Sisma 2016: nel teramano riaperte 21 chiese, lavori in corso in altre 15

Per il commissario Castelli “Oggi è una significativa giornata di rinascita artistica e spirituale per la città”

Sono 181 le chiese della provincia di Teramo danneggiate dal sisma del 2016-17. Di queste, 21 sono state riaperte al termine dei lavori di restauro, riparazione e rafforzamento antisismico. Il totale degli interventi previsti attraverso le varie programmazioni che si sono succedute in questi anni da parte della Struttura commissariale è pari a 91, per un finanziamento programmato di 45,8 milioni di euro. In base ai dati più aggiornati della Struttura, gli interventi attualmente in corso sono 15, mentre 26 sono quelli in attesa di approvazione da parte degli Enti preposti: per tutti questi è prevista la cantierizzazione entro la primavera del 2024.

“Tra gli edifici di culto del teramano che sono tornati ad ospitare i fedeli c’è anche Santa Maria Assunta, la prima cattedrale riaperta nel cratere dopo il sisma del 2016, che oggi è tornata ad ospitare, dopo il restauro, il mirabile polittico di Jacobello del Fiore. Oggi pomeriggio poi, alle chiese del teramano riparte al culto se ne aggiungerà un’altra di particolare importanza per questa città. Si tratta della trecentesca Chiesa di San Domenico, di cui sono stati conclusi i lavori di riparazione e rafforzamento”.
Lo dichiara Guido Castelli Commissario Straordinario per la Riparazione e la Ricostruzione sisma 2016 che questa mattina, insieme al Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, si è collegato in diretta per portare il suo saluto in occasione della riesposizione al pubblico del polittico del duomo di Teramo.
“È stato un vero piacere – aggiunge Castelli – aver potuto partecipare insieme al Ministro Gennaro Sangiuliano, al Presidente Marsilio e a tutta la cittadinanza a questa giornata particolarmente significativa di rinascita, che mette in evidenza i valori artistici, culturali e spirituali di Teramo. Per gli edifici di culto, così come per la ricostruzione pubblica e privata, l’obiettivo è quello di continuare a lavorare in sinergia, a una velocità sempre crescente, per tornare a dare a Teramo e al suo territorio una condizione di piena normalità. A tale riguardo è doveroso sottolineare l’importanza della collaborazione costante con il Presidente Marsilio, decisivo nella gestione del percorso di ricostruzione”.

Strade del sisma, nell’ascolano quasi 500 lavori per 420 milioni

Castelli: “Obiettivo completare programma di rigenerazione viaria”

Sono 490, per un valore di 420 milioni di euro, gli interventi finanziati nella provincia di Ascoli Piceno a seguito al sisma del 2016. I lavori relativi ai danni diretti, e dunque, prioritari (224 interventi su strade provinciali e 143 su strade comunali), sono quasi tutti completati, mentre la maggioranza di quelli per le priorità a carattere meno stringente, che riguardano alcune strade comunali autorizzate nel programma all’inizio del 2022, sono in progettazione.

È questo il quadro che è emerso oggi alla presenza dei sindaci del cratere ascolano durante l’incontro con il Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, il Soggetto Attuatore Viabilità ex art. 4 OCDPC 408/2016 Fulvio Soccodato, il Presidente della Provincia di Ascoli Piceno, Sergio Loggi, e i deputati Augusto Curti e Giorgio Fede. Un confronto importante, utile per fare il punto sullo stato di attuazione degli interventi stradali e per accogliere eventuali segnalazioni da parte dei primi cittadini del territorio.

Sono state anche affrontate le criticità che riguardano in particolare quattro interventi, che hanno subito rallentamenti dovuti a problematiche legate alle imprese che si erano aggiudicate i relativi appalti. Si tratta delle provinciali 17 e 126 nei territori di Ripatransone e Castignano, del ponte sul Rio Lava ad Offida, della provinciale 234 a Rotella e della provinciale 129 nel territorio di Arquata del Tronto. Di tutti e quattro gli interventi Anas si è occupata in modo specifico e prevede la ripartenza dei cantieri entro la fine di questo mese.

Agli interventi del Programma di Anas si aggiungono i circa 2,2 miliardi, di cui 1,1 già finanziati attraverso il Piano nazionale complementare sisma, per la rigenerazione viaria dell’Appennino Centrale. Si tratta di collegamenti strategici tra le quattro regioni del cratere 2016, che si collega al programma da 1,8 miliardi di euro già finanziato dal Governo per l’adeguamento della via Salaria.

“Dobbiamo essere ottimisti e impegnarci nella piena attuazione degli interventi già finanziati, consapevoli della necessità di dotare di ulteriori risorse il programma di rigenerazione viaria dell’Appennino centrale – ha dichiarato il Commissario Castelli -. Ci stiamo occupando quotidianamente delle criticità emerse in alcuni interventi, situazioni complesse ma che stanno trovando una soluzione grazie all’impegno di tutti gli attori coinvolti. In particolare, la collaborazione e il confronto con i Sindaci deve essere una costante per avere il polso dei territori e delle singole situazioni. La viabilità è fondamentale per il rilancio delle aree colpite dal terremoto del 2016, che ha evidenziato una fragilità infrastrutturale elevata a cui stiamo ponendo rimedio con una programmazione ampia e articolata, supportata anche dalle procedure più rapide concesse dallo stato di emergenza. È necessario non solo ripristinare l’esistente ma migliorare i collegamenti, anche comunali, che dovranno essere al servizio delle comunità dell’Appennino centrale e del loro percorso di rinascita sociale ed economica”.

“L’Amministrazione Provinciale quale ‘Casa dei Comuni’ si è fatta promotrice di questo incontro istituzionale importante con i sindaci, il Commissario Straordinario Castelli e i parlamentari del territorio Augusto Curti e Giorgio Fede per una ricognizione degli interventi già attuati, di quelli in corso e delle opere che saranno realizzate nei prossimi mesi – hanno evidenziato il Presidente della Provincia Loggi e il Consigliere con delega alla Viabilità Tonelli – un incontro utile anche in vista della Legge di Bilancio in procinto di essere varata dal Governo, che deve tener conto delle esigenze e criticità di un territorio ferito da diverse calamità, impegnato in un complesso percorso di rinascita. La Provincia, nella sua funzione di raccordo e di coordinamento con i Comuni, programmerà altre iniziative nei prossimi mesi per fare il punto degli investimenti in corso e monitorare eventuali criticità e problematiche. Da parte sua l’Ente proseguirà gli interventi di propria competenza alcuni già completati, che ammontano ad oltre 8 milioni di euro e si inquadrano nel Piano delle Opere Pubbliche per il triennio 2023 – 2025 di circa 20 milioni di euro”.

Infrastrutture: focus con Anas sul ponte di Rotella

Il Commissario al sisma 2016 oggi a Roma ha fatto il punto sull’infrastruttura chiusa dal 2016 con il Sindaco, Giovanni Borraccini

Per il Ponte di Rotella, infrastruttura strategica per il territorio ascolano posto sulla strada provinciale 234, chiuso da anni, giungono aggiornamenti di rilievo relativamente al suo ripristino, dopo la chiusura causata dal sisma del 2016.

Oggi a Roma è stato effettuato un aggiornamento sull’opera nel corso di una riunione alla quale hanno preso parte il Commissario Straordinario alla Riparazione e alla Ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli; il Sindaco del Comune di Rotella, Giovanni Borraccini; il soggetto attuatore per il coordinamento degli interventi di messa in sicurezza e di ripristino della viabilità Anas, ingegner Fulvio Soccodato e il dirigente tecnico della Struttura commissariale, ingegner Andrea Crocioni.

Durante l’incontro è stato documentato come, nel corso dell’anno 2022, siano state compiute complesse diagnosi di monitoraggio geognostico sull’infrastruttura, finalizzate ad analizzare e a riconoscere le caratteristiche del movimento franoso che ha interessato il ponte e ad accertare la possibilità di ripristino dello stesso nel sito originario. Le risultanze delle indagini hanno escluso che il ponte debba essere delocalizzato per effetto dei dissesti che interessano l’area. Sulla base di tale, fondamentale acquisizione i passaggi successivi che ora si profilano, si suddividono in due fasi. La prima riguarda il consolidamento del sottostante corso d’acqua, di cui è stata completata la progettazione. L’impresa è già stata individuata e i lavori saranno avviati entro il mese di ottobre. La seconda fase riguarderà il vero e proprio ripristino del ponte, attraverso un significativo intervento sulle sue fondazioni, che è in corso di progettazione. La previsione per l’avvio di questi lavori è il mese di giugno del 2024.

“Quelle sul ponte di Rotella sono novità positive – ha dichiarato il Commissario Guido Castelli – e sono estremamente lieto che, finalmente, per questa infrastruttura di così rilevante importanza per il territorio ascolano, dopo anni di blocco si stia avviando un percorso chiaro e definito. Dopo anni di chiusura, è assolutamente necessario dare una risposta alla richiesta della comunità di riaprire il ponte. La costante collaborazione con il sindaco Borraccini ha portato ai risultati di cui abbiamo parlato nella giornata odierna. Il miglioramento della viabilità all’interno del cratere è una precondizione essenziale per consentire a questi nostri territori di potersi rialzare e crescere dopo il sisma e il ponte di Rotella – conclude Castelli – rientra a pieno titolo all’interno di questa strategia”.

“Questa è una giornata importante per la mia amministrazione e tutta la nostra comunità – afferma il Sindaco Giovanni Borraccini -. Il Ponte di Rotella rappresenta una ‘ferita’ alla quale dare soluzione per consentire al nostro territorio un pieno sviluppo, agevolando la vita per cittadini e lavoratori. Finalmente stiamo avvicinando ad una soluzione, grazie all’impegno del Commissario Castelli che, di questo nostro caso, si è occupato garantendo grande disponibilità. Siamo all’inizio di un percorso di cui ora sono ben chiare le azioni da compiere e l’auspicio di tutti – conclude il primo cittadino di Rotella – è che possa essere portato a termine nel minor tempo possibile”.

Fermo, Castelli: “Nella ricostruzione privata mille cantieri tra conclusi e al lavoro”

Avviato l’iter per quasi la totalità dei nuovi interventi del Piano opere pubbliche. Il Commissario al sisma 2016 ha incontrato sindaci, associazioni di categoria e ordini professionali del Fermano: “La ricostruzione ha preso il giusto passo”.

Per la ricostruzione privata in provincia di Fermo si sono conclusi 500 cantieri, e altri 434 sono al momento al lavoro. Sono in istruttoria e stanno per essere avviati altri 297 cantieri. Le pratiche di ricostruzione privata approvate fino a oggi valgono 343 milioni di euro, mentre i fondi liquidati per l’avanzamento dei cantieri ammontano a 184 milioni di euro.

Sono questi alcuni dei dati più aggiornati, relativi alla ricostruzione post sisma nella provincia di Fermo, che il Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli ha illustrato oggi pomeriggio nella sala consiliare della Provincia di Fermo, dove si sono riuniti i sindaci, le associazioni di categoria e gli ordini professionali del Fermano per fare il punto sullo stato della ricostruzione pubblica e privata. Insieme a lui il consigliere regionale Andrea Putzu, il Presidente della Provincia Michele Ortenzi, la consigliera delegata alla ricostruzione post-sisma Pisana Liberati, il direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione Marco Trovarelli.

Sul fronte delle opere pubbliche si registra un buon andamento, anche se è ancora necessario implementare l’attuazione di diversi interventi finanziati. Dei 401 interventi programmati, che valgono oltre 370 milioni di cui 106 milioni stanziati dal Commissario Castelli a marzo in occasione del nuovo piano delle opere pubbliche, oltre la metà hanno avviato l’iter. Si tratta delle opere di ricostruzione pubblica, delle chiese, che in provincia di Fermo sono 57 per un valore di 34 milioni di euro, delle opere legate al Piano nazionale complementare sisma e di tutte le opere delle Ordinanze speciali in deroga, tra cui le 31 scuole da ricostruire o riparare con 87 milioni di euro, di cui 11 già avviate. Il 12% degli interventi è stato concluso, il 9% è in corso e un altro 10% è stato appaltato, il 7% ha sbloccato il contributo dopo la progettazione e un altro 15% degli interventi ha terminato la fase progettuale così da poter passare a quella attuativa. Il restante 47% delle opere è finanziato e attende l’inizio della progettazione.

“Possiamo dirci soddisfatti dei numeri, che illustrano meglio di qualsiasi argomento l’avanzamento della ricostruzione privata, ma senza ignorare le difficoltà del momento – ha dichiarato il Commissario Castelli -. C’è l’esigenza di dare priorità assoluta alle prime abitazioni da riparare e ricostruire, e quindi alle famiglie che vivono ancora fuori casa con il Contributo di autonoma sistemazione, in Soluzione abitativa di emergenza o nei moduli Mapre. Registriamo inoltre un ampio volume di lavori che sta mettendo alla prova la capacità progettuale e imprenditoriale, a cui si aggiunge la questione del Superbonus 110% che stiamo affrontando per trovare ulteriori soluzioni efficaci che, mi auguro, potremo dare in tempi brevi. Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica – ha aggiunto Castelli – il 98% degli iter delle opere del nuovo piano varato a marzo è stato avviato. Ora dobbiamo accelerare per recuperare l’operatività anche di quelle opere che ancora oggi stentano ad avviarsi e trovare i giusti spunti programmatici per dare seguito a chiese, scuole e all’insieme di Ordinanze speciali per le quali è necessario approfondire eventuali semplificazioni e deroghe. Voglio dire grazie ad amministratori locali per il loro lavoro straordinario e per la collaborazione che, insieme a tutta la filiera istituzionale, stanno dimostrando ogni giorno. Al netto delle difficoltà, che non abbiamo mai negato, i segnali sono incoraggianti e stiamo procedendo nella giusta direzione. La Struttura commissariale ha scelto di stare il più possibile al fianco dei sindaci e sono certo che le nostre comunità raccoglieranno presto i frutti di questa importante sinergia istituzionale”.

Sisma 2016: Castelli, oggi per comunità di Ponzano inizio di una nuova vita

Il Commissario al sisma 2016 ha partecipato alla cerimonia di consegna dei lavori di urbanizzazione della frazione di Civitella del Tronto, che coinvolgono 110 abitanti.

Questa mattina Guido Castelli, Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione sisma 2016, ha preso parte alla cerimonia di consegna dei lavori di urbanizzazione dell’area di Sant’Eurosia di Civitella del Tronto, la località del comune teramano nella quale la comunità di Ponzano, colpita dal sisma e dalla frana del 2017, potrà costruire le sue abitazioni.

Il 13 febbraio 2017, infatti, in località Ponzano di Civitella del Tronto, si innescò un movimento franoso di circa 60 ettari, che coinvolse strade e infrastrutture, determinando inoltre inagibilità di 31 fabbricati, abitati da 39 nuclei familiari. Dopo la definizione della procedura per la delocalizzazione della comunità, nel 2020 è stato approvato il relativo Piano attuativo a cui è seguito da parte del Comune un progetto complessivo per l’urbanizzazione complessiva dell’area, per un importo di 4,2 milioni di euro. La ricostruzione delle abitazioni verrà curata direttamente dai circa 110 privati coinvolti, i quali stanno procedendo alla presentazione dei progetti all’USR Teramo.

Alla cerimonia, oltre al Commissario Castelli, hanno preso parte il Presidente della Regione, Marco Marsilio; il vescovo di Teramo, Lorenzo Leuzzi; il presidente della Provincia, Camillo D’Angelo; Sindaco di Civitella del Tronto Cristina Di Pietro.

Il Commissario Castelli ha dichiarato: “Dopo anni di studi, approfondimenti e la ricerca di una soluzione idonea, oggi finalmente per molti abitanti di Ponzano comincia il percorso verso una nuova vita con la loro comunità. Una comunità che ha dato dimostrazione di forte coesione quando ha scelto di non frammentare Ponzano, ma di compiere un percorso comune restando unita. È stato emozionante poter condividere questo giorno con il Sindaco Di Pietro, con la quale ho condiviso i giorni terribili della frana e della ‘tempesta perfetta’ che l’aveva preceduta nell’inverno del 2017: sisma, neve e blackout. Ringrazio la Regione, e in particolare il Presidente Marsilio, la Protezione Civile e l’Usr per la costante collaborazione e per l’attenzione dimostrata nei confronti di una realtà che ha dovuto affrontare una situazione delicata, che richiedeva grande cura. I fenomeni franosi che hanno interessato il Comune di Civitella non hanno riguardato soltanto la frazione di Ponzano e, dunque, il lavoro con gli esperti è tutte le realtà coinvolte continua, nella consapevolezza che la disponibilità dimostrata da tutte le parti è il miglior viatico per continuare a svolgere un buon lavoro”.

Il Sindaco, Cristina Di Pietro, ha dichiarato: “Esprimo grande soddisfazione per l’avvio dei lavori di urbanizzazione dell’area di Sant’Eurosia, sulla quale verranno delocalizzare tutti i fabbricati dichiarati inagibili con la frana di Ponzano. Ringrazio di cuore tutte le istituzioni coinvolte, in particolar modo la Struttura commissariale, l’USR Teramo e la Regione Abruzzo”.

Sisma 2016: Castelli, al lavoro per ricostruire il grande anello dei Sibillini

Il Commissario al Sisma 2016 stamattina ha partecipato a un summit sul rifugio di Colle Le Cese, nel comune di Arquata del Tronto

Questa mattina, presso la sede dell’Usr di Ascoli Piceno, il Commissario alla Riparazione e alla Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli ha partecipato a una riunione che ha visto sedere al tavolo la Struttura commissariale, l’Usr Marche, il Comune di Arquata del Tronto, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e lo studio di ingegneria Dante Fabbioni.

Obiettivo dell’incontro è stato quello di aggiornare gli attori coinvolti nel progetto di demolizione e ricostruzione del rifugio di Colle Le Cese, ubicato nel territorio di Arquata del Tronto, e di esporne le caratteristiche. L’edificio, che prima di diventare inagibile a causa del sisma del 2016, faceva parte del percorso del Grande Anello Dei Sibillini e, una volta realizzato, sarà dotato di una copertura con tetto-giardino, camere, ristorante, bar, cucina e servizi per gli escursionisti. Il costo per la realizzazione è pari a circa in 1,9 milioni di euro.

Oltre al Commissario Castelli erano presenti il Direttore dell’USR Marco Trovarelli, il Presidente e il Direttore del Parco dei Monti Sibillini Andrea Spaterna e Maria Laura Talamè, il Sindaco di Arquata Michele Franchi e l’ingegner Fabbioni.

Il Commissario Castelli ha espresso apprezzamento per un progetto “che risponderà ai due principi cardine della ricostruzione che stiamo realizzando: sicurezza e sostenibilità. Per riportare alla piena operatività e capacità attrattiva il Grande Anello dei Sibillini c’è bisogno di un’opera di rammendo, di riconnessione tra i suoi ‘giunti’ che sono venuti meno a causa del terremoto. Il progetto per il rifugio di Colle Le Cese fa parte proprio di quest’ampia opera. Il Grande Anello rappresenta un’esperienza unica, molto amata da turisti e visitatori, che vogliamo tornare a offrire appieno attraverso un’offerta che sappia garantire servizi adeguati, rispondenti alle esigenze sia delle persone che vengono a visitare i nostri monti, sia dei tempi che viviamo. Tutte caratteristiche queste che riscontro nel progetto per il rifugio di Colle Le Cese, che porterà un valore aggiunto al territorio di Arquata, così bisognoso di tornare alla normalità e di darsi nuove opportunità che attraggano persone, lavoro e promuovano l’economia locale. Sono obiettivi che insieme possiamo realizzare, anche alla luce del fatto che i Sibillini hanno davvero una notevole capacità attrattiva, il cui potenziale non è stato ancora del tutto espresso“.

Per il Sindaco di Arquata, Michele Franchi, “oggi abbiamo compiuto un altro passo in avanti verso la realizzazione del rifugio di Colle Le Cese e non vedo l’ora di poterlo rivedere nuovamente attivo, mentre accoglie persone che vengono a visitare i nostri bellissimi territori montani. C’è estremo bisogno di iniziative come queste: per il futuro di Arquata il turismo rappresenta un’opportunità imprescindibile e sta a noi essere capaci di cogliere le occasioni e realizzare i progetti necessari. I nostri monti, il Parco, sono una risorsa che abbiamo il dovere di valorizzare operando in armonia rispetto al contesto naturistico e ambientale nel quale ci troviamo immersi. Mi fa poi estremo piacere il fatto che oggi abbiamo potuto sederci tutti al tavolo insieme. È il segno questo di un’attenzione nei confronti della nostra comunità che ci fa sentire parte di una squadra che lavora tutta nella stessa direzione “.

 

Scuola: Castelli, 3,5 milioni per formazione classi in deroga in Regioni cratere 2016

Castelli: “Piena attuazione del mio emendamento al Dl3, Passo importante per la riparazione e per garantire continuità scolastica”

“Alla vigilia del nuovo anno scolastico accolgo con soddisfazione l’adozione del decreto con cui il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha effettuato la ripartizione delle risorse, per la parte riferita all’anno scolastico 2023/2024, delle somme che il Decreto ricostruzione ha stanziato, attraverso l’approvazione di un mio emendamento, per garantire la continuità didattica nelle scuole del cratere 2016 fino all’anno scolastico 2028/29”.

Lo afferma Guido Castelli, Commissario Straordinario per la Riparazione e la Ricostruzione Sisma 2016. La cifra destinata alle 4 regioni del Centro Italia è di circa 3,5 milioni di euro. In particolare, all’ Abruzzo saranno destinati 528 mila euro, al Lazio 365, alle Marche 2 milioni e all’Umbria 609 mila.

“Il Mim ha disposto, tramite decreto, la ripartizione tra le 4 regioni del sisma 2016 delle somme disposte nell’articolo 18 bis del DL3. Dopo un lungo confronto in occasione dell’approvazione del Decreto infatti fu accolto l’emendamento da me proposto che modificava la Legge 189/16 finalizzata alla formazione delle classi in deroga fino all’anno scolastico 2028/ 29 così da garantire la continuità didattica: un elemento strategico per la riparazione del cratere. La ripartizione odierna dà attuazione a questa previsione e consente agli Istituti scolastici regionali, che ora possono contare sulle risorse già previste, di formare gli organici scolastici e di garantire le classi secondo quando previsto e predisposto dalla norma. Esprimiamo soddisfazione per questo atto di estrema importanza e ora sarà ora mia cura interagire con gli Uffici Scolastici Regionali affinché avvenga la piena attuazione di quanto previsto”.

“L’attenzione nei confronti del mondo scolastico, degli studenti e delle loro famiglie è costante e costituisce una priorità del mio mandato. Una priorità all’interno della quale la sicurezza rappresenta la premessa fondante, sottolineata dal fatto che quest’anno è stata sbloccata anche la procedura per 228 interventi di ricostruzione (valore 899 milioni di euro) di edifici scolastici, compresi nel più ampio Piano straordinario di ricostruzione degli istituti nelle 4 regioni del sisma. Per restituire un futuro di crescita e sviluppo all’Appennino centrale – conclude il Commissario – il contrasto allo spopolamento è decisivo e, in tal senso, fornire servizi come quello scolastico rappresenta un incentivo a restare in territori che dopo decenni di parziale marginalizzazione ora sono tornati al centro dell’agenda del governo“.

Castelli, Trancassini, Rinaldi ad Accumoli e Amatrice

Con le amministrazioni fatto il punto sullo stato dei lavori, ad Accumoli incontro con la cittadinanza.

Amatrice 29 ago – A pochi giorni dalla ricorrenza del 24 agosto il Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli è tornato nelle località del reatino più colpite. Questa mattina Castelli ha incontrato l’amministrazione e la cittadinanza di Accumoli insieme all’onorevole Paolo Trancassini, all’assessore regionale alla Ricostruzione Manuela Rinaldi e al sub Commissario Fulvio Soccodato. Con loro anche il sindaco di Accumoli, Franca D’Angeli. Il Commissario, dopo aver fatto il punto in Comune sull’avanzamento delle opere pubbliche e delle ordinanze speciali in deroga, ha incontrato la comunità accumolese nel centro aggregativo, in località Accupoli. Un confronto finalizzato ad aggiornare la popolazione e a raccogliere richieste e istanze.
Successivamente Castelli e Rinaldi si sono spostati ad Amatrice, dove hanno fatto il punto sullo stato di avanzamento dei lavori e sulle criticità con il Sindaco Giorgio Cortellesi, in vista della partenza del grande cantiere del centro di Amatrice che partirà ad ottobre.

“La sofferenza della popolazione a sette anni dal sisma è grande e comprensibile – ha spiegato il Commissario Castelli a margine dell’incontro -. Come istituzioni dobbiamo garantire una presenza costante, fatta di ascolto e vicinanza per superare gli ostacoli che fino a oggi hanno impedito di avviare i principali cantieri in alcuni dei più colpiti dal sisma. Insieme all’assessore Rinaldi e all’onorevole Trancassini, abbiamo impostato una nuova fase per la ricostruzione dei centri laziali, che si apre e proseguirà all’insegna della piena e fattiva collaborazione”.

“La ricostruzione è una sfida prioritaria per la nostra Nazione. Grazie alla nuova filiera istituzionale tra il governo Meloni, la Regione Lazio e la struttura commissariale stiamo lavorando con massimo impegno per sostenere e velocizzare il percorso di rinascita e ricostruzione delle nostre aree interne. L’incontro di oggi è un altro segnale di ascolto, confronto e attenzione nei confronti della comunità di Accumoli che da troppi anni aspetta risposte concrete” ha sottolineato il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Lazio, onorevole Paolo Trancassini.

L’Assessore Rinaldi ha dichiarato che “ascolto, vicinanza e confronto sono le premesse necessarie per realizzare con efficacia le opere necessarie. Di tempo ne è stato perso fin troppo, ora è il momento di mettere a sistema e ottimizzare l’enorme mole di lavoro che dobbiamo mettere a terra. Un lavoro non semplice ma che ora, grazie alla compattezza della filiera istituzionale nel reatino è possibile realizzare in un clima coeso e di collaborazione “.

Doveroso l’omaggio a vittime del terremoto. Compiuti passi in avanti, ma non basta. L’obiettivo per l’Appennino centrale resta il ritorno alla normalità e un nuovo sviluppo”

Sisma 2016: nella ricostruzione privata record di erogazioni a luglio con 131 milioni, nei primi 6 mesi del 2023 erogati 611 mln (+22% rispetto al 2022). Piani Opere Pubbliche: in meno di sei mesi, su 1.053 interventi, avviate più del 95% delle progettazioni. Adottati 600 decreti per 461 mln e 56 ordinanze. Ancora fuori da casa 14.211 nuclei familiari
Commissario Castelli: “Doveroso l’omaggio a vittime del terremoto. Compiuti passi in avanti, ma non basta. L’obiettivo per l’Appennino centrale resta il ritorno alla normalità e un nuovo sviluppo”.

Nel mese di luglio 2023 sono stati erogati da Cassa Depositi e Prestiti alle imprese che operano nella ricostruzione privata del cratere oltre 131 milioni di euro. Tale cifra rappresenta di gran lunga il valore più elevato dall’avvio dell’operatività del sistema (agosto 2017). Sempre relativamente alle erogazioni, i primi sei mesi del 2023 (gennaio-giugno) fanno segnare con 611 milioni una crescita del 22% rispetto allo stesso periodo del 2022. Nei primi sette mesi di mandato il Commissario al Sisma 2016 ha adottato circa 600 decreti, per un valore di 461 milioni di euro. Sinora Sono state presentate 28.855 richieste di contributo (su un totale di circa 50.000) di cui 17.478 hanno ottenuto un decreto di concessione, mentre sono complessivamente 14.211 i nuclei familiari che usufruiscono di una forma di assistenza abitativa: si tratta complessivamente di oltre 30 mila cittadini.

Sono alcuni dei dati relativi al cratere del sisma 2016 aggiornati al mese di luglio e resi noti dalla Struttura commissariale alla vigilia della ricorrenza del 24 agosto, quando una forte scossa di terremoto, dagli effetti distruttivi, colpì il Centro Italia.

“A poche ora da questa data indelebile per la storia non solo dell’Italia Centrale, ma di tutto il Paese, il primo pensiero va alle 299 vittime della tragedia che il 24 agosto di 7 anni fa investì i Comuni di Accumoli, Amatrice e Arquata – afferma Guido Castelli, Commissario Straordinario alla Riparazione e alla Ricostruzione sisma 2016 -. A loro e ai loro cari dobbiamo, oltre al doveroso e commosso omaggio, la preservazione del ricordo e della memoria, la ricostruzione di questi luoghi e la creazione delle condizioni che consentano all’Appennino centrale non solo di tornare alla normalità, ma di poter crescere attraverso un modello di sviluppo trainato dai principi di sicurezza e sostenibilità. E’ il compito che ci siamo posti attraverso la riparazione economico-sociale, l’altro pilastro che deve accompagnare la ricostruzione. Si tratta di una missione – aggiunge Castelli – nella quale siamo impegnati quotidianamente, consapevoli del fatto che a 7 anni dal sisma del Centro Italia molto è stato fatto e si sta facendo, come dimostrano anche alcuni dati presenti nell’aggiornamento odierno, ma sappiamo che non basta. Moltissimo resta ancora da fare rispetto a un evento che non ha precedenti nella storia repubblicana, dal momento che gli sfollati furono 41mila, il territorio coinvolto è popolato da 600 mila abitanti, l’area del cratere è di 8mila km quadrati e il danno complessivo stimato è di 28 miliardi di euro. In questi anni abbiamo registrato troppe false partenze e alcune gravi criticità esterne che hanno ritardato la ricostruzione: la pandemia, l’inflazione con la conseguente esplosione dei costi delle materie prime e, non ultima, la scelta di molte imprese di abbandonare l’area del sisma per occuparsi altrove del 110%. Tutto ciò non può costituire una giustificazione rispetto ai pesanti ritardi accumulati ma deve, semmai, essere un elemento di consapevolezza e di sprone nel cimentarci in una opera di tali dimensioni.  Sta a noi realizzarla – conclude il Commissario – per chi c’era, per chi è rimasto e per chi tornerà“.

RICOSTRUZIONE PRIVATA: I SEGNALI DELLA RIPRESA

Relativamente alla ricostruzione privata, nel solo mese di luglio 2023 sono stati erogati oltre 131 milioni di euro alle aziende che operano nella ricostruzione. Si tratta di gran lunga del valore più elevato mai erogato da Cassa Depositi e Prestiti dall’avvio dell’operatività (agosto 2017). A conferma di tale tendenza alla crescita nel mese di agosto, al giorno 10, sono stati erogati quasi 58 milioni di euro con una crescita del 48% rispetto alla stessa data del 2022.

Più in generale, tutti i valori del 2023 (ad eccezione di gennaio) risultano essere superiori rispetto a quelli registrati negli anni precedenti. Già a febbraio 2023 l’importo erogato aveva superato la soglia dei 100 milioni di euro. Alla fine di luglio del 2023 sono state perfezionate erogazioni, rispetto all’inizio dell’operatività, per un importo complessivo pari a 3,2 miliardi di euro.

Nell’anno 2022 erano stati erogati 995 milioni di euro mentre, nel primo semestre del 2023, Cassa Depositi e Prestiti ha complessivamente già erogato un importo pari a circa 611 milioni di euro (+22% rispetto al primo semestre del 2022 e +95% rispetto al primo semestre del 2021). Con la Provvista CDP risultano supportate 18.200 famiglie e circa 2.700 imprese.

 

RICHIESTE DI CONTRIBUTO, IMPORTI, CANTIERI APERTI E CHIUSI

Alla data di luglio 2023 sono state presentate complessivamente 28.855 richieste di contributo (su circa 50.000 attese), di cui 17.478 hanno ottenuto un decreto di concessione. L’importo richiesto ammonta a 11,11 miliardi, di cui 6,66 concessi e 3,3 liquidati in base all’avanzamento dei lavori. I cantieri aperti sono stati 17.442, di cui conclusi 9.483.

 

ASSISTENZA ABITATIVA

Sono complessivamente 14.211 i nuclei familiari, dislocati in 294 comuni, che usufruiscono di una forma di assistenza abitativa. Si tratta complessivamente di oltre 30 mila cittadini. Di questi oltre 14 mila nuclei 10.287 beneficiano del Contributo di autonoma sistemazione (Cas), 3.408 di una Soluzione abitativa di emergenza (Sae), 516 di altre forme di assistenza (compresi i moduli Mapre).

 

LE AZIONI DI SOSTEGNO ALLA RICOSTRUZIONE

Nel corso del 2023 si sono succeduti interventi particolarmente significativi di sostegno alla ricostruzione, frutto dell’iniziativa del Governo e del Parlamento, in coordinamento con le 4 Regioni colpite (Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria) e con l’attiva collaborazione dei 138 Comuni del cratere, i cui sindaci si sono dimostrati vere “sentinelle” del dopo-sisma.

 

IL DL RICOSTRUZIONE

In particolare, un atto fondamentale che ha segnato un’importante discontinuità con il passato recente è stata la conversione in legge, nel marzo 2023, del Decreto Legge Ricostruzione, con il quale sono state varate misure particolarmente rilevanti di snellimento e di accelerazione che hanno posto le premesse per lo sblocco potenziale di molteplici procedure di ricostruzione, oltre a formalizzare la doppia funzione del Commissario di Governo il quale, oltre a essere il promotore della ricostruzione fisica, è diventato anche il soggetto delegato alla riparazione (intesa come rigenerazione socioeconomica) dei territori colpiti dal sisma del 2016. Tra i provvedimenti varati nel Dl Ricostruzione si segnalano in particolare:

  • La stabilizzazione del personale a tempo determinato impiegato nella ricostruzione. Un intervento necessario per consentire di dare continuità agli atti amministrativi in essere nel cratere presso le amministrazioni.
  • Per rafforzare l’aggregazione delle comunità locali, è stata introdotta la norma che deroga stabilmente al numero minimo degli alunni che sono richiesti per la formazione delle classi fino all’anno 2028-2029, affidando la decisione agli Uffici scolastici regionali. Sempre in relazione alle scuole, vale la pena di rammentare come nel mese di marzo di quest’anno è stato possibile sbloccare la procedura per 228 interventi di ricostruzione (valore 899 milioni di euro), compresi nel più ampio Piano straordinario di ricostruzione degli istituti nel cratere.
  • Le attività produttive hanno potuto beneficiare dell’anticipazione Iva così da evitare che sull’imprenditore gravino, dopo anni di inattività, gli oneri connessi all’imposta sul valore aggiunto.

 

A queste novità contenute nel DL Ricostruzione si devono poi aggiungere due ulteriori interventi di particolare rilievo:

  • Il protocollo tra Struttura commissariale e il Ministero della Cultura per l’aumento del personale nelle Soprintendenze, chiamate al rilascio di pareri vincolanti per gli interventi di ricostruzione. Un intervento rafforzativo questo, fondamentale per un territorio ricco di edifici di culto e di opere d’arte di grande rilevanza (il Decreto è stato definitivamente approvato in data 3 agosto).
  • Proroga fino al 2025 della possibilità di aggiungere al contributo sisma il Superbonus 110% per migliorare il rendimento energetico degli edifici da riparare e la loro resistenza sismica. In questo contesto, per far fronte alla difficoltà che il mercato presenta nell’acquisto dei crediti d’imposta, è stato poi siglato il protocollo d’intesa con Banca Mps per riservare un plafond di 200 milioni di euro di crediti legati all’utilizzo del Superbonus 110% nei cantieri della ricostruzione.

 

L’ACCELERAZIONE DELLA PROGETTAZIONE DEGLI INTERVENTI DELLA RICOSTRUZIONE PUBBLICA

Dai dati più recenti aggiornati a maggio 2023, attraverso l’ultimo Rapporto prodotto dalla Struttura commissariale, sono emersi evidenti ritardi nella fase di ricostruzione pubblica che negli anni ha fatto registrare fortissime criticità. Per tale ragione si è ritenuto necessario supportare i soggetti attuatori, in special modo i Comuni, già affaticati dagli impegni connessi alla validazione dei progetti della ricostruzione privata e dall’attuazione, per quanto di competenza, del PNRR e del Piano Nazionale Complementare sisma. Il Commissario Castelli ha definito nei provvedimenti dedicati alla ricostruzione pubblica una logica di programmazione e i dati più recenti indicano un importante accelerazione delle progettazioni delle opere.

Nei primi sette mesi di mandato il Commissario al Sisma 2016 Guido Castelli ha emanato 15 Ordinanze speciali, 18 Ordinanze ordinarie e 23 Ordinanze attuative del Piano complementare sisma. Grazie ad un efficientamento amministrativo e alla forte spinta operativa impressa dalla Struttura Commissariale, già al mese di luglio 2023 si contano quasi 600 decreti, molti dei quali di concessione di risorse per l’avanzamento delle opere di ricostruzione pubblica, legate anche al Piano nazionale complementare, per un valore complessivo di 461 milioni di euro, di cui 131 milioni per il solo Pnc. Un’accelerazione importante, in considerazione del fatto che in tutto il 2022 erano stati emanati circa 630 decreti.

Le Ordinanze hanno regolato alcuni aspetti fondamentali della ricostruzione pubblica e privata, tra i quali si segnalano:

  • Riorganizzazione delle scadenze della ricostruzione privata, per dare priorità ai percettori di Contributo di autonoma sistemazione.
  • Semplificazione e aggiornamento della disciplina del testo unico sulla ricostruzione privata.
  • Sblocco della ricostruzione delle scuole: riguarda 228 edifici scolastici che hanno aderito agli Accordi quadro del Piano straordinario di ricostruzione degli edifici scolastici danneggiati dal sisma del 2016. Il valore è di quasi 900 milioni di euro. I Soggetti attuatori sono 72.
  • Strategia complessiva per le opere pubbliche, oltre mille interventi per 1,1 miliardi, con la previsione di cronoprogrammi per garantire tempi congrui per la progettazione ed esecuzione.
  • Previsione di un supporto specifico ai Comuni e in generale ai Soggetti attuatori in riguardo alla ricostruzione delle scuole, al nuovo Codice degli Appalti, all’utilizzo di atti-tipo concordati con l’Anac, alla realizzazione delle Comunità energetiche rinnovabili.
  • Ordinanze Chiese: gestione fluida delle economie per garantire l’effettiva partenza dei cantieri, quindi con possibilità di spostare le risorse su altri interventi all’interno dello stesso plafond assegnato ai soggetti beneficiari delle Ordinanze chiese n. 105 e n. 129.
  • Novellazione costante per migliorare il Testo unico della Ricostruzione privata.

 

I COMUNI NON DEVONO ESSERE LASCIATI SOLI, IL CAMBIAMENTO E’ POSSIBILE

Il nuovo protocollo firmato tra il Commissario e l’Anac segnala un percorso di supporto specifico ai Comuni, nei cui confronti le azioni di sostegno e supporto sono una componente fondamentale nell’ambito dell’accelerazione del processo di ricostruzione. Attraverso il nuovo protocollo con l’Autorità nazionale Anti-corruzione è stato possibile alzare l’asticella dei controlli preventivi, per snellire le procedure, senza per questo perdere l’attenzione dedicata a legalità e trasparenza. La Struttura commissariale ha inoltre fornito ai Comuni, attraverso un team di esperti, un’attività di consulenza e accompagnamento durante la fase transitoria verso il nuovo Codice degli Appalti.

Se il Rapporto della Struttura di maggio 2023 evidenziava ritardi nella partenza della ricostruzione pubblica, con il 45% degli interventi finanziati ancora da avviare, progettazioni avviate dopo un tempo medio di 27 mesi e solo il 7,2% concluso, l’attività di programmazione impressa dal Commissario Castelli, unita al supporto costante agli enti , ha consentito di registrare importanti accelerazioni. Prendendo in esame gli ultimi Piani delle Opere Pubbliche approvati per le 4 regioni del sisma, pari a un valore di oltre 1,1 miliardi, dei 1.053 interventi riscontrati, in meno di sei mesi sono state avviate più del 95% delle progettazioni.

 

VIABILITA’: RIPARTIRE DA UN SISTEMA STRADALE EFFICIENTE

Per rilanciare un territorio da troppo tempo marginalizzato – ben prima del terremoto del 2016 – occorre ripartire da una nuova infrastrutturazione, che non può essere solo digitale (180 milioni sono stati stanziati per le nuove infrastrutture digitali). Centrale resta la strategia di rigenerazione viaria dell’Appennino centrale: il Piano per le strade dell’Appennino centrale comprende 33 interventi per complessivi 958 milioni di euro, di cui 400 milioni stanziati dalla Legge di Bilancio, 210 dal Mef e 178 previsti dal Piano nazionale complementare sisma. Alle misure approvate si aggiungono i 170 interventi già contenuti nel programma Anas e nelle programmazioni regionali. Inoltre con Anas sono stati pubblicati bandi di appalto per opere stradali di miglioramento e messa in sicurezza per 1,3 miliardi di euro.

 

NEXTAPPENNINO: RINASCE IL CENTRO ITALIA

Rilanciare il territorio dell’Appennino centrale vuol dire porre le condizioni per sostenere le nuove attività economiche e sociali, che costituiscono la premessa per la vita di imprese e famiglie. La Cabina di Coordinamento sisma ha approvato 1.357 progetti, che troveranno attuazione sia nel cratere del sisma 2016 che in quello del sisma 2009. I progetti sono finanziati con oltre 396 milioni di euro e generano 767 milioni di euro di investimenti, all’interno del programma NextAppennino, finanziato dal Piano Nazionale Complementare del Pnrr per le aree sisma 2009 e 2016. Una dimostrazione pratica di come si possano spendere, e spendere bene, le risorse pubbliche. C’è un’Italia che sa mettere a terra i finanziamenti pubblici per generare nuova vita economica e sociale (imprese, cooperative, Terzo settore, turismo, artigianato).

La Macro-misura A ha finanziato 830 interventi per un investimento complessivo pari a 1.080 milioni di euro.

Per la Macro-misura B, la Cabina di Coordinamento sisma ha approvato 1.357 progetti. I progetti sono stati finanziati per oltre 396 milioni di euro, generando 767 milioni di euro di investimenti. Considerando a sé i grandi e medi investimenti, le misure rivolte alle piccole e medie imprese, terzo settore ed enti locali fino ad oggi hanno visto ammessi 1.336 progetti, per un finanziamento di 315 milioni di euro e investimenti generati per 478 milioni di euro.

 

Sisma 2016: Castelli a Montedinove con il sindaco Del Duca per inaugurazione piscina e area camper

Nel cuore del cratere piceno per il rilancio delle attività turistiche e di accoglienza

Il Commissario Straordinario alla Riparazione e alla Ricostruzione, Guido Castelli, questa mattina ha partecipato presso il comune ascolano di Montedinove all’inaugurazione della piscina comunale, appena riqualificata, e della nuova area di sosta per i camper. Le strutture, che sono state finanziate anche attraverso risorse del Pnc sisma, sono state attrezzate per essere accessibili e fruibili anche dalle persone disabili. All’appuntamento hanno preso parte anche il Sindaco di Montedinove, Antonio Del Duca; l’assessore all’Agricoltura della Regione Marche, Andrea Maria Antonini; il Presidente dell’Anci Marche, Paolo Calcinaro; il Presidente della Fondazione Carisap, Angelo Tassi. Nel corso della mattinata, presso la piscina, si è poi esibita Manila Flamini, già campionessa del mondo di nuoto sincronizzato nel 2017.

Il Commissario Castelli, per il quale quella odierna è stata anche l’occasione per compiere una visita agli operatori dell’ufficio sisma di Montedinove, ha dichiarato che “riparazione vuol dire anche offrire accoglienza, opportunità di svago e di aggregazione: accessibili a tutti. Oggi qui ne

abbiamo visto un esempio compiuto, in questo luogo di grande bellezza che offre un utile servizio ai suoi cittadini e a coloro i quali vogliono visitare questi territori. Certamente c’è ancora molto lavoro da fare ma il moltiplicarsi di iniziative, rese possibili anche dal Programma Next Appennino, contribuisce a rivitalizzare i nostri borghi, contrastando al contempo il fenomeno dello spopolamento che stiamo ‘aggredendo’ attraverso politiche di sviluppo e di rilancio economico-sociale“.