Rieti, approvato l’intervento di ricostruzione, riparazione e ripristino della Chiesa di Santa Chiara

La conferenza dei servizi ha approvato l’intervento di ricostruzione, riparazione e ripristino della Chiesa di Santa Chiara di Rieti. Ubicata all’interno del centro storico di Rieti, la Chiesa ed il convento si estendono lungo la parte superiore di via di S. Francesco, su un pendio che declina verso il fiume laddove la città si affaccia sul tratto orientale del Velino. L’edificio appoggia sulla piana alluvionale del fiume Velino, ad una quota di circa 389 m sul livello del mare, mentre la facciata principale, con l’ingresso, si posiziona a ridosso del rilevato artificiale sul quale scorre la strada, che fa parte del rilievo su cui sorge il centro storico. L’ intervento interesserà l’intera unità strutturale e consisterà nell’inserimento di cerchiature metalliche su aperture da effettuarsi per esecuzione interventi in fondazione, consolidamento delle fondazioni mediante l’inserimento di micropali, riparazione delle lesioni esistenti medianti risarciture e/o cuciture, perforazioni armate ai cantonali della chiesa per consentire le connessioni trasversali tra i maschi murari, realizzazione di endoscheletro metallico a collegamento degli impalcati esistenti all’interno della torre campanaria, inserimento di sottostrutture metalliche sull’intradosso del coro e del matroneo, e sostituzione dei capi-chiave sul prospetto Ovest (principale) e quello Est. Sono previsti interventi in fondazione consistenti nella realizzazione di micropali connessi alla struttura muraria mediante profili metallici. 1.127.824,19 euro è il costo dell’intervento.

“Questa chiesa così importante per tutta la città di Rieti tornerà al suo antico splendore- dichiara il Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli- Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la collaborazione delle istituzioni, a partire dal Presidente della Regione Francesco Rocca, l’Assessore alla Ricostruzione Manuela Rinaldi, l’Ente proprietario, il Questore della Camera Paolo Trancassini, la Prefettura di Rieti e Sua Eccellenza Pinuccia Niglio, l’ Ufficio del Soprintendente Speciale per le aree colpite dal sisma e il Soprintendente  Claudia Cenci e il Sindaco Daniele Sinibaldi.  Il cambio di passo nella ricostruzione è evidente. Questo gioiello storico e religioso è fondamentale per tutta Rieti, lavoriamo senza mai fermarci per completare questo lavoro essenziale per la comunità”

Approvato l’intervento di riparazione danni e miglioramento sismico della Chiesa di Santa Teresa nel comune di Matelica.

La Conferenza dei Servizi ha approvato l’intervento di riparazione danni e miglioramento sismico della Chiesa di Santa Teresa nel comune di Matelica. La chiesa è situata nel centro storico di Matelica. La costruzione della chiesa ebbe inizio nel 1693 per volontà del Conte Valentino Pellegrini, successivamente i Carmelitani Scalzi ne divennero beneficiari e intorno agli anni ‘30 del 1800 la chiesa passò sotto la custodia dei Padri Silvestrini. A seguito del sisma del 1997 fu sottoposta ad un intervento di restauro, miglioramento sismico e consolidamento con realizzazione di un nuovo sistema fondale in calcestruzzo armato, di travature in acciaio e tirantature alla quota di copertura e con apposizione di tiranti all’interno dell’aula, in corrispondenza delle quote di imposta degli archi, mentre la zona absidale venne consolidata con trefoli in acciaio armonico tensionati. Inoltre, fu inserita una controventatura in acciaio nel vano di sottotetto soprastante la volta dell’aula. Nelle fasi immediatamente successive al sisma del 2016 è stato eseguito un intervento di messa in sicurezza con applicazione di profilati in acciaio e tiranti in acciaio armonico, a contenere il ribaltamento della parte superiore della facciata. La messa in sicurezza ha riguardato anche gli archi dell’aula, che risultano tutti puntellati, ancorché non si rilevino fenomeni fessurativi molto evidenti. Si evidenziano danni e lesioni alle volte all’interno dell’aula, danni agli arconi di sostegno della cupola centrale, meccanismo di ribaltamento fuori dal piano della facciata e soprattutto del timpano sommitale, lesioni alle murature ed alle volte del presbiterio ed altre lesioni varie a costituire un quadro fessurativo diffuso e rilevante. Si interverrà con una demolizione parziale della muratura di tamponamento con totale rimozione dei pannelli murari interposti tra pilastro e pilastro, spicconatura della muratura e taglio per realizzare un incasso di 5 cm tra il pilastro e la parete, riempimento del giunto con fogli di polistirolo, ripristino delle pareti di tamponamento, interventi su archi, volte dell’aula, del transetto, del coro, dell’abside e della sacrestia, su cupole e arcate, murature e sui pilastri, sulla facciata e sul campanile. L’intervento ha un costo totale di 750.000,00 euro.

“Proseguiamo senza nemmeno una sosta nel lavoro di recupero di strutture dal grande valore sociale e religioso che tutta la comunità attende da tempo e che adesso vedranno la luce grazie al cambio di passo che ormai la ricostruzione ha intrapreso – dichiara il Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli – Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il contributo della Regione Marche guidata dal Presidente Francesco Acquaroli, della Diocesi di Fabriano-Matelica  guidata dall’Arcivescovo Francesco Massara, del Sindaco Denis Cingolani e l’Ufficio Ricostruzione guidato da Marco Trovarelli e tutti i tecnici. La sinergia tra Istituzioni è fondamentale, solo tutti insieme possiamo portare a termine il nostro compito”.

Montappone, riqualificazione per viale Leopardi, via Palazzo e Piazza Umberto I

La Conferenza regionale ha approvato due interventi da realizzare a Montappone, entrambi ricompresi nell’ordinanza numero 137 del 2023. Trattasi del ripristino della strada di accesso e della piazzetta del centro storico, con annesse opere di urbanizzazione e consolidamento muro di contenimento (700.000 euro), e della sistemazione della rete viaria con opere di urbanizzazione primaria del belvedere su viale Leopardi (907.000 euro).

«L’ordinanza 137 ha dato il là al “Nuovo piano di ricostruzione di opere pubbliche” e al “Programma straordinario di rigenerazione urbana connessa al sisma” che, dunque, vede la sua attuazione anche nel comune del Fermano – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. L’impulso ulteriore che abbiamo impresso alla ricostruzione passa anche da qui. E dall’apporto costante fornito da Comuni, Usr e dalla Regione guidata dal presidente Francesco Acquaroli».

Il primo intervento riguarda la strada carrabile di accesso al centro storico, cioè via Palazzo, il muro di contenimento a sostegno del terrapieno di tale percorso, la piazza sulla quale sfocia la via, (Piazza Umberto I) e una piccola porzione delle mura cittadine. Tra le lavorazioni previste ci sono il consolidamento del muro di contenimento, la sistemazione delle pavimentazioni, interventi su pubblica illuminazione e arredo urbano. Anche viale Leopardi connette il centro con il resto del paese ed è attualmente una strada carrabile. L’idea è quella di renderla pedonale e permettere l’accesso carrabile al centro storico tramite una via alternativa, cioè la strada provinciale numero 48.

Le opere in programma riguardano, tra le altre cose, il consolidamento dell’area posta sopra la scarpata tramite realizzazione di balconate, il risanamento della fondazione stradale e la realizzazione di una nuova pavimentazione in pietra calcarea e di nuove aree verdi attrezzate

Fabriano, approvato il progetto della scuola “Giovanni Paolo II”: 11,6 milioni per demolizione e ricostruzione

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto di demolizione e ricostruzione della scuola media “Giovanni Paolo II” di Fabriano, in provincia di Ancona, per un importo di 11.597.885 euro.

Si tratta di un intervento molto importante che va a dotare l’istituto ubicato in Largo Fratelli Rosselli di una sede più moderna ed efficiente in termini di comfort ambientale, di efficientamento energetico e di gestione, attenta alla concezione stessa degli spazi scolastici, degli aspetti sociologici, didattici e di apertura al territorio.

«Come sempre, riserviamo massima attenzione all’edilizia scolastica puntando su sicurezza, tecnologia e sostenibilità – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Mi piace rilevare come l’approvazione del progetto della “Giovanni Paolo II” arrivi proprio nel giorno in cui si festeggia San Giovanni Paolo II, il 22 ottobre. Continuiamo a lavorare uniti, compatti e con grande spirito di sacrificio grazie all’operatività della filiera composta da Comuni, tecnici, ditte, Usr e dalla Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

La scuola viene dimensionata per 12 classi di 25 alunni ciascuna, per un totale di 300 studenti, su una superficie utile lorda di 3.462 metri quadrati. Oltre agli spazi didattici, è in programma la realizzazione della nuova palestra con relativi servizi, della mensa e degli spazi per attività integrative e parascolastiche a servizio anche della adiacente scuola “Gentile da Fabriano”, che resterà in uso durante tutto il periodo di cantierizzazione.

Il progetto prevede la demolizione dell’edificio esistente e la ricostruzione in loco di un edificio su fondazioni profonde, con impianto a “C asimmetrica”, suddiviso in cinque blocchi funzionali, di cui i due destinati agli spazi didattici saranno realizzati con struttura metallica a telaio, mentre i restanti tre, progettati per la palestra, la mensa e il locale polifunzionale, saranno con struttura in cemento armato prefabbricata.

Marche, trasferiti 2,3 mln di euro per la ricostruzione pubblica

Trasferiti 2,3 mln di euro all’Ufficio speciale Marche per l’avanzamento della ricostruzione pubblica. A firmare il decreto il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli.

“Prosegue il cambio di passo impresso alla ricostruzione pubblica grazie al lavoro sinergico con il Presidente Francesco Acquaroli e l’Ufficio speciale ricostruzione Marche – commenta Castelli -. Ci avviciniamo agli anniversari delle scosse che hanno cambiato la vita delle nostre comunità, ed è giusto impegnarsi sempre di più per restituire piena sicurezza e normalità a questi territori. I trasferimenti agli Usr sono uno dei segnali positivi di una ricostruzione pubblica che finalmente avanza”.

Il dettaglio degli interventi.

Provincia di Ancona.

Nel Comune di Morro d’Alba il trasferimento riguarda il risanamento conservativo e riparazione danni sisma 2016 dell’ingresso e dei locali adiacenti del cimitero comunale (trasferiti 90 mila euro su 450 mila euro).

Provincia di Ascoli Piceno.

Nel Comune di Acquasanta Terme il trasferimento riguarda il recupero del cimitero Arli (trasferiti 86 mila euro su 430 mila euro).

Nel Comune di Montalto delle Marche i seguenti interventi: recupero mercatino Porchia (trasferiti 22 mila euro su 110 mila euro) e intervento di riqualificazione P.zza Umberto I (trasferiti 82 mila euro su 410 mila euro).

Nel Comune di Montegallo trasferiti i fondi per la riparazione danni e ripristino con miglioramento/adeguamento sismico del cimitero comunale di Piano (trasferiti 200 mila euro su 1 milione).

Nel Comune di Montedinove i trasferimenti riguardano la sistemazione e il ripristino delle strade nel territorio comunale, strada Valentini/Lapedosa, strada del Molino (due parti), strada Santa Maria, C. da Pignotto, strada di Ascoli, strada Moglie Cellina (trasferiti 100 mila euro su 500 mila euro).

Provincia di Fermo.

Nel Comune di Amandola il trasferimento riguarda la messa in sicurezza del versante settentrionale in frana di P. Garibaldi – Progettazione (trasferiti 20 mila euro su 100 mila euro).

Nel Comune di Montefortino il trasferimento riguarda la riparazione danni e ripristino della funzionalità delle strutture inagibili all’interno del Camping Montespino (trasferiti 240 mila euro su 1,2 milioni).

Provincia di Macerata.

Nel Comune di Appignano è stato finanziato l’intervento per gli uffici comunali di Via Roma/Via Rossini – riparazione danni e miglioramento sismico (trasferiti 130 mila euro su 650 mila euro).

Nel Comune di Petriolo sono stati finanziati i seguenti interventi: rifacimento tratti di pavimentazione e sottoservizi del Centro Storico maggiormente lesionati (trasferiti 181 mila euro su 905 mila euro), restauro e risanamento conservativo con riparazione dei danni, nei tratti di mura castellane maggiormente lesionati – mura castellane – lotto 1 (trasferiti 240 mila euro su 1,2 milioni).

Nel Comune di Sant’Angelo in Pontano i trasferimenti riguardano i seguenti interventi: Riparazione/Miglioramento Torre Civica (trasferiti 43,6 mila euro su 218 mila euro), Riparazione/Miglioramento Sismico del civico cimitero (trasferiti 136 mila euro su 680 mila euro).

Nel Comune di Caldarola trasferiti i fondi per l’intervento di ristrutturazione edilizia con miglioramento sismico, efficientamento energetico ed eliminazione delle barriere architettoniche Edificio Albergo Comunale (trasferiti 570,7 mila euro su 2,85 milioni).

Nel Comune di Sarnano trasferiti i fondi per il ripristino dei danni ai sottoservizi ed al manto stradale dovuto al continuo passaggio dei mezzi pesanti per la demolizione e rimozione macerie presso c. da campanotico – Progettazione (trasferiti 3,8 mila euro su 19 mila euro).

Nel Comune di Fiastra trasferiti i fondi per i seguenti interventi: riparazione danni cimitero di Sant’Ilario (trasferiti 40 mila euro su 200 mila euro), intervento di rigenerazione urbana, rifacimento sottoservizi e viabilità della strada comunale che va dall’incrocio con la Provinciale 58 e attraversa l’intera Frazione di Paninventre (trasferiti 160 mila euro su 800 mila euro).

Libri. La notte di San Rocco, un omicidio dimenticato nella dimensione rurale tra Abruzzo e Marche

Alla presenza degli autori, il volume è stato presentato al Senato dal Commissario al sisma 2016 Castelli insieme ai sindaci di Pieve Torina e di Casalincontrada.

Un “cold case” su un omicidio avvenuto nel 1919 nel borgo abruzzese di Casalincontrada. Un caso di cronaca nera di provincia, che avviene mentre nell’Italia attraversata dalle turbolenze sociali seguite alla Grande Guerra, a lungo lasciato cadere nel dimenticatoio e che è stato recuperato e meticolosamente studiato per diventare un libro. È “La Notte di San Rocco. Come morì Gnilisande”, volume scritto da Valerio Ivo Montanaro e Raffaello Montanaro, (quest’ultimo attualmente in carico come comandante dei Carabinieri di Pieve Torina, Macerata) presentato oggi al Senato, presso l’Aula Convegni di Palazzo Carpegna. Un’opera che rappresenta anche una riflessione sulla condizione del mondo contadino nel Centro Italia di un secolo fa, gettando luce su un passato che ha influenzato profondamente il presente di queste comunità.

Durante l’incontro sono intervenuti Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina, Vincenzo Mammarella, sindaco di Casalincontrada, insieme agli autori del libro, Vittorio Ivo Montanaro e Raffaello Montanaro, che ricoprono anche i ruoli di presidente e vicepresidente dell’Istituto Ricerche Storiche – IRIS. A completare il panel, lo storico Loris Di Giovanni, curatore della collana “La Bussola” per Costa Edizioni. L’evento si è concluso con le considerazioni del Commissario Straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli, che ha sottolineato l’importanza di unire la ricostruzione fisica a quella sociale e culturale delle comunità colpite dal sisma.

Il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli: “La cultura e le tradizioni delle comunità dell’Appennino centrale affondano profondamente le radici nella civiltà contadina. Un patrimonio che si è stratificato nel corso dei millenni che rappresenta un valore che abbiamo il dovere di preservare e valorizzare, all’interno del percorso di ricostruzione e riparazione dei nostri territori. Il merito degli autori di questo libro, scritto con cura e passione, sta nella capacità di avere recuperato e posto in primo piano, attraverso una certosina ricostruzione scientifica e narrativa, un piccolo caso avvenuto dentro la grande cornice del mondo contadino di quegli anni. Questo legame con la terra, che si manifesta attraverso la nostra tradizione agro-silvo- pastorale, è una ricchezza sulla quale oggi siamo tornati a investire e che può rappresentare un’occasione di vita e di sviluppo, in stretta connessione con la natura”.

Dichiarazione del Sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci: “L’occasione di presentare questo libro in Senato offertaci dal senatore Castelli rappresenta una straordinaria opportunità di confronto tra due realtà che hanno un comune denominatore: la terra. Tradizioni contadine che significano memoria dei luoghi, mattoni immateriali preziosi e necessari quanto quelli fisici per ricostruire e cementare un rinnovato spirito di comunità. La ricostruzione è anche questo: dalle pagine di un libro creare nuove relazioni e nuove possibilità di valorizzazione delle nostre radici”.

Il Sindaco di Casalincontrada, Vincenzo Mammarella: “Ringrazio il Commissario Castelli per aver ospitato la presentazione di un libro interessante che ci riporta a un evento tragico che colpì la nostra comunità e a quel mondo contadino che caratterizzava la nostra comunità. Ringrazio i fratelli Montanaro per aver, attraverso questa storia, recuperato e arricchito la nostra memoria collettiva: la nostra storia e le nostre tradizioni sono un patrimonio che esprime la nostra essenza, che abbiamo il dovere di custodire e tramandare”.

Presentazione libro “La Notte di San Rocco. Come morì Gnilisande”

Domani (22 ottobre) presso l’Aula Convegni di Palazzo Carpegna, in via degli Staderari 2 Roma sarà presentato il volume “La Notte di San Rocco. Come morì Gnilisande”, una riflessione sulla memoria contadina tra Marche e Abruzzo.

Il libro, scritto da Valerio Ivo e Raffaello Montanaro, quest’ultimo comandante della stazione dei Carabinieri di Pieve Torina, racconta un “cold case” del 1919 avvenuto a Casalincontrada, un piccolo paese abruzzese. L’opera offre uno spaccato storico sulle condizioni dei contadini del Centro Italia di un secolo fa, contribuendo alla riflessione sulla rigenerazione sociale delle comunità colpite dal sisma.

Ospiti e Interventi:
• Alessandro Gentilucci, Sindaco del Comune di Pieve Torina
• Vincenzo Mammarella, Sindaco del Comune di Casalincontrada
• Valerio Ivo e Raffaello Montanaro, Autori del libro e Presidente e Vicepresidente dell’Istituto Ricerche Storiche – IRIS
• Loris Di Giovanni, Storico e curatore della collana “La Bussola” per la Costa Edizioni
Conclusioni a cura di:
• Guido Castelli, Commissario Straordinario di Governo per il Sisma 2016

Edilizia residenziale pubblica, decreti per Macerata, Sant’Angelo in Pontano, Colli del Tronto, Arquata, Gualdo, Sarnano e Loro Piceno

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo dell’intervento di via Pavese, a Macerata, che prevede la riparazione di 25 unità abitative collocate in due palazzine Erap da cinque piani fuori terra, per un importo di 1.672.565 euro.

«L’edilizia residenziale pubblica rappresenta una necessità importante per le comunità del cratere, oltre che un passaggio fondamentale della ricostruzione del nostro Appennino – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. Andiamo avanti con determinazione, convinti che il futuro appartenga a questi luoghi così duramente provati. Mi preme ricordare, poi, la collaborazione fattiva con Erap, Comuni, Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».

Non si tratta però dell’unico decreto di edilizia residenziale pubblica. Anche a Sant’Angelo in Pontano, nel Maceratese, è arrivato l’ok al progetto per il condominio di via Andriolo, che grazie a un contributo di 887.000 euro restituirà alla fruizione un edificio di quattro piani fuori terra con 7 unità immobiliari.

A Piediripa di Macerata, in via Tagliamento, il progetto sui tre piani e sulle 6 unità immobiliari è in fase di approvazione per un contributo di 842.977 euro. Stessa fase per l’ex edificio scolastico di Trisungo di Arquata (AP), dove troveranno posto 7 alloggi, per un importo di 1,5 milioni. Sono in fase di conclusione, invece, i lavori sul complesso di via Aldo Moro, a Sarnano (MC), per 9 alloggi e 620.000 euro di contributo.

A Colli del Tronto, nel Piceno, sono in fase di affidamento i lavori sulle due unità immobiliari di via Marconi, per un importo di 342.500 euro.

Sono iniziati, invece, i lavori sulla palazzina di via Alighieri, a Gualdo (MC), per un importo di 249.271 euro: al piano seminterrato ci sarà un alloggio Erp mentre al piano terra uno spazio pubblico per mostre e al primo piano un’abitazione privata.

Infine Loro Piceno (MC), dove sono in corso i lavori sulle tre unità immobiliari di Largo Cesare Battisti, per un importo di 211.196 euro.

Teramo, al via i lavori nell’ex collegio “Ravasco”

Presentato l’avvio ufficiale dei lavori per il restauro, il riuso adattativo, l’adeguamento sismico e la ricostruzione dello storico edificio “Ex Ravasco” di Teramo fortemente danneggiato dagli eventi sismici del 24 agosto 2016. L’edificio un tempo adibito a Collegio femminile e chiuso dal 2008 diventerà un hospice. L’importo complessivo per la realizzazione dell’opera, finanziata dalla Struttura commissariale, è di 3,65 milioni di euro di cui 150 mila euro derivano dal contributo incentivo Conto Termico – GSE. Il progetto prevede la realizzazione di una struttura di quattro piani con una superficie complessiva di 889 mq, caratterizzata da un’atmosfera familiare e accogliente, che eviterà l’aspetto impersonale tipico delle istituzioni sanitarie. Saranno realizzate 8 camere di degenza per un totale di 10 posti letto, oltre a spazi dedicati alle terapie, all’assistenza e al supporto delle famiglie. Particolare attenzione è stata posta nella progettazione degli spazi comuni, come la sala per l’arte e la musicoterapia, e un’area living con punti di ristoro e lettura.

“Questo è un edificio storico per tutta la città di Teramo. Dal terremoto, evento negativo per tutta la comunità, possono nascere esperienze positive come in questo caso. In questo edificio ci si prenderà cura dei nostri malati – sottolinea il Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli –  Il direttore Di Giosia sta svolgendo un grande lavoro di rigenerazione e rifunzionalizzazione di numerosi plessi sanitari. Questo è un caso virtuoso di rigenerazione urbana: una palazzina liberty rifunzionalizzata che diventerà un hospice, un luogo importante, da dove ci si congeda dalla vita. Tutti abbiamo il dovere di dare risposte di qualità a quello che accadrà, in futuro, in questo hospice.  Qui, la ricostruzione post sisma, sempre più orientata verso una nuova funzione degli immobili già prima del loro recupero, è supportata da una perfetta sinergia con il Presidente Marsilio, con il quale si sta portando avanti un percorso condiviso e sostenibile”

“Oggi celebriamo non solo la ricostruzione di un edificio simbolico per la città di Teramo – ha commentato il presidente della Regione Marco Marsilio- Ma anche la realizzazione di un luogo dedicato al sollievo e all’umanità. L’Hospice rappresenta un punto di riferimento per chi affronta le fasi più delicate della vita, e il nostro impegno è stato quello di restituire alla comunità una struttura sicura, moderna e adeguata alle esigenze dei pazienti e delle loro famiglie. Con l’avvio di questo progetto, la Regione Abruzzo conferma il suo impegno nella ricostruzione post-sisma e nella tutela del diritto alla salute, guardando al futuro con infrastrutture moderne e sicure. Un intervento che si inserisce in una operazione più ampia, in un lavoro che stiamo portando avanti nella provincia teramana, dopo una stagione del passato di depauperamento del patrimonio edilizio sanitario”.

“Insieme a questo progetto voglio citare i lavori della Cittadella della Carità, che prevede il recupero dello stabile dell’ex ospedaletto di Porta Romana grazie all’apporto di Usr e Caritas. Sempre a proposito di edifici pubblici, voglio sottolineare il sostegno dell’Usr nel recupero del dispensario e dello stabile di Fonte della Noce- aggiunge il Direttore generale Asl di Teramo. Maurizio Di Giosia- In entrambi i casi abbiamo ricevuto finanziamenti per riportarli a nuova vita e per questo non posso che ringraziare il commissario Castelli e l’Ufficio speciale per la ricostruzione a nome dell’azienda sanitaria e di tutta la collettività. Ringrazio, inoltre, il presidente Marsilio per il costante sostegno e dell’Usr. Questo Centro residenziale di cure palliative per l’assistenza ai malati terminali si basa sul principio secondo cui è prioritaria la qualità di vita residua del paziente”.

Monte San Giusto, demolizione e ricostruzione per la palazzina di via Macerata: spazio alla nuova sede per Protezione civile, Coc e anagrafe

Al posto della palazzina di via Macerata vedrà la luce la sede della Protezione civile, del Coc e dell’ufficio anagrafe del Comune di Monte San Giusto, in provincia di Macerata. L’Ufficio Speciale Ricostruzione, infatti, ha approvato il progetto esecutivo dell’intervento di demolizione e ricostruzione per un importo di circa 1 milione di euro.

«I Comuni del cratere devono poter espletare al meglio le loro funzioni e nostro dovere è metterle nelle condizioni migliori per farlo – spiega il commissario alla ricostruzione Guido Castelli -. La tragedia del terremoto non deve intaccare il potenziale di questi territori, anzi. Il lavoro che stiamo mettendo in campo con enti, tecnici e con tutte le componenti coinvolte è importante e vitale; ringrazio soprattutto l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli»

Il progetto fa seguito alla necessità del Comune (che riveste il ruolo di soggetto attuatore) di delocalizzare alcune funzioni della pubblica amministrazione considerate “strategiche”, attualmente svolte nel monumentale Palazzo Bonafede, un edificio di notevole interesse storico-artistico su cui gli interventi non porterebbero al raggiungimento di sufficienti livelli di sicurezza. Pertanto, è stato individuato l’edificio di via Macerata 8, di proprietà dello stesso Comune e collocato a breve distanza dal Municipio.  Il nuovo fabbricato sarà costituito da due livelli fuori terra ed una copertura a terrazza. Al piano terra, tra le altre cose, spazio ad uffici, sportelli e archivi dell’anagrafe, mentre al primo la sala operativa del Coc (Centro Operativo Comunale), sala di attesa e uffici del settore lavori pubblici e dell’ufficiale governativo.