Legnini: sismabonus ed ecobonus per una ricostruzione di qualità

 

Insieme alla definizione delle nuove procedure per riparare i danni materiali, riparte e si intensifica il dibattito sulle strategie per la ricostruzione del tessuto sociale e dello sviluppo del Centro Italia colpito dal sisma del 2016. “Abbiamo il dovere di ricostruire in tempi ragionevoli e promuovere una strategia per la rinascita di questi territori basata sulla sostenibilità” ha detto il Commissario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini, che ieri ha avuto un incontro con gli industriali della provincia di Macerata e la Fondazione Bocelli, e oggi ha partecipato ad un seminario online organizzato da Symbola con Fabio Renzi, Ermete Realacci, Padre Enzo Fortunato, e numerosi esponenti della società civile delle quattro regioni colpite dal sisma.
“Dobbiamo avere il coraggio di sognare, come ha detto oggi Padre Enzo Fortunato, responsabile della sala stampa della Basilica di Assisi, anche quando non vediamo la luce. Gli obiettivi da perseguire sono quelli contenuti nel Manifesto di Assisisi sullo sviluppo sostenibile, che oggi devono costituire la base di un nuovo modello di sviluppo, tanto più per il post emergenza Coronavirus” ha detto Legnini.
“Uno strumento molto importante in questo senso – ha sottolineato il Commissario – è quello degli incentivi per il sismabonus e l’ecobonus al 110%, una misura molto efficace varata dal governo nel decreto per il rilancio dell’economia, che apre scenari nuovi anche per una ricostruzione sicura e di qualità. Dovremo trovare il modo per coniugare in modo semplice questi incentivi con i contributi pubblici per la ricostruzione, per accrescere la qualità sismica ed energetica degli edifici evitando eccessivi “accolli” per i proprietari. Sarebbe inoltre auspicabile che il Parlamento in sede di conversione del decreto esaminasse la possibilità di alzare il tetto di tali incentivi per il cratere sismico, misura che determinerebbe un’ulteriore fortissima accelerazione e semplificazione delle procedure”.
I confronti di ieri e di oggi, ha aggiunto Legnini, “rafforzano il convincimento che la ricostruzione non può essere un processo freddo, non può farsi in solitudine, ma deve essere frutto di ascolto e partecipazione e deve svolgersi in un contesto istituzionale ampio e dialogante. Sulla nuova Ordinanza sulla semplificazione stiamo conducendo una campagna di sensibilizzazione, non solo nei confronti dei tecnici, che avranno un ruolo centrale, ma anche di tutti gli attori della ricostruzione, gli Uffici Speciali, i Comuni, i cittadini. Dobbiamo fare in modo che con la redistribuzione delle responsabilità si strutturi e si rafforzi quell’idea di “comunità della ricostruzione”, dove tutti remano nella stessa direzione”.
“Sta emergendo in modo sempre più evidente che la ricostruzione può costituire una leva fondamentale per la ripresa dei territori colpiti dal terremoto ma anche, più in generale, del Paese. Alle decisioni già adottate di accelerazione e semplificazione della ricostruzione privata, ora deve far seguito un intervento legislativo incisivo sulla ricostruzione pubblica. In mancanza di cambiamento del quadro normativo – ha detto Legnini – gli interventi pubblici di messa in sicurezza del territorio e degli edifici saranno inevitabilmente caratterizzati da lentezza e farraginosità delle procedure”.
“A partire dalle ricostruzioni del 2016 e 2009 -ha concluso il Commissario -, è sempre più indispensabile la definizione di una strategia per l’Appenino, che contempli anche la dotazione di infrastrutture fisiche e digitali, la ridefinizione di una rete di servizi pubblici essenziali, come la scuola, la sanità, la mobilità, nonché misure stabili di sostegno alle imprese, per creare opportunità di vita e di lavoro in territori così ricchi di storia, cultura e bellezze naturali”.