Chiesa del convento di Santa Maria del Piano, 1,6 milioni per i lavori

Il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli ha firmato un decreto con cui trasferisce 1,592 milioni di euro all’Ufficio speciale ricostruzione delle Marche per l’intervento di recupero della chiesa del convento di Santa Maria del Piano, a Servigliano (Fermo).

La Chiesa e il convento di Santa Maria del Piano rappresentano un sito storico di notevole importanza. Originariamente è documentato un piccolo oratorio, ora destinato a sagrestia, della metà del XV secolo. Il complesso che oggi osserviamo è stato ampliato a partire dal 1579 per ospitare la Comunità dei Frati Minori Osservanti.

La costruzione ha avuto uno sviluppo molto lento che è proseguito fino agli ultimi anni del ‘700. La torre campanaria fu iniziata nel 1739 e terminata nel 1787.

Il progetto di restauro prevede una serie di interventi strutturali mirati al miglioramento sismico dell’edificio. L’obiettivo è quello di aumentare la resistenza degli elementi verticali e la solidarizzazione con le coperture, al fine di ottenere un effetto “scatolare tridimensionale” migliorando le connessioni tra le varie parti dell’edificio. Inoltre, gli interventi includono il rifacimento di architravi in acciaio, il consolidamento del tetto, il rinforzo di maschi murari, e la realizzazione di nuovi muri controterra. Si prevede anche il superamento delle barriere architettoniche e il rifacimento della pavimentazione, assieme al restauro degli apparati decorativi.

“Oggi interveniamo per completare il finanziamento di un vero gioiello del territorio fermano – dichiara il Commissario Castelli -. Si tratta di lavori che vanno a beneficio di tutta la regione, perché ci consentiranno di valorizzare un luogo dello spirito che testimonia la nostra cultura e la nostra storia. Ringrazio il presidente Francesco Acquaroli, l’Ufficio speciale per la ricostruzione e il sindaco di Servigliano Marco Rotoni per un dialogo costante che ci sta consentendo di recuperare i nostri luoghi identitari per restituirli alla comunità”.

Avviato il cantiere per riqualificare la palestra dei Vigili del Fuoco di Teramo

Partono oggi i lavori per riqualificare la palestra della Caserma Costantini e Grue di Teramo, utilizzata dai Vigili del Fuoco, dopo i danni provocati dal terremoto del 2016. L’Agenzia del Demanio ha assegnato alla ditta Sicobe srl di Roma l’avvio del cantiere che riguarderà l’adeguamento sismico della palestra, la ristrutturazione edilizia ma anche l’efficientamento energetico dell’edificio. Sarà così possibile per i Vigili del Fuoco tornare ad utilizzare una parte della caserma di fondamentale importanza per le proprie attività, in piena sicurezza e potendo fruire di un edificio più efficiente dal punto di vista energetico. I lavori, aggiudicati a seguito di gara pubblica per un importo di oltre 1.700.000 euro, comprensivi di oneri per la sicurezza, sono finanziati dal Fondo per la ricostruzione delle aree terremotate programmati dall’Ordinanza n. 27/2021 e dal Fondo di accantonamento per le Ordinanze Speciali dell’Ordinanza Speciale n. 114/2021.

Il Commissario Guido Castelli ha dichiarato: “Esprimo la mia gratitudine all’Agenzia del Demanio, al Presidente della Regione Abruzzo e all’Ufficio speciale per la ricostruzione per il loro impegno costante nel dare piena attuazione ai lavori per le caserme e per il miglioramento dei servizi annessi, indispensabili per la sicurezza e l’efficienza del lavoro quotidiano dei Vigili del Fuoco. L’attenzione che dedichiamo agli interventi per i servizi di emergenza, il cui avanzamento monitoriamo costantemente, è massima. Dobbiamo fare in modo che il personale possa operare nelle migliori condizioni possibili: per la sicurezza dei territori e delle comunità dell’Appennino centrale”.

I lavori sulla Caserma Costantini e Grue si inseriscono in un più ampio programma di interventi che l’Agenzia del Demanio sta portando avanti a seguito degli eventi sismici del 2016 per la sicurezza e l’efficientamento degli edifici pubblici. Infatti, sempre a Teramo partiranno a breve i cantieri per il miglioramento sismico e la rifunzionalizzazione delle ex Carceri Giudiziarie e dell’ex Ufficio del Registro. I progettisti sono, inoltre, al lavoro sul miglioramento sismico dell’ex Convento di San Domenico a Teramo, di adeguamento sismico dei Comandi Carabinieri di Sulmona e di demolizione e ricostruzione della Caserma Agenti della Polizia Penitenziaria di Sulmona. Infine, sono già in corso i lavori di ricostruzione della Caserma Carabinieri e Carabinieri Forestali di Montereale (AQ).

Ussita, fondi per le demolizioni di Castelfantellino e Sorbo

Il Commissario alla Riparazione e alla Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli ha firmato un decreto con cui trasferisce 641mila euro al Comune di Ussita, destinati agli interventi di messa in sicurezza, demolizione, rimozione, trasporto e recupero delle macerie degli edifici pubblici e privati nelle frazioni di Castelfantellino e Sorbo. La somma stanziata comprende il primo saldo e un’ulteriore anticipazione rispetto al contributo totale per i lavori che ammonta a 1,2 milioni di euro.

Gli interventi nelle frazioni di Castelfantellino e Sorbo, come delineati nell’Ordinanza speciale in deroga per Ussita, comprendono lo smontaggio controllato, la demolizione e la rimozione delle macerie degli edifici pubblici e privati. Queste azioni sono necessarie per eliminare gli ostacoli che impediscono la ricostruzione di queste due frazioni, considerando anche la pericolosità di ulteriori crolli connessi allo stato di danno degli edifici o il pericolo che questi possono rappresentare per la pubblica incolumità.

“La demolizione è un momento difficile, perché c’è sempre il timore di perdere un pezzo della nostra identità che queste frazioni di montagna, con la loro storia e il loro forte legame con le comunità che le hanno abitate, ben rappresentano. Ma è assolutamente necessario procedere, per far sì che la ricostruzione possa avvenire, preparando il terreno ai progetti privati che consentiranno alla ricostruzione delle case di andare avanti – dichiara il Commissario Castelli -. Dobbiamo recuperare tante false partenze e questi stanziamenti testimoniano che il cambio di passo per cui abbiamo lavorato sta finalmente trovando attuazione anche nei Comuni maggiormente colpiti. Insieme al presidente Francesco Acquaroli, all’Ufficio speciale per la ricostruzione delle Marche e al sindaco Silvia Bernardini teniamo sempre alta l’attenzione, per tradurre anche a Ussita le risorse in cantieri il più rapidamente possibile”.

Montegallo, nuove risorse per struttura comunale destinata a Protezione civile

Il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli ha previsto tramite apposito Decreto l’assegnazione al Comune di Montegallo di 120 mila euro per i lavori di costruzione di una struttura comunale strategica per le esigenze della protezione civile, che sarà situata all’interno di un’area destinata a luogo di aggregazione per la comunità. Il finanziamento costituisce il secondo acconto relativo a un intervento dal costo complessivo di 300 mila euro, di cui 200 mila assegnati dalla Struttura Commissariale. L’area si trova in località Balzo, a ridosso della già ultimata elisuperficie e delle soluzioni abitative di emergenza e la struttura. La struttura, della superficie di 190, mq presenta un impianto regolare a “L” con una copertura inclinata che asseconda l’andamento del versante allo scopo di ridurre l’impatto paesaggistico.

Il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli ha dichiarato: “La presenza di una struttura per la Protezione Civile rappresenta un presidio di indubbia utilità, al servizio dei cittadini e delle comunità del territorio di Montegallo. Abbiamo il dovere di sbloccare e accelerare rispetto a tante attività della ricostruzione, ma è anche fondamentale rendere disponibili quei servizi e centri di tutela nei confronti delle persone che contribuiscono a favorire la vivibilità e a contrastare l’isolamento e lo spopolamento di aree che sono da lungo tempo soggetti a questi fenomeni. Grazie alla proficua collaborazione con il Presidente Francesco Acquaroli e con l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione il cambio di passo nella ricostruzione è stato impresso e dobbiamo a lavorare, con passione e senza sosta”.

Il sindaco di Montegallo Sante Capanna dichiara: “In merito al Decreto di assegnazione dei fondi per la realizzazione della sede di Protezione Civile a Montegallo, voglio ringraziare il Commissario Straordinario e tutta la Struttura Commissariale, il Presidente della Regione Marche e tutto il personale dell’USR, anche per il cambio di passo che hanno dato alla ricostruzione soprattutto nell’ultimo anno oltre che per la loro disponibilità e puntualità nell’aiutarci a risolvere le diverse problematiche che di volta in volta si presentano. All’interno della nuova sede di Protezione Civile, importante struttura strategica a disposizione di tutta la cittadinanza, ho fortemente voluto la realizzazione di un’aula didattica dove la Protezione Civile Regionale potrà organizzare dei corsi di formazione e aggiornamento per i volontari e altresì una cucina dove si potranno organizzare corsi per formare il personale volontario che in caso di calamità potrà operare all’interno delle cucine mobili”.

Al fine di inserire visivamente l’edificio all’interno del contesto naturale circostante si è scelto di realizzare un sistema di inverdimento parietale attraverso vegetali rampicanti per il rivestimento parziale o totale delle facciate. Tra gli effetti così ottenuti ci sarà così anche quello di mitigare l’assorbimento del calore da parte delle pareti esterne maggiormente soggette ai carichi termici e la sua conseguente trasmissione all’interno dell’edificio.

Ricostruzione, nel 2023 nella provincia di Ascoli per la privata liquidati 240 mln, quasi 1300 cantieri attivi

In città e nella provincia i dati fanno segnare una netta crescita

Il Commissario alla Riparazione e alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli oggi in Prefettura ad Ascoli Piceno per il Tavolo permanente che periodicamente monitora l’attuazione del Protocollo di legalità per i cantieri della ricostruzione pubblica e privata. Presenti i rappresentanti dei sindacati e delle associazioni di categoria, dell’Agenzia regionale sanitaria (Ars), degli enti previdenziali, della Cassa edile e dell’Ispettorato del lavoro e dell’Ufficio speciale ricostruzione delle Marche.

“Le ingenti risorse della ricostruzione pubblica e privata devono essere monitorate con attenzione – sottolinea il Commissario Castelli -. Nel primo anno del mio mandato abbiamo finanziato 670 milioni in più di opere pubbliche nelle Marche, di cui 150 milioni ricadono nella provincia di Ascoli Piceno e oltre 32 milioni nel solo comune di Ascoli. Parallelamente, la ricostruzione privata ha conosciuto un boom di liquidazioni, segno tangibile del cambio di passo impresso ai cantieri. Nelle Marche i dati di gennaio restituiscono un quadro di netto miglioramento, segno che il lavoro sinergico portato avanti con il Presidente Francesco Acquaroli e con l’Usr regionale sta dando i suoi frutti: nel 2023 abbiamo erogato 990 milioni di euro, quasi il doppio dell’anno precedente. Un’accelerazione che ha riguardato anche la provincia di Ascoli (240 milioni di euro liquidati per l’avanzamento dei lavori, rispetto ai 181 milioni del 2022) e il Comune (71,8 milioni a fronte dei 58 mln dell’anno precedente). Dobbiamo far sì che sempre più imprese lavorino nel nostro territorio, preservando allo stesso tempo il tessuto imprenditoriale dalla possibilità di infiltrazioni e pressioni esterne di organizzazioni criminali, anche attraverso gli strumenti di prevenzione che i Protocolli di legalità hanno reso operativi sui territori: il badge elettronico, il settimanale di cantiere, il durc di congruità”.

La provincia di Ascoli Piceno è una delle più colpite dal terremoto del 2016, l’attenzione per le condizioni di sicurezza e il rispetto delle norme nei cantieri in corso è quindi molto alta. Sono già 1.617 i cantieri conclusi, la maggior parte per danni lievi.

“La ricostruzione cosiddetta pesante sta finalmente partendo, considerando che dei quasi 1300 cantieri attivi, oltre 1000 riguardano i danni gravi – prosegue Castelli -. Nei Comuni più colpiti stiamo rendendo operative anche le Ordinanze speciali in deroga, che riguardano una serie di interventi pubblici necessari anche per l’avanzamento della ricostruzione privata. Resta fondamentale – conclude il Commissario -, continuare a operare in un contesto collaborativo, sia tra enti pubblici che tra privati. Abbiamo avuto più volte la dimostrazione che agire in modo sinergico, come nel caso dei consorzi o delle frazioni (tra cui Tufo proprio nell’Ascolano) che hanno coordinato progetti e cantieri di comune accordo, rende il processo di ricostruzione più rapido ed efficace”.

Ricostruzione e Superbonus, il decreto è legge

Castelli: “Fino al 2025 nessuna limitazione alla cumulabilità dei contributi, sconto in fattura e cessione del credito”

La normativa introdotta con il Decreto-legge n. 212/2023, approvata il 29 dicembre, relativa al Superbonus 110%, è stata ufficialmente convertita in legge, con la recente approvazione in Senato. La norma consente di proseguire, senza modifiche o limitazioni di nessun tipo, con la cumulazione del contributo sisma con il superbonus per la riparazione degli immobili danneggiati da eventi sismici fino al 31 dicembre 2025. Inoltre, la possibilità di continuare a beneficiare dello sconto in fattura e della cessione del credito di imposta rimane invariata per gli interventi di ricostruzione post sisma sempre fino al 31 dicembre 2025, oltre agli importi che eccedono i contributi previsti per la ricostruzione. Difatti, l’art. 2 comma 1 della presente legge non riguarda e non inficia in alcun modo gli interventi di ricostruzione e riparazione post sisma del 2016.

L’obiettivo è quello di facilitare e accelerare i processi di ricostruzione nei territori colpiti, beneficiando di specifici vantaggi fiscali e di sostegno economico fino alla fine del 2025.

“Una notizia importante, che conferma l’impegno del Governo e del Parlamento nel sostegno alla ricostruzione. L’ennesima dimostrazione della sensibilità del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha ritenuto, nella riforma del Superbonus, di mantenere la misura in modo specifico per i territori del cratere 2016 in modo tale che si possa continuare a cumulare il Superbonus con il contributo di ricostruzione – dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli. Non solo si potranno continuare ad applicare le detrazioni fiscali, ma sarà inalterata anche l’opzione dello sconto in fattura e della cessione del credito d’imposta. In questi mesi abbiamo fatto sì che la norma potesse essere pienamente operativa, grazie ai Protocolli di intesa con gli istituti di credito che hanno reso disponibile un plafond di 1 miliardo di euro, e l’ottimizzazione delle linee guida in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate”.

I contribuenti che hanno ottenuto dei vantaggi fiscali per lavori di ristrutturazione iniziati dopo l’entrata in vigore della norma, devono, entro un anno dal completamento di questi lavori, stipulare una polizza assicurativa che copra i danni causati da disastri naturali o catastrofi. Indicazioni più dettagliate verranno fornite in seguito attraverso un decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze e del Ministro delle Imprese e del Made in Italy.

“Ma è importante – aggiunge il Commissario Castelli – che si sia aperta una riflessione operativa che riguarda il ruolo delle coperture assicurative a fronte delle catastrofi naturali. Mutualizzare il rischio è la modalità principale per affrontare la fragilità sismica (ma anche idrogeologica) del nostro territorio. Il ruolo che possono giocare le compagnie di assicurazione definiscono un altro ambito di preziosa collaborazione tra pubblico e privato. Una conferma di quanto le attività di ricostruzione e rigenerazione nel cratere del sisma 2016 (il più grande cantiere d’Europa) si pongano come laboratorio e occasione di sperimentazione di buone pratiche e di progettualità per il Paese. Anche per questo abbiamo intenzione di aprire un confronto con l’associazione delle compagnie assicurative, ANIA”.

Le disposizioni si applicano anche agli immobili danneggiati da eventi meteorologici avvenuti a partire dal 15 settembre 2022, per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza.

 

 

Castello di Brunforte, Loro Piceno ritrova il suo tesoro: 800 mila euro dai fondi sisma

Il Castello di Brunforte è uno dei simboli di Loro Piceno e del Maceratese ma non solo: è uno dei beni monumentali più amati delle Marche, grazie a una lunga e affascinante storia. Un luogo che, da oggi, intraprende definitivamente il percorso verso la piena disponibilità del Comune, e quindi pubblica, grazie ai fondi dell’Ordinanza Commissariale numero 137 del 2023, che ha concesso un contributo di 800 mila euro, appena liquidato dall’Ufficio Speciale Ricostruzione.

Una parte del meraviglioso complesso, infatti, apparteneva ad un ente ecclesiastico e l’acquisto di tali spazi ora ne consente una immediata riqualificazione ed il conseguente riutilizzo a beneficio della comunità e dei visitatori.

«L’acquisto è stato finanziato dall’ordinanza 137 utilizzando fondi che, insieme al Presidente della Regione Marche Acquaroli, avevamo immaginato di mettere in campo per opere che reputiamo strategiche per il territorio del cratere – spiega il commissario Straordinario alla Riparazione e alla Ricostruzione Guido Castelli -. Il castello di Loro Piceno rappresenta un esempio importante di come, nell’ambito dei progetti di rigenerazione urbana, la ricostruzione possa offrire anche un’occasione per rilanciare i nostri borghi e per rifunzionalizzare gli spazi urbani».

Il Castello di Brunforte, eretto nel 1600 sui resti di un castrum romano, domina dall’alto la cittadina e si chiude intorno a una corte, i cui lati sono delimitati a est dalla chiesa del Corpus Domini e dal coro, a sud dall’ala dei dormitori e a ovest da una parte della cinta muraria. Dal 1623 ha ospitato una comunità di suore domenicane di clausura dedite alla preghiera, al lavoro domestico e all’educazione di giovani aristocratiche. Abbandonato il convento dopo la soppressione delle truppe napoleoniche (nel 1810), l’Ordine è rientrato nel 1822.

Caramanico Terme, approvato il progetto per la chiesa di San Lorenzo

Via libera al recupero e messa in sicurezza della chiesa di San Lorenzo a Caramanico Terme (Pescara). La Conferenza dei servizi, infatti, ha approvato il progetto di restauro conservativo e messa in sicurezza di questo storico edificio, gravemente danneggiato dal sisma e di fondamentale importanza per la comunità locale e per il patrimonio culturale e religioso del territorio.

Il costo totale del progetto è stato stimato in oltre 200mila euro. Si tratterà di un intervento complesso, dato che i danni subiti a causa del sisma includono lesioni strutturali, alle murature esterne e alla facciata. Sarà quindi rimosso e sostituito il manto di copertura esistente, comprese le capriate e gli arcarecci in legno, con l’installazione di nuovi elementi strutturali in legno di abete di sezione maggiorata per assicurare maggiore resistenza e durabilità. Sarà realizzata una nuova struttura per il tetto, con un doppio strato di tavolato in abete per migliorare isolamento e stabilità, e la posa di un nuovo manto di copertura a tegole/coppi di laterizio, riutilizzando i materiali originali laddove possibile. Si procederà poi con la riparazione delle lesioni strutturali, utilizzando malta legante con caratteristiche simili a quelle originali per mantenere l’integrità e l’aspetto estetico dell’edificio. Sarà inoltre sistemato il solaio del nartece (lo spazio posto tra le navate e la facciata) e saranno pulite e tinteggiate le superfici in pietra, con colori simili a quelli già presenti per preservare l’armonia visiva dell’edificio.

“Questo intervento non solo mira a ripristinare la funzionalità e la sicurezza della chiesa ma anche a conservare il suo inestimabile valore storico e artistico per le future generazioni – dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. Dobbiamo prenderci cura dei nostri luoghi spirituali, dalla cui valorizzazione può trarre beneficio tutta la comunità. Il lavoro che stiamo portando avanti con il Presidente della Regione e l’Ufficio speciale per la ricostruzione, richiede interventi puntuali e una costante attenzione sia ai danni avvenuti nel cratere, e ricordo che in Abruzzo si sommano purtroppo a quelli già subiti con la scossa del 2009, sia ai danni che hanno colpito fuori cratere, in modo da ricomporre il tessuto edilizio, sociale ed economico nella sua interezza”.

Chiese del Fermano, lavori in corso a San Gregorio (Montelparo) e San Francesco (Monsampietro Morico)

Nel Fermano ci sono due importanti chiese i cui lavori di riparazione post sisma sono in corso. Si tratta della chiesa di San Gregorio Magno a Montelparo e della chiesa di San Francesco, situata a Monsampietro Morico.

«L’opera di rilancio del patrimonio di edilizia religiosa prosegue con capillarità – spiega il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli -. L’obiettivo resta quello di restituire alle comunità punti di riferimento imprescindibili non solo a livello spirituale e identitaria, ma anche a livello storico e architettonico. Nei giorni scorsi ho avuto modo di confrontarmi anche con l’Arcivescovo Monsignor Rocco Pennacchio sui 63 interventi che riguardano l’Arcidiocesi di Fermo. L’accelerazione che abbiamo impresso agli interventi sui luoghi di culto, così come in generale, è frutto della costante collaborazione con la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli e con l’Ufficio Speciale Ricostruzione».

La chiesa di San Gregorio costituisce da sempre il cuore religioso di Montelparo, grazie anche alla sua posizione elevata all’interno del centro storico. Legata in maniera profonda ad un celebre cittadino montelparese, il cardinal Gregorio Petrocchini, aprì al culto nel 1615.

Oggi, dopo la chiusura dovuta ai gravi danni causati dalle scosse sismiche del 2016/2017, si trova dunque in fase di riparazione. L’USR, infatti, ha liquidato il primo acconto del contributo totale, che è di 365.082 euro.

L’intervento in corso sta riguardando il rinforzo ed il restauro della cantoria, in particolare di balaustra, sottopavimento, bussola e della zona frontale. Previsto anche il rinforzo dell’abside, mentre il ribaltamento semplice della facciata principale verrà eliminato con l’inserimento di due tiranti in acciaio, ancorati a piastre metalliche poste internamente.

A Monsampietro Morico, invece, l’intervento su San Francesco ha un importo totale di 516.651 euro, di cui l’USR ha appena liquidato un primo acconto di 154.995 euro. I lavori hanno l’obiettivo di riparare le lesioni causate dal sisma, che si sono concentrate in diverse zone, tra cui il frontone, le volte in muratura, la cupola in camorcanna e, soprattutto, sulla torre campanaria, che ha subito i danni maggiori.

L’intervento previsto dal progetto è impostato sulla riparazione dei danni e nel contempo su quelli volti a garantire un miglioramento della risposta sismica dell’aula e del presbiterio che rappresentano la porzione di fabbricato maggiormente lesionata e che si intende rendere fruibile per il culto. I lavori sono mirati alla eliminazione della vulnerabilità, per quanto possibile, o a ridurne gli effetti sia sulle strutture verticali sia su quelle orizzontali.

Camerino, la frazione di Nibbiano dovrà essere delocalizzata

Castelli e Lucarelli incontrano i proprietari: “Vicini alle famiglie, in preparazione un’Ordinanza speciale”

Nel pomeriggio di ieri, il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, il direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione Marco Trovarelli, il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, il vicepresidente dell’assemblea regionale Gianluca Pasqui e il professore dell’Università di Chieti-Pescara, Nicola Sciarra, hanno incontrato i proprietari delle case della frazione di Nibbiano, per comunicare gli esiti dello studio di approfondimento del movimento franoso che interessa l’area.

La presenza di una frana nella frazione di Nibbiano era stata ipotizzata già nella microzonazione di terzo livello effettuata nel 2020, che segnalava la pericolosità dell’area. Successivamente, nel 2022, con la presentazione del Piano attuativo per la frazione, una possibile pericolosità era stata rimarcata tanto da portare alla necessità di ulteriori approfondimenti per accertarsi che la ricostruzione nell’area potesse avvenire in sicurezza.

Quest’ultimo studio, condotto dall’ingegner Francesco Massa e dal geologo Massimo Mangifesta, che si sono avvalsi della collaborazione del professor Nicola Sciarra, ha seguito le indicazioni dell’Ordinanza 119 del 2021 e del decreto commissariale 626, che regolano gli approfondimenti per la ricostruzione in aree a rischio frana, e ha certificato la pericolosità della zona. La frana infatti, preesistente al sisma, è stata ulteriormente aggravata dalle scosse del 2016, con un rischio elevato per l’intera area dell’abitato e quindi la necessità di delocalizzare tutte le abitazioni di Nibbiano. Dovranno essere delocalizzati sia gli edifici inagibili sia quelli ancora agibili o che erano stati riparati dopo le scosse.

“Dobbiamo consentire ai nostri cittadini di vivere in case sicure, impegnandoci per alleviare gli enormi di disagi che queste famiglie di Camerino si trovano ad affrontare – ha dichiarato il Commissario Castelli -. Insieme all’amministrazione valuteremo gli strumenti derogatori più idonei a garantire una delocalizzazione equa per tutti, anche per chi aveva già presentato il progetto di ricostruzione o aveva terminato i lavori di riparazione della propria abitazione. La Struttura commissariale, insieme all’Usr e al Comune, è già al lavoro per un’Ordinanza speciale che non lasci indietro nessuno”.

“Sono vicino ai miei concittadini e, come ho ribadito anche ieri sera, l’amministrazione resterà al loro fianco in questo momento drammatico per le famiglie di Nibbiano – dichiara il sindaco Roberto Lucarelli -. Da sindaco la mia priorità è la sicurezza della popolazione. Ricontatteremo ciascun nucleo familiare per analizzare le singole situazioni e necessità e arrivare quanto prima a una soluzione condivisa”.

I dettagli, anche economici, delle delocalizzazioni, saranno definiti nelle prossime settimane tramite un’Ordinanza speciale in deroga.