Scuole Umbria, Castelli stanzia 3 milioni di euro

Il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli ha firmato tre decreti con cui trasferisce complessivamente 3 milioni di euro come anticipi per gli interventi di alcune scuole in provincia di Perugia.

Si tratta in particolare di 928mila euro per la palestra della scuola media Colomba Antonietti di Bastia Umbria (su un totale di 1,3 milioni), di 975mila euro per la scuola secondaria di primo grado Anna Frank di Cannara (su un totale di 4 milioni di euro) e di 1,1 milioni per la scuola materna di San Giovanni in Baiano a Spoleto (su un totale di 1,7 milioni).

Tutti gli interventi fanno parte del Piano di ricostruzione delle scuole dell’Appennino centrale, finanziato con l’Ordinanza speciale 31. In Umbria sono 96 gli edifici scolastici che saranno ricostruiti o riparati, per un totale di 357 milioni di euro.

“La ricostruzione pubblica delle scuole, da quando l’anno scorso ho sbloccato gli Accordi quadro per rendere gli affidamenti più rapidi, ha assunto un nuovo passo e lo stanziamento di queste risorse ne è la più chiara testimonianza – dichiara il Commissario Castelli -. Ringrazio la presidente Tesei e l’Ufficio speciale ricostruzione dell’Umbria, per un lavoro costante e certosino che ci sta consentendo di accelerare le tempistiche della ricostruzione degli edifici scolastici che, ricordo, sono servizi fondamentali per garantire la residenzialità delle famiglie e incentivare le nostre comunità a vivere nelle aree interne”.

Ospedale di Amandola, altri 3,2 milioni

Castelli: “Rafforziamo i servizi essenziali”

Sono 3,2 i milioni di euro che il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, tramite decreto, ha stanziato per il nuovo ospedale di Amandola, in modo tale da coprire i costi aggiuntivi di un’opera fondamentale per tutto il territorio montano.

Il nuovo “ospedale dei Sibillini”, delocalizzato e ricostruito in una nuova area più facilmente accessibile rispetto al plesso precedentemente ubicato nel centro cittadino e che ha subito ingenti danni causati dalle scosse del 2016, è costato quasi 33 milioni di euro, compreso il finanziamento per il pre-triage di 1,4 milioni. La struttura, dotata dei più recenti sistemi antisismici ed energeticamente sostenibile, si estende su una superficie di circa 9 mila metri quadrati e sarà dotata di 73 posti letto (30 in area degenza e 40 in Rsa) e attrezzature di ultima generazione per fornire un servizio sanitario completo e di alta qualità. I lavori del pre-triage sono stati completati, entro la fine di febbraio dovrebbe essere terminato anche il resto dell’ospedale.

“Questa struttura permetterà di riattivare i servizi ospedalieri incrementandone competenze e dotazioni rispetto alla situazione in essere ante sisma. Vogliamo assicurare che ogni aspetto dell’opera sia curato nei minimi dettagli, per garantire ai cittadini un accesso alle cure di eccellenza in un ambiente sicuro e moderno – spiega il Commissario Castelli -. Il nostro obiettivo è ricostruire mettendo al centro le esigenze dei cittadini e la qualità della vita nelle aree colpite dal sisma. Una attenzione confermata anche dal Governo che, con soluzione immediata, ha risposto alla richiesta della Struttura commissariale destinando 1,5 miliardi per la ricostruzione dell’Appennino centrale. Tali risorse, raccordate sulle programmazioni regionali, contempla anche l’edilizia ospedaliera, confermando l’attenzione posta dal Presidente Acquaroli verso i servizi essenziali per i cittadini marchigiani e la comunità tutta”.

Tra i servizi che si riattiveranno nell’ospedale: il ricovero continuativo e diurno, con reparti di medicina, chirurgia a ciclo breve, day surgery e lungodegenza post acuzie, oltre al servizio mortuario e servizi in regime ambulatoriale e assistenziale. Tra le varie unità operative, la struttura includerà reparti di endoscopia, riabilitazione, diagnostica per immagini, un centro di assistenza per la dialisi, un’unità di raccolta sangue ed emocomponenti e un punto prelievi esterno. Realizzato anche un pre-triage specifico per il Covid-19, progettato per rispondere alle esigenze dell’emergenza sanitaria senza interferire con le normali attività dell’ospedale.

 

Sisma 2016: Castel di Lama, via libera a intervento da 946 mila euro sull’ex municipio

La struttura ospiterà archivio, biblioteca e museo

«L’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Marche ha approvato il progetto esecutivo per l’intervento sull’ex municipio di Castel di Lama, per un importo di 946.871 euro. Il prossimo passo è rappresentato dall’indizione della gara di affidamento dei lavori che consentirà di procedere con la realizzazione di uno spazio polifunzionale, a disposizione della comunità. Un altro, ulteriore, segnale di come stiamo dando corpo al cambio di passo della ricostruzione, velocizzando al massimo le procedure. Un incessante e proficuo lavoro reso possibile grazie al lavoro svolto in tandem con l’Usr e la Regione Marche guidata da Francesco Acquaroli».

Così il Commissario straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli in merito all’intervento previsto nella città picena situata lungo la vallata del Tronto.

Al termine dei lavori (soggetto attuatore è il Comune) l’edificio, ubicato in via Roma, sarà adibito ad archivio, biblioteca e museo. La struttura si sviluppa su quattro livelli fuori terra e, a causa degli eventi sismici del 2016/2017, ha subito una serie di danni a livello strutturale. In particolare, sulle murature portanti sono presenti lesioni diffuse in corrispondenza delle aperture e agli incroci dei setti murari portanti. Si registra poi un importante crollo della volta in mattoni del piano seminterrato.

Il progetto si pone la finalità di conservare il bene (il periodo di edificazione sembra risalire alla metà del 1800), sia per la scelta dei materiali utilizzati che nelle tecniche costruttive di consolidamento e miglioramento sismico.

Tra le azioni che verranno messe in campo, il cuci e scuci mediante muratura di mattoni pieni e malta di calce, la realizzazione di un intonaco armato, la ricostruzione della volta a crociera crollata, il consolidamento attraverso il placcaggio con fasce in fibra di acciaio e la demolizione e realizzazione di una copertura leggera in legno lamellare.

 

 

 

 

Sisma 2016: scuole del Piceno, avanza l’iter di “Cantalamessa” (Ascoli) e “Capriotti” (San Benedetto)

Compiono importanti passi in avanti le procedure di ricostruzione relative a due scuole del Piceno, vale a dire la media “Cantalamessa” di Ascoli e l’ITC “Capriotti” di San Benedetto del Tronto.

È stato infatti affidato per entrambe il “Servizio di verifica”, obbligatorio per gli interventi superiori al milione di euro, volto ad assicurare che ogni aspetto del progetto sia attentamente esaminato e risponda alle normative vigenti, accelerando il passaggio all’effettiva realizzazione dei lavori.

Il Comune di Ascoli Piceno e la Provincia rivestono il ruolo soggetto attuatore rispettivamente per la “Cantalamessa”, finanziata per 3,7 milioni dall’Ordinanza speciale 3, e per il “Capriotti”, finanziato invece per 5,3 milioni dall’Ordinanza speciale 31 dedicata alla ricostruzione di tutte le scuole dell’Appennino centrale.

«Ringrazio il sindaco Marco Fioravanti, il presidente della Provincia , Sergio Loggi, e tutti i tecnici che stanno lavorando con l’obiettivo di offrire agli studenti del Piceno ambienti sicuri, accoglienti e all’avanguardia – dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli-. L’iter dell’affidamento di questo servizio di verifica è stato reso più celere grazie all’accordo quadro unitario per gli edifici scolastici che ho sbloccato lo scorso anno. Nelle Marche stiamo finanziando 228 interventi sulle scuole, con 722 milioni di investimento; l’obiettivo è di accelerare e ridurre al massimo le tempistiche grazie alla collaborazione proficua tra Struttura commissariale, Usr, Regione».

Nel caso del “Capriotti” di San Benedetto, si procederà ad un articolato intervento di messa in sicurezza del complesso, formato da quattro edifici e ubicato in località Ragnola. Per la “Cantalamessa” di Ascoli, invece, sarà compiuto un intervento di adeguamento sismico che prevede la realizzazione di una sorta di “esoscheletro” per la regolarizzazione della struttura, oltre ad interventi di efficientamento energetico.

Energia: per i comuni del sisma 2016 più semplice l’accesso a incentivi su fonti rinnovabili

La ricostruzione sta generando un risparmio energetico dalle proporzioni inattese

Efficienza energetica e ricostruzione, un binomio inscindibile nel percorso di rilancio del cratere danneggiato dal terremoto. Verte su questo l’emendamento al “Dl Energia” proposto dalla Struttura commissariale, che punta a semplificare le modalità di accesso dei Comuni danneggiati dal sisma agli incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

«Un nuovo, importante, segnale di attenzione da parte del Governo e della maggioranza nei confronti dei territori colpiti dal sisma 2016», spiega il commissario straordinario Guido Castelli.

Il senatore Castelli concentra l’attenzione sui progressi svolti in ambito tecnologico e soprattutto sulle potenziali ripercussioni a livello di impatto ambientale nel percorso di ricostruzione di Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio.

L’efficientamento energetico è divenuto materia fondamentale e imprescindibile nell’edilizia; anche per questo è stato siglato, e rinnovato lo scorso giugno, un protocollo d’intesa con il GSE guidato dal presidente Arrigoni. L’obiettivo è quello di sfruttare al meglio tutte le possibilità e snellire il complicato iter burocratico, fornendo assistenza costante ai Comuni anche tramite gli USR, per accedere il più rapidamente possibile all’incentivo Conto Termico del GSE disciplinato dal decreto interministeriale del 16 febbraio 2016.

Gli edifici pubblici che verranno demoliti, in particolare le scuole, verranno ricostruiti con classificazione Nzeb, ovvero Near Zero Energy Building (cioè a consumi energetici pressoché nulli); durante questa fase possono richiedere l’incentivo attraverso un canale di assistenza preferenziale, grazie al protocollo d’intesa tra Struttura commissariale e GSE.

Negli ultimi anni, infatti, abbiamo dovuto registrare la difficile compatibilità del decreto interministeriale, concepito in epoca pre-sisma 2016, e la complessa normativa della ricostruzione. Di fatto una incompatibilità paradossale, che in alcuni casi penalizza o limita gli stessi edifici del cratere fino ad arrivare all’inammissibilità totale di alcune pratiche presentate.

Ci troviamo ad operare in un contesto particolarmente complesso, nel quale il rispetto dei tempi ordinari risulta essere spesso inconciliabile con la situazione reale. Alla luce di ciò diventa dunque opportuno apportare dei correttivi. Una situazione, questa, che verrà appunto inquadrata dall’emendamento da noi proposto.

Per ovviare all’impossibilità di rispettare le scadenze da parte del soggetto attuatore pubblico, determinata dalla difficoltà di operare in aree estese, completamente distrutte e spesso prive di sottoservizi e infrastrutture, abbiamo previsto un’estensione delle tempistiche e uno snellimento delle procedure per la realizzazione degli interventi.

L’emendamento approvato testimonia quindi la costante volontà di collaborare, semplificare, sbloccare e velocizzare il processo di ricostruzione, nel segno di una sostenibilità che promuova quanto più possibile la transizione ambientale attraverso il ricorso e l’accesso a fonti rinnovabili.

La ricostruzione degli edifici nell’area del cratere sta generando un risparmio energetico dalle proporzioni inattese: da un minimo di 82 milioni a un massimo di 152 milioni l’anno, in un’area abitata potenzialmente da circa 600mila persone. La stima rigorosa è stata fornita da una indagine condotta dal Cresme, contenuta nel volume “Un posto dove vivere” che il commissario Guido Castelli ha scritto in occasione della presentazione della “case history” della ricostruzione tra le buone pratiche esposte alla recente Cop28 di Dubai. La forbice (da 82 a 152 milioni di risparmio atteso) è larga perché deve tenere conto del potenziale del risparmio (152 milioni) con la pratica reale dei consumi in un territorio tradizionalmente capace di virtuosi comportamenti individuali e familiari: la stima più bassa (82 milioni) è stata estrapolata dall’indagine condotta dal Cresme nei Comuni del territorio, circa le reali abitudini di consumo dei residenti.

 

 

 

 

 

Ricostruzione e fondi sisma a Montalto delle Marche

Castelli e Matricardi presentano le progettualità su fondi sisma per il comune in provincia di Ascoli Piceno. Oltre 18 milioni di euro in opere e progetti di sviluppo.

“Montalto delle Marche, grazie all’amministrazione guidata da Daniel Matricardi, ha saputo cogliere appieno le opportunità della ricostruzione, dei fondi del Piano nazionale complementare e del CIS Sisma. Da Commissario alla Ricostruzione, non posso che elogiare l’operato di un Comune che si appresta a realizzare importanti opere che andranno a beneficio di tutto il territorio. Si tratta di un bell’esempio, che dimostra come il destino delle aree interne non sia segnato: attraverso lo spirito d’iniziativa, idee e professionalità è possibile valorizzare i nostri borghi e creare le condizioni per un futuro di crescita e sviluppo, nel segno della sostenibilità”. A dichiararlo il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli che oggi, insieme al sindaco di Montalto Daniel Matricardi, ha presentato tutte le progettualità che vedono protagonista il comune ascolano, grazie alla sinergia tra i finanziamenti messi a disposizione dalla Struttura commissariale.

“Siamo felici di essere riusciti a cogliere al meglio le molte opportunità legate ai fondi sisma messi a disposizione dei comuni coinvolti dal terremoto del 2016. E siamo pienamente consapevoli che queste opportunità sono diventate realtà grazie anche al nuovo corso che ha preso la struttura commissariale che guarda oltre la necessaria ricostruzione, immaginando possibilità concrete e trasversali di rinascita per i territori. Dal nostro punto di vista, inoltre, stiamo cercando di convogliare al meglio anche i fondi PNRR insieme a quelli SISMA per un piano di rigenerazione ampio e fattivo per il nostro Comune”, dichiara il sindaco di Montalto delle Marche, Daniel Matricardi.

Importanti i finanziamenti della Struttura commissariale per ben sette interventi di ricostruzione nel territorio comunale di Montalto, tra centro storico e frazioni, oltre alla riqualificazione dei tre cimiteri. Per questi lavori sono partite le progettazioni, in fase di approvazione per i successivi affidamenti dei lavori.

Cruciali, inoltre, i fondi sisma per la riqualificazione della scuola, con i lavori già in corso, e quella del Comune, per cui sta partendo la gara per affidare i lavori.

E ancora fondi sisma per il progetto “Abitare tra le nuvole”. La somma è destinata al recupero dell’ex Episcopio, un imponente complesso edilizio situato nella zona più elevata del centro storico. Obiettivo principale dell’intervento – al momento è in fase di progetto esecutivo – è quello di dare una forte spinta al ripopolamento del centro storico del borgo, grazie a un piano di riqualificazione che prevede di dedicare parte dell’immobile ad appartamenti per giovani coppie che vorranno vivere nel “cassero” di Montalto delle Marche. Nel complesso, il progetto prevede di recuperare l’intero stabile per realizzare un sistema integrato di edilizia residenziale sociale e spazi comuni a disposizione della cittadinanza. A tal proposito, il blocco del grande edificio che non sarà adibito a residenze private, è stato inserito in fase di progetto (ancora in graduatoria) all’interno delle misure “NextAppennino”, sempre all’interno del fondo complementare Area Sisma.

E parliamo di fondi sisma (in attesa di finanziabilità in questo caso) anche per il progetto “Ex Cardinal Sacconi”, previsto nel prossimo piano opere pubbliche. Si tratta di un edificio all’interno del Comune di Montalto che sarà adibito a polo socio-sanitario, per la riqualificazione del quale il Comune ha già provveduto, con altri fondi, a redigere un progetto esecutivo. Quindi, non appena arriverà la finanziabilità, grazie ai fondi sisma si potrà andare subito a gara e procedere con affidamento e avvio lavori, senza aspettare i lunghi tempi che le procedure non straordinarie invece richiederebbero.

Per quanto riguarda poi i fondi del PNC sono finanziati vari progetti di rigenerazione urbana e miglioramento delle strade comunali a Montalto delle Marche, inclusi la riqualificazione di spazi pubblici e il miglioramento della viabilità rurale. I progetti sono localizzati sia nel centro storico che nelle frazioni di Porchia e Patrignone. Alcuni di questi cantieri sono già in corso d’opera o addirittura terminati.

Infine, il Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) Sisma finanzia il progetto “EVA” (Eccellenze Valle dell’Aso). L’obiettivo è valorizzare la produzione ortofrutticola della Valle dell’Aso attraverso una logistica specifica e un sistema di lavorazione e rintracciabilità che rassicuri il consumatore sulla qualità del prodotto. Il tutto attraverso una rete di servizi innovativi per favorire la creazione di economie legate alla produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della Valle dell’Aso, oltre a stimolare investimenti nell’ambito dell’economia circolare.

 

 

Petriolo, approvato progetto esecutivo per Santuario Madonna della Misericordia

Il Santuario della Madonna della Misericordia di Petriolo è uno dei luoghi simbolo del comune maceratese. Ricco di storia, arte e cultura, incastonato tra le mura del castello, il sito era stato gravemente danneggiato dalle scosse sismiche del 2016/2017.

«L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha appena approvato il progetto esecutivo dell’intervento che ne prevede la riparazione, determinando il contributo di 1 milioni e 361 mila euro – dichiara il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli -. Un passo che certifica la bontà della triangolazione con la Struttura commissariale e il presidente della Regione, Francesco Acquaroli. La nostra attenzione verso gli edifici di culto, ed in particolare verso siti così rilevanti da molteplici punti di vista è, infatti, massima. Il Santuario della Madonna della Misericordia rappresenta un patrimonio del territorio e riveste un ruolo di vitale importanza per non solo per Petriolo ma per le Marche, esercitando una funzione simbolica e identitaria, oltre che religiosa e sociale».

«L’approvazione del progetto significa molto per la nostra comunità, poiché va a sbloccare una situazione rimasta ferma per anni – aggiunge il Sindaco Matteo Santinelli – Proprio per l’importanza che riveste il Santuario, cuore del nostro borgo, mi sento di ringraziare Struttura commissariale, Usr e Regione per il lavoro svolto, che conferma l’auspicato cambio di passo della ricostruzione. Il prossimo passaggio della procedura sarà l’indizione della gara di affidamento dei lavori, un ottimo viatico in vista del 2025, anno in cui festeggeremo il cinquecentenario del Santuario».

Il complesso, ubicato tra Via della Pace e Piazza San Martino, si sviluppa su tre piani, di cui due seminterrati sono destinati a teatro e ad archivio comunale. Nello specifico, il progetto mira al miglioramento sismico e alla riparazione dei danni alle parti strutturali. Tra i principali interventi in programma: il rinforzo e il ripristino della continuità muraria delle pareti della chiesa, il rinforzo delle volte in camorcanna, il rinforzo della muratura della torre campanaria.
In merito alle opere architettoniche, è previsto tra l’altro il restauro degli elementi artistici, delle superfici dipinte e degli apparati decorativi, oltre alla ricostruzione dei putti e delle cornici danneggiate.
Secondo la tradizione, la prima domenica di settembre del 1525 la statua in legno policromo della Madonna giunse dall’Abruzzo alla Chiesa della Misericordia di Petriolo, su un carro trainato da buoi. Questi si fermarono dinanzi alla Chiesa e non vollero più proseguire. La popolazione di Petriolo vi colse un segno miracoloso del volere della Madonna e trasportò la statua all’interno della chiesa, dove è ancora oggi conservata.

Sisma 2016: 3,5 milioni per opere Fiastra

Castelli: “Ricostruzione rapida contro spopolamento”

Sono 3,5 i milioni di euro assegnati all’Ufficio speciale ricostruzione delle Marche per finanziare i primi interventi dell’Ordinanza speciale in deroga del Comune di Fiastra, in provincia di Macerata. Si tratta infatti dell’anticipo del 40%, su un contributo di 8,7 milioni di euro, che il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli ha stanziato per consentire l’attuazione dell’Ordinanza.

“La ricostruzione, oltre a essere un obbligo morale nei confronti delle comunità colpite, è anche una priorità strategica per il rilancio dell’intera area, specialmente in un territorio a forte vocazione turistica come quello di Fiastra – dichiara il Commissario Castelli -. Una ricostruzione sicura è certamente fondamentale per promuovere la residenzialità in Appennino centrale. Dobbiamo agire con rapidità per contrastare il fenomeno più grave di questi ultimi anni, lo spopolamento delle aree interne.”.

L’Ordinanza speciale finanzia i sottoservizi danneggiati dalle scosse e una serie di interventi nelle frazioni di Campicino, Fiastra capoluogo, San Lorenzo in Colpolina, Boccioni e San Lorenzo al lago. Tra le opere programmate anche il ripristino di una struttura nel campeggio in san Lorenzo al lago, la realizzazione di un’area commerciale, l’urbanizzazione e la sistemazione esterna della nuova palazzina uffici che ospiterà le funzioni strategiche degli uffici comunali e del Centro Operativo Comunale (Coc).

Sisma 2016: all’ex ospedale di Rieti è tutto pronto per l’avvio dei lavori

Il Commissario Castelli ha approvato il parere positivo dato della Conferenza dei servizi

Si avvicina a grandi passi l’avvio dei lavori per il recupero e la riqualificazione dell’ex Ospedale di Rieti, che diventerà un nuovo campus universitario nel centro della città. Il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli ha appena firmato il decreto con il quale si prende atto della conclusione positiva della Conferenza Speciale dei Servizi, che ha visto il consenso unanime dei partecipanti, relativa agli interventi che saranno finanziati per l’ex Ospedale dal Piano nazionale complementare per i territori colpiti dal sisma 2009-2016 (Sub-misura A2.1), attraverso risorse pari a 6,043 milioni di euro. Un passaggio sostanziale nell’iter che porterà ad avviare le attività di cantierizzazione.

La struttura dell’ex Ospedale è il frutto di una successione di costruzioni, demolizioni, aggiunte, ampliamenti avvenuti dalla sua fondazione (nel 1337, tramite bolla pontificia che istituì un ospedale intitolato a Sant’Antonio Abate) fino a tempi recenti. Il nuovo polo didattico prevede al piano terra la realizzazione di aule didattiche, uffici del personale docente e l’infermeria. Il nuovo accesso principale all’edificio sarà realizzato invece al primo piano, dove troveranno spa-zio la reception e due aule polivalenti, in grado di accogliere rispettivamente 40 e 42 persone, dotate di sistema audio-video integrato, proiettori e di un sistema di mitigazione acustica a isole sospese. Lo spazio principale di accesso e l’annesso passaggio da e verso il piano terra (attraverso scale), realizzato in acciaio e vetro, sarà l’unico elemento di modernità dell’intervento. È inoltre prevista la realizzazione di due spazi esterni, una piazza sopraelevata, emersa a seguito della demolizione di un padiglione, e la corte interna. La gara per l’appalto integrato di progettazione ed esecuzione dei lavori di riqualificazione è già stata assegnata.

Il Commissario al sisma 2016, Guido Castelli, ha dichiarato: “L’avanzamento dell’iter per il recupero e riutilizzo dell’ex Ospedale è una bella notizia: siamo ormai prossimi alla partenza dei lavori per questo luogo che è anche un pezzo della storia della città. Soprattutto, Rieti si sta sempre più caratterizzando come un polo universitario di eccellenza del prossimo futuro. Oltre a questo intervento infatti ricordo che qui, grazie alle risorse del Pnc, verrà realizzato il Centro di ricerca sull’economia circolare e sulla salute e che la riqualificazione dell’ex Strampelli, consentirà di ospitare in quella struttura anche i corsi del Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell’Università della Tuscia. Contrastare il fenomeno del declino delle aree interne è possibile e segnali incoraggianti di crescita come questi, resi possibili dall’ottima collaborazione con Manuela Rinaldi, Daniele Sinibaldi e l’Ufficio speciale per la ricostruzione, ci inducono a lavorare ancora di più e meglio”.

L’assessore alle Politiche di ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi, ha dichiarato: “Il Decreto a firma del Commissario Sen. Guido Castelli chiude con parere positivo la Conferenza dei Servizi per la rigenerazione di un primo stralcio dell’ex Ospedale di Rieti, di proprietà della Regione Lazio. È l’atto finale che l’Usr aspettava per dare finalmente l’avvio ai lavori di riqualificazione di un bene architettonico abbandonato da troppi anni, che rappresenta una ferita del centro storico della città. I lavori previsti in questo intervento, finanziato con fondi Pnc, rientrano in un progetto più ampio che, come Regione Lazio, stiamo portando avanti. Questo ci permetterà nei prossimi anni di restituire l’intero complesso alla città per garantire ulteriori spazi e aule al nuovo Polo interuniversitario di Rieti tra Università la Sapienza e Università della Tuscia. Ringrazio il Commissario Guido Castelli, il sub Commissario Fulvio Soccodato, il sindaco di Rieti Daniele Sinibaldi e tutti funzionari e i dirigenti degli uffici, e in modo particolare quelli dell’Usr Lazio che hanno lavorato per l’approvazione del progetto. Sono soddisfatta dell’ottimo lavoro di buona amministrazione portato a termine, grazie alla sinergia tra le amministrazioni e al lavoro instancabile di tutti gli uffici. Oggi si aggiunge un nuovo tassello al processo di ricostruzione e rigenerazione all’interno del cratere sismico del Lazio.”

Il Sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi, ha dichiarato: “La nostra visione di città inizia a prendere forma e il recupero di un immobile così importante e da troppo tempo abbandonato rappresenterà un fiore all’occhiello del percorso che stiamo seguendo, improntato da un lato alla rivitalizzazione e ad attrarre nuove residenzialità nel centro storico e dall’altro a trasformare Rieti in un vero e attrattivo polo universitario – aggiunge il Sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi – Questo storico intervento è solo una piccola parte di un disegno molto più ampio che stiamo perseguendo grazie ad una forte sinergia istituzionale e che finalmente riporterà a Rieti economia, conoscenze e opportunità”.

All’Università di Macerata ulteriori 2,2 milioni per la ricostruzione

Castelli: “Ateneo fondamentale per il rilancio”

Il Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli ha firmato due decreti che stanziano ulteriori 2,2 milioni di euro per la ricostruzione del patrimonio immobiliare dell’Università di Macerata.

Si tratta in particolare di 711mila euro in più per il dipartimento di Economia e Diritto, che sarà oggetto di miglioramento sismico e abbattimento delle barriere architettoniche, grazie a lavori che valgono complessivamente 2,76 milioni. Altri 1,5 milioni sono invece assegnati all’intervento per Palazzo Ugolini, che sarà riparato dai danni del terremoto e migliorato sismicamente. Un intervento che complessivamente vale 5 milioni di euro.

“L’università di Macerata ha saputo cogliere appieno l’opportunità di dare nuova vita alle proprie sedi, grazie alla capacità di intercettare oltre ai fondi della ricostruzione e a risorse proprie anche le risorse ministeriali – spiega il Commissario Castelli -. La presenza dell’ateneo è fondamentale per il tessuto sociale ed economico di questo territorio. Avere sedi sicure e funzionali vuol dire attrarre più studenti, rinnovare il patrimonio storico, artistico e architettonico della città e infondere nuova vita nelle attività commerciali locali. È un circolo virtuoso che arricchisce non solo l’ambito accademico ma anche la comunità nel suo insieme, motivo per cui dobbiamo continuare a impegnarci per la piena attuazione degli interventi di ricostruzione. Un lavoro che potremo proseguire con efficacia anche grazie alla costante collaborazione con il Presidente Francesco Acquaroli”.

Dopo la firma del decreto, il Commissario Castelli ha incontrato il Rettore John McCourt per fare il punto, insieme ai tecnici dell’ateneo e al Sub Commissario Gianluca Loffredo, sull’avanzamento dell’Ordinanza speciale in deroga che regola il piano di ricostruzione del patrimonio di Unimc. La programmazione, infatti, comprende anche il Dipartimento di Giurisprudenza, Palazzo Ciccolini, e il Palazzo ex Tribunale.

Attualmente, i progetti definitivi per il Dipartimento di Giurisprudenza e per l’ex Tribunale sono in fase di verifica e si sta procedendo all’affidamento dell’esecutivo. Si prevede l’inizio dei lavori a novembre di quest’anno, con una durata stimata di circa due anni, con termine previsto dicembre 2026 per il Dipartimento di Giurisprudenza e giugno 2026 per l’ex Tribunale. Gli interventi riguardanti Palazzo Ugolini, Palazzo Ciccolini e il Dipartimento di Economia e Diritto, sono in fase di affidamento tramite la stazione unica appaltante di Macerata. L’avvio dei lavori per questi progetti è previsto per il prossimo giugno. Si stima che i lavori si concluderanno a dicembre 2025 per Palazzo Ciccolini e per la sede di Economia e Diritto, mentre per Palazzo Ugolini la conclusione è prevista per luglio 2026.