Al G7 Agricoltura il Laboratorio Appennino Centrale, modello di sviluppo sostenibile

Ricostruzione, sviluppo, cura del territorio e valorizzazione del comparto agro-silvo-pastorale: nell’appuntamento di Siracusa, presieduto dal Ministro Lollobrigida, il Commissario Castelli ha illustrato la strategia per la rinascita post-sisma 2016 sostenuta dal Governo Meloni.

Un modello di ricostruzione e di rinascita delle comunità dell’Appennino centrale colpite dalla sequenza sismica del 2016-2017 basato sullo sviluppo sostenibile, la valorizzazione delle caratteristiche agro-silvo-pastorali del territorio e sulla coesistenza armonica tra uomo e natura. È questa la strategia alla base del Laboratorio Appennino centrale, applicata nel cratere di otto mila chilometri quadrati che si estende tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria con l’obiettivo ultimo di contrastare il fenomeno di spopolamento in corso da decenni in questa vasta area interna.

Un modello che, dopo essere stato presentato alla Cop 28 di Dubai e a Torino, nell’ambito del Planet week che precedeva il G7 Ambiente e clima, ieri è stato presentato anche al G7 Agricoltura di Siracusa, presieduto dal Ministro Francesco Lollobrigida, nel corso di un convegno appositamente dedicato al tema a cui hanno partecipato il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli, il Presidente della Commissione Industria, Commercio, Turismo, Agricoltura e Produzione agroalimentare del Senato, Luca De Carlo; il Deputato e Questore della Camera dei Deputati, Paolo Trancassini; l’Assessore allo Sviluppo economico della Regione Marche, Andrea Maria Antonini; Agostino Agostini, esperto filiere del legno; Alessandra Stefani, Presidente del cluster nazionale Italia foresta legno.

Per la realizzazione di questa strategia di crescita e rilancio lo strumento economico più rilevante è rappresentato da NextAppennino, il Programma del Piano complementare al Pnrr dedicato specificatamente ai crateri dei sismi 2009 e 2016. Al Commissario Castelli, cui spetta la ricostruzione e la riparazione sociale ed economica dei territori colpiti dagli eventi sismici, è destinata la funzione di attuare questo modello di sviluppo, nel quale il comparto agricolo riveste un ruolo fondamentale.

Ed è proprio con l’obiettivo di valorizzare le caratteristiche agro-silvo-pastorali dei territori dell’Appennino centrale che, nel mese di agosto, il Masaf e la Struttura commissariale sisma 2016 hanno siglato un Protocollo d’intesa. Attraverso la realizzazione di incontri e con enti locali, imprese del settore e cittadini, l’obiettivo dell’accordo è quello di evidenziare e valorizzare le potenzialità dell’Appennino centrale, al fine di favorire lo sviluppo di attività economiche e di filiere legate al comparto, nel rispetto delle caratteristiche specifiche dei luoghi.

Il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida ha inviato un messaggio di saluto sottolineando che “il protocollo Masaf – Struttura Commissariale sisma 2016, nasce dalla volontà di mettere a sistema le rispettive competenze nell’ottica di promuovere il rilancio del comparto agricolo e forestale nelle aree dell’Italia centrale devastate dagli eventi sismici del 2016. Si tratta di obiettivi che si incrociano con l’attività svolta dal Masaf per il sostegno e lo sviluppo delle elle aree interne della nostra Nazione. Ringrazio il Commissario Castelli per aver raccontato al DiviNazione Expo questo modello che sta funzionando e che rappresenta la buona Italia”.

Il Commissario Guido Castelli ha dichiarato: “Ringrazio il Ministro Lollobrigida e il Governo per l’opportunità di essere presenti qui a Siracusa e di presentare un modello virtuoso di adattamento uomo-natura e ai cambiamenti climatici che può essere replicabile anche per altri territori nel Mediterraneo e in Europa. Il principio che stiamo adottando nel cratere 2016 è quello del ricostruire innovando, facendo ricorso alle più avanzate tecniche che possano garantire sicurezza e sostenibilità energetica. Al contempo, l’attività di riparazione economica e sociale è fondamentale per favorire la crescita, contrastare lo spopolamento e spingere le persone, e i giovani in particolare, a restare nelle loro comunità. Per riuscire in questo obiettivo possiamo contare su un territorio le cui caratteristiche sono state solo parzialmente utilizzate e valorizzate. Penso ad esempio al fatto che oltre il 70% del cratere sisma 2016 è coperto da boschi, spesso in stato di abbandono. Si tratta di un rischio per i territori e comunità che vogliamo trasformare in opportunità attraverso lo sviluppo di filiere di trasformazione. Più in generale, il comparto agro-silvo-pastorale può avere un ruolo di grande rilevanza all’interno del percorso che stiamo compiendo”.

Il Presidente Luca De Carlo ha dichiarato: “Questo G7 è un’occasione di visibilità di straordinaria importanza per uno dei settori produttivi più identificativi della nostra Nazione e che merita di essere apprezzato da tutto il mondo. Gli operatori dell’agricoltura sono delle vere e proprie sentinelle dei territori, delle terre, dei piccoli centri urbani e della cultura autentica a cui non hanno mai rinunciato, ma anzi da sempre hanno scelto di valorizzare con il duro lavoro. Le aree interne rappresentano la culla di quella civiltà che ci ha fatto grandi nel mondo. Dall’agricoltura e dalle aree rurali dobbiamo prendere solo d’esempio, a prescindere dalle strategie politiche messe in campo negli anni, la vera strategia è stata fatta dagli imprenditori che hanno creduto in quei territori e hanno investito sulla qualità. Non a caso siamo leader mondiali di DOP e di IGP, che tutto il mondo ci invidia perché i nostri agricoltori da sempre sono stati innovatori. Una tradizione, quella italiana, che ha avuto il coraggio di innovarsi senza perdersi e tutto questo lo dobbiamo alle aree interne e a quegli imprenditori che hanno avuto l’ardire di guardare a lungo senza dimenticare l’origine”.

Il Questore Paolo Trancassini ha dichiarato: “La firma del protocollo tra il Masaf e la Struttura commissariale sisma 2016 è uno strumento importante e innovativo per aiutare le aree interne colpite dal terremoto rilanciando il tessuto socio economico e rispettando l’ambiente. Una sfida che dobbiamo vincere nella consapevolezza che bisogna avere la capacità di fare dei veri e propri vestiti su misura, una politica sartoriale per i territori, perché è vero che tutti i sindaci di comuni più o meno simili da un punto di vista geografico parlano degli stessi problemi ma le soluzioni non sono sempre le stesse. E la differenza la fanno le vocazioni delle comunità sui territori che la politica deve recuperare attraverso un processo di ascolto e di valorizzazione delle tradizioni e delle identità. Siamo dunque di fronte ad una sfida che è anche culturale, per restituire dignità e valore al lavoro agro-silvo-pastorale e offrendo ai giovani modelli sani, in sintonia con quella che è la vivacità, la capacità e la storia della nostra della nostra nazione. Questa nuova stagione politica è un’occasione storica per vincere questa sfida tutti insieme, con un grande lavoro di squadra che coinvolge tutti i livelli istituzionali”.

L’assessore Andrea Maria Antonini ha dichiarato: “E’ davvero importante aver portato il Laboratorio Appennino centrale qui al G7, perchè si tratta di un modello virtuoso che può rappresentare un punto di riferimento per tante realtà. Grazie al lavoro del Commissario Castelli in sinergia con il Presidente Acquaroli stiamo creando le condizioni per il rilancio di territori che hanno visto un progressivo abbandono e che, invece, hanno potenzialità rilevanti. Nella mia regione, le Marche, le attività agro-silvo-pastorali rivestono un ruolo di grande importanza e possono diventare un volano di sviluppo, per un sistema imprenditoriale propositivo, che vogliamo tornare a valorizzare maggiormente. Una crescita di cui si possono giovare in particolare le nostre aree interne, territori in cui crediamo e nei quali stiamo investendo con convinzione”.

Castel di Lama, lavori in corso sulla chiesa di Santa Maria degli Angeli

Sono in corso i lavori di riparazione post sisma sulla chiesa di Santa Maria degli Angeli, ubicata nella frazione di Villa Chiarini a Castel di Lama, nel Piceno. Si tratta di un intervento che vede la Diocesi nelle vesti di soggetto attuatore, per un importo di 319.455 euro.

«Il patrimonio di edilizia religiosa, il più danneggiato, rappresenta un punto di riferimento vitale per le comunità del cratere – spiega il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli -. Stiamo agendo in maniera capillare per restituire quanto prima ogni presidio, anche il più piccolo ed isolato, perché è parte del dna del nostro Appennino e non solo. Forte e proficua resta dunque la sinergia operativa con le Diocesi, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione guidata dal presidente Francesco Acquaroli».

La chiesa di Santa Maria degli Angeli, dalle origini seicentesche (fu costruita in due anni, dal 1693 al 1695), deve il suo nome al tesoro più prezioso in essa contenuto: gli angeli realizzati in stucco che fanno da corona alla Madonna col Bambino affrescata nell’abside attribuita a Giuseppe della famiglia dei Giosafatti. Edificata sui resti di un’antica chiesa rurale, rappresenta uno dei principali monumenti del territorio lamense.

I lavori prevedono, tre le altre cose, il rinforzo delle fondazioni, la realizzazione di un vespaio per l’areazione delle fondazioni, il consolidamento delle murature e l’inserimento di catene in direzione est-ovest.

Sant’Elpidio a Mare, dalla Conferenza regionale sì al progetto di Palazzo Menghetti

La Conferenza regionale ha approvato il progetto di miglioramento sismico di Palazzo Menghetti, a Sant’Elpidio a Mare, in provincia di Fermo.
Si tratta di un intervento da 1 milione di euro che vede il Comune, proprietario del bene, nelle vesti di soggetto attuatore.

«Andiamo a recuperare un grande spazio che la comunità elpidiense attendeva da tempo, a testimonianza che il processo di ricostruzione è improntato su una visione di ampio respiro – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Dobbiamo proseguire su questa scia per restituire un futuro importante a zone martoriate ed in sofferenza. L’evidente accelerazione imposta alla ricostruzione pubblica è frutto della sinergia costruttiva con Comuni, tecnici, Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

Lo storico Palazzo Menghetti si trova in pieno centro, lungo corso Baccio; è costituito da un insieme di edifici contigui, che si incastrano l’uno all’altro a formare un complesso corpo di fabbrica su piani sfalsati. Lesionato dal sisma ed inutilizzato da decenni, la situazione odierna parla di un grave dissesto dell’intero immobile.

Il progetto, molto articolato, prevede il consolidamento della struttura nel suo insieme partendo dal seminterrato intervenendo sulle volte, la ricostituzione della forma originaria e quindi il consolidamento con malte idonee e il rinfianco e completamento fino alla riproposizione della quota di progetto. Poi, la riparazione delle pareti verticali con metodo scuci e cuci, la scarificazione dei giunti, il risarcimento con malta idonea, lo smontaggio e la realizzazione di nuove coperture in legno, la demolizione e la ricostruzione dei solai in legno.

Ortezzano, approvato l’intervento di riparazione danni e rafforzamento locale della chiesa di San Girolamo

La Conferenza dei Servizi ha approvato l’intervento di riparazione danni e rafforzamento locale della chiesa di San Girolamo” nel comune di Ortezzano (Fm). La Chiesa è ubicata nel centro storico di Ortezzano. Il lato ovest si trova in parte occupato dalla ex casa parrocchiale che si presenta addossata proprio sul fronte ovest della chiesa, a ridosso della torre campanaria. La facciata riprende lo stile in voga nella seconda parte del Settecento, ed accoglie, nella sezione inferiore, un portale sormontato da un timpano triangolare. Gli interventi progettati sono finalizzati all’eliminazione delle vulnerabilità riscontrate attraverso l’inserimento di catene trasversali nelle navate laterali inghisate all’interno della muratura, per evitare eventuali attivazioni di meccanismi di ribaltamento, la risarcitura delle lesioni, risarcitura parziale dei giunti di malta erosi dal tempo con idonea malta. Verranno risarcite e riparate, attraverso un lavoro di restauro, le lesioni presenti all’interno della Chiesa che potrebbero generare ulteriori pericolosi distacchi e un intervento di consolidamento del campanile per mezzo di iniezioni di boiacca fluida. L’importo totale degli interventi è di € € 350.000,00

 

“Stiamo lavorando senza sosta per restituire il nostro patrimonio culturale e religioso alle nostre comunità.  La ricostruzione dei nostri territori ha cambiato passo – sottolinea il Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli- Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Arcivescovo Rocco Pennacchio, l’Ufficio Ricostruzione Marche e il Sindaco Carla Piermarini per la loro fattiva collaborazione. Il lavoro di squadra e la grande sinergia porta a questi ottimi risultati”.

 

Il Laboratorio Appennino Centrale al G7 di Siracusa

Il programma dell’evento

L’Appennino centrale protagonista al G7 di Siracusa grazie al protocollo tra Struttura commissariale e Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. Domani, 24 settembre, si terrà a Siracusa, presso la Sala Conferenze dell’Università Kore di Enna, l’evento “Laboratorio Appennino Centrale: il protocollo MASAF – Struttura Commissariale Sisma 2016 per il futuro dell’agricoltura del Mediterraneo”.

L’incontro verterà su soluzioni, proposte e processi di valorizzazione delle caratteristiche agro-silvo-pastorali dei territori del cratere 2016 per il contrasto allo spopolamento, l’adattamento ai cambiamenti climatici, e il rispetto di un’agricoltura attenta alle specifiche dei luoghi come esempio per l’Europa e il bacino del Mediterraneo.

Interverranno: Guido Castelli, Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016; Luca De Carlo, Presidente della IX Commissione Industria, Commercio, Turismo, Agricoltura e Produzione agroalimentare del Senato; Paolo Trancassini, Deputato e Questore della Camera dei Deputati; Andrea Maria Antonini, Assessore regionale della Regione Marche; Agostino Agostini, Esperto filiere legno e beneficiario del programma Next Appennino; Alessandra Stefani, Presidente del cluster nazionale Italia foresta legno. Le conclusioni saranno affidate a Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

 

Castelli al convegno sulla valorizzazione del patrimonio culturale di Adsi: “Tecnologia e beni culturali sono un volano fondamentale per la rinascita di tutto l’Appennino

Il Commissario alla Ricostruzione riparazione Sisma 2016 Guido Castelli ha partecipato ad Ascoli al convegno  dal titolo “Il Patrimonio culturale come motore per la rivitalizzazione regionale” organizzato da Associazione Dimore storiche guidato dal presidente Giacomo di Thiene ed European Historic Houses  con il presidente Alfonso Pallavicini Si è dibattuto sul ruolo delle dimore storiche private nei processi di rivitalizzazione regionali, sul patrimonio alla guida dell’economia, sull’impatto del turismo, il ruolo del restauro e le competenze richieste, ma anche il ruolo centrale del patrimonio all’interno delle comunità. Hanno partecipato esperti e appassionati provenienti da diversi Paesi come Gran Bretagna, Germania, Repubblica Ceca e Francia.

Nel suo intervento il Commissario alla Ricostruzione ha ribadito “L’attenzione del Governo nei confronti del nostro patrimonio storico per la loro tutela e salvaguardia in caso di sisma, agganciando la tecnologia per la loro difesa. Abbiamo bisogno che nel nostro territorio si possano creare le condizioni per attivare nuovi processi attraverso il programma NextAppennino. La tecnologia è amica delle aree appenniniche, per far tornare a vivere questi luoghi, attrarre anche i giovani che vogliono vivere qui e, in questo modo, combattere lo spopolamento. Tecnologia e beni culturali sono un volano fondamentale per la rinascita di tutto l’Appennino”.

Castelli: “In Appennino centrale un’alleanza naturale tra imprese e territorio per una reale transizione ecologica attenta alle vocazioni dei luoghi”

Durante un incontro tenutosi ad Arquata del Tronto con l’Assessore della Regione Marche Andrea Antonini, organizzato dal presidente del BIM Tronto Luigi Contisciani, le imprese, i tecnici e le comunità locali rappresentate dal Sindaco Michele Franchi e dalle Comunanze Agrarie si è preso atto delle importanti ricadute sull’economia locale delle nuove filiere forestali. L’incontro è servito anche a chiarire le esigenze derivanti da una gestione produttiva del patrimonio forestale dell’alta valle del Tronto. “Stiamo lavorando per creare le migliori condizioni per tornare a vivere e lavorare nell’area del cratere – ha dichiarato il Commissario Castelli -i territori di Arquata del Tronto e Acquasanta Terme rappresentano una straordinaria opportunità per avviare processi produttivi che si basano sulle risorse locali come legno, castagne e funghi. Lo stiamo facendo finanziando piattaforme di trasformazione che danno valore aggiunto e valorizzano le professionalità e le competenze locali che assicurano la sostenibilità della gestione e il presidio del territorio. Il sostegno della Regione Marche grazie all’Assessore Antonini è fondamentale – conclude Castelli – insieme anche alle altre Regioni del cratere e al Ministero dell’Agricoltura stiamo lavorando per dimostrare che è possibile assicurare redditi dignitosi, mettere in sicurezza il territorio e salvaguardare l’ambiente attraverso il rilancio delle attività tradizionali di queste montagne”.

Spinetoli, dalla Conferenza regionale ok al progetto per la palestra della scuola “Giovanni XXIII”

La Conferenza regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per la riqualificazione strutturale e funzionale della palestra della scuola media “Giovanni XXIII” di Spinetoli, nel Piceno.

L’intervento prevede primariamente che il Comune, soggetto attuatore dei lavori, adegui sismicamente l’immobile a seguito delle scosse del 2016/2017, che hanno in parte lesionato la palestra. L’importo complessivo previsto è di 748.184 euro.

«Sul fronte ricostruzione pubblica stiamo portando avanti una grande mole di lavoro, in cui il piano scuole riveste un’importanza primaria anche e soprattutto per il futuro delle comunità del cratere colpite dal terremoto – spiega il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli -. La sinergia con sindaci, tecnici ed Usr funziona, per questo ringrazio, nello specifico, il sindaco Alessandro Luciani ed il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli».

La palestra, realizzata tra la fine degli anni ‘60 e i primi anni ’70, è parte di un complesso scolastico composto da tre edifici strutturalmente indipendenti. È costituita da una struttura portante con pilastri e travi in calcestruzzo armato, con forma rettangolare che si sviluppa su due livelli, per un totale di circa 520 metri quadrati di superficie totali.

Nello specifico, sono in programma interventi di consolidamento con l’installazione di dispositivi antisismici e l’adeguamento delle fondazioni; il miglioramento del comfort acustico e dell’illuminazione interna attraverso apparecchiature di tecnologie a led; infine, il miglioramento del sistema di riscaldamento attraverso l’installazione di caldaie a condensazione e la sostituzione degli infissi

Ascoli, approvato il progetto del laboratorio didattico dell’istituto “Ulpiani”

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto di riparazione dell’aula didattica dell’istituto agrario “Ulpiani” di Ascoli Piceno, il cui costo previsto è di 1,1 milioni di euro.

Nel ruolo di soggetto attuatore c’è la Provincia, proprietaria del bene, per un intervento finalizzato al miglioramento sismico e all’efficientamento energetico dell’edificio situato in via Navicella, che comprende anche l’abitazione del custode.

«Il piano relativo alla ricostruzione delle scuole riveste una parte fondamentale nel delicato processo di ricostruzione post sisma del centro Italia – spiega il Commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli -. L’obiettivo ambizioso resta quello di consegnare alle comunità dei presidi nuovi, sicuri ed all’avanguardia. Ringrazio come sempre la forte collaborazione di tecnici, Comuni, Usr, del presidente della Provincia Sergio Loggi e della Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli. Sono in corso 228 interventi in tutte le scuole della regione per un totale di 722 milioni di euro e ben 32 interventi riguardano la città di Ascoli. Dobbiamo continuare su questa strada».

Il progetto ha anche l’obiettivo di ottimizzare lo schema funzionale degli spazi a disposizione per una migliore fruizione del complesso a disposizione dell’Ulpiani.

L’edificio manterrà la suddivisione nelle due unità immobiliari attuali. La prima, al piano terra, a destinazione scolastica come laboratorio didattico; la seconda, al primo piano, residenziale. Il piano terra sarà suddiviso in magazzino, area per il personale con spogliatoio, bagno disabili e cucina/sala relax, un’aula didattica ed un vano spogliatoi per gli studenti suddiviso tra uomini e donne.

Il piano primo sarà invece suddiviso in cucina, ingresso/sala da pranzo, vano multifunzionale, una camera singola, una camera matrimoniale ed un bagno. Il corpo garage, non migliorabile sismicamente, sarà oggetto di demolizione e ricostruzione, con una struttura in cemento armato e copertura in legno, il tutto opportunamente giuntato dal corpo di fabbrica principale.

 

Lavoro, rafforzate le politiche di occupazione, autoimpiego e sicurezza nell’area sisma 2016

– Condividere azioni e interventi per promuovere l’occupazione, l’autoimpiego, il lavoro autonomo e professionale e la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro nei territori del cratere dei sismi dell’Appennino centrale del 2016 e del 2017.

È quanto prevede il Protocollo d’intesa siglato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, e dal Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, presentato oggi nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta al Senato, nella Sala Caduti di Nassirya.

 

Il Ministro del Lavoro, Marina Calderone: “Le misure che mettiamo in campo con questo Protocollo sono utili per le persone, per il Paese e per un territorio che è vastissimo. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali mette così a disposizione molti strumenti che parlano di inclusione delle persone e connessione con un tessuto sociale da riparare. Come abbiamo sottolineato nel G7 Lavoro che si è appena concluso a Cagliari, dobbiamo puntare allo sviluppo dei territori, per l’inclusione sociale e lavorativa delle persone. Vogliamo costruire modelli di sviluppo per consentire alle persone di continuare a vivere in un territorio ricco di cultura, tradizioni e competenze che hanno fatto la fortuna del Made in Italy, anche per contrastare il rischio di spopolamento.

Il Commissario al sisma 2016, Guido Castelli: “Ringrazio il Ministro Calderone per l’attenzione dimostrata, ancora una volta, nei confronti dei nostri territori che, attraverso questo Protocollo, potranno dotarsi di strumenti aggiuntivi: non solo finanziari, ma anche in termini di servizi e opportunità. Oggi registriamo un’ulteriore prova dell’impegno del Governo Meloni in favore della ricostruzione e riparazione economica e sociale dei territori dell’Appennino centrale colpiti dal sisma. L’iniziativa si inserisce proprio in questa articolata strategia, completando e rafforzando il percorso di rinascita e rilancio di comunità che hanno potenzialità rilevanti e voglia di risollevarsi”.

Il Protocollo individua nell’area del cratere sisma 2016 un modello di gestione territoriale – l’Appennino Centrale – come laboratorio innovativo per l’attuazione di una strategia condivisa tra le parti. Questa sinergia riguarda azioni per il rafforzamento del mercato del lavoro, del sistema delle competenze, dei servizi sociali, del terzo settore, del welfare territoriale e comunitario e del sistema di formazione professionale terziaria (ITS). Inoltre, attraverso una specifica convenzione, vengono promosse le iniziative di formazione e di sostegno all’autoimpiego e al lavoro autonomo e professionale previste dal nuovo Fondo nazionale per l’autoimpiego, che stabiliscono per l’area del cratere un’intensità di aiuti parametrata a quella prevista per il Mezzogiorno. L’intesa raggiunta prevede una specifica finalizzazione nei confronti del territorio colpito dai sismi attraverso “programmi mirati territoriali”, sulla base di quanto previsto dalle misure del Pnrr e dal Fondo sociale europeo relativamente al sostegno allo sviluppo occupazionale, al rafforzamento del mercato del lavoro, all’imprenditoria femminile, nonché agli interventi contro la povertà educativa e per rafforzare le infrastrutture sociali.

In questa vasta area colpita da eventi catastrofali il lavoro assume una funzione strategica e ambivalente: mente promuove la crescita e il rilancio, al contempo, contrasta il fenomeno dello spopolamento, in corso ormai da decenni. In tale contesto, le nuove generazioni assumono un ruolo centrale: lo sviluppo di questi territori (resi più sicuri, connessi, accessibili e dotati di nuovi servizi) è fondamentale sia consentire ai giovani di continuare a vivere nelle loro comunità, sia per attrarre quanti decidano di venire nell’Appennino centrale e formarsi per nuove tipologie di lavoro.

Inoltre, è prevista una linea specifica di intervento che riguarda il tema della sicurezza sul lavoro. La volontà condivisa del Ministero e della Struttura Commissariale è quella di rafforzare la tutela della salute e dei diritti dei lavoratori del comparto edile, potenziando le azioni di incentivazione alla formazione e all’organizzazione di cantieri sempre più sicuri. Una decisione determinata dalle caratteristiche specifiche del contesto: nel cratere, che si estende per 8 mila chilometri quadrati, sono attivi oltre 9 mila cantieri della ricostruzione privata (sono 4,8 i miliardi di euro liquidati fino ad ora) e più di 3.500 cantieri per la ricostruzione pubblica (per un valore superiore ai 4 miliardi di euro).

Infine, il Protocollo prevede l’impegno del Ministro del Lavoro finalizzato a stabilire, per i territori delle quattro regioni (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria) del cratere, una specifica intensità di aiuto – nell’ambito delle forme di incentivazione previste per lo sviluppo occupazionale, per l’autoimpiego e per il sostegno alle assunzioni – in ragione delle specifiche caratteristiche di questa area e nel rispetto della normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato.