Force, lavori sulla chiesa di San Paolo Apostolo

Entrano nel vivo i lavori di riparazione con miglioramento sismico della storica chiesa di San Paolo Apostolo a Force (Ap), gravemente danneggiata dal terremoto ed oggi inagibile.

Il progetto promosso dalla Diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto punta a garantire la sicurezza strutturale della chiesa (edificata sulle basi di una più antica costruzione, risalente al XII secolo, di cui si conservano alcune testimonianze nella zona absidale), preservando meticolosamente l’apparato decorativo e le opere d’arte custodite, grazie ad un contributo di 540.000 euro, di cui l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha appena liquidato una parte equivalente a 146.611 euro.

“Un altro tassello del nostro ricco patrimonio di edilizia religiosa sta per tornare a splendere – spiega il commissario straordinario, Guido Castelli -. L’opera di riparazione è articolata data proprio la vastità ed il valore storico di questi beni. Ringrazio quindi, oltre alle Diocesi, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli per quanto fatto fino ad ora e per quanto ancora verrà realizzato in tal senso”.

“A nome dell’intera comunità di Force esprimo profonda gratitudine al Commissario Straordinario per la Ricostruzione, al personale dell’USR, a Sua Eccellenza il Vescovo, al Parroco e a tutti gli uffici comunali. Grazie al lavoro di squadra e alla collaborazione istituzionale siamo riusciti a raggiungere questo importante risultato. Per Force la Chiesa di San Paolo rappresenta molto più di un luogo di culto: è la Chiesa del nostro Santo Patrono e custodisce un altissimo valore religioso, storico e paesaggistico che appartiene all’identità della nostra comunità. Oggi facciamo un passo avanti importante nel percorso di rinascita del nostro territorio” aggiunge il sindaco Amedeo Lupi.

 

Le indagini tecniche hanno evidenziato criticità severe localizzate in particolare sulla torre campanaria, soggetta a fenomeni di distacco e lesioni all’intersezione con la scatola muraria. Si registrano inoltre fessurazioni da taglio e schiacciamento lungo le pareti laterali della navata, quadri fessurativi sull’arco trionfale e distacchi di intonaco sulle volte a crociera.

Il progetto adottato si fonda sul principio del minimo intervento e della massima conservazione delle superfici decorate, posizionando le principali opere di rinforzo in zone non visibili al pubblico o prive di apparati decorativi.

I lavori prevedono il consolidamento del campanile e delle murature, il rinforzo della navata con interventi sulle pareti e sull’arco trionfale, oltre al miglioramento sismico della copertura e della facciata attraverso nuove catene, elementi in acciaio e sistemi di protezione per garantire una maggiore stabilità dell’edificio.

Tutti i beni storico-artistici mobili custoditi all’interno (tra cui la celebre tela settecentesca della Conversione di San Paolo firmata dall’ascolano Nicola Monti, gli altari barocchi, i confessionali lignei ed i dipinti murali del XVI secolo) sono stati opportunamente messi in sicurezza o trasferiti in stoccaggio idoneo previo accordo e preavviso alla Soprintendenza.

Sant’Angelo in Pontano, al via i lavori per il nuovo polo scolastico

Sono iniziati a Sant’Angelo in Pontano (Mc) i lavori per la realizzazione del nuovo polo scolastico che sorgerà in località Passo Sant’Angelo. Un intervento atteso dalla comunità, reso necessario dopo che il complesso scolastico utilizzato fino al terremoto del 2016 è stato dichiarato inagibile, e che rappresenta uno degli investimenti più significativi nell’ambito della ricostruzione pubblica del Maceratese.

L’opera, dal valore complessivo di 6,2 milioni di euro, è stata approvata dall’Ufficio Speciale Ricostruzione e vede il Comune nel ruolo di soggetto attuatore. Il nuovo complesso è stato progettato per accogliere fino a 150 alunni tra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, garantendo spazi moderni, sicuri e pienamente accessibili.

«L’avvio del cantiere della nuova scuola rappresenta, per il nostro territorio, molto più che un semplice polo scolastico: è la speranza che rinasce, è il futuro calato in un territorio che tanto è stato penalizzato dal sisma. Si tratta di un concetto di centro educativo moderno, capace di dare servizi performanti in spazi adeguati e sicuri» — dichiara il sindaco di Sant’Angelo in Pontano, Vanda Broglia. «Di tutto questo non posso che essere grata agli uffici comunali che hanno alacremente lavorato per far sì che il progetto del nuovo Polo vedesse la luce. Un grazie speciale va poi alla Regione ed al Presidente Acquaroli, per non averci mai fatto sentire soli e per l’attenzione verso i piccoli borghi. Impagabile infine può definirsi il lavoro del Commissario Straordinario Sen. Castelli, che insieme alla sua struttura ed all’USR ha seguito, con certosino impegno, ogni fase dell’iter burocratico, ha compreso l’importanza del nuovo polo scolastico per la vita del paese e si è speso e si sta, tuttora, spendendo, in prima persona, perché la ricostruzione proceda con passo spedito, senza però perdere mai di vista la tutela della legalità e la sicurezza sui posti di lavoro».

«Con l’avvio del cantiere prende forma un intervento destinato a restituire al territorio non soltanto una nuova scuola, ma un moderno centro educativo e civico, capace di accompagnare la crescita delle nuove generazioni e di diventare un luogo di incontro e aggregazione per tutto il territorio – spiega il commissario straordinario Guido Castelli -. Continuiamo a lavorare a testa bassa per far sì che il futuro del cratere diventi una certezza basata su sicurezza e pianificazione, cosa per cui ringrazio Comune, Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

Più che una semplice scuola, il progetto è stato concepito come un vero e proprio campus aperto alla comunità, capace di integrare edifici, aree verdi e spazi di aggregazione in un unico sistema. Oltre alle aule destinate alle attività didattiche, il nuovo polo comprenderà una mensa, una palestra con i relativi servizi e spazi comuni pensati per favorire la socializzazione e la partecipazione.

Tra gli elementi architettonici più caratterizzanti spicca il collegamento a ponte tra l’edificio destinato a mensa e il blocco che ospiterà scuola primaria e secondaria, una soluzione che contribuirà a creare continuità tra le diverse funzioni del campus. Sul fronte opposto, un sistema pergolato metterà in relazione la palestra e il corpo delle scuole elementari, mantenendo la permeabilità degli spazi e la possibilità di attraversamento pedonale.

Il cuore dell’intervento sarà rappresentato da un grande spazio centrale, generato dalla particolare conformazione a “C” del complesso. Una sorta di piazza contemporanea, pensata come luogo di incontro e condivisione per studenti, famiglie e cittadini, capace di trasformare il polo scolastico in un punto di riferimento per l’intera comunità.

Grande attenzione è stata riservata anche agli aspetti ambientali e alla sostenibilità. Le aree esterne saranno infatti realizzate con pavimentazioni drenanti in masselli autobloccanti, favorendo la corretta gestione delle acque meteoriche e migliorando la qualità degli spazi aperti.

Il progetto prevede inoltre specifiche soluzioni per la sicurezza, tra cui un collegamento verticale antincendio esterno al complesso, e un’attenzione particolare all’abbattimento delle barriere architettoniche, così da garantire la piena accessibilità a tutti gli utenti.

Nocciano, approvato l’intervento locale di riparazione e ripristino della chiesa di San Lorenzo diacono e martire

La conferenza permanente ha approvato l’intervento locale di riparazione e ripristino della chiesa di San Lorenzo diacono e martire a Nocciano (Pe).

L’originario schema a navata unica della Chiesa è stato alterato quindi dall’introduzione, nel 1930, della navata laterale destra delimitata da tre grandi archi a tutto sesto, in mattoni a vista. L’attuale conformazione planimetrica è frutto dunque della ricostruzione effettuata tra il 1931 e il 1933. L’interno è illuminato, oltre che dal rosone presente nella facciata principale, da monofore lungo le pareti laterali, realizzate in conci di pietra, e da una monofora collocata nell’abside.

E’ prevista la demolizione del solaio di calpestio esistente in latero-cemento, delle travi perimetrali, dei massetti e sovrastanti pavimenti, la realizzazione di una platea continua armata, riconnessa con pali infissi fino a 20 mt di profondità, per l’appoggio delle murature della Chiesa e relative fondazioni, interventi di rinforzo sugli archi con cuciture a secco con barre elicoidali di acciaio inox;  interventi sulle pareti consistenti nella ricucitura delle lesioni sub verticali con tecnica scuci cuci, al fine di migliorare il collegamento tra i vari macroelementi e interventi sulle pareti interne ed esterne, consistenti in rifacimento dell’intonaco a calce rinforzato con rete in fibra di basalto-acciaio. Costo dell’intervento: 900.000,00 €.

“Questi interventi testimoniano la volontà concreta di ricostruire non solo muri, ma speranze per tutto il cratere e rinascita per tutti i territori- dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – Sono luoghi di culto che non solo esprimono la storia e la cultura del territorio, ma sono anche essenziali punti di riferimento sociali e valoriali per le comunità che li ospitano. Ringrazio il presidente della Regione Marco Marsilio, l’Arcivescovo Tommaso Valentinetti, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Marcello Luciano Giordano per la loro collaborazione”.

Pieve Torina, via libera al consolidamento della strada di accesso a Gallano Alta

La Conferenza Regionale ha approvato il progetto per l’intervento di consolidamento della strada comunale di accesso alla frazione di Gallano Alta, nel comune di Pieve Torina (Mc), un’opera strategica per ripristinare la piena funzionalità dell’unico collegamento viario al borgo storico della frazione, duramente colpito dagli effetti del sisma del 2016/2017.

L’intervento, inserito nel Programma straordinario di Rigenerazione Urbana finanziato attraverso l’Ordinanza commissariale 137 del 2023, prevede un investimento complessivo di 350.000 euro.

«Con l’approvazione della Conferenza Regionale il procedimento compie ora un passo decisivo verso la fase esecutiva dell’intervento, che consentirà di mettere in sicurezza il versante e restituire alla comunità una viabilità essenziale per la vita della frazione – conferma il Commissario straordinario Guido Castelli -. Il percorso di ricostruzione ha l’obiettivo di non lasciare indietro nessun territorio, continuiamo a lavorare consapevoli che la direzione è quella giusta. Ringrazio, oltre al Comune, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci: «È un intervento atteso e necessario per restituire futuro al borgo di Gallano Alta, un nucleo urbano inserito in un contesto di straordinaria bellezza paesaggistica. Garantire la possibilità di accesso al borgo è il primo passo per un recupero pieno delle strutture abitative e per far sì che anche qui si ricreino le condizioni per vivere dignitosamente. Pieve Torina e le sue frazioni sono ormai sulla via di una ricostruzione finalmente concreta e percepibile grazie all’impegno della Regione, del Commissario e dell’USR».

 

Le opere riguarderanno il consolidamento del tratto di strada comunale che conduce a Gallano Alta, dove gli eventi sismici hanno provocato il crollo di una porzione del muro di sostegno e della carreggiata, causando una voragine e rendendo necessario limitare l’utilizzo della viabilità. La strada rappresenta l’unico accesso al nucleo storico della frazione e riveste quindi un ruolo fondamentale per residenti e visitatori.

Il progetto prevede la realizzazione di opere di consolidamento strutturale attraverso l’installazione di berlinesi in micropali sia a monte sia a valle del muro esistente, la ricostruzione del muro di sostegno in pietra nel rispetto delle caratteristiche originarie, il ripristino della sede stradale e del parapetto murario e una serie di interventi per migliorare il drenaggio e la gestione delle acque meteoriche, al fine di prevenire ulteriori fenomeni di dissesto.

L’opera nasce dalla necessità di ripristinare il muro di sostegno e le porzioni stradali danneggiate, garantendo nuovamente la piena accessibilità al borgo e migliorando le condizioni di sicurezza dell’infrastruttura..

Muccia, approvato il progetto esecutivo della nuova Casa di Riposo

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per la ricostruzione della Casa di Riposo di Muccia (Mc), uno degli interventi più significativi per il rafforzamento dei servizi socio-sanitari nel territorio colpito dal sisma del 2016/2017. Il provvedimento determina un contributo complessivo di 5.426.000 euro.

 

L’edificio, gravemente danneggiato dal terremoto e dichiarato inagibile, sarà demolito e ricostruito sullo stesso sedime in via dei Giardini. Il nuovo complesso manterrà la volumetria esistente ma sarà realizzato secondo i più avanzati criteri di sicurezza sismica, assumendo le caratteristiche di una struttura strategica in grado di garantire elevati livelli di protezione anche in caso di emergenza.

 

«L’approvazione del progetto esecutivo rappresenta un passaggio decisivo verso la ricostruzione di un presidio fondamentale per Muccia e per l’intero territorio dell’alto Maceratese, restituendo alla comunità una struttura moderna, sicura e adeguata alle esigenze assistenziali della popolazione più fragile – spiega il commissario straordinario, Guido Castelli -. Il nostro obiettivo, condiviso insieme ai Comuni, all’Usr ed alla Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli, rimane quello di proseguire su questa strada fino a che ogni edificio danneggiato del cratere non sia ricostruito e sicuro».

 

Soddisfazione anche da parte del sindaco di Muccia, Stefano Antonelli: «Con questo finanziamento da oltre 5,4 milioni di euro facciamo un passo davvero importante nel percorso di rinascita del paese. Muccia potrà finalmente riavere una struttura essenziale per il suo tessuto sociale e l’opportunità di garantire un servizio fondamentale per tutta la comunità. Si tratta del primo, rilevante traguardo raggiunto da quando la nuova Amministrazione si è insediata. Ringrazio per questo la Struttura Commissariale e l’USR per l’eccellente lavoro svolto: sono certo che questa proficua collaborazione continuerà a guidarci nei prossimi passi della ricostruzione».

 

Il progetto prevede la realizzazione di una moderna struttura socio-assistenziale con una superficie complessiva di oltre 1.300 metri quadrati. La nuova Casa di Riposo ospiterà due servizi distinti: una struttura socio-sanitaria assistenziale per persone con disabilità, dotata di 8 posti letto, e una residenza per anziani autosufficienti con 14 posti letto, per un totale di 22 ospiti. L’edificio sarà articolato su un piano seminterrato, due piani fuori terra e un sottotetto.

 

Tra le principali scelte progettuali figurano la realizzazione di una nuova scala esterna di sicurezza, la riorganizzazione degli spazi interni, l’installazione di un gruppo di pressurizzazione antincendio e la realizzazione di una vasca dedicata alla sicurezza antincendio.

“Fatae” di Asco, ad Arquata lo spettacolo che intreccia leggenda, musica e identità

Identità, leggenda e musica si incontrano nello spettacolo “Fatae” di Asco, in programma il 14 e 15 agosto a Pretare di Arquata del Tronto.

L’iniziativa è promossa dall’associazione culturale “Monte Vettore” e dal Comune di Arquata del Tronto e la Comunanza agraria di Pretare, con il sostegno del Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli.

L’evento fa parte di una tradizionale manifestazione che ricorda la leggenda della discesa delle Fate a Pretare di Arquata.

“Fatae” propone un percorso artistico ispirato alle tradizioni, alle storie e alle suggestioni dell’Appennino centrale, reinterpretate attraverso un linguaggio contemporaneo capace di coinvolgere le nuove generazioni. Lo spettacolo nasce dall’esperienza di giovani artisti che, partendo dalle proprie radici e dalla memoria dei luoghi d’origine, hanno trasformato talento e creatività in un progetto di respiro internazionale. ASCO (nome d’arte di Alessandro Xiueref, nato ad Ascoli nel 1989) è un DJ, produttore discografico e direttore d’orchestra italiano. È celebre per aver ideato il progetto Symphony of Caos, un format innovativo che unisce musica elettronica, grandi hit dance e arrangiamenti orchestrali classici, consacrandolo come il primo DJ orchestrale.

FATAE nasce come uno spettacolo multidisciplinare in cui musica, danza, immagini, luce, effetti scenici e spazio sonoro non sono elementi separati, ma parti di un unico sistema narrativo. Il suono non proviene solo dal palco. Viene distribuito nello spazio e si muove attorno al pubblico, creando una percezione tridimensionale della scena. Vento, voci, natura, fratture, terremoto e musica diventano presenze fisiche che attraversano l’area dello spettacolo. ASCO dirige e suona dal vivo una partitura originale che unisce orchestra, suoni elettronici, ritmi rituali e tensione cinematografica. La musica non accompagna la storia: la costruisce, ne determina il respiro e guida ogni passaggio scenico.

Lo spettacolo integra musica orchestrale ed elettronica, danza, immagini, luci, audio immersivo ed effetti scenici in un’unica narrazione dedicata alla Sibilla, alle Fate, al terremoto, alla memoria e alla rinascita dell’Appennino.

Al centro dell’iniziativa vi è il valore della cultura come componente essenziale della ricostruzione. La rinascita dei territori colpiti dal sisma, infatti, non può esaurirsi nel recupero materiale degli edifici e delle infrastrutture, ma deve comprendere anche la ricostruzione delle relazioni, dell’identità collettiva e della vita sociale delle comunità.

“La ricostruzione dell’Appennino centrale è un processo che riguarda le case, le scuole e le opere pubbliche, ma anche l’anima e l’identità dei territori – dichiara il Commissario straordinario Guido Castelli – L’iniziativa possiede un forte valore identitario in sé, è un evento del decennale del sisma che viene allestito in un’area distrutta dalle scosse che vuole segnare la ripresa della vita e della cultura. I nonni di Asco erano originari di Pretare, lui ha fatto successo nel mondo e torna in quei luoghi dove trascorreva le estati da bambino. E’ un vero esempio di tornanza. Pretare e Arquata del Tronto rappresentano luoghi simbolo della ricostruzione e ospitare qui uno spettacolo che nasce dalle radici dell’Appennino significa trasformare la memoria in energia, partecipazione e futuro. Stiamo proprio lavorando per un nuovo sviluppo della montagna e la Dmo dei Sibillini con il portale www.visitsibillini.it, e quindi il mito della Sibilla rientra in questa progettualità”.

“Ringrazio Asco, l’associazione Monte Vettore, la struttura commissariale e gli abitanti di Pretare. Stiamo lavorando sodo per la rinascita di questa frazione storica, e questa festa rappresenta un barlume di speranza per il futuro. Quest’estate è cruciale non solo per questo evento, ma anche per l’avvio dei lavori per i sottoservizi”, afferma il sindaco Michele Franchi.

Asco aggiunge che “Tre anni fa i miei compaesani mi hanno chiesto di rappresentare questa leggenda che si tramanda da secoli, e che da 70 anni i ragazzi del posto, ogni 3 anni, hanno egregiamente raccontato. Da ragazzo del posto non potevo non accettare. Tre anni fa non potevo immaginare che questa sarebbe diventata la tappa di un mio tour europeo, ma sono contento di aver affrontato questa sfida portando a Pretare uno show unico, mai visto prima nel suo genere e nel suo linguaggio tecnico. Una grande innovazione in un territorio che sta rinascendo e che ha l’occasione di essere scoperto da tutti coloro che stanno arrivando da tutta Italia ed Europa per i sold out delle date di FATAE.”

Roberto Giovannozzi, vicepresidente dell’associazione Monte Vettore sottolinea che “Organizzare un evento di questa portata assume un significato particolarmente importante per Pretare, perché la leggenda delle Fate è profondamente legata alla storia e all’identità stessa del paese. Fin dal 1956, generazioni di ragazze e ragazzi del luogo hanno interpretato le Fate e i pastori, contribuendo a custodire e tramandare una tradizione che ancora oggi coinvolge direttamente la comunità. Lo spettacolo di Asco rappresenta ora una sorta di spartiacque: conserva il legame con ciò che è stato realizzato fino a oggi, attraverso rappresentazioni teatrali e musicali di ispirazione medievale, ma introduce un linguaggio completamente nuovo, caratterizzato da tecnologie avanzate e da un impatto scenico straordinario. È un modo innovativo di raccontare la nostra storia, capace di valorizzarne le radici e, allo stesso tempo, di renderla attrattiva e comprensibile anche per le nuove generazioni”.

L’evento intende inoltre richiamare l’attenzione sul ruolo delle nuove generazioni nella rinascita delle aree interne. Attraverso la musica, la narrazione e la performance artistica, i giovani interpreti restituiscono voce alle comunità, dimostrando come l’identità locale possa diventare un motore di innovazione, attrattività e sviluppo.

La scelta di Pretare, frazione duramente colpita dagli eventi sismici del 2016, rafforza il significato dell’iniziativa: riportare cultura, incontro e partecipazione nei luoghi della ricostruzione, contribuendo a rinsaldare il legame tra le persone e il territorio.

Sisma 2016. Castelli: “Dalle emergenze eterne alla ricostruzione. Più responsabilità ai territori e nuovi strumenti per il rilancio delle aree interne”

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un pacchetto di misure che segna una svolta nella gestione della ricostruzione del Centro Italia. Tra i provvedimenti principali figurano la cessazione dello stato di emergenza nazionale e il passaggio allo stato della ricostruzione; l’individuazione del “Primo Cratere” nei comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, destinatari di specifiche misure di sostegno; la proroga per tre anni della Struttura commissariale, con un rafforzamento delle sue competenze e funzioni; nuove iniziative per la promozione della ricostruzione e per la prima applicazione del ruolo degli esperti catastrofali.

«La cessazione dello stato di emergenza rappresenta un passaggio storico per i territori colpiti dal sisma del 2016. Non significa che l’impegno dello Stato venga meno, ma che si apre una fase nuova, più matura e stabile, nella quale la ricostruzione viene governata attraverso regole organiche e una programmazione di lungo periodo, superando definitivamente la logica delle emergenze senza fine», dichiara il Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli.

«La proroga triennale della Struttura commissariale è perfettamente coerente con l’orizzonte delle risorse già stanziate per i prossimi tre anni e garantisce continuità amministrativa e operativa. Contestualmente vengono rafforzati poteri e funzioni della Struttura, ma il principio guida resta quello del protagonismo e della responsabilizzazione dei sindaci, che rappresentano il primo presidio istituzionale delle comunità e devono poter operare con strumenti sempre più efficaci e procedure più snelle».

Per Castelli la sfida non si esaurisce con la ricostruzione degli edifici. «La vera ricostruzione è anche sociale, economica e demografica. Per questo assume un valore strategico la norma che destina il 4 per cento delle risorse a interventi di sviluppo socio economici (una percentuale che è incrementata fino al 5% per i comuni nel primo cratere): significa investire in imprese, servizi, occupazione, innovazione e qualità della vita. Ricostruire le case è fondamentale, ma dobbiamo anche creare le condizioni perché le persone scelgano di restare, tornare e investire nelle aree interne».

 

Sulla stessa linea il Questore della Camera dei Deputati l’on. Paolo Trancassini, sottolinea il valore politico del nuovo impianto normativo: “Il Governo Meloni è consapevole che la partita delle aree interne, come quelle colpite dalle devastazioni quali il sisma, necessita di una politica che abbia la capacità di scendere quanto più in concreto nella storia di una comunità. Serve un approccio sartoriale, abbiamo bisogno di “vestiti su misura” per ogni territorio che è comunità a sè, così da non disperdere fondi ed energie, e soprattutto per dare quei segnali di attenzione concreta che mi auguro oggi siano arrivati per i cittadini di Amatrice, Accumoli ed Arquata del Tronto”.

Ponte Ancaranese, ripristinato il doppio senso di marcia

È stato ripristinato il doppio senso di marcia sul ponte storico Ancaranese, lungo il collegamento viario tra i territori di Ascoli Piceno e Ancarano. La riapertura completa alla circolazione rappresenta un passaggio particolarmente atteso dalle comunità, dai pendolari e dalle attività produttive delle province di Ascoli Piceno e Teramo.

Il risultato è stato raggiunto al termine delle lavorazioni necessarie alla messa in sicurezza e all’adeguamento temporaneo del ponte storico in muratura, previste nell’ambito dell’Ordinanza Speciale n. 122 del Commissario Straordinario alla Ricostruzione. La circolazione nei due sensi consentirà di ridurre i disagi registrati negli ultimi anni e di migliorare la continuità viaria tra Marche e Abruzzo.

Il ripristino della viabilità a doppio senso costituisce una fase del più ampio intervento programmato per la riqualificazione definitiva dell’attraversamento del fiume Tronto. Il progetto complessivo, finanziato per 15,7 milioni di euro, prevede infatti la demolizione dell’attuale ponte in cemento armato precompresso e la costruzione di una nuova infrastruttura moderna, sicura e resiliente.

Il nuovo ponte sarà realizzato con una struttura ad arco in acciaio su tre campate e con un impalcato misto acciaio-calcestruzzo. Sarà progettato secondo i più avanzati criteri di sicurezza sismica, stradale e idraulica, migliorando anche la capacità dell’attraversamento di affrontare le piene del fiume Tronto.

“Oggi, dopo mesi di lavori, è stato ripristinato il doppio senso di marcia. Un risultato concreto e atteso, che restituisce maggiore fluidità e sicurezza a un collegamento strategico utilizzato ogni giorno da cittadini, lavoratori e imprese. Avevamo assunto un impegno preciso e, grazie alla collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte, siamo riusciti a rispettarlo. Il lavoro prosegue ora verso la soluzione definitiva con un nuovo ponte moderno su un fiume che nasce ad Amatrice e bagna i territori devastati dalla prima scossa. Grazie alla Regione Marche, alle Province di Ascoli Piceno e Teramo, ai Comuni, all’Ufficio speciale per la ricostruzione, al Ministero della Cultura, alle Soprintendenze e a tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento di questo importante traguardo” dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

“Con la riapertura di questo tratto offriamo un sollievo tanto necessario alle attività economiche e ai cittadini in questi mesi difficili.  Inoltre, stiamo pianificando importanti infrastrutture per il futuro, che daranno nuova linfa vitale alla vallata del Tronto, proprio come avvenne negli anni ’80, quando conobbe una grande crescita economica.  Ringrazio il commissario per la sua efficienza e tutti coloro che hanno contribuito alla rapida realizzazione di questo tratto e alla progettazione definitiva.  Esprimo la mia gratitudine per tutti questi interventi che contribuiranno a dare una nuova prospettiva alle nostre vallate, che hanno perso gran parte dell’industria che le caratterizzava negli anni ’80” sottolinea il presidente della Provincia di Teramo Camillo D’Angelo.

Il vicepresidente della Provincia di Ascoli Massimo Romani aggiunge che “L’apertura di oggi è di fondamentale importanza per entrambe le province, Ascoli Piceno e Teramo. Questo ponte collega due regioni, e il suo completamento segna un passo cruciale nella ricostruzione. Da oggi, questo ponte ripristina un’arteria vitale per lo sviluppo economico e sociale dell’intera area. Esprimo la mia gratitudine al commissario per la ricostruzione, che si è occupato di questa situazione con dedizione e l’ha portata a una conclusione tempestiva”.

Scuola, in arrivo gli organici in deroga per il cratere sismico. Castelli: «Per la prima volta il provvedimento pronto prima dell’avvio dell’anno scolastico»

È stato predisposto, vistato e sarà trasmesso a breve agli Uffici scolastici competenti il provvedimento che, in applicazione del DL Sisma n.3/23,  assegna le risorse di organico in deroga per il personale docente e Ata destinate alle scuole dei territori colpiti dagli eventi sismici del 2016 e del 2017.

 

Un passaggio particolarmente atteso dai Comuni e dalle istituzioni scolastiche del cratere, che consentirà di programmare l’avvio del nuovo anno scolastico con tempi più certi, garantendo le risorse necessarie per assicurare la continuità didattica, lo sdoppiamento delle classi ove necessario e il regolare funzionamento delle scuole.

 

Il risultato arriva al termine di un costante lavoro di interlocuzione istituzionale promosso dal commissario straordinario al sisma, Guido Castelli, che nelle scorse settimane aveva formalmente sollecitato il Ministero dell’Istruzione e del Merito a definire con la massima tempestività il decreto di assegnazione delle risorse, evidenziando le preoccupazioni espresse dai sindaci e dai dirigenti scolastici del cratere e la necessità che gli organici fossero disponibili prima dell’inizio delle lezioni.

 

«Per la prima volta siamo riusciti ad arrivare a questo importante passaggio prima dell’avvio dell’anno scolastico – spiega Castelli –. È un risultato frutto della proficua collaborazione istituzionale con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e dell’attenzione riservata alle esigenze dei territori colpiti dal sisma. Gli organici in deroga rappresentano uno strumento fondamentale per garantire il diritto allo studio nelle aree più fragili dell’Appennino centrale, dove la scuola continua a essere un presidio essenziale per la tenuta sociale delle comunità. Ringrazio il Ministero, il ministro Giuseppe Valditara per l’attenzione dimostrata e per aver condiviso l’importanza di anticipare questo provvedimento, e tutti gli uffici che hanno lavorato per raggiungere questo obiettivo, rispondendo concretamente alle richieste avanzate dai sindaci e dalle istituzioni scolastiche. Ricordo che, grazie al Governo, con il decreto-legge n. 3 del 2023 è stata prevista, attraverso le risorse messe a disposizione dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, la possibilità di mantenere gli organici e le classi in deroga nei territori del cratere sismico fino all’anno scolastico 2028-2029. Una misura fondamentale per garantire la continuità dell’offerta formativa e tutelare le comunità più fragili dell’Appennino centrale».

 

«Sappiamo quanto sia importante offrire alle famiglie, agli studenti e al personale scolastico certezze prima dell’inizio delle lezioni – conclude Castelli –. Anticipare i tempi significa consentire alle scuole di programmare con maggiore serenità il nuovo anno e contribuire a rafforzare il percorso di rinascita dei territori del sisma, nel quale il sistema scolastico riveste un ruolo strategico».

Mogliano, lavori in corso sul Santuario del Santissimo Crocifisso

Sono in corso i lavori di miglioramento sismico e restauro conservativo del Santuario del Santissimo Crocifisso a Mogliano (Mc), luogo simbolo di devozione popolare la cui fondazione risale al XVII secolo ed integrata nel 1811 dal progetto dell’architetto e pittore Giuseppe Lucatelli.

L’edificio, danneggiato dagli eventi sismici del 2016/2017, è oggetto di un importante intervento promosso dall’Arcidiocesi di Fermo grazie ad un contributo di 700.000 euro, di cui l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha appena liquidato una parte equivalente a 187.990 euro.

«Opere come questa raccontano alla perfezione quanto la parte riguardante l’edilizia religiosa rappresenti una delle spine dorsali della ricostruzione dei territori del cratere, un patrimonio inestimabile che ha rischiato di andare in pezzi – spiega il commissario straordinario, Guido Castelli -. Ringrazio il lavoro congiunto di Arcidiocesi, Usr e della Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli, è grazie alla sinergia che riusciamo a proseguire con costanza e risultati su questa scia».

Sulla stessa linea il sindaco di Mogliano, Fabrizio Luchetti: «L’accelerazione impressa ai lavori del Santuario del SS. Crocifisso da parte del Commissario straordinario alla ricostruzione consente di restituire alla cittadinanza e ai fedeli uno dei luoghi più significativi della storia, della cultura e della religiosità moglianese. La rinascita di questo luogo simbolico permette di sanare, a dieci anni dagli eventi, una delle tante ferite del sisma e di superare quella condizione di smarrimento e “spaesamento” molto ben descritta da Lucrezia Ercoli nel suo volume “La terra trema. Filosofia della catastrofe”».

Anche il vescovo di Fermo Rocco Pennacchio è intervenuto sul cantiere: «Da alcuni mesi è attivo il cantiere del Ss. Crocifisso di Mogliano, un altro importante contributo alla ricostruzione degli edifici sacri nella nostra diocesi. La devozione al SS. Crocifisso non si è affievolita in questi dieci anni, seppur costretta in locali di fortuna, grazie anche allo zelo pastorale dei presbiteri che si sono succeduti al Santuario e alla presenza dei padri conventuali. Ancora una volta esprimo gratitudine alla struttura commissariale che mostra particolare sollecitudine nel rendere di nuovo fruibili anche i luoghi di culto alla popolazione, segni di fede e di aggregazione sociale».

Il progetto esecutivo adotta soluzioni tecnologiche ad altissima compatibilità monumentale. Tra gli interventi in corso, la realizzazione di una sottofondazione con micropali per il consolidamento delle strutture esistenti ed il rifacimento della copertura delle navate.

Accanto agli interventi strutturali, le maestranze specializzate stanno eseguendo il delicato restauro degli apparati decorativi.

Curiosità. Un terremoto, nel 1795, aggravò la stabilità dell’edificio. Ad esso, si aggiunsero la carestia e la siccità, l’arrivo delle armate francesi, le razzie e l’obbligo di mantenere le truppe durante il periodo della Repubblica Romana e, infine, la situazione di grave precarietà economica dovuta alle vicende napoleoniche. In pochi anni l’edificio finì nel degrado e nell’abbandono.