Confronto tra Commissario Sisma Castelli e la Presidente Ance Brancaccio su prezziario unico 2025 per il cratere

“Il confronto genera sempre valore. Oggi con Ance abbiamo approfondito i processi finalizzati alla definizione del nuovo Prezziario Unico del Cratere sisma 2025”.
Lo afferma il Commissario al sisma 2016, Guido Castelli, che oggi a Roma ha incontrato la Presidente nazionale Ance, Federica Brancaccio, e il coordinatore Ance per l’area Sisma centro Italia, Carlo Resparambia.
“Fin dal mio insediamento in qualità di commissario ho sempre ispirato la mia azione ai principi della condivisione con le parti sociali delle misure da proporre per una ricostruzione tempestiva e di qualità. L’aggiornamento del prezziario sarà sviluppato con una metodologia analitica che potrà consentire l’enucleazione di voci di prezzi corrette e rispondenti all’esigenza di dare il giusto corrispettivo alle imprese senza pregiudizio per i terremotati. Inoltre, il puc 2025 garantirà l’omogeneità tra le quattro regioni del sisma così da evitare squilibri all’interno della ricostruzione. Questo approfondito lavoro di analisi verrà condotto dalla Struttura commissariale con una società specializzata. A questo confronto, per il quale ringrazio particolarmente la Presidente Brancaccio, seguirà quello con la rete delle professioni tecniche, mentre prosegue l’attività permanente con gli Usr. Un lavoro di qualità, che deve essere tempestivo”.

Nuovi strumenti per rafforzare la formazione dei giovani e per promuovere la crescita del lavoro per l’Appennino Centrale

Il Commissario Straordinario al sisma 2016 e Sviluppo Lavoro Italia, ente in house del Ministero del Lavoro, sperimentano nell’Appennino centrale nuovi strumenti per rafforzare la formazione dei giovani e per promuovere la crescita del lavoro, attraverso un efficace incrocio tra la domanda e l’offerta.

Le novità introdotte nel cratere sisma 2016 (un’area di 8 mila chilometri quadrati nella quale risiedono circa 600 mila abitanti) saranno presentate martedì 18 marzo, alle ore 10.30, presso la – Sala delle Colonne, nel corso di una conferenza stampa alla quale prenderanno parte il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, e il Presidente e Ad Si Sviluppo Lavoro Italia, Paola Nicastro.

L’appuntamento sarà l’occasione per presentare l’attivazione di una serie di misure concrete per il rafforzamento dei servizi di orientamento e accompagnamento rivolto ai diversi soggetti della formazione professionale, dell’istruzione secondaria e universitaria. A questa iniziativa si aggancia l’avvio della piattaforma innovativa Labour Market Intelligence “Area Cratere del Sisma 2016”, che consentirà di consultare i principali dati demografici e del mercato del lavoro in ciascuno dei 138 comuni del cratere.

DDL Ricostruzione: Castelli, provvedimento storico atteso da sempre

“Ringrazio il Governo Meloni e il Ministro Musumeci perché questo è davvero un provvedimento storico. Lo aspettavamo da sempre, lo aspettavano quei territori che sono stati danneggiati o che avranno questa sventura”. Lo ha detto il senatore di Fdi Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016, durante la dichiarazione di voto al Senato che ha appena votato l’approvazione del Ddl ricostruzione post-calamità.

“Questo Ddl – aggiunge Castelli – esprime un’idea, una volontà contenuta nel programma del Governo Meloni che mira a far uscire l’Italia da quella che sembrava una condanna, nei casi di calamità, Quella, cioè, di subire la logica del commissario del giorno dopo, del labirinto delle norme, il patchwork di regole e ordinanze che hanno accompagnato la nostra necessità di reagire agli eventi catastrofali. Abbiamo scelto di regolare la materia attraverso un Disegno di legge, entrando nel campo della costruzione parlamentare del provvedimento ha visto l’accoglimento di 152 proposte migliorative. Si tratta di una misura che prevede un set amministrativo immediatamente attivabile in caso di emergenza. Le recenti sfide legate al cambiamento climatico rendono questo atto storico – prosegue – poiché offre uniformità, certezza, rispetto alla necessità di accelerazione temporale. Uniformità poiché non possono esistere terremotati di serie A o di serie B. Di fronte a eventi catastrofali tutti devono sapere quali siano le caratteristiche giuridiche riguardanti il diritto alla ricostruzione, affinché ogni cittadino possa comprendere chiaramente le proprie garanzie senza ambiguità né confusioni. Abbiamo la certezza che tutto sia migliorabile e la convinzione di aver fatto fino in fondo il nostro dovere, con l’auspicio che questa legge non servirà mai. L’Italia è una terra bellissima e fragile, custodisce un patrimonio storico e culturale unico al mondo ma, ahimè, è tremula perché la placca africana e quella euroasiatica continuano a fronteggiarsi. Ma sappiamo – conclude Castelli – che il governo Meloni e il Parlamento intero potrà dire di aver fatto sicuramente il proprio dovere”.

All’interno del provvedimento che ha ricevuto il via libera a Palazzo Madama sono contenuti molti indirizzi mutuati dall’esperienza del sisma 2016 che, negli ultimi anni, si è sempre più caratterizzato come un laboratorio e modello post-calamità. Di questi indirizzi ne è esempio la governance multilivello, adottata nell’Appennino centrale: un efficace strumento di gestione condivisa con i Presidenti di Regioni e i Sindaci. Così come già avviene nel cratere sisma 2016, anche la legge quadro ha introdotto il principio della “riparazione” sociale ed economica dei territori colpiti da eventi calamitosi, accanto alla tradizionale ricostruzione di immobili e infrastrutture. Altri stringenti analogie riguardano i poteri di deroga assegnati al Commissario Straordinario per accelerare o sbloccare, lì dove necessario, gli interventi; il supporto nei confronti degli enti locali attraverso l’assistenza tecnica nei procedimenti amministrativi (servizio che viene già reso dagli Uffici della Struttura Commissariale sisma 2016); le misure per la tutela dell’ambiente (gestione macerie) e le disposizioni in materia di controllo, trasparenza e tutela dei lavoratori.

Pioraco, via libera al progetto di riparazione del Cinema Teatro 70

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo del Cinema Teatro 70 di Pioraco, comune in provincia di Macerata, per un importo di 1.474.835 euro. L’edificio, situato in viale della Vittoria, è stato danneggiato dal sisma del 2016/2017; l’intervento appena approvato consiste nella riparazione, nel miglioramento sismico e nell’adeguamento dei due corpi che compongono la struttura.

«Ci sono spazi e contenitori culturali da cui le comunità colpite dal terremoto possono e devono ripartire, la ricostruzione non è fatta solo di abitazioni ma di molto altro – spiega il commissario straordinario Guido Castelli -. Nostro dovere è quello di garantire ai territori dell’entroterra la possibilità di restare e di vivere nel pieno delle possibilità senza svantaggi rispetto ad altri luoghi. Continuiamo dunque a lavorare, forti della filiera virtuosa composta da Comuni, Usr e la Regione guidata dal presidente Acquaroli».

Tra le lavorazioni previste, la demolizione della copertura e il suo rifacimento, la demolizione e ricostruzione del pavimento e delle pareti del corpo principale. Inoltre, sono previste la demolizione ed il rifacimento della scala della sala proiezione e delle scale del palco e la realizzazione di un nuovo accesso per la suddetta sala. Verranno sostituite tutte le porte e la finestra con un infisso in alluminio. Le nuove tamponature verranno poi intonacate e tinteggiate, verranno posati in opera nuovi canali di gronda, discendenti e scossaline.

Nella platea del teatro, sul lato opposto al palco, sono previsti 146 posti a sedere, oltre a 2 per persone diversamente abili.
Sul corpo secondario è prevista la demolizione completa e la ricostruzione della struttura comprendente i servizi igienici, gli spogliatoi, i camerini, le scale e il locale tecnico. A differenza dello stato attuale, dove è presente un unico camerone, sono stati previsti due camerini separati per donne e uomini, ciascuno con un bagno interno.

Firmato protocollo per le mura urbiche di Assisi. Castelli: “Giornata storica per patrimonio spirituale Appennino centrale”

Una firma che segna una nuova alleanza tra amministrazioni per valorizzare il patrimonio spirituale e culturale dell’Appennino centrale, di cui Assisi è uno dei simboli più importanti. La città di San Francesco, colpita dal terremoto del 1997-98 e poi ancora nel 2016, compie un ulteriore passo verso la rinascita grazie al protocollo per la ricostruzione delle mura urbiche siglato tra il Dipartimento Casa Italia, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria e il Comune di Assisi, siglato ieri alla presenza, tra gli altri, del Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, del Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli e della Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti.

Il protocollo prevede un finanziamento di 9,5 milioni di euro per il restauro e risanamento conservativo delle Mura Urbiche di Assisi, con l’obiettivo di ridurre il rischio sismico e tutelare un bene architettonico e storico di grande importanza internazionale. Il progetto, finanziato dai Fondi per la prevenzione del rischio sismico delle infrastrutture, è suddiviso in tre lotti e il Comune sarà responsabile dell’esecuzione dei lavori, in collaborazione con la Soprintendenza per garantire il rispetto delle normative sulla tutela culturale.

“Questa firma segna un momento storico per la tutela del patrimonio spirituale dell’Appennino centrale – dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. Dall’inizio del mio mandato abbiamo impostato un grande lavoro di squadra per farci trovare assolutamente pronti agli appuntamenti internazionali che coinvolgeranno la figura del Santo Patrono d’Italia, dall’Anno Giubilare agli Ottocento anni dalla morte nel 2026. Un lavoro che stiamo portando avanti insieme alla Presidente Stefania Proietti, all’Usr e al Governo, rappresentato dal Ministro Musumeci e dal Sottosegretario Emanuele Prisco, con cui condividiamo un quotidiano impegno a favore del territorio. Oltre al Protocollo, grazie all’Ordinanza 128 investiamo circa 16 milioni di euro per interventi di riparazione dei luoghi di culto legati all’Ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, comprese le mura del Sacro Convento che siamo riusciti a finanziare con 1,5 milioni di euro, mettendo al sicuro un altro importante elemento strutturale di questo meraviglioso complesso. Nel ricostruire abbiamo l’importante responsabilità di tutelare questo patrimonio incommensurabile per l’Italia e per il mondo, così da tramandarlo alle future generazioni e alla storia”.

L’evento si è aperto con i saluti istituzionali del Sindaco facente funzioni della Città di Assisi, Valter Stoppini, del Commissario Castelli, e della Presidente Proietti. Successivamente, sono intervenuti Giorgio Bonamente, Presidente dell’Accademia Properziana del Subasio, Veronica Cavallucci, Assessore alle Opere e Lavori Pubblici della Città di Assisi, Luigi Ferrara, Capo Dipartimento Casa Italia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, e Francesca Valentini, Dirigente della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria. L’intervento di chiusura è stato affidato al Ministro Musumeci. Dopo la firma dell’accordo di programma, il suono delle Chiarine della Città di Assisi ha accompagnato i presenti alla firma del Libro d’Onore e alla tradizionale foto di famiglia.

L’Ordinanza 128 – Quest’anno, in occasione dell’Anno Giubilare, si celebrano gli 800 anni dalla composizione del Cantico delle Creature. Nel 2026, le celebrazioni culmineranno con l’ottavo centenario della morte di San Francesco alla Porziuncola di Assisi. In questo contesto si inseriscono gli interventi finanziati dall’Ordinanza 128, con circa 16 milioni di euro, quasi tutti riguardanti i luoghi di culto della Provincia Serafica di San Francesco d’Assisi. Tra i principali progetti, sono previsti lavori per la Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi, con un intervento globale di messa in sicurezza strutturale e sismica a seguito dei danni del sisma. Sempre ad Assisi, è previsto un intervento di consolidamento e sicurezza strutturale del campanile della basilica, oltre alla messa in sicurezza sismica della Chiesa Nuova, danneggiata dal sisma del 2016. A Montesanto di Todi, la Chiesa di Santa Maria sarà oggetto di un intervento di consolidamento statico, miglioramento sismico e completamento funzionale. A Montefalco, nella Chiesa di San Fortunato, sono previsti lavori sul chiostro, mentre nella Chiesa di Pantanelli di Baschi verrà eseguito un miglioramento sismico. A Gualdo Tadino, la Chiesa SS. Annunziata sarà sottoposta a lavori di miglioramento sismico in seguito ai danni del sisma del 2016. A Perugia, la Chiesa di San Francesco al Monte di Monteripido è interessata da interventi di miglioramento sismico che coinvolgeranno sia la chiesa che la cappella del presepe.
Ulteriori interventi riguardano opere della Custodia Generale del Sacro Convento di San Francesco di Assisi, comprese riguardano la Chiesa di San Francesco-Sacro Tugurio in Rivotorto e le mura esterne per cui sono già stati trasferiti i primi 300 mila euro per l’avanzamento delle procedure. Un altro intervento finanziato è quello della Basilica di Santa Maria di Plestia, della Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino.

Il libro di Castelli sulla ricostruzione sisma 2016 presentato al Senato nel giorno in cui Palazzo Madama approva il disegno di legge Musumeci

Una coincidenza suggestiva: nel giorno in cui il Senato è chiamato a trasformare in legge il disegno predisposto dal ministro Nello Musumeci per fornire al Paese un set di norme che regolino in maniera certa tempi e costi delle ricostruzioni, il senatore Guido Castelli, Commissario straordinario alla ricostruzione e riparazione post sisma 2016, ha presentato il suo libro “Mediae Terrae” (Giubilei editore). Insieme all’autore era presente lo stesso ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare e il capogruppo al Senato di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, insieme a Maria Antonietta Spadorcia, ViceDirettore Tg2.

“In Italia le ricostruzioni costano troppo e durano tanto” ha dichiarato il ministro Musumeci, sottolineando l’incrocio temporale tra l’approvazione del Codice della Ricostruzione al Senato e la presentazione del libro del Commissario Castelli, che racconta una delle ultime ricostruzioni in atto, quella dopo il sisma 2016-2017 che ha colpito una vasta area interna (8 mila chilometri quadrati, 28 miliardi di danni) compresa tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Conoscenza delle criticità e delle fragilità dei territori – oltre al rischio sismico l’Italia è esposta a un accentuato rischio idrogeologico, che la crisi climatica in atto, sta accentuando – sono la premessa per fare opera di prevenzione. La nuova legislazione al voto al Senato si preoccupa di definire una cornice comune a tutto il Paese, e a tutte le calamità, per tracciare tempi e costi certi nei complessi processi di ricostruzione, successivi al verificarsi di una piccola o grande catastrofe naturale. Prevenire, affrontare l’emergenza, ricostruire: sono le tre fasi in cui si compie il presidio in caso di calamità. “E la ricostruzione non può dimenticare il capitolo della riparazione sociale ed economica dei territori colpiti” ha spiegato il Commissario Castelli, soprattutto nelle aree più fragili, le “aree interne” evocate da Lucio Malan nel suo intervento, marginalizzate nel tempo e poi spesso ferite da eventi calamitosi, che accentuano ogni criticità precedente.
L’obiettivo di ogni ricostruzione – e oggi quella del Centro Italia, dopo il terremoto di otto anni fa – è quello di offrire una nuova opportunità di vita a chi ha subito danni e lutti. Per questo occorre saper e voler guardare al futuro – ha ribadito Castelli, citando Giuseppe Prezzolini – il conservatore è l’uomo del dopo-domani. I territori del cratere sono diventati il luogo dove realizzare un vero e proprio Laboratorio sull’Appennino centrale, che prevede di affiancare alla ricostruzione materiale anche la riparazione economica e sociale dei borghi colpiti. Un modello di rinascita e sviluppo sostenibile che ha l’obiettivo di ricreare quelle condizioni di vita in grado di indurre le persone a restare – o magari a tornare – nella loro terra d’origine, arginando così il processo di spopolamento in corso da lungo tempo”.
Musumeci, Malan e Castelli hanno convenuto sulla necessità di puntare sulla risorsa “uomo” in ogni processo di ricostruzione e riparazione. Senza la presenza attiva e responsabile dell’uomo il territorio colpito da calamità naturali è destinato a essere inesorabilmente abbandonato, “accentuando fragilità e rischi – ha concluso Castelli – che devono essere contrastati e gestiti, per rendere di nuovo vivibili e attrattivi i luoghi del Centro Italia, capaci di unire il fascino di arte, cultura e natura a una qualità della vita che ha bisogno di nuove infrastrutture di viabilità e di digitalizzazione”.

Castel di Lama, proseguono i lavori nell’Archivio Biblioteca Museo

A Castel di Lama, in provincia di Ascoli, proseguono i lavori dell’Archivio Biblioteca Museo – ex Municipio in base all’ Ordinanza commissariale n. 109/2020 “Approvazione elenco unico dei programmi delle opere pubbliche nonché disposizioni organizzative e definizione delle procedure di semplificazione e accelerazione della ricostruzione pubblica. La struttura sarà adibita ad archivio, biblioteca e museo. L’edificio è suddiviso su quattro livelli fuori terra e, a causa degli eventi sismici del 2016/2017, ha subito una serie di danni a livello strutturale. Il progetto vuole tutelare un attraverso la scelta dei materiali utilizzati ma anche nelle tecniche costruttive di consolidamento e miglioramento sismico. Sono già stati trasferiti 245.918,38 euro per il progetto che ha un costo totale di 946.871,50 euro.

“Il recupero del patrimonio culturale del nostro territorio è uno dei punti di forza del nostro compito che stiamo portando avanti, fondamento essenziale per tutto il nostro centro Italia- dichiara il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli- In questo caso recuperiamo una struttura che sarà a disposizione per eventi culturali e a disposizione della comunità di Castel di Lama, questo è un bel segno di ripresa. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Mauro Bochicchio per la costante collaborazione”.

Monte Cavallo, in corso i lavori sulla sede comunale

Sono in corso i lavori sulla sede comunale di Monte Cavallo, comune montano del Maceratese tra quelli più colpiti dal sisma del 2016/2017.
Si tratta di un intervento da 2,3 milioni di euro che prevede la riparazione del complesso che, prima delle scosse di terremoto, ospitava le funzioni municipali ed altre attività a servizio della comunità, tra cui l’ufficio postale, un ambulatorio medico, magazzini, archivi, protocollo/segreteria, polizia municipale, segretario comunale, ufficio del sindaco e ragioneria.
«La nostra attenzione va soprattutto alle piccole realtà dell’entroterra, quelle che più soffrono e che già si trovavano in difficoltà prima della tragedia a causa dello spopolamento – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. L’esempio di Monte Cavallo è simbolico ed in tal senso molto importante, è da luoghi come questo che dobbiamo e vogliamo ripartire, grazie all’aiuto ed al lavoro costante di Comuni, Ufficio Ricostruzione e della Regione guidata dal presidente Acquaroli».

Il sindaco Pietro Cecoli: «Con questo intervento, stiamo completando la ricostruzione degli edifici essenziali del nostro comune per rendere la vita dei cittadini più consona e adatta alle esigenze quotidiane. Pezzo dopo pezzo, ricostruiamo il puzzle del tessuto urbano, rendendolo più sicuro e moderno per il bene di tutti. Avanti tutta per un domani più prolifico e attrattivo, per il rilancio delle nostre zone svantaggiate. Grazie allo staff dell’USR e al Commissario Guido Castelli, sempre pronti ad ascoltare le esigenze dei Sindaci e del territorio».

I lavori, partiti alla fine del 2024, sono giunti a buon punto e stanno riguardando i due edifici vicini, costruiti in diverse epoche, uno presumibilmente nella seconda metà dell’Ottocento e l’altro intorno al 1970, ognuno dei quali sarà sviluppato e ricostruito in maniera diversa dall’altro.

Approvato l’intervento di rafforzamento locale della chiesa di San Girolamo a Gubbio

La Conferenza permanente ha approvato l’intervento di rafforzamento locale della chiesa di San Girolamo a Gubbio. La chiesa è inserita all’interno del complesso monastico del Monastero delle Clarisse della SS Trinità, sul versante meridionale del monte D’Ansciano, all’esterno del centro storico. S. Girolamo ha subito delle modificazioni e trasformazioni nel corso del tempo, il suo impianto originario è di tipo medioevale, nell’600 il complesso venne ampliato e consacrato nel 1722 dal Vescovo di Gubbio Manciforti. Queste trasformazioni sono leggibili sui paramenti murali dove si possono ancora vedere tracce di antiche murature. Nel 2020 sono stati svolti degli interventi provvisori di messa in sicurezza del versante roccioso di monte retrostante l’abside della chiesa ed il monastero. L’intervento consiste nella riparazione dei danni sugli elementi strutturali e non strutturali dell’edificio e il restauro degli apparati danneggiati o interessati dagli interventi sulle strutture. L’obbiettivo primario del progetto è indirizzato alla realizzazione di interventi volti alla messa in sicurezza strutturale, che deve essere accompagnata dagli interventi di ripristino collegati sulle parti murarie, sui rivestimenti, sugli impianti e quant’altro connesso in funzione del miglioramento sismico da ottenere. Il progetto prevede il restauro e ricostruzione dei contrafforti esterni all’abside, la ricucitura delle murature sconnesse mediante sostituzione parziale del materiale (cuci-scuci) con l’utilizzo di pietrame crollato o comunque di reimpiego con, per quanto possibile, uguale forma e dimensione, il rinforzo estradossale della volta della sacrestia mediante applicazione di intonaco armato e rifacimento della copertura con mantenimento delle gronde realizzate a travetti in calcestruzzo vibro compresso e tavelle in cotto, il consolidamento muri di sostegno a valle del Monastero. 1.500.000,00 è il costo previsto per l’intervento.

“Il nostro patrimonio culturale, di cui le chiese sono parte integrante, si deve preservare e tramandare, facendolo tornare allo splendore di un tempo in vista degli ottocento anni dalla morte di San Francesco, un evento molto importante per tutta l’Umbria- dichiara il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – E’ un luogo dello spirito che ci ricorda le nostre tradizioni e la nostra storia. Ringrazio il presidente della Regione Stefania Proietti, il Monastero delle Clarisse della S.S. Trinità, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Vittorio Fiorucci per la collaborazione sempre efficace”.

Approvato l’intervento di riparazione, restauro e ripristino della Chiesa di Santa Maria della Torre ad Amatrice

La Conferenza permanente ha approvato l’intervento di riparazione, restauro e ripristino della Chiesa di Santa Maria della Torre ad Amatrice. La chiesa è situata nella frazione di San Cipriano e si affaccia sulla piccola piazza principale. All’esterno si presenta come un’opera a nude pareti in pietra squadrata con un campanile a vela allineato alla parete laterale est e un timpano in sottosquadro quasi impercettibile sul prospetto. Attualmente la Chiesa di versa in condizioni di dissesto accentuato dai danni subiti in occasione del sisma del 2016 che, sia pure senza crolli importanti, ha coinvolto in maniera rilevante le strutture murarie. Gli interventi che si propongono sono di tipo locale, di riparazione e ripristino, in grado di consentire di aumentarne la resistenza e la duttilità, ove strettamente necessario, senza tuttavia modificare in modo significativo la rigidezza e lo schema strutturale globale o sacrificare la consistenza architettonica del manufatto. Sono previsti interventi sulle coperture: per la copertura è previsto lo smontaggio integrale, la sostituzione delle travi lignee il ripristino delle pianelle, gran parte delle quali recuperate nel corso degli interventi di provvisoria messa in sicurezza eseguiti nel 2017. Per il campanile si è ritenuto di introdurre un elemento di rinforzo costituito da una barra verticale in acciaio zincato, per ciascun pilastrino, ancorata in profondità all’interno della muratura di base. Si prevede il rinforzo ed il consolidamento dei tratti di muratura tramite la posa in opera di intonaco armato con rete in trefoli di acciaio e fibra di vetro e geomalta ad altissima igroscopicità e traspirabilità e connettori interni alla muratura. Altresì. Altri interventi riguardano l’intonaco delle superfici interne, la pavimentazione, gli infissi, restauro sulle superfici esterne e interventi impiantistici. Il costo totale dell’intervento è di 1.240.000,00 euro.

“Ringrazio l’Assessore alla ricostruzione Manuela Rinaldi, il Vescovo Vito Piccinonna, l’Ufficio ricostruzione Lazio, il Questore Paolo Trancassini e il sindaco Giorgio Cortellesi per la collaborazione- sottolinea il Commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – Il cambio di passo è evidente ed è testimoniato anche dal lavoro recupero di questi importanti gioielli del nostro territorio. Sono ricchezze storiche e architettoniche che ci parlano di un passato da portare a nuova luce. Insieme lavoriamo per velocizzare ancora di più questi processi”.

“La Chiesa di Santa Maria della Torre aggiunge un altro tassello al modello di ricostruzione che stiamo portando avanti. Finalmente, anche nelle frazioni, la buona gestione sinergica delle aree colpite dal sisma si fa sentire. Per questo ringrazio il Commissario Guido Castelli e, soprattutto, il lavoro dei tecnici dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione del Lazio, che quotidianamente ci mettono nelle condizioni di avanzare in questo percorso impegnativo per la ricostruzione dell’Appennino centrale”, ha dichiarato l’assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi.

“Esprimo soddisfazione per l’approvazione dell’intervento di riparazione, restauro e ripristino della Chiesa di Santa Maria della Torre ad Amatrice. Un altro passo avanti nel percorso di Ricostruzione di Amatrice che permetterà di restituire alla collettività un punto di riferimento e un simbolo identitario, storico e religioso del territorio. Ringrazio il Vescovo di Rieti Vito Piccinonna, il sottosegretario al Mef Lucia Albano, il Commissario al Sisma Guido Castelli, l’Assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio Manuela Rinaldi, l’Usr e il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi per il costante lavoro di squadra portato avanti per promuovere la rinascita economica, sociale e culturale del territorio” dichiara il Questore della Camera On. Paolo Trancassini.

“La chiesa della frazione San Cipriano è una delle pochissime, del territorio comunale, non crollate ma danneggiate dal sisma. Il suo recupero permetterà anche la ripartenza della costruzione di un aggregato adiacente fermo per pericolo di crollo della stessa. Un altro simbolo di ripartenza sita a ridosso del capoluogo che ha subito il crollo totale di tutte le innumerevoli chiese. La sua ristrutturazione permetterà l’uso di una vera chiesa in sostituzione di un container temporaneo allestito per il culto subito dopo il sisma del 2016” sottolinea il sindaco Giorgio Cortellesi.