Pubblicate sul sito prime graduatorie NextAppennino

La pubblicazione dell’Ordinanza 49 e 50 sul sito nella sezione “normativa” conclude la fase di informazione delle prime graduatorie dedicate alle misure B del Piano nazionale Complementare aree sisma 2009 -2016 ed inserite nelle seguenti ordinanze:

Ordinanza N° 44

Approvazione degli Elenchi di interventi nelle Regioni Marche, Lazio, Umbria, di cui all’articolo 6, comma 5 dell’Ordinanza n. 30 del 30 giugno 2022 ai sensi dell’art. 14-bis del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito in legge 28 luglio 2021, n. 108. Approvazione del bando relativo all’attuazione della macro-misura B “Rilancio economico sociale”, sub misura B2 “Turismo, cultura, sport e inclusione”, linea di intervento B2.2 “Contributi destinati a soggetti pubblici per Iniziative di Partenariato Speciale Pubblico Privato per la valorizzazione del patrimonio storico-culturale, ambientale e sociale del territorio” del Programma unitario di intervento – Interventi per le aree del terremoto del 2009 e 2016, del Piano nazionale complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza, nonché di cui all’articolo 11, comma 5 di cui al relativo Allegato n. 1.

Ordinanza N° 45

Approvazione degli Elenchi di interventi nelle Regioni Marche, Lazio, Umbria, per le domande a sportello ed a graduatoria, nonché nella Regione Abruzzo, limitatamente alle domande a sportello, di cui all’Allegato n. 1, articolo 14, comma 10, e articolo 16, comma 10, dell’Ordinanza n. 29 del 30 giugno 2022, BANDO misura B2.1 “Interventi per lo sviluppo delle imprese culturali, creative, turistiche, sportive, anche del terzo settore, attraverso forme di sostegno a progetti di investimento e a progetti collaborativi di innovazione e di sviluppo di attrattori turistici” del Piano nazionale complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Ordinanza N° 46

Approvazione degli Elenchi di interventi nelle Regioni Marche, Lazio, Umbria, di cui all’Allegato n. 2, articolo 14, comma 10, dell’Ordinanza n. 29 del 30 giugno 2022, BANDO “Interventi per l’inclusione e innovazione sociale ed il rilancio abitativo, rivolti ad imprese sociali, terzo settore e cooperative di comunità” Misura B2.3 del Programma unitario di intervento – Interventi per le aree del terremoto del 2009 e 2016 del Piano nazionale complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Ordinanza N° 47

Approvazione degli Elenchi di interventi di cui all’Allegato n. 1, articolo 10, comma 7 e articolo 11, comma 6, dell’Ordinanza n. 27 del 30 giugno 2022 di attuazione della misura B “Rilancio economico e sociale” submisura 3 “Valorizzazione ambientale, economia circolare e ciclo delle materie”, linea 2 “Realizzazione di piattaforme di trasformazione tecnologica” del Programma unitario di intervento – Interventi per le aree del terremoto del 2009 e 2016 del Piano nazionale complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Ordinanza n. 48 

Approvazione degli Elenchi di interventi di cui all’Allegato n. 2, articolo 14, comma 4, e articolo 15, comma 4, dell’Ordinanza n. 25 del 30 giugno 2022, “BANDO B1.3.B – INNOVAZIONE PMI” del Piano nazionale complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Liste per il territorio 2009 e 2016. 

Ordinanza n. 49

Approvazione degli Elenchi di interventi di cui all’Allegato n. 1, articolo 9, comma 4, e articolo 9, comma 6, dell’Ordinanza n. 25 del 30 giugno 2022, “BANDO B1.3.A” “Interventi per la nascita, lo sviluppo e il consolidamento di iniziative micro-imprenditoriali e per l’attrazione e il rientro di imprenditori (Linea di intervento B.1.3.a)” del Piano nazionale complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Ordinanza n. 50 

Approvazione degli Elenchi di interventi di cui all’Allegato n. 3, articolo 14, commi 10 e 11, e articolo 15, comma 9, dell’Ordinanza n. 25 del 30 giugno 2022, “Misura B.1.3C: Interventi per l’avvio, il riavvio e il consolidamento di attività economiche e per il rientro di quelle temporaneamente delocalizzate” del Piano nazionale complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Ordinanza n. 54

Modifiche all’Allegato 2 dell’Ordinanza n. 50 del 29 aprile 2023, recante Approvazione degli Elenchi di interventi di cui all’Allegato n. 3, articolo 14, commi 10 e 11, e articolo 15, comma 9, dell’Ordinanza n. 25 del 30 giugno 2022, “Misura B.1.3C: Interventi per l’avvio, il riavvio e il consolidamento di attività economiche e per il rientro di quelle temporaneamente delocalizzate” del Piano nazionale complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Sisma 2009-2016: approvati primi bandi Next Appennino, 277 mln per 1.280 progetti

Castelli: “Sosteniamo investimenti per oltre 400 milioni, il cratere è vivo”

NextAppennino, il programma di incentivi per il rilancio sociale ed economico dei crateri del sisma 2009 e 2016, finanziato per oltre 600 milioni di euro della Macromisura B del Piano nazionale complementare al Pnrr per le aree del centro Italia colpite da terremoti, passa oggi alla fase attuativa.

Questa mattina la Cabina di coordinamento integrata, presieduta dal Commissario alla Ricostruzione e Riparazione Sisma 2016 Guido Castelli, ha approvato le prime graduatorie, che sbloccano risorse per 277 milioni di euro, che vanno a sostenere 1.280 progetti nei territori colpiti dal sisma di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, generando 434 milioni di investimenti. I 277 milioni sono così ripartiti: Abruzzo 67,7 milioni; Lazio 22,5 milioni; Marche 161 milioni; Umbria 25,6 milioni.

Obiettivo di NextAppennino è quello di sostenere le imprese e rilanciare l’economia dei territori dei due crateri 2009 – 2016, incentivare l’innovazione del piccolo e medio tessuto imprenditoriale, immettere risorse importanti nella cultura, nel turismo e nel terzo settore, finanziare piattaforme di trasformazione tecnologica per rendere più sostenibili e al passo con i tempi le filiere ambientali.

“E una giornata importante per l’Appennino centrale – dichiara il Commissario Castelli -: quello conseguito oggi è un risultato concreto e di rilievo. Abbiamo immaginato un programma di sviluppo e rilancio che agisse in parallelo rispetto alla ricostruzione materiale, nel pieno rispetto delle scadenze. Tradurre oggi tutto questo in realtà è stato possibile solo grazie alla partecipazione attiva dei territori, al lavoro di squadra delle 4 Regioni coinvolte e dei tanti attori sociali che hanno consentito una diffusione capillare delle misure, a partire dalle associazioni di categoria, le fondazioni e le Agenzie regionali di sviluppo. Il Piano nazionale complementare sisma, che nel suo insieme ammonta a 1,8 miliardi, è un modello di programmazione e attuazione a livello nazionale – prosegue Castelli -. Come ha indicato chiaramente il Governo nel DL Ricostruzione, affidando al Commissario anche la responsabilità del rilancio sociale ed economico, la “riparazione” è un elemento fondamentale per la ripresa e lo sviluppo dei territori che hanno subito gli effetti del terremoto. Oggi oltre mille imprese del cratere saranno ammesse a finanziamento per realizzare i loro progetti, creando posti di lavoro e opportunità di crescita per le loro comunità. Mentre proseguiamo nel lavoro di messa a terra delle risorse di NextAppennino – conclude Castelli -, abbiamo la consapevolezza del fatto che l’implementazione del quadro delle risorse può consentire di sostenere tutti i progetti ammissibili e rendere così ancora più solida la base del rilancio di questi territori, che meritano tutto il nostro sostegno”.

Nelle prossime ore saranno pubblicate le ordinanze e le liste dei risultati delle procedure a sportello, che erano riservate alle imprese con un danno diretto da terremoto, e le graduatorie delle misure B1.3a (Avvio, crescita e rientro di microimprese), B1.3b (Investimenti innovativi delle PMI), B1.3c (Avvio, crescita e rientro delle PMI) e B3.2 (Economia circolare e filiere agroalimentari).

Relativamente alle sole regioni Marche, Lazio e Umbria sono invece state approvate anche le ordinanze e le liste della misura B2.1 (Sostegno a cultura, turismo, sport), e le graduatorie della misura B2.2 (Partenariato speciale per la valorizzazione del patrimonio pubblico), B2.3 (Inclusione sociale, cooperazione e terzo settore). Relativamente all’Abruzzo, sono stati   approvati in Cabina i risultati dello sportello della misura B2.1, mentre gli esiti delle graduatorie delle misure B2.1, B2.2 e B2.3 sono in fase di elaborazione.

La Cabina di coordinamento integrata presieduta dal Commissario Castelli, composta dai Presidenti delle Regioni  Marche, Lazio, Abruzzo e Umbria, dal Consigliere Mario Fiorentino Coordinatore della Struttura di Missione Sisma Abruzzo 2009, dal Capo Dipartimento di Casa Italia Luigi Ferrara, dal Sindaco de L’Aquila Pierluigi Biondi e dai rappresentanti dei sindaci, ha inoltre dato il via libera allo stanziamento di 20 milioni di euro al Comune de L’Aquila per avviare la realizzazione, nel capoluogo abruzzese, della sede formativa della Scuola Nazionale dell’Amministrazione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, finanziata dalla misura B4 dedicata ai centri di ricerca e formazione.

 

 Leggi qui la scheda di approfondimento

 

Sisma 2016: Castelli, a Borrano in conclusione analisi tecniche, dopo le soluzioni

Il Commissario Straordinario alla Riparazione e alla Ricostruzione Guido Castelli questa mattina a Civitella del Tronto ha partecipato a una riunione operativa per verificare lo stato dell’arte sulla frana della frazione di Borrano. Erano presenti all’incontro il sindaco, Cristina Di Pietro, il consigliere regionale Emiliano Di Matteo, il Direttore dell’Usr Abruzzo Vincenzo Rivera e alcuni consiglieri comunali.

Nel corso della riunione è stato fatto il punto della situazione e sono state programmate le attività conclusive da compiere. Lo studio di approfondimento è in fase di ultimazione da parte del professor Nicola Sciarra, del Dipartimento di Ingegneria e Geologia dell’Università degli Studi di Chieti-Pescara e dei tecnici della Struttura commissariale coordinati dal geologo Gianni Scalella. Sono stati già svolti numerosi sopralluoghi e una campagna di appositi studi specialistici. Tale studio si è reso possibile sulla base delle risultanze del monitoraggio autorizzato dalla Protezione Civile nel 2017 che ha installato anche inclinometri per la costante registrazione del cinematismo in atto.

“La struttura commissariale – ha dichiarato Castelli – ha avviato un’interlocuzione con la Protezione Civile nazionale al fine di condividere le scelte che dovranno essere assunte dopo la conclusione delle indagini, prevista per il prossimo mese di giugno”. Gli scenari sono essenzialmente due: consolidamento del versante, ove tecnicamente possibile oltre che economicamente sostenibile o, in alternativa, la delocalizzazione delle abitazioni sovrastanti l’area dove è attivo movimento franoso. “Le norme già esistono – ha aggiunto Castelli – si tratta solo di attendere le conclusioni dello studio e poi mettere al lavoro i tecnici per la stesura urgente dei provvedimenti. Il principio fondamentale che dobbiamo rispettare è quello della prevenzione, supportata da analisi tecniche e scientifiche che hanno l’obiettivo di garantire la massima sicurezza di chi vive i nostri territori”.

Il Sindaco di Civitella del Tronto ha ricordato che il piano attuativo della frazione di Ponzano è stato il primo ad essere approvato nel territorio dell’intero cratere sismico dell’Appennino Centrale. “Le norme esistenti, è bene evidenziarlo, sono il frutto dell’esperienza vissuta proprio a Civitella del Tronto. I tecnici comunali, quelli dell’USR e quelli della Struttura commissariale hanno maturato nel corso degli ultimi anni un bagaglio di conoscenze, tecniche e di prassi legislativa, che permetteranno di dare concrete risposte non appena gli studi scientifici verranno conclusi”, ha commentato il Sindaco Di Pietro.

Sisma 2016, Castelli: “Riaperti i termini del Cas, è risposta a necessità cittadini”

Sulla piattaforma di Invitalia è possibile presentare la dichiarazione fino all’8 maggio

 “Dal 17 aprile sono riaperti, per 20 giorni, i termini per i cittadini che avevano diritto al Cas o alla Sae ma non erano riusciti a comunicare i requisiti alla data del 15 ottobre 2022. La riapertura, che avrà termine il giorno 8 di maggio, dà una risposta all’appello di tanti sindaci del cratere che mi avevano chiesto di riaprire i termini per quei cittadini, in particolare anziani e soggetti fragili, che avevano avuto problemi a registrarsi telematicamente alla piattaforma che aveva sostituito la pratica cartacea. Questa soluzione è di grande importanza, in considerazione del fatto che abbiamo ancora oltre 13mila famiglie assistite, che beneficiano del Cas o risiedono in Sae e abitazioni provvisorie. I nuclei familiari assistiti sono 2.376 in Abruzzo, 1.186 nel Lazio, 8.619 nelle Marche e 1.696 in Umbria”. Lo dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli.

La decisione di riaprire i termini era stata anticipata dalla Cabina di coordinamento sisma 2016 dello scorso 22 marzo ed è diventata operativa dopo la pubblicazione dell’Ordinanza di Protezione civile n. 979/2023 in Gazzetta Ufficiale.

Contestualmente Invitalia ha riaperto la piattaforma online (consultabile a questo link: https://appsem.invitalia.it) dove sarà possibile presentare la dichiarazione. Il pagamento del Cas, che nel frattempo era stato sospeso, comprenderà anche gli arretrati non corrisposti dal 15 ottobre.

 

Cas 2022, riaperti i termini fino al 8 maggio

Dal 17 aprile sono riaperti, per 20 giorni, i termini per i cittadini che avevano diritto al Cas o alla Sae ma non erano riusciti a comunicare i requisiti alla data del 15 ottobre 2022.

La riapertura, che avrà termine il giorno 8 di maggio, era stata anticipata dalla decisione della Cabina di coordinamento sisma 2016 dello scorso 22 marzo ed è diventata operativa dopo la pubblicazione dell’Ordinanza di Protezione civile n. 979/2023 in Gazzetta Ufficiale.

Contestualmente Invitalia ha riaperto la piattaforma online (a questo link) dove sarà possibile presentare la dichiarazione. Il pagamento del Cas, che nel frattempo era stato sospeso, comprenderà anche gli arretrati non corrisposti dal 15 ottobre.

 

 

Siccità: gestione delle risorse idriche, riqualificazione dei territori e digitalizzazione punti chiave per rispondere all’emergenza

Gestione delle risorse idriche, riqualificazione del territorio, sistemi di monitoraggio e soluzioni innovative. Si è discusso anche di questo al Convegno organizzato da Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale (ABDAC) dal titolo “Gestione delle risorse idriche e difesa del territorio. La sfida della digitalizzazione”. La conferenza si è posta l’obiettivo di fare il punto sui piani e sui programmi nazionali per il contrasto del dissesto idrogeologico e della scarsità idrica nel nostro Paese.

Ad illustrare le attività e lo stato dell’arte sugli strumenti digitali più innovativi oggi a disposizione per far fronte alle nuove emergenze ambientali sono intervenuti, tra gli altri, l’on. Mauro Rotelli (Presidente Commissione ambiente Camera dei deputati), il sen. Guido Castelli (Commissario per la ricostruzione post sisma 2016), Laura D’Aprile (Capo Dipartimento Ministero Ambiente e Sicurezza Energetica), Mario Nobile (Direttore Generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale, AgID) e Marco Casini (Segretario generale dell’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino centrale).

Nel corso del convegno l’Autorità di Bacino ha presentato i due nuovi progetti Digital Twin e WebGIS e i risultati del programma ReStart sull’area del cratere Sisma 2016, dove è stato fornito un quadro aggiornato del rischio idrogeologico dell’area per poter realizzare una ricostruzione in condizioni di sicurezza.

Il progetto Digital Twin prevede la rappresentazione digitale interattiva di sistemi fisici, tale da rendere possibile identificare eventuali criticità e simulare analisi di scenario e conterà su strumenti rinnovati per l’analisi dei dati al fine di poter disporre di un quadro conoscitivo completo e continuamente aggiornato. Il progetto Digital Twin di distretto sarà sviluppato da un team multidisciplinare coordinato dall’Autorità di Bacino che comprende, tra gli altri, le aziende leader del settore quali Autodesk, Bentley systems, Esri Italia, ETT, Lutech, MBS Consulting, Microsoft Italia, Porini.

Allo stesso tempo, WebGIS punta a sviluppare strumenti di digitalizzazione e georeferenziazione dei dati riguardanti la pianificazione del rischio idrogeologico e della gestione delle acque per la previsione degli scenari dell’intero distretto.

“Le nuove sfide imposte dai cambiamenti climatici richiedono, oltre alla messa in campo di interventi strutturali, anche di un profondo rinnovamento degli strumenti e dei metodi per l’acquisizione e l’analisi dei dati, al fine di poter disporre di un quadro conoscitivo completo e continuamente aggiornato che consenta di mettere in atto azioni efficaci per la gestione delle risorse idriche e la difesa del nostro territorio”. Commenta Marco Casini, Segretario generale dell’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino centrale. “L’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino centrale ha raccolto questa sfida e ha avviato con i progetti ReStart, WebGIS e Digital Twin di distretto, un importante percorso incentrato sull’innovazione digitale, la ricerca e la comunicazione con l’obiettivo di definire e programmare adeguati interventi per far fronte alle nuove emergenze ambientali a cui il nostro Paese, già strutturalmente soggetto ai rischi naturali, è particolarmente vulnerabile”.

Queste le dichiarazioni dell’on. Mauro Rotelli, Presidente della VIII commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei deputati: “Il Governo e la sua maggioranza si sono mossi immediatamente per porre le condizioni affinché le funzioni e le dotazioni organiche delle sette Autorità distrettuali fossero adeguate alle necessità ed emergenze del territorio, acutizzate dagli effetti dei cambiamenti climatici e dalla endemica fragilità”. Conclude: “Le autorità di bacino svolgono un ruolo di sentinelle sul territorio per prevenire il rischio per l’integrità del suolo e per un razionale utilizzo della risorsa idrica. È fondamentale puntare sul loro ruolo e su tutti gli interventi strutturali, e non solo su quelli emergenziali e congiunturali, che sono necessariamente adottati post eventi calamitosi o siccitosi. In tale direzione la digitalizzazione dei sistemi di monitoraggio e dei dati da essi prodotti, anche attraverso l’utilizzo di droni e satelliti, è fondamentale per la programmazione degli interventi affinché essi siano accurati, precisi e durevoli”.

 

Queste le dichiarazioni del sen. Guido Castelli Commissario per la Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016: “Le scosse avvenute nel centro Italia nel 2016 hanno causato, in un quadro di devastazione che ha interessato un’area di 8.000 kmq, anche un fenomeno particolare ha riguardato le risorse idriche. È avvenuta una diversificazione del corso delle acque: nel versante orientale dei Monti Sibillini, alle pendici del Vettore tra Pescara e Foce di Montemonaco, si è perso oltre il 50% del flusso delle sorgenti, che si è indirizzato verso la parte occidentale, quella umbra. Le risorse idriche di quei territori sono un patrimonio che deve essere tutelato, per questa ragione nell’ambito dei finanziamenti per la digitalizzazione del Fondo complementare sisma sarà avviato un progetto di mappatura della rete idrica, per monitorare il fenomeno della dispersione delle acque e le cause, al fine di intervenire”.

 

Turismo: Castelli, per rilancio cratere ricettività deve accompagnare ricostruzione

“Nei territori dell’Appennino Centrale abbiamo bisogno di accompagnare il processo di ricostruzione con una strategia di rilancio che non può prescindere dal turismo. Il turismo è un volano naturale per i territori del cratere ma richiede un approccio sistemico e strategico. Abbiamo bisogno di competenze, di maggiore ricettività e, più in generale, di sviluppare l’attitudine all’accoglienza dell’intera comunità“.

A dirlo è Guido Castelli, Commissario Straordinario per la Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 intervenuto oggi agli Stati Generali del turismo, organizzati da Confcommercio Marche al Palacongressi di Loreto.

“In quest’ottica – aggiunge Castelli – va migliorata la viabilità interna ai quasi 8 mila kmq del cratere, per questo abbiamo appena messo in campo un miliardo di euro. Inoltre per promuovere e alimentare i cammini, che rivestono una particolare importanza in questi territori, ci sono risorse per 50 milioni di euro.

Sono soltanto due aspetti – conclude – di una strategia di rilancio più ampia, consapevoli dell’importanza di investire nella cultura dell’accoglienza“.

Sisma 2016: Arte e cultura al servizio della ricostruzione, Castelli e Giuli ad Amatrice  

Incontro del Commissario alla Ricostruzione e del Presidente del MAXXI con le istituzioni locali. Tre concorsi di progettazione e 91 proposte. Chiusi i bandi, entro luglio le graduatorie.

Nuove strategie integrate di sviluppo culturale, economico e sociale per la rigenerazione dei centri maggiormente colpiti dal terremoto del 2016. Questo il focus dell’incontro avvenuto oggi nell’Auditorium della Laga di Amatrice, con gli amministratori locali dei comuni del cratere laziale e l’assessore alla Cultura della Regione Lazio Simona Baldassarre, A fare il punto, anche sulle attività già in corso, il Commissario Straordinario per la riparazione e ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli e il Presidente del Maxxi – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo Alessandro Giuli.

“Il cratere del sisma è il luogo che comprende anche l’identità dell’Appennino centrale. Qui affondano le radici religiose, storiche e culturali dell’Italia e come tale deve essere considerato una creatura che necessita di particolari attenzioni. Accanto alla ricostruzione materiale occorre quindi attuare progetti concreti che ne tutelino e rigenerino il valore culturale e artistico che hanno anche una valenza sociale ed economica. Partiamo oggi da Amatrice, luogo simbolo del sisma del 2016 e della possibile rinascita del Centro Italia, ma a breve saranno programmati altri incontri sui territori maggiormente colpiti delle quattro regioni per dare un segnale di forte presenza e di volontà a proseguire quanto già tracciato con il Maxxi”, ha dichiarato il Commissario Castelli a margine dell’incontro.

“L’arte e l’architettura sono un motore formidabile per la rinascita. Per questo il MAXXI continua a mettere a disposizione le sue esperienze e competenze per riattivare, attraverso la cultura, la vita nei luoghi colpiti dal sisma”, ha dichiarato Alessandro Giuli Presidente del MAXXI.

L’obiettivo del Protocollo in essere tra la Struttura Commissariale e la Fondazione MAXXI è quello di supportare i Comuni del cratere 2016 per lo sviluppo di progetti di rigenerazione urbana e territoriale legati alle risorse locali, con particolare attenzione alla qualità architettonica e urbanistica dei programmi che vengono portati avanti. Ad Amatrice sono stati realizzati due concorsi di progettazione, riguardanti l’ex chiesa di San Giovanni e l’ex chiesa di San Giuseppe e un concorso di idee per riqualificare l’ex cinema-teatro Garibaldi. In totale sono arrivate 91 proposte progettuali. Le proposte saranno ora vagliate dalla commissione preposta che entro luglio concluderà il suo lavoro per consentire la programmazione dei vincitori entro la fine del 2023. Il soggetto attuatore è l’USR del Lazio  e il finanziamento per gli interventi ammonta a quasi 9 milioni di euro.

Fra le finalità dell’accordo anche l’istituzione di un gruppo di lavoro destinato allo sviluppo dei Borghi. A tal proposito nella Struttura commissariale da un anno il “Gruppo Borghi” è al lavoro per mettere a sistema una serie di temi legati alla ricostruzione, quali la transizione digitale ed energetica e le possibili applicazioni nella rigenerazione dei borghi colpiti dal terremoto delle innovazioni di arte, architettura, scienza e intelligenza artificiale.

Sisma 2016: ad Arquata del Tronto Presidio rurale Vigili del Fuoco

A dare notizia del nuovo servizio per la comunità montana il Commissario al Sisma 2016 Guido Castelli e il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco 

 

Ad Arquata del Tronto, uno dei Comuni più gravemente colpiti dal sisma del 2016, sarà realizzato il presidio rurale “I Due Parchi” del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. L’annuncio è stato dato oggi al Viminale durante un incontro tra il sottosegretario al Ministero dell’Interno, Emanuele Prisco, e il Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli. Il presidio del comune montano in provincia di Ascoli Piceno sarà al servizio di un’area che comprende due Parchi nazionali, dei Monti Sibillini e del Gran Sasso e Monti della Laga. Sarà dunque realizzato un servizio fondamentale soprattutto per la sicurezza degli abitanti e dei tanti visitatori e appassionati di montagna che frequentano la zona, ma anche per tutelare le risorse naturali di quel territorio sottoposto, tra l’altro, a un alto rischio di incendi boschivi. Attualmente i Vigili del fuoco hanno una sede temporanea a Pescara del Tronto, frazione di Arquata. Il nuovo presidio rurale sarà invece ospitato nella frazione di Borgo, presso la struttura dove attualmente operano gli uffici comunali, che presto saranno trasferiti nel nuovo municipio in costruzione a breve distanza. In quell’area già ora è presente una tensostruttura adibita ad autorimessa, in grado di contenere mezzi e attrezzature, mentre nelle vicinanze sorge un’elisuperficie.

“Aumentiamo la capacità operativa e di prevenzione del Corpo dei Vigili del fuoco e insediamo servizi nelle aree interne che, in assenza di servizi, rischiano lo spopolamento – afferma il sottosegretario Prisco -. Lo Stato garantisce il soccorso pubblico ovunque”.

“Questo distaccamento ha un valore concreto, ma anche fortemente simbolico: esprime la presenza dello Stato – dichiara il Commissario Castelli -. I Vigili del fuoco rappresentano un presidio fondamentale per i territori montani e nostre comunità e non dimentichiamo il loro impegno e coraggio nei drammatici giorni dei terremoti del 2016. Alla gratitudine che le istituzioni devono agli uomini e alle donne del Corpo, oggi si aggiunge un prezioso intervento. Accrescere i servizi nelle aree interne dell’Appennino centrale, come avviene in questo caso, è indispensabile per contrastare lo spopolamento e consentire la rinascita di queste comunità. La presenza di un distaccamento permanente è un segnale importante di vicinanza da parte del Governo, che desidero ringraziare per aver dimostrato ancora una volta una profonda sensibilità nei confronti delle esigenze di un territorio complesso e fragile”.

“Si tratta di un intervento importante per il nostro Comune, che ha voglia di rinascita e per questo necessita di mettere a disposizione dei cittadini più servizi – spiega il sindaco di Arquata del Tronto, Michele Franchi -. Questo presidio dei Vigili del fuoco va proprio in questa direzione e ringrazio il Commissario Castelli e il sottosegretario Prisco per l’impegno che hanno assunto. Per una comunità che tanto ha sofferto è fondamentale sentire vicina la presenza delle istituzioni. I Vigili del Fuoco, da noi già molto considerati, sono i benvenuti e la loro presenza sarà certamente una garanzia di maggiore sicurezza”.

 

Presentazione del Rapporto CRI: Ripresa e ricostruzione post-disastro. Il modello normativo italiano e il sisma nel Centro Italia del 2016-2017

Indirizzare gli sviluppi legislativi futuri, a livello nazionale e internazionale, al fine di garantire una più efficace risposta alle comunità colpite da disastro, favorendone così il ritorno alla normalità. È questo l’obiettivo del report della CRI “Ripresa e ricostruzione post-disastro. Il modello normativo italiano e il sisma nel Centro Italia del 2016-2017”, studio presentato oggi nella sede nazionale della CRI (Sala Azzurra) da Rosario Valastro, Presidente della Croce Rossa, Fabrizio Curcio, Capo Dipartimento della Protezione Civile, Guido Castelli, Commissario per la Ricostruzione post terremoto del Centro Italia, Giulio Bartolini, Professore ordinario di Diritto internazionale, Università degli studi di Roma Tre,  Marco Coletti, Responsabile Unità di progetto “Sisma del Centro Italia” della CRI, e Tommaso Natoli, collaboratore della CRI e consulente dell’IFRC Disaster Law come parte del Progetto dell’IFRC su “Law and Disaster Recovery and Reconstruction”.

Partendo dall’analisi dell’attuale modello di governance di ripresa e ricostruzione post-disastro in Italia, il documento analizza gli eventi sismici che hanno colpito le regioni del Centro Italia, identificando le buone pratiche adottate e confrontandole con le criticità proprie dell’emergenza. Il report si inserisce appieno nel progetto internazionale di ricerca sul ruolo del diritto nella “disaster delivery” della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC).

“Davanti al Sisma del Centro Italia, la Croce Rossa Italiana non solo ha confermato il suo ruolo primario di operatore di emergenza ma ha anche lanciato il cuore oltre l’ostacolo, promuovendo una raccolta fondi destinata a finanziare interventi post terremoto e avviando numerosi progetti per la ricostruzione”. Con queste parole oggi, nella sede nazionale della CRI (Sala Azzurra), Rosario Valastro, Presidente della Croce Rossa Italiana, ha descritto l’impegno dell’Associazione a seguito del sisma.

“La CRI ha risposto concretamente alle priorità delle comunità violate da questo disastro. Nel 2017, all’interno della Croce Rossa Italiana è stata creata l’Unità di progetto ‘Sisma Centro Italia’, a conferma dell’impegno preso dall’Associazione nelle aree colpite dal terremoto. In sei anni – ha precisato Valastro – abbiamo realizzato e consegnato ai territori 9 opere, 3 dovrebbero essere completate nel corso del 2023 ed altre 3 ancora tra il 2024 e il 2025. La Croce Rossa Italiana ha dato continuità al proprio operato, ha confermato di esserci stata durante il terremoto e di non aver mai lasciato sole le persone e le Istituzioni davanti alle sue conseguenze. C’eravamo, ci siamo e continueremo ad esserci”.

“Nelle tante emergenze che hanno colpito il nostro territorio abbiamo imparato a conoscere la Croce Rossa Italiana – ha detto Fabrizio Curcio, Capo Dipartimento della Protezione – un’associazione cardine del Sistema di Protezione Civile. Nelle ore immediatamente successive alla scossa del 24 agosto questa importante associazione ha mobilitato forze e risorse necessarie all’assistenza di una comunità devastata dal terremoto. L’attività della Croce Rossa Italiana non si è fermata solo alle prime fasi dell’emergenza ma è intervenuta anche nelle fasi del post terremoto e della ricostruzione, dando forza a una popolazione che ha manifestato una grande voglia di rialzarsi. A chi c’è stato in quei giorni e chi c’è tutt’oggi va, ancora una volta, il mio più sentito ringraziamento”.

“Innanzitutto devo ringraziare non formalmente la CRI per quello che ha fatto nell’emergenza del Sisma del 2016-2017, così come in tutte le situazioni di criticità che hanno colpito i nostri territori e le nostre comunità. E grazie anche per il report predisposto e divulgato oggi. Il tema delle norme per regolare la ricostruzione e la ripresa sociale ed economica è vitale, sempre e soprattutto per rilanciare e rigenerare i territori dell’Italia centrale colpiti dal sisma di sette anni fa. Qualche novità di non poco conto è avvenuta anche recentemente. Il Dl ricostruzione, approvato il mese scorso, consente di affrontare ricostruzione e rigenerazione con qualche elemento normativo più semplice e più idoneo al recupero della vita e per evitare il rischio di spopolamento che incombe sempre sulle aree colpite da catastrofi naturali. Noi ci stiamo impegnando perché le comunità del cratere possano ripartire e darsi un nuovo modello di sviluppo. Anche il nuovo codice degli appalti credo che aiuterà questo progetto di ripresa e rigenerazione. Il lavoro che ci aspetta non sarà breve ma vogliamo ridare un orizzonte vitale all’Appennino dell’Italia centrale e alle persone che lo vogliono continuare ad abitare”, ha dichiarato Guido Castelli, Commissario per la Ricostruzione post terremoto del Centro Italia.

“Una delle priorità fissate dalle Nazioni Unite nella sua piattaforma di Sendai sulla riduzione del rischio di disastro è ‘Build Back Better’. Questa priorità vuole favorire, nell’ambito del processo di ricostruzione, la resilienza delle aree coinvolte, porre le comunità locali e le loro esigenze al centro delle attività, favorire una cooperazione olistica fra i vari attori pubblici e privati. In questo ambito – ha aggiunto Giulio Bartolini, Professore ordinario di Diritto internazionale, Università degli studi di Roma Tre – il quadro istituzionale e politico può risultare una componente significativa e il caso-studio del Sisma 2016 offre originali chiavi di lettura sull’esperienza italiana, i suoi elementi di forza e le possibili ulteriori azioni da intraprendere”.

Leggi qui il rapporto