoria. Ora il compito della Struttura commissariale è far sì che queste risorse così ingenti possano essere tempestivamente messe a terra. La sfida di questa nuova fase della ricostruzione sta nel passare dalle norme ai cantieri, senza lasciare indietro nessuno. In particolare, metteremo a disposizione dei Comuni più colpiti risorse economiche, umane e capacità operative per rendere ogni giorno meno distante il traguardo della ricostruzione”.

Al cosiddetto cratere ristretto, che comprende i 28 Comuni delle Marche che hanno subito più danni, vanno fino a 6,5 milioni di euro ciascuno, mentre agli altri Comuni del cratere fino a 3,5 milioni. Sempre ai Comuni più danneggiati è riconosciuto un contributo aggiuntivo per la progettazione della mitigazione dei dissesti presenti nel territorio comunale.

Nel corso della conferenza stampa è stata illustrata anche l’altra decisione che rappresenta il fulcro del nuovo Piano delle opere pubbliche: finanziare tutti i municipi danneggiati, tutti i cimiteri, dentro e fuori cratere. Si tratta di 31 sedi del Comune e 207 cimiteri che ancora non erano compresi nella ricostruzione pubblica. Nel nuovo elenco sono inoltre presenti 18 interventi, sia dentro che fuori cratere, che comprendono anche palazzi storici e l’adeguamento o miglioramento sismico di edifici strategici. L’impiego dei fondi della Camera consentirà infine di completare alcuni investimenti molto attesi nel cratere, comprese alcune opere rimaste fuori dal finanziamento del Contratto istituzionale di sviluppo (Cis).

Da CEB e CDP ulteriori 350 milioni di euro per la ricostruzione delle aree terremotate del Centro Italia

Firmato questa mattina a Palazzo Wedekind dal Commissario Straordinario Guido Castelli, insieme a Carlo Monticelli Governatore della CEB – Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa, un accordo che ha come obiettivo quello di destinare ulteriori nuove risorse alla ricostruzione di case e attività produttive del Centro Italia. Con la firma di oggi salgono a 700 milioni di euro i prestiti della CEB destinati alle famiglie e imprese ricomprese nell’area del sisma, che saranno erogati in Italia da Cassa Depositi e Prestiti.

Il comunicato congiunto

Gli interventi saranno finalizzati alla riparazione e alla ricostruzione di edifici privati ad uso residenziale o produttivo gravemente danneggiati dai terremoti registrati nelle Regioni del Centro Italia nel 2016 e 2017 

 Salgono a 700 milioni i prestiti della Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa (CEB) veicolati attraverso Cassa Depositi e Prestiti (CDP) per sostenere le famiglie e le imprese colpite dal sisma

Siglato un secondo accordo tra la CEB e il Commissario Straordinario Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 per garantire il monitoraggio e la rendicontazione dei progetti sostenuti

Si rafforza l’impegno della Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa (CEB) e di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) a favore del rilancio e della ricostruzione nei territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, gravemente colpiti dal sisma nel 2016 e nel 2017. Un nuovo accordo per ulteriori 350 milioni di finanziamenti è stato sottoscritto nella sede di Cassa dall’Amministratore Delegato di CDP, Dario Scannapieco, e dal Governatore della CEB, Carlo Monticelli. L’obiettivo è quello di destinare nuove risorse alle comunità dell’Appennino colpite dal sisma e di sostenere la ricostruzione di edifici privati o ad uso produttivo danneggiati dal terremoto.

A seguito del completo utilizzo da parte di CDP del precedente finanziamento da 350 milioni mobilitato dalla CEB nel 2018, la Banca ha messo a disposizione di CDP nuove risorse per ulteriori 350 milioni da destinare al finanziamento della ricostruzione. I fondi impegnati da CDP, grazie alle migliori condizioni di raccolta sui mercati internazionali in termini di tassi di interesse, consentiranno allo Stato italiano un sensibile risparmio finanziario nell’arco dei 25 anni di durata del finanziamento.

Queste risorse confluiranno nel Plafond Sisma Centro Italia di CDP e saranno veicolate, attraverso le banche convenzionate, a famiglie e imprese dei territori, sulla base dello stato di avanzamento degli interventi di ricostruzione ammessi alle agevolazioni. Gli oneri di rimborso dei finanziamenti sono a carico dello Stato mediante un meccanismo che prevede il riconoscimento, a favore dei beneficiari, di un credito di imposta che sarà ceduto alle banche convenzionate e che le stesse utilizzeranno in compensazione dei propri debiti fiscali. L’importo del credito d’imposta è pari alle rate dovute (quota capitale e quota interessi).

A seguito della sottoscrizione del contratto di finanziamento tra CEB e CDP, il Governatore della CEB, Carlo Monticelli e il Commissario Straordinario Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli hanno firmato un accordo parallelo per garantire il monitoraggio e la rendicontazione dei progetti sostenuti dalla CEB.

“Con questo nuovo accordo CEB conferma il proprio sostegno ai più vulnerabili. L’impegno della Banca nell’essere a fianco delle istituzioni italiane per rispondere a situazioni di emergenza, come quelle dei disastrosi terremoti che hanno colpito il Centro Italia nel 2016-2017, ha consentito a migliaia di persone di poter rientrare nelle proprie case e di riprendere le proprie attività produttive in aree a rischio di spopolamento. Si è inoltre già tradotto in un risparmio per lo Stato pari a oltre 30 milioni di euro. Questo nuovo finanziamento contribuirà ulteriormente a questi importanti obiettivi”, ha enfatizzato Carlo Monticelli, Governatore della CEB.

“Con l’accordo firmato oggi si arricchiscono ulteriormente le risorse che Cassa Depositi e Prestiti mette a disposizione dei territori colpiti dal sisma nel 2016 e 2017. Grazie alle sinergie con le Istituzioni Europee, come la CEB, e alla solida collaborazione con il Commissario Straordinario, il nostro istituto ha già mobilitato circa tre miliardi a favore di famiglie e imprese in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, confermando il proprio impegno per la ricostruzione, con particolare attenzione verso il miglioramento della qualità delle abitazioni e dei siti produttivi. Come CDP continueremo a lavorare costantemente per contribuire allo sviluppo del Paese e generare un impatto positivo sui territori. Questo è il nostro modo di guardare al futuro con senso di responsabilità”, ha dichiarato l’Amministratore Delegato di CDP, Dario Scannapieco.

“Per il Centro Italia colpito dal sisma il sostegno di enti quali CEB e CDP rappresenta un segnale concreto e fattivo, nel complesso percorso per ricostruire case e attività produttive, della vicinanza nazionale e internazionale alla causa del cratere 2016. Un impegno che ci esorta ad essere ancora più tempestivi nel trovare e applicare le formule migliori per attuare pienamente la ricostruzione, anche attraverso quelle procedure in grado di semplificare e migliorare la messa a terra delle risorse. La qualità degli edifici ricostruiti dipenderà anche dalla capacità finanziaria di sostenere le innovazioni necessarie per garantire i massimi livelli di sicurezza sismica e di efficienza energetica”, ha dichiarato Guido Castelli, Commissario Straordinario Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016.

 

 

 

Presentati gli interventi di riqualificazione 2023-2027 sugli immobili dello Stato nelle Marche

Coinvolti 67 immobili pubblici in tutta la regione, per un impegno economico di 360 milioni di euro

Si è tenuto, presso la Regione Marche, l’incontro istituzionale tra il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, il Sottosegretario all’Economia Onorevole Lucia Albano, il Direttore dell’Agenzia del Demanio Alessandra dal Verme e il Commissario Straordinario per la Riparazione e Ricostruzione post terremoto nel centro Italia Senatore Guido Castelli, nel corso del quale sono stati presentati gli interventi e
l’impegno dello Stato per sviluppare e riqualificare il patrimonio immobiliare pubblico nelle Marche. In particolare, l’Agenzia del Demanio ha presentato nel dettaglio gli interventi edilizi previsti nel quinquennio 2023 – 2027: un piano, ancora in fase di sviluppo, che determinerà una spesa di 360 milioni di euro distribuita su 67 immobili sparsi sul territorio regionale. Nel corso dell’incontro, è stato fornito un aggiornamento sulle attività di efficientamento sismico ed energetico in corso di attuazione su tutto il patrimonio statale in uso alle pubbliche
amministrazioni nelle marche: 24 immobili per un impegno economico di 21 milioni di euro. Nell’area del cratere del sisma 2016, le attività in corso, volte alla ricostruzione e riqualificazione dei nuovi presidi strategici delle forze dell’ordine, riguardano 18 immobili perun importo finanziato di circa 60 milioni. Circa la metà dei cantieri aprirà nei prossimi mesi, i restanti saranno avviati nel 2024.

Le attività di valorizzazione e rigenerazione urbana di aree e immobili riguardano quasi tutte le principali città marchigiane come Ancona, Pesaro, Senigallia, Fano, Civitanova, Macerat ed Ascoli, e molti borghi storici dell’entroterra, come Camerino e Amandola. Gli importi dei
lavori sono stimati in oltre 300 milioni, compresi i fondi assegnati nell’ambito del PNRR. Tutte le attività e i conseguenti interventi edilizi avviati dall’Agenzia del Demanio sono ispirati a principi di sostenibilità energetica, ambientale e sismica, trasformazione digitale, accessibilità e connettività, con la finalità di garantire servizi pubblici efficienti ed efficaci. Nell’ambito di tali attività, è da segnalare l’importante contributo fornito, sia a supporto dell’Agenzia che degli Enti Territoriali, dalla Struttura per la Progettazione dell’Agenzia che
nei primi due mesi del 2023 ha già avviato convenzioni per la realizzazione di due asili con i Comuni di Montegranaro e Porto Recanati, finanziandone anche la progettazione.

Piano degli interventi edilizi per la ricostruzione, adeguamento sismico ed energetico nella provincia di Macerata

Agenzia del Demanio e Commissario straordinario hanno presentato le azioni per gli edifici in uso al Ministero dell’Interno.

L’Agenzia del Demanio, con il coordinamento del Ministero dell’Economia e delle Finanze, in stretta sinergia con il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli ed il Sottosegretario Lucia Albano, delegata al MEF per la ricostruzione post sisma, ha presentato in Prefettura di Macerata il piano degli interventi edilizi di ricostruzione e adeguamento sismico ed energetico degli edifici in uso al Ministero dell’Interno nella provincia di Macerata.

Sotto la supervisione del Prefetto Flavio Ferdani, sono stati avviati dall’Agenzia 15 interventi, di cui 2 a favore dei Vigili del Fuoco e 13 dell’Arma dei Carabinieri. Le opere sono finanziate in parte con fondi del Commissario Straordinario alla Ricostruzione, circa 47 milioni di euro, e circa 5 milioni di euro dall’Agenzia del Demanio.

Obiettivo comune è quello di garantire il completamento della maggior parte delle opere entro 3 anni. Nel corso del 2023 verranno aperti il 60% dei cantieri ed il restante nei primi mesi del 2024. Per garantire questo importante risultato è stato fondamentale il contributo fornito dalla Struttura per la Progettazione dell’Agenzia del Demanio, appositamente istituita per legge a supporto degli enti territoriali e delle amministrazioni centrali per l’efficienza e la qualità della progettazione.   che ha consentito di assegnare a questi interventi maggiori risorse umane altamente specializzate.

“Il contributo della Struttura per la Progettazione che ha dedicato risorse specializzate – dichiara il Direttore dell’Agenzia Alessandra dal Verme – ha assicurato l’accelerazione delle tempistiche di completamento delle opere, e lo sviluppo di progetti ispirati a principi di sostenibilità, trasformazione digitale, accessibilità e connettività. Abbiamo il proposito di avviare una nuova modalità di collaborazione con la Struttura Commissariale, mettendo a sistema gli interventi di ricostruzione, adeguamento sismico e energetico. Sarà possibile in tal modo rigenerare e connettere in modo diffuso i territori e i borghi che necessitano di rilancio, per farli tornare ad essere centro di attrattività turistica, ma anche di opportunità lavorative per le nuove generazioni. Su questi obiettivi siamo in particolare appoggiati dal MEF, con la presenza del Sottosegretario Albano”.

Al mio esordio come Commissario Sisma mi sono dato l’impegno di passare “dalla norma ai cantieri” dichiara il Commissario alla riparazione e ricostruzione Guido Castelli. “A Macerata questo auspicio sta diventando realtà. Grazie, infatti, a un enorme sforzo di progettazione del Demanio, nella provincia di Macerata vedremo partire nei prossimi mesi la maggior parte delle 15 caserme dei Carabinieri, Forestali e dei Vigili del fuoco danneggiate dal terremoto. Sono tutti cantieri che apriranno, otto nel 2023 e gli altri l’anno prossimo, nel cuore dell’Appennino ferito dal sisma. Lo Stato rafforza così la sua presenza nei luoghi più fragili, perché dal presidio pubblico discendono le funzioni che le comunità devono avere a disposizione per scegliere di rimanerci. La nostra missione è non solo ricostruire ma non perdere comunità. I primi interventi sono previsti ad aprile Castelsantangelo sul Nera, a maggio a Pieve Torina, nel mese successivo Fiastra e a seguire gli altri a Camerino, Castelraimondo, Serravalle del Chienti, Tolentino, San Severino, Visso, Ussita.

Un impegno economico di 51,8 milioni di euro, per restituire piena funzionalità alle sedi dell’Arma e dei Vigili del fuoco di proprietà del Demanio, che svolgono un ruolo delicato e fondamentale per la sicurezza e la vitalità delle comunità dell’entroterra.

Con l’Agenzia del Demanio abbiamo fin dall’inizio dell’anno impostato un ragionamento comune, istituendo un tavolo di lavoro per concretizzare, nelle progettazioni in corso, il potenziale rigenerativo che la ricostruzione pubblica esprime nei borghi maggiormente colpiti. Anche i lavori al Provveditorato di Macerata, di proprietà della Provincia e finanziato da un’Ordinanza speciale a cui avevamo già lavorato in sede regionale, sono a buon punto. È un intervento propedeutico alla sistemazione del palazzo della Prefettura e della Questura. Entro marzo partiranno anche tre Conferenze dei servizi per un’altra Ordinanza speciale particolarmente importante per la città, quella dell’Università di Macerata, ed è in corso di definizione l’insieme di deroghe necessarie per intervenire nelle palazzine di via Pace, dove dobbiamo riparare circa 100 unità abitative. Segnali estremamente positivi rispetto alla capacità attuativa degli uffici pubblici, che so bene essere sottoposti a una pressione senza precedenti”.

Il Sottosegretario Onorevole Lucia Albano ha ribadito che “Per garantire il completamento di importanti opere di adeguamento sismico ed efficientamento energetico nella provincia di Macerata entro tre anni, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, attraverso l’Agenzia del Demanio, ha messo a disposizione 5,2 milioni. L’obiettivo dell’Agenzia non è esclusivamente portare a termine il processo di ricostruzione ma innovare gli edifici presenti sul territorio, con l’obiettivo di realizzare gli interventi immobiliari in linea con i più elevati standard in materia di efficentamento energetico, transazione digitale e sostenibilità ambientale. Per garantire questo importante risultato è stato fondamentale il contributo fornito dall’avvio della Struttura per la Progettazione dell’Agenzia del demanio che ha consentito di assegnare a questi interventi maggiori risorse umane altamente specializzate”.

“L’incontro con il Sottosegretario di Stato all’Economia e Finanze On.le Albano e il Commissario Straordinario per la ricostruzione Sen.Castelli che ringrazio per la loro partecipazione  – ha dichiarato il Prefetto di Macerata Ferdani – ha permesso una valutazione e una analisi congiunta degli interventi di ricostruzione che valorizzano la presenza, le attività ed il ruolo dello Stato e costituiscono un segnale di rinascita e ripresa per il territorio provinciale  e per i suoi cittadini.”

 

Scarica qui il piano degli interventi edilizi

 

 

Cas e Sae, scadenza provvisoria al 31 maggio: “Lavoriamo a una programmazione definitiva”

La Cabina di Coordinamento sisma 2016, presieduta dal Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Guido Castelli, ha raggiunto ieri in serata l’intesa su un provvedimento finalizzato, all’esito del Testo Unico sulla Ricostruzione Privata e dopo l’attivazione della piattaforma GEDISI, a definire  un piano programmatico di riordino di tutte le scadenze inerenti la presentazione dei progetti della ricostruzione privata, con particolare riferimento a quelli riguardanti i titolari di Contributo di autonoma sistemazione (Cas), Soluzioni abitative di emergenza (Sae) e altre forme di assistenza. Presente in collegamento anche Fabrizio Curcio, a capo del Dipartimento di Protezione civile, che adotterà un’Ordinanza per allinearsi alle indicazioni della Cabina.

L’Ordinanza adottata in Cabina di Coordinamento prevede il riallineamento al termine del 31 maggio di varie scadenze, nelle more dell’adozione dell’atto di programmazione a cui lavoreranno nel frattempo la Struttura commissariale, gli USR e il Dipartimento di Protezione Civile per addivenire anche ad un intervento di rimodulazione del Cas. Le scadenze traslate al 31 maggio nelle more del piano programmatico riguardano sia quelle fissate per oggi, 16 febbraio, relative alla presentazione dei progetti dei titolari di Cas e Sae che non avessero già provveduto in forma semplificata, sia quella del 15 marzo per completare i progetti già presentati in forma semplificata.

Nuova finestra per confermare i requisiti del Cas – A fronte di una richiesta territoriale che vede i percettori di Cas esclusi per vari motivi dalla manifestazione di volontà verso il Dipartimento della Protezione Civile fissata nello scorso ottobre 2022, il Commissario Castelli ha riaperto un confronto e definito, in concertazione con le Regioni e la Protezione civile, un nuovo termine per riammettere chi, alla data del 15 ottobre 2022, non avesse presentato pur avendone diritto la dichiarazione per il mantenimento del Cas. In questi casi si avrà tempo fino al 31 marzo per regolarizzare la propria posizione.

Una nuova programmazione – Il Commissario Castelli ha sottolineato la necessità, condivisa con gli Uffici speciali per la ricostruzione, “di riallineare questi termini in attesa di adottare, al massimo entro maggio, un provvedimento che, secondo una logica programmatoria, definisca tutto l’insieme delle scadenze. Lo scopo è dare priorità, definendo tempi certi, alle persone che si trovano in condizioni disagiate vivendo lontano dalla propria casa da troppo tempo e che oggi percepiscono il Cas. I termini che definiremo tuttavia dovranno essere realistici, così che agli Usr vengano consegnati progetti completi” Per quanto riguarda la riforma del Cas, e la conseguente definizione di un termine entro il quale presentare il progetto di ricostruzione, Castelli anticipa che “questo lavoro chirurgico dovrà essere effettuato integrando e analizzando i dati provenienti dalla Protezione civile e dai Comuni, dopo un’attenta ricognizione con gli USR e delle norme esistenti. Si impone infine l’esigenza di limitare, a 6 anni dal sisma, il rischio di comportamenti opportunistici in materia di Cas e assistenza”.

Il Commissario ha infatti ricordato che questo piano e le relative scadenze sono fondamentali anche per prendere in esame nuove casistiche emerse negli ultimi mesi con il rilascio del Testo Unico: “Esistono disposizioni di maggior favore regolate dal Testo unico, come ad esempio il contributo per pertinenze danneggiate di edifici agibili, che prima non erano ammesse, che dovremo quindi normare anche per quanto riguarda i termini e le modalità di applicazione, garantendo pari diritti ai terremotati”.

 

Leggi qui l’Ordinanza n.135 del 16 Febbraio 2023 

 

Faglie attive e capaci, presentato lo studio – Castelli: “Centro Italia modello di prevenzione”

Grazie allo studio sulle Faglie Attive e Capaci, che rappresenta un primato in Italia per estensione territoriale e per la sua natura pubblica, possiamo finalmente avere una conoscenza approfondita per indicare chiaramente ai cittadini e ai Comuni dove possono ricostruire e dove invece occorre delocalizzare per motivi di sicurezza”. A dirlo il Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, in riunione oggi con i rappresentanti di Ingv, Cnr, Ispra e delle università di Camerino, Chieti, L’Aquila e Uninsubria, per fare il punto sulla conclusione degli approfondimenti che hanno riguardato le Faglie Attive e Capaci (FAC) di Norcia, Preci, Macerata, Ussita, Capitignano, Montereale, Barete, Pizzoli, Leonessa, Cittaducale, Rieti, Cantalice, Rivodutri e Ortolano di Campotosto. I risultati dello studio di approfondimento sono già disponibili ai Comuni, ma sarà comunque utile la loro divulgazione anche ai cittadini dei territori interessati, per una maggiore consapevolezza delle azioni di prevenzione messe in campo dalla Struttura commissariale.

Le FAC rappresentano una pericolosità sismica aggiuntiva, in quanto in caso di sisma possono determinare un dislocamento della superficie topografica danneggiando tutto quello che è stato costruito sopra. Il loro studio consente di individuare le zone di rispetto e le distanze minime che gli edifici devono rispettare per evitarne gli effetti. Dopo una prima fase, che ha escluso la presenza di FAC a Frontignano di Ussita e Macerata, la seconda e terza fase sono state concentrate sulle restanti località, aggiornando, laddove necessario, le microzonazioni di terzo livello.

Questo ha consentito di eliminare altre FAC e, dove presenti, di ridimensionare le aree di rispetto, dai 400 metri iniziali a 30 metri, sbloccando la ricostruzione di importanti centri abitati, dove ora si può nuovamente programmare e ricostruire. La nuova cartografia delle aree interessate dallo studio è pubblicata sul sito della Struttura commissariale sisma 2016, consultabile a questo link https://sisma2016data.it/faglie-attive-e-capaci/ e i dati sono disponibili anche in formato GIS, per essere facilmente integrati con altre informazioni georeferenziate.

“Siamo consapevoli – ha proseguito Castelli – che ora dobbiamo occuparci delle criticità che sono emerse nelle zone di rispetto, in particolare a Norcia, Pizzoli e Rieti, dove gli edifici danneggiati dal sisma saranno delocalizzati in zone sicure. Come Struttura commissariale possiamo occuparci degli edifici danneggiati, in prospettiva ci dobbiamo porre il problema di come gestire quegli edifici che, pur essendo agibili, si trovano comunque in queste aree pericolose. Affrontare questa questione, che in ogni caso riguarda pochi edifici ma che meritano tutta la nostra attenzione, risulta fondamentale per progredire nella cultura generale della prevenzione”.

Castelli, nel ringraziare il gruppo di lavoro, composto da oltre 100 professionisti, che ha lavorato in questi due anni, ha ribadito la necessità di “proseguire questo importante lavoro e accompagnarlo con un’adeguata divulgazione nelle prossime settimane. Il Centro Italia si offre al Paese come un modello per le politiche di prevenzione e ricostruzione. Con il suo insieme di buone pratiche, frutto delle esperienze innovative maturate sul campo, sarà il cuore della futura legge sulle Ricostruzioni. Il terremoto, purtroppo, è una certezza. Come Struttura commissariale abbiamo il dovere di provare a modellizzare le azioni che stiamo realizzando, così che si possa onorare quell’idea dell’Italia sicura in cui le nostre comunità e tutti i cittadini che abitano in zona sismica, hanno il diritto di abitare”.

Presenti all’incontro con il Commissario Castelli, Carlo Doglioni, Presidente INGV, Vincenzo Sepe, Responsabile scientifico INGV, Pier Francesco Burrato, Paolo Galli, Massimiliano Moscatelli, Paolo Boncio per la Commissione Paritetica INGV, Edoardo Peronace, CNR IGAG. Marco Tallini, UNIVAQ, Emanuela Falcucci, INGV, Emanuele Tondi, UNICAM, Valerio Comerci, ISPRA, Alessandro Michetti, UNINSUBRIA, Giuseppe Cosentino, CNR, Fawzi Doumaz, INGV, per la Struttura Commissariale i geologi Gianni Scalella,  Pier Federico De Pari e Matteo Carrozzoni