Approvato l’intervento per i lavori di miglioramento sismico della chiesa di San Giovanni Battista a Preci

La Conferenza dei servizi ha approvato l’intervento per i lavori di miglioramento sismico della chiesa di San Giovanni Battista in località Castelvecchio nel Comune di Preci. Le fonti fanno risalire l’impianto della Chiesa al XIII secolo. L’edificio ha subito importanti rimaneggiamenti riferibili soprattutto ai secoli XVI e XVII che ne hanno determinato la trasformazione in favore di una veste di tipo barocco. Attualmente a seguito degli eventi sismici, è presente un intervento di messa in sicurezza realizzato dai Vigili del Fuoco, costituito da elementi lignei e funi in acciaio che realizza una fasciatura intorno al fabbricato e intorno alla cella campanaria. Gli interventi progettati sono volti alla conservazione e al recupero dei materiali originali, alla conservazione delle tipologie costruttive e del funzionamento strutturale originario, con il supporto e l’introduzione di nuovi materiali innovativi. Si interverrà attraverso la riparazione delle murature con tecnica cuci-scuci, cucitura delle lesioni su pareti mediante esecuzione di micro-cuciture armate a secco, realizzazione di perforazioni armate di collegamento tra parete muraria e contrafforti a livello del sottotetto, consolidamento della muratura mediante iniezione di malte a base di pura calce naturale, realizzazione del cordolo perimetrale in copertura e inserimento dell’intelaiatura metallica all’interno della cella campanaria. L’importo totale del progetto è di 1.060.000,00 euro.

“Ringrazio il Presidente della Regione, l’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia guidata dall’Arcivescovo Renato Boccardo, l’Ufficio speciale Ricostruzione Umbria e il Sindaco Massimo Messi per la collaborazione in favore di questo ulteriore intervento che mette in sicurezza un gioiello storico, architettonico e religioso dei nostri territori- dichiara il Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli- Il cambio di passo si evidenzia anche nell’approvazione di questi importanti lavori. E’ un lavoro intenso ma costante e passa anche attraverso la riapertura dei nostri beni di edilizia religiosa”

 

Inaugurata la prima caserma ricostruita dopo il sisma 2016: nuova sede dei Carabinieri a Pieve Torina

È stata inaugurata questa mattina a Pieve Torina, la nuova caserma dei Carabinieri e Carabinieri Forestali. Presenti al taglio del nastro, che è seguito alla benedizione da parte dell’Arcivescovo di Camerino Francesco Massara, il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il Sottosegretario del MEF Lucia Albano, il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci, il Prefetto di Macerata Isabella Fusiello, il Vice Comandante Gen. C/A Salvatore Luongo, il Comandante della Legione Carabinieri “Marche” Generale di Brigata Nicola Conforti, il Direttore regionale del Demanio Cristian Torretta e tanti sindaci del cratere maceratese.

Si tratta della prima caserma a essere completata tra quelle danneggiate dal sisma del 2016. Questo intervento, di importanza strategica per il territorio, è stato reso possibile grazie a un investimento complessivo di circa 4,3 milioni di euro, finanziato tramite l’Ordinanza Speciale 27 che, per quanto riguarda le Marche, finanzia la ricostruzione di venti sedi delle Forze dell’ordine attraverso un investimento complessivo di oltre 57 milioni di euro, in capo al Demanio, che è proprietario degli immobili e il soggetto attuatore degli interventi.

L’edificio, realizzato in pannelli di legno lamellare per garantire rapidi tempi di costruzione e alta resistenza antisismica, si sviluppa su tre piani per una superficie totale di 1.083 mq e risponde ai più alti standard di sicurezza. Progettato come edificio NZEB (Near Zero Energy Building), presenta consumi energetici quasi nulli e strutture che garantiscono una sostenibilità elevata. A impreziosire l’ingresso anche l’opera di arte contemporanea dell’artista Nicola Valigi, che rappresenta il legame tra la comunità, il territorio e l’Arma dei Carabinieri.

Commissario Sisma 2016 Guido Castelli: “L’inaugurazione di questa mattina segna un traguardo sia concreto che simbolico nel comune di Pieve Torina – dichiara il Commissario Castelli -, uno dei più danneggiati dalla scossa del 30 ottobre 2016, che, come tanti altri Comuni vicini della provincia di Macerata e nella vicina Umbria, sta conoscendo finalmente un momento di rinascita, trainato da una ricostruzione pienamente avviata. La cerimonia di oggi ci tocca nel profondo perché restituisce ai nostri Carabinieri e Carabinieri forestali una struttura nuova, sicura ed efficiente, così da coadiuvare al meglio il loro fondamentale lavoro orientato alla sicurezza e alla tutela della legalità. A loro va il nostro più sentito ringraziamento. Voglio ringraziare altresì il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, il sindaco Alessandro Gentilucci e il Demanio per la determinazione con cui si sta portando avanti la ricostruzione. Nonostante siano passati diversi anni, non ci siamo arresi di fronte alle difficoltà ma abbiamo preferito impostare un grande lavoro di squadra per sbloccare a tutti gli effetti la ricostruzione sia privata che pubblica. È di questa sinergia istituzionale che oggi, dopo le inaugurazioni nelle scorse settimane dei municipi di San Severino e Matelica, raccogliamo un ulteriore frutto”.

Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli: “Siamo qui per un momento importante, che segue le recenti inaugurazioni del municipio di San Severino e di Palazzo Ottoni a Matelica. Oggi, a Pieve Torina, aggiungiamo un altro tassello alla Ricostruzione: una nuova sede dell’Arma dei Carabinieri, simbolo di legalità e presidio delle istituzioni vicine alle comunità colpite dal sisma. La scossa del 30 ottobre segnò profondamente queste aree che già da agosto vivevano una situazione complessa, e oggi, a otto anni di distanza, la riapertura di questa sede è un segnale di speranza e che dà merito al lavoro svolto finora. La Ricostruzione procede spedita e in particolare, anche in questo mese di ottobre abbiamo registrato un record di risorse messe a disposizione a chi sta ricostruendo la propria casa. La macchina messa in campo è enorme, a partire dai Comuni e dai sindaci e ringrazio oggi qui per tutti il sindaco Alessandro Gentilucci, dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione che ringrazio per il grande impegno, alla complessa macchina del Commissario Castelli, al sostegno concreto del Governo testimoniato qui dal sottosegretario Lucia Albano. Vediamo tanti segnali positivi ma c’è ancora tanto lavoro da fare e questo richiede di continuare nel fondamentale gioco di squadra delle Istituzioni. Dobbiamo ricostruire gli edifici, ma soprattutto le comunità che si sono frammentate. Dobbiamo lavorare affinché le famiglie che si sono dovute spostare e lasciare le loro case possano tornare in un ambiente accogliente e coeso dove costruire un nuovo futuro. La nostra strategia è quella di dare forza all’entroterra, a questi luoghi bellissimi che con il sostegno delle Istituzioni possono essere l’arma vincente per lo sviluppo delle Marche e del Centro Italia”.

Sottosegretario del Ministero dell’Economia e Finanze Lucia Albano: “Essere a Pieve Torina ad inaugurare la Caserma, a distanza di soli 15 mesi dall’avvio del cantiere, conferma che lo Stato c’è, è presente e lo dimostra oggi con una risposta concreta restituendo alla comunità un presidio di pubblica sicurezza, costato circa 4 milioni di euro e realizzato secondo i migliori standard di protezione sismica, sostenibilità ed efficientamento energetico. L’impegno preso poco più di un anno fa di completare i lavori entro il 2024 è stato dunque mantenuto e ciò attraverso una proficua e fattiva collaborazione tra il Comune, la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli, la struttura del Commissario per la Ricostruzione Guido Castelli e il governo nazionale. Una vicinanza dell’Esecutivo alle popolazioni colpite dal sisma confermata anche nella legge di Bilancio 2025 con la dotazione di 1 miliardo e mezzo di euro per l’anno 2027 e di 1 miliardo e trecento milioni di euro a decorrere dall’anno 2028, che si aggiungono a quanto già stanziato negli anni scorsi, per garantire il completamento delle opere di ricostruzione pubblica e privata, oltre alla conferma di alcune misure fondamentali quali l’esenzione dal pagamento delle utenze nelle zone rosse e la sospensione del pagamento delle rate di mutui per i residenti del cratere”.

Sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci: “Sono gli uomini che fanno la differenza. In un anno e quattro mesi dalla posa della prima pietra, oggi, a otto anni esatti dagli eventi sismici che hanno distrutto il nostro territorio, si inaugura la nuova prima caserma ricostruita dei carabinieri e carabinieri forestali nel cratere. C’è dentro l’orgoglio di quell’italianità del saper fare e la partecipazione e riconoscenza di tutta una comunità che ci ha guidati in questo gioco di squadra, grazie in primis al presidente della regione, Francesco Acquaroli, al commissario straordinario per il sisma Guido Castelli e ai vertici dell’Arma che hanno voluto onorarci della loro presenza”.

Direttore regionale del Demanio Cristian Torretta: “Un momento emozionante, l’Agenzia del Demanio e le persone che collaborano con me lavorano giorno e notte per la riuscita dei progetti che ci sono stati affidati. Per il 2027 contiamo di completare tutti gli interventi, anche i più complessi. Il mio ringraziamento va al Direttore Generale che ci ha messo nelle migliori condizioni per lavorare e ai miei collaboratori per l’impegno profuso”

Umbria, approvati aumenti ricostruzione a Preci e per l’ospedale di Norcia

Oltre 4 milioni di euro di fondi aggiuntivi per sbloccare la ricostruzione di opere strategiche a Preci e Norcia, in Umbria. La novità arriva dalla Cabina di coordinamento sisma, presieduta dal Commissario alla Riparazione e Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli, che ha raggiunto l’intesa su una serie di Ordinanze che vanno ad aumentare le risorse a disposizione per alcuni interventi chiave.

“Siamo di fronte a un anno fondamentale per la ricostruzione pubblica nel cratere e anche in Umbria, dove oggi, d’intesa con il Presidente della Regione e grazie al costante lavoro dell’Ufficio speciale ricostruzione guidato da Stefano Nodessi Proietti, siamo in grado di assegnare risorse adeguate ad alcuni presidi strategici del territorio, come la caserma di Preci e l’ospedale di Norcia – dichiara il Commissario Castelli -. Il nostro obiettivo dichiarato era passare il prima possibile dalle norme, che sono importanti ma non sufficienti, ai cantieri, vero segnale di quel cambio di passo che finalmente stiamo osservando in Appennino centrale”.

A Preci è stato deliberato un incremento di 1 milione di euro per i “Lavori di riparazione con miglioramento sismico della caserma dei Carabinieri” e di 182 mila euro per gli appartamenti di via Cavallotti 1, portando i contributi totali rispettivamente a 2 milioni di euro e 653 mila euro. Mentre a Norcia l’aumento di 2,6 milioni di euro per la ristrutturazione e rifunzionalizzazione dell’ospedale porta il contributo complessivo a 13,8 milioni di euro.

Marche, più fondi per importanti opere di ricostruzione pubblica

La Cabina sisma, presieduta dal Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, ha raggiunto l’intesa su una serie di Ordinanze che vanno ad aggiornare i finanziamenti programmati per importanti opere di ricostruzione pubblica nei Comuni di Fabriano, Sant’Angelo in Pontano, Monte San Giusto e Venarotta.

“Di intesa con il Presidente Francesco Acquaroli, e grazie al puntuale lavoro dell’Ufficio speciale ricostruzione e dei sindaci, siamo riusciti a bilanciare le risorse necessarie per rendere possibile l’avanzamento e la cantierizzazione di alcune opere strategiche, come l’ospedale di Fabriano, edifici residenziali, municipi e scuole – commenta il Commissario Castelli -. Sul fronte dell’edilizia sanitaria voglio ricordare il grande pragmatismo che ci ha consentito quest’anno di sbloccare l’ospedale di Tolentino e che ora ci consente di assegnare risorse adeguate al progetto di Fabriano, prima assolutamente insufficienti: diamo la priorità ai progetti man mano che diventano esecutivi, in modo tale che non restino sulla carta ma possano subito procedere. È la logica del buon padre di famiglia, fondamentale quando si parla di risorse pubbliche.  È grazie a questo grande lavoro di squadra che trova il suo compimento istituzionale nella Cabina sisma che nell’ultimo anno abbiamo avviato il 95% delle opere pubbliche”.

Il dettaglio degli aumenti. In particolare, per quanto riguarda Fabriano è stato approvato un incremento di 20,6 milioni di euro per il progetto “Ospedale DH e altri reparti”, portando il totale a 21,2 milioni di euro. A Sant’Angelo in Pontano, l’aumento per il “Condominio via Andriolo” ammonta a 467 mila euro, per un totale di 887 mila euro. Nel comune di Monte San Giusto, la Cabina di Coordinamento ha approvato un incremento di 366 mila euro per la “Sede Comunale con funzioni strategiche – 2° stralcio”, portando il totale a 1,1 milioni di euro. Infine, per la “Scuola media e palestra” di Venarotta è stato approvato un aumento di 1,3 milioni di euro, portando il totale dell’intervento a 5,4 milioni di euro.

L’ospedale di Fabriano. Il progetto, approvato nei giorni scorsi dall’Usr, prevede una palazzina su tre livelli distinti. Al seminterrato troveranno posto funzioni prettamente tecniche e logistiche con 6 locali tecnici ed il prolungamento del tunnel esistente che lo collegherà all’ospedale. Al piano terra, ecco le seguenti aree funzionali: diagnostica di emergenza costituita da un locale Tac, un locale esami radiologici e un locale per esami ecografici; locale rianimazione con 7 posti letto comprensivi di un posto isolato e 2 ulteriori posti di terapia subintensiva; aree di supporto costituite da spogliatoi per il personale ed area logistica con i 7 depositi di materiale sterile e materiale sporco con relativi collegamenti verticali (due montacarichi distinti) completati con locale lavaggio/disinfezione, confezionamento e sterilizzazione. Il primo piano sarà dedicato in modo esclusivo al blocco operatorio con 4 sale chirurgiche, completate dai rispettivi locali di preparazione/risveglio/lavaggio chirurghi e dai locali di supporto all’area chirurgica (spogliatoi, area logistica dedicata a depositi e locali tecnici); tale livello è collegato al resto del presidio attraverso una passerella di quasi quattro metri di altezza. L’ultimo livello tecnico posto sulla copertura dell’edificio sarà delimitato da struttura leggera in carpenteria metallica, all’interno del quale saranno inserite le componenti impiantistiche principali a servizio dell’edificio. L’area sarà dotata di un parcheggio dimensionato per accogliere 192 stalli per le auto.

Sisma 2016, a ottobre record della ricostruzione privata: 168,5 milioni erogati

L’evoluzione positiva della ricostruzione nel Centro Italia colpito dal sisma del 2016 si conferma anche nel 2024. A testimoniarlo i dati di Cassa depositi e prestiti, che fornisce alle banche convenzionate la provvista di fondi necessari a pagare le ditte all’opera nei cantieri della ricostruzione. Numeri che parlano chiaro: fino al 25 ottobre 2024 (ultima rilevazione del dato) Cdp ha erogato un totale di 5,130 miliardi di euro per la ricostruzione privata, di cui circa 2,7 miliardi di euro a partire dal 1 gennaio 2023, pari al 52% dell’intero importo erogato dal 2017. Il record è stato raggiunto proprio nel mese di ottobre con 168,5 milioni erogati.

“Il 30 ottobre di quest’anno ricorrono otto anni dalla terribile scossa che, nel 2016, si abbatté sul Centro Italia al culmine di una delle più violente sequenze sismiche degli ultimi secoli – ricorda il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. Quella mattina crollò la Basilica di Norcia e vennero polverizzati interi paesi dell’entroterra umbro e marchigiano. Se oggi siamo qui a parlare di ricostruzione finalmente sbloccata è anche grazie alla determinazione e allo spirito tenace di queste comunità, che non si sono arrese nemmeno di fronte a degli ostacoli all’apparenza insormontabili. Perché, quando ci si trova di fronte alla distruzione completa di un paese, e quindi alla necessità di ripensare da capo un intero assetto urbanistico, a partire dai sottoservizi fino ai tetti delle case private, le difficoltà possono essere moltissime e lo scoraggiamento è dietro l’angolo. Il lavoro sulla ricostruzione, però, è andato avanti e sta proseguendo. Nelle ultime settimane abbiamo inaugurato i municipi di San Severino e Matelica, e anche la caserma dei Carabinieri di Pieve Torina è ultimata. Proprio oggi, in Cabina Sisma, abbiamo raccolto l’intesa su una serie di ordinanze che vanno ulteriormente ad affinare gli strumenti normativi e finanziari a disposizione dei paesi terremotati. In particolare, ci siamo occupati di situazioni molto delicate, come Pieve Torina e le frazioni di Arquata del Tronto (Pretare, Piedilama, Vezzano, Pescara del Tronto, Tufo, Capodacqua, Trisungo). Abbiamo affinato le risorse per tutta una serie di importanti interventi, sia della programmazione ordinaria che speciale, tra cui anche l’ospedale di Norcia. Ricostruire l’Appennino centrale vuol dire dare a questi territori un’occasione in più per affrontare la crisi demografica, perché solo ricostruendo in sicurezza, ripristinando e migliorando servizi e connessioni viarie e digitali, creando occasioni di sviluppo e innovazione, potremo davvero vederli rinascere. Non si dà futuro senza persone, specialmente di fronte alla crisi climatica che si abbatte con più violenza laddove il territorio non è presidiato e manutenuto. Voglio ringraziare i Presidenti di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, tutti i tecnici che lavorano negli Usr e nei Comuni, tutti i cittadini che credono nella ricostruzione e i loro tecnici che stanno lavorando alacremente per presentare i progetti e cogliere l’occasione che ci è concessa dal Governo Meloni del Superbonus fino a tutto il 2025. Oggi è un giorno di memoria, ma è anche il giorno della speranza, simboleggiata dalla facciata di San Benedetto di Norcia, che è tornata quest’anno a illuminare la strada della ricostruzione. Proseguiamo in questa direzione, senza rilassarci sui risultati raggiunti, ma proseguendo a testa bassa per quelli ancora da conseguire”.

Ricostruzione privata e pubblica nelle quattro regioni. Oltre 20 mila i cantieri di ricostruzione privata autorizzati dagli Uffici speciali per la ricostruzione nelle quattro regioni colpite dal sisma, di cui 11 mila già completati. Concessi un totale di 9 miliardi di euro per i cantieri di ricostruzione e il conseguente ritorno a casa dei cittadini. Anche la ricostruzione pubblica, storicamente più complessa, è finalmente sbloccata e procede senza sosta. Il 95% degli interventi è stato autorizzato, con 4,2 miliardi di euro stanziati per oltre 3.500 progetti. Questo è il quadro di una ricostruzione finalmente avviata nel giorno della ricorrenza della scossa del 30 ottobre 2016.

 

Di seguito i focus dedicati a Umbria e Marche, le due regioni maggiormente colpite dalla scossa del 30 ottobre 2016.

Umbria. In Umbria, la ricostruzione degli edifici privati, dal 2016 ha visto 3.348 cantieri autorizzati, di cui 1.962 già conclusi con il ritorno delle famiglie nelle proprie abitazioni e delle attività economiche nelle proprie sedi di lavoro. Le richieste di contributo presentate sono state 4.955 di cui 3.022 per danno lieve e 1.933 per danni gravi. Le richieste concesse sono state 3.387. La ricostruzione leggera è avviata verso la conclusione, con una percentuale di approvazione delle pratiche pari a circa il 91% del totale delle istanze presentate. La ricostruzione pesante è ormai ben avviata, con una percentuale di approvazione pari a circa l’80% del totale delle istanze presentate in forma completa. Al 30 ottobre 2024 con le istanze contributive sono stati richiesti importi pari a 1,720 miliardi di euro di cui 618 mila euro liquidati (il 25% nei soli primi dieci mesi del 2024).

Sul fronte della ricostruzione pubblica, in Umbria sono stati finanziati 432 interventi di per un totale di 707 milioni di euro di somme assegnate (94 per edifici scolastici, 56 per opere di urbanizzazione e infrastrutture, 35 per l’edilizia residenziale pubblica, 23 per dissesti, 18 per municipi, 7 per l’edilizia sanitaria e sociosanitaria). Di questa somma complessiva, oltre 445 milioni di euro, riferiti a 140 interventi, vengono attuati tramite disposizioni delle Ordinanze Speciali. Rispetto al totale di 432, gli incarichi di progettazione affidati rappresentano il 40%. A questi si aggiungono ulteriori 205 interventi per 150, 8 milioni di euro che interessano i beni culturali e che sono attuati tramite le Diocesi e gli Enti Ecclesiastici civilmente riconosciuti.

Nel 2016 i nuclei assistiti con il CAS in Umbria erano 2352 per un totale di 5527 persone. Ad oggi – ottobre 2024 – i nuclei assistiti con il CAS/CDA sono 816 per un totale di 1369 persone. Questo dato evidenzia che 4158 persone– pari a 1536 nuclei – hanno potuto far rientro nelle proprie case al termine dei lavori di ricostruzione post sisma.

 

Marche. La ricostruzione privata delle Marche vede 18.186 domande presentate, di cui 12.705 concesse. L’importo complessivo liquidato alle imprese, in base all’avanzamento dei cantieri di case e aziende, è di 3,65 miliardi di euro. I cantieri in corso sono 6.911, di cui 4.815 conclusi.

La ricostruzione pubblica, nelle Marche, conta 1.856 interventi previsti, per un importo programmato di 2,23 miliardi di euro. Sono state avviate il 94% delle opere programmate, e circa il 30% dei lavori è in corso o concluso.

Le persone assistite tramite Contributo di autonoma sistemazione o Soluzione abitativa di emergenza, secondo l’ultimo dato disponibile (luglio 2024) sono 6.937.

I casi studio di Arquata del Tronto e Castelluccio di Norcia. Presentati quest’anno al World Conference on Earthquake Engeneering, avanzano anche i progetti per la ricostruzione di due borghi simbolo della devastazione del sisma del 2016: Arquata del Tronto, nelle Marche e Castelluccio di Norcia, in Umbria. Nel primo caso, dopo un grande lavoro di concerto con l’Usr e con l’Eucentre di Pavia, entro l’anno sarà pubblicata la gara d’appalto per il progetto avveniristico che prevede la messa in sicurezza di tutto il colle a sostegno del centro storico. Mentre, per quanto riguarda Castelluccio di Norcia, dove saranno realizzate delle piastre antisismiche a copertura di tutto l’abitato, i primi lavori sono stati consegnati lo scorso maggio. In entrambi i casi di tratta di ricostruzione integrata, dove pubblico e privato hanno collaborato per far sì che si possa procedere in modo unitario: dagli interventi di mitigazione, passando per la viabilità e i sottoservizi fino ai muri delle case. In questo modo è possibile velocizzare e semplificare interventi altrimenti molto più complessi da gestire a livello logistico e amministrativo.

Ascoli, al via i lavori nell’ex edificio Banca d’Italia. Accoglierà una sede scolastica temporanea

L’immobile dell’ex Banca d’Italia diventerà presto una sede scolastica temporanea. Questa mattina sono stati consegnati i lavori alla ditta incaricata e al termine delle opere la struttura potrà accogliere gli studenti della scuola Malaspina, che saranno trasferiti per permettere l’esecuzione del programmato intervento di adeguamento sismico. La Conferenza speciale dei servizi, che fa riferimento alla struttura commissariale per la ricostruzione e all’Usr, ha formalizzato la conclusione del percorso procedurale, dopo l’individuazione dell’edificio da utilizzare come sede provvisoria al fine di consentire la messa in sicurezza delle scuole, approvando il progetto di adeguamento con accoglimento delle prescrizioni e sbloccando, quindi, l’apertura del cantiere.
“Un passaggio importante – ha dichiarato il sindaco Marco Fioravanti – che ci permette di proseguire nell’opera di riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico della nostra città, iniziata dopo il sisma. Con la sede temporanea all’ex Banca d’Italia saremo in grado di accogliere gli studenti della Malaspina e, a seguire, anche i ragazzi di altre scuole, come da programma generale per il recupero degli edifici scolastici”.
Alla luce dei trasferimenti a cui l’Amministrazione comunale ha provveduto, ricorrendo a una razionalizzazione degli spazi nei vari plessi già esistenti, ora si potrà adeguare l’immobile in pieno centro storico (di proprietà della ditta Fainplast, individuato in base a una specifica procedura) così da poterlo utilizzare come sede scolastica temporanea per circa 22 classi.

“E’ stata un’idea molto intelligente. In questo modo conserviamo un tesoro per il tempo necessario di cui avrà bisogno il sindaco Fioravanti per la fase  di ricostruzione delle scuole – ha aggiunto il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma Guido Castelli -. Questo è un luogo dove i ragazzi aspetteranno in vista del ritorno nei propri edifici anche evitando disagi alle famiglie. La lungimiranza dell’Amministrazione aiuterà tutto il centro storico ed è un bel giorno per tutta la città di Ascoli”.

Soddisfazione è stata espressa dall’amministratore unico di Fainplast, Battista Faraotti: “La Fainplast ha risposto con entusiasmo all’avviso pubblico per procedura di dialogo competitivo presentata dal Comune, proponendo un’immobile di proprietà capace di accogliere il trasferimento di numerosi studenti ascolani. Siamo davvero felici di poter aiutare la comunità del territorio ad affrontare una fase transitoria tanto delicata quanto importante per garantire la formazione, in piena sicurezza, di bambini e ragazzi”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Ascoli Piceno, Marco Cardinelli: “Nel novero delle opere pubbliche da realizzare nel nostro territorio, gli interventi di messa in sicurezza delle scuole cittadine rivestono un ruolo di fondamentale importanza. Dopo aver concluso gli interventi presso la media Don Giussani di Monticelli e primaria Poggio di Bretta, portiamo avanti il grande piano di riqualificazione dell’edilizia scolastica”.

Conclusione affidata all’assessore alla pubblica istruzione, Donatella Ferretti: “L’impegno di questa Amministrazione è garantire il diritto allo studio nelle migliori condizioni possibili. Questa soluzione permette di ridurre al minimo il disagio per le famiglie, vista anche la vicinanza dell’ex Banca d’Italia alla scuola Malaspina”.
La Conferenza speciale dei servizi ha approvato lo stanziamento di 3,1 milioni di euro più Iva per la realizzazione di tutti i lavori di adeguamento della struttura alle esigenze scolastiche e per i canoni di affitto per 3 anni.

La legge di Bilancio a favore del sisma

La Legge di Bilancio 2025 rassicura il futuro delle comunità, dei cittadini e delle imprese del cratere del sisma 2016-2017. Innanzitutto, allo scopo di assicurare il proseguimento e l’accelerazione dei processi di ricostruzione è stato prorogato lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2025 e la gestione commissariale straordinaria. Il Commissario straordinario, Senatore Guido Castelli, commentando i contenuti della nuova legge di bilancio, ha premesso che “negli ultimi due anni, grazie al tempestivo intervento del governo Meloni, quei territori stanno finalmente ripartendo, in termini di ricostruzione, di occupazione, di tessuto sociale. Sono stati infatti erogati 2,3 miliardi per la ricostruzione privata, abbattendo del 21 percento la necessità di assistenza abitativa”. Peraltro, nella nuova Legge di bilancio sono state appostate nuove risorse (92 milioni di euro) per assicurare per tutto il 2025 il contributo per il disagio abitativo finalizzato alla ricostruzione. E sono state prorogate le esenzioni delle tariffe delle utenze per tutto il 2025. Il Governo ha poi destinato 1,5 milioni di euro per concorrere agli oneri derivanti dalla proroga al 31 dicembre 2025 dei pagamenti delle rate dei mutui e dei finanziamenti di ogni genere; analoga sospensione si applicherà anche ai pagamenti di canoni per contratti di locazione finanziaria per edifici distrutti o divenuti inagibili, anche parzialmente, ovvero beni immobili strumentali all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale, agricola o professionale svolta nei medesimi edifici.

La sospensione si applica anche ai pagamenti di canoni per contratti di locazione finanziaria aventi per oggetto beni mobili strumentali all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale, agricola o professionale. Sempre a proposito di mutui viene prorogata al 31 dicembre 2024 la facoltà dei beneficiari dei mutui di optare tra la sospensione dell’intera rata e quella della sola quota capitale, senza oneri aggiuntivi per il mutuatario. Nei rapporti tra cittadini, imprese e amministrazioni pubbliche è stata prorogata al 31 dicembre 2025 l’esenzione – per le persone fisiche residenti o domiciliate e le persone giuridiche che hanno sede legale o operativa nei Comuni – relativa al pagamento dell’imposta di bollo e dell’imposta di registro per le istanze, i contratti e i documenti presentati alla pubblica amministrazione fino al 31 dicembre 2024. Ed è stata prorogata al 31 dicembre 2024 la disposizione che esclude il concorso alla formazione del reddito imponibile dei redditi dei fabbricati, ubicati nelle zone colpite dagli eventi sismici, purché distrutti od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero, comunque adottate entro il 31 dicembre 2018. Viene anche prorogata l’esclusione dall’indicatore della situazione patrimoniale (Isee), degli immobili e fabbricati di proprietà distrutti o dichiarati non agibili in seguito a calamità naturali.

Per tutto il 2025 non saranno dovuti l’imposta comunale sulla pubblicità e il canone per l’autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari, riferiti alle insegne di esercizio di attività commerciali e di produzione di beni o servizi, nonché la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche e il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche. Il fondo per il ristoro ai Comuni è incrementato di 5 milioni di euro per il 2025. E si autorizza una spesa di 10 milioni di euro per garantire la continuità nello smaltimento dei rifiuti solidi urbani con compensazione, autorizzata dal Commissario straordinario, a favore dei comuni colpiti dal sisma, per sopperire ai maggiori costi della gestione dei rifiuti e/o alle minori entrate della TARI. Vengono prorogati al 31 dicembre 2025 i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con il personale in servizio presso gli Uffici speciali per la ricostruzione e presso gli altri enti ricompresi nel cratere del sisma del 2016. Nuove risorse anche per l’implementazione, la manutenzione e la funzionalità delle piattaforme informatiche della struttura commissariale (1 milione di euro in più nel corso del 2025). E sono incrementate di complessivi 4,3 milioni le risorse per gli interventi PNC nei territori del sisma 2009 e 2016 entro il 31 dicembre 2025. La legge di bilancio 2025 conferma l’attenzione rivolta ai territori colpiti dal sisma 2016-2017. Anche prima degli ultimi provvedimenti è giusto rammentare che “è stato sbloccato il 95% degli interventi per la ricostruzione pubblica e il governo ha assicurato un finanziamento aggiuntivo di ben 1,4 miliardi per la via Salaria e la rete viaria. Ricordo poi il recente protocollo firmato dalla struttura commissariale sisma 2016 e il ministero del Lavoro sul sostegno nelle aree del cratere all’occupazione, alla formazione lavorativa, alla tutela delle nuove povertà. Oltre il terremoto, dunque, rinasce il Centro Italia”

Camerino, una delle sfide più complesse: “Privata e pubblica sbloccate, avanti il centro storico”

Uno dei centri storici più danneggiati dalla scossa del 26 ottobre 2016 sta finalmente rinascendo. Camerino, in provincia di Macerata, è uno dei simboli della seconda e terza scossa della sequenza sismica che otto anni fa devastò il Centro Italia, a partire dalla notte del 24 agosto 2016. I due terremoti del 26 ottobre, ai quali seguì poi quello del 30 ottobre con il crollo della cattedrale di San Benedetto di Norcia e la distruzione di moltissimi paesi, segnarono profondamente l’entroterra marchigiano, andando ad aggravare e a determinare nuovi danni in un territorio vastissimo, un terzo dell’intera Regione Marche.

“Camerino è una di quelle situazioni apparentemente impossibili e che si stanno sbloccando grazie a un grande lavoro di squadra tra istituzioni – commenta il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli -. Insieme al Presidente Francesco Acquaroli, che non ha mai smesso di vigilare sulla ricostruzione delle aree del cratere ponendo la massima attenzione al tema delle aree interne e montane della regione, e al sindaco Roberto Lucarelli, coadiuvati dall’Ufficio speciale ricostruzione, siamo riusciti a trovare la chiave di volta normativa e operativa per il rilancio di uno dei centri storici più storici e più danneggiati del cratere. Per farlo al meglio abbiamo anche incontrato ed ascoltato con grande attenzione le istanze della Sovrintendenza e dei cittadini stessi, che chiedono tutela dell’identità storico-architettonica della loro città. Il quadro dei dati che forniamo oggi rende bene il cambio di passo in atto ma stiamo lavorando ulteriormente per far sì che tutto proceda nel migliore dei modi, anche in vista dei progetti di sviluppo che interessano il territorio di Camerino grazie a Next Appennino. Stiamo ricostruendo Camerino “com’era” ma anche “come sarà”, così da trasformare il dramma del sisma in un’occasione di rilancio per tutto il territorio. Solo così potremo provare a contrastare l’inverno demografico e la crisi climatica che affliggono anche questa parte d’Italia: non può esserci sviluppo né tutela dell’ambiente senza la presenza umana e per trattenere e incentivare la residenzialità occorre una visione di futuro, che passa attraverso l’innovazione, la ricerca e la viabilità, anche grazie al Governo Meloni che ci ha consentito di investire ulteriormente in una struttura viaria fondamentale come la Pedemontana, con i lavori appaltati già nel 2023”.

 

“Guardiamo alla nostra città con la speranza sostenuta da atti concreti. Insieme al Commissario Castelli e alla Regione Marche si stanno raccogliendo i primi frutti del lavoro, rappresentati dalle gru presenti nel centro storico. I numeri sono positivi in un’ottica di ricostruzione del nostro patrimonio immobiliare privato. Anche la ricostruzione pubblica avanza, con tanti lavori in corso di completamento e altri che stanno iniziando. Gli anniversari servono per fare un bilancio che è positivo, con una ricostruzione che è avviata, grazie al Commissario Castelli e al Presidente Acquaroli ma anche ai cittadini che partecipano attivamente a questo processo. Il 2025 sarà l’anno della ricostruzione pubblica. Camerino, insieme anche alla Diocesi e all’Università e grazie all’ottimo lavoro svolto dal Rettore Leoni e dall’Arcivescovo Massara, punta a diventare ancora più bella, sicura e attrattiva” ha dichiarato il Sindaco Roberto Lucarelli.

 

La ricostruzione privata. Nel quadro già positivo delle Marche, con oltre 18 mila domande di ricostruzione privata presentate, 6900 cantieri in corso di cui 4800 già conclusi e oltre mezzo miliardo liquidato per i lavori, Camerino, pur nella complessità della sua situazione, non fa eccezione. Le domande di ricostruzione aggiornate a ottobre di quest’anno sono 890, con 590 cantieri autorizzati (oltre la metà sono per danni gravi) di cui 293 conclusi. Focalizzandoci sul centro storico, dove si estende la zona rossa più grande del cratere, l’opera programmatica messa in campo dal Commissario Castelli in sinergia con la Regione, attraverso l’USR, e il sindaco Roberto Lucarelli, mostra i suoi frutti. Il centro storico è stato diviso in aree, così da gestire logisticamente e temporalmente i mezzi pesanti necessari alla ricostruzione delle abitazioni. L’efficacia di questo approccio è dimostrata dai numeri del primo “anello” di cantieri: su 68 progetti previsti, 67 sono stati presentati, con oltre il 61% che ha già ottenuto la concessione. Sette interventi sono stati completati e 21 cantieri sono attualmente operativi. Sono inoltre già pervenuti diversi progetti anche delle Fasi 2 e 3 del piano di cantierizzazioni, che sono articolate come segue: nella Fase 2 sono attesi 26 progetti (di cui 6 arrivati) mentre per la Fase 3 sono attese 39 pratiche, di cui 13 già presentate.

La ricostruzione pubblica. In tutto il territorio comunale, lo sblocco della privata va di pari passo con quello della ricostruzione pubblica. Il piano delle opere pubbliche mostra un quadro incoraggiante: il 50% degli interventi è in fase di progettazione, il 15% ha avviato i lavori e l’11% è già concluso. Particolare attenzione è stata dedicata al quartiere Vallicelle, il più popoloso di Camerino prima del sisma, dove oltre alle previsioni per evitare ulteriore consumo di suolo, è stata studiata la soluzione, tramite Ordinanza speciale del Commissario Castelli, che prevede l’interramento della linea dell’alta tensione in modo da consentire numerosi interventi che attendevano da anni una soluzione allo stallo.

Anche in centro storico la ricostruzione pubblica avanza. Dopo la demolizione dell’Ex tribunale, procede il progetto esecutivo del palazzo comunale e del teatro Filippo Marchetti. Particolare attenzione è dedicata anche alla Rocca, in fase di progettazione, e alla realizzazione del parcheggio, infrastruttura essenziale per garantire l’accessibilità al centro storico i cui lavori saranno affidati entro fine anno.

La scuola Betti. I lavori sono ad un punto avanzato ed entro la fine dell’anno verrà ultimata la parte scolastica con la sistemazione delle aree esterne. L’intervento della scuola Betti, che vale 12 milioni di euro, si estende su circa 4700 mq, divisi tra materna (2 sezioni per 60 alunni), elementare (10 classi per 250 alunni) e medie (9 classi per 225 alunni).

L’Università di Camerino. Baluardo di resilienza fin dai primi momenti del terremoto, l’ateneo di Camerino sta attuando con risultati eccezionali la propria Ordinanza speciale, il che si traduce in spazi rinnovati e sicuri che tornano a disposizione degli studenti e della città: il Polo Studenti Ex Magistrali è stato completato e consegnato nell’ottobre 2023. Altri tre progetti, “San Domenico”, “Palazzo Ribechi” e “Granelli e studentato”, sono attualmente in fase di esecuzione lavori. Il Palazzo Battibocca è in procinto di avviare il procedimento di gara per i lavori, e il Palazzo da Varano sta finalizzando il progetto esecutivo. Di particolare rilievo anche l’intervento sul Fazzini, uno dei collegi più grandi di Unicam, recentemente potenziato grazie agli incrementi definiti con Ordinanza in Cabina di coordinamento.

Il patrimonio religioso. Procede l’impegno non solo della Struttura commissariale ma anche dell’Arcidiocesi di Camerino-San Severino, guidata dall’Arcivescovo Francesco Massara, per la ricostruzione materiale e sociale. Un esempio virtuoso di questo impegno è stato il Centro Pastorale Diocesano. Ricostruito e rinnovato in modo tale da essere spazio polifunzionale, il nuovo centro inaugurato quest’anno ha anche camere per ospitare studenti. Un luogo di ritrovo intergenerazionale alle porte della città. È stato inoltre sbloccato il Duomo di Camerino, grazie alla sinergia tra il Commissario Castelli, l’Arcivescovo Francesco Massara e la Soprintendenza, che ha consentito di individuare tutte le necessarie premure per garantire la qualità degli interventi di restauro di uno dei simboli della città, Il progetto ha ottenuto così il via libera dalla Conferenza dei servizi. Si sottolinea che tutti gli interventi inseriti nell’ordinanza 105 dedicata ai luoghi di culto, di cui 24 nella località di Camerino, sono stati avviati. Oltre il 50% degli interventi ha le procedure di progettazione in corso e quasi il 30% ha avviato i lavori.

La sicurezza del territorio. A Camerino, similmente ad altri Comuni gravemente colpiti dal sisma, si pone anche il tema della sicurezza idrogeologica del territorio. Dopo approfonditi studi si sta definendo la delocalizzazione della frazione di Nibbiano, dove insiste una frana preesistente al sisma ma aggravata dalle scosse del 2016. Il rischio emerso dallo studio è risultato così elevato da rendere necessaria la delocalizzazione di tutte le abitazioni. Una scelta delicata che va nella direzione della tutela dei cittadini e parte dalla consapevolezza che l’Appennino centrale è un territorio geologicamente giovane e quindi maggiormente soggetto a questo tipo di problematiche.

Riparazione sociale ed economica. Il rilancio di Camerino passa anche attraverso finanziamenti aggiuntivi e complementari alla ricostruzione materiale e in particolare dai fondi del Piano nazionale complementare sisma. Sul fronte del sostegno alle imprese, attraverso il programma Next Appennino, sono stati attivati finanziamenti per 10 progetti a Camerino: due di innovazione, 6 per lo sviluppo di piccole e medie imprese di cui una relativa al settore turistico e ulteriori due progetti nel campo della formazione e dello sport, per un totale di oltre 1,6 milioni di euro di agevolazioni concesse. Sul fronte degli investimenti pubblici del Pnc sisma, si segnalano invece 1,3 mln per la rigenerazione urbana e territoriale e 396 mila euro per la viabilità tra viale Leopardi e viale Betti. Nella rigenerazione urbana sono ricomprese aree giochi, stazioni di ricarica per veicoli elettrici, parchi urbani (anche a Vallicelle) e la riqualificazione della Rocca Borgesca e del centro sportivo Le Calvie. Inoltre, Camerino è capofila di una delle tre Comunità energetiche rinnovabili a traino pubblico finanziate nelle Marche da Next Appennino, con un finanziamento di 7,6 milioni di euro e che comprende anche i Comuni di Matelica, Serravalle del Chienti, Castelraimondo e Gagliole, e sede sede del Centro internazionale per la ricerca sulle scienze e tecniche della ricostruzione fisica, economica e sociale, con un finanziamento di 18,2 mln di euro. Tra i progetti cofinanziati dal Pnrr anche quello del Recovery hub alle Ex Casermette di Torre del Parco per la creazione di un hub di recupero per i beni artistici e culturali danneggiati dal sisma 2016, ma anche di formazione e di valorizzazione del territorio, che oltre ai fondi PNC Sisma e al PNRR, ha recentemente ottenuto un ulteriore finanziamento di 3,5 milioni anche da parte del Ministero della Cultura, confermando l’attenzione che il Governo sta dando all’area del cratere sismico e alle Marche.

San Pellegrino di Norcia e Sant’Eutizio a Preci, trasferiti fondi per mitigazione rischio idrogeologico

Trasferito oltre 1 milione di euro all’Ufficio Speciale della Ricostruzione dell’Umbria per due interventi di mitigazione del rischio idrogeologico di particolare rilievo. Il primo in corso a San Pellegrino di Norcia, con il trasferimento dei primi 500 mila euro a fronte dell’avanzamento dell’opera (il contributo totale è di 1 milione di euro). Il secondo, 545 mila euro (su un totale di circa 1 mln) per la località Valle nel Comune di Preci, dove sorge l’Abbazia di Sant’Eutizio.

“San Pellegrino è una frazione a cui, insieme al sindaco Giuliano Boccanera e alla Presidente Donatella Tesei, abbiamo da subito dato la giusta attenzione per il livello di danno e la difficoltà di partire con la ricostruzione – dichiara il Commissario Castelli -. L’intervento di mitigazione è una parte essenziale dell’Ordinanza speciale. Stesso discorso per Preci: insieme al sindaco Massimo Messi siamo riusciti a imprimere una direzione concreta alla complessa ricostruzione di uno dei tesori dell’Umbria: l’Abbazia di Sant’Eutizio. La ricostruzione è anche tutela della nostra identità culturale, per consegnare alle prossime generazioni un patrimonio intatto e sicuro. Il mio ringraziamento come sempre va all’Ufficio speciale ricostruzione per il suo impegno quotidiano e infaticabile”.

“Un bel lavoro di squadra insieme alla Regione Umbria e alla Struttura Commissariale. Risolviamo quei problemi per far si che la ricostruzione possa partire per eliminare le problematiche nel post sisma” dichiara il Sindaco di Norcia Giuliano Boccanera. Il primo cittadino di Preci Massimo Messi spiega che “E’ un intervento importante per il quale ringrazio la Struttura Commissariale per l’impegno profuso. Anche insieme alla Diocesi di Spoleto-Norcia e il Vescovo Boccardo stiamo lavorando insieme per l’obiettivo. Siamo soddisfatti non solo per questo intervento ma anche per tutta la ricostruzione nel territorio di Preci. Un plauso al commissario Castelli per la sua vicinanza e per la comprensione che ha nei nostri confronti”.

 

Approvato l’intervento di riparazione danni e rafforzamento locale per la Chiesa di San Giovanni a Preci

La Conferenza dei Servizi ha approvato l’intervento per i lavori di miglioramento sismico della Chiesa di san Giovanni in località Piedivalle nel Comune di Preci. Costruito con tutta probabilità come edicola votiva all’imbocco di un antico itinerario per la montagna a partire dalla Valle del Campiano, nell’ambito territoriale della vicina, importante, Abbazia di S. Eutizio, l’edificio assunse le dimensioni e la forma di piccola chiesa – che ancora oggi conserva – entro la metà del XVI sec., come testimoniato dalla data incisa sul portale in pietra della facciata principale – MDXXXV – che attesta l’epoca dell’ultimazione del manufatto. Lo stato di danno rilevato è gravissimo e riguarda soprattutto le strutture verticali di entrambe le unità strutturali e gli orizzontamenti voltati della chiesa. Il progetto prevede opere finalizzate alla riparazione e al consolidamento sia degli elementi strutturali (mediante l’eliminazione o almeno l’attenuazione delle carenze individuate) che dell’apparato decorativo della fabbrica, costituenti ambiti strettamente e inscindibilmente correlati del medesimo manufatto di interesse culturale, da trattare nella sua complessa unitarietà. Sul lato interno della Chiesa il consolidamento della struttura muraria potrà essere eseguito in maniera puntuale, mediante· pulitura, rinzeppatura e stuccatura in profondità del paramento murario in corrispondenza di lesioni e di lacune nell’intonaco antico, iniezioni di malta attraverso discontinuità nell’intonaco, stuccatura superficiale di bordi, lesioni e lacune con malta di calce. All’interno della chiesa, solo in corrispondenza di ampie zone con intonaci rifatti oppure di parti di intonaco comunque irrecuperabili, sarà valutata in accordo con i funzionari della Soprintendenza l’opportunità di procedere alla rimessa a nudo del paramento murario e al suo consolidamento con tecnica analoga a quella descritta per il lato esterno del muro, avendo cura di riproporre spessori di intonaco di finitura molto sottile e in ogni caso sottosquadro rispetto ai bordi degli intonaci antichi. Il costo complessivo dell’intervento è di 1.000.000 di euro.

“Ringrazio il presidente della Regione, l’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia guidata dall’Arcivescovo Renato Boccardo, l’Ufficio Ricostruzione Umbria e il Sindaco Massimo Messi per la loro essenziale collaborazione. Una sinergia che è fondamentale per la rinascita dell’Umbria e di tutto l’Apppenino Centrale. Anche in questo caso recuperiamo un gioiello storico e architettonico di grande importanza non solo religiosa ma anche sociale.”